SAGE BLOODBORNE
Gli attimi di panico svaniscono piuttosto in fretta, Jarak si siede, tracanna la birra e riprende colore. L'unico problema è che continua a farfugliare cose strane, ricordi inesistenti.
Incalzato dai presenti racconta la storia di come ha perso l'occhio, anche se in realtà non l'ha perso, ma non riesce a dirci il momento esatto in cui è successo. Poi Esperin ha un'intuizione: charme e anche gli altri sembrano d'accordo, suggerendo di tirare in ballo Drako.
Annuisco anch'io per le conclusioni a cui sono arrivati i miei compagni e quando Jarak va via ringraziandoci mi alzo anch'io per rispetto, in fondo è molto più grande di me, potrebbe avere l'età di mio padre per quel che ne so e se mio padre sapesse che non ho portato rispetto nei confronti di un anziano mi farebbe il sedere rosso per le cinghiate!
A poco a poco vanno via tutti, lasciandomi praticamente solo. Sospiro.
Tra poco ho un appuntamento di caccia, sarà meglio che vada anch'io ... ma dove?
Alzo le spalle e mi avvicino alla catasta di legna sistemata poco fa, prendo due tronchetti e ravvivo il fuoco: bene, sento già il calore pervadere tutto il mio corpo. Dal mio fagotto tiro fuori la coperta a scacchi che mi ha cucito Erin, la stendo a terra vicino al fuoco e mi ci siedo sopra.
Resto qualche minuto a contemplare le fiamme fino a quando i miei occhi sembrano volersi chiudere da soli, così mi rannicchio su di un fianco e mi addormento. Mi addormento anche se mi manca casa, anche se mi manca la mia famiglia, anche se mi manca quel sacco pieno di pulci di Thor.




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