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  1. #231
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Mi godo lo spettacolo. Nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di fare una proposta tanto azzardata, nessuno. Li vedo perplessi, sorpresi, alcuni addirittura sconvolti. Mantengo un’espressione seria, richiesta da un momento di tale importanza, ma vorrei scoppiare a ridere, vorrei che loro potessero vedersi anche per un solo istante come li sto vedendo io adesso: attori, attori che seguono il mio copione. Solo la septa costituisce un’eccezione: nonostante la mia abilità, grazie alla sua, chiamiamola così, saggezza, mi è praticamente impossibile prevedere la sua reazione alla proposta. Dreth, invece, da bravo soldatino senza cervello qual è, non ha capito nulla del mio discorso e difende fedele la sua comandanteCassandra, Cassandra, perché non parli? Non hai forse capito? Non comprendi, che lo sto facendo anche per te? Vicent mi punta e sostengo il suo sguardo. Parla di fiducia, come se non mi avesse accusato nemmeno un’ora fa di essere stato la causa della nostra sconfitta. Ipocrita, buonista e ipocrita come tutti i Dreth che calpestano il suolo di Dohaeris. Le parole di Lady Feralys sono una piacevole sorpresa: mi aspettavo il suo supporto, d’altronde è lei che mi ha dato il la, e apprezzo particolarmente il modo velato in cui mi fa capire di essere dalla mia parte. Le rispondo con un cenno: non posso cambiare discorso, non adesso, ma questa conversazione non finisce qui.

    Viene poi il turno della strega. Ora la riconosco, ora scorgo in lei l’acida megera di ieri sera. Si affida al giudizio di Esperin. Decisione interessante, che mi dà da pensare: ho forse sottovalutato il legame che le unisce? Odiare il reggente è una cosa, odiare la sua innocente e dolce sorellina, è un’altra. Forse la regola vale anche per le fattucchiere centenarie. Aspetto che abbandoni la stanza per ribattere: non sto per dire nulla che potrebbe alterarla, ma mi sembra scortese cominciare un discorso mentre se ne sta andando. Un colpo di tosse però stronca sul nascere ogni mia parola.

    La voce della regina rompe il silenzio, e mi volto immediatamente verso di lei. La sua comparsa è… imprevista, al meglio. Catastrofica, al peggio. Per pochi, brevi secondi mi perdo nella sua bellezza... Non ho mai avuto occasione di avvicinarmi così tanto. Sono rapito, completamente rapito…
    <<Il diritto regio dà a me, in assenza del Reggente, il potere esecutivo di governare l'esercito e organizzare la battaglia... sarò, quindi, io la vostra guida fino al ritorno del nostro amato e lodato Principe. Ma come potete denotare, non sono che una povera fanciulla vittima di eventi crudeli, come il tradimento ignobile del mio stesso sangue... di certo, il comandante De Lagun può comprendere bene il mio dolore... quindi, mi affiderei senza indugio in un forte e valoroso guerriero come Sir Aiden, dotato di audacia, esperienza bellica e maniere cortesi. Il parere e il consiglio di tutti sarà ben accetto, soprattutto quello dei nostri prodi soldati... quello della Comandante lo reputo prezioso e nutro in lei la stessa stima che ha il Principe... ma appunto, conoscendo il suo dolore, penso che abbia bisogno di tranquillità per ritrovare un pò della sua serenità e freddezza analitica... Sir Aiden, mi piacerebbe discorrere in privato, e vi attenderò in terrazza, di come si è svolta la battaglia e di quelle che sono state le vostre osservazioni... nel frattempo, invito gli altri ad allenarsi e tenersi pronti, pregando gli Dei di ridarci al più presto il nostro adorato Principe>>.
    E, così come è comparsa, scompare di nuovo.

    Sono, forse per la prima volta in vita mia, scioccato. Le parole sono la mia arte, ma al momento non ne trovo nessuna. Questo… questo non è ciò che avevo previsto. Sì, il mio animo ambiva al comando, ma il reale intento dietro la mia proposta era quello di mostrarmi dedito alla causa e, in minor parte, controllare le relazioni che legano gli altri nobili. Audere semper, direi che ho seguito alla lettera il nostro motto… il Fato è così strano, a volte. Sento parlare Cassandra, non capisce, ma capirà, glielo farò capire io. Ora opto per il silenzio.
    Vederla uscire dalla sala è straziante.

