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  1. #3031
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Sto seduto sul pagliericcio da un bel po', gingillando tra le mani questa pergamena arrotolata. Non ci ho messo un simbolo particolare per sigillarla, non vorrei che se Vicent vedesse la mia firma in calce decidesse di bruciarla prima di leggerla. Non c'è altro modo per consegnargliela... per consegnargli mio padre. Mi alzo e mi dirigo al Glados, questa cosa deve essere fatta. "Rem tene, verba sequentur" dico toccando la superficie magica del portale.

    Continua qui

  2. #3032
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien


    Il cielo si fa sempre più scuro, è quasi notte fonda, ma intravedo delle nuvole addensarsi, probabilmente pioverà o il vento provvederà a spazzarle via, sta di fatto che sento un pò di freddo, non è da me. Quasi quasi vado a trovare un amico, non ci vado da un sacco di tempo, penserà che me ne sono andato, lasciandolo solo, che scostumato che sono, ho pochi amici e li tratto pure male, meglio rimediare. Attraverso il corridoio di tende e passo vicino al tavolo, dove saluto i presenti con un gesto della mano, bene... Alinor sta socializzando, non è una snob con la puzza sotto al naso almeno, mi fa piacere, ci mancava una Lumen mancata tra i reietti. Arrivo vicino alla statua e mi siedo poco dietro, proprio dove mi sono messo qualche giorno fa, di fianco al mio amico Will "Ei Will, si lo so... lo so! Non c'è bisogno che mi guardi così, verrò a trovarti più spesso... sei l'unico che mi capisce e che non mi giudica" rido tra me e me come uno sciocco, mi sento tanto una signorina solitaria che parla col gomitolo di lana, o la vecchia gattara col micio di turno. "Freddino stasera eh?" Osservo i contorni disegnati da me, il sangue che era fresco si è seccato, ha cambiato colore, ora è più scuro "Hai preso il sole? Beh ci credo... stai steso qui tutto il giorno senza far niente! Beato te amico mio... Dovrei fare qualcosa di importante al posto di restare seduto qui a parlare con te sai? Magari ci penso ancora un pò"

  3. #3033
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    Il lago è oscuro, se ne sente solo l'odore salmastro e il suono dell'acqua. Mi incammino verso la mia tenda prendendo il sentiero posteriore, così da non farmi vedere da nessuno. Non sono dell'umore adatto per intrattenere una conversazione, forse dovrei riposare un po'. Mi sono appena consegnato a Vicent Dreth, ho appena consegnato mio padre alla giustizia di Aeglos. E' stato giusto così, so che lo è eppure... eppure ho paura di morire. Perchè dovrei avercela? Non ho molti obiettivi davanti a me oltre questa guerra. Non c'è nessuno che mi aspetta con affetto, non ho una casa cui tornare. Mi addormento sul pagliericcio, devo ritrovare la calma e la concentrazione, questa guerra ora dipende da me.

  4. #3034
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Sono ancora seduto accanto a Will, lo sguardo perso verso il lago, fino a quando non vedo il Glados illuminarsi ed una figura maschile avanzare verso le tende, non mi applico a capire chi sia, in realtà è come se non stessi neanche guardando... non so neanche perché io abbia atteso proprio che calasse il sole, probabilmente era una scusa a me stesso per temporeggiare, forse mi sento semplicemente più a mio agio senza tutta quella luce a picchiarmi in testa e poi Auron ara i campi tutto il giorno, a quest’ora sarà in casa, non devo cercarlo per tutta la campagna. Scuse… tutte scuse impilate l’una sull’altra, perché se potessi eviterei di fare ciò che ho in mente, anche se è la cosa più giusta da fare, non ho più intenzione di mentirgli, tanto so già come andrà a finire. Non mi ha mai chiesto di sua madre, mi ha detto di aver sempre saputo che le persone con le quali è cresciuto non sono i suoi veri genitori, non ci voleva poi un genio per notare la grande somiglianza nei nostri volti, anche quando mi urlato in faccia di sapere tutto, non mi ha mai chiesto di lei, di Irina… probabilmente dovrei esserne contento, ma il fatto non esclude che possa farlo in futuro e se io non ci sarò più, non voglio che resti con questo dubbio in sospeso. Questa sera fa più fresco del solito, sono abituato a stare a torso nudo anche col ghiaccio fuori dalla finestra, ma decido ugualmente di indossare qualcosa. Entro nella mia tenda e scavo nel cassettone, trovo molti pantaloni, ma poche maglie, qualche divisa… si vede che non sono abituato ad indossare nulla del genere. Trovo qualcosa e me lo infilo, stranamente non mi trovo poi così a disagio. Dovrei portargli qualcosa? Magari carne, della frutta… ma che diamine vado a pensare! Porto le mani al viso e sfrego porte gli occhi, bruciano e mi rendo conto di aver versato qualche lacrima, ormai non ho più il controllo delle mie emozioni. Comincio ad avanzare verso il lago, è tutto così tranquillo in questo posto… tocco la superficie del portale e materializzo avanti ai miei occhi la vallata, la stessa dove lasciai mio figlio ancora in fasce, la stessa dove ho trascorso alcune ore alla sua finestra come se fossi un ladro in appostamento.



