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  1. #241
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    <<Sir Aiden, avete prestato giuramento come cavaliere di obbedire ai membri della famiglia reale con fedeltà e abnegazione. Ora, come vostra regina, vi ordino di... schiaffeggiarvi da solo>>.


    Questo è quello che dice la regina, e se non mi trovassi davanti alla donna più potente di Dohaeris penserei ad uno scherzo. Invece lei è seria, serissima, nonostante il tono giocoso: pretende davvero che mi sottometta a una tale umiliazione, per giunta davanti a due guardie. Cosa vuole provare? La sua supremazia? Mi teme così tanto? O vuole semplicemente umiliarmi? Il disagio non è una sensazione a me familiare, ma ammetto che quello che sto provando ora gli si avvicina molto. Sento però anche un certo... divertimento, l'adrenalina della sfida. Se rifiutassi, cosa succederebbe? Mi farebbe uccidere seduta stante, perdendo un soldato per la sua guerra? Mi punirebbe in qualche modo? Le mie labbra si piegano in un sorriso al pensiero di che punizioni potrebbe riservarmi, un ghigno che mi preoccupo di far sparire immediatamente.
    Uno schiaffo. Perché non farlo, dico io?


    Mi avvicino a Lumen lentamente, senza mai distogliere lo sguardo dal suo viso. Quando siamo ormai a pochi centimetri di distanza afferro con dolcezza il suo polso e, con calma, porto la mano vicino alla mia guancia, aprendola. Le guardie non interverranno, lo so. Non sono qui per questo. Mentre la guardo dritta negli occhi con uno scatto utilizzo la sua mano per schiaffeggiarmi. Uso molta forza, assicurandomi però di non ferire nel processo in alcun modo il polso della regina. Il dolore è acuto ma dura solo pochi secondi, sostituito poi dal calore: mi mordo il labbro, non per la sofferenza, bensì per il perverso piacere che sto provando. Sto ancora stringendo il suo polso tra le dita, e dico: <<Negare la realtà è da stolti, vostra altezza. Il segreto è interpretarla>>.
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  2. #242
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    E' SERA

  3. #243
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    <<(...)...allora sono in totale tre le persone che abbiamo in comune. (...)>>
    Questa frase della regina mi tormenta.
    Estraggo il rafforzante per le ossa dal mio cesto, bevendone una piccola parte di contenuto.



    Efrem Targaryus. Ivy Vajra Drummond. Ryuk Leithien.
    Tre nomi, tre miei allievi, tre conoscenze in comune ma due assolutamente inaspettate.
    Un paio di persone che con la regina non avrebbero dovuto avere nulla a che fare.
    Conosceva l'elemento magico di Efrem, ma non è questo a stupirmi...si organizzano spesso a palazzo giostre o giri di spada: può averlo visto usare le sue radici milioni di volte!
    Lo ha chiamato "amico"...era forse in tono derisorio? Che diavolo può ottenere una regina che è a stretto contatto con comandanti, spie e capi assassini da un soldatino qualunque come quello scellerato?
    Certo non è impossibile, ma....quella che invece non ha proprio senso è la sua conoscenza con Ivy!
    Una come lady Lumen, per quanto ho capito di lei, non guarda nemmeno in faccia chi le serve il piatto...perchè avrebbe dovuto porre attenzione ad una sguattera, figlia di cuoca?
    Nel pensarci, poggio sulle labbra una delle mie unghie lunghe, succhiandovi da sopra lo sporco e assaporandolo piano.
    La madre di Ivy...non è una cuoca qualsiasi...ma la cuoca preferita del reggente, e ricordo bene che era anche ben voluta dal re Rickard. Talmente ben voluta da....da permettere a quella piccola stracciona di seguire le mie lezioni, riservate solo agli eredi reali o al massimo a esponenti di nobili e potenti famiglie.
    Mi domandai il perchè, in effetti, all'epoca, ma il poco interesse per tutto ciò che normalmente mi circonda, se non mi tocca direttamente, raramente ottiene la mia attenzione.
    Un veleno.....una cuoca....e la regina che conosce la figlia di quest'ultima.
    Non sragionare Deirdre, non ora....non è il caso di correre con i pensieri su argomenti tanto delicati, anche perchè poi...mi risulta tutto così....forzato!
    La piccola Drummond...con quelle braccia graciline con le quali era in grado di sollevare un banco per lanciarmelo addosso. Ridacchio ricordando il suo caratterino: come me, ha sempre odiato le cosiddette "buone maniere", pulendosi la bocca con i vestiti quando mangiava, o ruttando tranquillamente durante la lezione. Non le piaceva la pomposità di palazzo, non le piacevano i nobili e il loro modo di fare. Rideva persino della regalità di lady Esperin, in questo almeno ci trovavamo d'accordo.
    Io non credo che....no, impossibile...se qualcuno le avesse chiesto di avvelenare il re, si sarebbe rifiutata solo per il gusto di dire di no a qualcuno di un rango superiore al suo...capace anche di accettarne qualsiasi conseguenza, maledetta orgogliosa.
    Però ora quella piccola infingarda potrebbe tornarmi utile...si, dovrei proprio farle qualche domanda, a lei o....sua madre.
    Saranno entrambe al palazzo, sicuramente. Devo chiedere alla principessa se posso entrare in contatto con loro.
    Verso i composti che ho fatto arrivare all'ebollizione in delle piccole vaschette dai bordi bassi, e pian piano le poggio vicino alla finestre per lasciarle freddare.
    Spengo il fuoco del tutto, soffiandovi sopra con forza, e mi stiracchio la schiena. Fuori ormai è buio, ma è da poco tramontato il Sole...non è così tardi, in fondo.
    Posso ancora sfruttare il tempo prima di cena: mi incammino verso la porta, chiudendola poi alle mie spalle. Sto per voltarmi per poter scendere le scale, quando qualcosa attira la mia attenzione: guardie reali, appostate all'uscita della balconata della Torre Est.



