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  1. #2781
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Stringo tra le mani il pezzo di carta, rileggo e rileggo le frasi, le parole, ma è come se non capissi cosa ho appena scritto, eppure è un discorso semplice, gli ordini da dare ai miei soldati con le varie direttive e... mi scoppia la testa. Porto entrambe le mani al capo e resto fermo per qualche istante, non posso neanche permettermi di restare qui, se quella ragazza andasse all'Adamantem ora morirebbe, devo avvisare quelli della terza porta. Mi alzo e,, come un rito già conosciuto attraverso le file di tende, per poi avviarmi al Glados, ne sfioro la superficie, che in un attimo mi permette di attraversare il portare conducendomi a Faradorn. Le colombe sono là, gli occhi verdi che spiccano nel buio, prendo la missiva e lascio che una di loro inizi il proprio viaggio, spiego dove andare e cosa fare. Gli occhi luminescenti sono il segnale che è pronta ed infatti si allontana immediatamente. Fatto. La voglia di entrare in casa e di stendermi sul mio letto è forte, ho solo voglia di far uscire questo guazzabuglio dalla testa ed in questa casa ci sono troppi ritratti, troppi oggetti legati al mio passato, come quel cavalluccio in legno che preparai per Auron, non gliel'ho mai dato, che stupido. Torno all'accampamento ed in un attimo mi ritrovo nella mia tenda, seduto... a pensare ancora. E' istintivo il gesto di aprire il cassettone e tirar fuori il mio violino, mi è sempre stato d'aiuto per acquietarmi. Ho bisogno del fresco della sera e delle note a farmi da coperta, di nient'altro... o forse solo di qualcosa che mi distragga. Ancora una volta mi ritrovo ad osservare il lago di sera



    ancora una volta le statue che lo custodiscono sono mie compagne in una notte che soffia una leggera brezza, che finalmente annuncia l’inverno, il gelo mi ritempra, mi fa sentire bene, lo sento che mi pervade i polmoni e si espande a tutto il corpo come una rigenerazione che mi regala la natura.



    Mi siedo in terra, lo stesso posto di ieri, la stessa pietra di fianco a me, comincio ad affezionarmici, dovrei trovarle un nome, e la stessa calma apparente. Questa volta non mi stendo, non ho voglia di riposare, mi sento ancora pieno di forze, anche se la testa è stranamente pesante.



    Stringo il violino nella mano sinistra, l’osservo nelle sue linee, nel suo colore, è logoro ed ho provato a restaurarlo numerose volte, ma si sta indebolendo sempre più, non è legno pregiato, questo era il mio preferito perché apparteneva a mia madre, è molto più vecchio di me e di lei, apparteneva al suo casato da almeno tre o quattro generazioni, ma mi è sempre piaciuto. Sfioro le corde consumate, prima o poi dovrò sostituirle, ma il suono è ancora perfetto.



    Lascio che il suono di una corda si espanda basso, appena toccato, appena udibile. Sfioro altre corde, altre note, mi rilassa, mi ha sempre aiutato a distrarmi o a tirare fuori quello che sento. Non sono il genere di persona che esprime ciò che prova a parole, a meno che non si tratti di insultare o far sentire una nullità qualcuno, tranne che per qualche consiglio sporadico, spassionato, dispensato qua e là. Mi esprimo senza parlare, con i gesti che sono fin troppo eloquenti per chi presta attenzione. Ho imparato a fare molte cose, perché posso tirare fuori cosa mi gira per la testa, senza che persona alcuna ascolti i miei pensieri, cucinare, intagliare, suonare… le parole mi hanno provocato troppi danni nella mia vita, ho imparato a farne a meno, quando si tratta del mio personale. A volte le note vengono fuori da sé, come se suonassi una melodia sussurrata all'orecchio, mi piace immaginare che sia mia madre a farlo. Porto la mano destra all'archetto e lascio che scivoli sulle corde, lascio che i pensieri confluiscano dalla mente al braccio, dal braccio al violino, mentre una melodia prende vita e si propaga bassa e lenta attorno a me


