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  1. #3101
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Valerius Urthadar

    Capo Tempesta

    <<Il sangue>>, ripete Petyr. L'occhio mi cade sul panno a terra, sporco del sangue di entrambi. <<Che strano scherzo di Raiden: ciò che ci rende così forti, pare essere anche l'origine dei nostri mali...>>. Ha abbassato la voce e sembra quasi in trance, come se fosse stato rapito da qualcosa fuori dalla finestra. Forse le nuvole, forse i lampi, o forse sta solo cercando di distrarsi per non rimuginare su ciò che ha appena scoperto. Non è facile da digerire, ne sono pienamente cosciente. <<Allora anche Aiden è in pericolo>>, penso di nuovo a voce alta e con queste parole riesco finalmente a ottenere una reazione, seppur minima, dall'adolescente: cerca il mio sguardo e leggo nel suo qualcosa di simile alla preoccupazione. D'altronde è una conclusione logica: se questa cosa, che assomiglia sempre più a una maledizione, parte da me ma coinvolge anche Petyr, è naturale che pure Aiden ne risenta. Nel suo cuore non vi sarà affetto per me, ma il sangue che pompa è lo stesso che scorre nelle mie vene e che scorreva in quelle di nostro padre e di nostra madre. <<Probabilmente sì>>, Petyr mi dà ragione e l'ansia è percettibile nella sua voce. <<Ascoltami>>, lo vedo respirare a fatica e sono tentato di chiamare il septon, però non me ne dà il tempo. <<La mia salute non è mai stata delle migliori. Ho poche energie, sono spesso malato, e... beh, sono storpio. Credo sia per questo che sto risentendo in modo così intenso di ciò che tu avverti come una vaga debolezza>>, la mancanza di qualunque emozione nel suo tono fa quasi male. <<A causa di questa storia ci sono giorni in cui fatico a uscire da questa stanza. Non te lo sto dicendo per avere la tua pena, ma non ho fisicamente e mentalmente le forze per aiutarti. Capisci? Posso ancora gestire Capo Tempesta, ma, per il resto, sei solo>>. Il senso del suo discorso è chiaro: tornatene ovunque siate rintanati voi Reietti, leggiti quei libri da cima a fondo e trova la soluzione a questo casino, senza di me. È giusto così. Petyr mi ha già aiutato immensamente, non mi importa se l'ha fatto davvero per me o solamente per tornaconto personale, il vantaggio che mi ha fornito è incalcolabile e ora è arrivato il mio turno di rendermi utile. <<Hai già fatto tanto>>. Non c'è altro da dire. <<Ti lascio riposare. Ti aggiornerò con delle lettere se sarà necessario. Per il resto... non esagerare>>. Mi congedo con un cenno della testa e apro la porta, ma evidentemente il ragazzo non ha ancora finito. <<Aspetta>>, mi giro per guardarlo e lo vedo tentare di alzarsi, un po' goffamente. Una volta in piedi si aggrappa con forza al suo bastone e zoppica verso di me, il rumore delle sue scarpe e del legno contro il pavimento che si alternano e creano una melodia quasi familiare. Mi si ferma davanti e rimane immobile per due o tre secondi. Poi... allunga le braccia, e mi stringe. No, mi abbraccia, proprio come ha fatto Elen quella volta. Dei... sono così diversi, come il sole e la luna, ma allora perché questo ragazzo continua a ricordarmi lei? <<Aiden significa molto per me>>, si stacca dal mio busto e recupera il suo bastone, <<E ci tengo alla mia vita. Ma se dovessi scoprire che, per un qualche assurdo motivo, puoi salvare solo uno di noi tre... ricordati che Capo Tempesta ha bisogno di te. Non di me, non di Aiden. Solo di te>>. Nessuna luce nei suoi occhi stavolta, nessuna sfumatura. Solo un freddo azzurro ghiaccio. Lascio la stanza senza rispondergli e tento di parlare con meno persone possibili sulla strada verso il Glados. Quando vi giungo davanti saluto le guardie, che di tutta risposta si inchinano, e stringo la mano al soldato che mi ha accompagnato al castello qualche ora fa. Sollevo i libri, sono pesanti ma devo resistere solo per pochi minuti. Penso alle tende, al lago, a chi ho imparato a definire amico, e attraverso il portale.


