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  1. #1531
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nymeria Hammerfell

    Apro cautamente il cassettone, ma lo scorpione non è più lì, deve essersi rintanato tra le pieghe degli abiti spaventato dal contraccolpo del mobile quando lo ho chiuso violentemente con la telecinesi, il mio nuovo potere.
    Lascio perdere l'animaletto, si è già fatto tardi, e mi accodo agli altri per attraversare il Glados luminoso e raggiungere l'Auspex.




    AUSPEX

    Attraversata la sostanza azzurrina del portale ispiro a pieni polmoni l'aria della notte.


    E' questo quello che faccio ogni volta che vado in un posto nuovo, cerco di "assaporarlo" per imprimere nella mente le sensazioni provate.
    E' una notte senza luna e senza stelle, sembra che il cielo stesso voglia piangere la morte del Re e anche io, per la prima volta nell'arco della giornata, cedo alla commozione. Una commozione sincera.
    Man mano giungono Lord amici del defunto Re, Lord Tywin e Drako.




    Strabuzzo gli occhi, il capo dei Reietti, colui che ha dato origine alla guerra, si unisce a noi e aiuta addirittura Lantis a deporre il corpo sulla pira. Come mai nessuno dice niente? Forse davanti al dolore si appianano le rivalità e torniamo ad essere tutti uguali.
    Io rimango silenziosa e col capo chino, dietro gli altri, ma non troppo in disparte.


    Ripenso ai miei genitori e alla loro morte di cui sono venuta a conoscenza tramite una missiva, non ho potuto dire loro addio e lo rimpiangerò per sempre: i funerali sono per i vivi.
    Chissà se loro sono qui accanto a me in questo momento. Asciugo una lacrima sfuggita al mio controllo quando vedo tante lucciole danzare intorno a me, avranno percepito il mio umore? Mi convinco che sia così e sorrido al ricordo dei miei genitori.


    Ultima modifica di albakiara; 29th July 2015 alle 01:49

  2. #1532
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon


    Auspex


    Che strano effetto essere qui ed ora, su quello che è stato fino a qualche ora fa, un campo di battaglia, i vessilli reali sventolano leggeri su questo splendido altare, altare che mai vidi da così vicino, non sono un mago, certe magie e certi prodigi della natura non mi sono concessi, non nello stesso modo di coloro che traggono forza da questo luogo… Alla fine ho deciso di indossare le vestigia dei Raeghar, quest’armatura che non sento mia, aderisce perfettamente al mio corpo e, prima o poi dovrò indossarla anche per scendere in battaglia, ma in questa triste notte dove le lacrime bagnano i cuori di molti, era giusto così,un grande Re è perito, ed è per rispetto che ho indossato i suoi colori. Accanto a me il Primo, il Comandante, Sir Dreth, avvolti anche loro nelle scintillanti armature, giunge anche L’ex Dragone a dare il suo ultimo saluto , il nemico battuto si prodiga ora per il vincitore, forse anche per lui nonostante i contrasti dovuti a questa guerra, Re Rickard era importante…scorgo anche l’odiata figura di Lord Leithien in tutta la sua ottenebrata tenebra…resto per un attimo a fissarlo, prima di spostare il mio sguardo e posarlo nuovamente su chi merita davvero attenzione in questa infausta notte. Dolore è quello che leggo sul volto di molti, ma non conosco i loro cuori per dire se sia vero o presunto. Il Principe e la principessa si stringono attorno al corpo dell’loro amato padre, i miei occhi bruciano per il trattenuto pianto, ma una lacrima scende comunque a solcare il mio viso, mentre dalle mie labbra esce come un mormorio una vecchia litania di famiglia custodita in un antichissimo tomo…


    “Che sia più grande la speranza per ricominciare che il dolore, per sopprimere alla sofferenza ;
    Che sia più potente il cuore della mente, ricordi indelebili rimarranno di colui che ora giace su quella pira infuocata, ricordi che non svaniranno disciolti al sorgere del nuovo giorno.
    Se conoscessi l’infinito segreto che ci cela tra gli strali del cielo, cielo che non conosce albe e tramonti,
    direi che nessuno dovrebbe piangere, ma siamo uomini e come tali siamo dotati di sentimenti ed emozioni che ci travolgono come fiume in piena, nel bene e nel male.
    Che gli Dei proteggano la tua anima.”

    <<Che tu possa trovare realmente la tua pace o grande ed amato Re>>
    Chiudo gli occhi mentre il fuoco brucia, lambisce le sue membra e strazia i cuori di coloro che l’hanno amato.


    Torre della Mezzaluna


    Varcato il Glados, mi ritrovo nuovamente qui, nel giardino della Torre, davanti a me la figura della Strega dell’Ovest , si ferma nel giardino, sedendosi a bordo fontana. Non sapevo che la nonnina amasse fissare il cielo.
    Io non ho sonno, la notte è il momento della giornata che adoro vivere di più, non amo particolarmente il sole del mezzogiorno, potrei intrattenermi anche io qui, restare in silenzio a contemplare il cielo e le sue grosse nubi cariche di pioggia, amo la pioggia, adoro il suo tocco sulla pelle, ha la capacità di donare pace al mio animo…chissà domani come sarà l’alba…
    Mi avvio verso la Strega dell’Ovest , la vedo ridacchiare intenta a fumarsi qualche erba strana suppongo, mi avvicino a lei, fermandomi al suo fianco senza essere troppo invadende sull adistanza, lei è seduta, io me ne sto in piedi con gli occhi rivolti ad osservare l’acqua zampillante della fontana e più in là il sinistro cielo.
    << Se mi fermo qui per voi è un problema ….Milady? Adoro queste ore della notte, benchè oggi le circostanze siano del tutto fuori luogo>> chiedo in tono morbido senza guardarla , ho solo voglia di scambiare quattro chiacchiere con lei , sapere cosa ne pensa, vista la sua centenaria esistenza; di tutto ciò che da ora in poi potrebbe succedere.
    << Secondo voi…cosa accadrà d’ora in poi…dopo questo?>> chiedo con tono fermo, sicuro riferendomi con il questo, al funerale appena celebrato di Re Rickard.
    Se risponderà bene, mi farebbe piacere capire il suo punto di vista, di sicuro i suoi occhi vedono più lontano dei mie, altrimenti niente, mi ritirerò dopo essermi soffermato ancora un po’ perso nei miei pensieri a cercare risposte ai miei numerosi interrogativi
    Ultima modifica di DELTAG; 22nd June 2015 alle 16:38