    Che Lantis sia tornato, penso speranzosa?
    Stringo la mano sul corrimano che apre la discesa degli scalini....dovrei parlargli, ma se è li sta di sicuro tenendo un dialogo privato. Troverò modo di parlargli più tardi, di sicuro desinerà qui alla torre. Spero che Lord Tywin se ne sia già tornato ai suoi possedimenti, nel caso: è un elemento che ora gioca, sulla mia personalissima scacchiera, a grosso sfavore della partita.
    Mentre mi perdo in questi pensieri, sono giunta in armeria. Mi fermo un momento quando scorgo la Comandante De Lagun...cosa ci fa qui, quando dovrebbe essere a far rapporto al reggente?



    Forse....forse sta parlando con Taras...no, c'è troppo poco movimento alla Torre, per dedurne che Lantis sia tornato...è lei.
    C'è la regina qui. E con chi sta colloquiando in gran segreto?
    Sospiro infastidita: mi avvio nella parte libera della stanza, ignorandoli totalmente.
    Pongo le mani in avanti, con i palmi aperti, in direzione del manichino. Le gambe divaricate, con le ginocchia e i piedi piegati verso la stessa meta frontale. Inspiro piano, mentre le braccia si allargano verso i due lati opposti facendo allontanare le mani.



    Esattamente davanti ad esse, comincia ad apparire l'asta dal suo baricentro, e mentre le mani si spostano, la materializzazione le segue, come se fossero loro a disegnarne la figura, finché quest'ultima non le raggiunge, costringendole a stringersi a pugno per non farla cadere: ormai totalmente da sola, manco avesse vita propria, la lancia si mostra in tutto il suo ferale splendore.
    Portatrice di morte e di sangue, come le bende che ne decorano la lunga elsa leggera.
    Non ha nemmeno finito di prendere forma, che ho già preso a ruotarla...ma non ho finito qui.
    Connetto telepaticamente la mia mente con i rami degli alberi, e tramite essi, percorro la mia discesa sul tronco, fino a toccare il terreno fresco della sera.
    L'aura della dea Demetra mi è affine, quando le radici di quell'albero diventano figurativamente le mie stesse dita, passando l'energia terrena dal suolo alla mia lancia, ed eccola qui...la Fornsworn Stave coalizzata con la mia Magia Elementale, la Terra.

