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  1. #1891
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Drako finalmente alza lo sguardo ridestandosi, mi sono avvicinata preoccupata ma non ho osato prendere la missiva notando che continuava a rileggerla incredulo in continuazione. Poi finalmente me la porge con la mano tremante e già questo fa salire la mia agitazione a livelli assurdi, non riesco quasi a prendere il foglio ed abbassare su di esso lo sguardo, tanto sono spaventata per la sua reazione alla notizia.



    Poi finalmente mi faccio coraggio e leggo le poche righe indirizzate a lui dai saggi, poche righe che racchiudono uno dei miei peggiori incubi, qualcosa che temevo, che sentivo nel profondo del mio cuore, ma che mai avrei pensato potesse accadere davvero. Lantis, mio Fratello, quel dolce ragazzo che mi guardava un tempo con amore incondizionato, è stato scelto da Raiden...è diventato il Gran Maestro degli Stregoni. Resto a fissare il vuoto mentre Drako prende il foglio per porgerlo a Ryuk, ma niente di ciò che accade accanto a me ha più importanza ora.



    Lantis... proprio lui, mio Fratello, il Re di Dohaeris. Sapevo che era troppo tardi, sentivo che non c'era più redenzione per lui, e questa scelta del suo Dio purtroppo non fa che confermarlo. Le sue tenebre saranno ora ancora più oscure, la sua sete di sangue e terrore sarà ancora più forte, il suo cuore verrà totalmente avvolto dal male ancora più di prima e non ci sarà più nessuno che potrà salvarlo, nessuno che potrà farlo tornare a sorridere. Non mi credevi Cassandra, pensavi che il mio fosse odio non è vero? E guarda invece qual'è la realtà, adesso. Lui sarà la guida del male che regna nel cuore degli Stregoni, lui sarà responsabile del sacrificio nella culla dei mai nati, lui affonderà il suo pugnale nel cuore di quei neonati per ingraziarsi i demoni....lui, lui ha preso il posto di Lord Tywin Leithien.



    Che ironia del destino, che pessimo scherzo di Raiden! Lord Tywin... è morto. Quel demone sceso in terra, responsabile di atrocità immani e di aver arrecato sofferenze inaudite per puro lucro personale della propria casata...è morto. Morto. Dovrei essere felice, dovrei gioire, dovrei ricordare quel suo sguardo impassibile e fiero al funerale di mio Padre, quello sguardo che ho odiato con tutte le mie forze e contro il quale ho giurato vendetta, o più propriamente giustizia. Quel suo tono dispotico ed arrogante alla Torre, quell'odio acuto che provavo per lui, il desiderio di vederlo morto assieme al resto della sua ignobile casata. Eppure... mi sento vuota, non provo nulla, né soddisfazione, né gioia, né dolore per mio Fratello... è come se lo sapessi già, come se tutto questo fosse prevedibile. Come se già intuissi che le tenebre di Lantis non erano come quelle di un comune stregone, le sue erano più forti, più oscure... ed anche Raiden l'ha avvertito, a giudicare dalla sua scelta. “Ryuk…” alzo il viso, come ridestandomi, e guardo prima Drako, sconvolta, e poi Ryuk con la missiva ancora in mano.



    “Ryuk…” incalza, ma l'altro non risponde, sembra come... perso, con lo sguardo fisso nel vuoto. Lord Tywin... suo Padre...è morto, e lui non sta reagendo in alcun modo. Avrebbe forse dovuto gioirne, è quello che più desiderava, voleva togliergli la vita con le sue stesse mani, porre fine alla sua esistenza in modo atroce, eppure... trema. Trema visibilmente, dalle mani fino a tutte le braccia, prima di cominciare a respirare in maniera sempre più affannosa e non posso evitare di restare stranita per questa sua reazione, mi aspettavo tutt'altro. Sta soffrendo, credo, non lo so...non lo conosco abbastanza da comprendere cosa gli sta passando per la testa, ma i legami di sangue sono difficili da spezzare, e come io nel mio cuore amerò sempre mio Fratello, nonostante ciò che ho dovuto fare, forse anche lui sarà in qualche modo sempre legato al Padre che tanto odiava.



