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  1. #2061
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Sage si riprende alla grande e mi propone di aiutarlo con il tavolo: ma che arma ha che ha bisogno delle falci e delle spade altrui? Uh non gli ho mai mostrato la mia Ripper, scommetto che ne rimarrà affascinato! Evoco la mia claymore che risale nelle mie mani dalle viscere della terra e facendo attenzione a non nuocere ai presenti, la rimetto con la punta all'insù, impugnandola per mostrare meglio l'elsa. "Ti piace? Tutto acciaio mistico di Aeglos, domani a caccia cercherò di farmi delle strisce di pelle per il manico, così da limitare la conduzione elettrica. L'ho fatta tutta io, anche il fregio sull'elsa... tutto a mano, è certamente il mio capolavoro" spiego al mio nuovo amico tutto orgoglioso.





    Sapesse quante testa c'ho mozzato di netto! Elen cerca di evitare il mio sguardo, ma immagino che il mio entusiasmo per la mia spada non sia condiviso. Soprattutto perchè ora lei sa bene quante teste c'ho mozzato. Mi sfilo la casacca restando a torso nudo e rapidamente affondo la lama nel legno. In breve ne ottengo dei piccoli tronchetti da utilizzare nel fuoco del calderone, o semplicemente per scaldarci quando calerà il freddo. "Così dovrebbero andare" dico asciugandomi il sudore dalla fronte con una mano.





    Nonostante sia calata la sera, il caldo soffia ancora per questo primo mese delle foglie, non si sta poi così male senza casacca. Me la metto in spalla e mi poggio su Ripper come su un bastone da passeggio e rivolgendomi ad Elen le chiedo: "Mi piacerebbe chiarire la nostra situazione... nella mia tenda? Ma anche nella tua, dove ti trovi più a tuo agio". La guardo intensamente negli occhi, sono serio, non ho intenzione di scherzare.



    Mi son ripromesso di cercare di migliorare il mio rapporto all'interno della fazione e di mostrarmi per ciò che sono... per il momento non è poi così difficile, anche se mi sfugge ancora tutto un senso. Perchè dovrebbe importarmi di Elen? La mia indole non la sento mutata, ma indubbiamente questa confusione che mi tortura da diverso tempo esiste e sta facendo qualche danno. Ammazzerei e stuprerei ancora un innocente senza pietà, ma... non loro. Non so perchè ho questa dannata malattia, ma senso che non potrei far del male a loro della fazione. Il mio riscatto... non sapevo se lo volevo... ma ora lo so... lo voglio. Basta fare il ragazzino. La strage di Aeglos ha segnato un punto di svolta... una svolta che io desidero. E mio padre... quella storia che mi ha raccontato su mia madre... magari non sarà manco vera. Accidenti, sento di nuovo la testa confusa. Sono pronto a seguire Elen dove vorrà condurmi: da persone mature, è meglio bandire questo tipo di imbarazzo perchè la convivenza dobbiamo cercare di semplificarla, non complicarla. Forse avrei dovuto star zitto, non dirle nulla di me... ma sempre quel qualcosa che non so definire mi ha spinto a liberarmi per sempre di quella maschera. Dovevo farlo, per me. Sì l'ho fatto per me. O forse no, forse l'ho fatto anche per lei, per il suo... bene. Naaaa l'ho fatto senz'altro per me. Io non faccio mai niente per il bene di qualcuno, spesso manco del mio!

    Ripper Blade -> arma forma dormiente

  2. #2062
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen Nárë Vanya

    A quanto pare il mio aiuto non serve perchè Dahmer fa lo sbruffone e si mette in mostra davanti a Sage evocando il suo spadone.


    <<Ti piace? Tutto acciaio mistico di Aeglos, domani a caccia cercherò di farmi delle strisce di pelle per il manico, così da limitare la conduzione elettrica. L'ho fatta tutta io, anche il fregio sull'elsa... tutto a mano, è certamente il mio capolavoro>> dice tutto orgoglioso, poi si sfila la casacca e inizia a menare fendenti su ciò che resta del tavolo fino a ridurlo in tanti tocchetti da ardere.


