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  1. #1821
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Devo essere riuscita ad addormentarmi anche se da poco, dato che quando sento la voce di Drako forte e chiara, nonostante non sia qui in tenda, scatto improvvisamente sul pagliericcio confusa e con gli occhi assonnati. Resto per un secondo disorientata prima di tornare lucida, ripensando alle parole che sono sicura di avergli sentito pronunciare. Lantis... stava parlando di Lantis, di qualcosa che ha fatto. Non può essere arrivato qui, non può averci trovati, questo luogo è protetto da una barriera magica. Quindi cosa? Scendo immediatamente dal pagliericcio infilando i sandali per uscire dalla tenda, e qui mi trovo davanti Drako che sta riassorbendo il suo scudo di fuoco. Lo guardo terrorizzata, ho paura di quello che può essere successo, ed il suo sguardo non preannuncia nulla di buono.



    E' fuori controllo, nonostante cerchi di recuperarlo con fatica, ha gli occhi fissi su delle missive, numerose missive all'interno di una scatola che ha in mano, alcune delle quali presentano i bordi bruciati a causa delle fiamme che si sono liberate dal suo corpo. Sento il respiro fermarsi e l'angoscia pervadermi, ma devo cercare di restare lucida, di capire cosa sta succedendo. Attorno a noi si radunano delle persone, vedo Lady Blackstone, Elen, Jarak e Ryuk preoccupati e timorosi di avvicinarsi troppo, ma non bado a loro, i miei occhi sono concentrati esclusivamente su Drako e su quelle lettere. Muovo qualche passo verso di lui, spaventata ed incerta "Drako..." lo chiamo, cercando di incrociare il suo volto per capire cosa abbia letto di così devastante, ma sembra non sentirmi.



    Quando gli sono vicina, non ottenendo risposta allungo la mano ed afferro le missive, non mi permetterei in condizioni normali ma si tratta di Lantis e lui è sconvolto, non posso di certo aspettare. Lui mi lascia fare e velocemente inizio a sfogliare le lettere, leggendo una dopo l'altra tragiche notizie di morte, devastazione, distruzione di villaggi ed intere casate non apertamente schierate con i reali. Ed il mio nome... il mio nome ricorre talmente frequentemente da togliermi il fiato e provocarmi ogni volta una fitta allo stomaco.



    Sta distruggendo tutto, Dohaeris ed i villaggi confinanti, lo ha già fatto, giustificando il suo folle gesto dietro l'esigenza di ritrovarmi. Uomini, donne...e bambini, ha ucciso anche bambini innocenti, privi di alcuna colpa, vittime innocenti di un uomo senza coscienza alcuna. Il cuore accelera i suoi battiti mentre il respiro diviene sempre più affannato, le mani iniziano a tremarmi tanto che uno dopo l'altro i fogli cominciano a scivolarmi di mano finendo a terra assieme alla scatola, e sparpagliandosi poi vicino il tavolo. Ma non li raccolgo, non ha più importanza, ho letto a sufficienza. Sento un nodo in gola e gli occhi lucidi, che riesco appena ad alzare fino ad incrociare quelli di Drako prima di sentire le prime lacrime rigarmi il volto.



    E' colpa mia, è per la mia scelta, è perchè non ha più me accanto a limitare la sua follia. E' per... no, non è per questo, è perchè è un mostro, perchè in lui non vi è nessun briciolo di umanità e di pietà, ma solo tenebre e malvagità. Sento il sangue ribollirmi nelle vene e la rabbia divenire sempre più forte ed incontrollabile, così come sento la mia aura agitarsi come mai prima d'ora. Stringo i pugni mentre abbasso lo sguardo e chiudo gli occhi ricacciando indietro le lacrime, mentre un nuovo sentimento si fa strada dentro di me, un sentimento che mai avrei pensato potesse essere associato al suo nome. Un odio profondo, devastante, totale nei suoi confronti. Io lo odio, lo odio con tutte le mie forze e con tutto il mio cuore, odio quello che è, odio quello che è diventato, odio quello che ha fatto... e giuro sulla mia Dea che pagherà per tutto il male che ha compiuto con questo suo gesto abominevole. E sono fiera, fiera della mia scelta, fiera di essermi opposta a quello che è, e che ha appena dimostrato di essere, fiera di lottare contro di lui e contro gente come lui. Mantengo i pugni stretti e cerco di controllare la mia rabbia e l'energia negativa che sento mi sta avvolgendo in questo momento, per quanto mi sia possibile, poi con lo sguardo alto ma senza soffermarmi a guardare nessuno mi dirigo verso il lago...voglio stare da sola, devo stare da sola. Raggiungo lo specchio d'acqua in pochi minuti, finalmente libera di sfogare tutto l'odio che sento, la rabbia, la frustrazione, il rammarico, il senso di colpa e di impotenza davanti a questa tragedia. Tutte queste sensazioni ed emozioni contrastanti si mischiano e si incatenano all'energia del mio elemento che insiste per essere liberata, ed infatti istantaneamente un turbine si innalza dal centro del lago verso l'alto, verso il cielo, vorticando alla stessa velocità dei pensieri che uno dopo l'altro si susseguono nella mia mente, aumentando sempre più di diametro istante dopo istante, fin quando non cedo per lo sforzo.



