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  1. #3351
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Elen


    <<Qualche giorno fa sono andato a Capo Tempesta e ho recuperato dei libri, dentro uno di questi ho trovato un testo scritto in una lingua antica>> Valerius estrae il foglio dalla tasca e me lo porge <<Esperin mi ha aiutato a tradurlo. È... abbastanza chiaro che sia quello di cui sto soffrendo, anche se alcune cose non combaciano>> srotolo il pezzetto di pergamena e inizio a leggerlo concentrata ripetendo mentalmente i concetti chiave: "Maleficarum? Spiriti maligni... Immortalità... Suicidio collettivo..."
    Mi mordo il labbro, non ho mai sentito parlare si queste cose.
    "Grazie al potere racchiuso nel proprio sangue, essi riuscirono a legare le proprie anime al mondo terreno che perciò sopravvissero anche dopo la morte del corpo. L’immortalità così ottenuta, come ogni cosa, aveva però un prezzo: a causa della natura stessa del rito le nuove creature erano corrotte, abomini estranei alle normali leggi fisiche e, soprattutto, condannati a vivere un limbo come entità senza forma né materia. I Maleficarum sono infatti costretti ad entrare in corpi ospiti, che possono essere volenti o nolenti, per interagire con il mondo che li circonda. Questa pratica, che prende il nome di possessione, ha permesso agli spiriti di sopravvivere al tempo come dei parassiti."<<È come se lo spirito fosse dentro di me, ma... sopito. Forse è per questo che ho solo un occhio rosso invece di due>> continuo a leggere le conseguenze del maleficarum allarmata per ciò che potrebbe accadere ad un corpo posseduto.
    Sgrano gli occhi: con il passare del tempo il corpo decade, si fa più debole e negli ultimi stadi della possessione le carni cominciano fisicamente a marcire. Non è raro che la pelle di un uomo posseduto sia ricoperta di pustole e vesciche. Esaurito un corpo, lo spirito lo abbandona e si sposta in un altro. Termino di leggere le ultime righe in cui viene spiegata l'origine delle iridi rosse e in cui si fanno ipotesi sulle tipologie delle possibili vittime: stando a quanto è scritto anche suo fratello dovrebbe avvertirne gli effetti quindi faccio mente locale all'incontro avvenuto con Ser Aiden.<<Comunque credo di avere ancora del tempo a disposizione, sono debole ma non ai livelli descritti dalla pergamena. Terminata la guerra, se vinceremo, mi dedicherò a trovare una soluzione. Se perderemo... beh, non ne avrò bisogno>>
    Ripiego la pergamena e gliela porgo <<Non ne ho mai sentito parare, mi spiace... - abbasso lo sguardo sulle mani strette sulle cosce - ma ti prometto che ti aiuterò a cercare una cura, un rimedio... Migliorerò i miei poteri di curativi... - apro i palmi e vi faccio confluire la magia rigenerativa fin quando piccole fiammelle luminose iniziano ad ondeggiare in una lenta ed ipnotica danza - Troveremo sicuramente un rimedio.>> Lo guardo cercando di mostrarmi fiduciosa mentre dissipo il potere.
    Mi alzo dal pagliericcio <<A proposito di ciò che accadrà dopo la guerra, volevo parlarti di una cosa, ma forse non è il momento... - faccio qualche passo in tondo - Riguarda Capo Tempesta e i vari possedimenti...>> Porto una mano tra i capelli, come posso dirgli che mi piacerebbe riavere le terre di mia madre? <<Scusa, è folle parlarne ora che gli scenari della guerra sono ancora aperti.>>

    Rigenerazione (usata solo per scenografia)

  2. #3352
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Rientro al campo più allegra, vedere che poco a poco le cose si stanno sistemando per molti di noi nonostante questa guerra mi rasserena, sono certa che quando tutto sarà finito riusciremo a ricostruire le nostre vite ed il nostro Regno e ad andare avanti dimenticando gli orrori di questo periodo e del passato. Il portale illumina con la sua luce azzurra il lago e dopo pochi passi vedo Ryuk venirmi incontro “Tutto bene? Ho finito di raccogliere tutte le nostre cose, possiamo andare al Castello. Salutiamo tutti” annuisco e gli rivolgo un sorriso "Si, tutto bene. Era un amico che finalmente ha trovato la sua strada, ti racconterò mentre andiamo"



    Intreccio le dita della mia mano alle sue e muovo qualche passo verso le tende per salutare gli altri, ma seduto sulla riva del lago intravedo Drako con lo sguardo fisso verso lo specchio d'acqua davanti a sé, ha l'aria pensierosa ed accigliata, probabilmente per la battaglia di domani e mi fa male vederlo così, voglio fermarmi qui con lui per qualche minuto prima di andare.



    "Ti raggiungo subito..." dico a Ryuk al mio fianco che comprendendo le mie intenzioni annuisce ed inizia ad avviarsi verso le tende mentre io mi avvicino a Drako e mi siedo accanto a lui “Ciao..." gli dico con un sorriso appena accennato, seguendo il suo sguardo fino alla statua dall'altro lato del lago "Stiamo per partire per il Castello Nero, le truppe necessitano della nostra presenza. Io… so che è inutile dirti di non stare in pensiero domani ma andrà tutto bene, non ti deluderò."



    Lui mi sorride, ma è evidente che si sta sforzando molto per farlo e per mostrarsi tranquillo "Lo so, Ryuk mi ha appena informato. Dobbiamo salutarci ora quindi..." sento un magone nel ricambiare il suo sguardo e nell'ascoltare le sue parole ed i miei occhi si arrossano come i suoi, ma gli sorrido ancora dolcemente e mi avvicino per stringerlo in un abbraccio, non ho intenzione di salutarlo come se questo fosse un addio "Non mi piacciono i saluti, lo sai, non te li ho mai fatti neanche prima delle tue missioni. Torneremo presto, pronti a reclamare ciò che è nostro, e quando sarà tutto finito potremo finalmente andare avanti, insieme."