    Nel vederlo maneggiare l'arma con tale abilità non posso fare a meno di immaginare le tante teste mozzate dalla sua lama e al pensiero mi viene un forte senso di nausea <<Così dovrebbero andare>>.


    Lo guardo asciugarsi il sudore e appoggiarsi fiero alla sua spada <<Mi piacerebbe chiarire la nostra situazione... nella mia tenda? Ma anche nella tua, dove ti trovi più a tuo agio>>.
    Sento il peso del suo sguardo intenso e serio, non posso e non voglio tirarmi indietro quindi deglutisco a fatica <<Da te va bene>>.


    Mi avvio a passo sicuro nella sua tenda senza assicurarmi che mi segua, so che lo farà e una volta all'interno gli domanderò decisa <<Allora? Cosa devi aggiungere al discorso dell'altra volta?>>.
    Non voglio mostrarmi debole, non con lui, non adesso.
    Ultima modifica di albakiara; 15th September 2015 alle 19:13

  3. #2063
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Riesco a colpirlo nelle parti intime ed istintivamente molla la presa dal mio collo.
    Una piccola soddisfazione ci sta, ma non sono nemmeno lontanamente appagata: devo fare di meglio! Inizio a tossire. La gola, come avevo previsto, brucia e pizzica.
    Provo a colpirlo in pieno volto con una ginocchiata, ma riesce ad intercettare il mio attacco con facilità e cado nuovamente a terra.



    Continuo a tossire senza sosta, al punto che gli occhi diventano lucidi a causa dello sforzo.
    All'improvviso mi sento afferrare alle spalle ed il braccio viene piegato dietro la schiena, con forza. Il dolore è lancinante, ma riesco a non gridare.
    Sta per spezzarmi il braccio. Me lo sento. Come... come quella volta.
    Il volto di quel bastardo, tatuato nella mia mente, spunta davanti ai miei occhi.
    Inizia a parlare ed ascolto in silenzio le sue parole. Il dolore è troppo grande. Il dolore è...

    "Non essere gentile... pensa ad uccidere, pensa a come se ne sono fregati della tua amica, di come le hanno strappato la vita senza pensarci un secondo"



    La tua amica. Strappato la vita. La tua amica. La tua amica. La tua amica.
    La rabbia, oscura, cieca, ma familiare, affiora nel mio cuore e nella mia anima.
    Rabbia perché sono debole, perché non sono riuscita a proteggerla, perché l'ha uccisa, perché... perché mi ha lasciata sola. Sola a lottare, a soffrire, a morire.
    Le lacrime solcano il mio volto, copiose.



    "il cuore, la carotide, la testa... pensa ad uccidere nel modo più rapido e semplice che puoi. Sfrutta la sua stessa forza contro il tuo nemico"

    Con la mente ormai annebbiata dal dolore, dalla rabbia e dalla frustrazione, agisco d'istinto, quasi senza rendermene conto. Due sfere iniziano a roteare vorticosamente tra le mie mani.
    La destra, ancora bloccata dalla stretta dell'uomo, sarà quindi puntata contro il suo stomaco; la sinistra, con cui ho appena cercato di aggrapparmi al suo corpo, dovrebbe riuscire a colpirlo alla schiena o quantomeno al fianco sinistro. Non importa se, così facendo, mi spezzerò definitivamente il braccio. Non mi importa di niente adesso.



    Distruzione -Previa concentrazione si è in grado di generare all'interno della propria mano, una quantità controllata di acqua, la quale può essere lanciata con forza contro l’avversario, causandone danni da impatto: - Esperto - Tempesta acquatica – Ogni mano genera una sfera di acqua dal diametro di un metro, le quali roteano in sensi opposti. Vengono lanciate contemporaneamente e quando colpiscono, stringono l’avversario in una morsa schiacciandolo e strisciandoci contro con forza. Provoca escoriazioni, danni da urto e contusioni
    Se il mio attacco andrà a segno, o meno, resterò immobile, mi volterò verso di lui e gli domanderò, ancora con le lacrime sul viso, ma con voce ferma:

    "Insegnami, per favore. Insegnami ad annientare questo dolore. Non voglio più avere questo punto debole, proprio come mi hai suggerito tu..."



