Franthalia
Mentre corro verso
Elwing con il braccio che continua a dilaniarmi dal dolore, noto con timore che una freccia, scagliata da quella maledetta
Ribelle, colpisce in pieno la mano della mia amica.
Fortuna che riesce comunque a scagliare il suo fulmine sull'
avversaria: deve fare male. Molto male.
"
Alla fine un attacco combinato siamo riuscite a farlo, a quanto pare" parlotto a bassa voce, in modo che nessun altro possa udire le mie parole, avvicinandomi a lei.
Sto per metterle una mano sulla spalla per farle comprendere che le sono accanto e che, da questo momento in poi, lotteremo fianco a fianco, quando un rumore, simile ad un fruscio, mi sfiora l'orecchio sinistro. Mi volto istintivamente verso il mio
avversario e con sgomento noto una lunga catena. Sembra la stia tenendo in mano. Dev'essere la sua arma, maledizione!
In un attimo, il terrore si impossessa del mio corpo e della mia anima: il corpo di
Elwing cade, davanti ai miei occhi, sulle sue ginocchia e poi tra le mie braccia.
La testa rotola a terra, diversi metri lontani da noi. Dal suo corpo. Da tutto quello che ormai resta di lei.
Fiotti di sangue mi bagnano il volto, l'armatura, le mani.
Lei non c'è più. Lei... l'unica persona al mondo a cui abbia mai voluto bene. L'unica che sia riuscita a comprendermi. La mia amica. Mia sorella. Questo era per me.
"
No... no,no,no,no,no,no.... NOOOOOOOOOOOO!!!!" urlo con tutto il fiato che ho in corpo.
Non sento più niente. Il braccio ha smesso di fare male. I miei occhi sono fissi sul suo corpo martoriato.
"
Non... non può essere... Elwing..."
All'improvviso una luce intensa si materializza alle mie spalle. Volto la testa come un automa e solo in quel momento mi rendo conto dell'ennesima oscenità: quel
bastardo tiene la testa di
Elwing tra le mani, in procinto di attraversare il Glados.
Non riesco più a pensare. Ormai qualsiasi traccia di lucidità ha abbandonato la mia mente. Adagio il corpo senza vita della mia amica a terra ed inizio a correre più veloce che posso: non può... non può trattarla in questo modo!
Non può farle anche questo!!!
Quando ho quasi raggiunto il Glados, tuttavia, il
bastardo scompare dalla mia vista.
Mi volto verso
Elwing. Siamo rimaste solo noi nel campo. Solo io. Sono sola. Lei... lei non c'è più.
Avverto una lacrima rigarmi il volto ed in un attimo crollo sulle ginocchia.
Inizio a piangere. Prima silenziosamente, poi lascio che tutta la rabbia, il dolore, l'odio... che tutto fuoriesca da me in un altro grido. Violento. Inarrestabile. Come il mio dolore.
Non so quanto tempo sia trascorso ormai. Sono qui, accanto al suo corpo, e non riesco a smettere di piangere.
Di fissare il suo corpo seviziato. Non riesco a distogliere lo sguardo.
Io... io dovevo proteggerla. Dovevo... avrei dovuto aiutarla.
Afferro la sua mano destra. Fredda, priva di vita. La stringo forte.
"
Perdonami... ti prego... perdonami. Non sono stata in grado di proteggerti come tu facesti con me quella volta. Perdonami..."
****
"
Sono quattro giorni che non tocco cibo. Ho fame."
La bimba si porta istintivamente la mano sullo stomaco che, oramai logorato dalla fame, inizia a brontolare.
Dopo pochi passi, all'interno del bosco, la piccola elfa scorge una casetta. Si nasconde inizialmente dietro un albero, per poi muoversi silenziosamente nella boscaglia.
Attenta a non fare il minimo rumore, proprio come le è stato insegnato. A suon di bastonate, ma le è stato insegnato e, finalmente, sembra avere imparato.
E' consapevole che sta correndo un rischio enorme, ma non può farne a meno. I morsi della fame iniziano ad annebbiare la ragione.
Si avvicina di soppiatto ad una delle finestre della casetta e, con estrema attenzione, getta un rapido sguardo all'interno.
La cucina sembra vuota. Nessun segno di vita in casa: non si ode alcun rumore.
Scassinare la serratura della porta è un gioco da ragazzi. Del resto... anche questo le è stato insegnato. A frustate, ma le è stato insegnato.
Una volta in casa, un'intenso profumo di torta le invade le narici.
-
Qualcuno deve aver cucinato una bella torta ai mirtilli prima di uscire di casa. Vorrei vedere la sua faccia quando si accorgerà che è finita- pensa divertita.
Si affretta a cercare un coltello nella dispensa e, una volta trovato, taglia una bella fetta di dolce.
-
Ma sì - pensa osservando il grande tavolo di legno che ha davanti -
Per una volta mangiamo comode, va-
"
E tu... chi sei?"