    Mi avvicino alla principessa e la ringrazio per le congratulazioni. Le faccio un inchino, la distanza che ci separa è poca, quindi le sussurro, sicuro che possa sentirmi chiaramente solo lei: <<Gradirei parlarle in privato, quando avrà tempo>>. Detto ciò, abbandono la stanza per raggiungere la regina.
    Sono ormai al secondo piano, poco oltre le scale, quando sento di non farcela più. Mi assicuro che non ci sia nessuno in corridoio e mi lascio andare a una risata fragorosa, irrefrenabile, volgare. Rido così tanto che sono costretto ad appoggiarmi al muro. Rido, rido, rido, non riesco a fermarmi. Facile, è stato così facile, forse troppo facile… recupero la calma e mi sistemo i capelli, leggermente spettinati. Devo ricordarmi con chi ho a che fare: non più la mansueta Esperin, bensì la pericolosa regina. Lumen Raeghar non è una sprovveduta, tantomeno un’incapace, e se tra queste mura ho un degno avversario, probabilmente è lei. Ma se pensa di potermi usare, se pensa di trattarmi come una semplice pedina, se pensa che io ignori il gioco a cui sta giocando… si sbaglia di grosso. Perché è il mio stesso gioco.

    Esco in terrazza ed eccola lì, in tutto il suo splendore. Mi schiarisco la voce e accenno un inchino.
    <<Vostra altezza… A sua disposizione.>>
    La regina si rivelerà un prezioso alleato o un mortale nemico. O, forse, entrambi.
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  2. #232
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth


    Se vi è una qualità che trovo assai pericolosa in una donna è il fascino, con esso sono in grado di penetrare i muri più invalicabili, insinuare dubbi nella più rigida delle convinzioni o piegare l’animo del più nobile dei cavalieri.Lady Lumen non è solo bella ma è affascinante, perché se la bellezza appassisce inesorabile con il tempo, il fascino rimane invece eterno e viene valorizzato assieme ad altri fattori: classe, intelligenza, eleganza, cultura, ironia…
    <<Signori, signori vi prego, comprendo l'amarezza della sconfitta e ammiro il vostro spirito di rinascita, che come fenice dalle ceneri, certo risorgeremo per tornare a vincere... ma non c'è bisogno di scaldarsi troppo>>, è la regina a parlare, riconosco la voce grazie al tono dolce e melodioso, pari al canto di un usignolo.
    Lo sguardo si posa involontariamente sulla figura, osservando quella cascata di capelli lucenti color miele che le incorniciano quel viso d’angelo e quelle labbra così perfette, piene e rosee, che nel momento in cui si incurvano in un sorriso mi lasciano morire ogni parola in gola.
    Perché è così dannatamente perfetta…? Quasi stento a credere che sia una Leithien.
    <<Vostra altezza…>>, dico in un sussurro riprendendomi e chinando la testa in maniera definitiva.
    Seguo dunque attentamente il suo discorso, dove conferma di essere già a conoscenza del tradimento di suo cugino, di Ryuk Leithien, e si intromette nella discussione interrotta da Lady Esperin dando il ruolo di comandante a Sir Urhatadar.
    Ripeto le parole nella mia testa incredulo: un Urthadar mio comandante.
    N-non… voglio… pensarci.
    Da tempo immane la sua famiglia cerca di sterminare la mia ed io ora non solo dovrei portargli rispetto ma perfino affidargli la mia vita? E poi… De Lagun?
    Sposto lo sguardo su di lei e la osservo rammaricato. Mi sale la bile perché non sono io la vittima qui, un’ingiustizia è stata appena compiuta e non posso fare niente per replicare! Proprio lei che ha affrontato il sangue del suo sangue sul campo di battaglia, lei che ha rinunciato a tutto, perfino se stessa, pur di servire con onore i reali…
    Perché vostra maestà? Perché le avete fatto questo?
    Ma io devo… obbedire, come cavaliere non posso ignorare l'ordine: mantengo il mio silenzio, rispondendo con un tacito assenso.
    Solo quando la donna ha abbandonato la stanza mi lascio cadere sulla sedia... De Lagun è la prima a congedarsi, facendo presente di poterla trovare in armeria, seguita dalla principessa che invita Lady Feralys a discorrere privatamente con lei ed infine il comandante Urthadar - non mi abituerò mai a dirlo… - che dopo un breve intervento con Lady Esperin abbandona la stanza.
    Sospiro rammaricato, scostando d’istinto il mio piatto: il solo odore mi dà il voltastomaco…


    Pochi minuti dopo…


    Chiudo delicatamente la porta e voltandomi di spalle mi appoggio di peso su di essa: quanto è appena accaduto è una catastrofe, una completa catastrofe.