    Arma – Lancia in Forma Attiva (Terra)
    Forsworn Stave (Ophelia)


    I miei gomiti ruotano di fronte al mio viso, scambiandosi di posto ripetutamente, disegnando un immaginario simbolo dell' infinito.
    Dopo i due regolari respiri, mi sento pronta per un affondo completo volto al manichino: nel momento in cui l'asta è perpendicolare in verticale al mio braccio destro, piego quest'ultimo su se stesso, facendo battere con forza il retro della lancia sul gomito, e ora l'arma è orizzontale alla mia destra. Afferro l'estremità poco dietro la costruzione dei due corni con la mano sinistra, e stendo entrambe le braccia con tutta la forza.
    Aiutata dalla mia stessa magia, l'arma ha acquistato una potenza doppia, e in un misto di strappi i due corni si fanno strada senza neanche troppe difficoltà tra l'imbottitura del manichino.
    Un ricordo incondizionato mi fa ghignare leggermente: che differenza affondare la mia lancia in questo pagliericcio, piuttosto che nelle viscere umane, com'ero abituata a fare!
    I ricordi della mia vita passata, come la magia, stanno tornando prepotentemente in me.


  4. #244
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali



    Vicent Dreth



    <<Un cavaliere non ritira mai il guanto della sfida, Sir Dreth, quindi... fatevi sotto>>, mi dice puntando il suo sguardo nel mio, comunicandomi con quelle iridi blu mare tutto l'odio e la rabbia che nutre nei miei confronti.



    La guardo dall’alto in basso, studiandola, prestando più attenzione alla posizione di difesa assunta piuttosto che il sorrisino strafottente.



    Inspiro, focalizzando gli arti dell’ormai ex comandante come se fossero un semplice fantoccio da allenamento, cercando punti deboli e sgomberando la mente mentre mi avvicino cauto a lei.
    Se c’è una cosa che contraddistingue un Dreth da qualsiasi altro cavaliere è la sua destrezza, non siamo né forti né robusti né loquaci, ma in compenso siamo dannatamente veloci, per sfruttare al meglio la mia peculiarità dovrei farla stancare, destabilizzandola ed atterrandola.
    Il punto è: come?
    Fisso i suoi piedi.



    Sono ben piazzati a terra pertanto è perfettamente inutile effettuare attacchi a ginocchia o talloni. Una spazzata di gamba forse? Nhm, meglio di no, finirei solo con il rimediare una ginocchiata o un calcio in piena faccia... Se sono fortunato.
    Espiro spostando l’attenzione sul suo braccio sinistro, che noto è leggermente rialzato rispetto al destro.



    Male. Dovrei evitare colpi frontali o in aria, finirei al tappeto nel giro di mezzo secondo... In questa posizione in fondo può contare su tre attacchi: usare il braccio sinistro da scudo e darmi un pugno o bloccarmi e tirarmi una bella ginocchiata o perfino entrambi.
    Mi rimane una sola soluzione: contare sul fattore sorpresa.
    Proviamo.
    Corro in avanti portando il braccio sinistro indietro mentre serro la mano a pugno: fingo infatti di volerla caricare, con un pugno frontale, ma la mia è solo una strategia per distrarla.



    E’ infatti quando le sono di fronte che mi fermo e faccio per bloccarle il braccio sinistro con il mio, in modo da farglielo abbassare, mentre in contemporanea prendo uno slancio ed accompagnando il movimento con il busto tento di sferrarle un pugno al fianco con il braccio libero...
    Il tutto con occhi rigorosamente puntati su eventuali suoi movimenti.




