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  1. #1941
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    (Lord )Ryuk Leithien-Adamantem-
    Casa dolce casa...
    L'inverno perenne, la neve che congela, il vento glaciale, il cielo perennemente scuro...

    Varcato il Glados avanzo con Esperin verso il Castello, non mi guardo attorno, vado dritto fino a quando due spade si alzano contro di noi. Probabilmente la tormenta di neve oscura la vista ai due soldati o, probabilmente, hanno ricevuto l'ordine di non farmi entrare, solo mio zio può aver fatto qualcosa del genere, peccato che questi due devono essere fedeli a me e non a lui.
    "Ryuk Leithien abbiamo l'ordine di..."
    Non gli offro il tempo materiale per continuare la frase, rapidamente gli afferro il polso con il quale regge la spada e lo costringo verso destra, tirandolo poi verso di me. Gli pianto l'altra mano in viso ed è allora che libero coscientemente, per la prima volta, l'energia del ghiaccio che si espande veloce dal palmo fino alla faccia del soldato. E' un attimo... la testa si ghiaccia totalmente, fino a discendere lungo tutto il corpo, diventa un mega cubetto. Trattengo a stento un moto di soddisfazione e resto serio, come nulla fosse accaduto. "Lord Leithien" ribattendo alla sua precedente frase.



    Lascio la presa sul volto del soldato, per rivolgermi poi all'altro. "Raduna tutte le truppe qui immediatamente, di loro di indossare le armature e gli elmi, è un ordine!"



    Non attendo molto prima che risponda con un saluto militare e si congedi correndo. Tiro un sospiro di sollievo, è andata meglio del previsto, mi volto poi verso Esperin con sguardo serio "Seguimi" Apro il cancello e m'incammino per il lungo percorso innevato, prima di giungere al grande portone in legno scuro.



    Le numerose statue dei Gargoyle ci fissano dall'alto delle loro postazioni, ho imparato nel tempo a non badarci, ma bastano da sole per infondere una sensazione di pesantezza e negatività, sono decisamente inquietanti. Due guardie, forse più intelligenti di quelle all'ingresso, ci fanno spazio per passare e ci ritroviamo così all'interno del Castello. Non so se Esperin sia mai stata qui in precedenza, ma si accorgerà certamente della leggera mania di mio padre per i colori della casata, tutto è nelle sfumature del nero e del viola. Avanziamo per il lungo corridoio dalle pareti scure, solo qualche fiaccola illumina il percorso con una luce pallida, fino a guidarci alla sala dove, certamente, troverò la sua salma. Chiudo gli occhi per un attimo, facendo un profondo respiro, non devo esitare, non devo versare altre lacrime inutilmente. Mi rendo conto di aver stretto la mano ad Esperin involontariamente, forse in cerca di un sostegno morale, lo stesso che mi ha offerto a casa mia poche ore fa, ma la lascio subito per portarla poi al pomello e spingere. Il silenzio regna sovrano in questa stanza, è vuota, alle pareti è appeso solo il vessillo della casata, il leone ed il diamante incastonato.



    Una grande bara di marmo nero con venature violacee è posta proprio al centro della sala, vi sono dei candelabri ai lati ad illuminarla fiocamente, onde evitare che i contorni si confondano con l'ambiente. Titubo qualche istante prima di avanzare verso di lui e finalmente lo vedo, steso ed inerme, il colorito pallido con delle profonde occhiaie scure.



    E' così strano non sentire più la sua energia, quell'aura persistente e costante che mi ha accompagnato sin dalla nascita, non mi ci sono mai abituato, eppure mi sembra di non riconoscerlo senza. Lo guardo in silenzio, forse dovrei dire qualcosa, forse dovrei anche solo pensare qualcosa, in realtà ho la mente totalmente vuota. Forse, ora che è morto, ora che non può più allontanarmi, posso finalmente comportarmi come un figlio dovrebbe, posso piangerlo e commemorarlo, ma non ho più lacrime da versare per lui. Porto solo una mano al suo viso, toccando per la prima volta dove non mi è stato mai concesso ed avverto una pesante morsa al petto. Mi chino col cuore in gola e gli bacio la fronte, in un contatto che dura solo pochi istanti, per poi risollevarmi. Ingoio cercando di recuperare contegno e mi volto verso Esperin, attendo un suo cenno, probabilmente lo starà maledicendo in ogni modo e non ho intenzione di interromperla, quando vorrà saliremo al piano superiore, dove affacciandomi al terrazzo, pronuncerò il mio discorso ai soldati radunati.

