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  1. #2831
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Esperin si lascia andare all'abbraccio ed io chiudo gli occhi restando fermo in questa posizione.



    Mi sento bene, calmo, in pace con me stesso e con lei, anche se è una sensazione illusoria, durerà fino a quando resteremo qui, in questo angolo di mondo che è fuori da ogni cosa, quando torneremo all'accampamento, sarà tutto come prima, gli occhi di Drako addosso e l'incombenza delle ultime battaglie ed Esperin... non lo so neanche io, quel che sarà o che effettivamente è, non voglio pensarci, non voglio ragionare ora.



    "Credo di non averne mai avuto bisogno" Resto ancora con gli occhi chiusi ed appoggio la mia testa alla sua



    "in realtà non credo di aver mai avuto qualcosa di esclusivamente mio prima di questa guerra. Forse potrei cercarne uno ora" Sento che allenta la stretta ed è in quel momento che riapro gli occhi, portandoli su di lei.



    Sorrido, ha i raggi del sole che si infrangono sul suo viso e le donano un'aria che non saprei neanche spiegare. Dirle che potrebbe essere questo anche il suo luogo speciale mi pare eccessivamente smielato e sinceramente no, non voglio che sia anche suo, non per un fattore egoistico, preferirei che fosse un altro… il suo o il nostro, qualcosa che non abbia legami con il mio passato. “Quando venivo qui mi esercitavo col vento…” tendo la mano verso la nostra destra, puntando ad un cumulo di foglie “Mi divertivo a farle svolazzare da bambino, poi ho iniziato ad allenarmi, in modo da regolarmi con la potenza e la portata dell’elemento”



    Mi fermo per un attimo a pensare, come se stessi ricordando qualcosa, poi riporto i miei occhi a lei “Non ho mai provato il mio tornado qui” Con la stessa mano con la quale ho indicato il cumulo di foglie, effettuo una mezza rotazione del braccio e lascio che il mio elemento confluisca in esso, quello che intendo fare è creare un piccolo vortice di foglie attorno a noi, in modo che si alzino al cielo per poi ricascare ruotando. Quando sarà il momento giusto proverò a sollevare Esperin per i fianchi portandola un po’ più in alto ed infine la farò cascare nuovamente tra le mie braccia.

    Vento boreale – Si crea un forte vento, il quale si propaga per la distanza di due metri, che oppone resistenza al nemico, rallentandone i movimenti

  2. #2832
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Riapre gli occhi e mi sorride, non mi ero accorta che li avesse chiusi e vorrei tanto sapere cosa pensa e cosa prova ora, se è quello che penso e provo io o se è altro, ma poi mi rendo conto che forse non voglio neanche saperlo, forse mi basta quello che mi dicono i suoi occhi ed il suo sorriso in questo istante. E' così bello quando sorride, quando lo fa spontaneamente e non per deridere qualcuno, quando nei suoi occhi non vedo quel qualcosa che lo porta a comportarsi in modo scostante con me ed in generale con le persone, quel qualcosa che probabilmente dipende da quello che ha passato e che è stato portato a fare a causa del suo cognome.



    “Quando venivo qui mi esercitavo col vento…” inizia a dirmi dopo qualche istante e tende la mano verso destra puntandola contro un cumulo di foglie, lasciandomi così intuire in che modo si esercitasse. Mi viene naturale sorridere ancora, sembra spensierato “Mi divertivo a farle svolazzare da bambino, poi ho iniziato ad allenarmi, in modo da regolarmi con la potenza e la portata dell’elemento” resta per qualche istante fermo a pensare, forse a ricordare particolari di questi allenamenti, prima di tornare a guardarmi negli occhi e lo ascolto incuriosita con ancora le braccia attorno ai suoi fianchi “Non ho mai provato il mio tornado qui” con la stessa mano fa una mezza rotazione del braccio e quasi istantaneamente vedo le foglie iniziare a sollevarsi verso l'alto ed a vorticare attorno a noi mentre ricadono al suolo, come se fossimo all'interno di un vortice di colori che si alternano e mescolano tra loro sempre più velocemente. Sorrido spontaneamente seguendo la rotazione delle foglie quando poi all'improvviso mi sento afferrare per i fianchi e sollevare verso l'alto, perdo contatto col suolo e lo afferro istintivamente sulle spalle guardandolo un attimo perplessa ma poi sento la sua presa salda e sicura e mi lascio andare allargando le braccia.



    Inizio a ridere divertita provando ad afferrare qualcuna delle foglie che mi volano intorno per poi lasciarle cadere sulla sua testa, ridendo ancora.