  2. #2782
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Dopo essermi rigirata per l'ennesima volta sul letto rinuncio ai propositi di dormire e decido di uscire a fare una passeggiata per schiarirmi le idee, mi incammino così verso il lago mentre la mente vaga nel ripensare alla giornata di oggi, a tutto quello che è successo. La delusione per la sconfitta che ha reso vane le speranze di poter finalmente porre fine a questa guerra, la rabbia e la successiva rassegnazione per il rifiuto di Drako di farmi scendere nella prossima battaglia assieme all'orgoglio per le sue parole, la soddisfazione di aver potuto in qualche modo contribuire a modo mio ma soprattutto il turbamento per ciò che ho saputo su mia madre...non so se riuscirò mai ad accettare questa cosa. Ed infine la confusione per determinati atteggiamenti di Ryuk che continuo a non riuscire a decifrare, reazioni che mi fanno intuire cose che riferite a lui sono impensabili a cui seguono miei comportamenti ancora più assurdi e fuori luogo. Quel nodo alla gola quando ha parlato di quella che crede sarà la sua fine e di quello che farebbe se non fosse così, quel calore che sento ogni volta che si avvicina, quella gelosia immotivata nel leggere quella lettera, tutto questo mi porta ad una sola conclusione... ma non è quello che voglio, non con lui.



    Continuo a pensare a lui per un motivo o per un altro e so benissimo che questa non è la strada giusta da seguire, quello che so di lui e le cose che lui stesso mi dice dovrebbero allontanarmi a priori eppure mi sento come trascinata dalla corrente in quella direzione, non riesco a frenare i miei gesti ed i miei pensieri, non riesco ad evitarlo nonostante lo vorrei e nonostante sappia che sia la cosa migliore per me.



    Sento ancora quel mal di testa che ormai mi tormenta da qualche ora e che lentamente inizia a farsi più intenso, assieme a brividi di freddo sempre più frequenti dovuti probabilmente alla temperatura di questa serata che lascia presagire l'arrivo dell'inverno, tra qualche minuto magari tornerò in tenda, non voglio rischiare di ammalarmi e dover quindi interrompere gli allenamenti. Mi stringo le braccia attorno alle spalle mentre intravedo il riflesso dell'acqua del lago, adoro venire qui quando la mente viaggia per fatti propri, l'acqua mi rilassa, mi tranquillizza, mi permette di ragionare con più lucidità... è sempre stato così, è parte di me. Ma man mano che mi avvicino inizio a sentire qualcosa, inizialmente penso che sia semplicemente lo scrosciare dell'acqua ma poi mi rendo conto che è qualcosa di diverso, di piacevole, ma talmente basso da non essere facilmente distinguibile. Cerco di seguirne la fonte ancora per qualche metro fin quando non vedo qualcuno...Ryuk, seduto a terra con tra le mani il suo violino, intento a suonare qualcosa.



    Poggio le spalle contro un albero e resto ferma ad ascoltare senza che mi veda, non voglio interromperlo e non ho neanche voglia di parlargli proprio adesso, sembra aver appena iniziato e le note sono ancora deboli, chiudo così gli occhi stringendomi ancora un pò nelle spalle e lasciandomi trascinare dalla melodia che resta lenta, dolce...ma anche malinconica, sento quasi un magone mentre l'ascolto ma è davvero molto bella ed intensa. Resto così, totalmente presa dalle note che nascono dalle corde del suo violino per non so neanche quanto, so solo che la canzone sembra essere quasi al termine quando involontariamente non riesco a trattenere l'ennesimo starnuto.



    Porto una mano alla bocca cercando di soffocarlo ma la tosse che mi ha colpito in queste ore è forte e siccome mi accorgo che ha smesso di suonare ipotizzo che mi abbia sentita "Scusa... non volevo interromperti" gli dico avvicinandomi a lui percorrendo i metri che ci separano e restando in piedi, non troppo vicino, "Passavo di qui e... è davvero una canzone molto bella" gli dico, leggermente imbarazzata, ma lo penso davvero, ne sono rimasta incantata



    "Come si chiama?" aggiungo, con un sorriso appena accennato.

  3. #2783
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    SAGE BLOODBORNE

    "I fogli da aggiornare sono poggiati là, quando vuoi puoi scrivere direttamente"
    Drako mi indica nella sua tenda il posto dove tiene le informazioni sui nemici, troverò il tempo per aggiornarle così per le prossime battaglie saremo preparati in caso gli stessi nemici scendessero di nuovo in campo.