    Resto ferma nella mia posizione, ancora frastornata e con un peso sempre più forte sul cuore, una consapevolezza che si fa sempre più strada in me: è finita, lo sapevo già, ma ora è innegabile... ora per Lantis è finita davvero, anche l'ultima flebile speranza in me si è spenta, non si può più tornare indietro. Guardo il mio Gran Maestro, guardo tutto ciò che resta ora della mia famiglia, e provo finalmente qualcosa: gioia per aver fatto la scelta giusta seguendolo, determinazione nel fermare Lantis ora che quello che è diventato è chiaro agli occhi di tutti, e tristezza, perchè infondo al cuore speravo di poterlo salvare davvero, alla fine di tutto, ed ora so che quella speranza era vana.

  2. #1892
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    C'è qualcosa di tremendamente sbagliato nel modo in cui Drako mi sta osservando, che cosa sta leggendo? Passa il foglio nelle mani di Esperin ed anche il suo volto assume una espressione che non mi conforta affatto. Anche con le missive precedenti hanno ripetuto quasi lo stesso rito, ma non mi guardò... non ero collegato all'argomento direttamente e questo suo agire inizia ad agitarmi non poco.



    Non è per Auron certamente, sono appena rientrato da lui, sta bene e poi perchè farlo leggere ad Esperin? E' collegata anche lei? Si avvicina e mi porge la missiva, lascio i suoi occhi seri e porto i miei sulle righe che mi appresto a leggere

    Gli Antichi saggi annunciano la dipartita di Tywin Leithien, L’uragano dell’Adamentem e Gran Maesto degli stregoni. Nella mattinata la mano del Dio Raiden si è posata sul nuovo prescelto: Lantis Raeghar, Re di Dohaeris.
    Tywin... Leithien. Tywin Leithien è morto, mio Padre è morto. Non è vero. Non è vero, non può essere, lui non è morto. Godeva di ottima salute, certamente più della mia, l'ultima volta che l'ho visto era così, lo avranno avvelenato, sì... no! Non mangia nulla se non è cucinato dalle sue serve e non mangia prima di controllare per bene, non è veleno, non credo... lo hanno ucciso, hanno ucciso mio Padre. Mi rendo conto di aver trattenuto il respiro fino a questo momento e riprendo aria con l'affanno, un affanno che si fa sempre più forte, accompagnato da un forte tremore, ma non riesco a smetterla. Lui non c'è più... ho desiderato così tanto questo giorno che probabilmente la gioia è troppa da poter contenere e gestire, sì... è l'euforia esagerata che arriva con questi potenti tremori e allora perchè... non riesco a staccare gli occhi da questo foglio? Perchè la mascella è così serrata da farmi quasi male ai denti e non rido, non riesco a ridere. Ho una morsa al petto che si fa sempre più forte, un nodo allo stomaco che stringe e le gambe... anche loro tremano.



    Padre... mi state imponendo la vostra aura dal basso degli inferi in questo istante? Perchè è l'unica spiegazione logica che riesco a darmi in questo istante, mi sento bloccato, privato dalla volontà di fare un qualsiasi gesto a questa notizia, anche involontario, qualcosa di istintivo. Cerco di calmarmi e di respirare, socchiudo gli occhi, pizzicano... pizzicano troppo, sarà perchè li ho tenuti sgranati per troppo tempo. Non gli ho tolto io la vita, è morto senza che io potessi guardarlo, è morto quando meno me lo aspettavo, ma è morto.... è questo che conta, è questo quello che volevo, non è vero?