    Ripercorro a rilento le immagini di questa assurda mattinata soffermandomi sul pranzo, sul come la septa sia riuscita a scaldare gli animi, su come Lady Feralys abbia insinuato dubbi circa le capacità di De Lagun e Sir Aiden si sia, ingiustamente, appropriato del suo posto ed infine sull’espressione straziata della donna quando abbandonava la sala.



    Osservo la mia armatura, accuratamente riposta sul letto, e piego le labbra in un sorriso amaro carico di disprezzo per me stesso.



    Quanto mi odio…? Tanto.
    Le immagini del giuramento che prestai quando divenni un cavaliere riaffiorano ora prepotenti nella mia testa. Mi manca il respiro…



    Io ho bisogno d’aria.
    D’istinto faccio per avvicinarmi alla finestra e respiro a pieni polmoni, inghiottendo un groppone di saliva. Intanto la memoria si fa beffa di me, rimembrandomi le parole di quel solenne patto:

    “Un cavaliere è devoto al valore,
    il suo cuore conosce solo la virtù,
    la sua spada difende i bisognosi,
    la sua forza sostiene i più deboli,
    le sue parole dicono solo verità,
    la sua ira si abbatte sui malvagi.”


    Ma allora perché non ho potuto far nulla con questa ingiustizia? Perché De Lagun ha dovuto pagare per un errore non suo? Perché un Urthadar, l’incarnazione del male per eccellenza, ha preso tanto potere? Perché deve accadere tutto questo?!
    Maledizione.
    Non riesco a calmarmi. Non riesco a darmi una stupidissima risposta. Non mi sento utile.
    Se Sir Kalisi fosse stato qui non avrebbe mai permesso venisse compiuto questo scempio ma purtroppo lui non è presente... Accuse infondate o no, ci ha abbandonati. Non posso fare più affidamento su di lui... Non lo odio, come molti qui, ma certamente lo biasimo per la sua fuga.



    Prendo ad osservare la statua della defunta regina, di Lady Margarete, ed in un sussurro le rivolgo la mia supplica:
    <<Aiutatemi, ve ne prego...>>.

