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  1. #2791
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nymeria Hamerfell

    Rimanere concentrata su due avversari è un ottimo allenamento per le battaglie che dovrò affrontare: combattere su più fronti nasconde molte insidie, ma ora potrei tentare l'alleanza con uno di loro così da concentrare le forze su un solo avversario. Devo solo cogliere l'occasione adatta.
    Sir Fanon si scaglia in un attacco alle spalle del cavaliere e nel frattempo punta la balestra contro di me, per fortuna me ne accorgo in tempo e mi smaterializzo così che la freccia scoccata vada a vuoto.
    Immediatamente mi teletrasporto alle sue spalle e col braccio sano che regge la spada fingo di colpirlo con l'elsa al fianco ma in realtà sfrutterò la distanza ravvicinata per sussurrargli qualcosa nell'orecchio sperando che Vicent non mi senta. <<E' una finta... Stai con me?>> gli faccio un occhiolino poi carico un fendente ad altezza del busto che sembrerà diretto a lui, ma all'ultimo scatterò di lato per cercare di colpire il mio vero bersaglio: Vicent.

    Teletrasporto nel raggio di 5 metri

  2. #2792
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nikah Demonar

    Ogni colpo va a segno, il braccio della regina vola via assieme al suo bastone d’attacco e mi beo di quella vista. Lei, la donna che tanto sembra intoccabile, fatta a fette da un soldato qualsiasi. Patetica. Le fiamme divampano sulla sua testa scarnificando il suo volto che si apre in grosse piaghe. L’odore di carne bruciata mi arriva alle narici e scoppio in una fragorosa risata al solo pensiero che sono riuscito a far fuori questa donna. Lumen prende a urlare, isterica e in modo distorto per il dolore o boh… non m’importa. Da fastidio e deve smetterla. Stringo ancora di più la presa sui suoi capelli e strattono la sua testa avvicinando la mano di mamma contro la sua gola, un istante, un singolo movimento e questo animale da cortile smetterà di starnazzare per sempre. «Lasciala stare!» mi intima Cassandra correndo verso di noi, la guardo con fastidio e dopo qualche strattone lascio andare la testa della regina che ricade pesantemente in mezzo all’erba bruciata. Il Primo si prodiga a curarla e quando è totalmente ristabilita Lumen si alza mostrandomi un sorriso maligno che ricambio con lo stesso tono. «È stato divertente, cavaliere, spero di poterci allenare ancora... magari ci sarà un esito diverso» le rivolgo un mezzo inchino a presa in giro mentre lascio sparire mamma «sarà un piacere, state certa che la prossima volta non ci andrò così leggero.» le dico rivolgendole un altro sorriso, a labbra chiuse e chiudendo gli occhi sotto la maschera. La donna mi rivolge un sorriso malizioso prima di congedarsi con qualche complimento da noi. Scosto lo sguardo si Cassandra quando mi guarda «la Regina aveva ferite molto profonde, ho dovuto curarla da sola... datemi un secondo e curo anche voi» alzo le spalle, poco m’importa delle condizioni in cui l’avevo combinata, anzi, se quest’altra scocciatrice non si fosse intromessa, sarei finalmente riuscito a farla fuori. «Non... pensate di avere un po' esagerato? La Regina non è un guerriero...» piego un labbro verso l’alto, contrariato e «finitela con questa scenata, vi avrei fatto solo un favore a far fuori quell’oca.» dico e senza aspettare una risposta mi dirigo verso l’interno, zoppicando e andando verso l’infermeria… ho bisogno di quell’intruglio magico per risanarmi. La mia pelle… la mia bellissima pelle deturpata da quella schifosa…

  3. #2793
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Il cavaliere mi risponde in maniera insolente, voltandosi poi di spalle e dirigendosi verso l'ingresso della Torre. A passo cadenzato lo seguo in infermeria e giunti lì, provo a voltarlo con la mano sul braccio: "Che ti prende Gildas? Alle Terme non mi sei sembrato così... infantile. Mi dici che sta succedendo" domando accigliata ma poi addolcisco lo sguardo. Non è questo il modo giusto per capire che gli sta accadendo. Devo cercare di rimanere calma e comprensiva. Mi volto attorno e chiudo la porta, siamo soli, mi assicuro bene di questo. "Quando ho visto le tue... cicatrici... non ho voluto domandarti per riservatezza, Gildas... perchè mi sembravi una persona che aveva sofferto tanto nella vita... non questo pagliaccio capriccioso che ho davanti adesso" gli dico cercando di restare cortese. Ricambiare la sua scortesia con la gentilezza... non può essere una cosa sbagliata.