    Distruzione L’incantatore ha la capacità di concentrare la propria energia nel palmo di una mano e congelare ciò con il quale viene in contatto:

    • Maestro Crystal Grave -congela tutto il corpo a contatto, causandone la paralisi ed ingenti danni da assideramento

  2. #1942
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti


    Devon Balythòn

    Per un lungo lasso di tempo Niniel mi guarda strabuzzando gli occhi e rimanendo in silenzio, non replica alle mie domande, sembra assorta nei suoi pensieri o magari starà formulando qualcosa in modo da evitare ulteriori biascichii improvvisati. Dopo una manciata di secondi rompe il ghiaccio riferendomi che, tutto sommato, si ritrova nella mia stessa barca. So bene quanto possa essere complicato sforzarsi di risultare affabile agli occhi dell’interlocutore, soprattutto se non si è ben propensi al dialogo. Quanto alle informazioni da me richieste, acquisisco che la prima vittoria è stata aggiudicata per noi Reietti nell’ambientazione di Amaranthis, le altre a seguire sono finite nelle mani delle fazioni a noi avverse. D’un tratto cambia argomento, riferendosi all’aumento dell’efficacia dei miei poteri… sì, ultimamente avverto la mia energia rinnovarsi, il cambiamento estetico e l’efficacia della rigenerazione ne sono le prove concrete. Cercando lo sguardo della ragazza realizzo che in lei intravedo una sensazione disagevole seppur tenta invano di celarla con improvvisati sorrisi, non sembra in vena di riprendere il filo del discorso sulla guerra, anzi. La sua fermezza mi ha concesso di apprendere unicamente il succo dei fatti… ma mi va bene così, non voglio forzarla nel buttare altre frasi, è più che sufficiente. Sto per fare la mia mossa quando una voce esterna mi giunge chiara e tonda: Dahmer. Ha un bisogno imminente di rivolgermi la parola, da quando in quando gli interesso? Spero non voglia tirarmi altre stoccate, francamente non ho voglia di guastare un momento così tranquillo stando ad osservare quella bocca scaricatrice di bazzeccole. Dopo avermi dato alcune dritte sull’indole del ragazzo, Niniel spalanca la tenda incurante del mio ambiguo consenso, neanche il tempo di indossare gli stivali che non ho alcuna scelta, mi tocca udire i vari discorsi che si susseguono uno dopo l’altro, a partire da Dahmer che inizia ad atteggiarsi come un prevenuto sulla donna in maschera equipaggiata, la quale in tutta risposta afferma che il medesimo ragazzo è noto come il... Boia della Luna? Stento a crederci… l’apparenza inganna, nonostante ciò il suo è un aspetto fin troppo genuino per essere paragonato a un carnefice. Le sue maniere, però, vanno in malo contrasto e questo non può che confermare l’idea primaria che mi sono fatto. Mi sento in difficoltà, non saprei come reagire di fronte a questa messinscena, l'io è consapevole di non esserci coinvolto ma sentendo che la mia supposizione nel scovare un briciolo di bontà nel suo essere sia lontana anni luce... non oso immaginare. Sono tentato nel lanciare un’occhiataccia al diretto interessato, le mani tremano all’impulso di colpire quella faccia tosta che si ritrova, tuttavia m’impongo di rimanere coi piedi per terra e limitarmi solo ad un inspiro impercettibile per recuperare contegno. Se avessi ascoltato la voce dell’istinto, avrei finito di misurarmi ai livelli del provocatore stesso. No, non gli darò la soddisfazione di vedermi soffrire, non più. Guardandolo meglio è piuttosto conciato male, sapevo che fosse venuto a cercarmi solo per il mio dono curativo, che altro poteva essere altrimenti. Tossisco per richiamare la sua attenzione, sempre che ne abbia…

    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 27th August 2015 alle 15:16


  3. #1943
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Niniel recupera 45 punti costituzione

  4. #1944
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    Ryuk non sta bene, è questo che colgo dalle parole di Esperin, d'altronde è normale... col tempo passerà, non vi è altra soluzione se non aspettare.