    Ultima modifica di Damnedgirl; 20th December 2014 alle 00:08



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  3. #233
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    Lo spettacolo della pianura di Dohaeris, dinanzi a me su questa terrazza, è mozzafiato. Sir Aiden non mi fa attendere a lungo e si presenta al mio cospetto con un inchino da cavaliere degno del suo rango. Osservo le sue spalle, larghe e atletiche e le sue braccia forti. E' slanciato, non massiccio, e i suoi gesti nascondono un'eleganza innata. Non sono di fronte ad un cavaliere di taverna, questo è certo. Il suo bell'aspetto corona in modo impeccabile i suoi modi di fare: è la ciliegina sulla torta, amo circondarmi di gente bella, certo mai quanto me, ma riesce a far parte più facilmente del mio concetto di vanità. Anche Sir Aiden deve essere un tipo vanitoso, non so, qualcosa me lo suggerisce. Volgo le spalle al panorama e faccio il gesto di rialzarsi; poi avviso le guardie di piantare una sorveglianza fuori. Non solo voglio che nessun ci ascolti, ma anche sapere chi tenterà eventualmente di interromperci.
    "Sono lieta che mi abbiate raggiunta subito, ero alquanto impaziente di fare questa chiacchierata con voi, cavaliere" inizio con un bel sorriso sulle labbra e il sole che illumina il mio viso. Come sarebbe opportuno affrontare l'argomento con lui? Inutile usare fronzoli e menzogne eclatanti, non è uno sciocco se ha avuto l'impavida idea di proporsi comandante. Meglio chiarire come stanno le cose, soprattutto sul chi comanda qui. Lo stemma del mio casato presenta un bel leone nero nel mezzo, simbolo di forza, potere, comando e... morte. Morte per chiunque osi mettere in dubbio tutto questo. "Sarò schietta con voi, Sir Aiden, perchè voglio fidarmi di voi con tutto il cuore... il nostro amato Reggente mi ha lasciata qui sola, tra cavalieri e soldati a far fronte ad una situazione bellica su cui non ho molta esperienza. Qui, essenzialmente, consisterà il vostro compito: colmare il mio vuoto in battaglia con la vostra abilità di guerriero. Ma, come ben sapete, l'arte della politica è qualcosa di persistente nel nostro mondo, soprattutto in una situazione come la nostra, e mi preme farvi comprendere che in questo campo non ho da imparare da nessuno. Sono la nipote prediletta di Lord Tywin Leithien, uragano del vento, signore delle Terre delle Rose e Primo Alfiere del Re... son cresciuta al suo palazzo, egli mi ha istruita ed educata. Mi ha ben spiegato che cosa sia il vero potere" dico intrecciando le mie braccia, così da toccarmi i gomiti con le mani. Tengo cura in quest'azione, che pare accidentale, di riflesso magari, perchè un'altra cosa che ho ben appreso da quel demone di mio zio è che un uomo non presta mai attenzione alle parole di una donna e che, quindi, essa deve ricorrere ad ogni artificio per essere ascoltata. Ma egli è appunto un uomo, non coglie quanto sia utile per una donna come me non essere ascoltata con attenzione: la cosa importante è attirare lo sguardo e infuocare i sensi e poi ogni maschio di sani appetiti è ridotto a marionetta. Con questo gesto, la scollatura del mio vestito si stringe, rendendo il mio seno più prominente, ancor più desiderabile. Calidarium et frigidarium: il segreto di ogni buon interrogatorio. "Mi preme porvi una domanda: pensate che dalle informazioni possa derivare del potere?" gli chiedo con uno sguardo malizioso. Vediamo che tipo di Bruto ho qui davanti.

  4. #234
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    La regina si presenta a sorpresa nel bel mezzo della discussione, deve avere ascoltato tutto ciò che è stato detto: la situazione è sempre più interessante! C'è stato praticamente un colpo di stato mettendo in discussione gli ordini di Lantis e sostituendo il comandante con Urthadar, quella donna deve avere in mente qualcosa. Non è stata lei ad avvelenare il re, come Lantis vuole far credere a sua sorella, non avrebbe senso: lei ora ha tutto, se re Rickard morisse perderebbe la sua posizione dominante in favore del legittimo erede ... che, per inciso, è ancora in cerca di moglie.
    <<Lady Feralys, se gradisce ancora conversare con me la inviterei ad andare, il pranzo è durato più del previsto ed il tempo è prezioso...>>
    Le parole della principessa mi scuotono e mi ritrovo a fare un cenno d'assenso con la testa, l'ennesimo.
    Vedo uscire Esperin dalla stanza e la seguo dove finalmente potremmo parlare.
    Ha ragione lei, in questo caso. Il tempo è molto prezioso.


  5. #235
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    La regina è una di quelle persone da interpretare in ogni suo gesto. Se dubitavo della sua sagacia, l'ordine impartito alle guardie di sorvegliare la nostra conversazione non lascia certo spazio ad altre supposizioni. <<Sono lieta che mi abbiate raggiunta subito, ero alquanto impaziente di fare questa chiacchierata con voi, cavaliere>>, esordisce Lumen con un sorriso radioso. Il sole bacia i belli, e mai come ora sono stato d'accordo... La calda luce pomeridiana illumina il viso della donna, accentuando il colore dei suoi occhi.


