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  1. #2621
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    Con Aiden Urthadar ho di certo molte cose in comune, posso chiaramente sentire le tenebre che avvolgono il suo cuore. Apparentemente, possiamo sembrare due uomini appartenenti alla stessa razza, ma non è così. Ed è questo che lo rende temibile. Conosco di fama l'ambizione del suo casato, il modo in cui gestisce Capo Tempesta, in cui tesse relazioni politiche e d'affari. Non conosce remora, non conosce principi morali e semmai questa guerra dovesse voltarsi contro di me, sarebbe il primo a propormi come pasto per gli avvoltoi. Lui è come Lumen, se non peggio, anche se possiede decisamente più grazia. E io ho sempre apprezzato le buone maniere. Forse non gli è stato nemmeno necessario cedere alla bellezza della regina per diventare Comandante. Quella stronza avrà anche scelto un cavallo più arguto del mio, ma è stato un azzardo: Aiden può cambiare corsia, può fermarsi, può decidere di correre una gara tutta sua, mentre Cassandra è più trasparente, non è avvezza agli inganni e alle bugie. Chissà come si starà volgendo la battaglia, questa pioggia starà battezzando già il vincitore? O il sangue degli sconfitti? O ancora è tutto nelle mani del caso, nelle mani di Raiden? Soffermo il mio sguardo su di lui quando mi parla di traditori. Probabilmente è sincero, quando sei un uomo di potere non c'è nulla di più temuto del tradimento. La furia che, quindi, facciamo abbattere contro chi ci volta le spalle o ci pugnala è tremenda. Esperin era mia sorella, lui voleva sposarla eppure quella mano resta salda a stringere lo stiletto assassino. Ma il suo cuore non sanguina come il mio. Prima o poi, anche nel mio cuore non resterà più sangue, lo sento. "Punire il tradimento è qualcosa di doveroso, se non ci fosse ordine, se non ci fosse legge, regnerebbe il caos che mieterebbe solo vittime. Il mondo deve essere dominato dalla ragione, dallo Stato, o l'anarchia lo devasterebbe. Noi siamo qui con quel compito, Comandante, quindi ogni atto rivoluzionario deve essere soffocato per poter mantenere lo status quo. Mi parlate di silenzi eloquenti... purtroppo non tutti sono uomini di legge" nemmeno tu, questo lo so bene. Sei un uomo di interesse, non è vero? "Ci sono anche uomini di cuore, uomini di interesse..." continuo con la voce maliziosa "... e se questi ultimi vi vedono coincidenza con la legge, allora non è strano vederli andare d'accordo. Sapete come sono bravi gli uomini di cuore dinanzi all'ideale? Sono abilissimi a creare castelli di carta. Ma davanti alla dura minaccia della morte in battaglia... solo allora evince la loro vera natura" dico flemmatico. "Per farvela spicciola, sono cosciente che alcuni dei cavalieri della Torre tentenneranno contro Esperin in battaglia, ma se dovranno mai scegliere tra loro e la sua vita, non ho dubbi su cosa faranno" sussumo con un mezzo sorriso. "Tenere vicini i nemici più dei vostri amici... avete mai sentito questo detto?" domando retoricamente. "Lady Waters diventa pericolosa quando viene ignorata ed essendo Consigliera, io potrò... assicurarmi meglio di ciò che fa nell'ombra. Mi ha chiesto scorta e libero accesso al Castello, ma ho abilmente deviato l'argomento su altro... sul prestito che ha proposto di chiedere alla Banca di Ferro... voi cosa ne pensate? Da feudatario, comprenderete la comodità di una cifra ingente nelle casse della corona... se ci pensate non dovremmo nemmeno preoccuparci delle conseguenze: chiunque vinca questa guerra, dovrà ripagare con l'Adamantem... tutto sommato, è un prestito a fondo perduto. Una buona idea, che viene proprio da Lady Alinor. Sorprendente non trovate?" dico ironicamente. La fanciulla mi ha sorpreso, ma continuo a non fidarmi. "Mi piace quindi prendere del buono anche dalle vipere: è risaputo che il loro veleno possa persino curare l'emofilia" concludo beffardo. A volte, le lezioni di quella ciabatta riciclata della septa tornano utili.