    E così tutto si placa, l'acqua ricade verso il basso dissolvendosi ed io mi accascio a terra dietro un cespuglio, portando le mani a coprire il viso e lasciando libere le lacrime che ho cercato finora di trattenere.

    *Azioni di Drako concordate con Eclisse


    Scuola di Magia: Distruzione
    Previa concentrazione si è in grado di generare una quantità controllata di acqua, la quale può essere lanciata con forza contro l’avversario, causandone danni da impatto:

    • Maestro Ira di Nettuno – L’incantatore è in grado di generare un turbine di acqua nelle sue immediate vicinanze (alto al massimo tre metri e largo due) e direzionarlo, lanciandolo con forza contro il nemico, il quale, se colpito, viene imprigionato nel vortice. Chi subisce le conseguenze di questo potere, può riportare gravi danni da contusione ed ossa rotte. Chi si trova nel turbine non affoga.

  2. #1822
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    L'urlo di Kalisi dev'essere stato davvero forte, perché in pochi minuti molte persone ci raggiungono, preoccupate, ma nessuno osa avvicinarsi troppo all'uomo per chiedergli spiegazioni.




    Non li biasimo, sembra veramente sconvolto, e penso che nessuno di noi sia abbastanza in confidenza con lui da avvicinarsi e cercare di aiutarlo, di consolarlo. Nessuno di noi, tranne la Raeghar, che appena compare ha occhi solo per Drako e il suo apparente dolore.




    Tenta di risvegliarlo dallo stato catatonico in cui è caduto, ma Kalisi non risponde, e il panico comincia a farsi strada tra i miei pensieri, anche se si tratta di un terrore infondato dato che non ho la minima idea di cosa possa trattarsi: non mi viene in mente nulla, assolutamente nulla, se non una qualche pessima notizia su qualcuno a lui caro, magari un familiare. Esperin decide quindi di agire, tenta di prendere le lettere dalle mani dell'uomo e noto con sollievo che lui glielo lascia fare senza aggredirla. Lettere... che sortiscono lo stesso identico effetto anche sulla ragazza: riesco perfettamente a leggere il disgusto e lo sconcerto sul viso di Esperin per quello che sta leggendo, shock che viene confermato dal suo allontanamento a sguardo alto, ma comunque pieno di dolore. Non rifletto nemmeno troppo su ciò che sto per fare e mi avvicino ai pezzi di carta ormai a terra, per poi chinarmi e raccoglierne qualcuno a caso, i primi sopra il piccolo mucchietto che si è formato. Mi basta leggere poche righe per comprendere appieno le reazioni dei miei compagni: alcune missive sono state scritte da nobili rifugiati, vittime della furia dell'esercito reale i cui interi casati sono stati annientati in mere ore; altre provengono da gente qualunque, e il loro tono non è di certo migliore: si parla di interi villaggi distrutti, civili uccisi, persone innocenti che probabilmente hanno sentito parlare di questa guerra solamente da soldati di passaggio. Forse gli stessi soldati che, dopo aver ricevuto un semplicissimo ordine, si sono divertiti a tagliare loro la gola. E... il motivo di questa furia... è Esperin. Il suo nome torna spessissimo, alcuni si riferiscono a lei semplicemente con i suoi titoli, ma è chiaro che tutta questa distruzione sia stata causata dalla sua fuga. Ora capisco... capisco perché si sia dovuta allontanare. <<Non è colpa sua>>, pronuncio ad alta voce, in modo da farmi sentire da Drako.