    Resto stretta a lui per un po’, lo sento accarezzarmi i capelli e respirare profondamente e quando sollevo nuovamente gli occhi per incontrare i suoi mi accorgo che questa volta mi sta sorridendo sinceramente e col viso più disteso "Poi ci resta solo la piccola questione dell'assalto al Castello. Ma hai ragione tu, niente saluti come fossero addii, solo: torna presto"annuisco decisa sorridendogli ancora, ora riconosco il Drako con cui sono cresciuta e che mi ha insegnato a combattere “Te lo prometto, nessuno mi terrà lontana da te” perché l’affetto che provo per lui supera ogni cosa, la guerra, le incomprensioni, le verità che nasconde e che ha scelto di non condividere con me, qualsiasi cosa accadrà, qualsiasi cosa scoprirò, so che sarà sempre parte della mia vita. Gli do un bacio sulla guancia e dopo qualche istante torno in piedi, è il momento di andare “Vado a salutare gli altri" a passi veloci raggiungo Ryuk al tavolo, le nostre cose sono pronte e la battaglia è ormai alle porte, non possiamo più aspettare “Eccomi…prendo le nostre cose” gli dico entrando poi nella sua tenda, mi guardo velocemente intorno, sembra non esserci quasi più nulla fuori dalla sacca e mentre le sistemo le ultime cose mi accorgo che Alinor mi ha seguita e si è seduta sul pagliericcio osservandomi con una strana espressione che non riesco a decifrare. Sono contenta che sia qui così da poter passare qualche minuto con lei prima della partenza, mi avvicino allegra e le do un bacio sulla guancia, prima di tornare a quello che stavo facendo "E' strano indossare un'altra armatura non è vero? ...o tu ti ci sei già abituata?" mi chiede quando la vede nella sacca, ora è davvero tutto pronto “L’ho già indossata quando sono andata con Ryuk a reclamare l’Adamantem, mi trovo bene e mi rispecchia di più” le sorrido lievemente preoccupata, sembra volermi dire qualcosa di importante "Da quando sono giunta qui non abbiamo avuto modo di sederci e parlare...tra noi, come facevamo alla Torre" sbatte i piedi nervosamente ed io interrompo quello che sto facendo, ascoltandola "Ti vedo strana...diversa. Temo che tu sia cambiata…temo di non riuscire a ritrovare quella Esperin conosciuta alla Torre, che mi era così tanto amica." Resta qualche secondo in silenzio, tempo durante il quale io mi siedo accanto a lei, intenzionata a chiarire questo suo dubbio infondato "Lungi da me volerti turbare con questi miei sciocchi pensieri prima della battaglia...e a tal riguardo non ti nascondo una certa preoccupazione...D'altronde io sono viva esclusivamente per concessione di Aiden...ma…vorrei sapere se va tutto bene Esperin. Solo questo."



    Mi avvicino e la stringo in un abbraccio, dandole un altro bacio sulla guancia "Non hai motivo di preoccuparti, sto benissimo" stringo ancora di più, quasi fino a toglierle il fiato e poi torno a guardarla "Mi dispiace di averti un po’ trascurata, non abbiamo più avuto modo di parlare come si deve. Mi sento bene, meno legata a ruoli ed etichette e più me stessa, non dubitare del mio affetto per te... ti voglio bene come ad una sorella" poi mi incupisco un pò, ripensando alla giornata di ieri "quando ti ho vista tornare da Cadonga in quelle condizioni ho avuto una paura tremenda, ho sentito il sangue ghiacciarsi nelle vene" sento gli occhi lucidi ma scaccio via questa bruttissima sensazione tornando a sorriderle, come fa anche lei "ma ora stai meglio ed andrà tutto bene anche all'Adamantem. Non avrei mai pensato che questa guerra potesse cambiare così tanto la mia vita ed avrei voluto confidarmi con te prima invece di farlo solo adesso… in ogni caso, io e Ryuk abbiamo scoperto di amarci e continueremo questo matrimonio dopo la guerra. E’ cambiato... siamo cambiati entrambi e ci siamo trovati.“ So che non approva la mia scelta anche perché ha conosciuto poco del Ryuk di adesso, infatti sgrana gli occhi incredula, non sembrava essersi accorta accorta ancora di nulla "Cos-sa?..." resta immobile per qualche istante e poi scuote la testa come a negare le mie parole "Sei stata forse vittima di un incantesimo? ..Ryuk possiede lo charme? La usato su di te??..Giuro che lo ammazzo!!" è in preda al panico e quasi mi sento in colpa per il fatto che a stento riesca a frenarmi dal ridere, mi porta addirittura una mano sulla fronte, come a voler controllare la temperatura "Eppure non scotti...". si alza in piedi ed accenna ad uscire, è chiaramente intenzionata a fare qualcosa "Forse è meglio scambiare due paroline con Ryuk!!" la fermo prendendole la mano prima che esca "Nessuna magia, fidati di me. L'unico charme che è stato usato è stato opera di Drako, voleva che ammettesse di mentire ed invece ha dovuto ricredersi anche lui. Ci siamo innamorati davvero, non riesco più ad immaginare la mia vita senza di lui" la faccio sedere nuovamente accanto a me sul pagliericcio e la guardo dolcemente "Vorrei che riuscissi ad essere felice per me."



    La ragazza sembra calmarsi e mi abbraccia ancora di slancio “E va bene, ma fai attenzione Esperin” risponde titubante, so che si riferisce a tante cose, non solo alla battaglia, comprendo i suoi dubbi e so che non approverà ugualmente la nostra unione nonostante le sue parole fin quando non avrà conferma che sia sincera, farei la stessa cosa con lei. Sciolgo l’abbraccio e le sorrido complice , quasi quasi ne approfitto per seguire il consiglio di Ryuk ora che sembra più tranquilla “Dimmi un po’, ho notato una certa intesa... Sage è un bel ragazzo vero?" lei mi guarda ancora una volta incredula "...Sage?...Ma che ti viene in mente?.." “Prova a conoscerlo meglio, chi lo sa...secondo me è interessato" le do una gomitata e le sorrido ancora, ma è il momento di andare e dovremo rimandare alla prossima volta la nostra chiacchierata "Ora devo andare, io e Ryuk andiamo al Castello Nero per organizzare le ultime cose prima di domani. Non stare in pensiero per me, tornerò presto ed avremo tempo per le nostre lunghe chiacchierate accompagnate da torte di mele" scoppiamo a ridere ed insieme torniamo al tavolo, lascio le sacche accanto alla tenda e raggiungo Ryuk “Sono pronta” gli dico con un sorriso.