    E' questo che volevi, Ryuk? Sì è questo che volevo... ed allora non capisco perchè io mi senta così male. Perchè sto trattenendo un singhiozzo, perchè quel pizzicore agli occhi si fa più intenso ed un senso di nausea mi pervade lo stomaco. Alzo lo sguardo verso Drako, non so cosa dirgli, non riesco a pensare. Sento che sta per scoppiarmi la testa e porto istintivamente la mano al visto, mi rendo conto che le guance sono bagnate, non è sudore, sto piangendo... sto piangendo avanti a loro, sto piangendo per lui... no. Devo andarmene da qui, devo restare solo, ho bisogno di aria "S-scusatemi" lascio la presa sul foglio, il quale probabilmente cade a terra, non posso restare qui al campo, non sopporto l'idea di vederli festeggiare, non sopporto l'idea di qualche sguardo compassionevole, Ryuk... la loro "bestia", Ryuk lo stupratore, Ryuk il Reietto che piange per la dipartita di suo padre, del vero mostro, dell'uomo dal quale ha cercato disperatamente di avere un minimo moto di paternità per tutta la vita, con tutto l'odio, con tutto il disprezzo, con tutto il male che mi ha fatto... io l'ho considerato sempre mio padre e non posso fare altro che sentirmi uno stupido per questa mia reazione.



    Arrivo al Glados con passi pesanti, poggio la mano alla superficie del portale e non riesco a trattenere il singhiozzo che arriva forte, non mi hanno sentito, sono lontani.... mi piego sulle ginocchia, mentre la mano stringe forte la colonna ed un altro singhiozzo mi rompe la voce arrivando con un pianto che mi annebbia la vista.



    Oltrepasso il Glados e mi lascio scivolare sulle ginocchia, in terra, solo... solo con me stesso, il dolore e la vergogna.

  3. #1893
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    La mia voce sembra far trasalire Elen, ma la ragazzina si rende presto conto che si tratta di me e mi invita ad entrare.




    Si avvicina e mi aiuta a sedermi sul suo pagliericcio, spero di non sporcarglielo troppo di sangue, ma d'altronde non posso mica arrestare da solo le varie emorragie... altrimenti non sarei proprio venuto a cercarla. <<Anche gli altri hanno bisogno di cure?>>, mi chiede, con lo sguardo che pare perso nel vuoto. <<Sì>>, le rispondo, ma la mia voce è ridotta a un mugugno più che altro.


    <<Credo che se ne occuperà Devon>>. Come se si fosse appena risvegliata dalla sua trance, la guaritrice comincia ad evocare la Rigenerazione e si occupa delle mie ferite, ed esattamente come ieri notte non posso fare a meno di notare quanto il suo potere sia cresciuto. Forse... fin troppo: vedo infatti quelle che sembrano fiammelle danzare attorno alla mia pelle e seguire la mano di Elen. La preoccupazione per ciò che potrebbero farmi dura poco, dato che mi rendo conto quasi subito che sono assolutamente indolore, sembra solo un effetto estetico... molto carino, devo dire. Ricorda un po' quello di Devon.


    In effetti dominano lo stesso elemento... mi domando se sia una coincidenza. La ragazza mi chiede spaventata se mi ha ferito in qualche modo e scuoto la testa per confermarle che sto bene, notando nel mentre come mi sia passata anche l'emicrania che mi perseguitava dall'alba. Rimane solo da curare il viso, quindi Elen porta le sue mani su di esso e rilascia nuovamente l'energia curativa... ma poi rimane come incantata, ancora una volta, e comincia a sfiorarmi il viso con le dita. Deve avere un bel po' di pensieri per la testa. Tossisco imbarazzato, questo strano contatto fisico mi mette un po' a disagio, ma aspetterò che sia lei ad allontanarsi... forse sta finendo la cura, che ne so. Quando avrà terminato, comincerò a parlare. <<Grazie>>, le dico innanzitutto. <<Ti devo parlare. Se non hai da fare>>, continuo, incerto sulle parole da utilizzare. <<Alla festa mi hai sentito parlare con Drako?>>, le chiedo infine. Non ricordo con precisione cos'ho detto, ma, se Kalisi ha capito che sono un Urthadar, probabilmente lo ha capito anche lei.