    Lo sa benissimo anche lui, ma ho avvertito il bisogno di dirlo, perché... perché tutto questo è inammissibile. Dohaeris era marcia, è tuttora marcia e continuerà ad esserlo se non vinceremo questa guerra. Continuo a rileggere incredulo le altre lettere, sono tutte, tutte, tutte tristemente uguali... e, chiaro come il sole, per la prima volta riesco davvero a vedere la bestia incoronata di cui tutti parlano.
    Our wills and fates do so contrary run

  3. #1823
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Resto con gli occhi incatenati a Drako, le sue fiamme ormai sono dissipate, ma il suo sguardo mi spaventa.



    Non oso avvicinarmi anche se molti si aggiungono al gruppo, la prima a muovere un passo è Esperin che raccoglie le missive dalle mani dell'uomo, per poi iniziare a leggerle. La guardo, cercando di capire di cosa si tratti, il suo sguardo muta come l'espressione che le va a disegnare il viso, fino a quando delle lacrime scivolano copiose sulle guance. Ancora non muovo un passo, la Principessa è rabbiosa quanto Drako e si allontana verso il lago, spero non sia quello che penso, spero che non sia realmente quello che sto immaginando.



    Anche Jarak si avvicina e raccoglie alcune lettere, anche il suo volto sembra tradire una emozione negativa e decido di avvicinarmi con cautela, ma è lo stesso Drako a prendere la parola ed a spiegare a tutti il contenuto di quelle missive: "Purtroppo quello che avevo immaginato è accaduto, la mano della tirannia di un Re che rinneghiamo si è abbattuta su molte vite: uomini, donne ed anche bambini. Le armate reali sono in cerca di Esperin ed, a quanto pare, non hanno avuto alcuno scrupolo nel tentare di ottenere informazioni. Hanno devastato ogni cosa, interi villaggi rasi al suolo e famiglie divise... "

    Auron. Il mio primo pensiero è Auron in quella casa di merda, tra quei monti di merda, con quella testa di merda e quella presunzione di merda nel non voler schiodare.



    "Non è colpa di Esperin, Lantis ha perso il lume della ragione da lungo tempo. Controllate pure se tra queste missive ci sono nomi che conoscete, spero che non ci sia nessuno delle vostre famiglie o amici, in caso contrario, avete il mio più sentito cordoglio" Continua mesto, mentre raccoglie le lettere per poi poggiarle sul tavolo. Non posso restare qui, devo sapere... devo vedere con i miei occhi. Senza dire nulla, corro in tenda ad indossare dei pantaloni e via, corro verso il lago scansando Esperin ed arrivo fino al Glados, Auron... prega per te di essere vivo o questa volta giuro che te le suono.