    *Post concordato

  3. #3353
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Esperin intreccia la mia mano ed avanziamo verso le nostre tende, ormai abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo, non ci resta che prendere le nostre cose ed andar via. Quando arriviamo accanto a Drako la lascio parlare con lui, non è mia intenzione restare qui ad ascoltarli e soprattutto non ho per niente voglia di dargli ancora fastidio. Arrivo al tavolo e cerco con lo sguardo i presenti, anche se ci sono altri nelle tende interrompendoli nelle loro faccende, li saluto tutti “Con l’assistenza degli Dei, ci rivedremo domani”. Mi siedo al tavolo e quando Esperin entra nella mia tenda mi alzo per raggiungerla, ci sono più cose da trasportare e non voglio che le porti tutte lei ovviamente, mi blocco quando noto che Alinor la raggiunge, così torno a sedere ed attendo pazientemente che si salutino. Le due ragazze escono dalla mia tenda dopo poco ed io mi sollevo per andare loro incontro, provo a poggiare la mia mano sulla spalla di Alinor, spero che non le dia fastidio ormai e le dico “Informa tuo padre, in caso voglia supportare le nostre armate, che necessitiamo di un appoggio via mare, sul quel fronte siamo poco attivi. Avviso il Comandante di tenersi pronto in caso che Lord Waters si aggiunga a noi, gli darò disposizioni” Detto ciò, prendo uno dei sacchi che Esperin ha preparato ed assieme a lei mi dirigo al Glados. “Metti una mantella sulle spalle” le dico prima di attivare il portale e lei segue immediatamente il mio consiglio. Drako è là che ci aspetta, mi rivolge giusto un cenno col capo alto, ma abbraccia Esperin e la tiene stretta per qualche istante, prima di lasciarla andare... e così attraversiamo la luce azzurra che si separa dall’Adamantem.

    Adamantem

    Nevica. Mi guardo attorno e tutto è ancor più bianco del solito, la neve non è troppo alta, domani non avremo troppa difficoltà a muoverci, non manca molto tempo, il livello non aumenterà rispetto ad ora.



    Prendo la mano di Esperin ed oltrepasso le guardie, ce ne sono due file che costeggiano il muro che conduce al portone di legno scuro e quattro piantoni ai lati dei pilastri all’ingresso. Una volta entrati all’interno del Castello, il tepore del camino acceso ci avvolge immediatamente, una serva si avvicina a noi e si offre di prendere le nostre cose, chiedendoci cosa cucinare per cena “Non ce n’è bisogno, piuttosto, va via da qui, il più lontano possibile, tu, la tua famiglia e tutto il resto del personale” Lei mi guarda con occhi grandi e lucidi “Ma Signore, non sappiamo dove andare”



    Le indico un cassetto poco lontano da noi “Là dentro ci sono delle monete d’oro e qualche diamante, sono vostri, se avete bisogno di un luogo dove trascorrere la notte andate alle pendici del monte Kelef e percorrete il sentiero interno tra gli alberi di noci, avanzate fino a quando giungete in una piccola cittadina di nome Faradorn, sulla sommità del monte c’è una casa, rifugiatevi là fino a quando ne avrete la necessità” La donna non sa cosa rispondere, non è di certo abituata ad avere trattamenti del genere, la pietà non è un dono di famiglia, soprattutto il mio e mi sono dimostrato troppe volte un essere senza coscienza con chi mi ha servito per anni. I suoi occhi si posano poi su Esperin ed ancora su me e sulla mano con la quale tengo intrecciate le dita di mia moglie, infine mi sorride “Grazie, che gli dei siano con voi Lord Leithien e con la vostra consorte” corre via ed io resto ad osservarla, la sensazione che provo in questo istante è gradevole, ma cerco di non sembrare eccessivamente inebetito agli occhi di Esperin “Andiamo, ti porto in quelle che erano le mie stanze” Saliamo gli ampi gradini di marmo scuro fino ad arrivare al terzo piano



    il corridoio da percorrere non è troppo lungo e così ci ritroviamo avanti all’ennesima porta scura con intarsi viola e lo stemma Leithien cesellato. Neanche a dirlo, l’arredamento è dei colori più ovvi, persino le lenzuola del letto



    Ci vuole decisamente una rimodernata. Posiamo qui le nostre cose, se necessiti di fare un bagno caldo, c’è una bella vasca ampia dietro quella porta, io convoco le guardie nel frattempo, ci trovi nella stanza adiacente al salotto.” La osservo cosciente del fatto che non si trovi per niente a suo agio qui, come io stesso d’altra parte. Mi avvicino a lei e le bacio la fronte per incoraggiarla “Un ultimo sforzo…”



    Le accarezzo poi il viso e mi avvicino alla porta d’uscita “Aspetto te per la riunione” e così dicendo mi avvio verso le scale

  4. #3354
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Valerius Urthadar

    Come sospettavo, la ragazza non rimane indifferente a quello che è scritto sulla pergamena. Sgrana gli occhi, sembra molto sorpresa, forse spaventata, spero davvero di averla rassicurata con le mie parole... preoccuparsi è normale, lo so benissimo, ma dobbiamo per forza mantenere la calma. Io in primis. Mi dice che non ha mai sentito parlare dei maleficarum e scuoto la testa per farle capire che non mi aspettavo diversamente, poi sorrido quando promette di aiutarmi, di migliorare i suoi poteri curativi... magari bastassero quelli, Elen. Magari. Ma non posso non essere toccato da questa sua offerta. Osservo rapito le fiammelle che riesce a generare con le sue mani, ormai ha un controllo totale della Rigenerazione, è maestra da molti giorni e si vede. Prima che possa risponderle la vedo alzarsi dal pagliericcio, per un istante penso che se ne voglia già andare ma riprende subito a parlare. <<A proposito di ciò che accadrà dopo la guerra, volevo parlarti di una cosa, ma forse non è il momento...>>, cammina per la tenda, è evidentemente in ansia, <<Riguarda Capo Tempesta e i vari possedimenti...>>. Alzo un sopracciglio, confuso. Mi sarei aspettato di tutto, letteralmente qualsiasi argomento di conversazione, ma non Capo Tempesta e le terre che la circondano. <<Scusa, è folle parlarne ora che gli scenari della guerra sono ancora aperti>>, scuoto ancora la testa. Non dovrebbe avere paura di parlare con me. <<No, non è folle. Sarebbe folle, invece, ritrovarsi vincitori e non sapere che fare della propria vittoria>>, faccio una pausa, e sospiro. Non so davvero che altro dire, mi ha colto di sorpresa. <<È bene parlare di quello che succederà... e puoi dirmi quello che vuoi, lo sai. Siamo... siamo, insomma>>, sono un po' in imbarazzo, ma ci tengo a mettere in chiaro questa cosa, <<So benissimo che vorresti un passato diverso, anche io lo vorrei, ma in un certo senso noi due siamo una... famiglia, quindi non avere paura>>. Dobbiamo smetterla di avere paura, almeno tra di noi. Le cose da temere sono altre. <<Sto pensando anche io a ciò che succederà. Avrò molto da fare, quello è sicuro. Tu... potresti venire con me, a Castello del Tuono. Se ti va. Io e mio cugino avremo bisogno di aiuto>>. Forse è proprio questo quello di cui voleva parlarmi.
    Our wills and fates do so contrary run

