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  1. #2331
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Credo di essere riuscito nel mio intento: ho strappato un sorriso a Niniel. Almeno ora smetterà di frignare, la cosa era troppo imbarazzante per me. Non so l'origine di questo mio fastidio, di solito vedere gente sofferente mi ha sempre procurato piacere, ma... nel caso della falena l'ho trovato solo... triste. "In famiglia hanno sempre scelto dei nomi di merda, mio padre per esempio si chiama Caligus... che nome del cazzo è Caligus?" ridacchio, accompagnando così la sua battuta. Quando non fa la bambina stronza è quasi piacevole. La sua domanda, però, giunge un po' inaspettata, tagliente... faccio una faccia perplessa, penso di aver capito a cosa si riferisce. Forse per questo che provo questo strano senso di disagio a vederla mogia mogia... mi ricorda me al Valmorghuli, davanti la notizia della malattia di Ulfric... o sempre me all'Auspex. Inutilità: una cosa che mi ha sempre perseguitato. "Penso che sia per questo motivo che ho imparato i mestieri manuali più disparati... per sfuggire alla voce di Ulfric che mi ripeteva sempre quanto fossi inutile" le rispondo subito con il primo pensiero che mi viene in mente. In effetti, non avevo mai ragionato su questa cosa: cucino bene, so lavorare e intaglio il legno, sono un ottimo armaiolo, so cacciare e pescare. So scuoiare, legare, torturare come pochi a Dohaeris. Altro che la sorella: scommetto che Lantis sta sentendo di più la mia di mancanza! "Come guerriero... all'Auspex... per questo le tue parole mi fecero incazzare per davvero. Ho dato tutto quello che potevo dare, ho subito attacchi da tutti laggiù, ho cercato di fare il mio dovere e fare danni per aiutare la fazione... ma è stato inutile, c'erano guerrieri molto più veloci di me" dico amaramente, ricordando quel bel culetto di Daphne che cerca di tagliarmi l'amico o quella stronza della ribelle coi capelli rossi. "Hai visto Esperin, poi... la cosa è diventata più un gioco, ma quando l'ho vista evocare il suo turbine d'acqua, ho davvero recitato le mie ultime preghiere a Raiden" continuo con lo stesso tono sincero. Poi la guardo, sono serio, tremendamente serio. "Avrei dato volentieri un braccio se avessi avuto un Ryuk che mi salvava la pelle e ci donava la vittoria" affermo sicuro, perchè toccare la morte così da vicino non è stata affatto un'esperienza piacevole. Darla agli altri è certamente preferibile. Niniel non deve sentirsi in colpa, questa guerra va oltre il nostro orgoglio o la nostra vanità. "Mi ci sono ficcato con leggerezza in questa situazione... mi son detto che se Kalisi aveva vinto ad Amaranthis, dopo la guerra non mi avrebbe decapitato se fossi stato dal suo lato. Ora... dopo l'Auspex... non era da me lottare a costo della vita per l'idea di qualcun altro... e ho capito che ora questa guerra e questa fazione sono anche ciò che io penso. Ciò che io voglio. Dobbiamo vincere Niniel, questa faccenda non riguarda più solo noi e il nostro amor proprio... è diventata una cosa molto più grande e importante. Ammetto che a volte penso di darmela a gambe... ma ho deciso di restare per lottare per la mia libertà" concludo riportando gli occhi sul lago. Cazzo se sono serio. Mai stato così serio in tutta la mia vita.

  2. #2332
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    "In famiglia hanno sempre scelto dei nomi di merda, mio padre per esempio si chiama Caligus... che nome del cazzo è Caligus?"



    Controbatte ridendo, con il suo solito modo di fare. Continuo a sorridere, mentre faccio un segno di dissenso con la testa: è sempre il solito!


    "In effetti è un nome decisamente orribile. Almeno tu sei stato graziato. Non hai un brutto nome..." affermo continuando a sorridergli.


    Questo scambio di battute tra di noi, così pacato, è quasi piacevole. Piacevole e del tutto inaspettato: da quando abbiamo iniziato a rivolgerci la parola con modi umani? Senza gridare ed insultarci? Inizio a preoccuparmi davvero: non è che un fulmine l'ha colpito veramente in testa?
    Eppure la Principessa mi ha detto che non è successo nulla di rilevante durante la nostra assenza... Mmm... Ed ora... ehm... perché quell'espressione perplessa? Ho detto forse qualcosa che non va? Forse la mia domanda era troppo personale. Cosa caspita mi è passato per la testa?
    Non vorrò confidarmi con uno come lui, vero? No. No,no,no,no,no. Non sono il tipo. Non è il tipo. Noi... noi non siamo persone che si confidano i pensieri, i ricordi od i problemi. Noi siamo... semplicemente... siamo... ecco...