  4. #1824
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Larieth Slagant

    Valerius tira su la testa dal tavolo e si guarda attorno confuso, di sicuro avrà un gran mal di testa per colpa della sbronza e della botta che si è preso picchiando sul tavolo.
    Si alza dal tronco e si dirige in direzione delle tende, ma non ha sentito che lo stavo chiamando? Forse è ancora poco lucido a causa dell'idromele che ha bevuto.
    <<Lantis... come hai potuto?>> Il grido di Drako mi va voltare di scatto verso la sua tenda, in breve tempo quasi tutti corrono da lui per vedere cosa succede, anche io senza attendere oltre, mi appresto a raggiungerli.
    Drako sta riassorbendo il suo scudo di fuoco, mentre Esperin si avvicina a lui titubante, lo chiama ma non ottiene nessuna risposta quindi afferra le lettere che lui ha in mano le sfoglia velocemente, mentre il suo sguardo si dipinge di orrore, rabbia e incredulità.
    Le lettere gli cadono dalle mani sparpagliandosi vicino al tavolo, la ragazza alza il viso in direzione di Drako, noto che le lacrime le stanno rigando il volto, successivamente la vedo stringere i pugni e uscire a tasta alta dalla tenda. Deve essere successo qualcosa di terribile, ma cosa? Valerius si avvicina al tavolo e prende in mano un paio di lettere e poi esclama <<Non è colpa sua>>.
    Colpa sua per cosa? Drako si riprende dal suo stato di incoscienza e prende la parola
    << Purtroppo quello che avevo immaginato è accaduto, la mano della tirannia di un Re che rinneghiamo si è abbattuta su molte vite: uomini, donne ed anche bambini. Le armate reali sono in cerca di Esperin ed, a quanto pare, non hanno avuto alcuno scrupolo nel tentare di ottenere informazioni. Hanno devastato ogni cosa, interi villaggi rasi al suolo e famiglie divise Non è colpa di Esperin, Lantis ha perso il lume della ragione da lungo tempo. Controllate pure se tra queste missive ci sono nomi che conoscete, spero che non ci sia nessuno delle vostre famiglie o amici, in caso contrario, avete il mio più sentito cordoglio>>
    Ryuk esce di corsa dalla tenda, credo di sapere cosa gli stia passando per la testa, di sicuro è preoccupato per suo figlio, spero sinceramente che sia vivo e che stia bene, ha già perso la donna che ama, spero che debba piangere pure il figlio.
    << Certo che non lo è, è solo colpa di Lantis, quell'uomo è il male>>. ribadisco quasi urlando, non perdo altro tempo e mi butta di corsa fuori dalla tenda per raggiungere Esperin, so di sicuro che si sta addossando tutte le colpe.
    Corro a perdifiato e senza neanche pensarci mi dirigo in direzione del lago, non sono sicura che sia li, ma se vorrei rimanere sola in questo campo quello sarebbe il primo posto che mi verrebbe in mente.
    Arrivata al lago la trovo in lacrime accasciata dietro ad un cespuglio.
    Mi avvicino a lei e la abbraccio forte accarezzandole i capelli e gli sussurro all'orecchio: << Non è stata colpa tua, non lo pensare neppure per un momento>>
    Ultima modifica di saphira_84; 20th August 2015 alle 21:43

  5. #1825
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    L'improvviso fragore di una brocca rotta mi sveglia di soprassalto: che diavolo è successo? Ricordo solo vagamente la musica, il vociare confuso e ovattato della festa improvvisata, l'idromele... e poi una calma, una serenità immensa. Mi gratto la testa e fatico ad aprire gli occhi, intorno a me il rumore è confuso, le sagome di chi mi passa vicino sono ancora sfocate.







    Cerco di aprire bene gli occhi, ma questa fiacca mi pervade ancora. Sbadiglio sonoramente e poi piego lo sguardo a terra: oh la brocca dell'idromele. Come cazzo ha fatto a cadere se stava al centro del tavolo? Chiudo gli occhi scocciato, non ho certo intenzione di ripulire io, ma andrebbe fatto in fretta o saremo invasi dalle formiche. Ma l'urlo che proviene dalla tenda di Drako, che a quanto pare ha figliato in una tenda gemella al suo fianco, mi raddrizza la schiena e mi spalanca gli occhi.



    Ok, ora sono decisamente sveglio. Mi avvicino per cercare di capire cosa sta succedendo, Esperin mi pare sconvolta e getta delle lettere a terra, che Jarak raccoglie. Ci siamo quasi tutti, almeno così mi pare. Poi la Princy se ne va via sconvolta verso il lago... anche il capo non ha una bella cera. Allungo l'occhio e dopo breve tempo, comprendo la questione: Lantis Raeghar ha ordinato una strage tra tutti i villaggi confinanti con il Regno e tra le casate che hanno tradito la corona. Il nome della cagnetta reale ritorna spesso, come una litania di morte: la stanno cercando. Suo fratello ha scatenato l'apocalisse solo per trovarla. Avrebbe dovuto scrivergli, avrebbe potuto prevedere il caratteraccio di suo fratello. Tutto questo è successo per colpa sua. La voce di Jarak, però, sentenzia atona l'innocenza di Esperin. Lo guardo perplesso e alle sue parole giungono subito quelle di Drako e di Larieth, a rafforzare quest'idea. Hanno ragione. Chiudo gli occhi e faccio un mezzo sorriso: cazzo se hanno ragione. Quando hai la notte nel cuore, quando la tua natura è dipinta con il nero manto di Raiden, niente e nessuno può fermarti o portarti a compiere delle atrocità. Quante scuse ho trovato per le mie? Invece, sono state solo il frutto di ciò che sono. "L'avrebbe fatto comunque... Lantis avrebbe dato quest'ordine in ogni caso, con Esperin vicino o meno. Noi siamo traditori per lui, così come questi disgraziati delle lettere... andiamo ammazzati. Persino tu, capo, che eri come un fratello per lui, andavi ammazzato. Non è colpa di Esperin" dico appena Larieth si dirige al lago, probabilmente per consolarla. Kalisi ci ha chiesto anche se qualcuno di questi nomi ci è famigliare.