  2. #2622
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Vicent appare sorpreso, confuso e a tratti spaventato dalle mie parole. Non mi aspettavo di certo queste reazioni. È… è come se non mi conoscesse più. Mi guarda strano come quando sono arrivato, con quell’espresisone dubbiosa di chi sta vedendo un fenomeno da circo per la prima volta. Lo vedo inarcare le sopracciglia e guardarmi allibito quando termino di parlare. Che succede? «Siamo persone, non macchine da guerra» mi dice in modo calmo, guardandomi negli occhi «e… credo non ci sia errore più grande che privare il proprio figlio di amore o di affetto» a-affetto? Sollevo gli occhi intristendomi lievemente perché… io non ne conosco il significato. «I sentimenti sono qualcosa di normalissimo e che si prova sempre, anche in maniera involontaria. Tu dici che sei stato addestrato per non averne, ma io ti correggo, Gildas, perchè li hai eccome…» sobbalzo e lo guardo stranito e confuso da queste sue parole. È impossibile. Mi sorride… ma non capisco perché e più non capisco, più sento dentro di me le risate di Nikah che mi sbeffeggiano facendomi infuriare. Forse ha ragione… ma sono solo un mostro… un macchinario di carne e sangue pieno solo di odio e paura. «Io sono cresciuto come una macchina da guerra, Vicent...» dico alzando lo sguardo mentre la rabbia sale lenta. Mi alzo in piedi incatenando i miei occhi nei suoi, al pari di un cane rabbioso. La rabbia… l’odio… la paura… la tristezza… sono le uniche che conosco e che ho provato in tutti questi anni. Non ho altro… sono solo questo. «È solo questione di tempo prima che perda totalmente l'espressività, come mio zio Kirat...» un automa senz’anima, un essere manovrato solo per combattere, come mio padre mi vorrebbe. «Un anno... Due al massimo, che differenza fa?» tengo il conto con le dita come se la cosa fosse importante ormai. «Sono solo destinato a divenire come loro... Quell'altro ne è la prova...» termino indicando la maschera alle sue spalle… ridi Nikah…

  3. #2623
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth

    <<Io sono cresciuto come una macchina da guerra, Vicent...>>, ed io come un guerriero dal cuore di ghiaccio, eppure sono qua a parlare di sentimenti con qualcuno che insiste nel contraddirsi a fatti e a parole sul non averne più.



    <<È solo questione di tempo prima che perda totalmente l'espressività, come mio zio Kirat...>>. Dei… Anche lo zio di Gildas è affetto da una malattia mentale? Ma in questa famiglia c'è qualcuno sano di mente? Comincio a spiegarmi il loro concetto di follia adesso. <<Un anno... Due al massimo, che differenza fa?>>, tiene il conto degli anni con le dita, e poi aggiungendo, <<Sono solo destinato a divenire come loro... Quell'altro ne è la prova...>>, termina di dire il pensiero indicando la maschera alle mie spalle, probabilmente, come riferimento a Nikah.



    Sostengo lo sguardo, fissando quel viso contratto dalla rabbia e dalla confusione. Non capisco. Come fa a non accorgersene? Possibile che non li conosca? E’ strano, molto strano, sembra quasi di parlare con un disco rotto che si ripete allo stesso punto piuttosto che con una persona.



    Decido di fargli qualche semplice esempio, cose che può benissimo vedere e che pur volendo non potrà negare nonostante la sua ostinazione. <<Prima torturavi un lembo del lenzuolo, quella si chiama ansia, in maniera più lieve è solo agitazione>>, indico dunque l’occhio di Sir Fanon con indifferenza,