    "Penso che sia per questo motivo che ho imparato i mestieri manuali più disparati... per sfuggire alla voce di Ulfric che mi ripeteva sempre quanto fossi inutile"



    Ok. Da oggi ci confidiamo anche ricordi e pensieri.
    C.O.S.A.C.A.S.P.I.T.A.S.T.A.S.U.C.C.E.D.E.N.D.O?!


    "Come guerriero... all'Auspex... per questo le tue parole mi fecero incazzare per davvero. Ho dato tutto quello che potevo dare, ho subito attacchi da tutti laggiù, ho cercato di fare il mio dovere e fare danni per aiutare la fazione... ma è stato inutile, c'erano guerrieri molto più veloci di me"


    Già. Guerrieri più veloci. Più forti. Più abili sotto ogni punto di vista.

    "Mi dispiace. Non avrei dovuto dire quelle parole... ti chiedo scusa..." replico di getto.


    Abbasso lo sguardo e mi sento... mi sento... come lui. Il suo tono dispiaciuto mi aiuta a comprendere che i miei sentimenti, ciò che sto provando in questo momento, sono corretti e naturali. Sensazioni che ogni guerriero dovrebbe provare e con cui, sicuramente, ogni combattente avrà fatto i conti almeno una volta nella sua vita.



    Continua dicendo di aver temuto per la sua vita all'Auspex ed è a quel punto che sollevo gli occhi verso la sua direzione. I nostri sguardi sono incatenati l'uno all'altra.


    "Avrei dato volentieri un braccio se avessi avuto un Ryuk che mi salvava la pelle e ci donava la vittoria"



    Parole che mi colpiscono in pieno petto come una coltellata, ma che subito dopo hanno il potere di curare il mio cuore ferito, come un balsamo.
    Credevo che mi avrebbe derisa. Che mi avrebbe umiliata. Che avrebbe iniziato a ridere di me, con le lacrime agli occhi. Ed invece...
    Come può comprendermi uno come lui? Forse... siamo... simili? O, semplicemente, forse il fulmine ha colpito anche la sottoscritta.


    "Mi ci sono ficcato con leggerezza in questa situazione... mi son detto che se Kalisi aveva vinto ad Amaranthis, dopo la guerra non mi avrebbe decapitato se fossi stato dal suo lato. Ora... dopo l'Auspex... non era da me lottare a costo della vita per l'idea di qualcun altro... e ho capito che ora questa guerra e questa fazione sono anche ciò che io penso. Ciò che io voglio. Dobbiamo vincere Niniel, questa faccenda non riguarda più solo noi e il nostro amor proprio... è diventata una cosa molto più grande e importante. Ammetto che a volte penso di darmela a gambe... ma ho deciso di restare per lottare per la mia libertà"


    Le ennesime parole che mi spiazzano. Quasi... no, è assurdo. Non posso pensare una cosa del genere. Non di uno come lui.
    Eppure... quasi non lo riconosco. Sembra... diverso. Che stia... cambiando? No. No,no,no. E' più plausibile il fulmine. Decisamente. Anche se... chissà.
    E' un discorso che avrei potuto fare io, questo mi sorprende e mi lascia sconcertata. Com'è possibile?



    "Resteremo e combatteremo - affermo decisa, mentre lo guardo negli occhi - Per noi e la nostra fazione. Per chi non c'è più - enuncio in un sussurro con gli occhi ancora bagnati dalle lacrime, poi mi schiarisco la gola e continuo a parlare alzando leggermente il tono della voce - E vinceremo. - dico, abbozzando un sorriso - Posso chiederti cosa ti ha fatto cambiare idea? - domando - Sempre se non risulto impicciona ed invadente, ovviamente. Qualcuno mi ha detto che dovrei imparare a farmi i fatti miei, sai com'è..." concludo con un altro sorriso appena accennato, mentre mi asciugo per bene gli occhi con il dorso della mano destra.



