“L’uomo si agitava nella sua gabbia. L’uomo si perdeva nei suoi sogni di gloria. Allora l’uomo sfidò i propri Padri e spezzò le sue catene”
Queste righe sono tratte dal testo più antico conservato nella biblioteca di Astapor (
Cercalo) che, secondo le interpretazioni più accreditate, descrive le origini dei Maleficarum. Protagonisti di molte leggende (
Quali? Cerca), si narra che questi spiriti maligni siano nati quando un gruppo di uomini, la cui razza è ormai andata perduta, rinunciò alla propria natura umana per ottenere l’agognata immortalità, propria solo dei loro Dei e tanto invidiata dai loro cuori ormai colmi di tenebra. Della magia coinvolta, però, si ignorano i dettagli, e tutto ciò che si sa è che si trattò essenzialmente di un suicidio collettivo. Grazie al potere racchiuso nel proprio sangue (
In che senso? Mi serve quel testo), essi riuscirono a legare le proprie anime al mondo terreno che perciò sopravvissero anche dopo la morte del corpo. L’immortalità così ottenuta, come ogni cosa, aveva però un prezzo: a causa della natura stessa del rito le nuove creature erano corrotte, abomini estranei alle normali leggi fisiche e, soprattutto, condannati a vivere un limbo come entità senza forma né materia. I Maleficarum (
Cerca termine su altri libri) sono infatti costretti ad entrare in corpi ospiti, che possono essere volenti o nolenti, per interagire con il mondo che li circonda. Questa pratica, che prende il nome di possessione, ha permesso agli spiriti di sopravvivere al tempo come dei parassiti.
Si ignorano gli esatti poteri a disposizione di un uomo posseduto da un Maleficarum: alcuni scritti parlano solo di poteri mentali illimitati, altri vi aggiungono anche forze ed energie sovrumane, altri ancora si concentrano sui segni di possessione tralasciando del tutto questo aspetto. Nel momento in cui il Maleficarum entra in un corpo, l’anima dell’ospite cessa di esistere e viene completamente sostituita dallo spirito. Perciò, se lo spirito dovesse abbandonare il corpo, non rimarrebbe altro che un involucro vuoto di carne e ossa. In più, a causa della loro natura corrotta, la presenza di un Maleficarum all’interno di una persona è paragonabile alla continua somministrazione del più potente dei veleni: con il passare del tempo (
Quanto tempo?) il corpo decade, si fa più debole e negli ultimi stadi della possessione le carni cominciano fisicamente a marcire. Non è raro che la pelle di un uomo posseduto sia ricoperta di pustole e vesciche. Esaurito un corpo, lo spirito lo abbandona e si sposta in un altro.
Nel loro stato puro i Maleficarum non sono individuabili dall’occhio umano; è invece possibile riconoscerli quando si trovano all’interno di un corpo. Se utilizzano i loro poteri, le iridi dell’ospite si tingono di rosso cremisi (
Provare con Xerneas), forse un collegamento alla loro origine legata al sangue.
Un’ultima nota: l’unico scopo di un Maleficarum è la propria preservazione. Per questo motivo i loro obiettivi sono spesso persone sole e isolate, senza legami affettivi, in modo da diminuire drasticamente le possibilità di essere scoperti e, nel caso, eliminati. In un numero esiguo di scritti si ritiene che vi sia anche un’altra ragione: i parenti più stretti della vittima soffrirebbero delle stesse conseguenze della possessione a causa del sangue che li lega indissolubilmente al malcapitato e al Maleficarum. Di questo, però, non vi è alcuna prova. (
Questo potrebbe essere un problema. Devo trovare una soluzione)