    <<Sprecare il vostro prezioso tempo è l'ultimo dei miei desideri, mia regina>>, mi limito a dire sostenendo il suo sguardo. La lascio poi parlare, intrecciando le mani dietro la schiena.
    <<Sarò schietta con voi, Sir Aiden, perchè voglio fidarmi di voi con tutto il cuore... il nostro amato Reggente mi ha lasciata qui sola, tra cavalieri e soldati a far fronte ad una situazione bellica su cui non ho molta esperienza. Qui, essenzialmente, consisterà il vostro compito: colmare il mio vuoto in battaglia con la vostra abilità di guerriero. Ma, come ben sapete, l'arte della politica è qualcosa di persistente nel nostro mondo, soprattutto in una situazione come la nostra, e mi preme farvi comprendere che in questo campo non ho da imparare da nessuno. Sono la nipote prediletta di Lord Tywin Leithien, uragano del vento, signore delle Terre delle Rose e Primo Alfiere del Re... son cresciuta al suo palazzo, egli mi ha istruita ed educata. Mi ha ben spiegato che cosa sia il vero potere>>. La osservo attentamente, spostando lo sguardo dagli occhi alle labbra, dalle labbra agli occhi. Mi sforzo di non guardare altro. <<Teneri ricordi mi legano a Lord Tywin, visitava spesso il nostro palazzo quando ero più giovane, rimembro sempre volentieri l'immagine di lui e mio padre insieme... Ultimamente le sue visite si erano fatte più rade: spero per impegni degni di un uomo del suo rango, e non per altro>>. Teneri un corno, quella serpe mi terrorizzava da bambino. Con l'ultima frase, ovviamente, voglio sapere cosa ha da dire la Raeghar sul tradimento di Ryuk e sulla sospetta complicità del Lord. <<Sono conscio del mio ruolo e dei miei limiti. Sono ambizioso, inutile negarlo, soprattutto con voi: ma la mia ambizione non annebbia di certo il mio giudizio. L'unico desiderio che mi ha spinto a offrirmi per questo ruolo è quello di salvare il mio regno>>. Il fatto che mi veda come un rivale mi lusinga. Avete l'occhio lungo, mia regina.


    <<Mi preme porvi una domanda: pensate che dalle informazioni possa derivare del potere?>>, aggiunge poi Lumen. La scruto con attenzione per qualche istante: che risposta si aspetterà? Forse è inutile chiederselo, qualunque cosa io dica non la soddisferei mai completamente. Tanto vale essere sinceri. Anche la sincerità è un'arma, dopotutto, soprattutto tra simili. Ma molti tendono a dimenticarselo.
    Mi allontano dalla donna e volgo il mio sguardo verso l'orizzonte, incrociando le braccia. <<Penso che ne siate convinta, dato che avete un informatore tra le fila nemiche e mi avete nominato comandante affinché tenessi d'occhio gli altri nobili, cosa che Cassandra mai avrebbe fatto per voi>>. Dopo una breve pausa giro la testa verso la regina, cercando i suoi occhi. <<Penso che dalle informazioni derivi potere, così come può derivare da qualsiasi altra cosa, anche la più trascurabile. Penso che il vero potere non sia qualcosa che nasca dal sangue, penso che il vero potere sia per pochi eletti, coloro che sanno destreggiarsi sulla scacchiera. Ma voi sicuramente lo sapete meglio di me, vostra altezza.>>
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  6. #236
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Lascio la stanza seguita da Lady Feralys, che con un cenno della testa ha accettato il mio invito a conversare. In silenzio percorriamo i metri che ci separano dalla biblioteca, dove potremo parlare in tranquillità. Più volte durante il breve tragitto mi volto nella sua direzione, cercando di scrutare il suo viso, la sua espressione, per percepirne lo stato emotivo. Ma non riesco nel mio intento.



    Ansia? Preoccupazione? Paura? Diniego? Cos'è che vi tormenta, Lady Feralys? Di me...potete fidarvi, e condividere le vostre pene vi farà bene. Ne sono certa. A tutti fa bene sfogarsi, liberarsi dai propri tormenti. Per ogni cosa c'è una soluzione, ogni cosa può essere affrontata se si ha accanto una persona amica.

    Entriamo nella biblioteca, e mi guardo velocemente intorno: non c'è nessuno. Ottimo. Lady Feralys mi sembra una persona molto discreta e riservata, sicuramente se fossimo interrotte da qualcuno durante la nostra chiacchierata si chiuderebbe a riccio, impedendomi di esprimerle adeguatamente la mia solidarietà.