    Ultima modifica di valuccia85; 6th December 2015 alle 00:49

  3. #2333
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Valerius Urthadar

    Le espressioni che si susseguono sul volto del Leithien sono genuinamente divertenti, alterna la più più totale confusione al tentativo di mostrare uno sguardo serio, per poi passare infine all'effettiva serietà quando gli chiedo una mano per la cosa più difficile che abbia mai dovuto fare in tutta la mia vita."Sei stato via molto tempo, non so se ricordi i nomi della casate affiliate a quella degli Urthadar, magari sono cambiate nel tempo, ma basterebbe sfogliare un bel mattone con l'elenco di tutte. Non so se quello che sto per proporre sia una buona idea..." , lo ascolto impassibile, mentre la mente vaga automaticamente a quei nomi che, effettivamente, non ricordo molto bene: le dinastie più importanti so quali sono e penso proprio che non si siano estinte, ho memoria per esempio degli Arcon, a cui mio padre riservava sempre una parola buona... ma Ryuk non ha tutto i torti, in effetti le casate minori potrebbero essere decadute e di molte comunque non ricordo né il nome, né lo stemma. "Gli Urthadar hanno molti nemici, tuo fratello ha molti nemici, sono certo che se...", non è difficile immaginare la fine del discorso ma non riesco a sentirla perché la voce di Esperin ci coglie entrambi di sorpresa. Chiede a suo marito di parlare in privato e ovviamente non mi oppongo quando l'uomo si allontana per discutere: mi limito ad osservarli mentre camminano, vagamente preoccupato dato che Esperin non mi sembrava calmissima. Aveva in mano un qualcosa che sembrava una lettera... forse ha ricevuto notizie dal fratello. È questione di pochi minuti e i due escono dalla tenda di Ryuk, Esperin cammina dritta verso il Glados mentre il Lord prima di seguirla si avvicina al sottoscritto. "Mi devi una birra", mi dice criptico, infatti ricambio con lo sguardo più confuso che riesco a fare. <<...ok>>, sussurro tra me e me quando la coppia è ormai oltre il portale, con un nodo allo stomaco: ho una brutta sensazione. Ma forse non significa niente, dato che praticamente mi sento così 24 ore su 24.
    Our wills and fates do so contrary run

  4. #2334
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Cosa mi ha fatto cambiare idea, mi chiede. Cosa mi ha fatto... cambiare. Sì, sono cambiato. O forse è l'inerzia della vita al campo, la necessità della convivenza, la morte che mi ha sfiorato e accarezzato all'Auspex. Forse mio padre e la strage ad Aeglos. Forse l'immagine nuova che ho ora di mia madre, diversa dalla povera vittima cui sono stato ingiustamente strappato. Sorrido rassegnato. Perchè so che dovrei togliere tutti questi forse. So che è andata così, che è così. E so di avere altre cose in sospeso, come quella con Vicent. Il sipario si alza per l'ultima volta: su questo non potrò mai dire la verità, a nessuno. "Dei rivoltosi oltre il confine hanno attaccato Aeglos, il palazzo dove risiedono i Dreth. Sono tutti morti, tranne mio padre e bhe... Vicent, che si trovavano entrambi al Castello per l'incoronazione di Lantis" racconto con un po' di amarezza nella voce. Andava fatto, tutto quello che ho fatto andava eseguito. Ulfric doveva pagare, così come quell'idiota di suo figlio e quella cagna di sua nuora. "Mio nonno è morto, sostanzialmente e... pensavo che la vendetta, seppure giunta per mano di terzi, mi avrebbe annullato. Invece... diciamo che ho passato un momento di confusione, ora mi sto schiarendo il cervello da beota che mi ritrovo" dico divertito, con l'intento di far ridere anche lei. "Ci resta ancora Vicent tutto sommato, un armadio a 4 stagioni alto un metro e novanta che corre manco avesse del pepe al culo" aggiungo sempre con lo stesso tono. Già, potrebbe uccidermi senza problemi, il mio cuginetto, sono diventato forte, ma lui... lo è sempre stato di più.

  5. #2335
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Resta in silenzio per diversi minuti e ciò mi spinge a rivolgere lo sguardo verso la sua direzione.
    Chissà a cosa sta pensando. Che la mia ennesima domanda possa averlo messo a disagio? Che stia cercando un modo per evitare di rispondere? Una scusa, magari? Non mi sorprenderebbe affatto. Dopotutto è... lui è...

    "Dei rivoltosi oltre il confine hanno attaccato Aeglos, il palazzo dove risiedono i Dreth. Sono tutti morti, tranne mio padre e bhe... Vicent, che si trovavano entrambi al Castello per l'incoronazione di Lantis"

    Mi accorgo solo ora che sto trattenendo il respiro. Io... io... oh, per la miseria!



    Ho pensato male di lui per l'ennesima volta. Pensato che potesse addirittura mentire ancora, visto come ha evitato di rilevare la sua vera identità per tutto questo tempo, ed invece... invece...

    "Mio nonno è morto, sostanzialmente e... pensavo che la vendetta, seppure giunta per mano di terzi, mi avrebbe annullato. Invece... diciamo che ho passato un momento di confusione, ora mi sto schiarendo il cervello da beota che mi ritrovo"



    Accenno appena un sorriso. Sembra divertito dalle sue stesse parole, eppure non riesco a condividere tale divertimento. Annullato. Cosa intende dire?

    "Mi dispiace - mi esprimo con tono serio e sincero, mentre, istintivamente, poggio la mia mano sul suo braccio e stringo un po' - "Ora come ti senti? Cioè... non hai ottenuto la tua vendetta, alla fine. Cosa intendi dire, quindi, con annullato?" domando cercando il suo sguardo.

    Un istante e guardo la mia mano. Sul... suo... braccio? Ma cosa sto facendo?!
    Lascio la presa, palesemente imbarazzata e rivolgo immediatamente lo sguardo alla candela.
    La fiamma oscilla delicatamente, cullata da un leggero soffio di vento.

