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  1. #3271
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Percorro la direzione che mi ha indicato Ryuk anche se non so esattamente dove abbia sepolto il corpo della bambina, i suoi passi sono pesanti ed è restio nel seguirmi ma non oppone resistenza, semplicemente è come se fosse privo della forza necessaria per fermarmi.



    Questo momento è molto difficile per lui e non avrei insistito se non fossi certa che rimpiangerebbe di non aver avuto il coraggio di farle visita se gliene fosse negata la possibilità ed all'inizio di questa nuova fase della nostra vita, alla vigilia di una battaglia dura come quella di domani, desidero che riesca ad affrontare tutti i demoni del suo passato. Il dolore ed il rimorso per quello che ha fatto non andranno via mai, come è ovvio e giusto che sia, ma almeno saprà di non essere scappato dall'affrontarli. Quando vedo una piccola pietra circondata da erbacce mi fermo e dall'espressione che compare sul volto di Ryuk capisco che siamo arrivati, mi avvicino e noto una M incisa sulla pietra, un simbolo poco preciso ed inciso di fretta, molto diverso da quelli presenti sulla lapide di Rose ed è ovvio considerato il suo stato d'animo nel momento in cui l'ha portata qui, subito dopo l'accaduto. Mi si stringe il cuore nel pensare a lei, nel vedere lo stato di questa sepoltura e nel pensare a quanto sia ingiusto ciò che le è successo, sento il bisogno di fare qualcosa, di dare più dignità a questa lapide e di aiutare Ryuk che dopo aver mosso qualche altro passo si è lasciato cadere sulle ginocchia privo di forze e col capo chino, travolto dal peso del senso di colpa che sente.



    Mi porto accanto a lui e poggio una mano sulla sua spalla per non farlo sentire solo ma mi rendo conto di dovergli lasciare il giusto tempo per affrontare questo momento.



    Così mi limito ad inginocchiarmi in silenzio al suo fianco, sfioro la superficie della lapide tirando via la terra e poi con entrambe le mani inizio a strappare le erbacce che sono cresciute attorno ad essa coprendola quasi totalmente, continuando fino ad eliminarle tutte e farla tornare pulita.


  2. #3272
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Chissà come sarebbe ora Mayla. Auron è la mia copia con i colori di Irina, probabilmente per lei sarebbe stato l'inverso o forse avrei visto me anche nel suo viso. A volte fatico a ricordarmi come fosse, aveva quei folti capelli corvini, gli occhi come ambra al sole e quella pelle bianca e delicata, le guanciotte rosee, mi veniva voglia di pizzicarle ogni volta. L'ho vissuta poco, troppo poco. Ho l'istinto di scavare a mani nude questa terra secca, di gettare all'aria questo masso e strapparmi le unghie arrivando in profondità. Non sopporto la vista di tutte queste erbacce che sono cresciute attorno alla sua bara, era inevitabile, lo sapevo, ma vederle è tutt'altra cosa. Vorrei... vorrei, ma non riesco a fare niente, chiudo persino gli occhi, non sento neanche Esperin, non parla, non mi dice nulla, ha rispetto del mio dolore, ma ho bisogno di sentire la sua voce. Riapro gli occhi quando sento la sua mano sulla mia spalla, un gesto, qualcosa che vale di più e lei che si inginocchia accanto a me. Strappa le erbacce, le tira tutte attorno alla pietra e vedo i suoi palmi sporchi di terra.



    Qualcosa si smuove in me e riacquisto un minimo di controllo, l'aiuto nell'operazione e quel senso di pesantezza si affievolisce man mano che la pietra riemerge dai cespugli secchi e le radici, fino a quando è pulita, con la terra piatta e smossa tutta attorno ed io prendo una piccola pianta in fiore per piantarla giusto avanti alla roccia. Mi sollevo, mi ritrovo a versare lacrime, ma sorrido, sorrido ad Esperin che non si è mai mossa dal mio fianco in tutto questo tempo.



    La stringo a me e le bacio la fronte, per poi restar fermo ad osservare la tomba di Mayla "Gliene farò una come si deve, con il suo nome inciso per intero e fiori freschi tutti i giorni, starà accanto mia madre, voglio che possano avere i raggi del sole tutto il giorno, la terra deve essere sempre calda" Mi pulisco le mani, prima di accarezzare il viso di Esperin, ora che ci penso, c'è un altro posto che devo farle vedere, non dista molto da qui, giusto qualche minuto a piedi.



    "Ho una sorpresa per te" Le dico sorridendo e questa volta non la tiro per la mano, semplicemente gliela porgo, aspettando che la prenda, per camminare l'uno accanto all'altra.