    Poi mi volto verso di lei e le sorrido, con uno sguardo carico di comprensione <<Scusatemi, Lady Feralys, se poco prima le ho proposto di discutere degli allenamenti, quando in realtà volevo semplicemente parlarle in privato. Con la mia piccola bugia volevo soltanto evitare che sorgesse qualche dubbio tra i nostri alleati, dato che stamane non eravate con noi>> inizio a spiegarle, sinceramente rammaricata per averla in qualche modo "ingannata" con la mia bugia, senza volerlo.



    <<Spero che non me ne vogliate per questo, e confido nella vostra comprensione>> aggiungo poi, avvicinandomi un pò di più alla donna.



    <<Stamane, come vi dicevo, ho mandato a chiamarvi per il pranzo, e la servitù non vi ha trovata a palazzo. La cosa, voglio essere sincera con voi, mi ha preoccupata non poco, data la situazione del regno ed il rischio di intrusioni nemiche nelle nostre terre. Ammetto, e qui confido nuovamente nella vostra comprensione, di averla fatta cercare con forse troppa insistenza, proprio perché la preoccupazione cresceva sempre di più nel mio cuore. Lasciare il palazzo in un momento come questo è altamente pericoloso, e tremo per le motivazioni che in caso possono avervi spinta a farlo...>>



    Con dolcezza prendo le sue mani tra le mie, sperando di infonderle calma e fiducia. Sono sinceramente preoccupata per lei, per quello che una donna spaventata ed introversa come lei potrebbe fare guidata dall'istinto e non ragionando razionalmente. No, non posso permetterlo. Non posso dormire tranquilla, o saperla in battaglia, senza essere sicura che sia nelle condizioni adatte per affrontarla.
    Devo sapere. Sapere cosa la tormenta, cosa pensa, cosa ha fatto questa mattina.

    Sento la mia essenza prendere il sopravvento, il bisogno di confortarla e di farle capire che posso e voglio esserle amica si sprigionano con la mia aura, avvolgendo me e lei con una luce luminosa e rassicurante, sensazione enfatizzata dal contatto tra le nostre mani.

    La guardo negli occhi, speranzosa, desiderosa di comunicarle quello che provo, quello che voglio essere per lei: un'amica, una confidente, un'alleata.
    <<Di me potete E DOVETE fidarvi, Lady Adamantia. io voglio essere vostra amica, voglio sostenervi e aiutarvi a liberarvi da questo tormento che leggo nei vostri occhi. Per cui ditemi senza remore, senza paure, ma come ad un'amica....cosa vi è accaduto questa mattina? Allenandovi con noi vi siete resa conto di qualcosa...di pericoloso...che vi ha spaventato? Dove siete stata, cercando di celare le vostre paure? Avete forse parlato con qualcuno che vi ha innervosito, o offeso? Se non io, chi, Lady Feralys? Vi prego, ditemi il nome di questa persona, se c'è, e dove siete stata....vi prometto che prenderò provvedimenti affinchè nessuno vi porti più alcun disturbo. Parlatemi sinceramente....io sono vostra amica...>>



    La fisso negli occhi....sono sicura che con la mia aura si fiderà certamente di me, e sarà sincera, aprendomi il suo cuore. Forse come metodo è piuttosto insistente, forse non dovevo, ma sono così preoccupata per lei che temevo di spaventarla ancora di più se le avessi semplicemente esternato i miei dubbi. Se qualcuno l'ha spaventata....e se quel qualcuno sono proprio io? O sir Dreth, o lady Alinor? Forse abbiamo fatto qualcosa che l'ha infastidita....o qualcuno che ha incontrato per il palazzo l'ha turbata? Magari avrà sentito brutti discorsi di guerra e.....oh no....non voglio che soffra così!


    Aura di luce
    I maghi prendono vita dalla luce e per tale motivo vi hanno forte affinità. Questa caratteristica è associata alla positività ed al bene, ma non sono rari i casi in cui viene adoperata per scopi bassi, il tutto dipende dall’indole del mago. La loro presenza suscita di per sé una certa calma, ma sono in grado di amplificarla per sortire diversi effetti che cambiano a seconda del grado:



    • Esperto – Si avverte un profondo stato di rilassatezza e ci si sente propensi positivamente verso lui



    *Permesso chiesto a Polly per prendere la mano di Ada

  7. #237
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth

    Le parole del mio primo maestro d’armi sovvengono a riprendermi nel momento più opportuno.