    "Ci resta ancora Vicent tutto sommato, un armadio a 4 stagioni alto un metro e novanta che corre manco avesse del pepe al culo"



    Scoppio a ridere. Mi sento... non saprei... stranamente leggera e sollevata.

    "Non riesco ancora a capire come cazzo fanno a correre così velocemente. Ma tutti, eh! Hanno pure gli stessi identici poteri: li fanno con lo stampino questi Reali?" proferisco continuando a sorridere.



    Che strano. Questa situazione è veramente surreale. Ci siamo urlati contro di tutto fino a non molto tempo fa ed ora... ora... sembra... assurdo ammetterlo da parte mia, ma... sembra... una persona gradevole.
    Quando non fa il beota si parla bene con lui. Riesco addirittura a divertirmi.



    Cerco di mantenere il sorriso, ma so che la domanda che è appena affiorata nella mia mente potrebbe infastidirlo.
    Forse dovrei tenere la mia curiosità per me. Sì, sicuro. Mi ha già detto una volta di farmi gli affari miei e non ho la minima intenzione di...

    "Tua mamma? - proferisco di getto - Lei... ecco... dove si trova?" domando, mentre balbetto un pochino.

    Come non detto. Non imparerò mai a tenere questa boccaccia chiusa.
    Ultima modifica di valuccia85; 6th December 2015 alle 00:52

  6. #2336
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Un suo gesto mi fa trasalire... mi stringe il braccio mentre si sta scusando? Con che sostanza alchemica è fatta quella candela, qualche allucinogeno? La guardo per un attimo sorpreso e perplesso, per poi istantaneamente riportare gli occhi al lago. Sì, non ho visto niente, non è successo niente. La sua mano sul mio braccio? Un mero errore, un'impressione, una visione. Eppure sono in imbarazzo. Io non sono mai in imbarazzo. Sorrido e distendo i muscoli del viso quando dice che i Reali sembrano fatti con lo stampino: bhe un addestramento militare è un po' indirizzato a rendere tutti simili, a insegnare le stesse strategie e le stesse tecniche di combattimento. "Quando ti addestri con un Comandante, penso sia normale che poi ci si somigli un po' tutti. Per esempio nella cura della destrezza. Nel caso specifico, le isole di Beslim Akosh, da cui viene la famiglia De Lagun sono vicine a Winterhold, la terra dei Dreth. Capita che sviluppino poteri simili, tipo quello del ghiaccio è comune tra la gente del Nord... anche Sage lo possiede, infatti, ed è conterraneo dei De Lagun" dico cercando di essere il più chiaro possibile. "Immagino che tu abbia le idee confuse su Dohaeris, mi pare di aver capito che vieni oltre il confine" continuo chiedendole delle sue origini. In effetti, della falena non so granchè, nemmeno del perchè fosse così legata a Elwing. "Tu ed Elwing... venivate dallo stesso villaggio?" domando quindi per maggior chiarezza, è così tufa che potrebbe non capire l'illazione di prima. D'un tratto, in maniera inaspettata, mi chiede di mia madre. La guardo stranito, inarcando un sopracciglio: mia madre? Da quando le interessa un argomento del genere? Non che io ne faccia mistero, anzi, sempre usata come modo per suscitare pena nell'altro così da potermene approfittare. Storco il labbro, non sono sicuro di voler rispondere, questa volta. Faccio un sospiro profondo... ho sempre inconsapevolmente mentito su di lei. Perchè prima dell'incontro con Caligus al Valmorghuli, nemmeno io conoscevo la verità. Credo che lei sia la prima che ascolterebbe la verità, forse l'unica. Ora che conosco come sono andate le cose, infatti, mi è passata la voglia di andare a raccontare in giro. "Mai avuto una madre... sono nato dal suo corpo morto... mio padre mi ha salvato la vita, lei mi avrebbe anche sacrificato all'Abgruntis" dico laconico, senza espressione. Mi ha salvato la vita: non l'avevo mai vista sotto quest'ottica. Ma è stato davvero così? Con Selene, quella notte... al processo, l'esilio... ora che sono nei reietti, con la strage di Aeglos. Chi diavolo sei davvero, Caligus Dreth?

    La teoria che il potere del ghiaccio sia comune tra la gente del Nord è solo un'idea di Dahmer, che non è detto corrisponda a verità

  7. #2337
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Quando lo tocco lo vedo sobbalzare e poi distogliere immediatamente lo sguardo da me per rivolgerlo al lago.
    Niniel... ma che caz...cacchio fai?!