    <<Quell’elfo ti disgusta, a prescindere provi il desiderio di fargli male, eppure prima in armeria hai attaccato coso per allontanarlo dalla conversazione tra me ed Aiden, e questo si chiama istinto di protezione>>. Mi afferro il pollice della mano con cui ho indicato l’occhio e con uno scatto lo porto indietro producendo in questa maniera un sonoro “crack” nella speranza di istigare in Gildas il desiderio di controllare se e quanto mi sono fatto male. Nell’eventualità che ciò accada gli permetterò di prendermi la mano e continuerò dicendo, <<Questa è preoccupazione. Sentimento che mi hai dimostrato già una volta quando ero moribondo sul mio letto e tu mi hai aiutato senza avere secondi fini>>. Con un cenno della testa gli faccio segno di guardare l’impiastro causato dalla zuppa, <<Quella invece è preoccupazione mista a paura, che infine ha scatenato in te l’istinto di protezione>>. Gli sorrido ed in un battito di ciglia rilascio la mia magia curativa sulla mano che delicatamente rimette apposto il dito dopo averlo avvolto in quell’ormai familiare gioco di luci.

    Difesa e Recupero - Rigenerazione:Avviene tramite tocco; (Maestro) Rigenera ferite di entità grave o mortale.
    <<Dunque come vedi i sentimenti li provi eccome, Gildas, ed io posso aiutarti a riconoscerli se ti va>>, apro e chiudo la mano per accertarmi che sia tutto apposto.



    <<In questa maniera diventare come loro o meno sarà solo una tua scelta>>, che spero non sia quella di lasciarsi andare a Nikah
    Ultima modifica di Damnedgirl; 29th September 2015 alle 00:17



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  4. #2624
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Straniero. Questo mi sembra di essere quando vedo il volto di Vicent mentre parlo. Uno straniero che non riesce a farsi capire perché parla una lingua diversa. Mi incupisco quando mi rendo conto che spiegare tutto ciò mi fa solo stare male e vedere il volto di Vicent così… non ce la faccio più. Sono stanco. È ciò che dice dopo a spiazzarmi del tutto… «Prima torturavi un lembo del lenzuolo, quella si chiama ansia, in maniera più lieve è solo agitazione» che significa? Lo guardo in silenzio, incredulo, quando indica l’occhio di Coso sul letto «quell’elfo ti disgusta, a prescindere provi il desiderio di fargli male, eppure prima in armeria hai attaccato coso per allontanarlo dalla conversazione tra me ed Aiden, e questo si chiama istinto di protezione» istinto di protezione? Cosa… che cos’è? Inclino la testa di lato guardandolo in modo ebete mentre continua a elencare altre… cose… d’un tratto lo vedo prendere il suo pollice e spezzarlo producendo un rumore di ossa rotte che si propaga per tutta la stanza. Sgrano gli occhi e afferro la sua mano terrorizzato. Perché? Perché si sta facendo del male? Che senso ha? «Questa è preoccupazione. Sentimento che mi hai dimostrato già una volta quando ero moribondo sul mio letto e tu mi hai aiutato senza avere secondi fini» smettila. Non vedi cosa stai facendo? Ti prego. Stringo i denti mentre vedo il suo volto privo di espressioni che mi fa cenno di guardare alle mie spalle, guardo appena tornando poi con gli occhi sulla sua mano. Stupido. Stupido. Stupido. «Quella invece è preoccupazione mista a paura, che infine ha scatenato in te l’istinto di protezione» la sua mano viene nuovamente avvolta da quella strana aurora che si sprigiona dal suo palmo e non smetto di tenerla fin quando non vedo che lo muove nuovamente mentre mi dice di quanto io mi sbagli nel dire di non provare nulla. Io… non so più cosa pensare. Non ho più nulla a cui aggrapparmi… mi è rimasto solo lui. «Io posso aiutarti a riconoscerli se ti va» apre e chiude la mano accertandosi che sia tutto in ordine e io rimango fisso, imbambolato a guardare un punto indefinito. Tutto appare confuso… nuovo e diverso. E se davvero fosse come lui dice? Allora… forse. No… è impossibile. «In questa maniera diventare come loro o meno sarà solo una tua scelta» la mia testa scatta verso di lui e dischiudo le labbra come a voler dire qualcosa. Ma cosa? Mi alzo in piedi lasciando scivolare la sua mano e torno sul mio letto passandomi le mani sugli occhi «paura e terrore li conosco bene purtroppo...» dico senza espressione nella voce «è l'unica cosa che ti insegnano a riconoscere fin da neonato...» guardo la mia mano, la stessa che Nikah ha controllato pochi minuti fa con quel pugno. Paura… grazie a Nikah stesso ho capito il vero significato di essa. «E per me non c'è più niente da fare... Nikah... Ormai sono anni che convivo con la sua presenza...» dico ormai rassegnato. Sento Nikah crogiolarsi nella sua vittoria e io guardo in basso ormai privo di forze. D’un tratto, un battito d’ali seguito da alcuni schizzi d’acqua mi arriva alle orecchie, mi volto e noto un altro uccello emergere dalla pioggia e fissarmi con quegli occhi gialli mentre fa cadere dal becco un'altra missiva recante il sigillo grigio della mia famiglia. La apro deglutendo rumorosamente e le mie mani tremano quando scorro le parole scritte sulla lettera