    Ultima modifica di Damnedgirl; 20th December 2014 alle 02:57



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  5. #245
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    Nonostante il mio ordine, nonostante la minaccia dei miei soldati che lo circondano, Sir Aiden non toglie dal suo viso quell'espressione sarcastica che lo rende ancora più attraente. Sorprendentemente, si avvicina a me con passo felpato, una strana luce negli occhi, una luce che mi piace. Con galanteria e classe, prende il mio polso come fosse un fuscello delicato e porta la mia mano alla sua guancia: mi guarda in modo penetrante, magnetico, fisico. Si schiaffeggia usando il mio palmo come una punizione, gli si arrossa lievemente il viso, in modo fugace a dispetto del tempo che mi pare si sia fermato. Poi lascia cadere una frase, accompagnata da un sorriso malizioso e un tono suadente:
    <<Negare la realtà è da stolti, vostra altezza. Il segreto è interpretarla>>
    Bello, sfacciato, audace, impudente e astuto: Sir Aiden mi somiglia più di quanto pensassi. Di solito, sono io a giocare in questo modo ma ammetto che non mi dispiace essere dall'altra parte, una volta tanto. Ricambio il suo sorriso con la mia malizia, mordendomi il labbro inferiore a mia volta. Con la mano libera, faccio camminare le mie dita sulla sua che mi tiene prigioniera e con l'indice l'accarezzo sul dorso.
    "Ero certa di aver scelto l'uomo giusto" gli sussurro a fil di labbra, insinuandomi ancor più vicina a lui. Sfilo languidamente la mano ingabbiata nella sua dolce stretta lussuriosa e la poggio sul suo petto. Con l'altra, mando via le guardie. Quanta forza, quanta passione si evince dal suo corpo... e il mio quasi trema, si ribella a quella tensione da cui lo costringo a scappare. Mi distanzio da lui, di poco, però, e lo guardo con il fuoco negli occhi: Lumen, Lumen... prima il dovere e poi il piacere.
    "La mia intenzione non è stata quella di umiliarvi, Sir Aiden, ma di dimostrarvi cosa pensa il nostro Reggente del potere" dico cercando di ricompormi. "Lantis può sembravi un uomo prepotente e ottuso, forse sciocco, ma non è così... prova dei sentimenti sinceri verso suo padre, sua sorella, un dolore profondo per la perdita di sua madre ma davanti al potere... tutto questo diviene irrilevante" mi scuro in viso, facendomi seria, molto seria. "Lantis è un uomo freddo e calcolatore e utilizza tutto ciò che lo circonda come una pedina degli scacchi... non possiamo sottovalutarlo, non possiamo contrastarlo con il potere regio e..." mi fermo al "non sono riuscita a sedurlo". Prima della morte della regina, prima di questo delirio della donna rossa, Lantis era ben disposto nei miei confronti, poi tutto è cambiato. Rifiutandosi di sposarmi, mio zio ha dovuto trovare una soluzione alternativa per farmi sedere su quel trono ma la malattia del vecchio non era proprio prevista. Se solo fossi riuscita a farmi ingravidare...
    "Voi dominate il fulmine, non è vero?" gli chiedo continuando il mio tono serioso. E' un Urthadar, probabilmente sono nel giusto. "Se è così, dovete pensare che una vostra saetta è simile alla piccola scarica che si prende scendendo da una carrozza, in confronto al suo fulmine. Il titolo di dio del fulmine, fidatevi Sir Aiden, è ben meritato... ditemi dunque, come affronterete il suo ritorno e l'ira che avrà nei nostri confronti quando scoprirà il colpo di mano appena fatto?" concludo il mio discorso, domandogli come intende comportarsi con Lantis. Il Principe è certamente la seconda persona, in un ordine gerarchico, che temo al mondo: mio zio Tywin, lui e mio cugino Ryuk.
    "Sono sincera: solo mio zio Tywin riesce a terrorizzarmi più di Lantis. Persino mio cugino ha le sue debolezze che oserei definire umane eppure... voi avete incontrato Ryuk di persona" gli dico abbassando gli occhi. Lantis, nessuno ti conosce come ti conosco io.

  6. #246
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters



    Conosco solo un modo per estraniarmi da tutto e da tutti e liberare la mente: ricongiungermi con il mio elemento. Scendo nei sotterranei seguita da Dora che trasporta i panni asciutti o da lavare, non lo so.
    Mi sciolgo finalmente i capelli, mi cambio in una delle stanze adiacenti e raggiungo le terme.



    Che fortuna che non ci sia nessuno.
    "Le lascio qui gli abiti asciutti!" mi avvisa Dora, lasciandoli dentro ad un cesto. Nessuno a parte lei.
    "Sì-sì" le faccio non ascoltando una sola parola di quello che dice. "Ora puoi anche andare!" concludo, cercando di togliermela dai piedi.
    Dopo essermi assicurata di essere sola, mi siedo ai bordi della grande vasca, mettendo le gambe in acqua.