    “Tu non sei qui.
    Sei con i tuoi problemi e se pensi ai tuoi problemi mentre combatti...
    Avrai più problemi.”



    Con un sospiro inizio a liberarmi dei vestiti e mettendomi in piedi di fronte al letto indosso in tutta calma la mia armatura.
    Come soldato della corona non posso né mettere in discussione le scelte di vostra maestà, né tormentarmi con rimorsi di coscienza, né permettermi di perdere tempo con una sconfitta alle spalle. Devo dimostrare di essere un cavaliere a fatti, devo rendere onore all’armatura che sto indossando ma soprattutto devo rendermi utile.
    Chiudo la mano a pugno ponendola sotto il mento, leggermente a destra, e con una leggera pressione lo spingo verso sinistra fino a sentire un crac; ripeto lo stesso procedimento per far scrocchiare il lato opposto, ma stavolta uso la mano aperta.
    Socchiudo le palpebre inspirando a pieni polmoni, trattenendo l'aria per pochi secondi, per poi inspirare ed aprire gli occhi puntandoli verso l’armeria:
    sono pronto.


    In armeria, poco dopo…



    Poggio una spalla allo stipite della porta ed osservando con espressione gelida De Lagun le dico: <<Se la vostra sfida è ancora valida, accetto>>.



    Spero si sia ripresa dalla battaglia perché ho davvero bisogno di fare sul serio...


    Ps: Eventuali riferimenti a GOT sono puramente casuali.


    Ultima modifica di Damnedgirl; 20th December 2014 alle 02:54



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  8. #238
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters



    La discussione si fa interessante quando il cavaliere che risponde al nome di sir Aiden Urthadar si propone come guida sostituendo così il capitano. Resto perplessa, come tutti i presenti e sono d'accordo quando la principessa lo "accusa" di peccare di superbia.
    Nonostante io non sappia chi dei due è più valoroso in battaglia, sarei d'accordo a dare un'altra occasione al comandante delle guardie reali che osservo con dispiacere.
    Diamine, può capitare di sbagliare, di sottovalutare il nemico, e non credo che questa donna sia un'incapace o non ricoprirebbe il ruolo che le è stato assegnato!
    Sir Dreth sembra voler insorgere nella difesa della donna che non proferisce ancora parola. La septa, dopo aver lasciato alla principessa l'ultima parola, serpeggia via.



    Pochi attimi dopo, una leggiadra quanto altezzosa figura sembra sbucare dal nulla: la regina.
    E' la prima volta che la osservo così da vicino. Ne sono così rapita che quasi dimentico di fare l'inchino.



    <<Il diritto regio dà a me, in assenza del Reggente, il potere esecutivo di governare l'esercito e organizzare la battaglia... sarò, quindi, io la vostra guida fino al ritorno del nostro amato e lodato Principe. Ma come potete denotare, non sono che una povera fanciulla vittima di eventi crudeli, come il tradimento ignobile del mio stesso sangue... di certo, il comandante De Lagun può comprendere bene il mio dolore... quindi, mi affiderei senza indugio in un forte e valoroso guerriero come Sir Aiden, dotato di audacia, esperienza bellica e maniere cortesi. Il parere e il consiglio di tutti sarà ben accetto, soprattutto quello dei nostri prodi soldati... quello della Comandante lo reputo prezioso e nutro in lei la stessa stima che ha il Principe... ma appunto, conoscendo il suo dolore, penso che abbia bisogno di tranquillità per ritrovare un pò della sua serenità e freddezza analitica... Sir Aiden, mi piacerebbe discorrere in privato, e vi attenderò in terrazza, di come si è svolta la battaglia e di quelle che sono state le vostre osservazioni... nel frattempo, invito gli altri ad allenarsi e tenersi pronti, pregando gli Dei di ridarci al più presto il nostro adorato Principe>>.



    Sgrano gli occhi, stranita. Sir Aiden è il nuovo capitano a quanto pare. Mi volto nella direzione dell'ormai ex comandante. Le si leggono bene in viso la tristezza e la rassegnazione. D'altronde cosa può fare se non accettare gli ordini? Non deve essere affatto facile per lei...dover combattere contro il suo stesso sangue, poi, inaccettabile. Sono così dispiaciuta...