  5. #3355
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar


    Ryuk ha già informato gli altri della nostra partenza a giudicare dalle loro espressioni, si avvicina ad Alinor e le chiede di informare anche Lord Waters della necessità di un appoggio via mare che sono certa ci forniranno, la loro dedizione alla causa è salda quanto la nostra e non potrebbe essere diversamente. Sorrido alla ragazza e poi mi rivolgo ai presenti "Gli Dei ci assisteranno, torneremo presto e con buone notizie" esclamo sicura, salutandoli poi tutti e seguendo Ryuk fino al Glados dove ci attende anche Drako che si limita a rivolgergli un cenno del capo e ad abbracciarmi per qualche istante, prima di andare. Indosso una mantella presa dalla sacca come Ryuk mi suggerisce ed insieme attraversiamo il portale raggiungendo l'Adamantem dove mi rendo subito conto dell'ottima idea che è stata coprirmi di più per ripararmi dal freddo.



    Adamantem



    Sta nevicando, neanche tantissimo in realtà rispetto a quella che è la normalità dell'estremo Nord del Regno, attorno a noi il terreno è completamente bianco ma riusciamo a muoverci senza problemi e dovrebbe essere così anche domani, per fortuna. Tuttavia il freddo è insopportabile, penetra fin dentro le ossa gelando il sangue tanto che accelero il passo quando stringe la mia mano e mi conduce attraverso le due file di soldati che costeggiano l'entrata del Castello fino al portone in legno, dove sono disposte altre quattro guardie per ogni pilastro.



    Entriamo senza esitazione e mi sento subito meglio quando il caldo di un camino acceso ci avvolge e ci riscalda, ma il sollievo svanisce nel momento in cui alzando lo sguardo mi imbatto nell'ostentazione dei colori Leithien tipica di questo luogo, a cui tuttavia ero preparata. Mi tolgo la mantella mentre una serva ci viene incontro offrendosi di sistemare le nostre cose e di preparare la cena, sembra una brava donna e non deve essere stato semplice per lei lavorare in questo Castello, come non deve esserlo stato per nessuna delle donne di servizio “Non ce n’è bisogno, piuttosto, va via da qui, il più lontano possibile, tu, la tua famiglia e tutto il resto del personale” fa bene a mandare via chi non è in grado di difendersi, domani indipendentemente dall'esito dello scontro il Castello Nero e Luna di Diamante saranno teatro di scontri tra vincitori e vinti, questa guerra non terminerà certamente con la battaglia che ci vedrà schierati in prima linea e non ci sarà speranza di salvezza per chi non sarà in grado di impugnare un'arma.



    La donna si mostra titubante ma Ryuk le offre del denaro e rifugio a Faradorn per la notte, lo osservo orgogliosa e felice e poi noto lo sguardo meravigliato della donna che si posa prima sul suo viso, poi sul mio ed infine sulle nostre mani intrecciate, restituendoci infine un sorriso prima di ringraziare e congedarsi. Sorrido anch'io, non riesco a farne a meno davanti a queste piccole dimostrazioni che continua a darmi ed alla sua espressione in questo momento, nonostante cerchi di restare composto.



    “Andiamo, ti porto in quelle che erano le mie stanze” mi limito a seguirlo attraverso i gradini di marmo fino al terzo piano, ci ritroviamo davanti un corridoio adornato da stemmi della casata ed avvolto in questo viola persistente che mi da la nausea, fin quando non arriviamo davanti ad una porta che suppongo sia quella che conduce alle sue stanze e che attraversiamo. Lo stile è pressoché identico al resto del Castello, partendo ovviamente dai colori predominanti, se non esclusivi, ma quello che mi stupisce maggiormente è la freddezza di questa stanza.



    Non avrei dovuto aspettarmi diversamente in realtà, so bene quanto odiasse stare qui, ma forse abituata all'atmosfera calda di Faradorn mi aspettavo quantomeno dei ritratti, o dei libri, qualcosa di suo. L'unica cosa che noto di vicino al suo modo di essere sono dei violini in un angolo assieme a degli spartiti, ma anche questi sono perfettamente nuovi ed ordinati, come se non fossero stati mai usati, il violino che ha al campo ha un significato affettivo per lui e le corde sono quasi consumate... queste sono perfettamente intatte, probabilmente non hanno mai prodotto alcuna nota.



    Ci vuole decisamente una rimodernata. Posiamo qui le nostre cose, se necessiti di fare un bagno caldo, c’è una bella vasca ampia dietro quella porta, io convoco le guardie nel frattempo, ci trovi nella stanza adiacente al salotto” torno a guardarlo e gli sorrido "Ho proprio voglia di un bel bagno... ma dopo la riunione con più calma, prima il dovere" si avvicina e mi guarda, forse percepisce il mio disagio a stare in questo posto ma ho lui accanto e tutto il resto passa in secondo piano, anche quest'orrendo tripudio di viola e nero.



    “Un ultimo sforzo…” mi accarezza il viso e mi limito ad annuire con un altro sorriso “Aspetto te per la riunione” si avvia verso la porta, il tempo di rinfrescarmi e sarò da lui "Ti raggiungo subito." Lascio le mie cose sul letto e raggiungo il bagno, viola... viola ovunque, anche qui dentro, incredibile! Mi rimetto in sesto ed in pochi minuti sono pronta, lascio la stanza e superate le file di soldati poste di sorveglianza raggiungo la sala delle riunioni che mi ha indicato poco prima, una stanza cupa ed adornata di statue inquietanti con un enorme tavolo al centro, le cui sedie...neanche a dirlo, sono rivestite di viola.