    Li scorro, sicuramente sono sentiti, almeno quelli delle casate, ma la maggior parte mi è sconosciuta. Famiglia: quella l'ho già distrutta io, non ho certo avuto bisogno di Lantis. La casata dei Grenoble: pure loro sono caduti. Mi ricordo della loro figlia quindicenne, di come mi scodinzolava dietro. Sarà morta anche lei, immagino. "Conoscevo i Grenoble, erano signori di un'isoletta vicino Aeglos. Avevano una figlia della mia età" dico senza nessun sentimento. Sì, perchè in realtà non me ne importa nulla. Sembrano tutti sconcertati da quello che è successo ma io non riesco a sentire niente. Da una parte, vorrei provare come loro della pena, della rabbia... ma niente. Nemmeno l'eco di un barlume di pietà. E' la guerra, non stiamo raccogliendo margheritine. Sono solo contento che non ci sia la mia testa in mezzo alla loro. Là fuori, poi, non ho nessuno cui tengo, nessuno che tiene a me. Mio padre... ha detto di tenere a me. Mentiva, sicuramente mentiva. Caligus Dreth, poi, starà prendendo la reggenza di Aeglos, non c'è persona a Dohaeris più al sicuro di lui. "Immagino che si sia scatenato il panico, che le vittime siano molte di più di quelle che sono riuscite a scriverti... i soldati reali sanno essere molto crudeli quando vien data loro carta bianca" commento restando atono, sapendo bene di cosa parlo. Ero uno di loro, così come Ryuk. Quante volte mi hanno portato con loro proprio per i miei servizi di boia? Tante, tantissime. Il mio sguardo si volge verso Elen e concludo dicendo: "Aiden Urthadar sa comandare in modo molto efficiente, poi". Non ricordo se le ho parlato di Jarak o se ha sentito il suo vero nome, ma spero che questa mia frase le faccia comprendere in che razza di guaio potrebbe cacciarsi se decidesse di cercare vendetta.

  6. #1826
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Tempo pochi istanti e mi ritrovo nella vallata di merda, tra le colline di merda, con quella casa di merda dispersa nel nulla… un nulla di merda! Corro più che posso e mi guardo in giro, sembra tutto in ordine, non vi sono segni di disordine, o fiamme e fuoco, così via dicendo. Quando arrivo sulla soglia della porta, qualcosa mi fa raggelare il sangue: una enorme chiazza di sangue si estende sulla polvere e la pietra. No… non è così, non…può! Col cuore in gola mi avvento sulla maniglia della porta e noto che quel sangue si trascina per un altro pezzo all’interno dell’abitazione. Ho i brividi… sto tremando, sto tremando veramente? Per un attimo mi pietrifico e non riesco a distogliere lo sguardo dal quel rosso intenso. Poi un rumore… mi alzo e mi apposto in un angolo, cercando di scorgere chi ne sia la causa. La luce del sole, che penetra dalle finestre, s’infrange su di una superficie metallica, un metallo con una forma ben specifica, dai colori fin troppo conosciuti: è un soldato… un soldato di Lantis!



    Lo ammazzo, giuro che gli strappo l’intestino dalla gola “Dov’è mio fi….?” Alzo la mano verso di lui per scaricare tutta la potenza del mio elemento, ma l’uomo è più veloce, si volta ed una forza mi investe scaraventandomi all’indietro, battendo con la schiena ed il sedere violentemente contro il muro



    “Ma che cazzo di paura mi hai fatto prendere!” Apro gli occhi di scatto, massaggiandomi la nuca, cerco di mettere a fuoco le immagini dopo la botta contro la porta e mi rendo contro che quel soldato… quell’uomo… quel tizio che stavo per aggredire… è Auron. “Io, ho spaventato te? Razza di stronzetto. C’è del sangue là terra ed ho visto un soldato in casa tua, tu hai spaventato me, non il contrario.”