    Quando gli nomino Ryuk e poi Dahmer vedo lo sguardo, di solito calmo e bonario, accigliarsi di colpo: anche lui ha dei dubbi su alcuni dei suoi compagni, ma riesce comunque a tenere per sé le sue considerazioni, non avrebbe senso mettersi uno contro l’altro nel bel mezzo della guerra e lui lo sa bene.
    Essere un capo vuol dire anche questo, suppongo, cercare di tenere insieme un gruppo che altrimenti andrebbe allo sbando e solo una figura carismatica come lui può riuscire in questo intento. Il flusso dei miei pensieri viene frenato dal nuovo contatto della sua mano sulla mia spalla, d’istinto ne seguo il movimento ma poi torno a guardarne il viso appena lo sento parlare.


    "Non si diventa uomini giusti perdonando sempre, quella è una prerogativa degli Dei benevoli ed anche loro fanno le proprie eccezioni. E' vero, in questo momento abbiamo la necessità di conservare un certo equilibrio in fazione, non ti chiedo di perdonare, ma di accantonare per questo tempo di guerra. Quando tutto ciò sarà terminato confrontatevi da uomini, fai ciò che rappresenta per te la giustizia: ferire di spada o perdonare, dipende solo da te. Sto cercando di fare lo stesso e ti assicuro che non è facile, alla fine il conto verrà pagato in un modo o nell'altro."
    Perdonare.
    Non so se avrei il coraggio di farlo in questo caso, si tratta del bene della mia famiglia, del motivo per cui sono qui … ma questa guerra comporta delle responsabilità ben più grandi, ci sono molte altre vite in gioco non posso restare fossilizzato solo sui miei problemi. Le parole di Drako sono sagge, non mi aspettavo nulla di diverso da lui: affronterò Dahmer, ma lascerò alla fine della guerra la decisione più importante, quando avrò i pensieri sgombri e chiari.


    Stringo la mano a pugno e gli do un leggero colpetto sul bicipite, in modo affettuoso, sorridendo di rimando alle sue parole sul suo essersi ormai abituato al suo status di Gran Maestro. Capisco che lo fa per noi, cerca di essere forte per portare avanti un ideale, che è poi anche il mio, e anche se il suo essere triste e pensieroso ha radici profonde e lontane, spero che riesca a sistemare ogni cosa e finalmente a essere più sereno, una volta che tutto sarà finito.


    Mi volto udendo una voce femminile che pronuncia il mio nome: è Esperin che mi saluta e si allontana, le rispondo al volo con un:"Grazie!" , ma è ancora Drako che attira la mia attenzione, a volte un pò ballerina,“Vorrei sgranchirmi un po’ le gambe, ti unisci a me?”
    Mi indica la strada verso il campo di allenamento e prontamente accetto il suo invito, mi metto in posizione al centro del campo e gli correrò incontro più velocemente che posso cercando di buttarlo a terra, o per lo meno destabilizzarlo, caricandolo allo stomaco con una testata: sono sempre stato una testa dura! Ahahahah


    Cercherò comunque di cingergli la vita e stringere con tutta la mia forza per togliergli il respiro e poi colpirlo nuovamente al volto con il mio famoso gancio destro. Famoso dalle mie parti, almeno ...
    So che è infinitamente più forte e veloce di me, ma anche se dovessi sputare tutti i denti dalla bocca cercherò di fare le mie mosse e di giocarmela.


  4. #2784
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Le note della melodia si susseguono con ritmo lento, dolce ed avvolgente, prendono vita dalle mie mani, da un sussurro, da una voce che mi suggerisce cosa suonare, da emozioni che prendono vita, che tiro fuori da me, da ciò che non vorrei provare e che nonostante tutto è più forte della volontà.



    Non so neanche come sono arrivato a questo punto, il me di qualche settimana fa potrebbe piegarsi in due dalle risate vedendomi, capendomi. E' colpa mia se le ho permesso di avvicinarsi, non era previsto, non era calcolato in alcun modo che riuscisse ad aprire quella porta che ormai fatico a tenere chiusa, ci ha impiegato solo pochi giorni.



