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Vavi(:96

CAPITOLO I-OGGI-

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Di , 7th August 2012 alle 18:21 (227 Visite)
Citazione Originariamente Scritto da Vavi(:96 Visualizza Messaggio
CAPITOLO I-OGGI-

Come può un nuotatore esperto affogare nel laghetto dietro casa sua?
Come può un uomo che ama sua moglie, vuole bene ai suoifigli e adora i suoi nipoti, suicidarsi?
Queste domande hanno in comune la medesima risposta: nonpuò!
Ma, come imparai nelle settimane a venire, la realtà, omeglio quella che CREDIAMO essere la realtà, è solo un illusione, un effimero attimo di eternità.
Perché niente dura per sempre.
Ed io ho sempre odiato gli addii…
Anche quando arrivo all’ultima pagina di un buon libro sento di aver perso una parte di me.
Quella parte di me che credeva ancora alle favole…
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“…polvere alla polvere, cenere alla cenere…”
Le parole del sacerdote riecheggiavano nelle mie orecchie,ma era come se non le sentissi.
Durante la cerimonia non ha fatto altro che esaltare leuniche qualità che mio padre non ha mai avuto.
Perché in fondo non l’ha mai conosciuto veramente.
L’unica cosa che sentivo erano i singhiozzi di mia madre edi mia figlia Jane e le parole di conforto di mio fratello.
Mio figlio Ben, fiero di essere l’uomo di casa, cercava ditrattenere le lacrime.
Ecco è il momento…
Ho preso una manciata di terra e, come un automa, l’hogettata sulla bara.
Ero contenta che fosse chiusa…
Avevano sbagliato tutto: i capelli, l’espressione del viso,il modo in cui faceva il nodo alla cravatta, tutto.
Lo avevano impiastricciato di fard, mascara e rossetto,tanto da farlo sembrare un drag queen terrorizzata e senza parrucca.
Ho guardato la lapide ignorando gli spintoni dellasconosciuta dietro di me, una di quelle vecchiette che vanno a tutte lefunzioni religiose senza farsi problemi se non conoscono nessuno, perché nelloro cieco bigottismo l’importante è che il prete veda la loro devozione.
L’unica cosa vera di quell’orrido funerale era la lapide:
“Qui giace

OTTO HALDER,

archeologo.

Maunten, 1929; Sunset Valley, 2012.

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Un vero amico è per sempre.”

Mio padre amava l’Egitto così tanto che ha sposatoun’egiziana, Myranda Kazim, mia madre.

Ed era un archeologo, il che spiega gli eccentrici nomi cheha dato a me e a mio fratello: Iside e Sethy.

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“Non credi che sia ora di cominciare la storia?” mi fa notare Ahmed Jamal. In questi giorni ci siamo tutti affezionati molto a quest’uomo meraviglioso. Soprattutto i ragazzi che lo chiamano già nonno. Ma io non ho intenzione di chiamarlo papà, sarebbe grottesco . E quando gliel’ho comunicato lui mi ha detto di essere assolutamente d’accordo con me. Lui si è offerto di aiutarmi a ripercorrere sia la bizzarra avventura che abbiamo vissuto assieme, sia quelle che ha passato in compagnia di mio padre e del professor Davids e devo ammettere che, malgrado l’età, la sua memoria è straordinaria. Basta! Ahmed si sta irritando, quindi è meglio che cominci.
FINE
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