    Lacrima Mundi

    Ok, forse questi tomi sono più pesanti di quel che pensassi. Saluto chiunque incontro mentre corro nella mia tenda e li lascio cadere sul pagliericcio: spero di non averli rovinati, ma davvero non ce la facevo più. Fortunatamente sembrano tutti ancora integri... ottimo. Mi siedo sulla paglia e apro il primo, che tratta delle tradizioni magiche più popolari fuori Dohaeris. Il primo capitolo è dedicato all'utilizzo del ginepro nelle pozioni... sarà un lungo pomeriggio.
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  2. #3102
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar



    Bene… credo che la cottura sia al punto giusto. Forse alla fine qualcuna si è attaccata ugualmente o forse le ho girate troppo, comunque sembrano buone, almeno dal profumo. Tolgo la teglia dal fuoco riponendola sul tavolo e spengo la brace, poi ne assaggio un paio…effettivamente non sono male, pensavo peggio! Mi guardo intorno e non c’è nessuno, Ryuk è ancora in tenda ma non ho alcuna intenzione di avvicinarmi per chiamarlo e Sage avrà appena iniziato l’allenamento, Drako sarà immerso nelle sue scartoffie e non mi va neanche di sentire ancora quella tensione tra noi, non vedo neanche Elen e Niniel… forse è il caso di coprirle così che impieghino di più prima di raffreddarsi e lasciarle qui, a momenti magari arriverà qualcuno a mangiare. Sento dei passi in lontananza e voltandomi intravedo Valerius tornare nella sua tenda con in mano dei tomi apparentemente molto pesanti, che sia riuscito a procurarsi del materiale per approfondire quel suo problema? Lo spero, inizia a diventare poco gestibile almeno da quello che mi ha detto ieri. Tolgo una ciotola di patate dalla teglia e copro il resto per bene con un panno raggiungendo poi la sua tenda “Ciao, io e Sage abbiamo provato a cucinare le patate, ho trovato qualcuno che condivide il mio disagio in cucina” dico scherzando, prima di entrare e porgergli la ciotola “Non ti assicuro che siano buone però!” scherzo ancora, poi torno ad osservare i suoi tomi, sembrano di magia ma è qualcosa che non conosco, di non appartenente alla nostra tradizione , sembrano libri molto antichi “Possono aiutarti con l’occhio?” gli chiedo curiosa, senza alzare lo sguardo da quelle scritture “Sarà impegnativo sfogliarli tutti, se hai bisogno di una mano fammi sapere” aggiungo poi disponibile, osservando ancora perplessa la mole di libri, da solo gli ci vorrà un bel po’. “Ti ringrazio. Sono libri che ho preso a Capo Tempesta e che potrebbero aiutarmi… anche se ora sto leggendo di cuori di capra e bacche. Se mi servirà aiuto ti verrò a cercare” risponde gentile prendendo in mano la ciotola, sembra molto concentrato così decido di uscire e lasciarlo ai suoi studi, sperando che riesca a trovare una soluzione al suo malessere “Cuori di capra…meglio non sapere altro” rispondo ironica, prima di alzarmi dal pagliericcio “va bene, allora buona lettura” gli rivolgo un sorriso per poi salutarlo ed uscire dalla tenda. Torno nuovamente vicino al tavolo ma il riflesso incondizionato di alzare lo sguardo verso la tenda di Ryuk mi innervosisce troppo, così sbuffo e raggiungo la mia distendendomi poi sul pagliericcio e chiudendo gli occhi, magari dormendo un pò questo fastidio andrà via.


    *Azioni di Valerius concordate

  3. #3103
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Drako Kalisi

    Attendo una risposta di Niniel che comunque sono certo sarà favorevole, quando una presenza evanescente si palesa nella tenda: Mercur il messaggero stringe in una mano una missiva ed il simbolo riportato sulla cera mi è ben conosciuto. "Drako Kalisi" si limita a pronunciare prima di porgermi la lettera. Sto per leggere, ma preferisco farlo da solo, non che non mi fidi di Niniel, ma questi casi richiedono riservatezza "Perdonami Niniel, sembra che sia urgente. Appena ho concluso torno da te" La ragazza annuisce ed esce dalla tenda, così mi siedo al tavolo e dopo aver staccato la cera, srotolo la missiva ed incomincio a leggere
    Kalisi, è Caligus Dreth che ti invia questa missiva. So di non essere il migliore degli uomini e di non essere stato il migliore dei padri, ma voglio informarti che ho lasciato Aeglos: molti uomini mi sono fedeli e io ho deciso di seguire la scelta di mio figlio, cui ho dato il mio cognome, di aiutare le forze reiette qui al Nord. I Dreth hanno sempre seguito un Re giusto e io penso che non ci sia persona più adatta di te per questo ruolo. Metto me e i miei soldati al tuo servizio, il giovane Lord non si rende conto di quanto seguire il Re in questa guerra sia stato difficile per la gente del luogo, che vede nei reietti e nei ribelli una speranza di riscatto. Questa è una situazione che pervade tutta Dohaeris. Ho segretamente conferito anche con Lord Jubert: la situazione con suo figlio è mutata, nonostante la figlia resti ancora il Primo. Non mi ha parlato dei particolari, ma penso che stia segretamente supportando i ribelli di Targaryus. Tutta Dohaeris è in fermento e il Re è sempre più solo.
    Con fede, Caligus Dreth
    Rileggo ancora una volta per accertarmi di aver ben compreso il significato di questa missiva, Caligus si è schierato dalla nostra parte ed ha riconosciuto Dahmer come erede, dandogli il proprio cognome, facendo decadere l'attuale "Gray". Dahmer per Aeglos, come Alinor per i Waters, come Valerius per gli Urthadar, come Ryuk per i Leithien ed Esperin.... come legittima sovrana della dinastia Raeghar. Tutto ciò ha dello straordinario, possiamo contare anche sulle forze armate del nord, un apporto indispensabile per noi. Tutto ciò vale anche a significare che la posizione di Vicent è compromessa, suo padre, sua madre e suo nonno sono deceduti, Aeglos sarà in suo pugno solo in caso di vittoria dei reali in questa guerra, ma per ora... l'apporto fondamentale va noi. A quanto pare Jubert si è riconciliato con Andreus ed egli stesso si sta schierando con Efrem, questa non ci voleva, molte famiglie nobili hanno scelto di schierarsi dalla nostra parte, ma anche i ribelli hanno un notevole sostegno, la nota positiva è che i pilastri che tengono alto il trono di Lantis, si stanno indebolendo sempre più rapidamente. Dovrò conferire con Dahmer per accertamene prima di rispondere, ma preferisco rileggere ancora... giusto per sicurezza