    Torno poi con le braccia attorno al suo collo, mi sento così spensierata ed allegra che quasi non mi sembra reale, quasi non mi sembra che ci sia altro là fuori, altro a cui non ho intenzione di pensare.



    D'un tratto la sua presa viene meno e mi sento cadere, mi do allora una spinta in avanti e cerco di farlo cadere all'indietro sul tappeto di foglie alle sue spalle far fargli uno scherzo. Continuo a ridere anche dopo l'eventuale caduta, restando ferma con le braccia poggiate sul suo petto e sollevando la testa per guardarlo negli occhi, occhi nei quali mi perdo ancora una volta.



    La risata lentamente si smorza lasciando il posto ad un sorriso mentre una mano sale ad accarezzare i suoi capelli ed il suo viso, sento il cuore nuovamente sul punto di esplodere per questa vicinanza e niente... non sono più così certa di volerne uscire davvero e più lo guardo più ci credo meno.

  3. #2833
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Esperin pesa quanto un fuscello, la alzo per i fianchi senza la minima difficoltà e lei resta non poco sorpresa, ma immediatamente si lascia andare aprendo le braccia e sorridendo come solo lei sa fare.



    La osservo mentre la tengo in alto, il sole che le illumina il viso, i raggi dorati si accentuano sulla sua pelle bronzea ed i capelli si accendono di riflessi brillanti.



    Quando la lascio ricadere al suolo, pronto a mantenerla tra le braccia, sento che Esperin spinge contro di me e cado rovinosamente all’indietro su di un cumulo di foglie che attutisce l’impatto, alcune mi ricadono sul naso e soffio per farle cadere via.



    La ragazza sorride ancora, è stesa su di me con le braccia incrociate sul mio petto, mi accarezza i capelli ed io faccio lo stesso portando una mano al suo viso.



    Mi sembra che niente esista oltre questo luogo, oltre noi, non c’è passato da ricordare e non c’è futuro da affrontare, siamo come sospesi nel tempo, soli… senza alcun peso, senza pensieri e finalmente, dopo tanto tempo, mi sento leggero, libero di essere quello che vorrei, libero di fare quello che sento senza dover conservare l’apparenza che mi sono costruito addosso, senza il muro che ho eretto attorno a me, sono Ryuk… il Ryuk che mi sarebbe piaciuto essere tante volte, ma che solo ora sento di esser libero di mostrare.



    Alzo il busto ed avvolgo la ragazza con un braccio, la tengo stretta avvicinando il mio viso al suo, non ho intenzione di baciarla, non ancora, voglio guardarla negli occhi e farle capire come mi sento ora. Proverò ad avvicinare le labbra alle sue, ma nel momento in cui socchiuderà gli occhi, la coglierò di sorpresa ribaltandola con un movimento del braccio. Proverò a stenderla al suolo sulle foglie al mio posto e mi adagerò di fianco a lei continuando a tenerla stretta per la vita. Stesa al suolo il sole le illuminerà ancora il volto e potrò guardare i suoi occhi brillare ancora, sono consapevole di comportarmi come un ragazzino alla prima cotta, ma sono solo un uomo che riscopre la bellezza di cose che credeva non potessero più accadergli. La stessa mano con la quale le cingo la vita risalirà fino al collo, con il palmo della mano lo accarezzerò con un tocco deciso, mentre le porterò il pollice prima al mento, poi alle labbra, labbra che farò dischiudere lentamente, per poi avvicinarmi a lei e prenderle con un bacio, un bacio irruento, carico di desiderio e passione, qualcosa al quale non voglio sottrarmi, non ora e non con lei.

  4. #2834
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Non so se questo sorriso che non riesco a togliermi dal viso sia dovuto più all'espressione buffa di Ryuk quando soffia per far cadere le foglie dal suo naso o alla sensazione di stare così bene qui con lui, lontana da tutte le discussioni, i dubbi e le tensioni di questi giorni. Gli accarezzo i capelli continuando a guardarlo e non posso fare a meno di pensare che vorrei fosse sempre così, tranquillo e rilassato come ora, perchè quando si lascia andare in questo modo quel sorriso spontaneo che regala fin troppo raramente gli illumina il viso e lo rende ancora più bello, ma poi concludo che in effetti è meglio così, che questo sorriso lo regali solo a me.



    Mi accarezza e mi lascio andare alla sensazione di calore che sento ogni volta che si avvicina così come mi abbandono al suo abbraccio quando alza il busto e mi stringe a sé. Mi guarda e non riesco a dire nulla, non riesco a muovere neanche un muscolo e riesco solo a continuare a tenere i miei occhi nei suoi che mi fissano come a volermi parlare, ancora non riesco a capire se quello che leggo è davvero la realtà ma in questo istante, vicina a lui, sento di non avere bisogno d'altro, neanche di conferme. Avvicina il viso e chiudo gli occhi per lasciare che le sue labbra cerchino le mie in un bacio che desidero come l'aria ma il contatto non arriva e mi sento inaspettatamente ribaltare al suolo, con le spalle poggiate sul tappeto di foglie dove prima era lui.