    "Quando ti addestri con un Comandante, penso sia normale che poi ci si somigli un po' tutti. Per esempio nella cura della destrezza. Nel caso specifico, le isole di Beslim Akosh, da cui viene la famiglia De Lagun sono vicine a Winterhold, la terra dei Dreth. Capita che sviluppino poteri simili, tipo quello del ghiaccio è comune tra la gente del Nord... anche Sage lo possiede, infatti, ed è conterraneo dei De Lagun"



    Fortunatamente l'attenzione viene rivolta altrove e resto affascinata ad ascoltare il suo racconto.
    Mi nomina luoghi che non ho mai avuto occasione di vedere con i miei occhi, luoghi che ho sentito solo citare o di cui ho potuto leggere nei libri. Non ho mai avuto la libertà di partire, di potermi allontanare da Cyrodiil, di abbandonare le gilde, di... vivere. Vivere semplicemente la mia vita.
    Quante cose vorrei fare una volta che questa guerra sarà finita. Quante.
    Lui... quanto è diverso da me. Sembra una persona che, nonostante tutto, finora si è goduto la vita.
    Donne, posti da vedere... chissà quanti luoghi meravigliosi avrà potuto visitare. Quasi quasi glielo chiedo.
    No. Non devo. Devo imparare a farmi i fatti miei. Piccolo promemoria Niniel: impara a farti gli affaracci tuoi.

    "Immagino che tu abbia le idee confuse su Dohaeris, mi pare di aver capito che vieni oltre il confine"



    Oddio. Ed ora?
    Non sono abituata a parlare di me, cioè... ecco... io... cosa vuole sapere? Devo rispondere? Non dovrei raccontare nulla di me. So bene questo. Lo so benissimo. Dannazione.



    "Tu ed Elwing... venivate dallo stesso villaggio?"

    Quanto fa male udire il suo nome. Mi domando se avrò mai la forza di pronunciarlo di nuovo.
    Lo sguardo cade sulla candela e mentre parlo non smetto mai di fissarla...

    "Siamo cresciute nello stesso villaggio, sì. Cyrodill. Non molto lontano da qui. - ok, cosa stai facendo? NON raccontare. NON devi raccontare - Lei era nata li, io... sì, ecco... ci sono solo cresciuta. Non so se conosci il luogo - Quale parte di *NON DEVI RACCONTARE NIENTE DI TE NON TI E' CHIARA, STUPIDA NINIEL?!* - Ho letto molto e so tante cose di Dohaeris, ma... non ho mai potuto viaggiare come avrei voluto, perciò... mi son limitata a viaggiare di fantasia... con i libri..."



    Ok. PAUSA. STOP. CHIUDI QUEL FORNO.

    Mi accorgo che cambia espressione non appena gli chiedo di sua madre e... lo sapevo!
    Dovrei mordermi la lingua, dannazione a me! Possibile che non imparo mai a tacere?

    "Mai avuto una madre... sono nato dal suo corpo morto... mio padre mi ha salvato la vita, lei mi avrebbe anche sacrificato all'Abgruntis"



    Resto di sasso. So che non dovrei fissarlo in questo modo, con lo sguardo pietrificato, la faccia rossa dalla vergogna e la bocca spalancata, ma... cavolo. Ora ho capito perché è così. Che razza di... idiota che sono!
    Gli sono andata a chiedere di sua madre! L'unica donna che avrebbe dovuto amarlo incondizionatamente fin dal suo primo vagito e che, invece, voleva sacrificarlo in quel posto di merda.
    Ottima mossa, Niniel, davvero. Dovresti dare ripetizioni a qualcuno: "Come fare figure di merda, primo modulo".
    Porca miseria.

    "Io... ecco... - balbetto palesemente a disagio - Mi spiace. Non avrei dovuto chiedere e... perdonami. Sono così... cavolo, non riesco mai a stare zitta. Non volevo farti rivivere tutto questo..."

    Resto in silenzio per pochi secondi e stranamente mi sento... tranquilla.
    Un sorriso nasce sul mio volto, curvo la schiena, spostando il busto in avanti così da vedere meglio il suo volto ed aggiungo...

    "Fortuna che tuo padre teneva a te ed alla tua vita. Ora sei qui... con noi."

    Le parole mi escono di getto, ma stranamente non mi sento a disagio. Penso veramente ciò che ho detto e mi sento... serena. Vorrei riuscire a strappare un sorriso anche a lui, così gli domando con tono divertito...

    "Allora... Daphne, Elen, Shayla... hai già finito l'alfabeto o ti manca ancora qualche lettera? Ti impegni seriamente nel sociale... dai tutto te stesso. Letteralmente."