    Mi ritrovo a calpestare cumuli di foglie, gli alberi si stanno spogliando rapidamente, si accorgerà presto della presenza di qualcuno ed infatti quando avanzo verso la casa, vedo una fiammella spostarsi da una stanza all’altra e quei capelli rossi affacciarsi alla finestra



    “Papà” Esclama con un sorriso ad illuminargli il volto “Giusto in tempo per la cena, mettevo qualcosa sul fuoco, entra” Resto fermo con un peso a formarsi sullo stomaco “No Auron, esci tu per favore, ho bisogno di parlarti un momento”



    Preferisco stare all’esterno, con aria da respirare, inizia a mancarmi l’ossigeno nei polmoni. Resta spiazzato qualche secondo senza parlare “Arrivo” e dopo poco varca la soglia di casa, fino a raggiungermi “Che succede?”



    Abbasso lo sguardo, perché se anche mi ero preparato un discorso, ora non so proprio da dove cominciare, neanche la prima frase, è come se avessi un vuoto totale in testa “Papà…” cerca di ridestarmi ed alzo nuovamente gli occhi su di lui e le parole cominciano a venir fuori da sole “Tua madre si chiamava Irina…” Sgrana gli occhi e resta in silenzio ad ascoltarmi


  5. #3035
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Valerius accenna un sorriso per la battuta ed annuisce ai miei suggerimenti riguardo a Petyr ed al suo stato di salute, mi chiarisce poi quello che è successo con Drako che a quanto pare non è stato del tutto sufficiente a risolvere il suo dubbio sull’occhio e su quello che ha comportato “Mi ha permesso di ricordare cosa è successo, ma ancora ne ignoro le conseguenze. E’… una lunga storia” mi trattengo dal chiedergli altro anche se le sue parole mi hanno incuriosito ma non sembra averne voglia in questo momento e poi è davvero molto stanco, come mi conferma lui poco dopo massaggiandosi le tempie per qualche istante, probabilmente è ancora quel mal di testa che lo tormenta in questi giorni. Restiamo per un pò in silenzio, probabilmente presi ognuno dai propri pensieri, fin quando la sua voce mi ridesta nuovamente “Dovrei riposare , buona fortuna” mi dice gentilmente prima di alzarsi in piedi, gli rivolgo un sorriso riconoscente e lo osservo allontanarsi verso le tende per qualche istante per poi tornare a fissare lo specchio d’acqua. Non mi accorgo neanche del tempo che passa, credo di aver perso il conto di quanti sassi abbia lanciato in acqua finora ed il massimo dei salti che sono riuscita a fargli fare senza telecinesi è due...Ryuk provò invano ad insegnarmi come fare quella sera, quando cercò anche di spiegarmi cosa lo aveva indotto a diventare la persona che era prima di questa guerra… o che è ancora, probabilmente. Quella stessa sera entrò nella mia tenda dando inizio a questo errore… in realtà non è vero, è iniziato tutto molto prima sebbene non me ne fossi resa conto. Penso di essere obiettiva nel considerarmi forte, ho affrontato tutto il caos di questa guerra senza abbattermi mai, però non ero pronta a questo, a lui... mi ha travolta in pieno ed ora eccomi qua, a pensare ad uno stronzo sulla riva del lago nel pieno di una guerra nella quale dovrei riversare ogni mia energia e sulla quale dovrei restare totalmente concentrata.



