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  1. #2801
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Drako Kalisi

    La carne di sage è cotta a puntino, l'odore di bruciato è intenso a tratti fastidioso, il suo arto deve essere ormai inutilizzabile, se non con un grande sforzo, ma con la volontà che si ritrova, non fatico a credere che sarebbe capace di resistere al forte dolore. Mentre lo tengo fermo, qualcosa si palesa avanti ai miei occhi, un velo azzurro che si espande a tutto il suo corpo ed immediatamente avverto una fitta alle mani, le quali sono poggiate sul ragazzo per tenerlo fermo. Sorride e mi rendo conto che numerose ferite cominciano ad aprirsi su tutta la parte anteriore del mio corpo: uno scudo... uno scudo di vento. Sage carica una testata, che riesco a prendere sullo zigomo destro, molto vicino al setto nasale, il colpo è forte e sento l'osso del viso cedere, almeno il naso non è rotto, odio sentire il sangue che mi occlude le vie respiratorie. Quando mi punta il ginocchio al bacino intuisco le sue intenzioni e mi lascio trascinare mentre mi ribalta oltre la sua testa, ma provo a serrare nuovamente le mani in modo da trascinarlo con me nella giravolta e ritrovarci nuovamente nella stessa posizione: lui con la schiena in terra ed io sopra di lui a tenerlo fermo. Il suo scudo è ancora attivo e le ferite sul mio corpo, sul mio viso continuano ad aprirsi... ma vento al vento, fuoco al fuoco ed il mio scudo arriva rapido in risposta al suo. Attingo al mio elemento che si libererà in forma ridotta, andrà ad avvolgere tutto me stesso, con l'intento di bruciare il ragazzo integralmente, cercando di tenerlo fermo con la mia forza.
    Scudo di Efesto – scudo di fuoco
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  2. #2802
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Sfioro nuovamente la superficie metallica dell'anello, quando me l'ha donato in Neutra così come quel giorno in cui parlai con mio padre ero certa di essere innamorata di Drako, anche se l'aver accettato quasi senza obiezioni di dover rinunciare a lui per rispettare il volere di Lantis era forse già sinonimo di una crescita che mi ha portato poi a fare chiarezza in tante cose. E' davvero uno strano scherzo degli Dei... il volere di Lantis, almeno ufficialmente, era che sposassi Ryuk ed ora le cose si sono totalmente ribaltate, quel matrimonio che ho accettato con rabbia e con gli occhi lucidi solo per una firma su un testamento si è trasformato in qualcosa di così forte che non riesco più ad ignorare, qualcosa di totalmente diverso da quello che provavo per Drako anche quando ne ero assolutamente convinta, come diverso era il legame di mio padre con Ysotta rispetto che con mia madre, qualcosa di sbagliato ed inopportuno per milioni di motivi, ma che continua a farmi ripensare a quella conversazione.

    Restai per un momento in silenzio per pensare alla risposta ed a come spiegargli quello che sentivo, ero certa dei miei sentimenti, per lungo tempo non ho visto altra persona adatta a me se non Drako, ma allo stesso tempo, giorno dopo giorno, stavo anche divenendo consapevole del fatto che non li avrebbe mai ricambiati. "Io...credo di si" gli dissi infine, anche se avrei voluto risultare più sicura e decisa nelle parole e nel tono, ma stranamente davanti a lui per un istante sentii di non esserlo, forse perchè cosciente di essere ancora troppo inesperta e sciocca per parlare di amore



