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  1. #1951
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien
    -Adamantem-

    Esperin sembra titubante e nervosa, posso ben capire il suo stato d'agitazione, è lo stesso mio





    nessuno dei due è abituato a schierarsi in prima linea per quanto riguarda queste questioni, entrambi siamo sempre stati all'ombra di altre persone: Mio Padre e Lantis. Avanza poi fiera, con uno sguardo che sto imparando ad apprezzare e comincia il proprio discorso"Oggi l'Adamantem prende la propria posizione discostandosi da tutti gli altri territori" Si ferma un attimo, ma ricomincia subito dopo "Oggi l'Adamantem chiude le proprie porte al vecchio e corrotto Regno di Dohaeris, ma non per estraniarsi da esso, non per nascondersi o per scappare. Oggi l'Adamantem vive un nuovo inizio, per se stesso e per gli ideali che difenderà con le proprie armi, ideali su cui si baserà la Dohaeris che nascerà al termine di questa guerra e che sto rappresentando davanti a voi. Soldati e guardiani della Barriera di Ghiaccio, molti di voi mi staranno giudicando per la mia inesperienza...ma oggi sono venuta qui a guardarvi negli occhi, per mostrarvi senza esitazione alcuna la totale assenza di incertezza o di timore sul mio volto e la determinazione e legittimità delle mie parole. Per gli ideali che rappresento, per il sangue che scorre nelle mie vene e per l'unico vessillo che avrà diritto di sventolare sulla nuova Dohaeris" Prolissa, ma ha detto tutto ciò che doveva, non ha esitato, è stata chiara e determinata. "Sciogliete le righe e prendete posizione lungo i confini" Mi rivolgo in ultimo verso i miei uomini, prima di fare cenno ad Esperin di rientrare nuovamente. Chiusa la porta della balconata alle mie spalle, serro le tende e mi appoggio contro la porta, tirando un profondo sospiro. “Ce l’abbiamo fatta”



    resto fermo per qualche istante, cercando di fare mente locale, il grosso è fatto, ora manca la parte più difficile, spero di convincerla, ma so che non sarà per niente semplice, ma confido nella sua intelligenza, è l’unico modo per sfuggire a qualche colpo di mano di Lantis o ad una fortuna avversa



    “Devo fare testamento”
    torno dritto, mi avvicino a lei e cerco di poggiarle le mani sulle spalle, in modo da guardarla più da vicino, deve leggere la mia determinazione negli occhi “Aspetta qui, devo parlarti, torno subito” Ancora col passo veloce, esco dalla stanza e mi inoltro nel castello, fino a giungere alle guardie all’ingresso, alle quali ordino di chiamare immediatamente due persone e di precisare che se ne necessita la presenza con urgenza. Ancora un altro respiro profondo, avanzo nuovamente a ritroso, fino a giungere alla sala dove si trova Esperin, mi alzo il colletto come gesto nervoso e mi passo le mani sulla tunica per togliere le pieghe, questa mi ammazza, lo so. Ed eccomi, frontale a lei, non so da dove iniziare… faccio un respiro profondo e mi avvicino di un passo “Assieme al Tabellio ho fatto chiamare anche un sacerdote” resto in silenzio, cercando di sostenere il suo sguardo “Se io morissi, tutto questo sarebbe vano e non ho intenzione di dare il mio cognome ad Auron, nessuno deve sapere di lui, almeno fino alla fine di questa guerra. Ho bisogno di tutelarmi Esperin e di tutelare anche te per il tuo futuro regno. Dobbiamo sposarci, ora e subito. Così se morirò, perché sicuramente ci proveranno in ogni modo ed è l’unica via che hanno per impadronirsi dell’Adamantem, sarà tutto tuo per eredità, sarà tuo per diritto”



    Non lo voglio, quanto non lo vuole lei, ma spero che capisca che è l’unica cosa da fare, per garantire che, con una mia eventuale dipartita, quella lurida cagna di Lumen non metta le mani sul tesoro dell’Adamantem. “Quando tutto questo sarà finito e tu siederai al trono, annulleremo il matrimonio e sarai libera di sposare chi vuoi, non ti sfiorerò mai con un dito e me ne andrò dalla tua vita, non sentirai più parlare di me, non avremo alcun vincolo, te lo giuro” Non sono tipo da promesse, ma mai come questa volta intendo essere fedele alla parola data.