  3. #1533
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar

    Auspex


    Finalmente è arrivato il momento, e senza attendere ulteriormente abbiamo raggiunto l'Auspex per la celebrazione del funerale. Sono passare solo poche ore dalla battaglia, da quando proprio su questo terreno è scorso tutto quel sangue, e nell'aria è riecheggiato il rumore di spade incrociate e di carni lacerate dai colpi e fendenti. L'atmosfera è differente ora, come se in questo luogo fosse finalmente tornata la calma e la pace che da sempre lo caratterizzano. Una calma ed un silenzio ancora più accentuati questa notte, per il rispetto e la riverenza per ciò che sta per essere fatto. Le luci dell'altare sono spente, il buio avvolge questo luogo ed i nostri cuori, persino la Luna questa notte si nasconde, quasi a rinnegare la tragedia che si è consumata. Il buio, il vuoto, il dolore... è questo che sento in questa triste notte senza luce. Siamo in tanti a celebrare l'ultimo saluto a mio Padre, oltre noi della Torre sono presenti moltissimi nobili del Regno, tanti dei quali ancora non si sono schierati in prima linea in questa guerra.



    Mi sembra di intravedere Lord De Lagun e Lord Waters, ma bado poco a riconoscere i presenti, dato che la mia attenzione è focalizzata sull'altare dei bagliori, davanti al quale è disposto su una pietra ricoperta da un etereo sudario bianco il corpo inerme di mio Padre. Sento la mia sicurezza e compostezza vacillare passo dopo passo, mentre ci avviciniamo e ci disponiamo per la celebrazione. Mi sono ripromessa di essere forte, ma in questo momento vorrei solo lasciarmi andare alla sofferenza, al dolore che sento dentro e che non posso esternare con nessuno, nemmeno con Lantis. Ero ormai abituata a vederlo inerme su quel letto, ma sapere che se ne è andato per sempre fa così male, probabilmente ancora speravo in un miracolo che sapevo non sarebbe avvenuto. Sapere però che la sua anima ha lasciato il suo corpo e che questa notte si unirà a quelle degli altri maghi che vegliano su di noi è la mia unica consolazione, so che questo resterà per sempre il suo luogo, il nostro luogo, dove potrò sentirlo vicino.
    Lantis è accanto a me, col viso fiero ma carico di dolore. So che sta soffrendo, vorrei potergli essere maggiormente di conforto ma non riesco a smettere di serbargli rancore, per quanto lo vorrei soprattutto questa notte. La rabbia e la delusione bruciano ancora nel mio cuore, ma la sofferenza e l'amore per mio Padre prendono il sopravvento, offuscando tutto il resto. Tutto il resto è irrilevante, tutto il resto può aspettare.
    Un profondo fastidio mi colpisce quando i passi di Lord Tywin annunciano il suo arrivo, mi volto verso di lui e vorrei soltanto urlargli di andare via, che non è degno di calpestare il suolo dell'Auspex. Che le sue tenebre non dovrebbero avere il diritto di offuscare la luce di questo posto, che mio Padre non vorrebbe la sua presenza qui, non vorrebbe la presenza di un maledetto Leithien. Ma taccio, ingoio il groppone, trattengo l'ira abbassando lo sguardo a terra, fin quando quel fastidio si placa, compensato da un profondo senso di benessere e di pace. E' la luce di mio Padre, mi viene da pensare immediatamente, ma poi mi ripeto che la sua luce si è purtroppo ormai spenta per sempre. Alzo il capo incerta, perchè dei passi che si avvicinano attirano la mia attenzione, ed è in quel momento che capisco da dove provenga quella luce tanto simile a quella di Rickard... all'Auspex è arrivato Drako. Sgrano gli occhi incredula, fissandolo mentre si avvicina all'altare. La sua luce risplende come non mai, l'energia che sprigiona è così forte, è così simile a quella di... non posso crederci. Sento un tuffo al cuore, ma non è per lui, non è per quello che provavo, non è per l'affetto che mai smetterò di provare per lui... è per quello che è ora, per quello che rappresenta, è perchè lui è ora il mio, il nostro, Gran Maestro. Drako è stato scelto dalla nostra Dea per succedere a mio Padre, lui è la mia guida, il nostro punto di riferimento ora che mio Padre si è spento. Sento un forte rispetto ed una forte riverenza nei suoi confronti espandersi nel mio cuore, e l'esigenza di dimostrarglielo, di comunicarglielo. Ma il mio ruolo me lo impedisce, la presenza di Lantis al mio fianco me lo impedisce. Guardo Drako, guardo Lantis, poi ancora una volta... fin quando non chino il capo. Per rispetto al mio Gran Maestro, per rispetto a mio Fratello, per evitare gli occhi di entrambi.



    Sento un tumulto interiore senza eguali, vorrei non trovarmi in questa posizione, vorrei non sentire quello che sento, vorrei che tutto questo non fosse accaduto. Lantis mi guarda, sento i suoi occhi puntati su di me, e poi la sua mano stringere la mia. Non mi oppongo, nonostante tutto, questa notte stiamo celebrando nostro Padre e lui vorrebbe vederci uniti, vicini nel dolore. Mi lascio guidare da lui e ci avviciniamo all'altare, dove giace il corpo di nostro Padre. E' bellissimo nel suo abito da cerimonia, col volto disteso, non più contratto per il dolore, e gli occhi chiusi e sereni. Ora riposa in pace, non sta più soffrendo come nell'ultimo periodo. Da un lato dovrei essere felice per questo, ma dall'altro egoisticamente vorrei che fosse ancora con me, con noi, perchè senza di lui che è sempre stato la mia guida mi sento persa.