    Tiro un sospiro e chiudo lentamente gli occhi.
    Non voglio pensare a nulla. Maga Bianca, Strega dell'Ovest, Lady Esperin, Lady Feralys, comandanti spodestati, guerra, traditori....nulla.
    Mi massaggio il collo mentre alzo la testa in su. Ci voleva proprio questo momento di tranquillità.
    Prima di entrare completamente in acqua, mi diletto un po' con la magia.
    Sollevo le mani all'altezza del seno e mi concentro sul mio elemento.



    Sento crescere sempre di più la mia connessione con esso, tanto da sentirmi parte integrante. Sollevo ancora di più le mani, creando solo innocenti sbuffi d'acqua.



    Cerco di ricreare il mio attacco, stavolta usufruendo dell'acqua che mi circonda. Con il movimento delle mani solleva una colonna d'acqua, proprio di fronte a me.



    Concentrandomi ancora di più su di essa, cerco di separarla allargando le braccia, ma la colonna invece di dividersi continua a crescere. Qualcosa non va, non riesco a controllarla.
    Mi torna in mente l'incubo della scorsa notte, esattamente quando cercavo di spegnere le fiamme usufruendo dell'acqua proprio di questo luogo e non ci riuscivo.
    Che all'acqua di queste terme sia stato fatto un qualche incantesimo? Non me ne capacito.
    Mi guardo intorno pensando che magari qualcun'altro con il mio stesso potere sia entrato e che si stia divertendo, ma non vedo nessuno.
    All'improvviso al centro della colonna d'acqua, ormai alta più di due metri, prende forma un volto. Voglio alzarmi in piedi per vedere meglio, ma sono completamente immobilizzata. Si può sapere cosa sta succedendo?
    La colonna d'acqua comincia a roteare velocemente creando un vortice che mi avvolge completamente.



    Ne vengo risucchiata all'interno lentamente non con violenza. Apro gli occhi mentre fluttuo nell'acqua che ha ormai allagato completamente i sotteranei.
    Il volto apparso prima fuoriesce dalle profondità avvicinandosi.
    "Maga Bianca, siete voi?" chiedo incuriosita.
    Il volto composto interamente da molecole d'acqua mi fa cenno di no.


  7. #247
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Vicent Dreth è fisicamente più massiccio di me, ma non sempre la massa muscolare corrisponde alla forza. Eppure, il ragazzo riesce a sorprendermi, correndo velocemente verso di me: troppo velocemente. Non conosco il suo elemento, ma i Dreth dovrebbero manipolare o il vento o l'acqua... devo stare attenta, da questa rincorsa posso denotare che è più veloce di me. Percepisco a malapena il pugno che tenta di darmi con la sua sinistra e sento, improvviso e inaspettato, un dolore contundente al fianco sinistro: mi ha colpito con l'altra mano, la sua destra. E' vicino, incollato a me: ecco il suo errore. Il colpo è sì forte, ma non tanto da farmi cedere o barcollare, ho le mani libere e ho intenzione di usarle entrambe. Con uno scatto veloce cerco di afferrare i suoi polsi, ho ancora un suo pugno premuto sulla cotta e l'altro braccio quasi vicino al viso, ed evoco il potere del ghiaccio nelle mie mani: il gelo soprannaturale che si dovrebbe diramare se la mia azione andasse a buon fine, dovrebbe produrre uno stridolio fastidioso, che penetra dritto nelle ossa e immobilizzargli la mano che mi ha scagliato il pugno e il suo avambraccio. Se sarò stata abile a bloccare i suoi polsi a me, li stringerò forte e con il busto mi darò uno slancio dal dietro verso l'avanti, per tentare di sferrargli una capocciata in piena faccia. Per colpirmi si è dovuto abbassare, quindi sono ottimista sull'impresa ma non si sa mai: terrò sempre la guardia alta ed eventualmente sono pronta a reagire anche con i piedi.

    Distruzione
    Iceberg –Congela una porzione del corpo, causandone la paralisi e medi danni da congelamento

  8. #248
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    La mia piccola insubordinazione ha di certo sortito un effetto sulla regina: potrà essere maestra nella parola e nel portamento, ma certe reazioni non si possono controllare. Il suo tocco, così intimo, risveglia in me il desiderio della carne, ma... Non posso. Non ora, non qui, non con tutto quello che c'è in ballo. Non con tutto quello che sto rischiando.