    Figlio,
    Le difese di Aeglos e del Nord sono basse. I bruti nella notte hanno fatto scempio dei Lord di Ghiaccio lasciando in vita solo l’erede che in questo momento ti gironzola schifosamente attorno e suo zio Caligus Dreth. Al termine di questa guerra, la nostra “alleanza” con quel casato cadrà e sarai chiamato a combattere in prima linea alla conquista del trono di Aeglos. Quanto alla spia dei Fanon, ho fatto in modo che tuo zio Kirat se ne… liberasse nel migliore dei modi. La servitù è stata totalmente rimpiazzata. Quanto prima ti attendo al Castello per discutere di quanto avvenuto durante l’incoronazione del Re.
    Lord Astor Demonar.
    Rileggo ancora una volta e alternando lo sguardo su Vicent. Ripiego la lettera e con voce mesta gliela passo «per favore... Leggila mentre sono distratto...» dico trattenendo l’amarezza delle mie parole «perdonami, Vicent… ti prego solo di non odiarmi…» perdonami…

  5. #2625
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Loren Van Dervult





    Continuo a camminare avanti indietro fino a quando non sento una voce «Lady Loren, che piacere incontrarla…» alzo quindi lo sguardo ed incontro gli occhi di Sir Fanon che allunga la mano verso la mia e me la bacia. Mmm… niente male i suoi modi…
    «… mi sembrate preoccupata…state bene? Se posso fare qualcosa per voi non esitate a chiedere, sono ben disposto verso coloro che mi mostrano gentilezza…so che è mattino presto e non conosco le vostre abitudini mattutine, mi chiedevo se vi andava di fare una passeggiata in giardino giusto per conversare un pò»
    Lo faccio finire di parlare prima di rispondere «Sir Fanon è un piacere incontrarVi.» Faccio una pausa «Tutto bene, Vi ringrazio…»
    In quel momento gli occhi mi vanno al Glados dove vedo apparire Lady Alinor che mi saluta con un sorriso.
    Sorpresa rimango a fissarla ma non faccio in tempo a fermarla che lei sparisce all’interno della Torre.
    «Accidenti!» Borbotto mordendomi il labbro inferiore.
    Cerco di ricompormi prima di tornare a guardare Sir Fanon.
    «Certo, accetto volentieri, Vi ringrazio». Accenno un sorriso.
    Lady Alinor ormai è rientrata e dalla fretta che aveva dubito che voglia parlarmi, tanto vale fare la conoscenza degli altri abitanti di questo luogo.

  6. #2626
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters


    Niente. La Maga Bianca sembra essere irraggiungibile. Dopo averla chiamata molte volte mi convinco che verrà da me solo per sua volontade.
    Mi affaccio lentamente alla finestra, notando che ha cominciato a piovere. Mi sento ancora una volta con le mani legate...cosa posso fare? Potrei chiedere un aiuto alla baby septa, ma mi pare che non sia ancora tornata dalla battaglia. Sbuffo, mentre comincio ad andare avanti e indietro per la stanza.
    Alla fine, decido di uscire. Devo scaricare la tensione.