    Forse la morte di mio padre mi ha reso più instabile del previsto, forse perchè quella voglia di famiglia che mi ha infuso Auron è diventata ingestibile, forse sto confondendo il dovere con qualcos'altro. "Scusa... non volevo interromperti"



    Mi ridesto sentendo la voce di Esperin, mi fermo ed abbasso l'archetto. Ho un nodo alla gola, un blocco allo stomaco, ha sentito cosa stavo suonando, mi sento come se mi avesse spiato in una confessione, mi sento tremendamente stupido, erano solo note di una melodia gettata al caso, non ha potuto capire, non mi ha potuto sentire "Passavo di qui e... è davvero una canzone molto bella" Le note di un violino sono difficili da non sentire, non so cosa mi sia passato per la mente sperando di suonare solo per me "Come si chiama?"



    Mi alzo e tengo ben saldo il violino nella sinistra "Non ha un titolo, non ancora..." alzo lo sguardo su Esperin, è rossa in viso, la temperatura è scesa, farebbe meglio a coprirsi di più e... meglio che me ne vada. Avanzo di un paio di passi e mi trovo più vicino a lei, dovrei superarla, dove proseguire oltre, ma ancora una volta la volontà viene meno "Pensavo... pensavo a te quando l'ho composta"



    Stringo il pugno fino a sentire l'archetto incidere la carne, punto lo sguardo a terra e proseguo dritto, so che non avrei dovuto parlare, so che non avrei dovuto dirglielo, ma ormai perchè frenarmi, tutto questo non ha senso e finirà assieme la guerra.

  5. #2785
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Drako Kalisi


    Sage accetta il mio invito ad allenarsi, probabilmente ne ha bisogno dopo essere stato fermo per tutto questo tempo ed ha necessità di recuperare la fiducia in sè, dopo la sconfitta conseguita al Kratoning. Non ho intenzione di farlo vincere, sarebbe come una offesa, ma voglio incentivarlo e dargli la possibilità di sfogarsi contro un avversario valido, senza temere di farmi male o di doversi fermare.
    Arrivati al campo vedo il ragazzo prendere la rincorsa, carica un colpo di testa al mio stomaco ed indurisco gli addominali, per poi rilasciare l'aria di colpo per attutire in parte la botta. Incasso in pieno e prendo anche il colpo al viso, un gancio non male, sa come colpire e la posizione da assumere. Gli sorrido con un piccolo rivolo di sangue che mi cola dal labbro e cerco di essere veloce e sfruttare la mia velocità, nell'afferrare il suo braccio ancora teso nell'avermi sferrato un pugno. Lo terrò saldo nel tentativo di bloccarlo, in modo da potergli piazzare una ginocchiata alla bocca del stomaco. Se ci sarò riuscito, probabilmente, per riflesso si chinerà in avanti ed è in quel momento che gli darò una seconda ginocchiata allo zigomo destro. Lascerò la presa e mi metterò in guardia, conservando il sorrido. "Mettici tutta la forza che hai, sfogati"

  6. #2786
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Quando sente le mie parole Ryuk abbassa l'archetto del violino e mi guarda con una strana espressione, temo si senta infastidito per il fatto che l'ho interrotto ed avrei forse fatto meglio a non fermarmi e ad allontanarmi, in fondo è quello che mi ripeto costantemente quando penso a lui...peccato che poi per un motivo o per un altro finisca sempre col non farlo, col cercarlo. Si alza in piedi e mi sembra reticente quando gli chiedo il titolo della canzone, una domanda che non credevo lo irritasse, buttata lì più che altro per mascherare l'imbarazzo che sentivo per il trovarmelo davanti, anche se la mia curiosità era sincera dato che quella melodia credo sia la più bella che gli ho sentito suonare finora. Non riesco mai a capire cosa pensa, questa cosa sta diventando davvero frustrante. "Non ha un titolo, non ancora..." mi risponde appena, tenendo ancora stretto il suo violino ed avanzando di qualche passo per andarsene.



