Nella mia stanza il caos è quasi agghiacciante, che cosa ho… ha combinato qui dentro? L’enorme libreria, un tempo accostata alla parete, ora è accasciata per terra con gli scaffali e il contenuto di essi sparso ovunque. Macchie di sangue incrostato, il mio, imbrattano le coperte del letto sfatto mescolandosi con la trama rossa del tessuto. Il devasto raggiunge livelli disumani e per un attimo rimango impietrito di fronte a ciò che potrebbe combinare, che potrei combinare… perché è tutto così complicato? Perché sono così? Dannazione. In un lato della stanza, addossati alla parete, noto delle casse in legno chiaro sulle quali è stampato il simbolo dei Dreth. Oh diamine, sarà qui a momenti. In fretta sollevo la libreria rimettendo a posto almeno gli scaffali, al loro contenuto ci penserò più tardi. Raccolgo e lenzuola e le lancio alla meglio sul letto per poi sistemare ciò che resta del tappeto e del divano al loro posto.
«Oh merda!» dico scattando verso il mobile al quale è stato rimosso il catino con l’acqua colorata, apro le ante e traggo un sospiro di sollievo quando vedo la sfera colorata adagiata al suo posto all’interno del mobile. Per fortuna non hanno notato nulla. Mi dirigo fuori dalla stanza e vado silenziosamente in quella accanto, quella della septa, per cercare il vaso che ho riposto qui dentro prima. Lo trovo al suo posto dietro le varie boccette della vecchia. Lo afferro e lo riporto in camera. Tirandoli fuori da quel liquido puzzolente, avvolgo cervello e occhi dell’elfa in un panno bianco pulito e lo lego in modo che niente possa fuoriuscire. Prendo poi un foglio di carta e ci scrivo velocemente sopra “
cervello di mucca – Vygrid”. Apro la porta notando all’esterno uno dei servi, Theon, lo richiamo con poca delicatezza e gli metto tra le mani il pacchetto
«mi è arrivato questo pacco da Vygrid, consegnalo ai cuochi, loro sapranno come cucinarlo al meglio.» lo guardo poi negli occhi mentre l’uomo comincia a tremare
«vedi di non rovinarlo e di consegnarlo in fretta, altrimenti sarà il tuo cuore il piatto che verrà servito domani con del vino fresco, siamo intesi?» L’uomo balbetta un semplice
«s-s-sarà fa-a-fatto!» prima di correre verso le scale diretto forse alle cucine, lo seguo con lo sguardo prima di rientrare in camera, devo finire di sistemare prima che Vicent rientri e... uh, ma che cos’è questo?