    La sua Lux risplende tra le sue mani, la fedele compagna di battaglia che non lo ha mai abbandonato, ma che nulla ha potuto contro quel gesto vigliacco e riprovevole che lo ha strappato alla vita ed al suo Regno. Poggio la mano dapprima sulla sua, stringendola, per poi portarla sul suo viso accarezzando la sua fredda guancia. Mi sforzo, me lo ero ripromessa, ma una calda lacrima inizia a sfuggire al mio controllo, seguita da un'altra, e poi un'altra. Mi avvicino a lui, le lacrime involontarie cadono su quel viso che tanto amo, che tanto vorrei vedere un'ultima volta. Vorrei tanto potergli parlare ancora, abbracciarlo ancora, urlargli qualcosa, di svegliarsi, di non andarsene. Mi sento così piccola, impotente, stupida... dov'è finita la forza dei Raeghar? La forza che sta mostrando Lantis? Io non ce la faccio.



    Gli sussurro tutto il mio amore, per l'ultima volta. So che può sentirmi, so che non mi abbandonerà, so che sarà sempre al mio fianco ed io lotterò per lui, per i suoi ideali, per i suoi sogni di pace e giustizia che sono anche i miei.
    Quando torno in posizione eretta mi ricompongo, guardo prima Lantis nella sua fredda compostezza che so essere solo una maschera, e poi Drako poco più a lato, che so sta provando il nostro stesso dolore. Rickard era Padre di ognuno di noi, indipendentemente dai legami di sangue e dalla natura o dagli ideali di ognuno. Rickard merita tutto il dolore e l'amore per lui che stiamo provando in questo momento, merita molto più di quanto possiamo dargli. Lantis inizia ad avvolgere il sudario attorno al suo corpo, e con gesti delicati e dolci lo aiuto, cercando di prepararmi al triste addio che sto per dargli. Prova ad alzarlo, ma in quel momento si avvicina Drako per aiutarlo. Vorrei abbracciare entrambi, vorrei essere vicina ad entrambi, vorrei dire qualcosa, vorrei poter fare qualcosa. Ma mi allontano semplicemente, conscia di quale sia il mio posto ora, dato che è il momento di procedere con la cerimonia. Insieme lo trasportano fino alla pira e lo adagiano su di essa con delicatezza, poi le danno fuoco con una torcia. Nemici che si fanno guerra, ma che per questa notte sono vicini per Lui, anche questo miracolo è possibile quando si tratta di Rickard Raeghar, nulla poteva fermarlo... nulla può fermare l'influenza che ha sugli altri, neanche la morte.



    Osservo le fiamme espandersi fino ad avvolgere totalmente la pira ed il corpo di mio Padre, e tengo gli occhi fissi su di essa, ignorando tutto ciò che mi circonda. E poi all'improvviso una luce abbagliante, l'Auspex si risveglia tutta insieme scacciando le tenebre, scaldando i nostri cuori. Le nubi si diradano permettendo alle stelle di risplendere nel buio della notte, l'altare si illumina delle migliaia di lucciole che iniziano a danzare attorno a noi e alla pira, in un estremo saluto al loro Gran Maestro, ad uno di loro. Un'ultima lacrima solca il mio viso, mentre osservo con stupore e con gioia questo spettacolo unico che le anime dei Maghi più potenti hanno dedicato a mio Padre, al suo successore e a tutti noi Maghi, a celebrare la grandezza della nostra razza anche in questo giorno così buio.



  4. #1534
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    "Valar Morgulis"



    Nemmeno io ho sconfitto questo detto: nemmeno io sono immortale.
    Alcuni passi mi sovvengono alle orecchie, non mi volto perchè la voce mi palesa prima di chi si tratta:
    <<Se mi fermo qui per voi è un problema ….Milady?>>



    Inspiro un'altra boccata di fumo, sogghignando.
    Forse ieri non mi ha vista reagire a questa parola.
    Forse è cieco.
    Forse non ha mai aperto un libro in vita sua.
    Forse è semplicemente più stupido di lady Esperin e lady Alinor messe insieme.



    <<Adoro queste ore della notte, benchè oggi le circostanze siano del tutto fuori luogo>>
    Tiro via una boccata di fumo, mentre le radici s'aggrovigliano appena dietro i suoi piedi, ancora nel sottosuolo.
    Nel frattempo mi volto verso di lui, inespressiva.....su coraggio....di qualcos'altro di stupido.
    << Secondo voi…cosa accadrà d’ora in poi…dopo questo?>>



    Oh, caro....vuoi fare conversazione con la strega dell'Ovest?
    <<Penso che per prima cosa...>> sussurro mentre lascerò uscire in totale silenzio le mie radici, che lo avvolgeranno velocemente alle braccia e al busto, fino ai gomiti che rimarranno attaccati al corpo, per poi far salire i rovi a coprire la testa: in particolare una radice gli si infilerà in bocca, di modo che non potrà più scocciarmi con le sue parole, e solo gli occhi saranno liberi di vedermi.



    Le radici inoltre si abbasseranno fino a terra mentre continueranno a stringerlo in una morda dolorosa, di modo che sia costretto ad inginocchiarsi col sedere sulle sue caviglie.
    Distruzione - Esperto
    L’incantatore è in grado di connettere la propria energia all'ambiente e generare radici, che prendono vita dal sottosuolo, in zone da lui scelte:
    Abbraccio dell’Eden - Le radici bloccano metà corpo o busto o gambe, stringendolo con forza, provocando danni da escoriazione
    <<....mi libererò della Vostra tediosa voce.>> dirò sempre sussurrando nel caso in cui il tutto vada a segno.
    Mi avvicinerò ghignando, soffiandogli il fumo in faccia prima di parlare ancora con voce malvagia e lenta, appena udibile a chi si trova nelle vicinanze:
    <<Ieri ho avuto una reazione oserei dire...."lapalissiana".....di cosa penso della parola "milady". Ma lei evidentemente non mi ha visto sputare all'udire quella parola! Forse ha bisogno che lo sputo....>>
    Mi rigirerò la saliva in bocca, prima di sputargli proprio in mezzo agli occhi:
    <<....le arrivi dritto addosso! Sono una nobile? Nh? Non mi pare proprio, stupido ignorante caprone. "Lady" è un titolo nobiliare, se lo faccia spiegare da chi possiede un cervello più grande di un criceto, visto che ritiene di potersi avvicinare a me a fare conversazione come se fossi una nobildonna qualunque, è qui da due giorni e non ha ancora capito come funziona. Lei farà una morte davvero stupida un giorno, mio caro "sir"!>>
    Detto ciò, ciccherò anche la cenere della mia pipa tra i suoi occhi, prima di lasciar andare le radici per liberarlo.