    Sento una fitta di delusione al centro del petto e stringo ancora un pò le braccia attorno alle spalle per reprimere l'ennesimo brivido di freddo, distogliendo lo sguardo dal suo che tanto a breve uscirà dalla mia visuale, non dovrei neanche reagire in questo modo, non dovrebbe importarmi questo suo ignorarmi costantemente che invece mi confonde ancora di più le idee. A volte sembra evitarmi di proposito, altre volte sembra propenso nei miei riguardi, altre volte ancora sembra totalmente disinteressato alla mia presenza...ed in tutto questo il mal di testa che sento non fa che peggiorare, ed è solo colpa mia che lo permetto.



    Ma poi noto che si ferma a pochi passi da me e torno a guardarlo leggermente sorpresa "Pensavo... pensavo a te quando l'ho composta" resto ad osservarlo con un'espressione che passa dal sorpreso, all'incredulo, all'inebetito, mentre schiudo le labbra per dire qualcosa senza però riuscire a dare fiato alla bocca, sono senza parole e sono...non so neanche cosa, sorpresa sicuramente...emozionata, confusa, forse tutte queste cose insieme. Una canzone può avere mille interpretazioni diverse, è vero, ma quelle noti dolci, intense... non dovrei pensare di lui quello che sto pensando, ma non riesco a farne a meno.



    Punta lo sguardo a terra e mi supera per andarsene senza darmi la possibilità di dire nulla ma istintivamente mi volto anch'io con un nodo alla gola che diventa sempre più insistente fin quando le parole non escono da sole "Ryuk" lo chiamo per fermarlo anche se non dovrei, ma non mi basta, non riesco a limitarmi a questo o a vederlo andare via, non sopporto più questa distanza, questa strana tensione che si è creata tra noi ed a cui non riesco a dare un senso.



    Avanzo verso di lui e quasi senza riflettere mi ritrovo a provare ad abbracciarlo di spalle, stringendo con forza le mani al suo petto "non andartene..."



    Lo stringo a me e poggio la testa sulla sua schiena mentre il cuore quasi mi esplode nel petto e sento di stare bene, nonostante mi sia ripetuta continuamente che non debba essere così, non so che altro dire, non so neanche perchè lo sto facendo, so solo che voglio che resti qui ancora un altro pò, con me.


  7. #2787
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    La osservo per qualche secondo, non riesco a decifrare la sua reazione, ma di una cosa sono certo: avrei fatto meglio a tenere la bocca chiusa. A differenza di quello che penserebbero molti osservando i miei atteggiamenti, so benissimo cosa mi prende, sono fin troppo cosciente di cosa mi passa per la testa e perchè reagisco in questo modo, perchè ho questi pensieri. La verità è che ho il tremendo impulso di sfasciare qualcosa, perchè queste sensazioni non mi piacciono e non le voglio, non è il momento e decisamente non con lei.



    E' tutto uno scherzo da parte di qualcuno che mi vuole male, non ho mai ceduto a nessuna in questi lunghi anni e non ho intenzione di farlo ora, sinceramente non mi sono mai sforzato di reprimere nulla da quando avevo diciotto anni, la reazione di allontanare come nulla fosse qualunque donna è sempre stata istintiva come l'atto stesso di respirare, non dovevo neanche pensarci, tanto era assurda la cosa. C'è qualcosa di sbagliato in tutto questo, perchè il corpo risponde in maniera diametralmente opposta alla mente e per ora riesco appena a dar il comando alle gambe di muoversi verso qualsiasi meta sia lontana da lei, anche se ho questo blocco allo stomaco che si fa più forte, anche se ho questa morsa al petto.



    "Ryuk" Quando interrompe il suo silenzio sento già di star per cedere, la mente vacilla, le gambe rallentano, una lotta contro me stesso che si pone sul piatto della bilancia ed il solo fatto che io mi faccia tutti questi problemi è il chiaro segno che tutte le mie barriere sono crollate. Ma l'idea che Esperin voglia gettarmi contro la sua indifferenza, la consapevolezza che nonostante tutto lei sia contraria ad ogni sorta di legame con me, cosa che ha dimostrato cacciandomi dalla sua tenda, da ancora quel piccolo vantaggio alla mente, così continuo ad avanzare "non andartene..." Sento le sue braccia stringermi dalle spalle, mi tiene stretto a sè con i palmi fermi sul mio petto, la sua testa contro la schiena, il corpo contro il mio ed il battito del cuore così forte che riesco a percepirlo chiaramente.