  3. #3273
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Raggiungo velocemente il lago, mi siedo sulla riva e... non riesco a togliermi quelle immagini dalla mente.
    Rivedo il ghigno di quella donna, il dolore nello sguardo di mia madre e le sue grida, miste alle risate di quella strega maledetta, riecheggiano nelle mie orecchie. Che razza di potere orribile è mai questo? Mi costringe ad osservare i suoi ultimi momenti e non mi permette di... di... io... non posso... non ho potuto fare niente per lei.
    E l'ho odiata. Ed insultata. Dopo tutto quello che ha fatto per me, dopo un gesto così estremo... io... io... che persona sono diventata?! Un rumore di passi, poi un colpo di tosse, mi giro e... è Dahmer. Mi sorride. Ed il cuore batte, improvvisamente, più forte. Per quale cavolo di motivo ogni volta che lo vedo, ultimamente, ho queste strane reazioni? Si siede accanto a me ed un brivido mi percorre la schiena.

    "Drako ti ha detto chi è quella donna che... ti ha maledetto?"

    E rivedo il suo volto. Poi mia madre. Il suo cuore tra le mani di quella psicopatica, il suo sguardo spegnersi per poi pronunciare il mio nome prima di morire. Avverto gli occhi pizzicare e subito dopo le lacrime inondarmi il viso - "Scusami - continuo, mentre intanto cerco di asciugarmi gli occhi - ho sempre i rubinetti aperti ultimamente, ma non sono una frignona, giuro..."

    Mi rivolge un altro sorriso, ma stavolta è diverso... è... triste...

    "Deve essere bello... essere stati amati dalla propria madre... ha sacrificato la sua vita per te... la mia non vedeva l'ora di sgozzarmi in onore a Raiden"

    Essere amati dalla propria madre. Un Amore che credevo di non aver mai vissuto e provato, ma che, invece, ha condizionato e mi ha accompagnata sin dai primi momenti della mia vita. Solo ora me ne rendo conto.

    "Già... questo è ciò che ogni figlio normale penserebbe, vero?" replico di getto, quasi senza accorgermene.

    E sono una stupida ed un'insensibile. Dahmer mi sta parlando di sua madre ed io... io... ohhh, quanto posso essere cretina! Una cretina, stupida, egoista!

    "Tutto si può dire di me, tranne che sia stato un figlio normale... ti ha amata, può sembrare strano... è una cosa che a me lascerebbe stranito... quelli come me non sanno bene che significa essere amati... ma a vedere Ryuk ed Esperin, a vedere cosa ha fatto tua madre per il tuo bene... deve essere una cosa davvero bella"

    Sembra così impacciato in questo momento, così... sincero. E' la seconda volta che ci ritroviamo a parlare così, a cuore aperto, e quasi non me ne capacito. Io e lui. Qui... ora. Senza litigare, senza prese in giro... ma qui, a ragionare seriamente su un problema che affligge entrambi. In modo diverso, certo, ma entrambi.

    "A me avrebbe fatto sentire bene sapere che mia madre ha tanto desiderato che io vivessi e fossi felice da sacrificare se stessa"

    Le sue parole mi colpiscono come un pugno nello stomaco. Non è colpa sua, ovviamente, è colpa mia. Solo colpa mia. Perché ha ragione... tremendamente ragione ed io... con lei... sono stata... sono stata...

    "Ed allora perché le ho detto quelle cose orribili? come ho potuto?" sbotto, senza riuscire a contenermi, per poi ricominciare a piangere. Il senso di colpa mi sta divorando... io... forse dovrei parlare di nuovo con lei?

    "Perchè abbiamo un brutto carattere" replica gentilmente ed in questo preciso momento avverto una sensazione piacevole affiorare dentro di me. Abbiamo, ha detto. Allora è vero: siamo più simili di quanto credes...
    Con la coda dell'occhio vedo la mano di Dahmer avvicinarsi al mio viso ed istintivamente mi allontano. Cosa? Cosa sta facendo? Cosa pensava di fare?! Voleva... toccarmi? Voleva... lui... stava forse cercando di...
    Il volto di quell'uomo si affaccia prepotentemente nella mia mente e avverto immediatamente il panico appropriarsi della mia razionalità e lucidità...

    "Non fare più una cosa simile" protesto duramente, mentre mi sforzo di controllare e non far trasparire la paura.

    Devo... andarmene da qui... io.. sì, sì, devo andarmene.
    Mi alzo rapidamente e faccio per allontanarmi, quando Dahmer riesce ad afferrarmi la mano ed a bloccarmi.
    Come accadde quel giorno...


    ************************************


    La giovane elfa è sdraiata sul freddo pavimento di pietra, intenta a leggere un libro, come ogni giorno, quando un uomo, senza bussare, entra nella sua "stanza".



    "Ehi Niniel... non stai ancora dormendo? Dovresti riposare... domani hai un lavoretto importante di cui occuparti, no?" domanda con il tono arrogante che da sempre lo caratterizza, mentre chiude la porta alle sue spalle.

    La ragazza scatta immediatamente in piedi, lasciando il libro sul pavimento. Non proferisce parola, ma si limita a fissare l'uomo negli occhi, con espressione risoluta.

    "Sai... speravo di trovarti sveglia. Ho pensato che avremmo potuto ripassare ancora una volta il piano di domani - enuncia con voce cantilenante, mentre un sorriso compare sul suo volto - Per essere preparati, sai com'è, la prud..."