    Nb: Deltag, se ti prendi l'attacco, ricorda il particolare della radice ficcata in bocca, sarai impossibilitata a parlare.


  5. #1535
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar
    Auspex

    Appena varcato il Glados una sensazione di inadeguatezza mi aggredisce.


    Mi sento un estraneo, un intruso, non appartengo a questo luogo e questo luogo ne è pienamente consapevole.








    Intravedo immediatamente le lucciole di cui mi ha parlato Vicent, che con la loro invisibile luce illuminano questa fredda notte, e riescono a rischiarare anche le tenebre attorno al mio cuore. Non mi piace ciò che sento, l'oscurità è la mia culla, senza di essa non sarei me stesso. Guardo di sfuggita gli altri stregoni, domandandomi se anche loro si trovino nelle mie stesse condizioni: ma esternamente non lascio trasparire nulla, e nascondo il mio malessere con una gelida maschera da lutto. Il cadavere di Rickard è steso sull'altare, appare sereno, come se fosse grato che l'agonia sia finalmente terminata. Nessun affetto mi legava all'uomo, ma la visione del suo corpo senza vita riesce comunque a provocarmi una certa sensazione di disagio. Forse è l'Auspex, forse è l'atmosfera da funerale, forse sono i ricordi di mio padre che stanno riaffiorando, non lo so. Chiudo gli occhi e abbasso il viso, un segno di rispetto che non so nemmeno io se sia sentito, un segno di rispetto che non riesce a cancellare l'ipocrisia di questa celebrazione. Metà dei presenti voleva la morte di quest'uomo più di ogni altra cosa, me compreso. E ora siamo qui, ad onorare la sua scomparsa, a pochi passi da una figlia distrutta e un re senza meta. È questo il gioco che ci governa, è questa la sfida a cui ho consacrato la mia esistenza: vivere un'eterna, infinita bugia. Rimango così, in silenzio, cercando di combattere l'immagine di quel volto scarno, quegli occhi vitrei, e il sorriso spezzato che adornavano il viso di mio padre sul letto di morte. Altre luci arrivano, alcune potenti, sconosciute, ma tutte vengono annichilite dalle tenebre del Gran Maestro: non ho nemmeno bisogno di aprire gli occhi, so che è arrivato, e gli permetto di circondarmi con il suo buio. La sua terrificante presenza mi aiuta a rimanere fedele a me stesso. Ma il conforto dura poco, un fortissimo calore invade le mie membra e non riesco ad ignorarlo: sollevo la testa e ne cerco la fonte, fallendo nell'individuarla. Ma le mie pupille incontrano una figura inattesa, quella del Dragone, che rischia la morte pur di poter dare il suo ultimo saluto all'uomo che giace sull'altare. Non gli stacco gli occhi di dosso, lo seguo per tutto il suo tragitto, è la prima volta che lo vedo dal giorno del Giudizio, dall'inizio di tutto. Quanto sarebbe facile... e quanto sarebbe meschino. Eppure sarei in grado di farlo. Non proverei alcun rimorso, nessun senso di colpa: la guerra è guerra. I suoi soldati hanno versato il proprio sangue su questa stessa terra, poche ore fa. Ma so che nessuno lo attaccherà, gli Dei ci stanno guardando e gli Dei puniranno chiunque oserà violare la sacralità di questo momento. La cerimonia va avanti, lacrime vere e lacrime false vengono versate e le spoglie mortali di Rickard vengono gettate nella pira da coloro che stanno distruggendo il regno che tanto amava. Una fine poetica, che per alcuni è solo il vero inizio. La notte si dirada, lucciole e stelle splendono di una luce innaturale, un miracolo a cui rimango impassibile, freddo, gelido. Questo non è il mio posto. Ma rimango ad osservare le fiamme che si mangiano ciò che resta del re buono, azzardando di fare qualche passo avanti. Mi porto vicino alla principessa, senza invadere il suo lutto, ma rendendomi una presenza impossibile da non percepire. E mi fermo, mani incrociate dietro alla schiena, sguardo alto e fiero. Perché il mio posto non è nelle retrovie, con la feccia. Il mio posto è qui, insieme ai grandi, insieme a chi può plasmare il futuro del regno. <<Valar morghulis>>, sussurro, perché tutti gli uomini devono morire, anche chi non lo merita. Ma io morirò per ultimo.
    Our wills and fates do so contrary run

  6. #1536
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Sta per scendere la notte, l'aria si è fatta più fredda. Dalle finestre si ode un chiacchiericcio sommesso e fastidioso: scommetto che sono tutti radunati fuori a scambiarsi parole di circostanza e impazienti per la gita fuoriporta.
    L'Auspex. Non ci sono mai stata, e perchè avrei dovuto? E' il luogo dei maghi, è dove si avverte tutto il potere della loro razza. E' come chiedere a Lady Esperin se ha mai visitato l'Abgruntis: le verrebbe un infarto non appena messo il piede su quel suolo impregnato della magia ancestrale delle streghe e degli stregoni di ogni tempo e luogo. Raccolgo di nuovo i miei pensieri giusto in tempo per sentire un vago: "Non lo so, spero presto Lady Feralys" provenire dalle labbra rosse della Regina. Qualche passo alle mie spalle ed un omuncolo insignificante mi porge un pezzo di carta per poi dileguarsi in tutta fretta. Lo apro velocemente, poi lo richiudo, mi rivolgo nuovamente a Lumen: "I miei genitori, Azor ed Illirya Feralys, si scusano di non poter essere presenti al funerale di re Rickard e mi pregano di farvi le loro più sentite condoglianze. Vogliate scusarmi, mia regina." - metto al sicuro il biglietto fra i miei seni, lo darò a Lantis al momento opportuno, impregnato del mio profumo. E' da quando sono qui che nessuno della mia famiglia si è degnato di darmi un cenno di vita, nè, d'altro canto, l'ho fatto io: di cosa mi stupisco? Siamo fatti della stessa tempra, noi Feralys. Questo biglietto, poi, non è la scrittura di nessuno dei due, avranno incaricato di sicuro uno dei loro fedeli cani Bolton per sbrigare questa faccenda. Le loro testoline saranno sicuramente in fermento, già me la vedo, la mia cara madre, preparare sacrifici al dio Raiden affinchè la sua figlia incapace approfitti di questa ghiotta occasione. In realtà non so a cosa pensino, finora il buon governo di re Rickard aveva evitato le guerre e portato grande prosperità nel Regno, tutto ciò potrebbe cambiare a loro svantaggio, soprattutto se reietti e ribelli vincessero. Mi sento messa in mezzo, un mero strumento nelle mani di chiunque, non so se reggerò a lungo questa pressione. Spero che questa storia finisca presto, altrimenti potrei anche esplodere. Letteralmente. Un senso di calore si irradia sui palmi delle mani, ma che succede? Non ho evocato nessun potere, ed è la seconda volta in pochi giorni che mi capita di attivare il fuoco involontariamente. Sento il sangue ribollire per il caldo, le vene mi scoppiano, unisco le mani intrecciando le dita per estinguere le fiamme, come in un gesto di contrita preghiera, mentre esco fuori per raggiungere gli altri.