    Dannazione Esperin. Stringo i pugni, serro la mascella ed irrigidisco le braccia, ho l'instinto di aprirle e scrollarmela di dosso, come fosse un nemico dal quale fuggire, ma sento chiararamente i muscoli distendersi, i pugni sciogliersi ed il corpo abbandonarsi a questa sensazione di calore così forte che anche la mente smette di lottare.



    "Esperin..."
    respiro profondamente portando la mano destra alla sua, che si trova ancora al mio petto e la stringo, mentre il violino mi casca dall'altra mano, ma non m'importa. Resto fermo per qualche istante mentre anche il mio cuore martella così forte che mi sembra quasi di avere un infarto. Sto decidendo di abbandonarmi, anche se la volontà ormai è azzerata e quel piatto della bilancia crolla inevitabilmente tutta da un lato.



    Cerco di spostare la sua mano, in modo che allenti la presa, così da potermi voltare verso di lei e poterla stringere in un abbraccio, non voglio nient'altro al momento che sentirla stretta a me.

  8. #2788
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    SAGE BLOODBORNE

    Il combattimento entra subito nel vivo.
    Riesco a colpire Drak entrambe le volte, ma lui contrattacca con forza con due ginocchiate, una allo stomaco ed una al volto. Perdo l'equilibrio e finisco a terra, battendo il sedere sul suolo.
    "Mettici tutta la forza che hai, sfogati"
    Non c'è bisogno che me lo ripeta due volte, so perchè siamo qui ed ho intenzione di non tirarmi indietro, al massimo me ne tornerò a dormire un altro pò sul pagliericcio dell'infermeria.
    Così a terra, proverò a distendere la gamba destra e agganciare la sua caviglia da dietro per farlo cadere, poi evocherò il mio Spike e tirando fuori una freccia gli salterò addosso con l'intento di trafiggergli il palmo della mano sinistra.

    Arma in forma passiva - Spike


  9. #2789
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Riesco a fermarlo solo quando lo stringo tra le mie braccia ed è in quel momento, quando sento il calore del suo corpo nuovamente stretto al mio, che quel nodo alla gola inizia finalmente a sciogliersi, come se il mio corpo cercasse questo contatto ancora prima che la mia mente realizzasse di volerlo. Sento il cuore accelerare i suoi battiti e temo che da un momento all'altro potrebbe scoppiarmi nel petto ma non mi muovo e non allento la presa, non voglio farlo, ed anzi stringo ancora di più quando sento il suo corpo e le sue braccia irrigidirsi. Ho gli occhi chiusi e la testa ancora poggiata contro la sua schiena ma avverto chiaramente la sua tensione e so razionalmente che dovrei sciogliere questo abbraccio e lasciarlo andare, ma nel pensarlo ottengo solo di riflesso che i palmi delle mani premano ancora più sul suo petto, rendendo chiaro alla mente che di razionale questo momento ha ben poco, ho spento nuovamente la ragione ed anche stavolta, al di la di tutto, non me ne pento.



    "Esperin..." non voglio ascoltare quella che credo sarà la sua ennesima frase fredda e distaccata, continuo a tenere gli occhi chiusi ed a stringerlo a me quando però ad un tratto qualcosa cambia, fa un respiro profondo ed il suo corpo si rilassa, le sue braccia si distendono ed una mano sale a stringere la mia. Resto ferma così come fa anche lui, mentre sento il suo cuore battere così forte, come il mio, e per un istante non sento altro se non questo, per un istante dimentico tutto il resto, dimentico anche di respirare. Cerca di spostare la mia mano per liberarsi dall'abbraccio e stupidamente oppongo resistenza ma poi lo lascio fare convinta che voglia andare via, abbasso così lo sguardo cercando di non lasciar trasparire la delusione che sento ma noto che dopo essersi voltato resta vicino a me, con la mano ancora stretta alla mia, e mi stringe a sé mentre il senso di sollievo mi travolge e mi fa sorridere appena



    Risalgo con le mani sulla sua schiena e poggio la testa nell'incavo nel suo collo e per un attimo tutti i dubbi di queste ore svaniscono nel nulla, so che sono ancora lì nella mente da qualche parte ma hanno perso totalmente di significato.