    Urlo con forza, con così tanta forza che perdo il fiato. Punto il ginocchio a terra e mi rialzo, quanto diamine è veloce e forte! “Non mi dona l’armatura? Non ne ho mai indossata una, è figa!” Alzo un sopracciglio e cerco di rilassarmi, è vivo, è tutto ok, è vivo…. È vivo! Ora lo ammazzo io! “No! Non è figa! Non ho mai voluto che tu entrassi nell’esercito, LEVATELA!” Recupero fiato e mi siedo, devo calmarmi, devo decisamente calmarmi “Sono arrivate delle missive al campo, i soldati stanno devastando ogni cosa, proprio come ti avevo detto ed ora esigo, per l’ennesima volta, che tu te ne vada da qui” “No, per l’ennesima volta, no! Ed a dirla tutta ti avevo anche cacciato da casa mia!” Resto in silenzio mentre lo fisso, come può essere così stupido? “Ma… mi fa piacere vederti così preoccupato! Non volevo spaventarti” A queste parole mi blocco, non so mai come reagire… “La verità è che avevi ragione: sono arrivati dei soldati, cercavano la principessa, ho risposto che non c’era e così hanno provato ad entrare” “Provato?” “Non ci sono riusciti, il tizio dell’armatura sta concimando i peperoni e l’altro è scappato, ma non torneranno… ho sentito che hanno già scandagliato tutta la zona e qui non hanno trovato nulla in fondo. Ma l’armatura me la tengo, così se tornano mi fingo uno di loro, ma ne dubito” Ha ucciso una guardia reale e ne ha messa in fuga un’altra da solo, non mi sorprende vista la facilità con la quale mi ha gettato per aria, l’ho sottovalutato “Rimane il fatto che non è un posto sicuro” “Rimane il fatto che non mi muovo di qua e che so difendermi” Replica ancora… non lo sopporto quando fa così, ma finalmente mi sento rilassato, la paura è andata totalmente via “Bene, allora… tornerò a controllare che sia tutto ok” “Puoi anche evitarlo, te lo ripeto, non ho bisogno della guardia del corpo. Ma… se passi nelle semplici vesti di Padre, potrei cambiare idea!” “BENE” “BENE”



    “Vado via… “
    Mi alzo guardandolo con fierezza, è forte mio figlio. “Ciao Papà” Ma dovrebbe smetterla di farmi sentire una mammoletta. Non rispondo e mi volto, questa volta avanzo camminando, fino a giungere ancora al Glados.


  7. #1827
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Non so quanti minuti siano passati, so solo che le lacrime mi hanno ormai bagnato il viso e le mani ed inarrestabili continuano a fuoriuscire dai miei occhi, senza che io riesca a trattenerle.



    Lacrime amare, lacrime di odio per qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere, lacrime di rabbia e di disgusto per ciò che mio Fratello è diventato. Ad un tratto sento delle braccia cingermi, e mi lascio andare totalmente a questo contatto ricambiando il gesto di Larieth, che dolcemente mi accarezza i capelli prima di sussurrarmi << Non è stata colpa tua, non lo pensare neppure per un momento>>.



    Alle sue parole seguono dei singhiozzi che non mi sforzo neanche di nascondere, non con lei con cui mi sento libera di essere me stessa senza dover sempre portare quella maschera di imperturbabile perfezione, come sono stata educata a fare. <<Lo so>> le dico, sciogliendomi dal suo abbraccio e asciugandomi le lacrime con dita delle mani



    <<Ma non posso sopportarlo. Non posso sopportare che questo orrore sia stato compiuto da soldati che ostentano i colori del mio vessillo, del vessillo di mio Padre. Odio...odio tutto questo e odio Lantis>> dico con rabbia, guardando un punto indefinito davanti a me.



    Devo calmarmi, si... devo calmarmi e fare qualcosa per sperare di far cessare questa carneficina, anche se temo che ormai la furia distruttiva di Lantis non si fermerà più davanti a nulla, se non alla sua sconfitta.