    Purtroppo non c'è spazio per il lutto adesso, non c'è spazio per le lacrime, la guerra non tollera essere trascurata e il nuovo Lord, insieme alla futura regina, devono andare a reclamare ciò che spetta loro di diritto. Mentre pulisco alla bell'e meglio l'esterno del pentolone, sento Esperin reagire titubante alla mia offerta, ma poi si arrende e comincia a mangiare qualche cucchiaiata di stufato, sembrandone anche molto soddisfatta. "Tu...non mangi?", mi chiede, e sto per rispondere che ne prenderò una porzione quando avrò finito di levare lo sporco incrostato dal metallo, ma Ryuk mi precede esortando la principessa a partire immediatamente.


    Si offre anche per la battaglia di domani, forse vuole sfogare un po' della sua frustrazione tagliando le gambe a Reali e Ribelli, oppure vuole semplicemente menare le mani... sarà pure diventato Lord Ryuk, ma rimane pur sempre Ryuk. Dato che stanno andando, decido di distrarmi dal pentolone per salutarli almeno con un cenno, ma quando poso lo sguardo sull'uomo rimango decisamente sorpreso: indossa una tunica davvero elegante, probabilmente arriva dall'Adamantem e ha scelto proprio quest'indumento per mettere in chiaro chi comanda, anche se noto che non ha i colori dei Leithien: si tratta di una tunica completamente nera, con qualche tessuto di tonalità più chiare. Esperin si alza, ci ringrazia e i due si incamminano verso il Glados, andando incontro a chissà quali pericoli... mentre noi siamo qui, impotenti, a preparare il pane e pulire pentoloni. Ma è giusto così, il nostro ruolo lo abbiamo avuto ieri, ora tocca a loro. <<Ti unisci a me?>>, non mi sono nemmeno reso conto che Elen ha cominciato a mangiare.


    <<Sei veramente un ottimo cuoco... Dove hai imparato?>>, continua poi, mangiando così velocemente che mi domando come faccia a non ingozzarsi. <<Non ho mai imparato>>, le rispondo pacato, ormai mi trovo più o meno a mio agio parlando con lei, perché so cosa aspettarmi. <<O meglio, ho imparato col tempo. La prima volta metti troppo sale. La seconda ne metti troppo poco. La terza dimentichi le carote. E così via. Alla fine impari>>. Finisco di pulire il pentolone e prendo anche io una ciotola di stufato, sedendomi al tavolo di fronte alla ragazza. <<I primi tempi stavo in gruppo. Altrimenti non sarei mai sopravvissuto. Quando ho imparato come si vive oltre il confine, ho deciso di continuare per la mia strada. Sto meglio da solo>>. Faccio un sospiro. <<Non tutte le persone che incontri vogliono aiutarti>>. Il mio occhio ne sa qualcosa.

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  5. #1945
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar
    -Adamantem-


    I due soldati sembrano aver avuto ordine di non far entrare Ryuk, probabilmente una mossa di Gordon per ingraziarsi i favori di mio Fratello, peccato che non abbia tenuto conto del fatto che tutto questo è di diritto del figlio di Tywin, e ciò è innegabile. Osservo Ryuk ma sembra non battere ciglio e con una mossa molto veloce piega il braccio ad uno dei due congelandogli interamente il viso e poi il resto del corpo senza che l'altro faccia neanche in tempo a razionalizzare. Osservo sbalordita la scena senza lasciarlo trasparire, restando ferma nella mia posizione, mentre il soldato diventa un cubo di ghiaccio nel giro di pochi secondi, sotto gli occhi seri di Ryuk che non si è minimamente scomposto.