    Quando leva la mano dal petto ne soffro la mancanza, e chiudo gli occhi cercando di incidere quella dolce sensazione nella mente. Sarà una gradita compagnia nelle fredde notti che verranno.
    <<La mia intenzione non è stata quella di umiliarvi, Sir Aiden, ma di dimostrarvi cosa pensa il nostro Reggente del potere>>, esordisce Lumen, stuzzicando la mia curiosità. Riapro gli occhi. <<Lantis può sembravi un uomo prepotente e ottuso, forse sciocco, ma non è così... prova dei sentimenti sinceri verso suo padre, sua sorella, un dolore profondo per la perdita di sua madre ma davanti al potere... tutto questo diviene irrilevante. Lantis è un uomo freddo e calcolatore e utilizza tutto ciò che lo circonda come una pedina degli scacchi...>>, come me. Come voi. Soffoco queste parole in gola. <<Voi dominate il fulmine, non è vero?>>, mi chiede, e faccio cenno di sì con la testa. <<Dovete pensare che una vostra saetta è simile alla piccola scarica che si prende scendendo da una carrozza, in confronto al suo fulmine. Il titolo di dio del fulmine, fidatevi Sir Aiden, è ben meritato... ditemi dunque, come affronterete il suo ritorno e l'ira che avrà nei nostri confronti quando scoprirà il colpo di mano appena fatto? Sono sincera: solo mio zio Tywin riesce a terrorizzarmi più di Lantis. Persino mio cugino ha le sue debolezze che oserei definire umane eppure... voi avete incontrato Ryuk di persona>>.


    In questo momento davanti ai miei occhi non vi è una donna, bensì un puzzle. Un puzzle che sto avendo molte difficoltà a risolvere. Vi sarà un fondo di verità, in queste parole? Sembra sincera, ma mascherare menzogne con la verità è un'arte a me familiare. Lantis... Sarà davvero un problema? Se riesco a liberarmi prima che cali la notte, non dovrebbe...
    <<Come vi ho detto prima, conosco bene i miei limiti. Il mio fulmine impallidisce di fronte a quello del reggente, ma è un problema di cui non mi sono mai preoccupato: Lantis è mio alleato, così come tutta la famiglia reale. Se le nostre spade mai si incroceranno, sarà per un amichevole allenamento>>, affermo allontanandomi dalla regina di qualche passo e dandole le spalle. Non sono sicuro chi tra noi sia la preda e chi il predatore, quindi meglio non rischiare. <<Ira? E perché? Lo avete detto voi stessa, vostra altezza, che non è uno stolto. Solo gli infimi pongono il proprio orgoglio personale davanti alla necessità. Ma dato che la lungimiranza è una delle mie doti...>> mi volto verso la donna, sfoggiando un mezzo sorriso. <<...Voi siete la nipote prediletta di Tywin Leithien, ma io sono figlio di un Urthadar. Tessere intrighi e trovare alleati anche negli ambienti più ostili è il nostro vanto, e la mia opera è cominciata appena ho messo piede a Torre della Mezzaluna. Lantis ama sua sorella, non sa quanto sono d'accordo... Pensate davvero che anteporrà un piccolo abuso di potere, a lei?>>.


    Devo raggiungere la principessa.
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  9. #249
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    Come ho potuto fare a meno di un alleato come lui prima d'ora? Sir Aiden non fallisce un colpo... chissà se anche nel talamo è così infallibile. Quella bietolona della principessa potrebbe essere la chiave per tenere a bada Lantis!
    "Comprendo perfettamente e immagino che tale urgenza ora richieda la vostra presenza. Potete andare, Sir Aiden, ma tenetemi informata al più presto di tali sviluppi" dico con una voce seria e determinata. Uscendo, però, passo accanto al cavaliere e gli poso la mano sul bicipite ben tornito. "Spero che il nostro prossimo incontro ci regali più... gioie... rispetto a questo" dico maliziosamente. Intendo tornare al castello e prepararmi per la sera: le mie ricerche sul medaglione della septa sono sempre impegnative.