    *azioni di Niniel concordate

  4. #3104
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar



    Resto sdraiata sul pagliericcio a fissare il soffitto della tenda senza fare niente per un bel pò, questa sensazione di fastidio ed apatia non accenna ad andarsene, probabilmente dormire un po’ mi farebbe bene se solo riuscissi a prendere sonno. Mi volto verso la finestrella della tenda e mi rendo conto che le ore stanno passando velocemente, la battaglia credo sia a buon punto ed a breve Alinor e Dahmer dovrebbero tornare, speriamo con la notizia di una vittoria che potrebbe essere decisiva per noi.



    Sono preoccupata per Alinor, forse era troppo presto per essere già schierata in campo, trovarsi davanti quelli che riteneva amici potrebbe destabilizzarla troppo, neanche io credo di essere ancora totalmente pronta ad affrontare questa eventualità. Ma è forte e lo so bene, devo stare tranquilla ed attendere fiduciosa il loro ritorno. Faccio un profondo sospiro e chiudo gli occhi, la temperatura oggi è abbastanza gradevole nonostante abbia rinfrescato un pò ed è un peccato restare qui in tenda, potrei approfittarne per fare una passeggiata, per allenarmi con Sage o per fare un altro bagno al lago… ma non ne ho più voglia, non ho voglia di fare niente in questo momento.



    Odio questa sensazione, qui all'accampamento una volta superati i primi problemi ad ambientarmi mi sono sempre trovata bene, finalmente libera di comportarmi come preferissi e soprattutto tra amici, divergenze di opinioni a parte. La presenza di Drako ha certamente influito molto come anche il legame che da subito ho sentito con quasi tutti, ora invece mi sento nuovamente alienata da questo contesto. La tensione con Drako, l’incontro con Lantis, quello che è successo con Ryuk...ed è tutto dipeso esclusivamente dalle mie azioni. Vorrei solo andarmene, ma come potrei? Sono troppo responsabile per mollare tutto e poi non mi resta nulla oltre questo accampamento da cui tornare, nulla prima della fine di questa guerra che comporterà, se gli Dei vorranno, un’altra serie di responsabilità che non so neanche se sono in grado di affrontare da sola, dato che ormai è così che mi sento, proprio come prima al tavolo. Non riesco a togliermi dalla testa le parole di Lantis, la freddezza con la quale mi ha parlato e le parole che mi ha rivolto, il modo in cui mi ha definita e che non merito affatto.



    Sapevo che sarebbe successo in realtà, sapevo che ormai non c'era più alcuna speranza di recuperare il nostro rapporto e che mi avrebbe per sempre odiata per essermene andata, ma viverlo è stato orrendo ed ancora sento addosso l'angoscia e la delusione che ho provato in quel momento e che ho dovuto tenere per me. In circostanze diverse sarei corsa a parlarne con Drako ma neanche con lui sento che le cose vanno bene in questo periodo, siamo così distanti ed ammetto che molta della colpa è mia, se non avessi smesso di parlargli, se molte delle cose che non gli ho detto non avessero coinvolto Ryuk, forse ora starei meglio, non sentirei questo peso addosso e probabilmente non sarei stata allontanata anche dall'uomo per il quale ho provato per la prima volta determinati sentimenti che avrei preferito continuare ad ignorare, oltre che da mio fratello. Istintivamente mi alzo ed esco dalla tenda, continuo a ripensare alle cose accadute in questi giorni ed il vuoto e l'ansia che sento si fanno sempre più opprimenti tanto da spingermi ad avvicinarmi alla tenda di Drako ed a cercarlo come tante volte ho fatto al Castello.