    Quanto successo al proprio compagno fa desistere l'altro soldato dall'opporsi a quello che si presenta subito dopo come suo Lord, ordinandogli con fierezza di radunare tutte le truppe. Gli rivolge un saluto militare prima di congedarsi e correre via con la coda tra le gambe, mentre Ryuk si volta con sguardo serio dicendomi di seguirlo. Apre il cancello ed iniziamo ad incamminarci verso il portone, la struttura imponente mi infonde un forte senso di fastidio e di inquietudine, ogni statua, ogni rifinitura, ogni accostamento di forme sembra essere stato ideato con lo scopo di infondere timore in chi avanza lungo questo sentiero. Ma cammino a testa alta, senza lasciarmi intimorire da qualcosa che ormai non esiste più, perchè il tanto temuto Lord dell'Adamantem ormai è morto e suo figlio ha intrapreso una strada diversa, una strada che in questo momento coincide con la mia, a quanto pare, ed è un grosso vantaggio, tutto questo - penso, guardandomi intorno - tutto questo è un grosso vantaggio per i Reietti e per me, indubbiamente.



    Due guardie davanti al portone in legno massiccio si fanno da parte per lasciarci passare e così ci ritroviamo all'interno del Castello, invaso ovviamente dai colori della casata e da luci molto tenui che generano giochi di ombre ancora più inquietanti. Ma forse è la mia immaginazione... devo smetterla, devo restare calma. Avanziamo lungo un corridoio scuro illuminato solo da qualche fiaccola, e mantengo il passo così da non restare indietro, non mi sento affatto tranquilla, fin quando non arriviamo davanti ad una stanza chiusa.



    Ryuk fissa la porta ma non si muove, sembra assorto nei suoi pensieri e fa un respiro profondo chiudendo gli occhi per poi...stringermi la mano, e questo suo gesto istintivo che subito dopo ritrae mi chiarisce cosa ci sia oltre questa porta. La apre e mi trovo davanti una stanza vuota, decorata con solo alle pareti il vessillo della casata. Al centro vi è la bara, anch'essa nei colori della casata, dove come sospettavo è custodita la salma di Tywin, illuminata da un paio di candelabri. Ryuk avanza verso la bara mentre io resto vicino la porta, lasciandogli il tempo e la discrezione necessaria per questo ultimo saluto a suo Padre.



    Lo vedo muoversi titubante fino ad arrivare abbastanza vicino da guardarlo, e continua a fissarlo per un pò con lo sguardo vuoto, fin quando non ne sfiora il viso con la mano e si china per dargli un bacio sulla fronte.



    Poi si risolleva, il viso turbato che subito riassume il contegno mostrato finora, e si volta a guardarmi forse aspettando una mia reazione.



    Una reazione alla vista di Lord Tywin Leithien, L’uragano dell’Adamentem e Gran Maesto degli Stregoni, l'uomo che ha gioito della morte di mio Padre e che voleva soppiantare il mio vessillo col proprio, steso inerme in una bara. Una reazione che scelgo di non dare, evitando di esternare un odio non rispettoso del suo lutto, o una falsità nel compiangerlo che ugualmente non mi appartiene. Faccio un profondo respiro, per rilassarmi, cosciente di aver già vinto su di lui, dato che ora se tutto andrà bene l'Adamantem lotterà con me, contro la nobiltà corrotta che lui rappresentava, e di non avere quindi bisogno di ulteriori rivendicazioni per ciò che ha fatto in vita.



    Muovo qualche passo, ma il mio sguardo non è rivolto alla bara ma a Ryuk, e quando gli sono vicina provo a prendere la sua mano come prima ha fatto lui, offrendogli un sostegno di cui, a giudicare dal suo gesto, ha probabilmente ancora bisogno, soprattutto davanti alla salma del Padre che non ha mai avuto "Quando sei pronto..." aspetto un attimo, per dargli il tempo di restare se lo vorrà, per poi aggiungere "...i tuoi soldati aspettano di conoscere il loro Lord". Mi limiterò a seguirlo, spero che il tutto si risolva in maniera veloce.