  10. #250
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Ho studiato tanto da piccola: storia, filosofia, letteratura, magia, galateo e, soprattutto, l'arte di stare con gli altri. Penso di eccellere in tutte le materie, ma quella più ostica per me è sempre stata quest'ultima. Era difficile avere amici quando tuo padre ti insegnava, da quando eri in fasce, a cercare sempre di ottenere qualcosa da loro senza dare niente in cambio.
    E così adesso eccomi qui, cammino a passo deciso dietro la principessa Esperin che ha deciso di parlarmi da sola delle tecniche usate in allenamento. Ma qual è il suo vero scopo? Davvero tutti gli esseri umani sono trasparenti e limpidi come l'acqua di un ruscello o sono tutti come me? C'è qualcosa dietro questa sua richiesta? Purtroppo ho imparato a mie spese di non dare mai nulla per scontato e di non abbassare mai la guardia, nemmeno davanti ai più insospettabili. Ed è quello che faccio sempre, anche di notte. Anche adesso.
    Ci siamo. Siamo finalmente giunte alla biblioteca e lei richiude la porta alle nostre spalle, guardandosi intorno: atteggiamento sospetto se non fosse che stiamo parlando di Esperin, la dolce, ingenua Esperin. Mi irrigidisco, sento i muscoli del collo e delle spalle contrarsi, non mi piace questa sensazione.
    D'improvviso si volta e ... oddio: mi sorride!!!
    "Scusatemi, Lady Feralys, se poco prima le ho proposto di discutere degli allenamenti, quando in realtà volevo semplicemente parlarle in privato. Con la mia piccola bugia volevo soltanto evitare che sorgesse qualche dubbio tra i nostri alleati, dato che stamane non eravate con noi"
    Lo sapevo, lo sapevo che dietro quel sorriso angelico si nasconde in realtà una serpe! Poi continua dicendo che mi ha fatto cercare e non mi ha trovato da nessuna parte, ma una donna cosa deve fare per poter stare un pò in pace con se stessa? E con quel bel pezzo di cavaliere di Drako Kalisi?
    Lasciare il palazzo è pericoloso, ero preoccupata, bla bla bla. Le parole della principessa mi rimbombano vuote nel cervello, attutite dal senso di nausea che mi provoca scoprire che tutti hanno una doppia faccia, nessuno si salva. Fino a quando ...
    Le sue mani sulle mie, la sua voce calda e avvolgente, il senso di pace che sento ora sprigionarsi dalle sua parole e poi ... Di me potete E DOVETE fidarvi, Lady Adamantia. io voglio essere vostra amica, voglio sostenervi e aiutarvi a liberarvi da questo tormento che leggo nei vostri occhi. Per cui ditemi senza remore, senza paure, ma come ad un'amica...
    Chiudo gli occhi per lasciarmi cullare da quella dolce nenia e come in un sogno sento la mia voce liberarsi:
    "Ho attraverso il glados. E' vero, c'è qualcosa che mi tormenta, più di una cosa in realtà e ho dovuto accertarmene di persona." - mi blocco, deglutisco, poi continuo - "Ho visto sir Drako Kalisi, non potevo credere nella sua colpevolezza e lui si è, in un certo senso, confidato con con me. " Ecco, lho detto, ma che mi prende? Davvero questa donna vuole essere mia amica? - "Principessa, sir Drako mi ha raccontato i suoi dubbi circa la colpevolezza ... di vostro fratello."
    Ops
    "Lo so a cosa state pensando, ma se riflettete per qualche secondo potreste trovare del fondamento in quello che dice l'ex primo cavaliere. Nessuno trarrebbe più giovamento da tutti questi gravi accadimenti del principe Lantis, ma sono anche sicura che c'è una spiegazione logica. Sono sicura che qualcuno stia cercando di incastrare o di rendere inoffensivi tutti i membri della famiglia reale, nessuno escluso." - dico quest'ultima frase stringendo forte le sua mani, ancora tra le mie. - "Dobbiamo cercare un modo per proteggervi, dobbiamo smascherare i veri colpevoli! Raccontatemi tutto quello che sapete e che potrebbe essere utile per le indagini. E mi promettete che qualunque cosa veniate a sapere me lo racconterete? Ovviamente io vi prometto lo stesso".
    Parola di strega.


 

 

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