    Ne scosto il drappo e lo vedo disteso sul pagliericcio con l'aria pensierosa, i soliti fogli sparsi qua e là e l'aria distratta da altro "Ciao..." gli dico entrando mentre lui si mette a sedere "so che hai da fare, non voglio farti perdere tempo è solo che..." Sto male e mi sento tremendamente sola, ho gli occhi già arrossati e sento un nodo alla gola che non mi permette di completare la frase. Abbasso lo sguardo, mi siedo accanto a lui e lo abbraccio forte, mi sfugge un primo singhiozzo, seguito poi da un altro e presto non riesco più a trattenere le lacrime.


  5. #3105
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Drako Kalisi

    Ancora con la missiva tra le mani, decido di stendermi qualche istante, il tempo di raccogliere le idee, questo è uno di quei giorni in cui non ho voglia di far niente, l'ansia e tutto il resto mi tolgono energie, pensare che tra poco potrebbe essere tutto finito per Lantis, se noi vincessimo, se Efrem vincesse... non ci sarebbe più niente da fare per i reali ed a quel punto che fare? Chi dovrebbe arrogarsi il diritto di condannarlo? Non lo vedo a chiudersi nel suo castello in attesa dell'esito finale, ci sarebbero altri guai, altri tentativi, altri morti, non sopporto più niente. La verità è che sentire il nome Reneè l'altro giorno mi ha destabilizzato molto, in tutto questo caos ci mancava solo che si ritornasse sull'argomento da non toccare, quello che sarebbe stato meglio debellare dalla mente di tutti. Ysotta non avrebbe mai voluto che si sapesse di lei, ricordo le sue parole come fosse oggi

    Le piaceva il lago, quando mi allenava andavamo sempre sulla riva ad ovest, quella circondata dalle montagne verdi di Canhelen, a volte mi impartiva lezioni con il corpo totalmente immerso nell'acqua, serviva a rafforzare i muscoli, Dei... ogni volta me ne uscivo a pezzi. Un giorno ci stavamo riposando e vidi il suo sguardo perdersi in lontananza, sapevo a cosa stava pensando, così non mi persi d'animo e glielo chiesi "C'è qualcosa che non va?" mi guardò e mi accarezzò il viso, con quel modo gentile che solo lei mi riservava "Sono una donna felice" mi rispose tranquilla ed io le sorrisi di rimando "Avere un grande amore nella vita è cosa riservata a pochi, averne un secondo, dopo la fine del primo, è concessione divina. Ogni tanto mi fermo a pensare che non desidero nient'altro dalla vita e a quanto sia stata giusta la decisione di andarmene dal Castello. Ho dei figli meravigliosi, un marito che mi ama profondamente, non ci manca nulla" a quel punto fui io a perdere lo sguardo lontano "Pensi ancora a Rickard?" "Sì, ci penso ancora, ma non in quel modo, è diverso. Quando ami qualcuno così tanto non puoi semplicemente passare oltre, devi riuscire a trasformarlo in altro ed io ora provo molta ammirazione per lui ed un immenso affetto." Allora le chiesi perchè avesse scelto di non raccontargli di sua figlia, nonostante le parole buone verso di lui, doveva essere un uomo come pochi, pensai che l'avrebbe accettata senza problemi, non capivo ancora il motivo di tanta segretezza. Ysotta allora mi strinse la mano e mi guardò negli occhi con fermezza "Sono consapevole di aver sbagliato, lui non merita di restare all'oscuro di ciò, ma pensa alle conseguenze: quando mi sono accorta di aspettare una figlia sua, lui era già sposato con Margarete, una Blackfire, non è gente contro la quale schierarsi apertamente ed una figlia avuta da un'altra donna, credimi, l'avrebbe presa come una grande minaccia, perchè Rickard non avrebbe perso tempo a pensarci per il riconoscimento. Perchè correre il rischio di mettere in pericolo la mia bambina? La vita di corte implica troppi sacrifici e se l'avessero data in sposa ad un Leithien? No, mi distrugge il cuore nascondergli questa verità, ma non ho alcun dubbio sul fatto che sia la decisione giusta" Mi fermai a pensare realmente, mi figurai tutti gli scenari possibili, tutto ciò che di negativo poteva portare una notizia del genere, aveva ragione lei, Ysotta aveva preso la decisione giusta ed io scelsi di non parlarne più
    "Ciao..." Quando sento la voce di Esperin, mi ridesto e mi sollevo dal pagliericcio, mettendosi a sedere accanto a me "so che hai da fare, non voglio farti perdere tempo è solo che..." Mi abbraccia ed io resto per un attimo impietrito, piange... piange a singhiozzi e posso immaginare mille motivi per i quali potrebbe reagire in questo modo, se solo penso a tutte le discussioni avute in questo periodo con lei, al modo in cui ci siamo allontanati, non reggo a vederla così. La stringo forte a me, accarezzandole la testa "Ho sempre tutto il tempo di questo mondo per te"

  6. #3106
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Oggi mi sento come quelle signorine di corte annoiate che commentano il tempo, cosa ho da dire? Niente: fa freschetto ed il cielo è scuro. Ok... che noia, voglio solo che questa giornata passi velocemente e... una colomba, una delle mie con gli occhi verdi "Una missiva, che gioia" sarà roba dei miei soldati, o qualcuno interessato a qualche alleanza con i miei diamanti, non con me... con i diamanti proprio! vabbè, la prendo e mi metto comodo "Sciò sciò" scaccio con la mano l'uccello e comincio a leggere.