  4. #2794
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    La pelle tira, la ferita brucia e perdo un po’ di sangue. Non riesco infatti a trattenere un sussulto seguito da una smorfia di dolore quando poggio la mano sopra il taglio, nulla però che non sia abituato a sopportare sia chiaro, ma fa comunque male... Parecchio. Per fortuna, nonostante abbia accusato qualche colpo che mi ha rallentato, mantengo ancora un vantaggio netto sia in velocità, sia in prontezza di riflessi, rispetto i miei avversari e ne ho la dimostrazione visiva quando ogni mio attacco va a segno. Mantenendo premuta la ferita con la mano sinistra, prendo posizione ed osservo Alagos correre verso di me lento, troppo lento. Semplicemente mi volto di sbieco verso di lui e quando vedo il tallone cercare di colpirmi il ginocchio compio due passi in avanti ponendo una distanza sufficiente a far andare a vuoto l’attacco.



    Scocca poi una freccia verso Nymeria, che, prontamente, usa il teletrasporto per materializzarsi alle spalle del cavaliere e cercare di colpirlo con la spada che impugna…



    Decido di anticiparla e “salvare” Fanon da almeno un colpo. Lascio la ferita al fianco e voltandomi completamente verso di loro punto la mano sinistra nella medesima direzione.




    In un battito di ciglia accumulo l’energia del vento, lo sento pulsare dentro il petto assieme al battito del cuore prima di diramarsi, invisibile e silenzioso, attorno al braccio sinistro. Con un po’ di fatica modero la potenza del mio nuovo potere e…





    Distruzione - Tornado: L'incantatore è in grado incanalare la propria energia nella mano e plasmare il vento;
    (Esperto) Si genera un vento impetuoso che sbalza via il nemico per cinque metri causandone danni da impatto di media entità. [Usato in maniera affievolita nonostante il grado di utilizzo sia esperto].
    Lo rilascio, con forza dimezzata, cercando di scagliarlo in egual misura contro entrambi gli avversari, in alto. Dovrei riuscire a spingerli a terra, il mio intento è quello di sbalzarli via e farli cadere di posteriore. Comunque vada indietreggerò di circa cinque metri da Nymeria, in modo tale da negarle la possibilità di colpirmi alle spalle con la telecinesi, e riporterò solo alla fine la mano sinistra sul taglio assumendo una posizione difensiva con la spada impugnata saldamente.