    "Non dovresti essere qui - replica la giovane con tono deciso - Cloak non approverebbe, lo sai bene..."

    Il sorriso dell'uomo si tramuta in un ghigno astuto. Allunga la mano verso la porta ed il "clank" della serratura riecheggia nella stanza.

    "Cloak non è qui, adesso, giusto? Non ho mai capito una cosa... vediamo se puoi spiegarmelo - avanza verso di lei che, istintivamente, indietreggia con passo lento, mantenendo lo sguardo sull'uomo - Cosa c'è tra te e Cloak? Perché dai, diciamocelo chiaramente, sei la sua preferita, no? Ha un debole per te, è evidente..."

    Il cuore inizia a batterle freneticamente nel petto e le gambe cominciano a tremare. L'uomo è fermo davanti a lei e la sta squadrando da capo a piedi.

    "Se... se vai via subito - enuncia continuando a guardarlo negli occhi, cercando di impedire alla sua voce di tremare ancora - Non dirò niente a Cloak..."



    In tutta risposta il ghigno, decisamente più inquietante del precedente, muta sul volto dell'uomo che, un secondo dopo, la spinge contro il muro e l'afferra per il collo.

    "Sei la sua puttana, vero? Per questo non vuole che il sottoscritto resti qui con te? Beh, lascia che ti dica una cosa - avverte chiaramente il fetido alito dell'uomo sulla sua pelle - Cloak deve imparare a condividere..."

    Il cuore continua a galopparle in petto, gli occhi sono sbarrati, la salivazione azzerata e l'aria fatica a raggiungere i polmoni a causa della morsa, intorno al suo collo, che diventa sempre più serrata. L'uomo le annusa i capelli, mentre con l'altra mano, quella libera, si fa strada sul suo corpo.

    "Ti svelo un segreto - le dice avvicinando le labbra al suo orecchio destro - Joleen è un gran bel pezzo di gnocca, ma al sottoscritto piace la carne fresca..."

    Poi le scosta i capelli dal viso e prima che la giovane possa anche solo riflettere su come agire, le accarezza il viso, per poi leccarle la guancia destra con avidità.

    "No - sussurra quasi impercettibilmente, mentre l'uomo cerca di abbassarle i pantaloni - Ti... ti prego..."

    Le lacrime iniziano a rigarle il volto, mentre Blythe, questo il nome dell'uomo, molla la presa dal suo collo per tastarle il seno con violenza. In quel preciso istante, qualcosa scatta nella giovane che, senza pensarci due volte, colpisce l'uomo sotto la cintura con il ginocchio destro e cerca di allontanarsi subito verso la porta.

    "PUTTANA!"

    Avverte chiaramente il grido dell'uomo, prima di essere bloccata per un braccio e poi spinta a terra.
    Lui è sopra di lei, le sputa sul volto, e la guarda con disprezzo. Poi di nuovo quel ghigno sul viso...



    "Vediamo fin dove arrivano questi strani tatuaggi che hai sul corpo - sussurra lascivo, mentre inizia ad armeggiare con la cinta dei pantaloni - Ho sempre desiderato scoprirlo..."

    La giovane prova a reagire, ma nel preciso istante in cui tenta di liberare il braccio destro, un pugno la colpisce in pieno volto ed il sangue inizia a colarle dal naso.

    "Così starai ferma adesso! - ghigna divertito - Vedrai che alla fine piacerà anche a te, ragazzina. Piace a tutte... voi donne siete tutte uguali..."



    Le lacrime continuano a scendere inesorabili, mentre avverte il sapore del sangue in bocca.

    "Lasciami... - supplica l'uomo con voce implorante - Ti prego! Non voglio... lasciami... lasciami andare..."

    Blythe riesce ad abbassarle i pantaloni con facilità, ma quando afferra anche la sua biancheria intima ed inizia a tirarla con violenza verso il basso, una luce, prima fioca, ma subito dopo molto intensa e brillante, prende vita nel palmo della giovane, trasformandosi in una sfera d'acqua che inizia a vorticare furiosamente.



    "NO!" grida con tutto il fiato che ha in corpo, per poi scagliare la sfera sul volto dell'uomo che viene scaraventato sul fondo della stanza.

    Mentre la ragazzina si alza velocemente e si sistema i vestiti, l'uomo resta disteso a terra, con le mani sul volto, imprecando e gridando tutto il suo dolore. Vorrebbe fuggire via, aprire la porta e chiamare aiuto, ma il cuore, la mente e l'istinto la spingono ad afferrare il pugnale a terra, alla sua sinistra, appartenente a Blythe.
    Si avvicina all'uomo, si siede a cavalcioni sopra di lui e dopo aver proferito le seguenti parole...

    "Vedrai che alla fine piacerà anche a te"

    ... inizia a colpirlo ripetutamente con il pugnale, in diverse parti del corpo.
    Le lacrime continuano a rigarle il volto, mentre schizzi di sangue iniziano ad imbrattarle il viso ed i capelli.
    I lamenti dell'uomo si spengono lentamente, finché nella stanza piomba il silenzio.