    Non importa se risulterò patetica ai suoi occhi. Forse sa come fare, visto che mi ha dato tale suggerimento in passato, ed io voglio solo imparare.
    Imparare a dimenticare? Imparare ad isolarmi da questo dolore? Imparare...?
    Non lo so. So solo che non voglio più ridurmi in questo stato pietoso. Mai più.


    Ultima modifica di valuccia85; 9th September 2015 alle 20:44

  4. #2064
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Jarak continua a sostenere il mio sguardo mentre gli parlo, sembra molto turbato e posso comprenderne i motivi. Tornare a Dohaeris è stato un passo enorme per lui, farlo per lottare con Drako ha dato un significato ben specifico a questo suo gesto, arrivare a pensare di voler rivendicare i propri diritti su Capo Tempesta per indebolire una delle casate maggiormente prive di scrupoli del Regno è al di là probabilmente di quanto avrebbe mai pensato di fare nella propria condizione.



    Non sono falsa, è ovvio che spero che decida di farlo e che ci riesca dato che rappresenterebbe molto per tutta la fazione, ma comprendo il suo stato d'animo e non cambierò idea su di lui nel caso in cui decida di desistere, che abbia deciso di combattere con noi è tutto ciò che conta. <<Io...>>, inizia a dirmi, ma sembra incerto, come se non sapesse cosa dire <<...Ti ringrazio>> aggiunge poi, annuendo. Mi guarda ancora, mi sembra riconoscente per questa nostra conversazione e spero sinceramente di essergli stata d'aiuto in qualche modo, sebbene resti ora a lui l'onere di prendere questa decisione che in un modo o nell'altro stravolgerà la sua vita.



    <<Drako mi ha detto che tuo padre era un brav'uomo. Sei tu la sua vera erede. Non Lantis>>, mi dice poi, sorridendomi <<Sarebbe fiero di te>> ricambio il sorriso dolcemente, sentendo queste parole che mi riempiono di gioia, sebbene mi conosca così poco "grazie" mi limito a rispondergli, per poi ricambiare il suo saluto quando si avvia da solo verso il lago.



    Mi volto iniziando a camminare distrattamente senza una meta precisa, ripensando alle sue parole e sperando con tutto il cuore che sia così, che sia fiero di come sto agendo e delle decisioni che sto prendendo. Non posso fare a meno di pensare a Drako, alla reazione che ha avuto e a quello sguardo che ho visto sul suo viso, so che ho fatto la cosa giusta, non potevo fare diversamente, però è difficile ritrovarmi senza il suo appoggio in un momento come questo in cui ne avrei tanto bisogno.



    Alzo lo sguardo quando sento delle voci e dei rumori nei paraggi, mi ritrovo al campo di addestramento e poco più avanti Niniel e Ryuk sono impegnati in un allenamento. Le rispettive mosse non sono veloci, sembra stiano parlando nel frattempo, come se lui le stia spiegando qualcosa, è troppo poco violento per essere un allenamento vero, ho visto Ryuk combattere e non è decisamente quello che sta facendo ora. Non riesco ad immaginare uno come lui nelle vesti di istruttore, ma magari mi sbaglio, probabilmente le sta consigliando come comportarsi domani all'Abgruntis e credo sia una buona idea.



    Vorrei parlarle anche io più tardi, quando si sarà ripresa da questo allenamento, se ne avrà voglia e tempo, vedremo. La ragazza si ritrova velocemente col braccio piegato dietro la schiena, Ryuk è forte, sicuramente molto più di lei, la vedo infatti in difficoltà e reagisce materializzando due sfere d'acqua, un potere che conosco bene. Mi fermo ad osservarli incuriosita un pò distante da loro, poggiando le spalle contro un tronco ed incrociando le braccia al petto, per vedere come se la cava la ragazza e quanto passerà prima che Ryuk perda la poca pazienza che ha.