    Ultima modifica di Damnedgirl; 1st December 2015 alle 00:07



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  5. #2795
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    Giustamente, Lady Feralys mette in campo una pedina che a nessuno che la conosce verrebbe mai in mente di schierare: Gordon Leithien. Immagino che la nobildonna non conosca lo Sterminatore di clan, un uomo cui non affiderei nemmeno le cure di un micetto. "Lord Gordon è il Signore della Terra delle Rose e nonostante ciò, se ne disinteressa totalmente. E' un... uomo..." sì, usiamo questo eufemismo per definire la bestia che è "... molto indipendente, che ama la sua libertà. Non abbiamo sue notizie da quando è morto Lord Tywin, e non mi sorprenderebbe se fosse sparito del tutto... Lady Lumen ha dovuto utilizzare Mercur per inoltrargli l'invito per questa sera e penso che comunque non si presenterà" dico un po' irritato, perchè ovviamente i tipi come Gordon non li ho mai digeriti. Fuggire per venir meno ai propri doveri, abbandonare la propria unica figlia solo per correre dietro a una campagna militare dopo l'altra: inaccettabile. Mia madre lo disprezzava anche più di Tywin. Mi chiede poi un ballo... io odio ballare, ma temo dovrò farlo, l'etichetta lo richiede. "Sarà un onore per me danzare con una donna così bella, Milady" le dico provando un baciamano di stile, di quelli in cui si sfiora la mano con le labbra. "E a proposito, immagino che i sarti mi stiano cercando disperatamente" dico scocciato, ho sempre odiato anche questo, farmi prendere le misure per un vestito. Dovrebbero inventare un modo più distaccato e meno invadente. Nonostante io detesti che mi si tocchi, da bambino ho sempre seguito i dettami di mia madre, son sempre stato buono e dritto e lei ne era fiera... non voglio oscurare la mente coi ricordi. Con ciò che sarebbe dovuto essere e non è. Con l'assenza di Reneè, dell'unica donna con cui sarei felice di ballare davvero. Con Esperin che... starà ballando con suo marito, ormai. Riporto il viso su Lady Feralys, accenno un sorriso per congedarla: "Allora a stasera, Milady, sono certo che sarete splendida" dico mentre mi avvio al Castello. Non vedo la vipera bionda nei dintorni, ma dei servi stanno sistemando il giardino: qualche guerriero deve essersi allenato qui e la cosa mi fa piacere, l'importante è che non distruggano la statua di mia madre, lì potrebbe cadere qualche testa.

  6. #2796
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nikah Demonar

    Dopo aver abbandonato Cassandra in cortile, mi dirigo all’interno dell’infermeria ma il suono strascicato dei miei passi mi distraggono quando una mano mi si posa su una spalla facendomi voltare di scatto. Fisso il volto della donna impassibile, quasi annoiato, sto cominciando a scocciarmi. «Che ti prende Gildas? Alle Terme non mi sei sembrato così... infantile. Mi dici che sta succedendo?» una fitta prende a martellarmi le tempie e scorgo Gildas muoversi appena per venire fuori. Scuoto il capo massagiandomi una tempia infastidito continuando a guardare la donna. Mi guarda con compassione quasi dandomi il voltastomaco. Mi divincolo dalla sua presa con non poca fatica e poi vedo la donna guardarsi attorno con sospetto prima di chiudere la porta. Restiamo così da soli, faccia a faccia… il clown e la sua marionetta. Incorcio le braccia al petto sperando che vada via ma la donna continua a parlare «quando ho visto le tue... cicatrici... non ho voluto domandarti per riservatezza, Gildas... perchè mi sembravi una persona che aveva sofferto tanto nella vita... non questo pagliaccio capriccioso che ho davanti adesso» inarco un sopracciglio e scuoto la testa quando un’altra fitta stavolta più lunga mi coglie improvvisa. Mi massaggio il capo «smettila.» dico sibilandolo tra i denti con voce rabbiosa fregandomene altamente del ruolo che ricopre. «La tua septa non ti ha insegnato l’educazione, Cassandra?» dico cercando di ricacciare indietro l’idiota. La guardo impasisbile, freddo rimettendomi dritto «la cosa non ti riguarda, vattene.» torno a voltarmi cercando sul tavolo il vasetto con lla robaccia spalmabile. Non ho tempo da perdere con lei. Il mio simbolo, non deve nemmeno degnarsi di nominarlo… dannato Gildas…

  7. #2797
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nymeria Hammerfell

    Non so se Sir Fanon sta al mio gioco perchè non faccio neppure in tempo a caricare l'attacco contro Vicent che l'uomo evoca il suo vento e lo scaglia dai palmi rivolto contro di noi.
    La potenza non è molta, ma sufficiente a farmi volare gambe all'aria e atterrare di sedere sul freddo pavimento <<Ouch>>
    La ferita alla spalla si apre maggiormente e fuoriesce nuovo sangue così da rendermi difficile l'uso delle armi, inoltre l'avversario si è già allontanato di molti metri e forse è fuori dalla portata dei miei poteri <<Direi che per oggi può bastare, vi ringrazio per l'allenamento...>> mi rimetto in piedi a fatica <<Potreste curarmi la spalla? Così vi lascerò soli se volete continuare, io devo prepararmi per il gran ballo di stasera!>>

  8. #2798
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar
    Capo Tempesta