    Ci siamo tutti, vestiti a lutto e con armature scintillanti dai colori dei Raeghar. Sembra sia arrivato il momento di attraversare il Glados ...

    AUSPEX

    E' buio. Nonostante tutto, il mio corpo percepisce di essere nel posto sbagliato. Non posso farci nulla, la natura e gli dei ci hanno creati così: stregoni, maghi, elfi. Tre razze, tre dei e tre luoghi differenti, che, apparentemente, non si incontrano mai.
    Rabbrividisco guardandomi intorno. Il corpo senza vita di re Rickard è stato sistemato dinanzi al portale di fiori: la scenografia è suggestiva, ma non riesco a godermela appieno. Non so cosa provino gli altri stregoni, Deirdre si mette in disparte, sembra grugnire infastidita, Aiden è impassibile come al solito. Qui è tutto troppo amplificato, bontà, benessere, pace: sono sensazioni che non mi appartengono, che non so gestire, non sono abituata a tutto questo.


    In prima fila ci sono i reali e Lady Waters, dietro ci siamo noi e moltissimi nobili del regno, tutti venuti a porgere l'estremo saluto al loro re. Ma perchè questa gente non si vergogna a mostrarsi qui come se nulla fosse? Siamo in guerra, eppure solo una minima parte di loro si è degnata di mandare i propri rappresentanti. Siamo in guerra e loro si presentano contriti e con le facce lunghe ad un funerale, contenti sotto sotto che non sia il loro, standosene ben alla larga da dove la situazione è calda. La mia famiglia non è da meno, tranquilla al tepore di Asshai, ma almeno loro hanno avuto il buon gusto di non farsi vedere qui intorno.


    Una sensazione familiare mi avvolge, le tenebre sono scese sull'Auspex, e non parlo della notte che ci accompagna ormai già da un pò, ma di Tywin. Il Gran Maestro, come ha detto Lumen poco fa, si è presentato al funerale del suo nemico, che, a dire di sua nipote, stimava, nonostante tutto. Non provi le stesse cose per suo figlio Lantis, non è vero?
    Il mio sguardo ritorna fisso sul cadavere di re Rickard, l'animo più tranquillo e i sensi alla normalità, grazie all'aura potente di Tywin, che ringrazio in silenzio dentro di me, fino a quando, nuovamente mi sento destabilizzata. Istintivamente rivolgo lo sguardo al Glados trovandomi Drako Kalisi davanti agli occhi, vestito di tutto punto che raggiunge i Raeghar e si unisce a loro nella cerimonia solenne.


    Mi sfugge un piccolo gesto di disappunto, con che faccia tosta si presenta qui? E come è possibile che tutti facciano finta di niente? Insomma è il capo di una fazione avversa, sta cercando di toglierci ogni cosa (ricordo chiaramente il nostro dialogo al Valmorguli), manda in campo i suoi reietti per ucciderci eppure eccolo qui, come se nulla fosse, come se fosse già il padrone del mondo. Questa cosa non dovrà mai succedere, lui non dovrà mai nemmeno sentire l'odore di quel trono. "Che faccia tosta, Kalisi! Presentarsi qui come se nulla fosse, non trovate Gildas? Non è fuori luogo?" - sussurro al mio vicino, così senza un perchè. Ho solo bisogno di tirar fuori quello che sento. Tutta questa sensazione di benessere mi fa diventare matta, ho bisogno di essere me stessa. Prego gli dei che tutto questo finisca in fretta, la cerimonia è al culmine del suo svolgimento: ecco la parte che più mi aggrada, la pira viene incendiata. Faccio qualche passo in avanti, il fuoco mi chiama, mi attira a sè. Lo scoppiettìo allegro, quasi fuori posto nella circostanza, mi dona finalmente un pò di tranquillità, il familiare odore di carne e vesti bruciate mi riporta l'equilibrio che mi era mancato. Il fuoco, il fuoco. Purifica e punisce, protegge ed uccide. Non ci sarebbe il mondo senza il fuoco, non ci sarebbe la notte senza di lui, non ci sarebbe ... mi blocco di colpo: migliaia di lucciole si levano quasi dal nulla, ci avvolgono e si involano verso il cielo, si confondono con le scintille delle fiamme, le lingue di fuoco alte che quasi lambiscono le stelle.


    Seguo una di esse con lo sguardo, lassù fino a sparire nelle tenebre e i miei occhi si incatenano alla luna, pallida sovrana della notte.
    "Che, almeno lui, possa riposare in pace."

    NB - La risposta di Lumen è concordata con mary24781
    NB2 - Il biglietto mi è stato consegnato col consenso di Eclisse84


  7. #1537
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Auspex


    L'Auspex, l'altare dei bagliori. Nonostante il buio regni sovrano, si intravede comunque nella penombra la bellezza di questo posto: la cascata, gli archi raffinati, le statue della dea Saraswaty.





    Tutto sembra essere posizionato per donare la calma dell'anima, la serenità del cuore. Il corpo di Rickard, però, mi ricorda che stanotte si celebra l'addio all'uomo più grande che io abbia mai conosciuto. Oltre me, anche Aiden, Vicent e Fanon hanno indossato l'armatura: ne sono davvero contenta.