    "E' un ragazzo straordinario, lo sai bene. Riesce a capirmi anche solo con uno sguardo, a farmi stare bene con solo una parola, mi sento vicina a lui nel modo di pensare e di agire... credo sia la persona giusta, che potrebbe rendermi felice" gli spiegai ancora, stringendogli la mano mentre lui ricambiava la stretta con la sua e ne accarezzava il dorso con l'altra "Io adoro quel ragazzo, è intelligente e forte, ha un cuore grande, lo considero parte della nostra famiglia. Sai, ho amato un'altra donna prima di tua madre, era perfetta, mi sentivo sereno e... a casa quando stavo con lei, era come me, sapevo che mi avrebbe sempre capito, non avevo neanche bisogno di parlare, lei conosceva il mio animo come fosse suo" lo ascoltai in silenzio incuriosita dalle sue parole, non mi aveva mai parlato di un'altra donna nella sua vita e non pensavo ci fosse stata una persona così importante per lui prima di mia madre, una persona con la quale aveva trovato una complicità ed un'affinità tali da essere ancora percepibili dai suoi occhi dopo anni, avrei potuto provare le stesse cose con Drako se mi avesse ricambiata, ne ero certa, come però ero certa del fatto che mio padre non avesse mai amato nessun'altra come mia madre, il loro era un amore troppo grande e forte, un legame profondo ed assoluto.



    Forse da questo avrei già dovuto capire cosa stesse cercando di dirmi, anche se non ero ancora pronta ad ascoltare. Il suo tono era calmo ed il suo sguardo si addolcì tornando a guardarmi e scostandomi una ciocca di capelli dal viso, per poi continuare il discorso "Ma quando ho conosciuto tua madre ho provato sensazioni che non credevo neanche esistessero. Io e Margarete eravamo così diversi. Mi completava, sentivo di non necessitare di nient'altro quando ero accanto a lei. Non c'è nulla di logico e razionale nell'amore, Drako è un ragazzo come pochi, ma non vi è ombra di trasalimento nei tuoi occhi, solo una naturale reazione a ciò a cui ti sei abituata in sua presenza"



    Restai per un momento spiazzata e poi accennai ad un no con la testa per contestare le sue parole, ero sicura che non fosse così, che quello che provavo fosse amore...o che avrebbe potuto esserlo se lui avesse un giorno ricambiato, che sarebbe cresciuto e diventato sempre più forte, che non sarebbe cambiato mai e che non avrei mai potuto vedere un altro uomo accanto a me. Ma portò le mani sulle mie spalle stringendo forte e non seppi che dire, restando ad osservarlo sempre più confusa



    "Piuttosto... abbi una felicità delirante, devi... devi aver voglia di ballare e cantare, di lasciarti andare alla follia. Lo so che ti sembra strano detto da me, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi, dimentica il cervello ed ascolta il tuo cuore... io non sento il tuo cuore"



    Sorrisi ed abbassai lo sguardo, sorrisi perchè non sapevo che dire, perchè sapevo che era quello che sognavo da sempre, quello che leggevo negli occhi di mio padre e mia madre quando si guardavano o in quelli di Lantis quando ripensava a quella misteriosa Reneè... quello che volevo anche per me.

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  3. #2803
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen

    <<Sono un po' ingrassato con tutti i dolci che fate con Esperin, riuscirai a reggermi?>> esamino il suo corpo mentre si alza in piedi ed effettivamente pare aver messo qualche rotolino sui fianchi.
    <<Da domani dieta ed esercizio fisico!>> rispondo scherzosa mentre mi sollevo da terra. Lo afferro per le mani e provo a tirarlo a me, ma lo sento scivolare via, mi metto quindi alle sue spalle e lo afferro cingendogli le braccia sotto l'incavo delle ascelle per avere una presa più salda.
    Mi sollevo di qualche metro e sorvolo il lago in modo da fargli sfiorare la superficie dell'acqua con i piedi, come se potesse camminarci sopra, ma il peso inizia a farsi sentire così atterro su una roccia nel lato opposto del lago.
    <<Così non va... Prova a metterti sulle mie spalle>> gli dico dandogli la schiena per permettergli di aggrapparsi a me. Se accetterà riprenderò a volare in direzione delle tende e ancora oltre fino a scendere, dopo qualche piccola acrobazia aerea, su di un ramo in cima ad un albero. Una volta accertata la solidità lo lascerò aggrapparsi al tronco e mi metterò accanto a lui stretta all'albero.
    <<Com'è la prospettiva da quassù?>> gli domando prendendo fiato per lo sforzo fatto. <<Dahmer...>> lo chiamo a fil di voce guardandolo negli occhi dopo qualche attimo di silenzio. Vorrei chiedergli tante cose e forse questo è il momento adatto, devo solo trovare il coraggio.