  2. #1952
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Resto in silenzio, continuando ad osservare i soldati fermi nella loro posizione, quasi aspettandomi che qualcuno di loro scoppi a ridere o che ribatta da un momento all'altro, ma nessuno fiata, nessuno osa contraddirci, persino Ryuk accanto a me sembra soddisfatto delle mie parole, o forse sta facendo finta per non screditarmi davanti a loro. Smetto di trattenere il respiro quando sento la sua voce ordinare ai soldati di rompere le righe e schierarsi lungo il confine... è finita, in modo meno complicato di quanto mi aspettassi. Mi fa un cenno per rientrare e lo seguo col cuore più leggero, cosciente che finalmente le cose stanno andando per il verso giusto per la nostra causa, lui chiude la porta e le tende, prima di rilassarsi poggiandosi contro di essa e tirare un profondo sospiro “Ce l’abbiamo fatta” mi dice, e mi limito a sorridere, annuendo.



    E' fatta, l'Adamantem è dei Reietti, è nostro...ora possiamo tornare al campo e continuare la nostra battaglia con una sicurezza maggiore, con un solido appoggio a coprirci le spalle. Lantis sarà ora in difficoltà senza i diamanti dei Leithien, sarà costretto a ricorrere ai finanziamenti delle altre casate a lui fedeli e ciò potrebbe aumentare il malcontento e quindi destabilizzare internamente la sua fazione. Questo è un bene, sicuramente ci darà un notevole vantaggio. “Devo fare testamento” aggiunge poi, e mi accorgo solo ora che ha il viso pensieroso, come turbato, non capisco...è tutto a posto, per quale motivo è agitato? Beh si...indubbiamente è necessario che faccia testamento, soprattutto considerato che con questa mossa è appena diventato assieme a me l'obiettivo primario dei Reali, ed almeno in questo modo assicurerà a suo figlio l'eredità che gli spetta, anche se mi sembra strana questa sua decisione dopo quello che mi ha detto di lui.



    Torna dritto e si avvicina a me, lo guardo perplessa mentre mi poggia le mani sulle spalle e continua a fissarmi “Aspetta qui, devo parlarti, torno subito” mi dice, prima di uscire. Resto ferma cercando di dare una spiegazione al suo comportamento, ma non trovo alcuna ragione plausibile soprattutto ora che il problema Adamantem sembra risolto, e questa incertezza aumenta il mio nervosismo...non mi piace, non capisco, c'è qualcosa di strano in tutto questo ed ho un brutto presentimento.



    Passano pochi minuti e finalmente torna nella sala, appare nervoso, agitato per quello che deve dirmi, e sto cominciando a perdere la pazienza. “Assieme al Tabellio ho fatto chiamare anche un sacerdote” mi dice, sostenendo il mio sguardo che ora è ancora più perplesso e sconcertato “Se io morissi, tutto questo sarebbe vano e non ho intenzione di dare il mio cognome ad Auron, nessuno deve sapere di lui, almeno fino alla fine di questa guerra. Ho bisogno di tutelarmi Esperin e di tutelare anche te per il tuo futuro regno. Dobbiamo sposarci, ora e subito. Così se morirò, perché sicuramente ci proveranno in ogni modo ed è l’unica via che hanno per impadronirsi dell’Adamantem, sarà tutto tuo per eredità, sarà tuo per diritto. Quando tutto questo sarà finito e tu siederai al trono, annulleremo il matrimonio e sarai libera di sposare chi vuoi, non ti sfiorerò mai con un dito e me ne andrò dalla tua vita, non sentirai più parlare di me, non avremo alcun vincolo, te lo giuro” .