  6. #1946
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien
    -Adamantem-

    Non mi sono accorto che Esperin era rimasta di qualche passo indietro, probabilmente ha preferito lasciarmi solo con mio Padre per l'ultimo saluto.



    Si avvicina a me, quando la guardo e prende la mia mano come ho fatto io prima di riflesso."Quando sei pronto..." La stringo, senza farle male, apprezzo questo suo gesto e le sorrido con gentilezza guardandola negl'occhi "...i tuoi soldati aspettano di conoscere il loro Lord"



    Resto fermo un paio di secondi, per poi farle un cenno con la testa, per indicarle di seguirmi e prima di incamminarmi, sciolgo il contatto tra le nostre mani. Mi sento meglio, più sicuro di me stesso, con una volontà ferrea, determinato come non lo sono mai stato. Rivolgo un ultimo sguardo al Lord dell'Uragano, all'uomo che mi ha insegnato come non deve essere un uomo, come non deve essere un Padre. Apro la porta ed attendo che Esperin la varchi, prima di chiuderla alle nostre spalle. Mi incammino nuovamente per il lungo corridoio, questa volta col passo più pesante e sicuro, la testa alta e le spalle dritte. Salgo l'ampia scalinata che conduce al piano superiore, dove, dopo un altro lungo tratto, giungiamo alla balconata che affaccia sul medesimo spiazzale dell'ingresso. Quando mi affaccio e noto tutto il mio esercito schierato, non posso fare a meno che trattenere il respiro, non ricordavo che fossero così tanti: decine e decine, centinaia e centinaia. Lunghe e larghe file di soldati si espandono sotto i miei occhi, tutti vestiti con l'armatura e tutti con l'elmo a proteggere il capo.



    Appena mi vedono si posizionano sull'attenti, puntando il capo verso l'alto in rigoroso silenzio. Non parlo per qualche istante, il fruscio del vento che trasporta la neve è l'unico suono che giunge alle mie orecchie, ma mi schiarisco la voce e parlo con un tono forte e chiaro "Soldati dell'Adamantem, questa mattina mio Padre, Lord Tywin Leithien, è deceduto secondo la volontà di Raiden. Come suo legittimo erede, io, Ryuk Leithien, gli succedo acquisendone il titolo" Resto in silenzio ancora riprendendo fiato e continuo "Come vostro Lord, vi ordino di chiudere ogni via di accesso all'Adamantem, nessuno dovrà varcarne i confini senza il mio consenso, inclusi Lumen..." escludo volutamente il titolo di Regina " e suo Padre Gordon Leithien. E per quanto riguarda quest'ultimo: imprigionatelo a vista. Comandante"

    Urlo ad alta voce al soldato che ne veste l'uniforme "Richiamate ogni soldato si trovi ora al di fuori dei confini, nego il supporto alle schiere reali in qualsiasi genere di iniziativa. Eseguite unicamente le mie disposizioni" Mi volto poi verso Esperin, invitandola a raggiungere il mio fianco "Esperin Raeghar è l'unica esponente delle propria casata alla quale dovete essere fedeli, non al Re, ma la futura Regina di Dohaeris"



    Abbasso poi la voce, rivolgendomi a lei "Tocca a te" ed ancora le sorrido. Avanti, mostra quella tua bella puzza sotto al naso da Principessa a tutti, mettili in riga.

  7. #1947
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen Nárë Vanya

    <<Non ho mai imparato. O meglio, ho imparato col tempo. La prima volta metti troppo sale. La seconda ne metti troppo poco. La terza dimentichi le carote. E così via. Alla fine impari>>


    Annuisco, sbagliando si impara. Solo provando e riprovando, facendo tesoro dei propri errori si migliora, ed è questo che voglio fare qui tra i reietti: allenarmi e diventare sempre più forte, sempre più brava a combattere.
    jarak si accomoda di fronte a me con la sua ciotola, ma invece di mangiare riprende a parlare <<I primi tempi stavo in gruppo. Altrimenti non sarei mai sopravvissuto. Quando ho imparato come si vive oltre il confine, ho deciso di continuare per la mia strada. Sto meglio da solo>> sospira <<Non tutte le persone che incontri vogliono aiutarti>>.