    volo
    Ultima modifica di albakiara; 8th January 2016 alle 00:41

  4. #2804
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    La guardo fintamente offeso: mica sono grasso, era una battuta! Anzi, piuttosto è lei che ha messo su un bel davanzale. Scuoto la testa e le sorrido, non devo tornare a fare lo stronzo. Non potrei mai. La osservo divertito mentre cerca il modo più comodo di afferrarmi, lo fa come fossi un sacco di patate. Quandi ci libriamo in volo, la sensazione di non avere la terra sotto i piedi mi mette ansia, non è bello stare lontani dal proprio elemento ma è un disagio che dura poco. Atterra poco dopo su una roccia, ho le scarpe tutte bagnate, camminare sull'acqua di notte con sto freddo non è proprio un'idea brillante. Mi propone di mettermi sulle sue spalle, decisamente è una posizione più comoda e accetto. "Spero di non spezzarti la schiena" dico salendo in posizione. Finalmente voliamo come si deve, mi sento tanto la befana a cavallo della sua scopa! Il vento che mi frusta in faccia, i moscerini che ti si schiantano contro... ma il resto è davvero fighissimo. Un punto lassù nel cielo, senza legami, senza peso o catene. Senza pensieri, perchè quelli volano troppo in basso. Atterriamo sulla cima di un albero dopo aver sorvolato il campo, ci sediamo vicini, manco fossimo due merli in amore. Sussurra il mio nome... qualcosa dentro di me si mette in allarme. "Ammetto che mi manca la terraferma, sarà per il mio elemento... ma è una sensazione bellissima... come sentirsi liberi da ogni fardello" le dico allegro, esaltato per l'esperienza. Perchè mi guarda così? Cosa vorrà dirmi? Esperin le avrà parlato di Aeglos? Perchè lo so che Vicent ha fatto la spia, me lo sento. Vicent "Gola profonda" Dreth. Altro che Mietitore. "Dimmi" mi limito a rispondere. Mi pentirò amaramente di sto dimmi, me lo sento.

  5. #2805
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Dovrei andare alla tomba di mia madre.. da quanto tempo non ci vado? Solitamente non lascio trascorrere una settimana, ma tutto questo trambusto ha fatto passare in secondo piano questo appuntamento costante al quale tengo fin troppo. È notte, il momento che prediligo nella giornata, è tutto immerso nel silenzio, nel buio, nella tranquillità assoluta. Mi alzo dal letto e distendo la schiena, sarebbe ora che decidessi ad indossare almeno una maglia, per quanto io sia abituato a certe temperature, il freddo comincia a sentirsi e l'età* pure. Arrivo in dispensa e cerco ciò che mi serve: una mela rossa, come quelle che mi faceva trovare sempre lei, con quella forma che aveva un significato tutto suo, purtroppo quella varietà non cresce in queste zone, dovrò accontentarmi di una semplice mela come faccio di solito.Con il frutto stretto in mano, mi dirigo al Glados, cerco di non disturbare Elen e Dahmer, più che altro perché non ho voglia di parlare, anche se non capisco che stanno facendo lassù. Quando sfioro il portale, in un attimo, mi ritrovo alle pendici della vallata che mia madre amava tanto...

  6. #2806
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Non riesco ancora a credere a come sia cambiato il mio atteggiamento nei suoi riguardi in così pochi giorni. Pensavo di odiarlo davvero, di odiare ogni cosa di lui e probabilmente era vero. Il suo nome, il suo passato, il suo atteggiamento, i suoi modi di fare e di parlare. Non sopportavo che mi stesse troppo intorno e si intromettesse nelle mie questioni, che mi prendesse costantemente in giro per il non sapermi adattare al campo, per la mia presunta puzza sotto al naso, con quel suo atteggiamento presuntuoso ed arrogante. Mi viene da sorridere, lo guardavo in modo così schifato quando si comportava in modo rozzo e materiale, mai avrei pensato di lasciarmi baciare da lui, di perdermi con lui. Il rapporto tra i miei genitori mi aveva già insegnato che un sentimento forte non dovesse essere per forza immediato, che potesse partire anche dall'indifferenza reciproca, fu proprio mio padre a dirmelo...ma non posso essere arrivata seriamente a pensare determinate cose di me e di lui.