    **********************************

    Quando torno in me... quando quelle terribili immagini abbandonano la mia mente, solo ora... soltanto adesso riesco a realizzare ciò che è accaduto. Una visione? Era... era una visione del passato? Sto tremando.
    Ho avuto come la sensazione che anche Dahmer... che persino lui potesse vedere ciò che ho visto, ma questo è... è assurdo! Non può essere. Non potrebbe mai accadere nulla di simil...
    Rivolgo lo sguardo verso di lui e... perché? Perché mi sta fissando in quel modo?! Sembra sconvolto.
    Ha... ha veramente potuto vedere ogni cosa?! Io... io... non... non volevo. No. Nessuno avrebbe mai dovuto sapere... nessuno avrebbe mai dovuto vedere... Nessuno. Men che meno lui...

    "Ti prego - imploro, mentre nuove lacrime continuando a scorrere sul mio viso - Lasciami andare adesso..."

    Non riesco nemmeno a guardarlo negli occhi.
    Non può aver... non può aver visto ciò che ho fatto...




    NB: Reazione di Dahmer concordata
    Ps. Chiedo perdono per il papiro. u_u






  4. #3274
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    La terra è secca e le erbacce non sono semplici da estirpare, aggrovigliate come sono attorno a radici e rami secchi che hanno quasi totalmente ricoperto la piccola pietra, continuo a pulirla ed a ridarle luce fin quando anche Ryuk non si ridesta ed inizia ad aiutarmi, sorrido leggermente nel vedere che ce l'ha fatta, che ha superato lo smarrimento ed il dolore schiacciante di ritrovarsi qui davanti a lei, e resto in silenzio fin quando la lapide non è totalmente pulita, con la terra smossa ed una bella piantina di fiori che Ryuk ha posizionato proprio davanti ad essa.



    Mi pulisco le mani e mi sollevo così come fa anche lui e lo stringo asciugandogli le lacrime quando mi tira a sé baciandomi la fronte, chiudo gli occhi e mi sento più tranquilla, come se entrambi oggi avessimo fatto un passo avanti verso il nostro futuro insieme "Gliene farò una come si deve, con il suo nome inciso per intero e fiori freschi tutti i giorni, starà accanto mia madre, voglio che possano avere i raggi del sole tutto il giorno, la terra deve essere sempre calda" annuisco ascoltando sue parole ed accarezzo la sua schiena con la mano, "staranno bene, ci prenderemo cura di loro."



    Mi accarezza dolcemente il viso e gli sorrido ancora, poggiando la guancia sulla sua mano "Ho una sorpresa per te" mi porge la mano per portarmi da qualche parte e mi sorride ancora, la stringo contenta che questa volta non abbia preso a correre come un matto e ci incamminiamo nuovamente attraverso la boscaglia lasciando alle nostre spalle le due lapidi. Il sole è ancora alto nel cielo ed i colori di questa valle sono davvero splendidi, caldi e luminosi come piace a me ed immersi nel verde. Camminiamo per poco, forse una decina di minuti, fin quando la boscaglia non si dirama e ci ritroviamo davanti ad una distesa vuota, solo qualche albero qua e là adorna un terreno privo di costruzioni dal quale si intravede un paesino in lontananza, forse siamo diretti lì , dobbiamo camminare ancora un bel pò "Dove stiamo andando?" gli chiedo curiosa, mantenendo il suo passo, ma d'un tratto si ferma come se fossimo giunti a destinazione e mi guarda con un sorriso "A casa nostra."



    Resto per un istante a guardarlo inebetita, temendo di aver capito male, ma poi le mie labbra si piegano in un sorriso spontaneo "Qui?" gli chiedo sorpresa e felice per poi distogliere lo sguardo dal suo e cercare di catturare ogni particolare di questo terreno sul quale sorgerà la nostra casa "E' bellissimo!" aggiungo entusiasta, mi piace sia l'ambientazione che la morfologia del terreno, rispecchia esattamente i discorsi che abbiamo fatto a Faradorn. Torno da lui e lo abbraccio saltandogli al collo.



    "Mi piace! Dove siamo?" guardo incuriosita il paesino in lontananza che non riconosco, poi mi scosto da lui e muovo qualche passo mentre la mia mente inizia a progettare, forse è prematuro dato che non sappiamo cosa succederà domani o a cosa ci porterà l'esito di questa guerra o le responsabilità che ne potranno derivare, ma ora voglio pensare solo a noi ed ai nostri sogni insieme "Dovremo pensare alla disposizione della casa, delle stanze... " da questo lato c'è più luce al mattino, ideale per le stanze da letto ed il soggiorno, mentre da quel lato potrebbe sorgere il giardino con l'orto, ed infine... no, forse il giardino è meglio di qua, separato dall'orto, la vista è molto bella e potremo mettere un bel tavolo, o qualcosa del genere, vedremo. Casa nostra... non riesco ancora a credere che tutta questa felicità sia reale.