    Smetto di trangugiare lo stufato e mi pulisco la bocca con il dorso della mano <<Mi spiace...>> dico spontanea.


    mi spiace che abbia dovuto scappare da una famiglia tanto crudele, che abbia dovuto vivere in solitudine e che sia stato costretto a subire chissà quali e quante disavventure.
    <<Non deve essere facile per te vivere tra noi... Tornare a stare in mezzo alla gente dopo tutti questi anni in solitudine...>> rifletto a voce alta.
    Mi rendo conto forse di averlo importunato con i miei modi espansivi, sicuramente troppo eccessivi per uno come lui <<Ti chiedo scusa se con i miei modi ti ho messo a disagio, ho sempre vissuto a stretto contatto con le persone e trovo spontaneo e naturale ogni forma di contatto fisico, ma mi rendo conto di risultare troppo espansiva.>>.


    Ripenso alla sua ultima affermazione e guardo la sua benda <<Hai detto che non tutti quelli che incontri vogliono aiutarti... Hai rischiato tante volte la vita?>>
    Non so se avrà voglia di parlarne, così gli racconto un po' di me <<Sai, a me è successo solo una volta, in un agguato con dei soldati, ma mi sono miracolosamente salvata grazie all'aiuto di Drako che mi ha trovata priva di sensi in una radura... Non so se sarei sopravvissuta da sola...>> sospiro, temo proprio che sarei morta di stenti dopo qualche giorno ed è per questo che ammiro molto Jarak.


    <<Comunque se vuoi posso provare a fare qualcosa per il tuo occhio, ma temo che ormai sia troppo tardi...>> cambio argomento per riportare l'attenzione su di lui ed evitare di pensare a quegli eventi.


    Ultima modifica di albakiara; 12th September 2015 alle 16:45

  8. #1948
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    Comincio a mangiare lo stufato, accorgendomi forse di aver esagerato col sale, ma né Esperin né Elen si sono lamentate quindi potrebbe essere solo una mia impressione.


    È comunque buono, le verdure sono stranamente di ottima qualità, mi domando dove Drako abbia preso tutto questo cibo... prima o poi però le scorte marciranno, quindi dovremmo fare provviste il prima possibile. <<Mi spiace...>>, alzo lo sguardo e noto che la ragazzina ha smesso di ingozzarsi.


    <<Non deve essere facile per te vivere tra noi... Tornare a stare in mezzo alla gente dopo tutti questi anni in solitudine...>>, continua, ma sembra che stia riflettendo a voce alta invece che parlare col sottoscritto. Annuisco, non è decisamente facile, ma mi sto abituando, e comunque ognuno di noi ha i propri spazi, bene o male quando ho bisogno di stare da solo riesco sempre a soddisfare questa mia necessità.


    Elen si scusa poi se si è comportata in modo troppo espansivo, non nego di averlo notato e che la cosa mi abbia dato fastidio, ma non ce l'ho assolutamente con lei: comprendo che possa venirle naturale, se è cresciuta in una tribù dove il contatto fisico era la norma. Infine la maga mi chiede se ho rischiato spesso la vita, mi racconta di quando è successo a lei e addirittura si offre per aiutarmi con l'occhio... apprezzo il gesto, ma il problema è che l'occhio non ce l'ho proprio più.


    <<Grazie. Ma non c'è nulla sotto la benda>>, le rispondo gentile, tentando di abbozzare un sorriso. <<La vita oltre al confine non è più pericolosa di quella a Dohaeris. È semplicemente diversa. E per una persona cresciuta nel lusso, tra guardie armate e con una cultura particolare, è difficile abituarsi>>. Porto un altra cucchiaiata alla bocca, mastico con calma e riprendo a parlare. <<Per questo mi sono trovato spesso in brutte situazioni. Pensavo che ogni persona fosse un amico. Ho vissuto con un gruppo di briganti i primi tempi. Poi sono stato tradito e mi hanno cavato l'occhio>>. Sgrano l'occhio che mi rimane, forse sono stato troppo cruento. <<Ma non sono tutti così. Altri mi hanno aiutato>>, mi affretto ad aggiungere. Non potrò mai dimenticare chi mi ha accolto nei propri ostelli quando non avevo nulla da offrire. <<Che soldati erano?>>, le chiedo infine, curioso. <<...se ne vuoi parlare>>. Le guardie reali attaccavano i civili anche prima della guerra? Non mi sorprende che il popolo sia insorto.