    Mi rattristai alle sue parole cosciente di non aver mai vissuto niente di simile, convincendomi però che fosse perché non avevo mai avuto modo di vivere realmente quel sentimento che provavo per Drako. “Una felicità delirante… vedrò di fare il possibile” risposi con un tono più leggero, scherzoso, e con un sorriso sulle labbra, prima di tornare più seria ed elaborare le sue parole "come capirò se è quello giusto per me? Quello che può farmi provare queste cose?" ero davvero confusa, forse per la prima volta.



    "Se una persona è giusta, non vuol dire che lo sia per te e la stessa cosa vale per il contrario. Fidati solo di te stessa Esperin, non c'è nulla da capire devi solo viverlo, sii felice...di sentirti stupida" lo guardai divertita e scettica, non capivo cosa volesse dire, ma annuii facendo tesoro dei suoi consigli, come ero solita fare ogni volta che me ne donava uno, prima o poi avrei capito...era sempre così, forse riesco a farlo solo adesso. "E tu con la mamma? Quando hai sentito di non poterne fare a meno, di poter rinunciare a tutto per lei?" continuai a chiedergli, quel discorso iniziava a prendere una piega diversa, iniziavo a comprendere maggiormente anche particolari della sua vita, del rapporto con mia madre, e ne ero sinceramente curiosa. Sapevo che il loro era stato un matrimonio combinato per esigenze del Regno ma ero anche consapevole del grande amore che li ha sempre tenuti uniti, ho sempre pensato che avessero avuto una fortuna immensa nell'essersi trovati nonostante le circostanze forzate soprattutto alla luce di quanto scoperto durante quella conversazione con mio padre, sognavo da sempre un rapporto come il loro. Mio padre si voltò a guardare fuori dalla finestra e mi sembrò pensieroso, come se stesse ricordando qualcosa, lo osservai in silenzio come timorosa di interrompere il flusso dei suoi pensieri, quando riprese a parlare



    Non ti so dire quando esattamente, è stato un crescendo. A dire il vero… all’inizio non sopportavo neanche l’idea di doverla sposare, ero ancora innamorato dell’altra donna, ci siamo dovuti lasciare per forza maggiore, lei scelse di andar via, lontano dal regno, perché stava male nel vedermi accanto ad una donna che non fosse lei ed io ero colmo di un dolore indescrivibile



    Mi rattristai e strinsi maggiormente la sua mano, turbata per le sue parole e sorpresa di sapere che inizialmente non sopportasse l'idea di sposare mia madre, un'eventualità che non avevo mai considerato e che non mi piaceva affatto, ma mi sorrise e tornò a guardarmi con dolcezza prima di riprendere a parlare per spiegarmi ancora.



    Il giorno del matrimonio tua madre era bellissima, ma non provavo niente, ho vissuto quel giorno come non fosse il mio. Poi lentamente l’ho conosciuta, l’ho vissuta nelle piccole cose, lontana dagli sguardi indiscreti, ho capito che nonostante fosse così rigida, severa ed austera, c’era una faccia di lei che non mostrava a nessuno. L’obbligo di tenerla accanto si è tramutato in altro, persino non averla seduta vicina al tavolo mi lasciava uno strano senso di vuoto. Ho capito che era diventata un pezzo di me, qualcosa senza cui non potevo vivere. Mi sono sentito stupido decine e decine di volte prima di confessarle che l’amavo realmente. Rivivrei ogni singolo istante, anche se non c’è più fisicamente lei è ancora qui con me, certe cose vanno oltre la morte” concluse poi, dandomi un bacio sulla fronte, sapeva quanto pensare alla sua morte mi facesse male.