    Fortunatamente All'interno trovo già Ryuk e quattro uomini, uno di questi sembra essere il Comandante delle sue guardie, stanno consultando delle mappe. Entro ed immediatamente si alzano in segno di rispetto, sembra che non si aspettassero il mio arrivo "Possiamo iniziare la riunione" faccio segno loro di sedersi e prendo posto accanto a mio marito.


  6. #3356
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Esperin è decisamente infastidita da tutto questo viola, come darle torto, è praticamente ovunque, persino nel bagno, quello dove si appresta ad entrare.



    Esco dalla stanza e scendo i gradini velocemente, oltrepasso le file di guardie alle quali ormai non faccio più caso ed entro nella sala riunioni.



    Mi siedo a capotavola, alle mie spalle il quadro con raffigurante lo stemma dei Leithien mi sovrasta, mi sento come osservato, ma cerco di non badarci troppo. Prendo due mappe e le srotolo sul tavolo: la prima di tutta Dohaeris, comprende l'intera cintura, mentre l'altra è del Castello di Diamanti.



    Sento bussare alla porta ed immediatamente dopo i miei quattro subalterni entrano nella sala, per poi prendere posto.



    "Ragguagliatemi" dico con tono fermo e Xerter, il più anziano e con maggiore esperienza di tutti prende parola "Le truppe d'assalto sono in missione, dovremmo avere loro notizie a breve" Sto per rispondere, ma Esperin ci raggiunge e non posso fare a meno di notare come i miei uomini si lancino sguardi infastiditi tra loro, nonostante conservino quel modo di comportarsi. Esperin si siede accanto a me ed invita ad iniziare "Avevamo già cominciato" risponde Xenter con un tono sostenuto.



    Cerco di non innervosirmi troppo, lo conoscono bene, non è neanche uno dei miei più grandi sostenitori, ammesso che ne abbia qualcuno, lui era fedele a mio padre, ne condivideva l'ideologia, persino il maschilismo e mai nessuna donna ha preso parte ad una riunione di guerra fino ad ora, neanche mia nonna Melisandre, lei si preoccupava di manipolare mio nonno Ramsay prima degli eventi importanti."Le truppe sono pronte?" Chiedo a Therion, l'uomo dalla folta chioma scura, tra tutti è quello più bonario, ma non per questo meno temibile in guerra, altrimenti non si troverebbe dov'è ora . L'uomo si alza e punta il dito sulla mappa di Doaheris "Il perimetro dell'Adamantem è circondato, domani all'alba troverete un plotone a farvi da scorta fino alla porta a Sud"



    Mi sollevo in piedi e guardo bene i punti che mi indica "Per quanto riguarda il Castello..." Mi avvicino all'altra mappa "Si aggiungeranno a noi anche le armate Waters via mare, certamente si scontreranno con quelle De Lagun, il vecchio Jubert da man forte ai Reali. I Berseker dei Dreth faranno parte del gruppo di sfondamento qui ai cancelli, saranno affiancati da una parte delle armate Urthadar, un' altra parte si unirà qui all' Adamantem. In ogni caso, teneteli d'occhio, mandate sempre avanti loro, affiancateli, ma non dategli le spalle. Inoltre, siccome io ed Esperin domani saremo in campo, prenderete ordini da Kalisi."



    Guardo Esperin per rassicurarla "Mandate un gruppo di soldati in questo punto, al Lapis Ancestralia, circondatene il perimetro, i soldati ribelli non devono fuggire in caso di nostra vittoria, se perderemo, ritiratevi, Targaryus non è uno sprovveduto" Gli altri due uomini, Thormen e Raivo annuiscono ad uno mio cenno, sembra essere tutto.



    Mi volto poi verso Esperin "Conosci il castello meglio di chinuque altro, un qualsiasi tuo apporto potrebbe essere fondamentale" mentre pronuncio queste parole, sento uno sbuffo, è Xenter che evidentemente non condivide la mia idea di far partecipare attivamente Esperin, ma decido ancora di fare silenzio, sto finendo la pazienza

  7. #3357
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar
    -Adamantem-


    Noto una strana avversione nei miei riguardi quando prendo posto accanto a Ryuk nonostante i modi impeccabili dei presenti, ma attribuisco il tutto alla mia inesperienza in questo genere di situazioni. Il più anziano dei quattro mi informa con tono sostenuto che la riunione era già iniziata, contrariamente a quanto mi aspettavo, perciò mi limito a rivolgere lo sguardo ai documenti disposti sul tavolo per ricostruire la situazione. Ci sono alcune mappe, in primo piano riconosco la cintura di Dohaeris nella sua interezza mentre su un'altra è raffigurata la struttura interna di Luna di Diamante, necessaria per individuare il modo più agevole per espugnarlo. I quattro subalterni di Ryuk hanno l'aria decisamente rassicurante, non c'è che dire, ma in questa circostanza la cosa non mi dispiace affatto, inoltre sembrano avere molta esperienza, non sarebbero qui se così non fosse.



    Uno di loro, apparentemente dall'aspetto più bonario e dalla chioma scura, viene interpellato in merito alle truppe e dopo essersi alzato punta il dito sulla mappa e ci informa che l'Adamantem è circondato e che domani un plotone si occuperà della nostra scorta fino alla porta a Sud, per raggiungere il campo di battaglia. Ryuk prende poi la parola spostando l'argomento della riunione sulle truppe che si uniranno a noi in questa lotta, le navi dei Waters ed i Berseker dei Dreth assieme alle armate Urthadar, spiega il ruolo che avrà ciascuno schieramento e raccomanda in ogni caso massima prudenza, come ovvio che sia, e di seguire le indicazioni di Drako dato che lui sarà in battaglia.



    "Mandate un gruppo di soldati in questo punto, al Lapis Ancestralia, circondatene il perimetro, i soldati ribelli non devono fuggire in caso di nostra vittoria, se perderemo, ritiratevi, Targaryus non è uno sprovveduto" lo guardo per un attimo spaesata, non capisco come sia riuscito a scoprire dove risiede il rifugio dei ribelli e perchè non me ne abbia parlato prima, ma non è il momento di fare domande.