    Avrei dovuto fermarmi, avrei dovuto accorgermene… lui se ne è accorto molto prima di me e se ne è approfittato, eppure non riesco a smetterla, questa mia ostinazione a ripensare ai suoi discorsi nonostante l’evidenza, al non volermi rassegnare a quello che mi ha detto al di là dei miei sentimenti non corrisposti, proprio di lui come persona, porterà a conseguenze ancora peggiori, me lo sento. Mi parlò anche di Auron quella volta, di come lo avesse visto crescere attraverso una finestra quasi come un estraneo solo per far parte della sua vita senza coinvolgerlo nella propria, proteggendolo in questo modo da quel cognome che ha rinnegato in questi giorni ma che ieri si è più volte attribuito. Non avrei mai pensato che a spingerlo fosse solo il senso di colpa, che fosse solo…cosa? Rammarico, dispiacere… un egoistico desiderio di mettere a tacere la propria coscienza? Le parole di Valerius continuano a ripetersi nella mia mente, forse avrei dovuto evitare di parlarne con lui... dovrei evitare di pensare ancora a tutto questo a dire il vero. Il suo discorso è giusto, determinate esperienze possono cambiare radicalmente una persona ed indurla a creare un muro tra sé e certi sentimenti, ma quello che lui ha fatto, quello che mi ha confessato…è talmente atroce da offuscare tutto il resto, tutti i discorsi che mi ha fatto in questi giorni sono nulla se rapportati ad un simile gesto. Eppure ora non riesco a smettere di chiedermelo... se è vero che non si nasce mostri, che c’è sempre una causa dietro, cosa ha scatenato questo suo gesto folle? Non dovrei farmi queste domande, non dovrei più interessarmi a lui ed alla sua vita… dovrei tornare in tenda, inizia a farmi male la schiena a stare in questa posizione. Mi alzo ma dei passi veloci mi fanno voltare ancora e vedo Ryuk fermo davanti al portale, sto per andarmene perchè quello che fa non sono affari miei ma il suo comportamento mi stranisce, ha attivato il portale ma è fermo davanti ad esso come se non fosse sicuro di volerlo attraversare, la mano poggiata sulla superficie laterale ed il volto triste ed abbattuto.




    Mi blocco osservandolo e poco prima che lo attraversi intravedo anche delle lacrime... Ryuk non piange senza motivo, l'ho visto piangere solo quando è morto suo padre e quando mi ha parlato di quello che ha fatto a sua figlia, se lo sta facendo adesso è perché sta succedendo qualcosa di molto serio, se fosse qualcosa di pericoloso? E' un attimo, senza neanche ragionare mi ritrovo ad attraversare il portale prima che si disattivi ed arrivo in una valle che sul momento non riconosco, impiego pochi istanti ad accorgermi che lui si è già incamminato verso una cascina e mentre avverto il sollievo dovuto al fatto che non mi abbia notata ricollego anche il posto in cui mi trovo… da Auron.



    Mi fermo accanto al Glados così che non si accorgano della mia presenza, mi sento totalmente fuori luogo ed inopportuna ad intromettermi in questo modo in questioni che non mi riguardano ma… devo sapere, ora che sono qui non posso andarmene senza aver chiarito questo dubbio, senza averlo visto rapportarsi a suo figlio alla luce di quello che ho scoperto.



    Auron è in casa, lo vedo sorridere a suo padre affacciandosi dalla finestra, provo un gran dispiacere per lui in questo momento. E’ un bravo ragazzo, solare, allegro e che ama suo padre mentre lui…non ricambia e non lo ha mai fatto, è questo in fondo quello che ha affermato ieri. Quel sorriso svanisce e lo vedo uscire di casa per raggiungerlo all’esterno, iniziano a parlare e cerco di capire non tanto cosa si stiano dicendo, mi è impossibile a causa della distanza, ma almeno l’atteggiamento di Ryuk che tra i due è quello che riesco ad osservare meglio dato che l’altro mi da le spalle. Ha un’espressione molto seria e parla mentre l’altro resta fermo ad ascoltarlo, sembra qualcosa di grave almeno a giudicare dalla sua espressione e poi d’un tratto Auron lo afferra per la maglia ed inizia a strattonarlo mentre lui resta immobile con lo sguardo basso e l’espressione rassegnata.




    Possibile che… gli stia raccontando la verità? Altrimenti perché reagire così? Possibile che il Ryuk che si ostina a definirsi un Leithien stia lì fermo senza reagire? Continuo ad osservarli senza riuscire ad andare via, preoccupata di veder degenerare questa loro discussione.