    Rickard spesso veniva a guardarci agli allenamenti, ricordo quando mi investì cavaliere, quando mi disse che ero l'orgoglio di tutte le donne dentro quest'armatura. Che grazie ad essa dimostravo al mondo intero quanto noi donne possiamo essere forti. Ero una ragazzina, ne fui così felice, ancora oggi mi riempiono d'onore quelle parole, che mai scorderò. Faccio leva su tutta la mia forza interiore per non piangere, per non soffermare lo sguardo sul suo corpo così debole e ora così privo di tutta quell'energia che donava agli altri. Eccomi, mio Re, mio grande e immenso Re, sono qui ad omaggiarti, qui a giurarti che proteggerò i tuoi figli a costo della mia stessa vita. A proteggere il nuovo Re anche dalle tenebre che avvolgono il suo cuore. La sacralità di questo luogo viene bruscamente interrotta dai passi claudicanti di Lord Tywin, il primo dei nobili ad accorrere al funerale. Un vero affronto ma... forse no. Forse non lo è. La grandiosità del mio Re è tanta che tutti, anche Tywin Leithien ha il dovere di riconoscere, di chinare il capo. Non lo farà, ne sono certa, anche se ho sempre pensato che un uomo come Rickard Raeghar avesse suscitato del rispetto persino in un essere come lui. A breve anche altri Lord fanno il loro ingresso e tra loro intravedo mio padre: resto concentrata alla funzione, anche se vorrei tanto sorridergli e andargli incontro. Mi guarda fiero, so che lo è per la mia nomina di Primo, ma so anche quanto dolore si cela nel suo cuore per Andreus. Anche lui, oggi, sarebbe qui accanto a me, con la mia stessa armatura addosso. Targaryus... no, devo sgomberare questi pensieri, Rickard merita ben altro, questo luogo sacro merita ben altro. Non certo pensieri di rancore o di odio. Resto un attimo di sale, con gli occhi sbarrati a seguire la camminata di colui che non mi sarei mai aspettata di vedere: Drako Kalisi. Per un attimo, temo che tutta la pace faticosamente raggiunta in questo momento di dolore, possa distruggersi. Ma come se Re Rickard fosse ancora tra noi, tutto si svolge nei costumi e nella tradizione di Dohaeris, tutti collaborano per rendere questo addio sereno e pieno d'affetto che lui merita. Vedo Lantis e i suoi occhi tristi... come si fa a non vedere che tutto non è perduto, che non è il crudele tiranno che molti pensano?



    Esperin sembra mesta nel suo dolore, così distinta e controllata. So in quanti pezzi sta andando il suo cuore, perchè non era possibile non amare suo padre, non provare dell'affetto per lui. E il mio dolore impallidisce senz'altro di fronte al suo. Eppure... eppure è fortunata. Ha potuto dire addio. Io non ho potuto farlo con mia madre, non ho potuto nemmeno conoscerla. La strada che gli dei ci tracciano davanti è così misteriosa, così impervia... ma ci danno la forza di affrontarla, non ci abbandonano, noi dobbiamo avere fede. Dovete avere fede, Principessa, perchè questa notte non durerà per sempre e il giorno tornerà a splendere nella vostra vita. Quando la pira avvampa, tutto l'Auspex danza di luci, esplode di energia e vita. Vita: la signora che tutto può, che tutto domina, che sconfigge la morte a dispetto di tutto. Resto incantata in questa notte che è tornata stellata, per la vita che è tornata a splendere. C'è una nuova lucciola qui all'Auspex e ne sono certa... brillerà per sempre più di tutte le altre.

  8. #1538
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali




    Quando varco il Glados tiro un sospiro di sollievo: sono di nuovo alla Torre. Meno male.



    Non ho mai amato i funerali, ma devo ammettere che quello a cui ho appena assistito si è rivelato... interessante.
    Osservare il capo dei Reietti prodigarsi ad aiutare Lantis con il corpo del Re... devo ammettere che questa proprio non me l'aspettavo. Da queste parti non ci si annoia nemmeno ai funerali... è grandioso!!!
    Salgo lentamente le scale con il solo obiettivo di arrivare in stanza e mettermi a riposare: è stata una giornata molto intensa, ma posso già avvertirne i benefici.



    Mi sento... non so... forse è assurdo anche solo pensarlo, ma... mi sento più forte!
    Ho indubbiamente bisogno di migliorare nella nobile arte del combattimento, ma sento di aver già fatto notevoli progressi.
    Questo luogo non è solo colmo di avvincenti accadimenti, ma fondamentale per portare a termine il mio piano: tornare la potente strega di un tempo e portare a compimento la mia vendetta.

    -Sì... riuscirò nel mio intento. Non ho altro scopo nella vita... per ora... - penso prima di aprire la porta della "mia" stanza.



    Noto con piacere che la Hammerfell non è ancora tornata. Alleluia! Ho proprio bisogno di un po' di tempo per me.



    Mi libero rapidamente dei vestiti, per poi indossare la mia camicia da notte. Dopo aver spazzolato con cura i capelli, mi affaccio alla finestra per ammirare le stelle.

    -Sei li, adesso?- rifletto, mentre il suo volto si fa strada prepotentemente nella mia mente.

    Una folata d'aria gelida mi distoglie dai miei pensieri: non è il momento di pensare al passato.
    Posso avere ancora un futuro radioso davanti a me e devo approfittare di ogni singolo istante.
    Con ancora questi pensieri nella mente, mi infilo sotto le coperte e spengo le luci.
    Una nuova giornata mi attende...



    Ultima modifica di valuccia85; 5th August 2015 alle 22:32

  9. #1539
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth



    Prima dell’Auspex...

    Finisco di vestirmi, manca poco all’inizio del rito funebre e Gildas sta ancora dormendo. Mi avvicino a lui, scuotendolo delicatamente da una spalla, e con voce atona gli dico, <<Gildas, sveglia! E’ quasi ora…>>. Il cavaliere sbatte le palpebre e mi guarda assonnato, ma poi, rendendosi conto della schiena scoperta, si divincola spaventato dal mio tocco e si copre alla meglio imbarazzato ed a disagio. Mi allontano facendo finta di nulla, o quantomeno provandoci. Quei solchi… Sono davvero profondi ed è difficile non guardarli. Sfruttando una parte di specchio finisco di sistemarmi ed in contemporanea guardo Gildas che comincia a cambiarsi. <<Niente armatura?>>, chiedo indicandola con un cenno del capo per fargli notare che l’ho pulita e lucidata. <<Meno la vedo, meglio sto...>>, risponde lui guardandola per poi aggiungere, <<Avete fatto un buon lavoro>>, e con un sospiro tirare fuori degli abiti rovinati. <<Vi capisco dopo averla indossata per una giornata intera il fisico, purtroppo, non regge>>, gli dico con un sorriso sincero. I primi tempi anch’io ho fatto fatica ad abituarmi. Quando sono pronto butto un occhio fuori dalla finestra notando che quasi tutti i residenti della torre sono lì fuori ad aspettare noi ritardatari… Dei. <<Gildas, Vi manca ancora molto?>>, mi volto verso di lui inarcando un sopracciglio per gli abiti che ha addosso… Ma come si è conciato? E perché non porta le scarpe?!