    Osservo il castello da lontano. Un tuono, una nube, una goccia di pioggia, il rumore del vento che si mischia con quello delle onde: sono cresciuto convinto che tutto questo mi appartenesse. Che gli Dei mi volessero padrone del mio destino. Osservo le mura di quella che ho sempre considerato la mia casa, mattone su mattone, pietra su pietra: la prima posta da Lucian il Giusto, la seconda da Edmund il Possente, la terza da Heinrich l'Eterno. Ho sempre pensato di essere uno di loro, di essere il Lord delle Tempeste, il Tuono di Dohaeris, di poter continuare ciò che i miei antenati hanno iniziato. Ma era tutta una bugia. Era tutto un inganno. Non sono mai stato destinato ad essere il Tuono, la mia eredità non è mai stata scritta nelle stelle, ciò che sono è un semplice frutto del caso, della sorte. Della negligenza di mia madre, della codardia di mio padre, dell'indifferenza di mio fratello. Il sangue che mi scorre nelle vene non è mai stato abbastanza forte, è solo acqua, è nulla se comparato a quello di colui che sarebbe dovuto essere al mio posto. Perché, Raiden? Perché ora? Non ti diverto più, forse? Vuoi una nuova marionetta con cui giocare? Un nuovo Tuono da scagliare contro i tuoi nemici? Vorrei arrabbiarmi con il mio Dio, vorrei arrabbiarmi con il mondo intero, ma è proprio questo il problema: non ci riesco. Non provo furia, non provo dolore, non provo niente: mi sento completamente annullato. Tutto ciò che sono, tutto ciò che ero è stato cancellato dal ritorno di mio fratello. Esisto solo grazie al suo fallimento: se lui non avesse deluso i miei genitori, io non sarei nemmeno nato. Forse è per questo che non ho riconosciuto l'evidenza quando Vicent mi ha mostrato quel ritratto. Un altro tuono colpisce la torre più alta del castello e un brivido mi percorre la schiena, come se l'elettricità più pura avesse colpito me invece della pietra e mi avesse benedetto con la sua energia. Vorrei salire sul pendio, vorrei entrare dal portone dove mi accoglierebbe Petyr, vorrei abbracciarlo, vorrei fargli capire tutto quello che non sono mai riuscito a comunicargli con le parole, vorrei finalmente rimediare ad ogni errore che ho commesso con lui. Vorrei salvarlo da se stesso, da me stesso, dalle tenebre che condividiamo. Vorrei sistemare le cose con mio zio, con l'unica famiglia che mi rimane e che ora mi scivolerà dalle mani come se fosse sabbia. Vorrei... vorrei che Valerius fosse morto. Vorrei che non fosse mai esistito. Vorrei... vorrei averlo davanti a me, qui e adesso, e vorrei portare le mie mani intorno al suo collo. Vorrei stringere, stringere sempre più forte, vorrei vedere liquido rosso cremisi colare dai suoi occhi e poi vederli scoppiare, vorrei le gocce del sangue che sarebbe dovuto essere mio sul mio viso, vorrei bagnarmi in esso, vorrei berlo per appropriarmene, vorrei poter rimediare a errori non miei. Ma non posso, non posso cambiare il passato, ma posso adattarmi alla situazione e cercare di plasmare il mio futuro, come ho sempre fatto, come farò sempre. Fatti avanti, Valerius, vieni a reclamare ciò che è mio, ma io sarò già due passi avanti a te e starò già affilando la mia lama. Attendo un ultimo tuono e poi abbandono la spiaggia per incamminarmi verso il Glados, ignorando le guardie: non parleranno, non diranno a nessuno che sono stato qui perché, lord o non lord, sanno che non devono contraddire Aiden Urthadar.