    In giardino scorgo nuovamente Sir Fanon e Lady Loren parlare sotto la pioggia. Li raggiungo con passo svelto. "Perdonate la mia interruzione, volevo solo avvisarVi che se nel caso vogliate allenarVi, potete raggiungermi in armeria." dico ad entrambi con un sorriso, per poi dirigermi verso l'entrata della sala.



    Speravo di trovare qualcun'altro qui da condurre in armeria, ma niente. Tutto quello che succede qui e fuori dalla Torre mi coinvolge così tanto che non riesco mai a trovare del tempo per allenarmi. Non voglio ritrovarmi a fare la Consigliera a tempo pieno. E soprattutto devo...devo poter riuscire a proteggere i miei cari. Faccio le scale a pugni chiusi, serrati.



    Se quelli della Setta provano a storcere un solo capello a mio fratello o a mio padre...nessuno potrà fermarmi. Ma per diventare ancora più forte e potente, devo sottopormi a duri allenamenti. Forse Vicent potrebbe aiutarmi in questo...
    Varco la soglia dell'armeria, dando uno sguardo intorno, come se non ci mettessi piedi da una vita.



    Volgo poi un'occhiata alle mie spalle, nessuno sembra avermi seguito ancora. Non riuscendo a stare ferma, comincio a posizionarmi di fronte al primo manichino su cui poso gli occhi. Mi allenerò da sola per il momento.
    Carico un pugno e colpisco con forza il braccio di legno del fantoccio disarmando.



    Osservando prima l'arto a terra, poi la testa del manichino esclamo sbuffando: "Potevi almeno cercare di difenderti, eh...".


  7. #2627
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS



    Passeggio nervosa nella stanza, avrei tante cose da fare, da pensare ... ma in questo momento tutto si è completamente annullato. Mi passo con forza una mano sugli occhi, per svegliarmi. Dopo il solito sforzo mentale e fisico per cercare di non avventarmi su Dreth e staccargli a morsi un orecchio sono crollata immediatamente nel mio solito sonno profondo senza sogni.

    Ha provato di nuovo a dirmi che non sono affidabile e che sono una stupida, quando anche un cieco riuscirebbe a vedere che fra tutti qui dentro sono io quella che ha ben chiaro il quadro della situazione. Sono ancora scossa per il Sinelux e tutta la tensione accumulata in battaglia sta venendo fuori pian piano, ci mancava solo Vicent e i suoi stupidi disegnini. Quello era il reietto, se tu non sai disegnare e lo tratteggi coi lineamenti di Aiden non è certo colpa mia, stupido incapace!


    Mi affaccio alla finestra non appena sento il ticchettio allegro della pioggia sulle foglie: sta venendo giù un bel temporale. Porto una sedia accanto alla finestra, mi sistemo poggiando i gomiti sul davanzale e il viso tra le mani. Mi scappa un mezzo sorriso ripensando a quando, in giornate come questa inventavo fantasiosi piani di fuga per scappare dal mio destino insieme alla mia amica Mirri.


    Allora mi sembrava una giusta definizione quella di amica, ma adesso ... adesso so che era solo una debolezza, uno stupido capriccio.
    Resto ancora un pò con lo sguardo fisso verso l'orizzonte, sento le guance umide, qualche goccia di pioggia deve avermi bagnato il viso. Sì, è soltanto un pò di pioggia.



  8. #2628
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Dopo i miei esempi ciò che vedo è solo tanta confusione ed indecisione.