    *Azioni concordate con Pey ed Eclisse

  6. #3036
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Un altro colpo, un altro strattone alla maglia, Auron mi fissa furioso ed io non riesco a sostenere i suoi occhi. “Che tu mi avessi abbandonato era chiaro, ma mi sono così abituato alla tua presenza in questi anni, che era finito in secondo piano. Mi sono sempre chiesto cosa ti avesse spinto a lasciarmi nel bel mezzo del nulla, ma se non mi sono mai azzardato a chiedertelo è perché avevo paura che saresti sparito ancora. E guardami quando ti parlo”



    Alzo gli occhi verso di lui, cosa posso dirgli? La verità? Che sua madre mi ha preso in giro per più di un anno, che l’ha voluto per incastrarmi, che ha gioito quando ha visto che mi somigliava così tanto, perché era evidente che fosse mio figlio? Dovrei dirgli che suo padre lo ha abbandonato, perché sua madre lo vedeva come una garanzia per una vita di agi? E mi ritrovo ancora una volta a mentire, perché non c’è bisogno che odi anche lei, anche se lo merita, ma ormai non può fargli più del male, non c’è bisogno di farlo sentire come un oggetto da compravendita “Perché l’hai uccisa? Perché hai ucciso mia sorella? Dei… una sorella, sono nato con una sorella ed io vengo a saperlo solo ora”



    Lo guardo senza espressione, mentre lui piange, mentre mi fissa e l’azzurro dei suoi occhi brilla con quel contorno di fuoco che gli colora la sclera. Non l’ho mai visto così, non avrei mai voluto. “Tua madre è morta di parto, ero solo, tuo nonno non vi avrebbe mai accettati, sono andato in panico ed ho provato a soffocarvi entrambi, ero più piccolo di te, non sapevo neanche quello che stavo facendo. Solo quando ho visto Mayla priva di vita ho realizzato, tu mi hai guardato con questi maledetti occhi che ti ritrovi, quelli di tua madre ed io non ce l’ho fatta, ti ho portato qui e ti ho abbandonato” Auron singhiozza, mentre continua a stringere la casacca, sembra non riuscire a parlare, le lacrime aumentano sia le sue che le mie, anche se preferirei non farlo, non avanti a lui.



    “Allora perché sei venuto qui? Perché mi hai permesso di conoscerti?” Perché? Non lo so dire, rimorso? Curiosità? Qualunque sia stato il motivo iniziale si è tramutato presto in altro, nella voglia di vederlo crescere, nella colpa di averlo abbandonato “Quando sentivo parlare di Ryuk Leithien mi veniva quasi da ridere sai? Sono cresciuto con dei contadini che non ne sapevano nulla di casate e del regno, dell’Adamantem e dei Leithien, ma questo non vuol dire che non lo avrei mai scoperto da solo, anche se vivo nel bel mezzo del nulla non c’è una gabbia attorno a me. Ma non m’importava, tu con me non eri quella persona che descrivevano, mi divertiva quasi come tutti si spaventassero al tuo nome, mi sentivo forte, mi sentivo scioccamente fiero di essere figlio di un uomo tanto temuto, non m’importava se tu fossi un assassino o altro. Ma ora non posso più fare finta di niente.” Non riesco ancora a parlare, resto in silenzio mentre lo ascolto, parola dopo parola, una pugnalata dietro l’altra, ognuna più profonda che mi scava nel petto “Mi sono reso conto tardi di cosa tu significassi” parlo con la voce strozzata, con le gambe che cedono ed è in quel momento che sento un altro strattone e un pugno mi investe in pieno il viso, facendomi cascare al suolo



    “L’unica cosa buona che hai fatto, è stata la decisione di lasciarmi a Lara e Ben, loro sono i miei genitori, loro mi hanno cresciuto, tu eri solo uno che passava per caso e che ho avuto la sfortuna di incrociare”
    Non lo guardo, ma stringo una zolla di terra con la mani e sento le dita affondare nel fango “Spero che sarai felice”Oh lo sarò. Addio Ryuk”



    si volta e sento i suoi passi avanzare calpestando le foglie, rimango fermo ancora, convinto di aver fatto ciò che è meglio per lui: mi odia, è quello che merito. Non mi resta che vincere questa guerra per assicurargli una vita tranquilla e quando saprà della mia morte non ne soffrirà, non piangerà un padre e non cercherà vendetta, sarò solo quello che passava per caso fuori dalla sua finestra.