    Non so come cominciare questa lettera, in verità non so neanche cosa scrivere, ho mille cose in testa e non riesco a metterle in ordine, ho già buttato quattro fogli e l’inchiostro sta per finire. Credo che non capirò mai veramente come sei e cosa ti ha fatto diventare così, è da quando mi hai detto che sono nato con una sorella che non faccio altro che ripetere il suo nome: Mayla. Mayla… quante volte l’avrei potuta chiamare in diciannove anni di vita, è un nome che non ho mai sentito eppure mi è così familiare, mi domando come fosse, se mi somigliasse, se avesse gli occhi tuoi o della mamma e poi… Irina, dovrei forse sentire qualche sorta di legame anche verso di lei, ma la verità è che suona come un qualsiasi nome. Io sono cresciuto con dei genitori che mi hanno voluto bene, non mi è mancato niente, ho avuto una infanzia felice e spensierata, ho sempre immaginato che non fossi realmente figlio loro, non gli somiglio minimamente, ma quello che fa una famiglia non è solo il legame di sangue. E poi è arrivato quel tizio qualsiasi che passava per caso fuori la mia finestra, non sai il senso di ammirazione che avevo per te, come ti guardavo, eri così alto e forte in confronto a Ben, con quell’aria da so tutto io e quella voce così pesante e bassa che ti avrei riconosciuto ovunque. Una volta pensai addirittura che avrei voluto essere figlio tuo, mi raccontavi di avventure e di mostri, mi raccontavi di guerre e guerrieri, pensai che sarebbe stato meraviglioso avere qualcuno che mi insegnasse ad essere come te, avere un padre come te. Poi crescendo ho visto il mio viso cambiare e quel bambino è diventato un ragazzo e quel ragazzo è diventato un uomo che ti somigliava anche troppo per essere un caso e capii che quell’uomo, che passava per caso troppo spesso fuori dalla mia finestra, non era un tizio qualsiasi. E’ venuta Esperin stamattina, aveva lo stesso mio sguardo, aveva gli occhi pieni di te ed ho capito che non sono io l’unico idiota a vedere qualcosa di buono in Ryuk, che non sono uno stupido che nonostante tutto ancora pensa a quanto sarebbe bello vivere come tuo figlio, anche se ti ho gettato parole cariche d’odio che ti meriti con tutto il cuore. Mi ha spiegato chi sei, mi ha spiegato cosa mi hai evitato nella vita, chi sono i Leithien e tutto il resto, ci sono cose che non avrei mai immaginato ed ho pensato che se lei riusciva a dire tutte quelle cose in piena consapevolezza, riuscendo a conservare quello sguardo, allora vuol dire che forse sono io quello che questa volta deve sforzarsi di superare le cose. Lascio questa casa, ho scelto di seguire il tuo consiglio, anche se so badare a me stesso, come hai potuto notare, ma ora ci sono altre due persone alle quali devo pensare. Tra qualche mese diventerai nonno ed io ho tutta l’intenzione di presentarti tuo nipote e la mia compagna quando questa guerra sarà conclusa, quindi sforzati di restare vivo o veramente non ti perdono più. Vado lontano, sono certo che sentirò parlare di mio padre e dei guerrieri reietti, le voci della guerra arriveranno lontane, ma noi saremo al sicuro, non preoccuparti per me. Ti voglio nella mia famiglia e voglio anche Esperin, perché penso che sia l’unica in grado di sopportarti. Da oggi in poi non nascondere a nessuno di avere un figlio ed io sarò fiero di avere un padre.