-
Cavolo, ero talmente presa ad ingozzarmi che non l'ho sentita scendere le scale!- pensa alzandosi di scatto dalla panca ed iniziando ad indietreggiare lentamente verso la porta.
La piccola elfetta dai capelli verdi e dalla pelle scura ha il volto illuminato da un grande sorriso.
"
Ti piace la torta? Veramente?! L'ho fatta io, sai? Mangiane pure quanta ne vuoi. Non fare complimenti, davvero".
Un altro sorriso. Se possibile ancora più dolce e gentile del precedente.
La piccola elfa dai capelli blu/viola è confusa: perché non viene rimproverata? Perché nessuno la sta picchiando per ciò che ha appena fatto? Perché quella bimba... le sta addirittura sorridendo?
Lo sguardo fermo negli occhi della bimba. Cosa fare?
"
Ti prego, accomodati. I miei genitori sono al lavoro, nel frutteto, e solitamente non rientrano se non nel tardo pomeriggio. Ho già sbrigato le faccende e... mi sento sola. Ti va di giocare con me? Dopo che avrai finito di mangiare, ovviamente..."
"
Giocare? - domanda titubante, con un filo di voce -
Cosa significa?"
La bimba la guarda con sguardo meravigliato, ma solo per un momento.
"
Facciamo così: mangiamoci una bella fetta di dolce e poi ti spiego cos'è. Va bene?"
Detto questo prende un altro piatto pulito dalla dispensa, taglia una fetta di dolce e inizia a mangiare in silenzio.
Ancora non riesce a crederci: cosa deve pensare di tutto questo? Questa bambina l'ha appena sorpresa a rubare ed invece di chiamare aiuto o qualcuno che le dia una bella lezione... le offre del cibo?
Sospettosa, ma guardinga, si avvicina lentamente al tavolo e si mette seduta. Dopo essersi accertata che la bambina non possa farle qualche tiro mancino, inizia a mangiare di gusto.
"
Ti piace?"
Un cenno di assenso col capo.
"
Sono contenta. E' la mia prima torta, sai? Non credevo fosse così buona!"
Trascorre qualche minuto. Le due continuano a mangiare in silenzio, ma mentre la generosa ospite sembra tranquilla e rilassata, la piccola ladruncola continua a nutrirsi senza distogliere mai lo sguardo dalla bambina e dalla porta d'ingresso. Meglio evitare sorprese.
"
Come ti chiami? Io sono Elwing! E' un piacere conoscerti..."
La piccola ladruncola resta in silenzio, spiazzata dall'ennesima domanda. Sa bene che non deve mai rivelare la sua identità. Mai, per nessun motivo. Eppure... eppure questa bambina sembra così gentile.
"
Non parli molto,eh? Vorrà dire che ti darò io un nome. Mmm... - fissa intensamente la sua ospite con un'espressione pensierosa -
Ho deciso: ti chiamerò Arya! Che te ne pare?"
Lo sguardo interdetto.
-
Arya? Che razza di nome è?-
"
Chi tace acconsente, dice sempre mia madre. Piacere di conoscerti Arya".
All'improvviso la porta si spalanca ed una giovane donna dai folti capelli castani scuri, quasi neri, varca la soglia.
"
Elwing! Tesoro... chi è questa bambina? Non mi sembra di averla mai vista da queste parti..."
Il panico inizia a farsi strada nel suo cuore. E' stata scoperta! Ora quella ragazzina racconterà tutto a sua madre e lei verrà rinchiusa nelle segrete della città.
"
Lei è una mia amica, mamma. Si chiama Arya! Non l'hai mai vista perché la sua famiglia si è trasferita da poco in città. L'ho conosciuta al mercato un po' di tempo fa..."
Uno sguardo d'intesa tra le due. Un rapido sorriso.
"
Come mai sei già tornata a casa? E' molto presto..."
****
"
Quella volta... tu mi hai protetta, amica mia. Ed è stato solo l'inizio. Solo una delle tante volte che mi hai tutelato. Invece io..."
Le lacrime continuano a scendere sul suo volto, copiose.
"
Perdonami..."
Perdonate il post lunghissimo, ma ci tenevo tanto a questo post e non sono riuscita ad eliminare nessuna foto. Non ce l'ho fatta. =.=
Il post, ovviamente, è concordato con Tati e con Eclisse. Niniel momentaneamente resta ancora a Franthalia, tornerà al sorgere del sole.
Per qualsiasi problema relativo a questo post, fatemi notare gli errori e correggerò volentieri ^^ (Son le 4:00 di mattina e sto dormendo in piedi U,U)
PS. Ho letto il post di Damned nei Reali, quindi so che Dreth si rivolge a Niniel prima di andare via. In questo post ho evitato di citare la frase o di dargli una risposta perché volevo che Niniel pensasse solo ad Elwing. Tranquilli che l'ha sentita e non la dimentica xD In qualche modo la ricorderà 
Detto questo... perdonate il papiro e... buonanotte... U.U