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  9. #1949
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen Nárë Vanya

    <<Grazie. Ma non c'è nulla sotto la benda>> lo temevo, ma speravo di sbagliarmi <<La vita oltre al confine non è più pericolosa di quella a Dohaeris. È semplicemente diversa. E per una persona cresciuta nel lusso, tra guardie armate e con una cultura particolare, è difficile abituarsi>>


    Lo ascolto con attenzione e attendo in silenzio quando si ferma per mangiare <<Per questo mi sono trovato spesso in brutte situazioni. Pensavo che ogni persona fosse un amico. Ho vissuto con un gruppo di briganti i primi tempi. Poi sono stato tradito e mi hanno cavato l'occhio>>


    Aggrotto la fronte, il mio viso non riesce a nascondere le emozioni evocate da quell'immagine forte
    <<Ma non sono tutti così. Altri mi hanno aiutato>> annuisco, apprezzo il suo sforzo per distrarmi <<Che soldati erano?...se ne vuoi parlare>>


    <<Non saprei, credo soldati di Lantis... Stavo perlustrando i confini della foresta dove vive, cioè dove viveva - mi correggo, ora dovrebbero essere tutti in viaggio per fuggire alla furia del re - la mia tribù. Un gruppo di soldati ci hanno attaccato uccidendo gran parte di noi, io son riuscita a sfuggire all'attacco non prima di aver ucciso il mio aggressore...>>




    Non voglio rievocare questi brutti eventi, non voglio ripensare a Mel e allo stregone che lo ha ucciso sotto i miei occhi, così mi sforzo di trovare il risvolto positivo della vicenda <<Quella è stata la prima volta che ho evocato la mia spada!>>

    Ultima modifica di albakiara; 12th September 2015 alle 16:49

  10. #1950
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Ryuk apprezza il gesto e stringe forte la mia mano sorridendomi gentile, ho fatto la cosa giusta offrendogli il mio sostegno in un momento come questo, anche se ero titubante all'inizio, e sono contenta che non sia rimasto solo in quella camera, nonostante ci sia poca confidenza tra noi. Una persona non dovrebbe mai affrontare da sola un lutto del genere, soprattutto se accompagnato da altre questioni personali come è stato nel suo caso. Un contatto, un gesto gentile, davanti alla freddezza da sempre dimostrata da suo Padre, era ovvio potessero farlo stare meglio, e sono contenta di averlo aiutato in questo.



    Resta ancora per qualche minuto nella stanza prima di sciogliere il contatto e farmi cenno di seguirlo fuori, così da raggiungere i soldati che aspettano le sue disposizioni. Apre la porta aspettando che io la varchi prima di volgere un ultimo sguardo a suo Padre e richiuderla alle nostre spalle con decisione, con una nuova consapevolezza negli occhi. Lo vedo infatti più deciso, più sicuro, e lo sembra sempre più man mano che si allontana da quella stanza, mentre raggiungiamo il piano superiore. La testa alta, le spalle dritte, il passo pesante... ispira autorità in questo momento, e mi fa piacere dato che a breve ciò sarà indispensabile.



    Saliamo le scale e ci ritroviamo su una balconata che affaccia sullo spiazzale dal quale siamo entrati nel Castello, dove già sono radunati tutti i suoi uomini. Lo seguo restando leggermente indietro, e quando guardo verso il basso resto meravigliata dall'immensità del suo esercito, che non avevo mai visto schierato nella sua interezza. Centinaia e centinaia di soldati in armatura e col viso coperto da un elmo, che appena lo vedono si portano sull'attenti alzando il capo e mantenendo un rigoroso silenzio, in attesa delle parole del nuovo Lord che li guiderà d'ora in avanti.