  7. #3037
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Nonostante mi stia ripetendo che tutto questo sia sbagliato e patetico, che non dovrei restare qui a spiarli e ad intromettermi nelle loro vite, non riesco a muovere un muscolo né ad abbassare lo sguardo o a deviarlo altrove. Non so se quello che sto vedendo mi stupisce oppure se mi conferma semplicemente quello che ho sempre pensato, quello che credevo di sapere del rapporto di Ryuk con suo figlio e che non mi permetteva di credere alle sue parole alla valle.



    La discussione tra i due diventa sempre più animata, Auron continua a strattonarlo per la maglia e Ryuk non oppone la minima resistenza, noto che fatica a mantenere il suo sguardo ed anche se sono distante mi sembra di vederlo piangere, ancora una volta, per le parole di rabbia di suo figlio.



    Non ho più dubbi su quale sia l'argomento della conversazione, una simile reazione non può essere spiegata in altro modo ed è comprensibile alla luce dei fatti, eppure vederlo così rassegnato, così triste, così svuotato... sento gli occhi che bruciano e non riesco a distoglierli, nonostante dovrei. Non sono una stupida, è palese che mi abbia mentito su Auron o che forse abbia mentito anche a se stesso, è evidente che stia soffrendo per quello che sta succedendo e tutto questo non può essere ricondotto solo al senso di colpa.



    E' amore, non c'è passato o casata che tenga di fronte a questo. Faccio qualche passo indietro quando vedo Ryuk ricevere un pugno in piena faccia ed accasciarsi a terra, porto una mano alle labbra e freno l'istinto di correre da loro, non so se per il patetico desiderio di stargli vicina anche se è chiaro che non lo voglia e che non lo meriti o se per evitare che reagisca e che arrivino alle mani o che faccia del male al proprio figlio, sono confusa e non so più cosa pensare e cosa aspettarmi da lui.



    Ma resta a terra e non fa nulla mentre Auron continua a dirgli qualcosa per poi voltarsi per andarsene e capisco che è finita così... ha perso suo figlio e non sopporto di vedere il suo dolore, anche se obiettivamente lo merita perchè non può esserci giustificazione per quello che ha fatto a sua madre e a sua sorella.



    Sento di dovermene andare prima di commettere qualche errore e mi avvicino al Glados materializzando il campo, mi ritrovo a calpestare l'erba del lago e mi rendo conto di aver trattenuto il respiro, di avere le guance umide e di sentirmi stupida perchè tutto questo non mi riguarda, quello che ha fatto o quello che ne sarà di lui non sono affari miei e lo so bene, eppure sono come inchiodata al suolo ed ogni passo verso la mia tenda diviene sempre più pesante.

  8. #3038
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Sono seduto qui terra da un po’ ormai, non ho avuto il coraggio di volgere lo sguardo verso la casa di Auron, ma ora vedo che non vi sono candele accese al suo interno, si sarà messo a dormire o è solo un altro modo per dire di andarmene, potrebbe ancora vedermi dalla finestra.



    Il naso fa male, mi avrà rotto il setto, è molto forte. Provo a recuperare contegno, gli occhi sono gonfi, lo sento chiaramente anche senza toccarli, ho difficoltà nel tenere le palpebre alzate e brucia… pizzicano forte, ho solo voglia di chiuderli e mettermi a dormire, anche se non è un lusso che riuscirò a concedermi, so già che vedrò ancora la sua faccia avanti ai miei occhi per tutto il tempo che resterò sul pagliericcio.



    Punto il ginocchio a terra e mi sollevo a fatica, mi sento veramente stanco, è come se le forze mi stessero abbandonando, anche camminare mi risulta difficile. Porto una mano al viso, devo cercare di riacquistare almeno la lucidità e smetterla di piangere come una mammoletta. Raiden, quanto posso odiarmi in questo istante! Faccio un paio di passi e mi viene istintivo voltarmi verso la casa, non vedo nulla, non intravedo i suoi capelli rossi nascosti dietro la finestra, è finito tutto veramente, per quanto ne fossi cosciente non riesco ancora a realizzare, il mio stomaco si contrae, verso altre lacrime, non riesco a trattenermi.



    Mi volto ancora e cammino col capo basso verso il Glados, lo sfioro ed in un passo mi ritrovo nuovamente all’accampamento. Resto fermo con la schiena rivolta verso il portale, gli occhi che puntano in una zona non precisa del manto erboso, mi fermo a pensare a tutte le sue parole, a quel modo di parlare, al mio modo di agire, forse avrei dovuto dirgli come stanno effettivamente le cose, ma gli avrei solo fatto del male, avrei ottenuto una pace momentanea tra noi probabilmente, se questa guerra finisse nel peggiore di modi non so cosa sarebbe in grado di fare, cercherebbe vendetta e contro chiunque dovesse scagliarsi, a prescindere dall’esito di questa guerra, Drako, Lantis o Efrem andrebbe incontro a morte certa.