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  4. #1894
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen Nárë Vanya

    Fortunatamente le fiammelle generate dalla rigenerazione non provocano alcuna bruciatura così posso terminare il mio lavoro.
    Mi concentro sulle ultime ferite al volto, un volto che la principessa ha subito scambiato per quello di Aiden, suo fratello: capelli rossi, occhi azzurri, saranno questi i tratti tipici degli Urthadar?


    Lo osservo, chissà se anche lui è un problema da estirpare alla radice... Forse io e lui siamo più simili di quanto crediamo.


    L'uomo tossisce e realizzo che le mie mani, ormai prive del bagliore magico, stanno ancora tastando il suo viso avide di contatto, le mie dita sfiorano i suoi lineamenti seguendo il profilo del naso e degli zigomi
    <<Scusa... Io... non...>> biascico senza riuscire a spiegargli i miei pensieri confusi.


    <<Grazie. Ti devo parlare. Se non hai da fare>> nego col capo <<Alla festa mi hai sentito parlare con Drako?>>


    <<So tutto...>> dico piano, quasi impercettibilmente, prima di schiarirmi la voce <<Tu sei Valerius... Urthadar... Fratello di Aiden...>>


    Abbasso il capo per guardarlo dritta negli occhi, lui è ancora seduto sul pagliericcio, e dopo qualche istante di pausa gli domando ancora <<Hai saputo chi sono io?>>
    Ultima modifica di albakiara; 9th September 2015 alle 15:29

  5. #1895
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    Elen si rende conto di quello che sta facendo e ritira prontamente le mani, mormorando anche qualcosa che sembra una scusa.




    <<Scusa... Io... non...>>, riesce a biascicare, e cerco i suoi occhi per comunicarle con la mia espressione che va tutto bene e che non mi ha dato fastidio. Non è vero, mi sono sentito a disagio, ma non è necessario che lei lo sappia, perché credo di aver capito a cosa sia dovuto questo suo strano comportamento.


    Fortunatamente la ragazza non ha nulla da fare, e dopo avermi confermato che è a conoscenza della... novità... dopo una breve pausa mi chiede se sono stato informato delle sue origini. Mi sembra in imbarazzo, o forse spaventata, non riesco a capirlo dal suo volto... ma sicuramente non si trova a proprio agio, questo è certo. Non posso biasimarla, io stesso preferirei non avere questa conversazione, così come avrei preferito non rivelare la verità, ma l'arrivo di Esperin e la serie di circostanze che ne sono scaturite non mi hanno permesso di rimanere ancora nell'ombra.




    Spero che la situazione si sistemi al più presto, continuare a parlare di persone che avevo a lungo dimenticato è... sfiancante. <<Esperin mi ha accennato qualcosa>>, le rispondo un po' titubante, spero comprenda perché lo ha fatto e perché gliel'ho chiesto: non potevo ignorare la cosa. <<Ma volevo ascoltare la tua storia>>. La guardo deciso negli occhi, merita almeno questo, merita la mia totale attenzione: se ciò che mi ha riferito la principessa corrisponde alla realtà, lei è solo l'ennesima vittima di una famiglia che ha perso il senno molto tempo fa. <<Non sono come loro>>, tento di rassicurarla, ma la tensione prende il sopravvento e deglutisco nervoso. Non sono come loro. Affatto. <<Mia madre e mio zio erano crudeli. Mio padre... era debole. Io sto tentando di essere migliore>>, continuo, e mi rendo conto che mi sto aprendo con lei più che con ogni altra persona da quando sono arrivato. <<Raccontami. Se vuoi>>, concludo. E mi preparo a provare ancora una volta schifo e ribrezzo per sangue del mio sangue.
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  6. #1896
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Non so quanto tempo sia passato, ho lasciato che lo sfogo continuasse fino a quando non avessi smesso di piangere, probabilmente ne avevo bisogno, anche se non mi lasciavo andare a qualcosa del genere da troppo tempo. Le ginocchia incominciano a farmi male e sento chiaramente che gli occhi si sono gonfiati, probabilmente con tutta la faccia, ho difficoltà a tenerli aperti e gli angoli interni bruciano.