    Scorre qualche secondo di silenzio, spezzato solo dai rumori ambientali che ci circondano, quando Ryuk si schiarisce la voce ed inizia il suo discorso, senza alcun tentennamento nella voce. "Soldati dell'Adamantem, questa mattina mio Padre, Lord Tywin Leithien, è deceduto secondo la volontà di Raiden. Come suo legittimo erede, io, Ryuk Leithien, gli succedo acquisendone il titolo. Come vostro Lord, vi ordino di chiudere ogni via di accesso all'Adamantem, nessuno dovrà varcarne i confini senza il mio consenso, inclusi Lumen e suo Padre Gordon Leithien. E per quanto riguarda quest'ultimo: imprigionatelo a vista. Comandante richiamate ogni soldato si trovi ora al di fuori dei confini, nego il supporto alle schiere reali in qualsiasi genere di iniziativa. Eseguite unicamente le mie disposizioni". Lo ascolto con attenzione, condividendo ogni sua parola, quando poi si volta verso di me invitandomi a raggiungerlo e faccio qualche passo per portarmi al suo fianco, un pò stranita. Non sono abituata ad essere coinvolta in queste cose, alla Torre così come a Luna di Diamante sono sempre stata relegata in disparte da Lantis, di certo non invitata a mostrarmi a tutti o a dire la mia, anche se in realtà la mia opinione non contava neanche nel privato con lui, figuriamoci in pubblico. Ma adesso la mia posizione è molto differente e credo sia giusto mostrarmi a loro con fierezza, sono venuta qui proprio per questo. "Esperin Raeghar è l'unica esponente delle propria casata alla quale dovete essere fedeli, non al Re, ma la futura Regina di Dohaeris". Conclude con decisione, per poi abbassare la voce e rivolgersi solo a me "Tocca a te" mi dice, sorridendomi ancora, ad incoraggiarmi.



    Resto per qualche secondo smarrita, avrei dovuto forse pensare a cosa dire, a come affrontare questo momento, ma è successo tutto talmente in fretta che solo adesso riesco a razionalizzare. Guardo prima lui per un istante, per poi voltarmi a guardare le schiere di soldati che stanno aspettando le mie parole, le parole della donna che si sta proponendo come loro futura Regina e che gli sta chiedendo di combattere per lei e per la sua causa.



    Deglutisco leggermente nervosa, per poi fare un altro passo avanti e guardarli tutti con fierezza e determinazione, come da sempre mi è stato insegnato a fare "Oggi l'Adamantem prende la propria posizione discostandosi da tutti gli altri territori" inizio a dire, con tono sicuro e senza esitazione alcuna, invidiando per un attimo la risolutezza con cui era solita esprimersi mia Madre... quanto vorrei essere più simile a lei in questo momento, non dovrei faticare così tanto a celare il mio imbarazzo.



    "Oggi l'Adamantem chiude le proprie porte al vecchio e corrotto Regno di Dohaeris, ma non per estraniarsi da esso, non per nascondersi o per scappare. Oggi l'Adamantem vive un nuovo inizio, per se stesso e per gli ideali che difenderà con le proprie armi, ideali su cui si baserà la Dohaeris che nascerà al termine di questa guerra e che sto rappresentando davanti a voi. Soldati e guardiani della Barriera di Ghiaccio, molti di voi mi staranno giudicando per la mia inesperienza...ma oggi sono venuta qui a guardarvi negli occhi, per mostrarvi senza esitazione alcuna la totale assenza di incertezza o di timore sul mio volto e la determinazione e legittimità delle mie parole. Per gli ideali che rappresento, per il sangue che scorre nelle mie vene e per l'unico vessillo che avrà diritto di sventolare sulla nuova Dohaeris" concludo, continuando a guardarli uno per uno, senza distogliere lo sguardo. Ok, credo fermamente in quello che ho detto ma esprimerlo così, ad alta voce...quanto, esattamente, sembro esaltata in questo momento?

 

 

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