    Ma sì. Ridiamo e divertiamoci. Mi sdraio sull'erba e mi stiracchio. Almeno oggi, almeno in questo momento... non voglio pensare a niente...
    Ultima modifica di valuccia85; 6th December 2015 alle 00:55

  8. #2338
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    SAGE BLOODBORNE

    Ho la bocca asciutta. Faccio schioccare le labbra un paio di volte e mi accorgo di avere sete, tanta, tanta sete.
    Rotolo giù dal pagliericcio e tolgo la coperta dalla testa, resto un momento a terra per cercare di abituare gli occhi alla luce, anche se sembra ancora l'alba. Non devo aver dormito tanto.
    Sbuffo mentre mi rialzo, forse la tensione per la prossima battaglia mi sta giocando brutti scherzi, però la fame la sento, eccome se la sento. E anche la sete, quella soprattutto.
    Per prima cosa mi do una sciacquata alla faccia con dell'acqua ghiacciata, ho bisogno di una bella scossa. Tendo una mano sul catino che contiene l'acqua e lascio che il freddo emani da ogni poro della pelle in modo da congelare la superficie. Sento una sensazione diversa rispetto a tutte le altre volte, è più freddo, più ... si più potente: ma cosa è successo? Mi guardo stranito la mano, prima il palmo poi il dorso, poi sferro il pugno sul ghiaccio liberando il freddo nell'acqua e dopo ci tuffo completamente la testa, urlando.
    Questa si che è una sveglia come si deve!
    Mi tampono l'acqua con la coperta e poi vado dritto al focolare: "Hey Valerius, buongiorno. Scrivi una poesia all'amore della tua vita? Posso aiutarti se vuoi, sono un discreto poeta." - gli dico allegro dandogli una pacca sulle spalle e sedendomi sul bordo del tavolo saggiandone la resistenza con le chiappe - "Vediamo un pò che ne dici di questo? Di diletto ho colmato il mio amore, in quella stagione che rasserenava il tuo dolce cuore, sembra figo, no?" - mi slancio dal tavolo del dragone e mi dirigo verso il fuoco riattizzandolo, poi vado in dispensa: vedo che Dahmer l'ha rimessa a posto, sembra quasi nuova, a parte quello squarcio in cima che non promette niente di buono se dovesse piovere. Cerco tra le cianfrusaglie una padella di ferro e prendo anche una decina di uova, tutto sommato posso preparare una discreta colazione.
    Mi metto all'opera, strapazzando per bene i tuorli e gli albumi e insaporendoli con una spezia che ho trovato lì dentro, spero non sia niente di velenoso. Sai che ridere se finiamo tutti in bagno contemporaneamente! Ahahahahahah
    Prendo un paio di ciotole e le riempio, chiedendo a Valerius nel frattempo se ne vuole un pò. Senza aspettare risposta gli piazzerò comunque la ciotola davanti, spostando i fogli di pergamena. Soddisfatto lascerò la padella con dentro le uova sul tavolo e mi siederò di fianco al silenzioso Urthadar mangiando con gusto.
    "Buone eh, Valerius?" - gli chiederò dandogli di gomito.

    • Esperto Iceberg –Congela una porzione del corpo, causandone la paralisi e medi danni da congelamento