  5. #3275
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien


    Esperin mi afferra la mano e si lascia condurre nel luogo che ho in mente, non è molto lontano da dove siamo, camminiamo solo per poco tempo, fino a ritrovarci avanti ad una ampia distesa di terra, con solo pochi alberi a circondarci ed una grossa riserva per l'acqua, il che non guasta. Allargo le braccia come ad indicarle di guardarsi attorno.



    Quando le dico che qui costruiremo casa nostra il suo volto si illumina, comincia a guardarsi attorno, si volta verso ogni angolo e cerca di carpirne ogni dettaglio, così come il vicino paesino che si vede in lontananza. Mi piace! Dove siamo?" Vado accanto a lei e le indico la valle poco lontano da noi dove si vedono alcuni tetti ed il porto "Siamo a Kattegat, il paese dista meno di dieci minuti a cavallo, è una zona tranquilla dove vivono per di più contadini e pescatori, c'è un bel mercato anche. Dohaeris è a poco più di un'ora da qui" Ho mille pensieri al riguardo, se dovessimo vincere Esperin sarà Regina, avrà dei doveri e di certo non potrà adempierli stando qui con me, forse ora stiamo solo sognano, possiamo e dobbiamo concederci una pausa dalla realtà, magari questo posto non sarà la nostra prima casa, ne costruirò una che ci faccia da rifugio nelle nostre fughe, perchè ormai quel trono e le responsabilità di corte ci stanno stretti. La seguirò ovunque voglia andare, ovunque il suo senso dell'onore e della famiglia le imporrà di stare, che sia al Castello, qui o altrove... ma non è il momento di parlarne "Dovremo pensare alla disposizione della casa, delle stanze... " si guarda attorno come una bambina in un parco giochi che non sa su quale giostra fiondarsi per prima. Mi avvicino a lei mentre è di spalle e comincio ad imitarla nei gesti e nelle espressioni fino a quando se ne accorgerà e poi la solleverò di peso per lanciarla in aria. "Stanze, stanze ovunque, cucina, bagno, stanza da letto... stanza da letto e... stanza da letto" ammicco riportandola in basso con i piedi per terra "Stanze per i bambini, stanze per Auron e la sua famiglia... non ne faremo uscire mica un secondo castello?" Sorrido prendendola in giro "Faremo tutto ciò che ritieni opportuno" resto col sorriso, ma divento un pò più serio, non riesco a fare a meno di tornare ai pensieri di poco fa.

  6. #3276
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Kattegat, conosco solo di nome il paese di cui mi parla Ryuk e che ci soffermiamo ad osservare in lontananza, è ricordato per il suo porto e per la produzione di navi, se non sbaglio, ed abitato per lo più da contadini e pescatori. Siamo ad un'ora da Dohaeris, in un luogo tranquillo non troppo lontano da quello che era il nostro mondo, dai nostri titoli e dalle responsabilità che ne conseguono, dalla vita di corte e da quella da soldato.



    Lontani dagli intrighi, dalla falsità e dagli interessi politici, in un luogo come questo non sarebbe neanche più necessario materializzare le nostre rispettive armi. La sua forse si, in effetti, per falciare il prato... ma meglio non dirglielo, ne è così geloso. Mi piacerebbe visitare subito Kattegat ma nel pieno della guerra non è il caso di esporci in questo modo, con il peso di casate come le nostre saremmo riconosciuti facilmente. Sarà comunque tra le prime cose che faremo dopo la battaglia di domani e l'assalto al Castello, se tutto andrà per il meglio. Continuo a camminare ed a guardarmi intorno immaginando la futura struttura della nostra casa, dovrà essere perfetta e sfruttare al massimo ogni pregio di questo posto.



    Ad un tratto sento dei passi alle mie spalle e voltandomi mi accorgo che Ryuk si sta prendendo chiaramente gioco di me, imitando i miei gesti con delle smorfie.



    Lo guardo indispettita ma senza accorgermene mi ritrovo per aria priva di equilibrio, dopo che mi ha sollevata di peso senza alcuno sforzo come si fa con i bambini "Stanze, stanze ovunque, cucina, bagno, stanza da letto... stanza da letto e... stanza da letto" mi riporta con i piedi per terra ed ammicca, mentre io continuo a guardarlo indispettita, non mi sta prendendo affatto sul serio ed ora mi gira anche la testa "Stanze per i bambini, stanze per Auron e la sua famiglia... non ne faremo uscire mica un secondo castello?" mi prende ancora in giro, sorridendo, mentre alzo un sopracciglio contrariata.



    "Faremo tutto ciò che ritieni opportuno" sorrido sarcastica e porto le mani al collo della sua maglia, stringendo il tessuto e tirandolo verso di me come se volessi dargli un bacio "Quello che ritengo opportuno..." lo guardo negli occhi e con una mano scendo fino allo stomaco, al centro del quale sferro un pugno "...è che tu mi prenda sul serio quando ti parlo di cose importanti." Sorrido ancora e stavolta davvero, prendo la sua mano e lo tiro con me, portando il suo braccio attorno alle mie spalle mentre camminiamo "La casa dei nostri bambini dovrà essere perfetta, fortuna che ci sarò io a controllare i lavori" aggiungo con tono scherzoso e gli do un bacio a stampo trascinandolo con me in un giro del terreno prima di dover smettere di sognare e tornare ai nostri doveri al campo.