    Torre della Mezzaluna

    Quanto torno alla Torre il sole è ormai alto. Nulla è cambiato, eppure tutto è diverso: più precario, più instabile, meno sicuro. Avanzo verso la statua di Margarete con la sensazione che il terreno possa inghiottirmi ad ogni passo, osservandomi intorno: nessuno sa, nessuno deve sapere prima che abbia tirato i giusti fili. Devo approfittare di ogni singolo secondo di vantaggio che mi rimane. Se i signori di Capo Tempesta si ricorderanno dei favori che mi devono e se Petyr gestirà bene la situazione avrò la possibilità di contrattaccare, e senza volerlo sono già partito col piede giusto: l'alleanza coi Dreth è ormai cosa fatta, manca solo un documento firmato e Vicent sarà obbligato a sostenere la mia rivendicazione. Ma non basta, devo parlare con gli altri nobili, con Lantis, anche con Lumen: nonostante la presenza di Esperin e Ryuk tra i reietti il supporto di un Raeghar e di una Leithien varranno molto. No, non è ancora giunto il momento di arrendersi, combatterò con le unghie e con i denti prima di affondare. Il Lord delle Tempeste non si tira indietro, mai. Ma dovrò stare molto attento, e non peccare di ingenuità nel sottovalutare Valerius: la regola, infatti, vale anche per me. Mai dare le spalle a un Urthadar.
    Our wills and fates do so contrary run

  9. #2799
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Loren Van Dervult



    Mi sono distratta un attimo e quando faccio per rispondere a Lady Cassandra sento un urlo disumano… Il Primo si precipita subito fuori, io non ne ho voglia, così decido di fare un giro, più tardi andrò a cercarla per farle scegliere un vestito.
    Non ho una meta precisa e non incontro nessuno a parte qualche servitore.
    Mi ritrovo così davanti alla biblioteca.
    Potrei leggere qualche libro che mi aiuti nella battaglia di domani… decido così di entrare e con mio stupore trovo Lady Alinor con tre fette di torta davanti.
    Sorrido «Qualcuno qui è molto affamato» Le dico cordiale.
    Mi avvicino poi a lei rimanendo un po’ a distanza ed in piedi per discrezione.




    *** Spero di non aver toppato, in caso Alinor non stia in biblioteca correggo.
    Ultima modifica di Lilla_20; 19th October 2015 alle 21:17

  10. #2800
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Lantis mi rassicura su Gordon Leithien, lo sterminatore di clan. Faccio spallucce al suo discorso, sono cose che riguarderanno lui e il suo futuro suocero, non m'importa come e se dovrà liberarsi anche di lui, in fondo il problema più impellente in questo momento è Ryuk e sua moglie Esperin, la traditrice.


    "Sarà un onore per me danzare con una donna così bella, Milady" - il delicato baciamano del re mi lascia con un sussulto al petto, ero assorta nei miei pensieri e non badavo a lui.


    Gli rivolgo un sorriso divertito quando mi confessa sbuffando che le sarte lo staranno cercando per il vestito e si accomiata col garbo che un cavaliere deve ad una dama.
    "Sono certo che anche voi sarete una visione per gli occhi di tutti" - dico quasi fra me e me, voltandomi di nuovo a guardare l'orizzonte lontano. Asshai è da quella parte se non mi sbaglio, dovrei andare a vedere come ... mio padre ...


    E' assurdo, non capisco di cosa ho paura: di rivedere mia madre? Di sapere la verità sulle condizioni del Lord di Asshai? Di restare di nuovo intrappolata nella mia vita di completa nullità?
    Che stupidaggini!
    Lascio il terrazzo ad ampie falcate, vedo un servo nel corridoio gli chiedo di portarmi carta e penna in camera, oltre ad una zuppa calda. Non posso andare, non voglio abbandonare queste mura, ma non posso nemmeno più fingere che non sia accaduto nulla. Devo sapere.


    Mi chiudo in stanza e mi metto in libertà, dovrei cambiare pettinatura questa sera, magari alzare i capelli per far risaltare gli occhi.

    "Hai degli occhi bellissimi, sono ancora innocenti. Non cambiare mai, resta sempre come sei ora."

    Il servo mi porta finalmente tutto quello che ho chiesto. Stendo il foglio bianco sul letto e lo guardo mentre assaporo il pasto caldo e leggero che mi hanno portato. Dovrò decidere cosa scrivere prima o poi, di certo l'inchiostro non farà tutto da solo.
    Mi prendo solo un attimo di tempo ...



 

 

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