    Finalmente la conversazione sta andando a parare dove volevo, instillare in lui dubbi con possibili scelte e speranze vere, tangibili, potrebbe far crescere l’autostima di Gildas ed indebolire Nikah. Pover’uomo però, portato dal suo stesso padre alla follia per ottenere… cosa? La fama? La ricchezza? Il potere? Non ho parole per descrivere il disgusto che nutro ora come ora nei confronti di Lord Demonar. Gildas si avvicina con la testa, dischiude le labbra per dirmi qualcosa, ma poi d’improvviso si ammutolisce e si sposta sul suo letto. <<Paura e terrore li conosco bene purtroppo...>>, ammette atono,<<è l'unica cosa che ti insegnano a riconoscere fin da neonato...>>. Santi numi… Da quanto va avanti questa storia? Credo bene che sia impazzito, avrei dato di matto anch’io con una famiglia così. Guarda poi la sua mano e con rassegnazione dice qualcosa che non volevo sentire, <<E per me non c'è più niente da fare... Nikah... Ormai sono anni che convivo con la sua presenza...>>. Ma non è vero, gli ho appena dimostrato che una possibilità c’è e che se vuole sono disposto ad aiutarlo! Cerco di correggerlo ma l’unica cosa che riesco a pronunciare è un <<Gildas…>> prima di venire interrotto da un improvviso battito d’ali. Alcuni schizzi d’acqua mi raggiungono il viso facendomi socchiudere lo sguardo verso l’accozzaglia di colori che solo in un secondo momento mi rendo conto essere un volatile.



    Gracchiando consegna una missiva a Gildas e lui la legge per ben due volte alternando l’attenzione tra me e il contenuto. Probabilmente è venuto a sapere di Aeglos, speravo di parlargliene io... Con calma, una volta sistemata questa situazione.



    Le parole di Gildas però mi spiazzano. <<Per favore... Leggila mentre sono distratto...>>, nhm? Non capisco… <<Perdonami, Vicent… Ti prego solo di non odiarmi…>>. Perché dovrei odiarlo? Osservo prima la lettera e poi Gildas e... Sospiro perché sono stanco. Saranno altre brutte notizie… Che non voglio sapere. Non ora. <<Va bene, promesso>>, dico avvicinandomi al mio letto e dando le spalle a Gildas la ripongo in un posto sicuro.



    Rimettendomi in piedi slaccio gran parte delle cinghie dell’armatura e mentre lotto con lo stivale destro per sfilarlo via chiedo a Gildas, <<parlami di Nikah, aprimi gli occhi su ciò che non posso capire>>. La frase che mi ha detto in biblioteca è rimasta impressa nella mia mente e per aiutarlo devo smetterla di giudicarlo e cercare di capirlo piuttosto. In più non mi va di toccare l’argomento Aeglos… E se solo riuscissi a togliere questa maledetta uniforme magari mi sentirei meglio! <<E levati…>>, sussurro digrignando i denti mentre col tallone cerco di sfilarlo via. Saltello sul posto come un cretino ed i lacci si stringono sempre di più attorno alla mia caviglia. Prendo un capo del filo e tiro sciogliendo il nodo e contemporaneamente calcio con tutta la mia forza... Troppa forza. Lo stivale... Vola. Spicca il volo librandosi in aria e schizzando via fuori dalla finestra. La stessa dalla quale è volata la zuppa.



    <<Ops...>>, faccio spallucce e rimango al mio posto non preoccupandomi: tanto dubito ci sia qualcuno di sotto con questa pioggia.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 29th September 2015 alle 00:21