  5. #2065
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien


    Tossisce forte, probabilmente prima non mi sono dosato a dovere, finisco sempre col fare più danni del dovuto ed un collo così sottile tra le mie mani è come un vaso di cristallo nel palmo di un bruto. Non attendo molto e dopo averle parlato, scorgo qualcosa formarsi all'interno della sua mano, quella che tiene verso il mio stomaco, la stessa che tengo stretta nella morsa, una sfera gemella si forma all'interno dell'altra, quella con la quale sta tentando di aggrapparsi alla mia schiena tendendola all'indietro.



    Non mi sposto, lascio che il suo potere mi investa in pieno, una forza che mi schiaccia dallo stomaco verso l'alto e dalla schiena verso il basso, direzionati ad un punto centrale di congiunzione. L'acqua che vortica incessante taglia e scava nella pelle e poi nella carne, è come se sentissi il fruscio dell'epidermide che si strappa. Faccio qualche passo in dietro, ma non cado, resto leggermente ricurvo per il dolore iniziale, ma non è niente di troppo forte e torno eretto, con un rivolo di sangue che si estende dallo stomaco ed un altro che cola alle spalle.



    Insegnami, per favore. Insegnami ad annientare questo dolore. Non voglio più avere questo punto debole, proprio come mi hai suggerito tu..."



    Annientare il proprio dolore... l'ho detto io: il dolore è un punto debole, i sentimenti sono un punto debole... Resto fermo per qualche istante osservandola, ma è come se non vedessi lei, è come se il mio sguardo fosse perso nel vuoto, ripenso a tutto quello che è accaduto oggi, alle lacrime versate per mio Padre, alla gioia ed alla soddisfazione nel vedere Auron, al matrimonio... seppur senza valore sentimentale, ma mi ha riportato alla mente Irina e tutto il resto. Questa cosa del non provare niente non mi appartiene, era solo l'ennesimo tentativo di somigliare a lui, forse inconsciamente, ma se non avessi provato realmente nulla a quest'ora non sarei qui. "Trasformalo, se continui a torturarti non servirà a niente, il tuo dolore o ti annienta o ti rende più forte, sei tu a scegliere"



    Ora mi metto anche a fare da consigliere del cuore, come mi sono ridotto. "Non avere paura di star male, usa questo dolore" E dicendo ciò libererò tutta la mia forza, mi collegherò alla sua mente e rilascerò il mio potere più forte, quello ereditato da mia madre. Sentirà ogni muscolo vibrare e la testa come se fosse in procinto di scoppiare, mentre lo stomaco non le darà tregua, i muscoli potrebbero cederle e si ritroverà a terra agonizzante. Se tutto andrà come previsto le urlerò "Alzati, alzati e colpisci"

    Alterazione ed illusione
    Imposizione del dolore – L’incantatore si connette alla mente del nemico e crea in lui l’illusione del dolore, il corpo non subisce danni reali

    • Maestro – Genera forte dolore che pervade l’intero corpo del nemico: Difficoltà nel restare in piedi, forti tremori, nausea

  6. #2066
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk perde 20 punti costituzione

  7. #2067
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Elen non teme di avermi nella sua tenda, forse dovrebbe ma non ho intenzione di farle del male. Il perchè mi manda ancora ai pazzi, ma prima o poi riuscirò a fare chiarezza in questa zucca dura che mi ritrovo. Mi affronta a muso duro, è offesa ma io sostengo il suo sguardo, restando serio. Richiamo la mia spada, non dovrebbe servirmi. Cosa ho da aggiungere... un polpettone in tutte le salse della mia confusione, tanto per iniziare. Ma partirò da cose più concrete. "Aiden... Aiden Urthadar... ha voluto vedermi al Valmorghuli perchè voleva che io ti tenessi d'occhio... ma ho rifiutato, qualsiasi collaborazione mi abbia proposto, gli ho detto chiaramente che la mia testa è attaccata al collo da un collante chiamato Kalisi e che so bene che fine fanno i bastardi come me... e come te... nelle mani di serpi simili. Ti ricordi cosa ti dissi al lago, la prima sera che arrivai, sugli Urthadar? Fui crudele... ma terribilmente sincero. Hai sentito cosa hanno fatto a Jarak? Era il loro erede e hanno cercato di ucciderlo... pensa cosa potrebbero fare a te. Aiden Urthadar è bravo con le parole, mi ci ha ingabbiato facilmente... sono troppo stupido e poco istruito per uno come lui... ma credo... anzi so di non aver fatto niente di male e darò la vita per questa fazione, se sarà necessario. Almeno varrà qualcosa" dico con estrema serietà.