    Apro gli occhi sorpresa e fintamente offesa ma lo vedo accanto a me, mi stringe ancora in vita con una mano e mi guarda negli occhi con un'espressione che da sola esprime più di mille parole che al momento sarebbero totalmente superflue e non posso fare a meno di sorridergli ancora. Lascio scivolare una mano tra i suoi capelli mentre la sua risale ad accarezzarmi il collo con un tocco deciso che accende ancora più il desiderio che sento di abbandonarmi a lui e a tutto questo, a qualcosa che probabilmente non ho mai desiderato così tanto prima d'ora, e schiude le mie labbra lentamente con il pollice della mano prima di baciarmi con passione e trasporto, con un desiderio che ricambio e che sento più forte di ieri, più forte di giorno in giorno.



    Continuo a ricambiare il suo bacio senza averne mai abbastanza mentre il respiro diviene irregolare ed una mano percorre ancora i suoi capelli dietro la nuca, poi senza lasciare le sue labbra alzo il busto e porto una mano sul suo petto per guidarlo con me nel movimento e per provare a ribaltare di nuovo le posizioni così come ha fatto lui poco fa, in un gioco che mi piace e che mi intriga.



    Proverò a riportarlo con le spalle al suolo per ritrovarmi nuovamente sopra di lui con le mani ancora sul suo petto e tra i capelli, nel ricambiare ancora con più slancio questo bacio carico di significati ed aspettative alle quali forse ancora non riesco a dare un reale significato, prima di inclinare la testa all'indietro e lasciare che le sue labbra scendano sul mio collo.


  5. #2835
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Esperin ricambia il bacio, si fa tutto più intenso, tutto si mescola, tutto diventa vivo. Ho un desiderio crescente di lei che aumenta ad ogni suoi tocco, qualcosa che va oltre il lato fisico, è una donna meravigliosa, qualcuno che non merito affatto, ma che non esito a stringere di più a me. La sua mano si perde tra i miei capelli e la mia avanza sulla sua schiena, fin giù la base, per poi risalire al collo, con sfioramenti sempre più decisi nel farla aderire al mio corpo.



    Poi un suo movimento, sento un peso al petto che mi invita a girarmi nel ribaltare nuovamente le nostre posizioni, lei sorride ed io mi lascio andare nuovamente a lei, le labbra chiuse nel ricambiarle lo stesso sorriso.



    Si avvicina ancora a me con le labbra, la bacio ancora con desiderio e passione, una passione che può sentire ad ogni mio tocco, la voglio, voglio Esperin come non ho desiderato nessuno da troppo tempo.





    Cingo nuovamente la sua vita con le braccia e stringo i tessuti dei suoi abiti come fossero qualcosa di troppo, qualcosa da strappare via, ma non lo faccio, desidero che sia lei a dirmi che è pronta, che mi vuole ed allento la presa anche se continuo ad accarezzarla ed a stringerla a me.



    Inclina il collo all’indietro e lo bacio lasciandomi andare a tutta la sua lunghezza, così esile, così delicato, Esperin profuma di buono. Con un movimento del braccio provo a ribaltarla nuovamente sulle foglie, il gioco sembra divertirla e non ho intenzione di smorzare il tutto. Scendo fino alla clavicola, per poi risalire fin dietro l’orecchio e continuare alla base della mascella, poi nuovamente giù ancora all’incrocio delle clavicole e dilungarmi all’inizio del petto, e le mie mani risalgono alle sue spalle per spingerla verso di me. Il respiro diventa ingestibile, affannoso e provo a recuperarlo staccandomi qualche istante da lei nel riportare le braccia alla base della sua schiena ed il mio viso all’altezza del suo. Le sfioro nuovamente il viso con una carezza, ma il desiderio di quel contatto è ancora forte e riporto le labbra alle sue, questa volta dolcemente.

  6. #2836
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Più lo bacio, più sento la pressione delle sue mani sul mio corpo e più il desiderio di lui cresce mentre tutto il resto si confonde, si annulla e perde di significato, i sensi si acuiscono e tutto si fa più intenso, il suo tocco sulla mia pelle, il suo profumo, il battito del suo cuore e del mio, la frequenza irregolare del respiro ed il sapore dolce delle sue labbra che continuano a cercare le mie con sempre più foga.