    <<Un attimo, devo cercare la boccetta del blu!>>. Comincia a rovistare nella sacca delle boccette ed afferrando le fiale le osserva controluce una dopo l’altra. Sbuffando mi siedo sul mio letto e lo osservo annoiato mentre è intento a combinare i colori. <<Ma dovete per forza fare tanti colori?!>>, esclamo roteando al cielo gli occhi e picchiettando con un piede a terra. <<Sono solo 3!>>, si indica i vestiti, <<E poi il nero è il mio colore naturale!>>.



    E continua a tingersi indisturbato: così finiamo dopodomani! <<E’ tardi… Arriveremo per ultimi!>>, ribatto infastidito. <<Scendete se andate di fretta...>>, mi dice per poi riprendere a trafficare con la borsa e cercare la boccetta di colore grigio. <<Starei aspettando Voi se Vostra Grazia si dà una mossa!>>, replico per l’ultima volta con un evidente sarcasmo e do ancora un’occhiata fuori. Sono tutti lì. Siamo ultimi. Gli ultimi al funerale di Re Rickard Raeghar. Che magra figura…Disonore incomberà su di me e sulla mia famiglia. Il cavaliere si mette il grigio sulle punte, strofina con forza e si gira verso di me dicendo, <<Perfetto! Finito!>>. Prende dunque la maschera, apre la porta e mi dice <<Muovetevi, sono tutti giù… Non vorrete farli aspettare ancora!>>. Schiocco la lingua sul palato ed alzandomi di scatto dal letto attraverso la soglia della porta tirandogli una spallata…



    Mai più, non lo aspetterò mai più!

    Auspex


    Il silenzio circonda l’Auspex al nostro arrivo. Nubi scure e minacciose coprono il cielo rendendo buio e tetro l’altare dei bagliori. E’ come se anche qui, nel luogo in cui eterna risplende la luce dei maghi, fosse piombata la disperazione per il lutto della leggenda di Dohaeris. Eccolo lì, Re Rickard Raeghar, un uomo il cui corpo ormai giace su un altare a pochi metri dai nostri occhi… E’ immobile sul suo sudario bianco, ad uno sguardo poco attento potrebbe sembrare che stia dormendo, ma il suo ventre è fermo e l’immobilità è il segno che non stia respirando. Lui è morto. Lui non è più tra noi, ma tra le braccia della Somma Saraswaty che confido l’abbia accolto per il grand’uomo che è e sarà sempre nei nostri cuori. Sento d’un tratto gli occhi pizzicare a causa delle lacrime che spingono per uscire fuori, ma che trattengo, di malavoglia, ostentando solo forza e determinazione. Non voglio piangere. Non avrebbe voluto. Giungo entrambe le mani di fronte a me e con un’espressione solenne, imparziale, chiudo le palpebre abbassando la testa in segno di rispetto.



    Alcuni passi dall’andatura claudicante, seguiti dal senso di oppressione e disagio che solo lui è in grado di suscitare con la sua presenza, mi indicano senza che io sollevi gli occhi che il Gran Maestro degli Stregoni è qui. La mascella si serra, le palpebre si dischiudono appena e le dita si stringono mentre la tristezza si trasforma in frustrazione. Un affronto, ecco questo ciò che è, quella bestia immonda e senza cuore è qui solo a gioire per la dipartita del Raeghar. Mentre lui? Lui è lì, inerme e… Gelido. Morto. Perché? Perché i cattivi vivono e gli uomini buoni e forti pagano la loro bontà con la vita? Valar Morghulis si dice eppure, in questo caso, lo trovo ingiusto. Come vorrei che la sua luce potesse risplendere ancora, che lui tornasse a casa tra le braccia dei suoi figli che stanno affrontando la morte di un padre nel bel mezzo di una guerra. E d'improvviso la avverto, una luce ed un benessere familiare mi investono annullando ogni malessere o incertezza, un’aura, quella del Gran Maestro dei Maghi, che mi fa aprire di scatto di occhi e sussurrare felice un <<Gran Maestro...>>, quando punto gli occhi sul Re. Ma è un’illusione. Uno scherzo. Non è lui… Sposto lo sguardo verso il Glados e Kalisi, il capo dei Reietti, l’ex Dragone, colui che sta addestrando mio cugino tra le sue file, fa la sua comparsa con in sé la luce del Grifone. Lo fisso, basito ed incredulo, triste e… Non so più nemmeno io cosa sto provando. Un garbuglio di emozioni e sensazioni che mi fanno mancare la terra da sotto i piedi. Non è giusto. La mia mente dice. Va bene così. Il mio cuore comanda. Rickard Raeghar merita un ultimo saluto da parte di tutti noi, anche dall’attuale Gran Maestro che solo per oggi sarà l’ennesima persona a dimostrare il suo affetto al Re che perfino da morto è stato in grado di portare la pace e la serenità su Dohaeris. E scoppio… Non resisto più. Lacrime amare mi solcano il viso quando il Grifone ed il Dragone si uniscono per un’ultima volta e secondo gli usi di Dohaeris adagiano il corpo sulla pira. Una fugace scintilla ed il fuoco divampa, illuminando e scaldando l’altare dei bagliori mentre avviene il secondo miracolo. Lucciole. Tante lucciole prendono a danzare attorno al fuoco, sconfiggendo assieme alla luna, il buio dell’Auspex. Tra le lacrime le osservo e per un attimo mi pare che una, prima piccola, poi sempre più grande, sembra alzarsi in volo dalla pira ed unirsi alle altre ed un sorriso amaro mi appare in volto mentre la fisso volteggiare serena e leggiadra…



    Forse è lo spirito di Rickard... Forse no... Ma io voglio crederlo.