  9. #2339
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Niniel mi parla del posto da cui viene, Cyrodill, ma io non l'ho mai sentito nominare. I libri che ci faceva studiare la septa ad Aeglos erano tutti concentrati su Dohaeris, Ulfric non amava molto le popolazioni al di là del confine, anche perchè spesso si veniva attaccati da bruti e pirati, quindi il livello di amicizia era sotto zero. Dice di esserci cresciuta, che Elwing fosse proprio originaria di lì. Posso facilmente dedurre che sono cresciute insieme, immagino che l'attaccamento che dimostra ancora oggi dipenda anche da questo. La faccenda è un po' comica, a dire il vero, perchè anche io non sono nato ad Aeglos ma cresciuto lì, insieme ad un cugino quasi coetaneo. Gli intrecci della vita sono impressionanti. Qualsiasi cosa le sia capitata nell'infanzia o in qualunque modo sia cresciuta, l'elfa sostiene di non aver potuto viaggiare molto e che se conosce qualcosa di Dohaeris lo deve solo ai libri. Bhe, anche molta parte della mia conoscenza la devo a quelli, ho viaggiato con l'esercito reale per qualche prestazione in trasferta, da piccolo o da adolescente mi ci portavano in giro appresso a Ulfric per fargli da schiavetto, non posso quindi definirmi un vero e proprio "turista". "Ci sono ancora tantissimi posti che vorrei visitare, anche le mie gite non sono state... spontanee... ho viaggiato per lavoro o seguendo mio nonno, ma tipo a Beslim Akosh non ci sono mai stato, dicono siano bellissima Gaearmir, la sua capitale" le commento guardandola un po' stranito. Chissà in mezzo a che gente è vissuta, questi fuori i confini son tutti un po' bizzarri, anche Elen sostiene di non aver visto niente di Dohaeris. Cade nel completo imbarazzo dopo il racconto su mia madre e la sua agitazione mi rende ancora più imbarazzato. Non poteva mica saperlo, mi pare sia una domanda logica chiedere di una cosa così. Inoltre, i tempi in cui sentivo la mancanza di una madre sono decisamente lontani: quella parte di me è dovuta crescere in fretta. "Mica lo sapevi, non ho problemi a riguardo... cioè mi è parso logico che tu mi chiedessi. Mia madre non ha mai fatto parte della mia vita quindi non ho mai sofferto la sua mancanza... da piccolo la sua assenza, questo sì... ma sono giorni passati da tanto" le dico sorridendo un po' in difficoltà. Non so se a procurarmi questo stupido impaccio sia l'argomento o la sua esagerata reticenza. "Mio padre mi ha voluto bene? Non so, mi ha smollato subito tra le grinfie di Ulfric... è decisamente un uomo strano... dovete in effetti ringraziare lui se vi ritrovate me al campo, che stronzo eh?" dico ridacchiando. Poi l'imbarazzo cade decisamente in un abisso senza fondo quando fa una battuta sulla mia vita... potrei definirla sentimentale? Alla fine ho solo collezionato corpi di carne e spesso appropriato di anime che non mi appartenevano. O portato alla follia fanciulle che non lo meritavano, come la giovane Nelly, la figlia della locandiera dell'Artiglio dell'orso a Winterhold. Le feci scrivere quel famoso biglietto di quella notte... chissà che starà facendo ora, probabilmente ha già sfornato qualche moccioso per una delle guardie di Aeglos. "Di molte non conosco nemmeno il nome, non saprei dirti se ho finito l'alfabeto... sai, ai tipi irresistibili come me capita di non ricordare" rispondo sullo stesso tono scherzoso, come a prendermi un po' in giro. In realtà ricordo tutte loro, qualche lettera mi manca all'appello in effetti, ma non è l'amore di collezione che mi spinge verso le donne: ho sempre cercato il potere, il dominio assoluto... è come una droga che ti rende ebbro. Per questo la morte è indispensabile: per rendere davvero qualcuno di tua proprietà non puoi far altro che prenderti la sua vita. "Devi ammettere che ho gusto, sono stato sempre con donne molto belle, hai visto tu stessa Shayla..." dico ancora malizioso, ripensando alle curve sinuose dei suoi fianchi, alle labbra scarlatte e voluttuose, alle gambe lunghe e toniche e ai seni... valeva tutte le 50 valyrie... chissà forse un giorno gliele restituirò. Mi ricompongo subito, a volte dimentico che Niniel è una femmina, mi ritrovo a parlare come con un amico maschio. Rassereno il volto e la guardo dritto negli occhi... non so perchè ma... mi ha fatto bene parlarle e spero davvero di averla tranquillizzata circa la battaglia. Ho sempre cercato di rapportarmi a lei in questo modo ma... è un tipo strano, tutto sommato difficile, restio. Prevenuta, cavolo se è stata prevenuta, mi ha odiato dal primo momento che mi ha visto. Almeno così credevo, invece probabilmente non ha mai capito il mio modo di fare o il mio tipo di sarcasmo. Poi è vero, sono un tipo parecchio stronzo. Ora non mi interessa nemmeno più di sembrare qualcos'altro, con lei mi son sempre sentito così: con lei non ho mai indossato maschere. "Spero di esserti stato d'aiuto per la roba della battaglia..." dico nervoso, grattandomi la guancia con la punta dell'indice... "... e per quanto riguarda la mia risposta quando Lysa mi ha affrontato... ero solo nervoso, sto cercando... di unire i lembi dello strappo che mi porto dentro" ammetto tornando subito serio. Uno strappo che si fa sempre più piccolo... lo sento.

  10. #2340
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    "Ci sono ancora tantissimi posti che vorrei visitare, anche le mie gite non sono state... spontanee... ho viaggiato per lavoro o seguendo mio nonno, ma tipo a Beslim Akosh non ci sono mai stato, dicono siano bellissima Gaearmir, la sua capitale"



    Abbiamo una cosa in comune. La prima, forse. Wow... fatico a crederci. Chi l'avrebbe mai detto.
    Resto in silenzio e subito inizio a lavorare con l'immaginazione: quando questa guerra sarà finita, sarebbe bello poter partire e girare il mondo. Visitare luoghi sconosciuti, confrontarsi con usanze diverse dalle mie, assaggiare pietanze mai provate. Che meraviglia.
    Ovviamente non ho scelto il momento migliore per perdermi nei miei stupidi sogni ad occhi aperti, perché ora sembra decisamente a disagio. Non capisco perché, ma avverto una strana tensione nell'aria.
    Da quando abbiamo iniziato a parlare, c'è sempre stata. Mista ad imbarazzo e disagio.
    Saranno gli argomenti che abbiamo affrontato sinora, sicuramente spinosi, o... semplicemente dipenderà dal fatto che non siamo abituati a parlarci in questo modo... umano.