    Tutte queste sensazioni, queste percezioni, si fondono e mi stravolgono totalmente rendendo chiara la realtà: lo voglio, lo desidero con tutta me stessa, come non ho mai desiderato nessuno, come non pensavo mi sarebbe mai successo e non credevo possibile.



    Mi tira a sé e sento che mi desidera allo stesso modo, sento che vuole altro ed è lo stesso che voglio io, stringe il tessuto dei vestiti e per un momento non desidero altro che liberare me e lui da qualsiasi barriera materiale o mentale che sia, voglio essere sua e voglio sentirlo mio anche se non so a cosa porterà tutto questo e se potrà mai esistere un noi dopo questa guerra, un'eventualità che si infrange contro le infinite cose che si frappongono tra noi. Ma almeno oggi, in questo posto lontano da tutti e tutto, voglio vivere appieno questo sentimento talmente forte da annebbiarmi la ragione, da ossessionarmi quando penso a lui, da rendere inutile ed insignificante il resto, da riuscire ad estraniarmi da tutto quando mi trovo tra le sue braccia.



    Ma lascia i miei vestiti e si limita a stringermi, sento le sue labbra scendere sul mio collo e subito dopo mi ritrovo di nuovo a terra, gli sorrido ancora mentre ogni parte di me lo reclama.



    Continua a baciarmi il collo arrivando dietro l'orecchio e scendendo poi fin quasi all'inizio del petto mentre io mi perdo totalmente in queste sensazioni lasciando cadere le braccia ed inarcando d'istinto la schiena mentre il respiro diviene affannoso ed il desiderio di lui incontrollabile.



    Riapro gli occhi quando si allontana da me e lo vedo tornare col viso all'altezza del mio, mi accarezza la guancia e lo stringo ancora di più portando le braccia attorno alle sue spalle mentre le nostre labbra si uniscono ancora, questa volta dolcemente, e sento il cuore in gola per questo turbinio di emozioni che non riesco a controllare.



    Quando mi allontano dalle sue labbra continuo a guardarlo negli occhi, voglio che capisca cosa provo e cosa voglio, cosa rappresenta per me a dispetto di tutto, e con una mano prendo la sua per portarla sui lacci del corpetto aiutandolo nel gesto di scioglierli per liberarmi dei vestiti, non voglio più fermarmi e precludermi con lui questa cosa che mi appare ora così naturale e giusta. Riprendo a baciarlo scendendo poi sul suo collo e risalendo dietro l'orecchio "Non avrei mai pensato di innamorarmi di te" mi ritrovo a sussurrargli quasi senza accorgermene, quasi senza rendermi conto sul momento della portata di quando ho appena ammesso. Ma è così ed ora mi è chiaro, è quello che sento col cuore ed ora anche con la mente, quello che non mi permette di smettere di pensare a lui e di desiderarlo anche se sbagliato per milioni di motivi. Non mi aspetto una risposta e non la cerco, chiudo gli occhi e cerco ancora le sue labbra.

  7. #2837
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    C'è quel momento in cui la ragione perde ogni significato, quello stesso momento in cui volente o nolente non riesci a collegare il cervello alla realtà che stai vivendo. Quando ho proposto ad Esperin di seguirmi qui, in verità, non ho pensato a nulla di tutto ciò, non avevo pianificato nulla, alcun bacio, alcuna stretta o carezza, è stato qualcosa di naturale, volevo renderla felice ed estraniarla per un pò dal contesto della guerra e dell'accampamento, con me, questo posto, ha sempre sortito questo effetto.



    E' stato un susseguirsi di eventi e di gesti spontanei, naturali, come dovrebbero esserci in una coppia, marito e moglie che si amano, quello che non siamo noi... non siamo una coppia normale, ma forse... potremmo diventarlo, potremmo esserlo qui per questo tempo che ci è stato concesso o potremmo non esserlo mai più, ma non voglio pensarci, non ci riesco neanche, l'unica cosa che mi importa ora è lei, della sua pelle contro la mia e delle sue labbra che fremono. Mi porta una mano ai lacci del corpetto e la osservo per pochi interminabili istanti negli occhi, vuole lasciarsi andare, vuole abbandonarsi a me come io a lei, le sorrido prima di tirare via il laccio e baciarla ancora, mentre con la mano provo ad abbassarle la manica del corpetto per liberarla totalmente dagli abiti che ormai sono diventati una barriera che non sopporto più. Bacia il mio collo, il mio orecchio ed in un sussurro si avvicina a me nel pronunciare una frase "Non avrei mai pensato di innamorarmi di te" ...Non avrei mai pensato di innamorarmi di te.