    I suoi uomini annuiscono, la riunione sembra giunta al termine ma poi si volta verso di me anticipando il mio intervento "Conosci il castello meglio di chiunque altro, un qualsiasi tuo apporto potrebbe essere fondamentale" osservo meglio la mappa anche se so già di cosa sia necessario discutere, mentre uno dei suoi uomini, il più anziano, si lascia sfuggire uno sbuffo infastidito che rende ben chiara quella sensazione che ho avvertito dal primo momento che ho messo piede in questa sala, probabilmente non sono abituati ad avere donne in queste riunioni, o ad avere dei Raeghar...ma propendo per la prima ipotesi. Ignoro il suo comportamento e mi concentro sulla mappa, il perimetro di Luna di Diamante è riportato in scala ridotta in tutta la sua interezza, ogni stanza o passaggio è tracciato in modo minuzioso e perfettamente corrispondente alla realtà tranne, ovviamente, ciò che volutamente viene da sempre omesso "Un'area del Castello non viene riportata sulle mappe ufficiali, ne è a conoscenza solo la famiglia Reale. Qui nei sotterranei" indico il punto dove, indicativamente, sono situate la Pietra dell'Iscrizione ed il cerchio ancestrale.



    "E' un luogo sacro accessibile sia internamente tramite questo stretto passaggio che esternamente, anche se questo secondo accesso non è mai stato confermato e quindi resta un'incognita. Da questa sala si raggiungono facilmente le prigioni" continuo a tracciare sulla mappa il percorso di cui sto parlando per risultare più chiara "e quindi il Castello, è il modo più rapido per entrare senza passare per l'accesso principale, dove Lantis schiererà la maggior parte del proprio esercito rendendo Luna di Diamante praticamente inespugnabile" mio fratello non è uno sprovveduto e difficilmente le sue difese cederanno ad un attacco diretto, ma dubito sorveglierà anche la sala della profezia, non avrebbe risorse sufficienti per ostacolare tutte le armate dei reietti e dei ribelli scindendo le proprie su troppi fronti.



    L'unico problema è il dubbio sull'esattezza del secondo punto di accesso, ipotizzo sia una grotta che si trova esattamente a metà tra il Castello ed il Lapis Ancestralia, una grotta che mio padre, come mio nonno prima di lui, ha vietato di percorrere e che si trova esattamente in linea retta con la sala, non vedo altre possibilità su questa mappa e vale la pena tentare "Questa grotta dovrebbe costituire l'accesso esterno alla sala, non ne risultano altri compatibili sulla mappa. Un plotone potrebbe verificarne preventivamente l'esattezza, ma lascio a voi la scelta della strategia più idonea."



    Alzo lo sguardo mantenendo con fierezza quello del subalterno più anziano, se davanti a queste informazioni ha ancora voglia di sbuffare e di ritenere inopportuna la mia presenza a questo tavolo è davvero un incompetente, poi torno a guardare Ryuk in attesa della sua decisione in merito alla strategia da adottare.

  8. #3358
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Esperin ne sa più di quanto immaginassi: a quanto pare c’è una zona del Castello che non è riportata sulle mappe, ricordo vagamente di una leggenda la quale narra di una specie di sala nascosta, dove si trova un profezia di non so cosa, voci di popolo, non me ne sono mai interessato.



    Seguo i suoi movimenti sulla mappa, ho presente dove si trova questa grotta, ma ne ignoro il percorso, potrebbe realmente condurci all’interno del Castello, avremmo accesso dalle prigioni e se non erro è proprio da là che Targaryus è entrato per liberare Drako.



    Guardo Esperin soddisfatto e sto per dare l’ordine di inviare una squadra in perlustrazione, ma ancora Xerter ha la presunzione di mettere bocca in decisioni che non gli spettano “Non spetta a Voi decidere, Principessa Raeghar” pronuncia le ultime due parole con evidente disprezzo, accentuato dalla sua espressione poco riverente, che punta verso di lei. Non vedo perché io debba perdere tempo cercando di essere paziente.



    Mi alzo e mentre lo faccio, la mia mano è già avvolta dal mio elemento, il ghiaccio che scintilla e brilla di luce propria, scatto verso la sua gola e lo sollevo di peso, mentre i cristalli lo avvolgono rapidamente, ma gli rivolgo la parola, prima che perda l’uso dell’udito “E’ mia moglie, portale rispetto”



    Serro la mano più forte attorno alla carotide ed ho il forte istinto di sbatterlo a terra in modo da rompergli ogni ossa nel corpo, potrebbe morire sul colpo, ma proprio nell’istante in cui sto per scagliarlo al pavimento, mi volto istintivamente verso Esperin e mi fermo.



    Sospiro pesantemente cercando di recuperare la lucidità e mi limito a lasciare la presa, l’uomo congelato casca al suolo con un tonfo, ma senza riportare danni. “Sbattetelo in cella” Ordino agli altri tre “Tu” indico Raivo “Organizza una squadra di perlustrazione dove ha indicato la tua Signora”



    accentuo l’ultima parola “Avanti” L’uomo si alza in piedi e si congeda con un inchino rivolto prima ad Esperin, poi a me. Sento un picchiettio che proviene dalla finestra e quando volto lo sguardo noto un’aquila reale con una missiva avvolta alla zampa. Arpax si solleva dal suo posto e fa entrare l’animale, per poi leggere la missiva “La torre di avvistamento è stata conquistata mio Lord, le truppe sono pronte all’assalto” Non riesco a contenere una espressione soddisfatta e guardo nuovamente Esperin, so che magari non sta capendo tutto, sono cose decise all’ultima riunione, ma le spiegherò più tardi “Bene. Che attendano gli ordini di Kalisi. Potete andate e sbattete questo…” indico Xerter ancora avvolto dal ghiaccio “dietro le sbarre, gettate la chiave”. Gli uomini eseguono gli ordini e poggio le mani sul tavolo, per poi respirare profondamente, Esperin si solleva dal proprio posto e si avvicina a me "Mi sembrava troppo stupido da parte tua acconsentire a quella richiesta di accesso" le sorrido, si sta riferendo alla richiesta della ribelle, quella che mi ha fatto scoprire dove si trova il nido delle serpi “Ogni azione ha un costo, uno dei due doveva essere quello stupido” le rivolgo un occhiolino d’intesa. “Ora io e la mia bella moglie pensiamo solo a noi due... fino a domani mattina” le dico stringendole le braccia attorno la vita “Cena ed una piccola sorpresa” continuo dandole un bacio sul collo, per poi prenderle la mano e ricondurla in camera da letto, ne approfitto del percorso per spiegarle dell'ultima riunione, delle strategie considerate e delle varie eventualità d'attacco studiate. Appena varco la porta della stanza sento un buon profumino, avrei voluto cucinarle qualcosa io, ma a quanto pare, le donne di servizio ci hanno tenuto a ringraziarci per il gesto di prima. Sul tavolino c’è un vassoio, sollevo i coperchi dai piatti e trovo due porzioni abbondanti di carne magra, patate abbrustolite al punto giusto ed una crema di non so cosa, ma sembra essere tutto tremendamente buono. “Hanno portato anche il vino” le dico porgendole il piatto “Ti preparo la vasca… tu nel frattempo comincia a mangiare, torno subito.”