  7. #3277
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Quando mi guarda così vuol dire che non c'è nulla di buon all'orizzonte "Quello che ritengo opportuno..." Ok sorride e mi avvicina a sè, ma ancora quello sguardo strano, mi porta una sul petto, scendo sullo stomaco e.... "...è che tu mi prenda sul serio quando ti parlo di cose importanti." Mi piego in due d'istinto, merda "Così non vale" La guardo con la coda dell'occhio mentre mi rimetto dritto ed il dolore allo stomaco si affievolisce, non me ne da comunque il tempo, prende il mio braccio e se lo mette attorno al collo per poi cominicare a passeggiare per questo lembo di terra vuoto, ma che nella nostra testa è già colmo in ogni suo angolo "La casa dei nostri bambini dovrà essere perfetta, fortuna che ci sarò io a controllare i lavori" Alzo un sopracciglio... sicuramente deve essere una maestra nell'arte del costruire case, magari si scheggia un dito nell'alzare il primo pezzo di legno, cerco di contenere una risata, o il pugno mi arriva direttamente in bocca. "Basta che ci sia un bel lembo di terra da coltivare, non vorrai mica dei figli schizzinosi come... eri tu. Dovranno sporcarsi le mani come me" Mi batto la mano al petto con fierezza, ma pur sempre sorridendo. "E' ora di tornare al campo" E con un gesto provo a sollevarla di peso, ma non come prima, piuttosto come fa un marito che porta la propria moglie, per la prima volta oltre la soglia della loro casa "Andiamo su" Faccio qualche passo con lei in braccio, poi la lascio scendere per incamminarci verso il Glados

  8. #3278
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    DAHMER GRAY

    "I-io... io non ti farei mai una cosa del genere..." mormoro crollando sulle ginocchia. Io... davvero non lo farei più, visto che in passato mi sono macchiato più volte di questo peccato? Ho visto cosa è successo a Niniel con i suoi occhi, ho potuto vedere la faccia di quell'uomo così come la vedeva lei. Ho sentito la sua paura così come la sentiva lei. Il suo disgusto, il suo senso di impotenza quando lui l'ha gettata di spalle a terra. Ho sentito il peso di quell'uomo su di me, il suo alito, la sua forza. Ho visto il ghigno di quell'uomo così bene da intravederci il mio. Così mi vedevano le donne cui ho fatto del male. Così apparivo da fuori agli occhi delle mie vittime. Stringo forte i pugni fino a farmi male. Sono così... repellente. La foga, la guerra, la vendetta: niente ha senso davanti a quella paura. Selene, Sybil, le sacerdotesse del tempio di Saraswaty: nessuna meritava una cosa simile. Nemmeno la peggiore delle donne merita una cosa simile. E per la prima volta riesco a vedere bene che quello che ho fatto ad Aeglos è stato sbagliato. E' vero, volevo vendicarmi, l'odio in me per quella gente non ha smesso di bruciare nemmeno quando le pire dei loro corpi si saranno spente. Sono stato una belva, niente potrà mai cancellare ciò che sono stato, ciò che è ingiustificabile. Rollo ci raggiunge e mi posa le zampe sul petto. Mi lecca la faccia, mi scuote dal mio torpore. Gli occhi pieni di consapevolezza per ciò che sono stato anche dove pensavo di aver agito a dovere secondo il mio odio... non sono migliore di mio padre. Non sono mai stato migliore di lui e io ho scelto, io ho fatto quelle scelte. Riparare il passato è impossibile ma, come ho detto ad Esperin, posso impegnarmi per essere diverso, per essere una persona migliore. Ora, dopo quello che ho visto, sono più determinato che mai. "E' questo il tuo potere? Mi dispiace per ciò che ti è successo" dico con un filo di voce, accarezzando il lupo. Non posso fare altro che sistemare le cose con la gente che mi sta intorno, di prendermi cura di Rollo. Aiutare Niniel. Aiutare soprattutto a farle capire una cosa. "Non ti toccherò mai più se tu non lo vorrai ma... vorrei dirti una cosa... è parecchio bello essere toccati da qualcuno che ti vuole bene... me l'ha insegnato Elen" dico rimettendomi in piedi e avvicinandomi a lei. "E nonostante le frecciate, nonostante i battibecchi e le botte... bhe hai capito" dico farfugliando imbarazzato. Le voglio bene, tengo a lei mi preoccupo per lei: inutile nascondermi dietro un dito. Non sono mai riuscito a mentirle, a celarle la mia natura, su cui ora non ho più alcun dubbio: quel Dahmer non c'è più, quel boia che rideva alla luna di sangue non esiste più. So cosa sono ora: un tipo confusionario, un casinista, un imbranato che cerca di fare del suo meglio. Tutto sommato, è un'immagine che mi piace. Con un mezzo sorriso mi gratto la guancia con l'indice, lo faccio sempre quando sono insicuro e nervoso. "Potrei accompagnarti... da tuo padre intendo" propongo titubante. Potrebbe lanciarmi una sfera come quella della visione, ma è una mia caratteristica: mi piace rischiare.