    Silenzio, un silenzio assoluto scende nella stanza appena termina di parlare, continuo a guardarlo negli occhi senza elaborare alcuna emozione mentre le sue parole continuano a riecheggiarmi nella testa, devo sembrargli una statua di sale. Ferma, composta, seria, fin quando non sento qualcosa scattare, come se avessi preso consapevolezza del suo discorso e...rido. Quella risata nervosa, strozzata, quasi isterica che mi colpisce quando sono tanto, troppo nervosa come in questo momento. Distolgo lo sguardo dal suo e con le braccia incrociate al petto mi volto allontanandomi di qualche passo, per poi tornare a guardarlo incredula "Stai scherzando" dico, anche se so benissimo che non è così "Avanti, mostrami quella tua solita aria da sbruffone e dimmi che stai scherzando" lo fisso, mantenendo il suo sguardo, ma non si scompone affatto. Osservo il suo viso, le sue labbra, ma non accenna neanche ad inclinare di un minimo gli angoli della bocca, niente di niente, come se non mi avesse sentito.



    Dei! Ride sempre, anche quando non è opportuno ed è totalmente fuori luogo, ed ora è serio, maledettamente serio. "Per tutti gli Dei...Ryuk!" esclamo, ancora più incredula, prendendo a camminare avanti e indietro. Tutto questo è assurdo, folle! Io, Esperin Raeghar, figlia del Gran Maestro dei Maghi Rickard Raeghar e di Margarete Blackfire del Fulmine Nero, sposare un...un... - mi volto ancora verso di lui, squadrandolo da capo a piedi - ...Aaaaah! Non so neanche come definirlo... un bifolco? Un Lord? Un bifolco travestito da Lord? Un Lord uscito male? Un...un...un Leithien! Esperin Raeghar in Leithien HAHAHAHAHA no dai serio, tutto questo è inconcepibile.



    "Deve esserci un altro modo, potresti far scrivere sul testamento che...che..." che? cosa? Che lascia tutto ad una perfetta sconosciuta con cui non ha legami? Ad un figlio a cui ha rinunciato per non coinvolgerlo in tutto questo schifo? "......" il Tabellio scoppierebbe a ridere in faccia prima a lui e poi a me "....Mh!". Continuo a giocare nervosamente con il ciondolo che porto al collo, cercando di razionalizzare e trovare una soluzione differente... ma accidenti, non ne trovo nessuna! Tutto questo è comico, e pensare che fino a poche settimane fa era suo Padre con Lantis a pretendere questa unione, ed ora sta facendo la stessa cosa lui per... per... - mi fermo, smettendo di giocare anche col ciondolo, e lascio cadere le braccia lungo i fianchi ancora senza voltarmi verso di lui - ...per impedire che Lumen e Lantis mettano le loro mani su questa grande risorsa che è l'Adamantem. Mi sto comportando da bambina, da cretina, sto mettendo quello che voglio io davanti a quello che è necessario... non è vero Ryuk? Faccio un respiro profondo, chiudendo un istante gli occhi per poi tornare a guardarlo, più cosciente delle sue parole. "Un semplice accordo politico" mi limito ad affermare, rassegnata "non pretenderai assolutamente nulla da me e mi concederai l'annullamento non appena sarà possibile" ripeto, ed aspetto un suo cenno di assenso anche se l'ha già giurato, perchè in realtà sto solo prendendo tempo, perchè non voglio dire quello che sto per dire "E va bene. Sposiamoci".



    Madre mia perdonami, so che ti starai rivoltando nella tomba per quello che sto facendo in questo momento. Ma l'Adamantem deve restare nelle mie mani e non passare a Lantis, altrimenti sarebbe la nostra fine, e la fine degli ideali di mio Padre. Mio Padre che prima di me ha preso questa stessa decisione. Sto facendo la cosa giusta, lui ne sarebbe fiero, io stessa devo esserne fiera... ma non lo voglio, non lo voglio affatto, non voglio che il mio nome sia legato alla sua casata e alla sua persona, e per una volta non vorrei avere addosso tutte queste responsabilità. O forse no, forse non è vero, perchè se non le avessi, se non avessi modo di contribuire alla mia causa in modo così decisivo... sicuramente mi sentirei ancora peggio.