    Mi sollevo dal suolo e non so neanche io che fare sinceramente, non ho alcuna voglia di tornare all'accampamento, staranno discutendo sulla morte di mio padre, del Lord dell'Uragano, lui che guardava gli altri come se fosse la morte in persona e loro solo degli esseri inutili di passaggio su queste terre. Quante volte mi ha guardato in quel modo... credo che non mi abbia mai rivolto uno sguardo diverso, in realtà. Ero come tutti gli altri, solo con più doveri addosso, pur possedendo il suo stesso sangue, pur avendo i suoi occhi ed un volto rubato a lui, probabilmente non sopportava questa somiglianza, come me d'altronde.



    Ci sono... ci un mucchio di cose alle quali dovrei pensare in realtà, come alle conseguenze politiche ed economiche, si aspettano tutti che il nuovo Lord faccia qualcosa, qualsiasi cosa ed invece sono qui con gli occhi gonfi come una donnetta isterica ed il fiatone, la gola secca e le ginocchia dolenti. Devo solo riposare e metabolizzare. Tra tutti gli stregoni al mondo, Raiden ha scelto proprio Lantis, ha una certa ironia il nostro Dio, il figlio del Gran Maestro dei Maghi, il più rispettato ed amato Re della storia di Dohaeris, è stato succeduto da un figlio che è il suo esatto opposto, mai mela cadde più lontana dall'albero. Entro in casa mia e salgo al piano superiore, forse mi occorre un bagno, ma ho solo voglia di gettarmi sul letto, il mio ampio e comodo letto, non come quel pagliericcio nella mia tenda.



    Mi stendo e resto fermo per un pò, col viso infilato nel cuscino, gli occhi chiusi ed il respiro che inizia a tornare regolare assieme ai battiti. Una serie di immagini si susseguono nella mia mente: lui... ed il suo viso, i suoi occhi, eventi passati, frasi, gesti... se mi addormento ho il timore di vederlo in qualche incubo.



    Scosto il cuscino dal viso e mi metto a sedere, ho il ritratto di mia madre sul comodino



    lo prendo senza pensarci tra le mani e ne sfioro la superficie. "E' andato via, Madre" sussurro con fil di voce, restando a fissare il suo viso di tempera.

  7. #1897
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen Nárë Vanya

    <<Esperin mi ha accennato qualcosa>> la cosa non mi stupisce, lei ne era a conoscenza <<Ma volevo ascoltare la tua storia>>.


    Mi guarda deciso negli occhi e io annuisco anche se non so da dove cominciare, non è semplice per me soprattutto dopo le rivelazioni della principessa << Non sono come loro - cerca di rassicurarmi - Mia madre e mio zio erano crudeli. Mio padre... era debole. Io sto tentando di essere migliore>>


    Apprezzo i suoi sforzi, immagino quanto sia difficile per lui affrontare certi discorsi dato che per tutta la vita ha cercato di sfuggire al passato.
    <<Raccontami. Se vuoi>>


    <<Si... Anche se non so molto... Probabilmente meno di te... - abbozzo un sorriso tirato - Mia madre era sposata con tuo zio, poi alla mia nascita il tradimento è risultato evidente e...>>
    Mi blocco, seppure abbia già metabolizzato questa parte di storia che neppure ricordo trovo complicato continuare.


    <<E ora io sono qua, scampata miracolosamente alla sorte toccata ai miei genitori.>>


    Allargo le braccia rivolgendo i palmi verso l'alto, non so nulla di come si sono svolti gli eventi.
    <<Non ricordo nulla ed è da poco che ho scoperto la verità sul mio passato... - mi gratto la tempia destra - Sono cresciuta ignara di tutto nella tribù elfica di mio padre>>
    Ultima modifica di albakiara; 9th September 2015 alle 16:03