    Se non altro, l'intervento della regina mi ha chiarito i dubbi sulla sua parentela con il traditore. Due reali imparentate con due traditori? E se una delle due fosse in contatto con loro?
    I miei pensieri vengono interrotti da una frase di Lady esperin rivolta alla Lady Rossa: <<Lady Feralys, se gradisce ancora conversare con me la inviterei ad andare, il pranzo è durato più del previsto ed il tempo è prezioso...>>.



    Pensi ai traditori e senti nominare il nome della mia prima sospettata. Una coincidenza?
    Faccio un cenno a Laila, una delle mie ancelle, prima di allontanarmi con l'altra.



    Ho intenzione di andare a parlare con la septa più tardi, ma prima vorrei rinfrescarmi un po' (sul serio stavolta) e liberare la mente. Farò una capatina alle terme.
    Ultima modifica di scarygirl; 28th December 2014 alle 03:01


  9. #239
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    Sir Aiden è un uomo acuto, oltre che affascinante: ha subito compreso perchè la mia scelta è ricaduta su di lui, il motivo reale per cui ho deposto dalla sua carica Cassandra De Lagun. Informazioni, appunto. Ma esse regalano davvero il potere? O il potere risiede altrove? Mio zio risponderebbe senza remore a queste domande.
    "Gente astuta come noi, ritiene che dalle informazioni possa derivare un grande potere, eppure... eppure, Sir Aiden, c'è una realtà che non possiamo negare, ignorare" dico andando verso il sofà di fronte il balcone, dove si trova lui. Faccio un gesto della mano, imperioso e improvviso e le guardie irrompono sul terrazzo: sono due, altre tre sono all'entrata.
    "Sir Aiden, avete prestato giuramento come cavaliere di obbedire ai membri della famiglia reale con fedeltà e abnegazione. Ora, come vostra regina, vi ordino di... schiaffeggiarvi da solo" ordino con un tono che resta sul malizioso, sul divertito. Il potere... il potere è qualcosa di prepotente, qualcosa che viene sì dall'abilità, ma solo dall'abilità di quei pochi che hanno l'onore di nascere nella famiglia giusta. E Lantis questo lo sa bene.

  10. #240
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Ora che sono sola in armeria, posso finalmente liberare i miei veri sentimenti dalla gabbia del dovere: rabbia, furia. Piazzo un pugno ben assestato al manichino in fondo la sala, tanto da bucarlo nel mezzo, quasi a volergli strappare il cuore. Penso che nel petto di Sua Altezza la Regina ci troverei lo stesso vuoto, come in quello di tutti i Leithien. Ma no, che dico, in quello di Lord Tywin ci troverei un pezzo di granito, in quello di Ryuk un ammasso di sterco. Lantis... sei così lontano e qui, senza di te, si è trasformato nella culla dei Leithien. Cosa starà tramando Lord Tywin? Conoscendo Ryuk, è probabile che sia stata anche una sua iniziativa personale... come posso informare Lantis se non ho nessuna di queste risposte? Forse dovrei...
    <<Se la vostra sfida è ancora valida, accetto>>
    Dreth mi guarda con un'aria da figo di teatro, poggiato allo stipite dell'arco di entrata con una spalla. Sì, decisamente mi ci voleva: far capire al moccioso che non ci troviamo all'Opera della Capitale sarà una gran bella soddisfazione. Punirò la sua impudenza di prima, contro Sir Aiden che... chissà cosa gli starà dicendo la strega bionda, chissà se starà cercando di sedurlo come fece con Lantis... di nuovo, quell'aculeo fastidioso nel cuore torna a pungermi. Come quella volta, che la vidi avvinghiata a lui nei giardini del castello.
    "Un cavaliere non ritira mai il guanto della sfida, Sir Dreth, quindi... fatevi sotto" gli dico guardandolo dritto negli occhi e con un mezzo sorriso sul viso. Mi metto sulla difensiva, il busto girato di lato, le gambe ben piazzate larghe per l'equilibrio e i pugni alzati davanti a me, il sinistro più alto del destro ma questo più proteso in avanti, come nell'arte marziale insegnatami da mio padre, il Jeet Kune Do.

 

 

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