    Avevo sempre creduto che il loro fosse stato quasi un colpo di fulmine, come nelle fiabe, quella conversazione mi fece smettere di idealizzare tante cose ed iniziare a vederle in modo più razionale, più reale. Sapere che il loro amore fosse cresciuto giorno dopo giorno nella quotidianità fino a diventare unico e speciale, in modo così inaspettato fino a legarli ben oltre la morte, mi fece comprendere quanto fosse difficile trovare davvero la persona giusta per sé e soprattutto riconoscerla... ma mi fidai delle sue parole: quando sarebbe accaduto, quando mi sarei ritrovata a vivere quei sentimenti, l'avrei capito al di là della ragione e della razionalità.


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    Ho conosciuto Ryuk in questi giorni, un Ryuk che è molto diverso dal Leithien che tutti conoscono. Ho scoperto un lato di lui che probabilmente ha sempre celato a tutti, un padre che darebbe la vita per suo figlio, un figlio che soffre ancora per una madre che non gli è stato permesso avere, un uomo che è capace di gesti gentili, che sogna magari una famiglia tutta sua dopo aver rinnegato quella che ha così drasticamente influenzato la sua vita, un... amico che mi ha aperto gli occhi in più di un'occasione. Se solo mio padre sapesse per chi sto ripensando a quelle sue parole probabilmente negherebbe tutto, o magari no... conoscendolo forse avrebbe anche acconsentito se fosse stato certo che mi avrebbe reso felice. Ma il punto è un altro, il punto è che qui non si tratta di lasciarsi andare o no, scegliere o no. Il punto è che mi viene inevitabile farlo quando non dovrei permettere che accada e non solo perchè è lui, perchè è un Leithien e tutto il resto, ma anche perchè per quanto possa ritenerlo coinvolto nel momento in cui ci avviciniamo non lo è per il resto del tempo, altrimenti non riuscirebbe a tenermi lontana e non andrebbe a letto con altre donne, come probabilmente continua a fare quando si allontana dal campo. Mi sento davvero uno straccio, al mal di testa ed alla tosse si sono aggiunti dolori muscolari sempre più fastidiosi, mi sento molto debole e sto iniziando a tremare per il freddo anche se la temperatura non credo sia così bassa da giustificarlo, così mi constringo ad alzarmi e ad incamminarmi verso la mia tenda, spero che una bella dormita sia sufficiente.

  7. #2807
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen


    Dahmer ammette che gli manca sentire il suo elemento sotto i piedi, ma al contempo è allegro ed esaltato. In effetti se guardo in basso avverto una lieve vertigine ora che non sono più sostenuta dalla mia magia. Sollevo gli occhi su di lui e faccio un respiro profondo <<Forse qui al campo sono, tra tutti, quella che ti conosce meno... - esordisco partendo alla larga - all'inizio perché non rispondevi mai del tutto alle mie domande - o quello che mi dicevi erano menzogne - poi perché io stessa ho smesso di chiedere...>>
    Da quando ha ammesso il suo passato da boia ho evitato di indagare oltre per paura di scoprire ulteriori realtà o ulteriori sfaccettature del suo animo, è più semplice vivere nelle illusioni, ma ora devo crescere e affrontare la realtà, qualunque essa sia.
    Prima però mi preme capire le sue intenzioni per il futuro, imparerò a conoscerlo col tempo e nella quotidianità se lui me lo consentirà.
    Sospiro, devo trovare le parole giuste per non spaventarlo. Siamo solo io e lui, il resto del mondo pare lontano, piccolo e insignificante <<Tra noi tutto è iniziato ed è progredito in modo sbagliato, strano... - distolgo lo sguardo da lui e lo rivolgo in basso verso i miei piedi a penzoloni nel vuoto - Adesso vorrei fare le cose bene e... Insomma... Pensi che nel tuo futuro potrà mai esserci un posticino anche per me?>>
    Non so come reagirò ad un suo no, ma devo conoscere i suoi progetti dopo la guerra, ho bisogno di una risposta qualunque essa sia e da quassù non può scappare.