  8. #1898
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    I minuti passano lenti senza che nessuno abbia il coraggio di dire o fare nulla, ognuno preso in modo diverso da ciò che questa notizia comporta inevitabilmente per tutti noi, per un motivo o per un altro. La consapevolezza che ora Lantis rappresenti tutto ciò che più si oppone alla mia natura, tutto ciò contro cui la luce di noi Maghi combatte da sempre pur nella civile coesistenza tra razze, è qualcosa di impossibile da ignorare, con cui dovrò fare in conti sempre d'ora in avanti. Sono cambiate così tante cose in questo periodo che hanno stravolto la mia vita e quella delle persone che credevo di conoscere, e temo di essere all'oscuro di ancora troppe cose che andranno a spezzare nuovamente questo equilibrio precario in cui verso, ma è inutile tormentarsi adesso, sarebbe dannoso e prematuro.



    Continuo a guardare Ryuk, la sua reazione alla notizia appena ricevuta è diversa da come l'avrei immaginata, ho sentito le sue parole contro Tywin, la sua determinazione nel voler sterminare la propria casata, eppure ora che in parte è successo vedo tutto fuorché soddisfazione o felicità sul suo viso. Credo sia normale, credo che ogni figlio infondo provi dolore, nonostante il male subìto in passato, nel sapere che il proprio Padre è morto, soprattutto senza aver potuto parlargli o affrontarlo un'ultima volta, dirgli addio...come non ho potuto dire addio a mio Padre quella notte. Una lacrima, seguita poi da un'altra, iniziano a rigare il suo viso, esternando quel sentimento che ormai è evidente dalla sua reazione, ma che probabilmente fatica ad accettare lui per primo, a giudicare dalla confusione che si legge chiaramente nei suoi occhi



    "S-scusatemi" dice ad un tratto, con la voce strozzata dalle lacrime, voltandosi poi per correre via probabilmente diretto al Glados, è chiaro che voglia stare da solo e fare chiarezza in se stesso. La famiglia... per quanto possiamo odiarla, rinnegarla, combattervi contro... resta pur sempre un legame unico, un legame che anche io temo di aver perso per sempre. Drako lo segue con lo sguardo per poi rivolgersi agli altri con calma "Questa sera vi spiegherò tutto alla riunione, abbiamo un nuovo Gran Maestro degli Stregoni" lo guardo, quasi a volergli trasmettere che questa notizia non ha fatto altro che rafforzare la mia determinazione a combattere Lantis ed i suoi soprusi, e poi esco dalla tenda mentre lui vi torna dentro.



    Rivolgo un sorriso a Larieth, rimasta ad osservare in disparte tutta la scena, e poi entro nuovamente nella mia tenda, confusa. Non riesco a non pensare a quel giorno in cui ho saputo della morte di mio Padre, a quei sentimenti che ho provato, quel rancore verso mio Fratello per avermi precluso la possibilità di stargli accanto negli ultimi attimi di vita. Ed alla luce di quello che è stato per me... non riesco proprio comprendere cosa stia provando in questo momento uno come Ryuk, sapendo che suo Padre, ma anche la persona che odiava di più al mondo, ora non c'è più...e non per mano sua come si augurava. Credo si senta come svuotato, come se il principale obiettivo, o forse uno dei principali, della sua vita fosse d'un tratto venuto meno, lasciandolo come perso, inutile. Quelle lacrime, quello shock sul suo viso erano sinceri, ma vi era anche tanta confusione e sconcerto... deve avere sicuramente un gran casino in testa in questo momento, e credo non gli faccia bene stare da solo, come ha scelto di stare.



    Forse Drako o Larieth avrebbero potuto aiutarlo, stargli accanto... ma forse uno come lui non ha bisogno di queste cose, non posso presupporre che tutti reagiscano come me, che sono una sentimentale, ad eventi dolorosi come questo. Eppure quello sguardo era difficilmente equivocabile, credo... o forse mi sbaglio. Mi stendo sul pagliericcio, quasi non bado stavolta agli spuntoni di fieno che mi irritano la pelle, e resto con gli occhi fissi sul soffitto, pensando e ripensando a tutto questo.