    Questa frase torna nella mia mente come una martellata al centro della testa, le stesse parole, stessa sequenza, gli occhi chiari che mi fissano e quella espressione che all’epoca diedi un significato preciso: Irina mi amava, ne ero certo, voleva sposarmi, voleva che i nostri figli crescessero con i loro genitori lontano da Dohaeris, lontano dall’Adamantem e da mio padre. Esperin mi osserva con i suoi occhi così grandi e limpidi, lei non è Irina, lei non è come lei… lo so, lo so fin troppo bene, ma io… io mi sono sentito come allora, come quando scoprii per la prima volta di poter provare certe sensazioni, certe emozioni che mi avevano totalmente stravolto ed adesso… adesso ho la netta sensazione che nulla sia cambiato in me, di essere lo stesso Ryuk di quando avevo diciotto anni, che tutto quello che ho fatto fino ad oggi per diventare un’alta persona, un pessimo uomo, arido ed incapace di accogliere certi sentimenti, non sia valso a nulla. Esperin… le sono bastati pochi giorni per aprire quella porta che non sono stato capace di chiudere come si deve, avrei dovuto cementarla, avrei dovuto evitare anche solo che si avvicinasse. La osservo sgranando gli occhi e quelle immagini tornano avanti a me come se fossi tirato indietro nel tempo, come se al suo posto ci fosse Irina, stesa sul suo letto ed io di fianco a lei.

    Auron e Mayla dormivano beati nella loro culla, non che non potessi permettermene due, ma quella stanza era così piccola che non avremmo potuto mettercene un’altra, almeno i bambini sembravano star comodi.



    Scalpitavo all’idea di andarmene da là, volevo finalmente trasferirmi, volevo lasciarmi ogni cosa alle spalle e cominciare una nuova vita assieme a quella che per me era la mia famiglia, l’unica che desiderassi. Erano trascorsi cinque mesi dalla nascita dei bambini, Irina si era totalmente ristabilita, poteva persino rientrare nei suoi vecchi abiti, quelli con i quali l’avevo conosciuta, finalmente poteva indossare quello stramaledetto abito della madre per sposarsi al quale sembrava tenere così tanto.



    L’inverno era terminato, a Faradorn si stava benissimo, ogni cosa era come doveva essere, la casa era pronta per noi, ma ancora lei non voleva andarsene e non capivo perché. “Andiamocene domani stesso” le dissi sfiorandole il volto e lei per tutta risposta mi guardò con una espressione tranquilla, come se io avessi appena detto una sciocchezza e quel suo modo di fare mi faceva sentire tremendamente in difetto, come se le mie parole fossero una sequela di assurdità “Aspettiamo un po’, che i bambini crescano ancora, così non avrò più bisogno che mia sorella mi dia una mano con loro, non vorrai portarti anche lei con noi, non è vero?”

    La guardai un po’ intimorito, a dire il vero avevo valutato più volte di far trasferire Elysa con noi, le volevo bene come fosse mia sorella, dal giorno in cui l’avevo conosciuta il nostro rapporto si era consolidato, si mostrava sempre gentile con me, forse troppo, cercavo comunque di non badare a certi suoi atteggiamenti forse toppo protettivi nei miei riguardi, non le davo peso a volte. “No…” risposi calmo mentendo “Solo noi quattro…” continuai sorridendo, per poi accarezzarle nuovamente il viso.

    “Non avrei mai pensato di innamorarmi di te”
    mi rispose lei, con quei suoi occhi che bruciano ancora nei miei, mi sentii soffocare, una sensazione che mi fece sentire come l’uomo più felice e più stupido sulla faccia della terra. Fu l’ultima cosa che mi disse prima di addormentarsi, fu l’ultima cosa sentii pronunciata dalle sue labbra prima di tornare al Castello, l’ultima… prima di quel giorno.

    Flash 1 di 3
    Sposto il viso dal suo, ho il fiato corto, il cuore a mille, la testa che fa male... porto una mano al viso lasciando che il respiro diventi ancor più affannoso, il cuore faccia ancor più male. Sono agitato, panico... è panico quello che sento, ne ho sofferto in passato. Chiudo gli occhi provando a farla scivolare via, mi manca l'aria.