    A presto
    Auron

    P.s. Alla fine la colomba non l’ho fatta più allo spiedo

  7. #3107
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Valerius Urthadar

    Mi ci vogliono circa trenta pagine per realizzare che, forse, avrei dovuto organizzare meglio la mia ricerca. Ho capito che il tomo parla della tradizione magica e alchemica di una determinata area geografica fuori Dohaeris, precisamente quella che si estende oltre il confine a ovest, con qualche menzione degli Estranei e di quello che, secondo le storie, dovrebbe esserci a nord. Ciò che leggo è... interessante, per carità, ma completamente e irrimediabilmente inutile. Rispetto a un'ora fa ho imparato a preparare più o meno cinque pozioni diverse con le bacche di ginepro come ingrediente principale, alcune che potrebbero anche servirmi prima o poi, e inoltre adesso sono in grado di riconoscere i vari incantesimi maligni dei Lillipuziani. Erano un temibile popolo originario di Lilliput, una meravigliosa città che si trova kilometri e kilometri a ovest... peccato che siano tutti morti da almeno mille anni, e che ora di quella leggenda rimangano solo le rovine. Insomma, finora un buco nell'acqua. Come se non bastasse, mi è venuto in un mente un altro problema: se dovessi trovare delle pagine dedicate a ciò che mi affligge, come farei a capire che si tratta di quello che mi serve sapere? Posso solo sperare in una descrizione dettagliata, completa di sintomi e aspetti estetici, o magari in un'immagine... in questo libro molti paragrafi sono accompagnati da disegni, anche molto curati, quindi potrei imbattermi in qualcosa di familiare... non lo so. La voce di Esperin mi distrae dal mio pessimismo, è venuta a trovarmi nella tenda per portarmi il pranzo, ovvero delle patate che hanno cucinato lei e Sage. È un pensiero gentile, mi fa molto piacere e apprezzo il fatto che abbia iniziato a cucinare di sua spontanea volontà, spero facendo tesoro dei miei consigli e di quelli di Ryuk. Ryuk... mi torna in mente il nostro discorso, quello sui mostri e sul loro passato, ma ora la ragazza sembra molto più allegra e si offre addirittura di aiutarmi con la lettura dei libri. Le spiego la loro provenienza, omettendo che appartenevano a mia madre, e le assicuro che se avrò bisogno di una mano sarà la prima che andrò a cercare. Sembra soddisfatta e, dopo avermi salutato, se ne va. Perciò torno a dedicarmi al capitolo che sto leggendo, fortunatamente breve: parla dei cuori animali e del loro utilizzo nel... boh, non lo voglio neanche sapere. Chiudo il libro, premurandomi di mantenere il segno, e prendo in mano la ciotola colma di patate che mi ha portato Esperin. Sono ancora tiepide e e hanno un buon profumo, però... ehm, sembrano un po' bruciacchiate. Ne mangio qualcuna e in effetti sì, si sente molto il sapore di bruciato e alcune sono proprio pastose, ma ho mangiato di peggio nella mia vita e sinceramente è già un lusso poter godere di un pasto caldo almeno una volta al giorno. Non mi lamento. Finisco in fretta tutte le patate della principessa e torno a dedicarmi al mio nuovo hobby preferito: la lettura.
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  8. #3108
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Mi lascio andare stretta nell'abbraccio di Drako, con la sua sola presenza è sempre riuscito a calmarmi ed a risollevarmi il morale ancora prima che la sua aura divenisse permanente come ora, ma in questo momento mi sento totalmente a terra e non riesco a smettere di singhiozzare e di vedere in negativo gli ultimi risvolti di questa situazione "Ho sempre tutto il tempo di questo mondo per te" le sue parole mi fanno stringere ancora di più a lui e sforzarmi di sorridergli mentre accarezza i miei capelli ed io poggio la testa sulla sua spalla, le lacrime vengono assorbite dal tessuto della sua maglia e nonostante mi stia sforzando di trattenerle continuano ad uscire senza controllo.



    "Mi dispiace per come mi sono comportata, non sopporto tutto questo... di discutere con te" gli dico tra i singhiozzi, stringendolo ancora di più. Tutte queste tensioni sono inutili e tra noi non ci sono mai state, neanche quando ero convinta di sentimenti che in realtà non erano quello che pensavo, neanche quando la situazione al Castello è precipitata. Siamo sempre stati uniti e l'ho sentito vicino anche quando non ero qui in fazione, c'è sempre stato per me ed io ho cercato di esserci per lui anche se è sempre stato così riservato, più passa il tempo e più mi accorgo che sono tante e forse troppe le cose che non so di lui ma in questo momento non mi interessa, forse era meglio non scoprire neanche il resto. "Non so perché ho smesso di coinvolgerti nelle mie scelte, forse perché sapevo che mi avresti fermata e sentivo di dover andare avanti, di mettere insieme i pezzi altrimenti sarei impazzita. Mi dispiace... di non averti detto niente neanche ieri" asciugo qualche lacrima con la manica senza però sciogliere ancora l'abbraccio, non riesco più a tenere per me quello che è successo in Neutra anche se probabilmente si arrabbierà o ne sarà contrariato, ho bisogno di tirare fuori questa frustrazione che mi è rimasta addosso, la delusione che ho sentito per le sue parole e quel vuoto che ho avvertito quando non ha ricambiato il mio abbraccio.



    "Ho incontrato Lantis" gli dico con un fil di voce, come se sapessi di aver sbagliato, di essere stata avventata ed ingenua. Avrei dovuto evitarlo, poteva essere pericoloso o forse no...per lui sua sorella è semplicemente già morta e non avrebbe fatto nulla in ogni caso, se avesse saputo di trovare me probabilmente non si sarebbe neanche presentato, della mia famiglia ormai rimane solo Drako. "Non ho potuto farne a meno , non so come finirà questa guerra e non volevo rischiare di non potergli più spiegare le mie ragioni e la verità su nostra madre, ma soprattutto che gli voglio bene" mi sforzo di mantenere ferma la voce nonostante i singhiozzi ed evito di incrociare il suo sguardo restando con la testa poggiata sulla sua spalla



    "Mi ha cacciata, me l'aspettavo in realtà... ma non mi aspettavo che lo facesse così, con quello sguardo e... quell'indifferenza. Non gli importa nulla di me. Mi ha dato della squallida meretrice, dell'assassina" sento ancora le sue parole, vedo ancora quel disprezzo nel suo sguardo e che non avrei mai pensato di provare sulla mia pelle "Io...non me lo merito" ho fatto solo quello che ritenevo giusto e necessario per vincere questa guerra, per impedire ulteriori soprusi.