  3. #1953
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    La donna mi gela con la sua frase: mi ha riconosciuto. Mi ha visto con la maschera in faccia? Gliel'ha detto Elen? Vabbè, non mi importa, ho smesso di vivere in una bugia. Almeno ci sto provando. La guardo serio, in quei buchi che non lasciano trasparire molto del suo aspetto. "Ero... ero quello che dici. Ora sono solo un soldato di Kalisi, colui che è sceso all'Auspex. Lui sa chi sono, sto cercando di ricostruire la mia vita" le dico determinato, sincero.





    Non rinnegherò mai ciò che sono stato, ma penso sia più importante il presente. Poi mi volto scocciato verso la falena, che ha iniziato già a diventarmi isterica. "Il mio passato non è affar tuo, non ti ho mai nascosto la mia indole, quella penso sia stata evidente a quasi tutti qui. Quindi fatti per una volta una carriola di cazzi tuoi e lasciami stare" le dico atono, in realtà non riesco manco più a irritarmi nonostante le parole che ho usato.



    La mia voce è senza colore, senza una particolare intonazione. Mi rivolgo ancora alla donna mascherata: "Non ricordo nessuno di quei nomi, ho una memoria più d'immagine... se vedessi un viso allora saprei raccontarti... ma così non mi sovviene nulla. Se ne vuoi parlare, possiamo farlo in privato, dopo che Devon mi avrà curato le ferite, se lo vorrà, ovviamente" continuo con il medesimo tono e infine mi rivolgo proprio al ragazzo.



    "Allora, Devon, potresti curarmi, per favore? Ho subito dei danni da Jarak che la pozione non è riuscita a guarire" gli dico mostrandogli il collo che sanguina.



    Se mi farà entrare in tenda lo seguirò e mi sottoporrò alle sue cure in silenzio. Bella cosa, il silenzio.

  4. #1954
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti






    Ovviamente mi risponde in malo modo, ma... chissene.



    Ormai non mi sorprendo più di nulla in questo accampamento, anzi. Sto iniziando proprio a stufarmi di tutto e tutti.
    Delle persone che ti rispondo male senza un motivo apparente, di quelle che ti chiedono delle spiegazioni e poi non ti rivolgono quasi più la parola, di quelle che ti attaccano alle spalle, di quelle che non ti parlano nemmeno dopo che gli è stato rivolto un complimento.
    Ha ragione, dopotutto. Devo solo farmi gli affari miei, cosa che, tra l'altro, mi riesce molto bene.
    Ho cercato di essere cordiale, di relazionarmi un po' con tutti, di provare a legare, ma la realtà è che non sono quel tipo di persona e non posso andare contro me stessa, contro la mia indole ed il mio carattere. Io sono questo, sono così, quindi... pazienza.
    Almeno ho tentato.

    "Hai ragione, non sono affari miei - rispondo con voce incolore - Ti domando scusa. Non accadrà mai più"



    Mi volto verso Devon e lo ringrazio sinceramente per avermi aiutata con il suo potere, poi rivolgo un saluto ai presenti con un cenno del capo e mi allontano in direzione del campo d'addestramento.