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  9. #2629
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Non riesco a sostenere lo sguardo di Vicent… non ho idea di cosa stia provando in questo momento, la perdita dei suoi cari. La distruzione della sua terra… che cosa si dovrebbe provare in realtà? Mio padre scoppiò a ridere alla morte di mia madre… in quel breve istante in cui quella spada si bagnò del suo sangue lui rise mentre tutt’intorno le urla si levavano alte in quel teatro. Lui rise… e Nikah con lui… finalmente libero. «Va bene, promesso» mi dice prendendo in mano la lettera. Gli sorrido grato sperando con tutto me stesso che il mio gesto possa fargli capire il mio… istinto di protezione, si dice così? Il ragazzo dopo avermi dato le spalle la ripone da qualche parte per poi cominciare a sfilarsi l’armatura, sto per propormi ad aiutarlo per tirare via uno stivale ma il ragazzo decide però di improvvisare una sorta di danza tribale col risultato di far spiccare il volo alla calzatura che con un arco perfetto si catapulta fuori dalla stessa finestra da cui ho fatto volare il piatto. «Parlami di Nikah, aprimi gli occhi su ciò che non posso capire» fitte. Dolore improvviso si dirama dalle tempie attanagliandomi per un istante. Stringo i denti piegandomi in avanti e massaggiando le tempie con forza per far svanire l’emicrania. Diventa sempre più forte… «È troppo difficile da spiegare...» dico respirando a fatica ma nello stesso istante un’idea mi balena in testa unendo due cose tra loro totalmente opposte. SONO UN GENIO. Gli sorrido, complice guardando poi la cassettiera alle sue spalle «ma posso fartelo vedere.» mi alzo di scatto e corro verso i miei cassetti tirando fuori un calzino a righe colorate e uno invece tutto blu e ci scrivo sopra con i miei colori le iniziali mie e di Nikah. Torno verso il ragazzo e mettendomi i calzini sulle mani insceno un piccolo spettacolo di burattini, «questo tutto colorato è Nikah...» dico mostrandogli quello a righe e facendo una faccia “cattiva” «questo monocromatico sono io.» nascondo dietro la schiena il precedente e tiro fuori l’altro, quello blu, sorridendogli. «Ci sei?» dico incrociando le gambe sul letto. Vicent mi fa cenno di sì con la testa per poi stendersi sul letto e posare il mento sulle braccia per ascoltare meglio. «Ora…» metto i calzini dietro la schiena e dopo qualche istante faccio uscire Nikah… il calzino. Gli mostro quindi il sorriso inquietante, facendomi un male terribile agli zigomi mentre tiro la bocca. «Lui è nato dopo di me... e quando è presente, io non ci sono, ma vedo. Come lui vede ora.» quindi la tua idea di non farmi vedere la lettera è geniale. Vicent ghigna appena per poi dirmi «pure il calzino noto che è… più eccentrico.» lo guardo col broncio «Non perderti nei dettagli. Ascoltami!» e gli faccio cenno di tacere e solo quando vedo il ragazzo farmi un chiaro gesto di “bocca cucita” continuo «Nikah è tutto l'opposto di me e... come ben sai, ti odia e ti reputa un errore di valutazione che non andava commesso la sera del suo arrivo.» dico flemmatico, quasi scocciato. Uguale a come fa Nikah. Nascondo il suo calzino e tiro fuori il mio «io invece... beh... mi conosci.» incrocio gli occhi e tiro fuori la lingua mentre roteo un dito nascosto dalla calza blu attorno alla tempia «ora, per chiamare Nikah... ti basta sapere che può uscire quando vuole dopo che tu mi hai trovato senza occhio.» esco la sua calza e mi copro con quella lo stesso occhio che gli ho… mi sono cavato quella sera e facendogli l’espressione da… morto. «Ma è costretto o invitato quando viene chiamato...» mi rendo conto subito di ciò che ho detto e metto entrambe le mani davanti agitandole per cercare di rassicurare Vicent «no. Non sono lui adesso. I dolori sono molto più forti di quelli che hai visto.» e solo quando mi accorgo che Vicent è calmo continuo a parlare «Nikah parla di sé in terza persona, per darsi importanza e ogni tanto finge di parlare come me...» dico parlando in tono pomposo e facendomi aria col suo calzino come un granduomo «non riuscendoci.» indico Vicent con finta rabbia. «La maschera non la toglie mai se non quando qualcuno non lo batte... ma lo fa solo per pochi istanti... prima lo facevo anche io. Ora comincio a non trovarne più il senso.» indico poi le mie mutande colorate come i capelli e gli abiti che indossavo poco fa «così come il vestirsi in quel modo che però lui adora tantissimo e che sta cominciando a diventare un’imposizione.» mi avvicino la calza colorata al volto e stupidamente mi ci accarezzo con vanità fingendo poi di guardarmi nello specchio accanto alla finestra. Fine primo atto… «Mi stai seguendo? Ti serve qualcosa di specifico?»

    *Frasi e azioni di Vicent concordate con Damnedgirl

  10. #2630
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Non appena nomino Nikah, l’uomo sembra avere un’emicrania.



    Allarmato mi avvicino a lui ma prima che possa chiedergli se posso aiutare, o fare qualcosa, Gildas si riprende e biascica in risposta al mio dubbio che è troppo difficile da spiegare.