    Ora potrei andarmene, potrei fregarmene di tutto, potrei schernirla per l'ingenuità di aver creduto che un uomo come il Lord di Capo Tempesta potesse accettarla come una cugina. Dovrei farlo, lo farei con chiunque altro. Sto per aprire la bocca ma la richiudo, perchè sì, lo farei con chiunque altro tranne che con Elen. Non so il perchè, ma agirò come mi viene, senza pormi troppi crucci. "Volevo anche ringraziarti per avermi curato la gamba prima... sai a volta dimentico che non tutti sono come me" le dico sorridendole di sbieco, imbarazzato. Che cazzo mi piglia? Lo sto facendo perchè è logico farlo, perchè è conveniente.



    E' una delle due guaritrici in questo campo, è ovvio che io voglia assicurarmi che mi aiuterà ancora. Sì è ovvio, lo faccio per questo. Ora glielo dico, ora le dico che per interesse e quieto vivere le conviene curarmi ogni volta che ne avrò bisogno. Userò la violenza se sarà necessario, ho sempre fatto così. "Se comunque non te la sentirai di curarmi ancora, io lo capirò, cercherò di arrangiarmi" continuo con la voce imbarazzata. Eh? L'ho detto davvero io? Non è possibile, devo essere ancora ubriaco. Non c'è altra spiegazione. "Non voglio annoiarti con i miei finti piagnistei... come faccio sempre... ma ci tenevo a dirti che sono successe un bel po' di cose da quando mi sono unito ai reietti e... inizio a crederci davvero che forse anche un mostro come me può avere un minimo di riscatto. Al momento ho solo una gran confusione in testa, ti sembrerà che ti stia facendo perdere tempo ma..." e mi fermo perchè è così, le sto facendo perdere tempo ma... ne ho bisogno. Per tutti i demoni dell'Abgruntis, fermatemi! "Niente è che prima è stato bello ridere tutti assieme e sarebbe bello se fosse sempre così" finisco questa specie di spiegazione di non so nemmeno io cosa.





    Accidenti, la mano mi trema. Perchè? Cosa mi sta succedendo? L'ultima volta che mi sono sentito così è stato da bambino, è stato con... Vicent. Io non ero ancora carico d'odio, non ero ancora quello che sono. Era ancora l'inizio e... a volte vorrei tanto iniziare daccapo, vorrei tanto cancellare il dolore che ho inflitto. Stronzate, queste cose le pensano le ragazzine piagnucolose. Sono un uomo, ad Aeglos ho fatto ciò che andava fatto. Le lacrime di Vicent sono state necessarie, io distruggerò ogni cosa che ama. Eccolo di nuovo, l'odio che brucia ancora nel mio cuore. Sì, lui c'è ancora.

  8. #2068
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    SAGE BLOODBORNE

    Dahmer evoca la sua grossa spada vantandosi di averla forgiata lui con acciaio mistico di nonsocosa. Con un fischio prolungato gli indico il mio apprezzamento verso la sua arma, quindi resta a torso nudo e si prodiga ad aiutarmi a fare a pezzi il tavolo.


    Mi viene spontaneo dare un'occhiata in direzione di Elen che finge di guardare altrove, ma il suo intento di fare l'indifferente non le riesce granchè bene. In men che non si dica il tavolo è ridotto a tronchetti, ringrazio Dahmer con una pacca sulla spalla e lo vedo andar via con Elen dentro ad una tenda.