    Non sono qui per fare amicizia con nessuno, sono qui per vincere una guerra, per cercare di riscattare la mia anima, me stessa, anche se... inizio a pensare che forse non c'è proprio un bel niente da riscattare. Forse ciò che ho visto è la mia punizione.
    Vengo punita per la mia vita passata, non c'è altra spiegazione.
    E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho mangiato qualcosa, ma sinceramente non ho appetito, quindi supero anche la tenda della dispensa e continuo a camminare.
    Una volta raggiunto il campo di addestramento, evoco Earine ed in un attimo sento il cuore più leggero.
    Mi sento bene solo quando stringo il mio fedele arco tra le mani.
    Chiudo gli occhi e respiro lentamente. Devo trovare la concentrazione, devo cercare di lasciarmi alle spalle gli ultimi avvenimenti, per quanto dolorosi, e pensare soltanto a migliorare le mie capacità.
    Devo concentrarmi su questa guerra, senza pensare ad altro, perché solo quando sarà giunta al termine sarò libera di vivere la mia vita o ciò che resta di essa. Non importa come. Se sarà bella o brutta non ha importanza, mi basta andare avanti.
    Apro gli occhi, faccio un respiro profondo e trattengo l'aria nei polmoni, mentre prendo la mira.
    In mezzo agli occhi. Sì. Dritto... in mezzo agli occhi.



    Earine: forma dormiente
    Ultima modifica di valuccia85; 6th September 2015 alle 01:00

  5. #1955
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    Elen non conosce l'identità dei suoi aggressori, pensa che fossero soldati di Lantis, ma probabilmente si trattava di guardie del Lord locale a cui stavano poco simpatici gli elfi della zona.


    La ragazzina se l'è comunque cavata, è riuscita ad uccidere il suo aggressore e a quanto pare durante quello scontro ha evocato per la prima volta la sua spada. I suoi compagni non sono stati altrettanto fortunati però, gran parte di loro ha perso la vita, e immagino che Elen non abbia ancora completamente superato la cosa dato che la vedo incupirsi verso la fine del suo discorso.


    <<Mi spiace. Stiamo combattendo anche per questo>>, le rispondo tranquillo, terminando poi ciò che resta del mio stufato. <<Sei molto forte. Non ti eri mai allenata prima?>>, le chiedo curioso, mentre mi alzo e porto la ciotola in dispensa, dove la pulisco con un pezzo di stoffa.


    Se questo è l'episodio dopo il quale Drako l'ha trovata dev'essere successo non più di due settimane fa, possibile che non abbia mai evocato la spada prima e che sia migliorata in così poco tempo? Forse dipende dal sangue che scorre nelle sue vene... il fuoco dei Vanya è molto forte, mi è stato insegnato che il loro rapporto con l'elemento che dominano è viscerale quanto quello degli Urthadar.


    Chissà se Elen ne è a conoscenza, non ha mai incontrato sua madre, ipotizzo nemmeno altri parenti. Mentre aspetto una sua risposta tengo d'occhio anche la tenda di Drako e il Glados, tra poco penso che ci sarà la riunione, ma non so quanto riuscirò a seguire i vari discorsi pensando ad Esperin e Ryuk in un territorio che per quanto ne sappiamo potrebbe essere presidiato dai nostri nemici.

    Our wills and fates do so contrary run

  6. #1956
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien
    -Adamantem-

    Esperin fa silenzio, un silenzio che non reggo, ma il peggio viene quando comincia a ridere, anche se in maniera composta, anche se sicuramente è dovuto al nervosismo, ma m'infastidisce parecchio"Stai scherzando" Resto fermo ed aspetto che continui "Avanti, mostrami quella tua solita aria da sbruffone e dimmi che stai scherzando" Mi fissa, che aspetta? Che le dica che sto scherzando? Ora? In questo posto? Con il cadavere di mio Padre al piano di sotto e centinaia di soldati ai quali far fronte, è il momento giusto per fare ironia"Per tutti gli Dei...Ryuk!" Cammina avanti ed indietro, non le ho mica chiesto di darmela qui e di concepire un figlio al quale intestare tutto! E' una pura formalità, un contratto a tempo determinato, nulla più "Deve esserci un altro modo, potresti far scrivere sul testamento che...che..." Non c'è "....Mh!". NON C'E' UN ALTRO MODO! PER RAIDEN "Un semplice accordo politico, non pretenderai assolutamente nulla da me e mi concederai l'annullamento non appena sarà possibile" annuisco col capo, come a rimarcare l'evidenza della sua frase "E va bene. Sposiamoci".