  8. #2808
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Quando entro in tenda sento se possibile ancora più freddo al contrario di quanto mi aspettassi ma probabilmente in questo momento sentirei freddo anche sotto dieci coperte a causa della febbre che credo sia abbastanza alta e di questa sensazione di vuoto che si fa sempre più intensa e fastidiosa. So a cosa è dovuta, so che tra le sue braccia non la sentirei più, ma imparerò a conviverci perchè è la cosa migliore, quello che sento non ha poi così importanza davanti a ciò che comporta questa guerra, è l'unica cosa che conta e su cui devo restare concentrata. Apro uno dei due bauli ed estraggo un paio delle coperte di scorta che sicuramente mi faranno comodo, frugo ancora un pò cercando i medicinali per la febbre che però non trovo, evidentemente quello che ho portato oggi a Niniel era l'ultimo e l'idea di uscire di nuovo dalla tenda per andare in infermeria non mi passa proprio per la testa, mi farò bastare una bella dormita. Poggio le coperte sul letto e bevo un sorso d'acqua dato che sento la gola secca, sfilo poi gli stivali ed inizio a slacciare il corpetto ma alla fine desisto perchè sento brividi di freddo anche solo all'idea di spogliarmi ed infilare quella vestaglia leggera, così mi limito a stendermi sul letto gettandomi addosso le due coperte e coprendomi come meglio riesco. Gli occhi mi bruciano e sento le palpebre pesanti, la testa continua a martellarmi e la tosse non accenna a calmarsi tanto che la gola inizia a graffiare a causa degli starnuti continui. Spengo la luce e tiro la coperta fin sopra al viso stringendo il cuscino, chiudo gli occhi e provo a dormire.

  9. #2809
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    E' come quando la lama della scure vibra nell'aria, prima di infilzarsi nel ceppo e tranciare di netto la testa. Questa è in realtà un'idea romantica, spesso c'è bisogno di più sferzate per decapitare qualcuno. Certo, la magia rende tutto più agevole, con la mia spada del potere della terra era tutto più facile. Immagino che il collo inizia a formicolare quando sei in quella imbarazzante posizione, con la testa girata e schiacciata dalla mano del boia. Il cuore pulsa veloce, così forte che ci potresti morire. Una volta mi è successo, un condannato mi crepò di infarto. Sorrido nervosamente ad Elen e mi guardo giù: uh siamo parecchio alti, mi sa che se mi getto mi faccio male. Tanto male, nemmeno il pozzo potrebbe attutire una caduta così. Siamo oltre i 5 metri, le radici non mi aiuteranno a fuggire. Sono fottuto. Per fortuna, c'è da dire che se Esperin sa qualcosa di Aeglos, non ha rivelato niente ad Elen. Magari mi sogno tutto, magari la Princy non sa proprio un emerito niente. Magari Vicent ha tenuto il mento chiuso. Mi gratto nervosamente la testa... ma non mi aveva detto lei che saremmo rimasti amici? Donne, fanno sempre casino. Il mio futuro... un posto per lei. Sospiro e mi faccio serio: non è il momento di fare il pagliaccio. L'ho presa in giro quando ci siamo conosciuti, era solo carne da macello per me, una cagnetta come tante. Ora non è così. Ora è Elen, la conosco, l'ho vista piangere e sorridere, l'ho vista crescere, l'ho vista maturare. Una persona, non una cagnetta da addomesticare. "Futuro... non so nemmeno se arriverò alla fine di questa guerra, figuriamoci se ho pensato al mio futuro..." dico nervosamente, torturandomi le mani. Sono assorbito da un sacco di rogne, so perchè sto combattendo, so che è la scelta giusta e so cosa vorrei che Dohaeris diventasse dopo questa guerra. Ma non so assolutamente che fine farò io. "Drako mi ha detto che Esperin, se salisse al trono, non mi farebbe mai tagliare la testa ma... diciamo che non le sono molto simpatico" rido nervosamente. Già, se Vicent le ha detto di Aeglos mi farebbe certamente condannare a morte. E la testa premuta dal boia sul ceppo potrebbe essere la mia. Sollevo il viso, pianto i miei occhi nei suoi, sono serissimo. "Ti voglio bene, sono sincero, non eri niente per me all'inizio come non lo era nessuno... corpi che respiravano, nient'altro. Ma ora... ho capito tante cose grazie a te, grazie a te so anche che ce ne sono tantissime altre da capire. Tu... meriti una persona che ti ama davvero... e non sono io quella persona. Avrai sempre la mia amicizia, per quanto possa valere per te. Non..." non ricommetterò lo stesso errore del passato. Selene è morta per colpa della mia incapacità di lasciarla andare, per il mio egoismo, per la mia prepotenza. "Io voglio che tu sia felice... se sarò vivo e potrò vederti felice, sarò felice anche io e questo mi suona davvero strano al momento" le sorrido. E' strano, ma vero. Perchè non dovrei desiderare la sua felicità? Ammetto che se dovessi vederla con un altro, un po' mi roderebbe, ma non per gelosia... per tristezza. "Ti assicuro che avrei tanto voluto avere la capacità di renderti felice, ma ti aspetta un futuro libero e grandioso dopo questa guerra, il mondo è così grande e fantastico... là troverai la tua strada. Non hai pesi, non hai catene... la libertà è qualcosa di bellissimo Elen, mi hai fatto capire anche questo" concludo il discorso sempre con un sorriso a fil di labbra. Non credo di aver mai sorriso in questo modo. Come se le labbra si piegassero da sole, spontanee. Respiro profondamente, ripensando ai miei guai. Sei fortunata Elen e non sai quanto!