  8. #1828
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Larieth Slagant


    Esperin non si scosta dal mio abbraccio anzi ricambia il mio gesto e si lascia andare completamente continuando a piangere. Mi si stringe il cuore vederla ridotta in questo stato e ancora una volta mi sento impotente davanti a tutto questo dolore. Lantis purtroppo si è rivelato per il mostro che è in realtà, sinceramente speravo che non si spingesse a tanto, so che dovrei leggere le lettere per controllare che non ci siano nomi di persone che conosco, ma non ci riesco, ho paura di quello che potrei scoprire.
    Non credo che i soldati di Dohaeris siano arrivato fino a Tyravul...almeno lo spero, ma non si sa mai.
    Esperin si scosta dal mio abbraccio e si asciuga le lacrime con le mani <<Lo so, ma non posso sopportarlo. Non posso sopportare che questo orrore sia stato compiuto da soldati che ostentano i colori del mio vessillo, del vessillo di mio Padre. Odio...odio tutto questo e odio Lantis>> esclama con rabbia.
    Posso capire quello che sta provando, il suo amato regno distrutto per colpa del fratello, fratello che fino a poco tempo fa amava con tutta se stessa.
    Mi sembra quasi impossibile che fino a qualche ora fa stavamo festeggiano la vittoria di Sinelux e ora invece stiamo piangendo per le vittime della follia di Lantis
    << Esperin mi dispiace tantissimo>> le dico seriamente rammaricata, cerco di prenderle le mani per ricreare un contatto tra noi, voglio farle sentire la mia vicinanza e poi aggiungo:<< Non ci sono parole per commentare questo.... questo orrore, ma noi stiamo combattendo apposta per fermare tutto questo, per far ritornare Dohaeris all'antico splendore, vedrai ce la faremo>>
    Ultima modifica di saphira_84; 20th August 2015 alle 23:28

  9. #1829
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    Ormai ho compreso il contenuto di queste lettere ma continuo a leggerle, una dopo l'altra, senza riuscire a fermarmi: forse per masochismo, forse per scrupolo, o forse per accettare l'idea che stiamo davvero combattendo contro dei mostri.


    Perché Lantis avrà pure dato l'ordine, ma qualcuno l'ha eseguito, e nessuno si è opposto a una tale pazzia. Nessuno ha fiatato. O forse sì, forse qualche soldato reale ha avuto dei rimorsi, forse ha pensato ai propri figli mentre toglieva la vita a un bambino innocente, sgozzandolo come una capra, negandogli anche la pace di una morte veloce. Sono tornato a Dohaeris per un egoistico senso di riscatto, è vero, ma anche per evitare che tragedie del genere succedano nuovamente, e vedere capitare una cosa simile, assistere alle reazioni di Drako ed Esperin... è dannatamente difficile.




    Stringo i pugni mentre il nostro leader chiarisce il contenuto delle missive a tutti, anche in questo caso vi sono le reazioni più disparate, da Ryuk che si allontana, probabilmente per rimanere solo ed elaborare la notizia, a Larieth, che concorda con me e Kalisi e affibbia ogni colpa a Lantis Raeghar.


    Quell'uomo è il male... durante i miei viaggi ho imparato che in ogni persona, di ogni razza, di ogni regno, vi sono luci e ombre... ma le luci di Lantis devono essersi affievolite da parecchio. Anche Dahmer rimuove da Esperin ogni colpa e ci fornisce qualche informazione in più, come il fatto che una famiglia vicina alla sua casa sia stata completamente sterminata e che, probabilmente, vi sono molte più vittime di quelle contenute in queste lettere. È vero, i morti non possono scrivere, chissà quanta gente è perita prima di poter avvisare i propri familiari... "Aiden Urthadar sa comandare in modo molto efficiente, poi". L'ultima frase arriva come una doccia fredda, provo una senso di colpa profondissimo, un rimorso terrificante... ma ben presto mi rilasso ed elaboro razionalmente il tutto: non ho nulla a che fare con il comandante. Non ho nulla a che fare con gli Urthadar. Non sono più uno di loro. Non sono più niente. Ignoro quindi il commento e faccio per allontanarmi, ma... non ce la faccio. Devo, voglio rendermi utile. Torno nei pressi delle lettere e le sfoglio concentrandomi sui mittenti: le dividerò in missive che sono partite da tribù o clan, missive che provengono da castelli e missive che sono state scritte in piccoli villaggi o città. Creo quindi tre piccoli mucchi sul tavolo, uno per ogni categoria, e poi mi rivolgo a tutto il gruppo. <<Ho diviso le lettere. Controllate. Spero... che non riconosciate nessun nome>>.