    ** L’incantatore ha la capacità di concentrare la propria energia nel palmo di una mano e congelare ciò con il quale viene in contatto:
    Maestro -
    Crystal Grave -congela tutto il corpo a contatto, causandone la paralisi ed ingenti danni da assideramento

  9. #3359
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Esperin Raeghar
    -Adamantem-


    Resto ancora qualche istante a fissare la mappa, è paradossale... l'ultima cosa che mi sarei aspettata dalla vita era proprio di ritrovarmi un giorno tra le mura del Castello Nero a suggerire a dei soldati Leithien come espugnare la mia casa. Ryuk mi guarda soddisfatto, questo passaggio se confermato risulterà indispensabile per il nostro attacco e spero davvero di non aver corso troppo suggerendo quella grotta come possibile collegamento con i sotterranei, eppure nonostante i miei sforzi non vedo altre alternative e credo di essere abbastanza oggettiva, nonostante la poca esperienza.



    “Non spetta a Voi decidere, Principessa Raeghar”
    l'uomo più anziano ricambia il mio sguardo con evidente disprezzo ed irriverenza, sto per replicare puntualizzando che davanti non ha soltanto la Principessa Raeghar ma anche la sua Signora nonché possibile futura Regina a cui deve rispetto e lealtà se vuole continuare ad indossare quell'armatura, ma tempo pochi istanti e lo vedo sospeso a mezz'aria completamente congelato, Ryuk deve aver perso la pazienza ed in effetti lo vedevo nervoso già da un pò “E’ mia moglie, portale rispetto.”



    Lo vedo stringere ancora fin quando non si volta verso di me e sceglie di lasciarlo cadere a terra senza infierire ulteriormente, un gesto che mostra quanto negli ultimi tempi stia cercando di moderarsi e quanto sia cambiata anche io, dato che non ho sentito alcun desiderio di fermarlo quando sembrava intenzionato a rompergli le ossa ed ho ritenuto il suo atto di forza e la successiva incarcerazione dell'uomo come assolutamente opportune. L'uomo viene portato via dal Comandante che riserva un inchino prima a me e poi al proprio Lord e contemporaneamente una missiva ci informa che la torre di avvistamento è stata conquistata. Non seguo facilmente il loro scambio di informazioni e di ordini, sicuramente sono correlati a ciò di cui hanno parlato nella prima riunione a cui non ho partecipato. Resto in silenzio ed aspetto che gli uomini lascino la stanza mentre ripenso al fatto che Ryuk abbia scoperto dove si nascondo i ribelli, può esserci riuscito solo in due modi: o se gliel'hanno detto, ma solo qualcuno decisamente stupido o che ha intenzione di tradire farebbe una cosa del genere, oppure se ha seguito un ignaro ribelle fino al rifugio. Proprio quando valuto questa seconda possibilità, che mi sembra la più realistica, ricordo della richiesta che gli ha rivolto qualche giorno fa quella ribelle ed a cui lui ha scelto di acconsentire e tutto diventa chiaro... le aveva assegnato una scorta durante la sua permanenza nell'Adamantem e probabilmente la stessa scorta l'ha poi seguita durante il ritorno. Mi viene istintivo sorridere anche quando lui me lo conferma, effettivamente una mossa astuta come questa è più da lui rispetto ad una concessione rischiosa in piena guerra, sono orgogliosa di come abbia saputo ribaltare la questione a vantaggio della fazione.“Ora io e la mia bella moglie pensiamo solo a noi due... fino a domani mattina” mi lascio andare alla sua stretta, finalmente liberi dalle incombenze legate ai nostri reciproci ruoli, e sorrido mentre mi bacia sul collo.



    “Cena ed una piccola sorpresa” lo guardo incuriosita sorridendo ancora e poi lo seguo quando mi prende per mano per tornare nelle sue stanze, mi spiega i punti che ancora non mi erano chiari sulle strategie di cui hanno parlato durante la riunione e di come intende organizzare le truppe, fin quando un profumino proveniente dall'interno della stanza cattura la nostra attenzione. Il personale ci ha lasciato la cena in camera prima di andare via nonostante Ryuk avesse declinato l'offerta, probabilmente come ringraziamento per l'aiuto ricevuto. Sul tavolino ci sono due piatti e quando Ryuk solleva i coperchi troviamo due porzioni di carne con salsa e patate, l'aspetto è decisamente invitante, non ricordo neanche più da quanto tempo non mangio qualcosa di cucinato in modo così elaborato “Hanno portato anche il vino” mi porge il piatto e gli sorrido, non mi ero accorta di avere così fame “Ti preparo la vasca… tu nel frattempo comincia a mangiare, torno subito” sto per rispondergli che posso farlo io dopo mangiato ma è già in bagno, devo ancora abituarmi a tutte queste attenzioni che mi riserva, si è ricordato che ne avevo bisogno e si è preoccupato di prepararmelo personalmente, mi ritrovo ancora una volta a sorridere inebetita... farei meglio togliermi questa espressione dal viso prima che torni. Dispongo più comodamente i piatti e le posate e riempio i due calici di vino ma aspetto comunque lui prima di iniziare, non mi piace più mangiare da sola. Mi raggiunge in pochi minuti ed iniziamo a mangiare, il sapore del cibo è ancora migliore di quanto mi aspettassi, la carne quasi si scioglie in bocca ed il vino, il cui gusto si abbina perfettamente al resto, non è da meno. La cena trascorre tranquilla tra effusioni e discorsi vari, argomenti che finalmente riguardano solo noi e non questa guerra a cui per qualche ora non voglio più pensare.