    OH grazie, grazie a tutti gli Dei, ha messo in moto il cervello ed ha connesso per pura fortuna. Non ho comunque il tempo di dire nulla, perchè qualcuno bussa alla porta. Le figure di due uomini anziani, varcano la soglia della stanza con uno sguardo decisamente intimorito, ma taglio corto ai formalismi e vado al sodo.



    "Sposateci, ora. Con la formula più breve che conosciate"

    l'uomo mi osserva perplesso, ma si limita prendere il proprio libro ed a guardarci entrambi "Avete gli anelli?""Anelli!" Esclamo come se mi fossi dimenticato l'ovvio "Sì, torno subito" Ho migliaia di anelli, collezioni intere, mi basta andare nella sala dove sono custoditi "Torno subito" Esco quasi correndo, oggi mi sto muovendo troppo per i miei gusti ed arrivo frontalmente ad un portone scuro. All'interno della stanza comincio ad aprire i vari cassetti, ma sono tutti così... così... pomposi e diamantosi. Cerco e cerco ancora tra anelli con lo stemma Leithien impresso, altri con i colori della casata, altri ancora.... troppo! Ma finalmente trovo una coppia di anelli in oro, entrambi molto semplici e quello di lei con soli piccoli diamanti incastonati nel centro. Li prendo e chiudo il palmo della mano, fino a tornare da Esperin ed i due uomini."Sbrighiamoci" Asserisco deciso, guardando il sacerdote con uno sguardo che contiene un velo di minaccia "Ci ritroviamo qui oggi riuniti per..." "Ho detto rito breve"

    l'uomo sussulta e si aggiusta gli occhiali, per poi chiudere il libro con uno scatto "Vuoi tu, Ryuk Leithien, prendere in sposa Esperin Raeghar in salute e malat.... vuoi?" "Sì, lo voglio" rispondo secco, come a volermi togliere il dente che duole "Vuoi tu Espe.... lo vuoi anche tu?"

    Mi volto verso lei aspettando la risposta, che spero arrivi tempestiva.

  7. #1957
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen Nárë Vanya


    <<Mi spiace. Stiamo combattendo anche per questo>>


    <<Si, lo so... Ed è per questo che sono così determinata... Voglio continuare ad allenarmi perchè dobbiamo vincere questa guerra, lo dobbiamo a tutte quelle vittime dei massacri che ci sono stati e che ancora ci saranno. Purtroppo.>>


    <<Sei molto forte. Non ti eri mai allenata prima?>> mi chiede infine curioso, forse è rimasto colpito dal fatto che non avessi mai evocato la mia spada prima d'ora.


    <<Uhm, nel mio villaggio le ragazze sono, erano, no, sono soprattutto raccoglitrici ed erboriste. Fin da piccole ci insegnano a riconoscere le varie erbe e a lavorarle... I maschi invece imparano l'uso delle armi, soprattutto l'arco, per cacciare e difendere il villaggio dalle seppur esigue incursioni: vivia-vivevamo nascosti ben protetti nelle foreste, fino ad ora eravamo sempre stati al sicuro...>> mi incupisco leggermente al pensiero di loro in marcia verso un nuovo luogo sicuro, spero stiano tutti bene, magari vedrò di accertarmene tra qualche giorno quando le acque si saranno placate.


    <<Comunque... Dicevo - mi schiarisco la voce - quella era la struttura della tribù, ma io molto spesso sfuggivo alle mie lezioni e mi univo ai ragazzi>> sorrido al pensiero dei miei camuffamenti per passare per maschio <<per allenarmi con loro con spade improvvisate, bastoni e archi... Era molto più divertente delle lezioni sui funghi e sui licheni!>>
    Rido.


    <<La magia l'ho scoperta solo qua con Drako, è stata una cosa istintiva ed emotiva dovuta ai grandi cambiamenti subiti, credo. Fatto sta che prima non ne avevo mai fatto uso, non sapevo di esserne in grado... Alcuni al villaggio domavano la magia di terra, ma ne facevano uso solo in casi eccezionali... - continuo come un fiume in piena - Oh, scusa, mi rendo conto che sto parlando troppo, mi son persa nei ricordi...>>
    Ultima modifica di albakiara; 13th September 2015 alle 16:27

  8. #1958
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar
    -Adamantem-


    Non appena acconsento al matrimonio due uomini anziani entrano nella stanza, avvicinandosi a noi con passo cauto ed espressione timorosa.