    "Quella donna meritava di morire ed il matrimonio serviva alla fazione" non so neanche perchè sembra che mi stia giustificando, so di non meritare quelle parole e so di aver fatto quello che andava fatto, mi sembra di non essere più sicura delle decisioni che ho preso considerate le conseguenze che ne stanno derivando "Non è stato facile per me" non lo è neanche ora, dopo tutto ciò che il matrimonio ed il successivo avvicinamento a Ryuk hanno comportato, dopo aver percepito l'odio di mio fratello, dopo aver visto delusione anche nello sguardo di Drako "forse sto sbagliando tutto." Faccio un respiro profondo e chiudo per un momento le palpebre, le lacrime sembrano essersi finalmente fermate anche se gli occhi continuano a bruciare.



    "Ho fatto di tutto per scoprire la verità ed ora che in parte la so, ora che la sanno anche Efrem e Lantis, ora che sappiamo che Reneè è anche la donna che Lantis ama disperatamente, cosa ho ottenuto? Quella donna ha comunque scelto di sparire e non avremo mai le risposte di cui abbiamo bisogno."

  9. #3109
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Drako Kalisi


    Esperin continua a piangere, è evidente che il suo sia uno sfogo, ne ha mille motivi, anche se vederla così male mi mette in agitazione "Mi dispiace per come mi sono comportata, non sopporto tutto questo... di discutere con te. Non so perché ho smesso di coinvolgerti nelle mie scelte, forse perché sapevo che mi avresti fermata e sentivo di dover andare avanti, di mettere insieme i pezzi altrimenti sarei impazzita. Mi dispiace... di non averti detto niente neanche ieri" La maglia si sta bagnando, sento chiaramente il tessuto sulla pelle, l’ho vista poche volte così, rare occasioni in cui sembrava inconsolabile, come alla morte di Margarete o prima che me ne andassi per un anno dal castello. E’ vero… ci siamo allontanati, nulla che ho consideato troppo seriamente, non perché io non l’abbia a cuore, tutt’altro… proprio perché sono certo del nostro affetto ho dato per scontato che ci saremmo presto riappacificati. Probabilmente la colpa è anche mia, ho parlato tanto male della gabbia dorata nella quale voleva rinchiuderla Lantis, che alla fine ho finito per fare la stessa cosa, non l’ho neanche mandata ancora in battaglia, nonostante lei sia passata ai reietti proprio per questo, per combattere accanto a noi "Ho incontrato Lantis" Raggelo a sentire questa frase, ha incontrato Lantis, si è esposta ad un pericolo enorme senza dirmi niente, per la seconda volta ha incontrato qualcuno senza tener conto della cautela, è una incosciente. Mi irrigidisco, smettendo istintivamente di accarezzarle i capelli e resto fermo a sentire cosa ha da dire "Non ho potuto farne a meno , non so come finirà questa guerra e non volevo rischiare di non potergli più spiegare le mie ragioni e la verità su nostra madre, ma soprattutto che gli voglio bene" E’ suo fratello, almeno è questa la convinzione che ha dalla nascita, la bugia più grande di Margarete, capisco… capisco che abbia sentito il bisogno di vederlo, di provare un ultimo approccio, non sarebbe stata la Esperin che conosco se non ci avesse provato, ma ciò non toglie che dovevo esserne al corrente, avrei adottato delle precauzioni. Gli ha detto la verità… una verità della quale a lui poco importa, probabilmente, lui vede solo ciò che crede giusto "Mi ha cacciata, me l'aspettavo in realtà... ma non mi aspettavo che lo facesse così, con quello sguardo e...quell'indifferenza. Non gli importa nulla di me. Mi ha dato della squallida meretrice, dell'assassina.Io...non me lo merito" A queste parole la stringo nuovamente, la delusione di aver capito come è diventato realmente Lantis è forte, la stessa delusione che ho avuto il giorno della mia condanna, ma c’è ancora un briciolo di lui avanti ai miei occhi, adesso… è cambiato totalmente "Quella donna meritava di morire ed il matrimonio serviva alla fazione. Non è stato facile per me" Cosa dovrei dirle? Che sono arrabbiato con lei per questa iniziativa? Cosa avrei fatto nei suoi panni? Avrei cercato di incontrarlo, avrei cercato di vedere attraverso i suoi occhi anni ed anni trascorsi insieme e cercare di capire come si è potuti arrivare a questo punto, nessuno lo avrebbe mai immaginato, nessuno lo avrebbe mai voluto, persino Margarete si rivolterebbe nella tomba vedendo i suoi figli l’uno contro l’altro “Dobbiamo dimenticarci del Lantis che è cresciuto con noi, dimentica il fratello