  8. #2838
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Non ho mai fantasticato molto su come sarebbe stata la mia prima volta, non ho mai immaginato ambientazioni o situazioni, ho sempre pensato che sarebbe stata una cosa naturale e spontanea. Quello che desideravo era trovare la persona che sarebbe stata in grado di farmi vivere determinate emozioni e sensazioni, la persona con la quale avrei condiviso quella come tante altre cose con la consapevolezza di non volere nessun altro accanto a me almeno in quel particolare momento della mia vita. Un pensiero forse eccessivamente infantile e smielato, frutto dell'inesperienza e del non aver mai provato realmente un'attrazione forte per qualcuno, almeno nulla di paragonabile a quello che sento ora. Ryuk ha stravolto la mia vita e non parlo solo dell'attrazione o del sentimento che sento per lui, mi ha anche aperto gli occhi, mi ha spronato a prendere in mano la mia vita, mi ha trattata da donna e fatta sentire donna. Di questo, comunque vadano le cose dopo questa guerra, gli sarò sempre riconoscente anche se spesso non lo ha fatto intenzionalmente ed è forse quello che apprezzo di più. Mi sorride quando porto la sua mano sul laccio del corpetto e sento che tutto è così perfetto e giusto che quasi mi sembra irreale, lo slaccia abbassando la manica del vestito e lentamente il tessuto scivola dalle spalle scoprendo la parte superiore del mio corpo, mentre continua a stringermi e baciarmi con desiderio.



    Pensavo che se mi fossi ritrovata nuda davanti ad un uomo avrei sentito un forte imbarazzo per la situazione e che in qualche modo avrei avuto l'impulso di coprirmi ed invece ora non ne sento affatto, come se fosse la cosa più naturale del mondo, almeno fin quando non lo vedo sgranare gli occhi ed osservarmi per qualche istante prima di scostarsi dal mio viso ed allontanarsi da me.



    Resto con la bocca semiaperta per un attimo senza capire cosa stia succedendo, lo guardo negli occhi e lo vedo agitato, chiaramente in panico. Si porta una mano al viso e mi sembra di vederlo tremare mentre nel silenzio totale sento il suo respiro farsi sempre più corto ed affannoso.



    In un attimo la situazione è cambiata drasticamente e non riesco a capirne il motivo, stavamo bene, mi desiderava come io desideravo lui, mi ha sorriso ... forse sono state le mie parole ma è quello che sento e non mi pento di averglielo detto, non credo di doverlo fare. Mi rivesto velocemente abbassando lo sguardo mentre l'imbarazzo e la vergogna che prima non sentivo ora mi investono in pieno in modo totalmente irrazionale, pur associando questa sua reazione a quello che gli ho detto non riesco infatti a darle un senso, non era costretto a rispondermi né a dirmi che provava le stesse cose...non può essere quello, non credo.



    "Ho fatto qualcosa...di sbagliato?" gli chiedo incerta, mentre sento una morsa allo stomaco stringere sempre più forte fino a smorzare il fiato rendendo la voce quasi strozzata. Alzo lo sguardo su di lui e lo vedo con gli occhi chiusi e la mano ancora tremante sul viso, vederlo in questo stato mi fa troppo male ed il desiderio di aiutarlo supera ogni cosa, anche la delusione di aver forse sperato che avesse una reazione differente alle mie parole. "Ryuk..." lo chiamo titubante poggiando una mano sulla sua ancora al suolo per cercare di calmarlo, magari non è per me, magari non si sta sentendo bene, magari...non lo so, ma non voglio vederlo stare male.


  9. #2839
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    La testa martella, tutti quei ricordi mi investono come una mandria di cavalli che mi calpestano ed io non posso muovermi... La mano trema incontrollata ed ogni suono giunge ovattato, è come se non sentissi più niente attorno a me, vedo scuro, mi manca l'aria, mi sembra che ad ogni secondo i polmoni si svuotino sempre di più e di non avere il controllo sul mio corpo, sono qui... ma è come se non ci fossi.
    Era mattina, solitamente mi recavo al pomeriggio da Irina ed i bambini, ma quel giorno era arrivato un carico di vivande e cacciagione fresche al Castello, cose che avrebbero fatto bene ad Auron e Mayla, quindi feci un bel fagotto e me lo misi sulle spalle senza pensarci due volte, tanto erano abituati a vedermi trafugare cibo, pensavano che fossi il solito pozzo senza fondo.



    Il sole non era particolarmente alto, anche se la temperatura era tipicamente estiva, l’aria calda che si incollava addosso ed io, che sono sempre stato abituato a temperature glaciali, cominciavo a sentirmi soffocare. Avanzai nel bosco, gli alberi alti mi davano un po’ di refrigerio grazie all’ombra delle chiome, arrivai poco distante dalla casa in legno e notai le teste di Elysa ed Irina che spuntavano dalla finestra della cucina, decisi di far loro uno scherzo: avvicinarmi senza farmi vedere, aprire la finestra e lasciar cadere il sacco sul tavolo, sicuramente mi avrebbero urlato entrambe, ma io avrei riso come sempre. Mi portai lateralmente all’abitazione in modo che non potessero vedermi e mi avvicinai in modo da non far rumore con i miei passi, per poi posizionarmi accanto la finestra, ero pronto ad aprirla con un movimento brusco della mano, ma…



    Ho scritto la missiva a Tywin, presto saprà che è nonno di due bei pargoli” era la voce di Irina, mi pietrificai all’istante, non capii… non volevo capire il senso di quella frase, rimasi fermo, immobile, con la mano che scendeva dalla finestra allo stomaco.
    “Che ne sarà di Ryuk?”