    "Sposateci, ora. Con la formula più breve che conosciate" ordina Ryuk a quello dei due che dagli abiti deduco sia il sacerdote, mentre io rimango ad osservare la scena in silenzio come se la cosa non mi riguardasse, sentendo solo questo senso di nausea che attimo dopo attimo diventa sempre più fastidioso. "Avete gli anelli?""Anelli! Sì, torno subito" osservo apatica Ryuk uscire dalla stanza per recuperare gli anelli ed io resto a fissare i due uomini, senza aggiungere altro e senza alcuna espressione sul viso. Vorrei solo andarmene, tornare al campo e non dover continuare tutto questo, ma non posso, devo andare fino in fondo...e poi è una cosa provvisoria, non dovrei esserne così turbata, eppure non riesco ad evitarlo perchè sono una stupida. Solo una stupida. "Sbrighiamoci" torna ad ordinare ai due, porgendo gli anelli al sacerdote che poi prende la parola.



    "Ci ritroviamo qui oggi riuniti per..." "Ho detto rito breve" chiudo un attimo gli occhi, ricacciando indietro le lacrime di fastidio che si stanno facendo strada per uscire, non permetterò a nessuno di vedere il mio turbamento, di dubitare della mia determinazione, spero solo che facciano in fretta.



    "Vuoi tu, Ryuk Leithien, prendere in sposa Esperin Raeghar in salute e malat.... vuoi?" "Sì, lo voglio" risponde secco, come se avesse appena acconsentito a comprare due capre. "Vuoi tu Espe.... lo vuoi anche tu?" mi chiede poi, mentre entrambi mi fissano aspettando la mia risposta.



    Il mio nome... non ha neanche pronunciato interamente il mio nome. No non lo voglio, vorrei rispondere, ma voglio quel foglio che dimostra che questo resterà a me... e su quel foglio il mio nome sarà scritto per intero, quindi fanculo i rituali e fanculo tutti "Si, lo voglio" rispondo atona, rialzando lo sguardo su di loro.



    "Scambiatevi gli anelli" Ryuk prende la mia mano con fretta infilandomi con poca grazia l'anello al dito, anello che neanche guardo per quanto poco me ne importi e per quanto mi infastidisca doverlo indossare, finirà nel fondo del baule della mia tenda non appena tornerò al campo.



    Faccio lo stesso infilandogli il suo per poi ritirare la mano e metterle entrambe nelle tasche dell'armatura, sentendo il sacerdote concludere "Vi dichiaro marito e moglie. Puoi baciare la sposa" "E' sufficiente così" rispondo secca, ignorando la parte finale della sua frase, poi mi volto verso Ryuk, aggiungendo "Prendi i documenti che servono e andiamocene". Marito e moglie. Mi inizia a mancare l'aria, voglio andarmene da qui.

    *post concordato con Eclisse

  9. #1959
    sim dio L'avatar di XxRosy_99xX
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti


    Devon Balythòn

    Pare che il ragazzo sia indaffarato per accorgersi del mio richiamo a base di tosse. Troppo indaffarato nel convalidare l’affermazione della strega e nel prescrivere una dose d’impertinenza per Niniel, la quale inizialmente appare indugiante nel rispondergli a tono. Comincio a temere il peggio quando invece espone giustificazioni con voce spenta, seguite a ruota da una riconoscenza nei miei riguardi per averla medicata. La vedo allontanarsi in direzione del campo, senza aggiungere altro se non un arrivederci gesticolato col capo. Alle spalle recepisco il messaggio di Dahmer rivolto all’altra donna, terminante con la prevedibile richiesta nel ritemprargli un pezzo sanguinolento del collo, provocato dallo stesso Jarak che Niniel affrontò, prima di venire a cercarmi in tenda. La scelta è a mia discrezione: prendere o lasciare. Accettare o rifiutare. Mi soffermo per un istante sul volto del ragazzo: dovrebbe provare vergogna per ciò che ha fatto, essere ignobili non porta da nessuna parte, se non il guadagno di una pessima reputazione. Lui, nel bel mezzo di un gregge di pecore dal manto niveo, non può starci. Il colore del suo animo stona anche troppo. Mi rendo conto di essermi dilungato nel tacere e continuerò a farlo, la mia reazione consisterà unicamente sul piegare a ripetizione l’indice destro in dentro come a volerlo esortare nel seguirmi, dritto in tenda. Giunti nelle interna della stoffa mi volto ritrovandomi faccia a faccia con egli e portando la concentrazione sulla positività del mio potere ne richiamo quanto mi è necessario. Avverto il benefico torpore propagarsi in ogni via del corpo finché questo non si tramuta in un getto calorifico che andrà a riverberarsi sull’epicentro dei palmi poggiati all’altezza del suo collo in precedenza: tale getto si divide in due parti che divengono fiammelle. Fiammelle completamente dorate, fiammelle che emanano raggi altrettanto dorati sulla ferita aperta, praticamente investita da quest’ultimi.

    Difesa e Recupero (Esperto):
    Rigenerazione (Avviene tramite tocco)
    - Rigenera ferite di media entità, quali ferite profonde non mortali, ossa rotte e danni medi da elemento.
    In un batter d’occhio la cute si risana fino all’ultima cucitura, lasciando spazio al colorito lunare del ragazzo. «E con questo sono altri 50 valyrie!» dico lasciandomi sfuggire una risata ironica, nel mentre osservo con leggera sorpresa il duo divampante affievolirsi, ancora una volta, in un fumo evanescente…

    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 28th August 2015 alle 17:55


  10. #1960
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Jarak

    La giovane maga risponde alla mia domanda parlandomi a grandi linee della vita che conduceva nella sua tribù.


    Solo gli uomini venivano addestrati, mentre le donne si dedicavano alla raccolta di cibo oppure all'arte dell'erboristeria, ma Elen spesso e volentieri non si presentava a quelle noiose lezioni e si imboscava a combattere con altri ragazzi.


    Mi viene spontaneo sorridere a queste parole, ormai ne sono convinto: nella tragedia, questa ragazza ha avuto un'immensa fortuna. Ha potuto vivere un'infanzia tutto sommato spensierata, e probabilmente avrebbe continuato la sua vita in pace nella tribù se non fosse scoppiata la guerra. Se fosse rimasta a Castello del Tuono... altro che erboristeria e combattimenti con le spade di legno: sarebbe stata trattata come una bestia da riproduzione, come succede a tutte le donne della dinastia, seconde figlie, terze figlie, nipoti, pronipoti.


    Tutte merce di scambio per ottenere più influenza, più ricchezze, più potere. Ma non ho intenzione di parlargliene, non oserei mai dire a qualcuno che è stata fortunato a perdere i genitori così giovane, non capirebbe. <<Non ti preoccupare>>, le rispondo quando si scusa per aver parlato troppo.


    Non mi ha dato fastidio, questi momenti sono utili per sfogarsi e per non perdere il contatto con la realtà, soprattutto in tempi difficili come questi. <<Ho studiato le storie dei casati più importanti prima del mio esilio. I Vanya sono una linea di sangue molto antica. Da sempre abili dominatori del fuoco. Non mi sorprende che la magia ti riesca così naturale>>, le spiego con calma, non so se è a conoscenza di queste informazioni. Poso la ciotola, la stoffa ed esco dalla dispensa ma rimango in piedi, sono stanco di stare seduto. <<Il pane è pronto?>>, le chiedo, osservando le pagnotte sul tavolo. <<Farà piacere ad entrambi mangiare qualcosa di buono al ritorno>>.

    Our wills and fates do so contrary run

 

 

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