    No, ho fatto la cosa giusta, si sbagliava Auron, abbandonarlo non è stata l’unica cosa buona che ho fatto per lui. Avanzo di un passo ancora, ma la testa fa male e la voglia di lasciarmi andare è forte, non c’è nessuno qui ora, non c’è nessuno che mi vedrà cascare ancora sulle ginocchia. Porto le mani al viso e mi piego su me stesso, non riesco a calmarmi, non riesco a smetterla di singhiozzare, una vita intera passata col sorriso sfrontato sul viso ed ora… ecco che fine ho fatto.


  9. #3039
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    E' notte

  10. #3040
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Dopo pochi passi poggio le spalle ad un albero e cerco di calmarmi e di riorganizzare le idee, di tornare lucida anche se non riesco a togliermi quella sua espressione dalla testa. Dovrei tornare in tenda, dovrei allontanarmi da qui perché probabilmente a breve tornerà e non devo essere qui quando accadrà ma le gambe non rispondono ai miei comandi e non riesco ad avanzare di un passo.



    La luce del Glados illumina per un attimo il lago ed istintivamente torno a voltarmi verso di esso nonostante fosse proprio quello che volevo evitare di fare. Ryuk è sconvolto, non l'ho mai visto così e mi sento nuovamente male guardandolo, muove qualche passo e si accascia a terra sulle ginocchia, come se le gambe non riuscissero più a sorreggerne il peso.



    Si porta le mani al viso, sento da qui i suoi singhiozzi ed è proprio quello che mi fa cedere definitivamente, come se il semplice fatto di essere rimasta qui non fosse già abbastanza eloquente.



    Mi avvicino e cado sulle ginocchia frontale a lui, porto le mani sulle sue per spostarle dal viso mentre anche i miei occhi iniziano a bruciare nel vederlo stare così male, lo guardo solo per un istante in cui i miei occhi incrociano i suoi colmi di lacrime e poi mi avvicino ancora un pò per provare ad abbracciarlo, con il desiderio di aiutarlo.



    Nel momento stesso in cui lo stringo tra le mie braccia mi accorgo che di tutte quelle sensazioni forti e contrastanti provate fino a ieri nel farlo ed alle quali non sono mai stata in grado di oppormi, resta solo una tremenda sensazione di vuoto dovuta alla consapevolezza che tutto quello che ho provato fosse solo nella mia testa e che non sarà mai la realtà, almeno non con lui, e questo stato d'animo si ripercuote nella tensione della mia stretta. Per un attimo mi manca l'aria e gli occhi bruciano fino a fare male ma poi li chiudo e smetto di pensare a me stessa lasciandomi andare, perché quello che voglio ora è solo che lui stia meglio indipendentemente da quello che c'è stato o non c'è stato tra noi, non per l'uomo che si è preso gioco dei miei sentimenti ma per l'uomo che è cambiato per l'amore di un figlio che ha appena perso a causa degli atroci errori del proprio passato, errori che ancora non so a cosa attribuire.



    Mi connetto alla mia natura di maga e lascio che la mia aura lo avvolga assieme al mio abbraccio nel tentativo di calmarlo, per riuscire in quello in cui la mia sola presenza non è probabilmente sufficiente. Non mi identifico come fonte, non voglio che si senta propenso nei miei riguardi per effetto dell'aura, voglio solo che non soffra più in questo modo e che continui a sperare che un giorno, forse, potrà recuperare il rapporto con suo figlio, ma non gli dico nulla... non so se sarà davvero possibile dopo quello che ha fatto e non voglio mentirgli dicendogli che andrà tutto bene.


    Aura di luce
    I maghi prendono vita dalla luce e per tale motivo vi hanno forte affinità. Questa caratteristica è associata alla positività ed al bene, ma non sono rari i casi in cui viene adoperata per scopi bassi, il tutto dipende dall’indole del mago. La loro presenza suscita di per sé una certa calma, ma sono in grado di amplificarla per sortire diversi effetti che cambiano a seconda del grado:
    • Maestro – Infonde un profondo stato di benessere, ci si tranquillizza ed il mago, alterando la percezione che si ha di lui, diviene, dunque, una persona nella quale riporre profonda fiducia, la volontà di combatterlo si annulla.


 

 

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