    Quel maledetto giorno io sarei stata persa da sola, senza quel sostegno non avrei trovato la forza di reagire, di stringere i denti, ed io stavo soffrendo per un grande uomo ed un grande Padre, che mi è stato accanto fin quando le forze gliel'hanno permesso. Non posso neanche minimamente immaginare come possa sentirsi una persona che sta soffrendo per qualcuno che non ha mai ricambiato il proprio evidente affetto, una persona che ha gioito nel distruggergli la vita, e nel distruggerla a chiunque gli stesse accanto. Un mostro, un abominio della natura, un involucro di Raiden senza cuore o coscienza... suo Padre, la persona per cui ha pianto, e credo sia la prima volta che lo vedo mettere da parte quell'aria arrogante da sbruffone per mostrarne una più umana, e sensibile. Non dovrebbe stare da solo, nessuno dovrebbe stare da solo in quelle condizioni, indipendentemente da chi o cosa sia o sia stato. Mi alzo quasi senza pensarci, infilandomi nuovamente i sandali ed uscendo dalla tenda dirigendomi verso il Glados. Non so se è giusto, non so neanche se è appropriato o necessario, so solo che non riesco a restare impassibile davanti ad una persona che soffre in quel modo, per un qualcosa che io ho vissuto da così poco tempo da sentire quel dolore e quello sgomento ancora vivi e nitidi dentro di me, perchè perdere mio Padre è stato qualcosa di atroce. Arrivo al Glados, sfiorandone la superficie prima di focalizzare la mia destinazione ed attendo qualche secondo, titubante, cosciente che forse questa è davvero una grandissima cazzata, ma poi l'attraverso... ritrovandomi così a casa sua. Magari non è neanche qui, magari è andato a sfogare la rabbia facendo a pugni con qualcuno oppure in qualche bordello, ma la porta aperta mi fa presupporre di non essermi sbagliata. Entro in casa, guardandomi cautamente intorno ma senza notare la presenza di nessuno e ad un tratto qualcosa mi passa accanto facendomi sussultare, ma mi accorgo essere soltanto quella palla di pelo della sua gatta che si dirige sulle scale verso il piano superiore.



    Decido così di seguirla continuando a guardarmi intorno e sentendomi totalmente fuori posto, fin quando la gatta non graffia alla porta chiusa della camera da letto, per entrare. Mi avvicino alla porta girandone la maniglia, per poi dare una leggera spinta in modo che si apra del tutto, e lo trovo proprio lì, seduto sul letto con il ritratto di sua madre in mano e gli occhi gonfi per un pianto sicuramente prolungato. Non entro, ma resto ferma a guardarlo, titubante, senza dire nulla... non so come reagirà alla mia presenza.


    *Frase di Drako e azioni in casa concordate con Eclisse

  9. #1899
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti


    Devon Balythòn

    «Devon...»

    ZzZz... chi... chi sei?

    «Figlio mio...»

    Madre... sei davvero tu? No... non andartene... aspetta... no... no... NO!