    Terminato di mangiare lo guardo ancora con un sorriso e mi avvicino per dargli l'ennesimo bacio "Mi aspetta un bel bagno caldo, a tra poco" lo vedo sorridermi e raggiungo il bagno, i teli ed i sali sono già pronti accanto alla vasca piena di acqua calda e sapone, mi spoglio e mi immergo totalmente fin oltre la testa lasciandomi avvolgere dal profumo di lavanda che ormai si è propagato all'interno della stanza e quando dopo un pò decido di uscire mi sento totalmente rigenerata. Avvolgo un telo attorno al corpo e con un altro mi tampono i capelli prima di lasciarlo accanto alla vasca, esco dal bagno per tornare in camera e prendere un abito pulito dalla sacca ma quando vedo Ryuk in piedi accanto al letto resto totalmente spiazzata.



    Si è cambiato ed indossa un abito elegante, un completo nero con una camicia grigia che gli sta d'incanto, per un attimo immagino quegli stessi abiti sul pavimento ma poi mi ricompongo, sorridendogli ed avvicinandomi a lui "Mi piace questa sorpresa" gli dico portando le mani sui suoi fianchi e risalendo da sotto la giacca fino al collo e dargli un bacio sulle labbra.



    Noto qualcosa sul letto e realizzo che è un vestito nero da donna, un vestito...tempestato di diamanti, ma in fondo è già tanto che ne abbia trovato uno senza cenni di viola "E' per me?" chiedo stupita avvicinandomi e sollevandolo dal letto, lui sorride ancora senza dirmi nulla e si volta invitandomi ad indossarlo. Rido ancora divertita e velocemente indosso l'abito, il tessuto è pregiato e delicato sulla pelle, sembra andarmi bene nonostante le mie forme più generose rispetto a quelle di Rose ed anche le scarpe sono del mio numero, torno in bagno dove avevo notato un portagioie e scelgo un ciondolo da abbinare alla scollatura sulla schiena e finalmente sono pronta. I capelli... beh, questi sono un disastro e così corti non posso farci nulla, peccato. Faccio qualche passo e sorrido anche se questo abito mi sembra un tantino sconveniente... ma tanto siamo soli, escludendo le guardie "Allora...come sto?" gli chiedo divertita, aspettando che si volti.


  10. #3360
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reietti

    Ryuk Leithien

    Appena Esperin entra nella sala da bagno, mi precipito verso il mio armadio e cerco qualcosa di decente, è tutto tremendamente pomposo e vorrei evitare di tirar fuori una delle casacche uguali a quelle di mio padre.



    Poi... ecco, la mano si poggia su di una gruccia che regge proprio l'abito che cercavo, lo stesso che indossavo quella sera al ballo, quando mio padre mi costrinse a danzare con Esperin ed io non feci altro che prendermi gioco di lei, fu divertente a dire il vero, soprattutto il modo in cui mi guardava. Al posto della camicia viola, ne indosso una uguale ma di colore grigio perlato, ci abbino i gemelli e mi sistemo per bene. Mi affaccio per un secondo al buco della serratura della porta che mi separa da Esperin, è ancora immersa beata nell'acqua, ottimo. Esco dalla stanza e faccio attenzione a non far rumore con la porta, corro verso la stanza armadio che contiene ancora tutti gli abiti di mia madre e ne cerco uno che non sia nè viola, nè rosa... ce ne sono alcuni totalmente neri, ma talmente attillati che il davanzale di Esperin farebbe spare i bottoni direttamente nei miei occhi. Finalmente ne trovo uno adatto: è totalmente nero, una serie di veli tempestati da cristalli e diamanti di varie dimensioni, ha una scollatura morbida e generosa, le starà decisamente bene. Con l'abito adagiato sul braccio, corro nuovamente nella mia stanza e lo poggio in maniera che non faccia grinze sul copriletto, Esperin sta uscendo dal bagno, mi appoggio giusto in tempo contro una colonna ed assumo l'aria da figo, cercando di moderare il fiatone. "Mi piace questa sorpresa" mi guarda mentre si sistema il telo addosso e con i capelli ancora mezzi bagnati.



    Si avvicina a me con quella espressione che mi verrebbe voglia di levarmi tutto di dosso e mandare a quel paese la sorpresa, infatti sto per farlo quando si stringe e mi bacia, sfortuna vuole che noti l'abito, così mi vedo costretto ad abbandonare certe intenzioni. Quando lo indossa mi volto, ma ovviamente non fa caso allo specchio che ho di faccia, ma resto comunque in silenzio, anche se mi verrebbe da ridere "Allora...come sto?" Mi volto nuovamente e mi appoggio alla colonna. Le sta veramente bene, anche se è decisamente scollato e trasparente, ma chissene.

    "Fai un giro su te stessa, fammi giudicare meglio"
    le dico puntando gli occhi sulla sua figura e lei esegue sorridendo, quella collana che le casca verso il basso non mi aiuta affatto a rimanere calmo.



    "Se vuoi ho anche la mantella viola abbinata" ironizzo conoscendo già la risposta, ma nel frattempo mi avvicino a lei e la prendo per la vita con un braccio, mentre con l'altra mano afferro delicatamente il suo palmo e la induco ad assumere una posizione da ballo "Allora... che ti ricorda? Mh?" comincio ad ondeggiare piano accompagnando i suoi movimenti "Ho una lezione di ballo in sospeso Lady Esperin. Andiamo" Sciolgo la presa, ma continuo a tenerle la mano, non le dico dove la sto portando, ma è fin troppo facile intuirlo ed infatti dopo pochi istanti ci ritroviamo nella sala ricevimenti. Tutto attorno a noi brilla, è esattamente come quella sera. Faccio un paio di passi per distanziarmi da lei e mi prostro in un inchino "Mi concedete questo ballo?"



    Se lo farà, al momento di stringerla alla vita, la solleverò di poco e porterò i suoi piedi sui miei.

 

 

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