  9. #3279
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    "Basta che ci sia un bel lembo di terra da coltivare, non vorrai mica dei figli schizzinosi come... eri tu. Dovranno sporcarsi le mani come me" ribatte ironico Ryuk battendo la mano al petto con fierezza e non riesco a trattenermi dal sorridere, come fa anche lui. Percorriamo in tondo tutto il terreno, condividiamo sogni e progetti che per ora sono solo nella nostra testa ma che spero potremo mettere presto in atto, indipendentemente dall'esito di questa guerra e da ciò che comporterà per tutti noi. So che lui mi seguirà in qualsiasi decisione prenderò dopo la battaglia di domani nel caso di vittoria e saperlo rende tutto più semplice anche se in fondo al cuore so già quale sarà la mia scelta e quali saranno le conseguenze, ma non voglio pensare a questo ora "E' ora di tornare al campo" mi solleva ancora prendendomi in braccio, ma stavolta come fa un marito che porta la propria moglie oltre l'uscio di casa dopo le nozze "Andiamo su" scoppio a ridere mentre stringo le braccia attorno al suo collo "Schizzinosa, viziata e con quell'irritante puzza sotto al naso...mh?" ironizzo con una smorfia mentre mi lascio trasportare in braccio "Ed ora mi ritrovo a sognare di sporcarmi le mani con te nell'orto dietro casa mentre i nostri bambini giocano felici. Che brutta fine che ho fatto" scherzo e gli do un bacio sulla guancia stringendolo ancora, prima che mi faccia scendere nuovamente con i piedi per terra.



    Attraversiamo il Glados e torniamo al campo, sono state ore intense e sono felice di essere stata al suo fianco in quel momento così difficile e delicato come mi sono ritrovata ad esserlo già altre volte, ancora prima che chiarissimo il nostro rapporto, e come conto di fare per tutto il resto della nostra vita insieme, voglio che non si senta mai più solo, lo è stato per tutta una vita. Lo guardo negli occhi e mi accorgo di aver preso di nuovo la sua mano, ormai è un gesto istintivo e naturale tra noi di cui non riesco a fare a meno "Vorrei allenarmi, ti va?" la battaglia si avvicina sempre di più e combattere mi aiuta a scaricare la tensione, soprattutto quando mi scontro con qualcuno più forte ed esperto di me che può insegnarmi molto. Raggiungiamo il campo d'addestramento e mi posiziono a qualche metro da lui, sulla difensiva "Inizia tu..." gli sorrido per provocarlo, sono più veloce di lui e so che la cosa lo irrita un bel pò "Tanto non mi prendi... se non lo voglio."

  10. #3280
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti




    Tremo. Le gambe non vogliono smettere di tremare.
    Cosa penserà di me, adesso? Ha visto tutto. Per quanto assurdo possa sembrare... so che ha visto ogni cosa... l'ho avvertito. Non capisco come sia potuto accadere tutto questo e francamente adesso non mi importa.
    Vorrei solo scappare da qui e non tornare più indietro. Quello era... era... nessuno avrebbe mai dovuto sapere quello che ho fatto. Non riesco a guardarlo negli occhi. Il mio sguardo è rivolto ancora verso terra e provo solo vergogna... tanta vergogna di me stessa!

    "I-io... io non ti farei mai una cosa del genere..."

    Spalanco gli occhi e quando avverto che la sua mano smette di stringere la mia... sto... peggio di prima.
    Non riesco a comprendere. Quel gesto che solo pochi secondi fa mi ha profondamente turbata, adesso... non so, ma... mi manca?! Quel contatto... non... non capisco...
    Lo vedo crollare a terra, sulle ginocchia, lo sguardo sembra assente e visibilmente turbato.

    "No... - farfuglio a disagio, mentre mi asciugo le lacrime - No... io... non ho mai creduto che tu... sì, hai capito, no? - aggiungo mentre inizio a muovermi sul posto, non riuscendo a stare ferma - Che tu potessi fare ciò che hai visto... Io... mi dispiace..." concludo, infine, con tono sinceramente mortificato.

    Dahmer è stato tante cose con me, ma non ho mai pensato... mai, davvero... nemmeno per un secondo.
    So che non mi avrebbe mai... che non mi farebbe mai... del male. Non in quel modo.
    Potremmo picchiarci fino allo sfinimento forse, stuzzicarci fino alla nausea e continuare ad insultarci all'infinito, ma non lo farebbe mai. Non a me almeno e per ciò che ho avuto modo di vedere in questi giorni... per come è cambiato... credo che non lo farebbe mai più... con nessuno.