    Era lei... il suo volto. Un volto che rimandava ad una raffinata bambola di porcellana, con tanto di boccoli argentati e labbra suadenti. Non ho idea di come abbia potuto sognare una figura tanto amica quanto materna in un momento di assoluto silenzio, avrei preferito che ogni vecchia rimembranza non stimolasse la mia mente come se non ci fosse un domani, avrei preferito godermi la pennicchella senza badare ai complessi del passato. Dei, non so più cosa fare...troppe cose mi passano per la testa, non ho fatto altro che agire contro la mia natura nei riguardi di qualcuno, se non erro con la donna mascherata. E' stato un momento di confusione, dovrò impegnarmi di più nel gestire quella parte disciplinata della mia indole, un po' logorata dal nervosismo che spesso prende il sopravvento su di me. So che ce la posso fare, è solo questione di tempo ed esercizio. Poco fa ho avuto l'impressione che qualcuno mi abbia chiamato dall'esterno, dal tono vocale mi risultava il gentil sesso, le supposizioni cadono su Elen e Niniel... facendo mente locale è plausibile che sia l'ultima, è una voce troppo matura per paragonarla a quella della prima. Mi sollevo dal pagliericcio, ignorando le solite punzecchiatine che infieriscono sulla pelle nuda e mi infilo i miei buon vecchi pantaloni, sono circa cinque giorni di fila che li indosso ma non è il momento di mettermi a rovistare nel baule, qualcuno ha bisogno del mio aiuto ed è mio dovere non farlo attendere. Apro la cerniera della tenda e mi ritrovo faccia a faccia con la donna dalla carnagione lunare «Niniel...» non faccio in tempo a terminare la frase che la luce solare mi abbaglia tremendamente, per un istante indietreggio portando la visuale nell'ambientazione scura della tenda, perchè tutto questo mi sembra un deja-vù? «Perdonami, ho avuto le traveggole per un attimo, ora sto bene...» rivolgo un sorriso colpevole alla donna, portando la mano dietro alla nuca, imbarazzato «Ehm... seguimi in tenda, mi dirai tutto là dentro!» dico sforzandomi di risultare affabile, nel mentre le porgo una mano per accompagnarla nel mio pagliericcio, se lei accetterà la farò accomodare, per poi chiudere nuovamente la tenda azionando la cerniera e assicurandomi che tutto sia apposto «Eccomi, dimmi pure...»


    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 25th August 2015 alle 19:51


  10. #1900
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    Elen sembra apprezzare i miei sforzi per metterla a suo agio e comincia a parlare. <<Si... Anche se non so molto... Probabilmente meno di te...>>, mi sorride, ma è un sorriso triste, un sorriso di quelli che ti si dipinge sulle labbra quando in realtà tutto ciò che vorresti fare è piangere.




    <<Mia madre era sposata con tuo zio, poi alla mia nascita il tradimento è risultato evidente e...>>, si blocca improvvisamente, non fatico ad immaginare cosa sia successo dopo. Probabilmente l'unione fu decisa da mia madre, quella megera avrà guidato la mano di Alistair sulla donna Vanya per il nome altisonante della famiglia e la sua antica reputazione. Oppure aveva adocchiato qualche territorio che voleva inglobare nelle Terre delle Tempeste, qualunque sia stata la motivazione sicuramente avrebbe reso più potente il casato.




    <<E ora io sono qua, scampata miracolosamente alla sorte toccata ai miei genitori>>. Attendo che vada avanti, che continui a raccontarmi della sua fuga, ma mi rendo conto che non c'è altro quando Elen conclude il suo discorso. <<Non ricordo nulla ed è da poco che ho scoperto la verità sul mio passato... Sono cresciuta ignara di tutto nella tribù elfica di mio padre>>. La guardo comprensivo, forse è meglio così, forse il fatto che non abbia alcuna memoria di quel castello maledetto è una benedizione degli Dei. Una vita tra elfi che l'hanno amata come una figlia, seppur nella povertà, è stata sicuramente migliore di un'infanzia trascorsa in quel regno del terrore. Tenterò di farglielo capire con le mie parole, anche se probabilmente sarà difficile da accettare per lei, si tratta comunque di una ragazza molto giovane che ha appena capito come funziona veramente il mondo. <<Mio zio era... o è>>, realizzo di non sapere se è ancora vivo o meno mentre parlo, <<un uomo egoista, stupido, sottomesso a un mostro ancora peggiore di lui>>, faccio un bel respiro... <<mia madre>>. Mi alzo dal pagliericcio e mi allontano da Elen, tutto ciò per lei non dev'essere facile, ma di sicuro non lo è nemmeno per il sottoscritto. <<Mi spiace per i tuoi genitori. Mi spiace che siano morti a causa della mia famiglia>>, stringo i denti, ma riesco a rilassarmi subito, non posso perdere la calma con una ragazzina. <<Non sai come ti sei salvata?>>, le chiedo curioso, cercando il suo sguardo. <<Segui Kalisi... per questo?>>. È vendetta che vuoi, Elen?

    Our wills and fates do so contrary run

 

 

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