    "Mica lo sapevi, non ho problemi a riguardo... cioè mi è parso logico che tu mi chiedessi. Mia madre non ha mai fatto parte della mia vita quindi non ho mai sofferto la sua mancanza... da piccolo la sua assenza, questo sì... ma sono giorni passati da tanto"



    Non ha mai fatto parte della sua vita. Già.

    "Un'altra cosa che abbiamo in comune..." proferisco di getto, in un sussurro, con un velo di tristezza nella voce.



    "Mio padre mi ha voluto bene? Non so, mi ha smollato subito tra le grinfie di Ulfric... è decisamente un uomo strano... dovete in effetti ringraziare lui se vi ritrovate me al campo, che stronzo eh?"

    Inizia a ridacchiare ed un sorriso nasce spontaneo sul mio volto.
    Non volevo metterlo a disagio, ma la sua risposta mi fa comprendere tante cose del suo carattere.
    Alla fine siamo, non l'avrei mai detto, più simili di quello che pensiamo. Entrambi senza una famiglia alle spalle, entrambi con un'infanzia difficile, entrambi con un vissuto... di cui non siamo certo fieri.
    Boia della Luna. Non mi ha mai scandalizzato questo appellativo, né scoprire che in realtà ha ucciso molte persone. No. Ciò che mi ha infastidito è sempre stata la bugia. Il fatto che si è presentato per quello che non è.
    Per aver recitato. Solo ora mi rendo conto che ha avuto i suoi motivi, ma le bugie... se c'è una cosa che non tollero, sono proprio quelle. Non che abbia finto con me, ma... con gli altri... Avrebbe dovuto rivelare subito chi fosse.
    O forse... forse no. Del resto... chi sono io per giudicare? Sicuramente non sono meglio di lui.
    Perché mi sento così confusa adesso?

    "Di molte non conosco nemmeno il nome, non saprei dirti se ho finito l'alfabeto... sai, ai tipi irresistibili come me capita di non ricordare"

    Scoppio a ridere, sinceramente divertita. Riesce ad essere sbruffone anche quando è palesemente imbarazzato.

    "Devi ammettere che ho gusto, sono stato sempre con donne molto belle, hai visto tu stessa Shayla..."

    "Effettivamente hai buon gusto - replico continuando a sorridergli - Anche se ammetto di non essere riuscita ad ammirare benissimo la tua conquista. Sai com'è... cercavo di evitare che mi pugnalasse..." aggiungo, mantenendo un tono scherzoso ed allegro.

    Mi sento leggera adesso. Sto decisamente meglio.
    La candela si è quasi consumata del tutto. Tra poco si spegnerà.

    "Spero di esserti stato d'aiuto per la roba della battaglia..."



    Mi metto a sedere e lo guardo leggermente imbarazzata.
    Mi sei stato d'aiuto. Moltissimo. In un modo che nemmeno immagini.
    Vorrei dirgli questo, ma... non lo farò.
    Perché... perché... perché?! Perché ho un carattere di merda e se ammettessi una cosa del genere ad alta voce, subito dopo mi sentirei vulnerabile ed insicura.
    Ho rivelato già troppo di me stessa per oggi. Basta così.

    "...e per quanto riguarda la mia risposta quando Lysa mi ha affrontato... ero solo nervoso, sto cercando... di unire i lembi dello strappo che mi porto dentro"



    La sua ultima frase mi spiazza completamente. Si... si sta scusando con me?
    Sembra nervoso... a disagio... ma mi sembra di percepire un imbarazzo diverso stavolta.
    E'... è così... tenero.

    .............
    ...................
    ..........................

    Un momento. Cosa? Che... che cosa ho appena pensato?
    No. No. No. No. No e NO.
    NON posso aver pensato questo. Non di lui. Non ora. Non così.

    "Figurati... - squittisco all'improvviso, mentre mi sento avvampare - lo capisco benissimo. Cioè, è normale. Al tuo posto, certo, anch'io avrei reagito così, ci mancherebbe. Che poi è stata colpa mia, non avrei dovuto chiedere... a volte divento invadente senza nemmeno rendermene conto ed è assurdo se ci pensi, perché sono una persona introversa e molto chiusa, quindi non ti aspetti che una come me possa essere invadente, no? Insomma, da una persona introversa ti aspetti che non faccia troppe domande e che non parli a raffica come sto facendo io adesso. Perché sto parlando a raffica, vero? - sorrido totalmente imbarazzata - Sarà meglio raccogliere i panni e portarli in tenda, perché sono anche molto disordinata oltre che invadente e logorroica e... vado"

    Soffio sulla piccola fiammella, afferro la candela ormai spenta, mi alzo di scatto e mi allontano con passo deciso.

    "Grazie per la chiacchierata!" affermo alzando la voce, mentre mi dirigo verso il bucato.

    Ho il cuore che batte all'impazzata e mi sento... strana.
    Che caspita mi prende?!


    Ultima modifica di valuccia85; 6th December 2015 alle 01:01

 

 

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