    Alzo la testa per poterlo guardare negli occhi, cerco di darmi delle risposte, di capire cosa dicono i suoi occhi, al di là delle parole. Cerco qualcosa, una sua reazione, cerco la sua solita spavalderia, la sua sicurezza, il Ryuk che conoscevo e che non sopportavo, ma non vedo niente di tutto questo se non tanta confusione, una confusione che sembra vera... la stessa confusione che rivedo nei miei occhi attraverso i suoi e che ora non sembra farmi più così paura, perchè sento di non essere la sola a provarla.



    Lo fisso ancora in silenzio portando una mano sul suo viso in una carezza e mi perdo in quel dorato che ho tanto odiato, chiedendomi come sia possibile che ora desideri soltanto che continui a tenere i suoi occhi su di me, che continui a guardarmi in questo modo. Non ho modo di razionalizzare, di riflettere, perchè mi rendo conto quasi subito di non essere forte abbastanza per oppormi a quello che provo e quasi istintivamente mi ritrovo a sollevarmi in punta di piedi avvicinando così il mio viso al suo per baciarlo ancora una volta.



    Perchè la sola certezza che ho adesso è che mi mancavano le sue labbra, mi mancava stare stretta tra le sue braccia , ed ancora mi manca la sua voce e persino le sue stupide battute, mi manca lui da quando è così scostante... nonostante la confusione, nonostante la paura di questa cosa che non riesco a controllare, nonostante tutto, e per un momento quello che mi sembra realmente sbagliato è solo negarmi tutto questo.

  10. #2790
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Poche volte sono rimasto senza parole in vita mia, poche volte ho sentito la gola seccarsi fino a prosciugarsi e bloccare le corde vocali, con il respiro bruciante e gli occhi dilatati, lucidi. Posso contarle sulle dita di una mano mozzata: due, forse tre volte e tranne che per quella volta in cui seppi diventare padre, tutto il resto sono legate ad eventi negativi.



    Ho sentito dire che nella vita non contano i momenti in cui ti danno respiro, ma quelli dove te lo tolgono ed in questo istante, immerso nei suoi occhi così somiglianti a pietre preziose che brillano, mi sento totalmente svuotato. Esperin porta una mano al mio viso e lo accarezza, chiudo gli occhi d'istinto poggiandomi contro quel palmo così morbido e caldo, la stringo ancor più a me, mentre libero un altro respiro profondo.



    Quando è vicina al mio viso, sulla punta dei piedi, mentre si regge a me, lascio che le sue labbra cerchino le mie e resto per qualche istante fermo, con un forte calore ad invadermi, fino a quando porto anche io la mano al suo viso per accarezzarla. Il bacio diventa più profondo, la cerco più di ieri, la stringo più di ieri, la voglio più di ieri e questa cosa non fa che confermare ciò che davo per assodato: provo qualcosa per Esperin, qualcosa che aumenta di giorno in giorno.



    Non so quanto tempo restiamo stretti, lei tra le mie braccia ed io abbandonato a lei, quando allontano le labbra dalle sue, continuo ad avere gli occhi chiusi e poggio la fronte contro la sua, mentre continuo ad accarezzarle il viso. Provo a respirare regolarmente e mi stupisco quasi di me stesso nel capire che non sarà così semplice riprendere il controllo di me. Tutto questo... tutto questo lo desidero come non mai, ma... ma non posso, non devo. Quando tutto questo sarà terminato, quando questa guerra sarà giunta a conclusione, per me ci sarà un'unica fine, se sto lottando è per mio figlio, per assicurarmi che viva in un regno sotto il controllo delle persone giuste, non posso lasciarmi andare ad Esperin, non posso legarmi a lei e poi lasciarla. Morirò ne sono certo, non mi spaventa, ma farla soffrire è l'ultima cosa che desidero. "E' sbagliato..."



    parlo con un fil di voce, con le parole che muiono in gola, con le mani che la stringono e raccontano tutt'altra verità. Le do un bacio sulla fronte, è bollente, e con uno sforzo che mi costa un colpo al petto mi allontano da lei, sciolgo l'abbraccio, arretro e resto con lo sguardo basso.



    Le gambe si rifiutano di muoversi per qualche istante, ma riesco a voltarmi ingoiando un boccone amaro, raccolgo il mio volino dal suolo per poi andare verso la mia tenda.

 

 

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