    Cavoli… La consapevolezza di non poter capire un amico è davvero brutta. Sovrappensiero torno a levarmi l’armatura che finalmente, grazie a qualche intervento divino, si sfila. LIBERTA’! La getto sul divano e lentamente mi stiracchio braccia e gambe. <<Ma posso fartelo vedere>>, eh? Davvero? Guardo Gildas avvicinarsi ad uno dei suoi cassetti e prendere un paio di calzini: su quello blu scrive una G e su quello a righe scrive una N... Che strano, ma che sta combinando? La mia espressione muta in perplessità quando si siede sul letto ed incrociando le gambe comincia a mostrarmi i calzini come se fossero due marionette indicandomi la G come Gildas e la N come Nikah, con tanto di effetto visivo. In parte curioso, in parte divertito, mi sdraio sul letto e poggio il mento sulle braccia per gustarmi meglio lo spettacolo.



    Gildas con le “presentazioni” iniziali conferma gran parte delle mie supposizioni, timori e impressioni su Nikah, in particolare quando mi dice, <<[…] ti basta sapere che può uscire quando vuole dopo che tu mi hai trovato senza occhio>>, rifletto. Sapere che Nikah è “a piede libero” è preoccupante perché questo può solo voler dire che la personalità di Gildas si sta indebolendo e che quella di Nikah sta irrimediabilmente prendendo il sopravvento. Nikah in biblioteca non mi ha mentito quindi, segno che la sincerità è una dote comune in entrambi: buono a sapersi. <<Ma è costretto o invitato quando viene chiamato…>>, assottiglio lo sguardo e sollevandomi leggermente lo osservo dubbioso, tenendomi pronto per eventuali attacchi. Nikah mi odia in fondo. Gildas però mi rassicura immediatamente, <<no. Non sono lui adesso. I dolori sono molto più forti di quelli che hai visto>>, ed effettivamente le altre volte ha quasi urlato a causa del dolore, questa invece mi è sembrata lieve... Comunque ora che lo so, non lo nominerò mai più. Dopo un attimo di - giustificata - titubanza sospiro sollevato e torno a rimettermi comodo. Gildas continua quindi a parlare, prendendo velatamente in giro Nikah, e nel momento in cui si atteggia a gran’uomo una risata scaturisce in maniera involontaria dalle mie labbra. Assumo un’espressione in viso colpevole biascicando uno <<scusa>> prima che riprenda a parlare. <<La maschera non la toglie mai se non quando qualcuno non lo batte... Ma lo fa solo per pochi istanti... Prima lo facevo anche io. Ora comincio a non trovarne più il senso>>, e qui si spiegano molte cose, tra cui la collana che Esperin gli ha regalato: lei sperava che bruciando la maschera Nikah diventasse più debole… Peccato che di maschere ne abbia un cassetto pieno.



    Indica poi gli abiti e le mutande ed ammette, <<così come il vestirsi in quel modo che però lui adora tantissimo e che sta cominciando a diventare un’imposizione>>, ostentando una vanità che decisamente non gli appartiene e l’unico risultato è quello di renderlo ancora più comico.



    <<Sai che come Septon non saresti niente male?>>, esclamo spensierato, ridendo di gusto mentre mi asciugo le lacrime causate dalle troppe risa. Non posso farci nulla è troppo buffo, oh! Cerco di tornare serio, anche se la cosa mi riesce un po’ difficile data l’ilarità del momento, e guardando negli occhi Gildas rifletto su cosa chiedere. Uhm, effettivamente un paio di cose ci sarebbero. Indico il calzino di Nikah e chiedo, <<Con Tywin allora perché sì è tolto la maschera?>>. Probabilmente è stata la paura che quell’uomo riusciva ad instillare negli altri unicamente guardandoli, ma voglio accertarmene. <<Ed in combattimento invece puoi dirmi qual è la differenza tra di voi?>>, almeno così saprò se e quando dovermi preoccupare per gli altri in allenamento.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 29th September 2015 alle 00:29



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