  10. #2810
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    SAGE BLOODBORNE

    Nonostante l'evidente disparità delle nostre forze riesco comunque ad infliggere a Drako qualche colpo. Persino questo scudo, il mio nuovo potere da esperto, riesce a farlo sanguinare in più punti! Quindi è possibile usarlo sia come difesa che come arma, in un qualche modo ...
    Sfruttando l'elemento sorpresa, la mia seconda testata raggiunge l'obiettivo ma non come avrei voluto. Non importa, ciò che conta è infliggere danni il più possibile all'avversario ed ho sentito il suo osso cedere per cui sono soddisfatto!
    Tento poi di far volare Drako a terra, oltre le mie spalle, ma non ho calcolato la sua esperienza nella lotta, infatti riesco sì nel mio intento ma l'uomo non mi lascia andare, anzi imprime nuova forza allo slancio e mi ribalta nuovamente ritornando nella posizione originaria.
    Un crepitio sommesso, poi la sensazione di calore, infine il fuoco invade il suo corpo e di conseguenza il mio, così vicino a lui. Stringo i denti nel tentativo di resistere, ma il dolore è troppo forte.
    "Ahhhhhhhhhhhhhhhh!" - l'urlo si libera quasi senza che io possa fare nulla per impedirlo. L'odore di carne bruciata già sentito in precedenza si sta triplicando, alzo la testa per guardare e numerose piaghe si stanno aprendo sul mio petto, il fuoco mi sta consumando gli abiti e trasformando in una torcia umana. Devo scrollarmelo di dosso prima che sia troppo tardi, ma il dolore è intenso, irragionevole, non riesco a pensare se non al ghiaccio.
    Un nuovo urlo soffocato fuoriesce dalle labbra secche e dalla gola arida, un urlo di sfida, questa volta, per sancire lo sforzo finale di questo scontro: prima che il dolore mi consumi del tutto proverò a raccogliere le ultime forze e sferrare un calcio con lo stinco tra le gambe di Drako. Se dovessi riuscire e lui dovesse allentare la presa sui mie polsi, proverò a riafferrarlo nuovamente con la mano buona e a congelargli il braccio fino alla spalla.
    Non credo che poi avrò la forza di fare altro, me ne resterò sdraiato, immobile, forse il dolore provocato dal fuoco sarà meno intenso se non mi muovo.


 

 

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