    Nota: Dialoghi ed azioni concordati con Simskingdom.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 26th July 2015 alle 00:57



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  10. #1540
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Drako Kalisi

    Al campo mi avranno preso per stupido, nel mezzo del discorso sul cavallo mi sono voltato e me ne sono andato, non ho detto una parola, sapevo solo di dovermi muovere, che dovevo venire qui, che Rickard era in questo luogo per il suo ultimo saluto, per il suo addio. E così che il più grande degli uomini giace inerme sulla pietra, sembra quasi sereno, col viso disteso, senza quella espressione di sofferenza a segnargli l’espressione, la sua aura non c’è più… non sento niente, è tutto vuoto, inconsistente. Quel corpo non ha più nulla del Grande Re e Gran Maestro che ho tanto ammirato ed amato come un Padre, lui è altrove e voglio consolarmi pensando che stia bene, che tutto il suo dolore sia rimasto ancorato a questo guscio vuoto adagiato sul sudario. Perdonami Rickard, perdonami… ora sai tutto, ora sei cosciente di ogni cosa io ti abbia nascosto, di ogni mio tormento, di tutte le bugie che ho dispensato e credimi, una parte di me è morta con te per questa tua nuova consapevolezza, ma l’altra parte si sente più leggera, purificata da ogni macchia il mio animo conservasse. In quella stanza mi sono liberato di un peso che grava ormai da anni e quando hai aperto gli occhi ho tremato, ho tremato perché avevo il terrore che tu non potessi capire, che non accettassi, ma soprattutto che io stessi sbagliando per l’ennesima volta ed invece… invece mi hai sorriso con le tue ultime forze, i tuoi occhi hanno parlato, mi hanno detto ciò che la voce ti negava di esprimere. Non ce l’ho fatta a trattenermi quando ho varcato quella soglia, Lantis era così freddo, distaccato, sono sempre stato un sentimentale, un debole di cuore, ho ceduto ancora e l’ho stretto, avevo bisogno di piangere con lui un ultima volta, perché se è vero che ora siamo nemici, tu eri il nostro filo conduttore, il nodo che ci teneva uniti nonostante tutto e questo nodo ora si è sciolto, ognuno di noi ha tirato l’altro capo della corda e quel legame non esiste più, tu eri quella forza superiore che teneva ogni cosa insieme. Ieri notte quando sono giunto qui e ti sei palesato a me, in tutta la tua energia, con tutta la tua superiorità, mi sono sentito come un bambino che non sa come reagire avanti a qualcosa di più grande di lui, qualcosa che non riesce a capire, tremavo quasi, ma mi hai stretto in quell’abbraccio così forte… così consistente, così reale, nonostante tu avessi già abbandonato il tuo corpo ed in quel momento di sei mischiato alla mia coscienza, ti ho sentito entrare nella mia testa, sai ogni cosa, hai visto ogni mio ricordo, hai conosciuto tutte le mie intenzioni e nonostante tutto sei ancora qui con me: quella parte di te è mescolata ed unita al mio stesso spirito, sei diventato la forza che mi mancava per affrontare ogni cosa.
    Non bado quasi alle persone che affollano questo luogo, visi conosciuti e non, visi amati, visi odiati… non m’importa di nulla, quel corpo che brucia lento ed inesorabile è l’unica cosa che m’interessa. Tutte queste lucciole sono familiari, riesco a vederle con occhi diversi, riesco a percepire l’anima del mago al quale erano legate in vita, ne ascolto i sussurri, ne ascolto le preghiere e recitano all’unisono l’antica formula di passaggio dell’anima dal corpo al regno di Saraswaty. E così chinando il capo innanzi all’alta pira, sussurro seguendo quelle parole sospirate, che le anime dei defunti mi stanno suggerendo:

    Anima di luce che fioca si spegne in terra
    Abbaglia e risplendi ove trai origine
    Ed alla madre Saraswaty ricongiungiti
    Dalla luna discendi ed alla luna ritorni

    Resto in silenzio rialzando il capo ed in quell’istante la vedo… vedo il suo bagliore che si libera e si palesa in una lucciola che si distacca dal corpo e vola alta oltre le fiamme, sento un fuoco pervadermi gli occhi e non oppongo resistenza alle lacrime che copiose scivolano lungo le guance, mi hai sempre detto che un uomo non è un debole se mostra i propri sentimenti, è solo un uomo completo che abbraccia la propria umanità, perché senza sentimenti non possiamo cogliere ciò che ci circonda e non possiamo congiungerci a coloro che entrano nella nostra vita… vorrei essere forte la metà di quanto lo eri tu ed accogliere questi sentimenti nella maniera giusta, ma… perdonami Ric mi sento incredibilmente debole in questo istante. Mi volto verso Lantis, l’osservo con il viso gonfio di lacrime che ostento quasi con fierezza, mantenendo il capo alto, non sto piangendo per Rickard, non sto piangendo per l’uomo che non c’è più, sto piangendo tutto ciò che è morto assieme a lui. Non sei la persona che dovevi diventare, Lantis del fulmine, non sei la persona alla quale lego gran parte dei miei ricordi, non sei la mia famiglia, non sei niente. Dico addio al più grande degli uomini e dico addio a te, potrai diventare un grande conquistatore, potrai importi in ogni modo, ma non sarai mai un Re degno di tale nome. Metti pure una croce sull’auspex sulla tua bella mappa dei territori conquistati dai tuoi soldati, ma questo luogo non sarà mai tuo, questo luogo è legato a me in ogni sua forma e sostanza. Non mi spreco in parole e se è vero che mi conosce, se è rimasto un briciolo dell’uomo che conoscevo in lui, coglierà ogni mio pensiero, per noi che non avevamo bisogno di parole… per noi che non avevamo bisogno di gesti, sappi che vorrei odiarti con tutto il mio essere. Avanzo dritto verso il Glados, sforzandomi di non rivolgere lo sguardo neanche ad Esperin, non reggerei al suo dolore, mi lascio la pira alle spalle, mi lascio questo momento nella mente, tutto tornerà all’ordine giusto. Addio Ric.

 

 

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