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Sono riuscita finalmente a calmarmi ed a regolarizzare il respiro, so che non ha senso piangere qui come una ragazzina, tuttavia questa volta non sono riuscita a trattenermi. Ciò che ha fatto Lantis va al di là delle paure più grandi che avevo su di lui, è riuscito a superare limiti che ritenevo invalicabili rasentando la follia più cieca. Non è più il fratello col quale sono cresciuta, il fratello col quale ho condiviso tutta la mia esistenza, lui non avrebbe mai dato quest'ordine, non in questo modo...almeno credo.



    E' diventato un demone, un assassino, un mostro senza pietà che va assolutamente fermato, e saremo noi a farlo. << Esperin mi dispiace tantissimo>> mi risponde Larieth, prendendo le mie mani tra le sue << Non ci sono parole per commentare questo.... questo orrore, ma noi stiamo combattendo apposta per fermare tutto questo, per far ritornare Dohaeris all'antico splendore, vedrai ce la faremo>> rispondo alle sue parole semplicemente con un sorriso per poi annuire decisa, non è più il momento di parlare né di piangersi addosso, ma di affrontare le conseguenze della mia scelta.



    "Ti ringrazio per avermi raggiunta, e per il tuo sostegno" l'abbraccio ancora e lei ricambia, prima di aggiungere "ora scusami, devo fare urgentemente una cosa" mi sciolgo dal suo abbraccio rivolgendole ancora un sorriso riconoscente, prima di dirigermi verso le tende. Raggiungo velocemente i tavoli senza soffermarmi ad osservare il gruppetto che ancora sta parlando nella posizione di prima, limitandomi a rivolgere a tutti solo uno sguardo stanco, ed entro spedita all'interno della tenda. Vedo sul tavolo ancora la lettera che stavo cercando di scrivere a Lantis stanotte e con un moto di rabbia l'affetto e la strappo totalmente, gettandone poi i resti. Non ho nulla da dirgli, nessuna parola da sprecare su quello che era o eravamo un tempo, quello che sto facendo non ha ormai più nulla a che vedere con lui, ma è solo per ciò che resta del mio Regno. Prendo un foglio di carta pulito e senza sedermi scrivo la seconda missiva che avevo intenzione di inviare, poche righe che mi escono di getto, come un fiume in piena, e che spero giungano chiare a destinazione.



    Poi prendo il foglio e lo piego infilandomelo in tasca, mentre proprio in quel momento entra anche Drako nella tenda. Senza voltarmi verso di lui sistemo i fogli ancora sparsi sul tavolo mentre gli parlo "Sto andando al Valmorghuli per chiedere un incontro con Cassandra e comunicarle la mia decisione" mantengo lo sguardo sul tavolo, il tono di voce è freddo e vuoto, riesco solo a provare rabbia in questo momento e non voglio che mi veda in questo stato.



    Terminato di sistemare alzo lo sguardo su di lui, aggiungendo "Non potrò fare molto, ma almeno gli toglierò il pretesto per perseguire questa direzione, ammesso che ne abbia bisogno". Drako ricambia il mio sguardo con uno carico d'ira, so che sta provando lo stesso ribrezzo, la stessa delusione e lo stesso sconcerto che sto provando io, oltre alla consapevolezza di stare facendo la cosa giusta nel combatterlo.



    "E sia. Ma non fare sciocchezze, non andare al Castello, per Lantis è troppo tardi" so bene quanto vere siano le sue parole, il Lantis che conoscevo ormai è morto "Lo so" mi limito a rispondergli, prima di superarlo e raggiungere spedita il Glados. Mi avvicino, focalizzando la mia destinazione, prima di recitare "Rem tene, verba sequentur" ed attraversarlo.

    *Frase di Drako concordata con Eclisse

 

 

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