    Ridacchio tra me e me, immaginando quante ne avrà viste quella tenda tra i due, ma poi mi accorgo di essere rimasto solo con un mucchio di legna da sistemare. Mi guardo intorno ripetutamente: e adesso dove la metto? Beh visto che dovrà essere usata come legna da ardere la posiziono un pò per volta vicino al fuoco, in maniera però che se dovesse piovere non si bagni e che le eventuali scintille non la brucino, non vorrei far andare a fuoco l'intero accampamento!


    Tengo per me un pò di tronchetti, ne posso fare oggettini utili per me e per gli altri, un paio li infilo nella cintola, gli altri li ammucchio nelle mie mani, poi ...
    Mmmmm ... sono scappati tutti senza dirmi dove posso mettere la mia poca roba e non so nemmeno come è strutturato questo campo. Però so dov'è il bagno e in effetti mi scappa proprio, dovrei usarlo.


    Mi incammino con il mio piccolo bottino e finalmente espleto i miei bisogni in santa pace, i rumori del campo di allenamento coprono i miei. Una volta che mi sono liberato, rimetto i legnetti al loro posto nella cintola e gli altri li riprendo in mano, poi mi dirigo dove sono sicuro che ci sia qualcuno.
    Mi avvicino, ci sono l'omone Ryuk e Niniel ad allenarsi duramente - domani hanno la battaglia, saranno preoccupati - e ad osservarli c'è Esperin.


    "Si stanno dando da fare, eh?" - la guardo solo un attimo, poi i miei occhi si spostano sul campo - "Senti, ho tenuto da parte un pò di legno, ma non so dove metterli ti dispiace custodirli tu per me? Non appena avrò un posto dove mettere le mie cose ti libererò dall'impiccio"
    Nel frattempo appoggerò il piccolo mucchio a terra, non voglio disturbarla ora, ma ... "Nei cespugli laggiù guarda, cos'è? Sembrerebbe, sembra ... Devon?" - la guardo con un punto interrogativo dipinto sulla faccia, non conosco bene tutti, potrei anche sbagliarmi - "Secondo te cosa sta facendo?"


  9. #2069
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Osservo l'uomo, con ancora le lacrime agli occhi, incassare il mio attacco senza battere ciglio.



    Indietreggia giusto di qualche passo ed è in quel preciso momento che inizio a guardarlo con altri occhi, uno strano miscuglio tra ammirazione e timore.



    Questo tipo è inarrestabile e farei qualsiasi cosa per essere come lui.



    Per avere questa preparazione nell'arte del combattimento, questa forza ed anche questa saggezza. Sì, perché ciò che proferisce subito dopo, denota grande intelligenza e maturità.

    -Non posso credere che sto pensando questo di lui...- mi ritrovo a pensare, ancora sbigottita dalla sua prestanza fisica e dalla sua resistenza.



    Mentre sono ancora sorpresa dalla sua reazione, improvvisamente, avverto una forte fitta al petto. Cado sulle ginocchia, mentre una fitta mi trapassa la testa.
    Cosa mi sta succedendo? No... non di nuovo...
    Fa male. Fa tutto così... male.
    Crollo a terra ed inizio a tremare, come se qualche forza, totalmente estranea, avesse deciso di impossessarsi di me. Non riesco a controllare il tremore, la testa mi scoppia ed il dolore mi invade tutto il corpo, mentre un terribile senso di nausea mi costringe a rimettere la cena.
    Il sudore mi imperla la fronte, fatico a respirare, avverto un senso di acidità opprimente in gola, il cuore inizia a galopparmi in petto e... non riesco a muovermi.
    Non riesco a reagire. Questa forza mi sta schiacciando e se non faccio qualcosa morirò.
    Potrei morire? Eppure non ci sono ferite sul mio corpo... ma allora perché mi fa male tutto?!
    Sollevo lo sguardo a fatica e... è lui. Non sono io... non è il mio corpo ad essere difettoso, non stavolta, è lui.