    "Non sei tu quello sbagliato - continuo mentre lo vedo ancora a terra, con lo sguardo perso nel vuoto - Sono... ecco... sono io. Non hai fatto nulla di male..." termino il mio breve discorso, per poi inginocchiarmi accanto a lui, per cercare il suo sguardo, mentre intanto accarezzo il piccolo cucciolo di lupo, che è intento ad esprimergli tutto il suo affetto.

    Ciò che ho vissuto... quell'incubo... è un qualcosa che mi ha segnata profondamente e di cui non riuscirò, forse, mai a liberarmi, ma vederlo in questo stato ora... per causa mia... adesso fa male. Incredibilmente male.
    Voleva solo consolarmi... essermi d'aiuto in un momento difficile ed io... la mia reazione è stata... è stata...

    "E' questo il tuo potere? Mi dispiace per ciò che ti è successo"

    I nostri sguardi si incrociano e riesco finalmente a sorridergli. Come se in un attimo qualcuno avesse rimosso un enorme macigno dal mio cuore. Sentire queste parole... sentirle da lui, soprattutto... sembrerà stupido, ma mi sento... rincuorata. Non mi sta giudicando. Non gli importa, forse, di ciò che ho fatto. Al momento si sta solo preoccupando per me. Di nuovo.

    "Grazie - proferisco in un sussurro - Non... non avresti dovuto vedere quella... sì, quella cosa - distolgo istintivamente lo sguardo, per poi rialzarmi in piedi - E sì... questo è il mio potere. Inquietante, eh?"

    Sorrido per cercare di sdrammatizzare. Tra noi due funziona così, del resto... no?

    "Non ti toccherò mai più se tu non lo vorrai ma... vorrei dirti una cosa... è parecchio bello essere toccati da qualcuno che ti vuole bene... me l'ha insegnato Elen"

    Essere toccati... da qualcuno che... che ti vuole bene.
    Non mi toccherà più se... se non lo vogl... aspetta. Non mi toccherà mai più.
    Guardo automaticamente la mia mano... quella che, solo pochi secondi fa, era stretta nella sua.
    Non poterla stringere più. Mai più? Non... non credo di volere questo... O forse sì?
    No... io... non capisco il perché, ma con lui...
    Si avvicina a me e... perché adesso il cuore riprende a battere più forte, avverto una morsa allo stomaco e... di nuovo quel brivido lungo la schiena...????

    "E nonostante le frecciate, nonostante i battibecchi e le botte... bhe hai capito"

    Lui è imbarazzato.
    Io rossa come un peperone.
    Ma cosa caspita sta succedendo?

    "Per me... è... sì, insomma... lo sai. Cioè... condivido il tuo discorso, o meglio quello che hai appena fatto non era proprio un discorso... cioè, no effettivamente lo era, ma - che qualcuno mi fermi, per favore!!! - sì, ecco... anch'io"

    Ok. Sto per prendere fuoco. Perché sto per prendere fuoco?
    Qualche effetto collaterale della visione, magari?

    "Potrei accompagnarti... da tuo padre intendo"

    Da mio padre. Accompagnarmi. Io e lui.
    Ovvio, io e lui... se mi accompagna ovvio che saremo io e lui.

    "Mi... mi farebbe piacere. Almeno so che ci sarà qualcuno che mi capisce e che riuscirà a tenere a bada il mio pessimo carattere. Non perché tu abbia un pessimo carattere, ovviamente... cioè ce l'hai, effettivamente... certe volte, voglio dire, mica sempre... nel senso che ultimamente sembri diverso, e... - perché? perché non riesco a stare zitta?! - Sì, insomma... certo. Andiamo. Mi farebbe... piacere, appunto"

    Il cucciolo di lupo abbaia allegramente, per poi iniziare a mordicchiarmi uno stivale.
    Gli rivolgo un sorriso sereno che subito dopo rivolgo anche a Dahmer.

    "Araneae Theridiidae - pronuncio con tono deciso, continuando a guardarlo negli occhi - A quanto pare è questo il nome della donna che mi ha maledetto e che... vuole uccidermi..."

    Mi rivolge uno sguardo che sembra preoccupato, ma si limita a dire...

    "Dobbiamo fare i bagagli, ci aspetta un bel viaggio"

    Annuisco sorridendo, accarezzo ancora una volta il lupetto, rivolgo un rapido sguardo a Dahmer, che vedo allontanarsi, insieme al cucciolo, in direzione delle tende, per poi tornare con lo sguardo sul lago.

    "Il tuo potere sarà pure inquietante, ma riuscirai a dominarlo... sei forte"

    Gli rivolgo un altro sorriso e poi resto ad osservarlo, mentre riprende il suo cammino seguito dal lupetto.
    Riuscirò a dominarlo. Riuscirò a dominarlo. Ed ora... andiamo a prepararci per il viaggio.


    NB. Azioni e frasi concordate <3





    Ultima modifica di valuccia85; 26th April 2016 alle 01:41

 

 

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