    La voce di Elysa era più bassa, quasi sussurrata, ma stando seduta accanto alla finestra, riuscivo a sentire ugualmente le sue parole.



    “Beh… con degli eredi è totalmente inutile, non serve più al casato Leithien e tutti sappiamo che Lord Tywin tiene ad una discendenza, non so come abbia fatto Ryuk a credere che non sapessi del suo casato, povero idiota, non mi sorprendo di averlo raggirato così facilmente. Probabilmente suo padre lo farà fuori ed io verrò accolta al Castello con i nipoti del Lord: i legittimi eredi. Auron è uguale a suo padre, Mayla ha gli occhi di famiglia, è evidente che siano figli suoi, non c’è bisogno di altre prove. Anche se mi è venuto un colpo quando ho visto il bambino appena nato, tutto stropicciato com’era, non somigliava per nulla al padre, per fortuna si è sistemato” Credo che una pugnalata al centro del cuore sarebbe stata cento volte meno dolorosa, non saprei esattamente descrivere cosa provai, è come se mi fosse venuto a mancare il sangue nelle vene, l’aria nei polmoni, la terra sotto i piedi, la capacità di ragionare… ogni forza venne meno, fisica e mentale.



    “Oh avanti, non fare quella faccia, se resta vivo te lo puoi prendere, ho visto come lo guardi”
    “No, io voglio bene a Ryuk, è come un fratello, io… io non…”
    “Ma sono io tua sorella e vuoi più bene a me, non è vero Elysa? Tuo vuoi che tua sorella sia felice, che i tuoi nipoti siano felici, che nostro padre smetta di lavorare come un mulo, potrei passarvi del denaro, non sarà più un problema per noi. Non apprezzi i miei sacrifici, ho giaciuto con quel ragazzino più e più volte per avere quei bambini, per assicurarci un futuro, non mi piace neanche Ryuk, quel conte che stavo abbindolando prima di lui almeno era un uomo, ma non era ricco quanto lui. Quindi fatti due conti sorellina, è più di un anno che porto avanti questa recita, non vedo l’ora di levarmelo di torno e quando i bambini verranno riconosciuti col cognome che spetta loro, li smollerò a una nutrice e noi ci godremo finalmente questa vita!”
    In quello stesso istante, è come se Raiden in persona si fosse impossessato di me, tutte le mie forze, tutta la mia volontà ritornarono mescolandosi con la rabbia cresciuta ed accumulata per tutto il tempo della conversazione al cento dello stomaco, ero pronto per esplodere, per dar sfogo ad ogni mio istinto. Digrignai i denti e lasciai cadere il sacco in terra, deciso, mi diressi all’interno dell’abitazione e spalancai la porta sbattendola contro il muro.



    Irina ed Elysa sobbalzarono dalle loro sedie, capirono immediatamente cosa fosse accaduto, forse per il rumore della caduta del sacco, forse per la mia espressione, forse perché non mi avevano mai osservato negli occhi in quel modo ed appena il mio sguardo si posò su di loro, ebbi l’istinto di trucidarle all’istante. “No… Ryuk… nooo” Irina era la più lontana da me



    solo un passo mi divideva da Elysa, troppo lenta e troppo gracile per fuggire, la afferrai per il collo e la costrinsi ad inginocchiarsi avanti a me “T-ti preg…” le lacrime sgorgavano abbonanti dai suoi occhi verdi, risaltavano ancor di più col rosso delle vene che si estendevano e pulsano all’interno della sclera, boccheggiava cercando di liberarsi, ma stringevo, stingevo sempre più forte. Mi aveva mentito, mi aveva mentito per tutto quel tempo, doveva morire.



    Con un gesto dell’altra mano, le costrinsi ad aprire ancor più la bocca, ci infilai il pugno per intero e feci scivolare il palmo all’interno della sua gola con forza, gli angoli della bocca si stracciarono e sentii il rumore delle ossa della mascella dislocarsi.





    Liberai tutta l’energia che avevo in corpo, il vento che si scatenò dalla mano e le esplose nelle interiora. Elysa era come un pezzo di carne macinato e schiacciato riversato sul legno, il sangue che si espandeva rapido tra le fessure colando attraverso di esse ed un pezzo del cranio ancora appoggiato sulla mia mano. Un forte rumore giunse dalla stanza da letto di Irina, non ci pensai una seconda volta, mi diressi là, dove la trovai intenta ad aprire il finestrone per fuggire.