    "Alzati, alzati e colpisci"

    Le parole che ha pronunciato poco fa continuano a rimbombarmi nella testa.
    Devo reagire... devo...
    Poi tutto avviene istintivamente. Riesco ad attingere al mio potere, aggrappandomi con tutte le forze che mi sono rimaste all'istinto di sopravvivenza.
    Non posso morire. Non oggi. Non qui. Non così.

    Simbiosi -Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc - I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni. Gli effetti sono diversi a seconda del grado: -
    Esperto - Avverte le sensazioni ed emozioni altrui ed è in grado di manipolarle, infondendo le proprie. Quindi se l’elfo è in uno stato di calma e la persona con la quale si rapporta è colmo di ira, ritrovandosi sotto l’effetto della simbiosi, anch’egli si calmerà. (ciò vale per tutti gli stati umorali)
    Quando l'effetto del suo potere sarà svanito, mi rimetterò in piedi e continuerò a combattere. Devo riuscirci. Ad ogni costo.

    "Come sei riuscito a trasformare il tuo dolore?"

    Ultima modifica di valuccia85; 9th September 2015 alle 20:55

  10. #2070
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Vedo Ryuk lasciarsi colpire dalle sfere senza opporre alcun tipo di difesa, l'acqua vortica velocemente colpendolo allo stomaco e alla schiena scavando la pelle fin quando non fuoriesce il sangue. Non cede, fa giusto un passo indietro ma non risponde all'attacco come prevedibile, bensì si limita a consigliarle di trasformare il proprio dolore in forza. La fissa insistentemente e vedo la ragazza accasciarsi a terra vittima di un dolore atroce, colta da tremore e nausea sebbene non l'abbia in alcun modo colpita.



    E' chiaramente vittima di un'illusione mentale, della sua imposizione che a giudicare dagli effetti sulla ragazza deve essere molto potente. Mi aspetto che a questo punto la colpisca approfittando del vantaggio ed invece non lo fa, la cosa mi lascia molto sorpresa "Alzati, alzati e colpisci" le urla per smuoverla ed incitarla, mentre io continuo ad osservare la scena.



    "Si stanno dando da fare, eh?" mi volto sentendo queste parole e mi ritrovo accanto Sage con della legna in mano, mi guarda per poi voltarsi verso il campo, probabilmente è interessato anche lui allo scontro "Sembra proprio di si" rispondo gentile, fissando ancora per qualche istante la ragazza che prova a rialzarsi per reagire.



    "Senti, ho tenuto da parte un pò di legno, ma non so dove metterli ti dispiace custodirli tu per me? Non appena avrò un posto dove mettere le mie cose ti libererò dall'impiccio" mi dice per poi poggiare la legna a terra accanto a me, non capisco perché l'ha portata qui, credo che la legna sia custodita nella zona adiacente alla dispensa, ma comunque non ho problemi a sistemarla o a mostrargli dove va messa, suppongo non sia ancora abbastanza pratico. Sto per proporglielo quando mi anticipa "Nei cespugli laggiù guarda, cos'è? Sembrerebbe, sembra ... Devon?" chiede perplesso indicando un punto indefinito tra la boscaglia.



    Assottiglio lo sguardo seguendo il suo, ma mi sembra di non scorgere nessuno se non...si, c'è qualcuno e a giudicare dalla capigliatura sembra proprio Devon "Si, sembra proprio lui" rispondo perplessa, "Secondo te cosa sta facendo?" chiede ancora lui, anticipando la mia domanda. "Non saprei...sembra che stia cercando qualcosa. E' un tipo abbastanza solitario" gli dico, un pò titubante, non conosco benissimo Devon ma ricordo la sua reticenza nel parlarmi in tenda, forse è il caso di lasciarlo da solo. "Come ti stai trovando al campo? Ti hanno già mostrato la sua struttura?" gli chiedo, ricordando che poco prima stava chiedendo a tutti dove fosse la tenda bagno.



    Forse dovrei accompagnarlo e mostrargli la disposizione dell'accampamento, potrebbe aiutarlo ad ambientarsi meglio, sebbene non ci sia ancora riuscita neanche io.

 

 

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