amorevole, come io sto cercando di dimenticare ogni cosa legata a lui. Inizio a pensare che non è vero che non è più in sé, probabilmente questo è il vero Lantis, quello che abbiamo solo intravisto in tutti questi anni e che ora riusciamo ad osservare in pieno volto. Non ti voglio mentire, sono stato molto deluso del tuo comportamento nel nascondermi di Efrem e lo sono anche ora per la tua incoscienza, ma ti capisco, non avresti dovuto, ma capisco cosa ti ha spinto a farlo” "forse sto sbagliando tutto." Non so neanche io ormai cosa sia giusto o cosa non lo è, mi sono eretto giudice dei comportamenti altrui, ma spesso non ho fatto di meglio, anche se non ho mai scelto di fare del male a qualcuno volontariamente, le mie decisioni hanno portato lo stesso a delle profonde crepe “Quella donna era condannata a morte, probabilmente Lantis è solo furioso per non averla uccisa con le proprie mani. Ti ha definita una meretrice per aver sposato di tua volontà una persona, alla quale voleva venderti senza alcuna remore, ha perso ogni senso logico. Ormai si contraddice da solo” Fino a quando gli andava comodo quel matrimonio, Esperin rimaneva la sua dolce sorella, ora che va contro i suoi interessi la definisce senza mezzi termini… Lantis, quanta rabbia potrò mai covare nei tuoi confronti? "Ho fatto di tutto per scoprire la verità ed ora che in parte la so, ora che la sanno anche Efrem e Lantis, ora che sappiamo che Reneè è anche la donna che Lantis ama disperatamente, cosa ho ottenuto? Quella donna ha comunque scelto di sparire e non avremo mai le risposte di cui abbiamo bisogno." Istintivamente sollevo la ragazza dal mio petto e la tengo ferma per le braccia, tenendola con entrambe le mani. Perché? Perché continua a far domande su questo argomento? Lantis ed Efrem ora sanno, no… sento il viso andarmi a fuoco, mi manca l’aria, non so come reagire, perché? Perché era necessario parlare con loro? Perché si sono confrontati proprio ora? Mi rendo conto che sto stringendo troppo la presa e lascio le braccia di Esperin “Non fare mai più domande su Reneè, mai più!” Cerco di non alzare la voce, anche se tradisco del risentimento “Ha scelto di allontanarsi, ha scelto di far perdere le sue tracce, rispettiamo la sua volontà, Esperin. Non vuole il trono, non vuole Lantis e soprattutto non voleva che Efrem sapesse che è ancora in vita. Ora basta, te ne prego. La situazione è già troppo complessa così com’è. La sua presenza ha creato troppi danni, anche solo menzionare il suo nome non fa altro che portare a conseguenze negative. Non parliamone più… te ne prego” mi tremano le mani, devo recuperare lucidità “Non lasciamo che altre cose si mettano tra noi, ormai mi sei rimasta solo tu. Non nascondermi più niente” Non oso chiederle come hanno reagito Efrem e Lantis, il primo posso ben immaginare, il secondo non sono certo di volerlo sapere

  10. #3110
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Finisco di pronunciare le mie parole e mi sento improvvisamente svuotata.
    Come liberata da un enorme peso che, soltanto ora realizzo, mi portavo dietro già da un po' di tempo.
    Ascolto le sue parole con attenzione ed avverto immediatamente una piacevole sensazione di sollievo: sapevo che mi avrebbe capita, sapevo che non mi avrebbe giudicata, sapevo che non avrebbe sottovalutato le mie preoccupazioni. Smetto di respirare per pochi secondi quando afferma che le mie potenzialità potrebbero essere ereditarie, trasmesse dai miei genitori. Subito, il suo volto sorridente, si fa strada nella mia immaginazione, ma riesco a fermare i miei pensieri quando vedo Mercur entrare nella tenda. Mi alzo subito in piedi e mi allontano, salutandolo con un cenno del capo: posso aspettare ancora qualche ora... ho aspettato finora, del resto.Esco fuori dalla tenda. Cosa fare adesso?
    Forse dovrei allenarmi un po'? Meditare non è stato di grande aiuto, quindi meglio evitare per ora.
    Vorrei risparmiarmi un altro mal di testa...
    Mi dirigo a passo svelto verso il campo di addestramento, ma al mio arrivo noto la presenza di Sage, impegnato ad allenarsi.

    "Ehi! - pronuncio alzando la voce per permettergli di udire le mie parole e non coglierlo di sorpresa - Posso unirmi a te?"

    Ma sì... un po' di allenamento non può farmi che bene... allontanerà i pensieri e le preoccupazioni...



    Ultima modifica di valuccia85; 22nd March 2016 alle 20:34

 

 

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