    Non le diedi il tempo di parlare, non le diedi il tempo di dirmi altre menzogne, volevo guardarla negli occhi mentre si spegneva, mentre tutto moriva assieme a lei.



    Le strinsi una mano attorno la gola, serrai, serrai con tutta la mia forza, mentre la mia vista si annebbiava, mentre piangevo già la sua perdita, la perdita di una illusione che mi ero costruito nella mente, che lei aveva piazzato nei miei sogni da ragazzino idiota, proprio come mi aveva definito.



    La osservai mentre i suoi occhi si spegnevano, mentre quell’azzurro che mi aveva annebbiato la mente moriva sotto la pressione della mia mano, il viso violaceo e gonfio, le pupille dilatate e il rosso delle sclere che si era fatto così intenso da brillare quasi al posto del colore delle iridi. Aveva smesso di dimenarsi, la presa sulla mia mano era venuta meno, ma continuavo a stringere, continuai fino a solcarle il collo e perforarlo. Singhiozzai con il viso mutato in una espressione straziata di chi aveva perso ogni cosa.



    Lasciai la presa ed il suo corpo si accasciò in terra, la osservai per qualche secondo prima di cascare su me stesso sulle ginocchia, la strinsi tra le mie braccia, non so neanche perché lo feci, volevo sentirla ancora una volta accanto a me. Le guardai gli occhi ormai bianchi rivolti all’indietro, abbassai le palpebre con un gesto della mano, e singhiozzai ancora, lo feci fino a quando la sentii diventare fredda e rigida.



    Flash 2 di 3
    Un gesto, un movimento sulla mia mano, sgrano gli occhi ancora una volta e mi volto di scatto. Sono ancora qui, sono alla valle del ghiaccio e del fuoco con Esperin, ha l'espressione turbata e la mano sulla mia. La tiro via di scatto, come se quel contatto mi infastidisse tremendamente, come se tutto quello al quale mi stessi concedendo fosse un terribile errore. "Lasciami" Mi alzo in piedi colmo di ira, col viso mutato in una espressione di rabbia e tutto quello al quale riesco a pensare, è che Esperin se ne deve andare lontano da me, lontano dal mostro che sono.



    "Io non sono la persona che vuoi, sono un Leithien, non guardarmi con quegl'occhi!" Ti prego "Sai quante volte mi hanno guardato così?" Accenno una risata cercando di mostrarmi ironico e sarcastico, come se il mio intento fosse quello di deriderla "Persino Lumen, quando la misi incinta per gioco e la feci abortire a suon di calci, non ricordo neanche quanti anni avesse, quattordici, forse sedici. Cosa credevi? Che uno come me, potesse innamorarsi di una... come te? Che tu potessi cambiarmi? Oh no Esperin, io sono quel che sono e c'è una ragione se Leithien non si diventa, io e te non abbiamo niente, niente da dividere. Non ne so niente di queste cose, dell'amore e... di tutto il resto, non mi interessa"



    Nonostante mi stia sforzando di conservare questa espressione, sento gli occhi pizzicare, fanno male, bruciano. Esperin... odiami, odiami ti scongiuro, perchè io non potrei mai allontanarmi da te, non ci riesco, devi essere tu ad andar via, non posso pensare di far del male anche a te un giorno.

  10. #2840
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen

    <<Ce la caveremo, andrà tutto bene>> mi sorride <<Ehi sei tu la maga spara aure di luce, mica io>>.
    Mi costringo di non piangere e per l'immane sforzo gli occhi pizzicano e il volto è deformato da una smorfia contrita, <<Già>> deglutisco a fatica. Le labbra tremolano, combattute circa la curva da assumere, sono confusa dal suo atteggiamento. Prima mi fa le smorfie, poi fa l'offeso, perchè mi sta rendendo tutto così difficile? Avrebbe dovuto comportarsi da mascalzone, io avrei potuto insultarlo, arrabbiarmi e così mi sarei sfogata. Chiude gli occhi per poi riaprirne uno e sbirciare, è in questi gesti semplici e buffi che vedo il Dahmer che mi ha fatto innamorare. Mi lascio sfuggire un sorriso, ma è un sorriso amaro dal sapore di addio, poi resto lì, appoggiata al tronco dell'albero, ad osservarlo mentre si allontana verso le tende.
    Senza rendermene conto stacco un pezzo di corteccia dal tronco e gli do fuoco generando una fiammata nel palmo della mano fin quando l'ultimo residuo di cenere si sperde nell'aria.

    Scudo di efesto attivato solo nel palmo della mano

 

 

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