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  1. #3001
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon
    «Ti dona, Alagos!»
    La mia rabbia non accenna a diminuire anzi, continuo ad alimentarla …in silenzio. Verrà il giorno in cui riuscirò a strappare quel sorriso ebete e quella risata da isterica dal viso del giullare? Forse. O forse no, ma ho intenzione di essere il suo peggior incubo.
    Il re mi lancia uno sguardo severo quando apprende di quel che è stato trovato: Un cadavere, il cadavere di un Urthadar con due ritratti infilzati , due ritratti di altrettante ribelli, tale Daphne e tale Shayla. Mi pulisco il viso alla belle meglio, più tardi mi farò un bel bagno per togliermi di dosso l’odore della battaglia misto all'odore della carne cucinata da Sir Gordon e mi appresto ad alzarmi dal tavolo congedandomi dai presenti per raggiungere l’infermeria come ordinato dal Re.

    Appena vi giungo vedo già Vicent e l’odiato giullare far comunella attorno al cadavere mentre il ragazzo del nord si appresta a ripulirlo dal sangue.
    <<Mi domando come solo due persone siano riuscite ad uccidere un Urthadar senza alcuna difesa da parte di quest’ultimo…>>
    Mi avvicino ai due osservando nel frattempo il cadavere :
    << Di sicuro chi l’ha ucciso ha saputo coglierlo nelle sue debolezze…chissà che tipo di legame aveva con le sue carnefici,forse un regolamento di conti? Ci sono due ritratti,di sicuro chi li ha messi o voleva farsi riconoscere oppure voleva far ricadere la colpa su quelle due ragazze>>esordisco sovrappensiero palesando la mia presenza posizionandomi nei pressi del cadavere ma il più lontano possibile dal Leithien ed evitando di guardare il ghigno del giullare, la sua risata riecheggia ancora nelle mie orecchie.
    <<Se posso esservi d’aiuto ditemi pure…>> dico con sicurezza, il sangue non mi da fastidio, reggo bene e davvero vorrei far qualcosa, ma sono già in due addosso a quel che resta di questo pover uomo.
    << Magari potrei cambiarti nuovamente l’acqua e portarti delle pezze pulite…>> dico rivolgendomi a Vicent cercando un suo cenno d’assenso.
    In caso non risponda mi appresterò comunque a portargli dell’acqua pulita e delle pezze pulite.
    Ultima modifica di DELTAG; 21st December 2015 alle 14:42

  2. #3002
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gordon Leithien

    Osservo la scena divertito, quanto si danno da fare per un pezzo di carne ancora da sfasciare, se me lo portassero in cucina saprei come occuparmene adeguatamente. Quello del brindisi ha riso quando ho infilato la testa del piccolo Fanon nel piatto, sta decisamente meglio con un pò di sugo sul viso, lo rende decisamente più... appetibile. Portano il cadavere in infermeria, decido di soffermarmi su mia figlia, mentre parla ad una donna dal viso con i tratti somatici già conosciuti, l'ho già vista... una Waters, attuale consigliera, ex promessa del cotechino coi capelli al vento. Mi avvicino alle due mentre c'è un pò di tramusto per il cadavere, anche se la situazione si sta normalizzando, noto con disapprovazione che non tutti hanno mangiato, a quanto pare il mio monito non è stato abbastanza incisivo, mi divertirò col dolce. "Lady Waters presumo." le rivolgo un inchino, per poi tornare in posizione eretta "Ho sentito decantare la vostra bellezza, ma non vi hanno reso giustizia. Mi domando come abbia fatto il nostro Re a lasciarvi andare. Avreste succeduto egregiamente a Margarete, ne sono certo, avete lo stesso sguardo fiero... beh sì, anche mia figlia" rivolgo poi un sorrisino palesemente finto a Lumen per poi tornare a Lady Waters "Vostro Padre ha preso bene lo scaricabarile? Nominarvi a consigliera è stato un bel modo per mettere le pezze. Ma sono certo di essere solo il solito malpensante, vogliate perdonarmi, sicuramente siete un'ottima consigliera all quale il Re presta attenzione" Rivolgo l'ennesimo inchino per poi riprendere posto "Allora? Chi vuole il dolce?" mostro un sorriso smagliante, che lo vogliano o no, lo farò servire comunque.

  3. #3003
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Mi sento stupido, impotente e privo di forze. Mi torturo un labbro cominciando a tirarne la pelle con le dita mentre sento il nervoso e la paura farsi sempre più pesanti. Ad aumentare il nervosismo ci si mette anche Vicent che si mette a fare il vago su una cosa seria. «Quale coltello?» esplodo e sbatto un pugno sul comodino guardandolo con rabbia mentre lui prende a fare un’analisi completa del cadavere del quale non mi frega un accidenti. Come può continuare a ignorare che ci sia un problema che continua a crescere? Se non mi fossi morso la lingua a quest’ora sarebbe lui il pezzo di carne in decomposizione disteso su questo letto. «Ho sempre odiato quest’uomo a causa del cognome che porta... eppure adesso me ne sto prendendo cura, senza pensarci. Ironico vero?» incrocio le braccia al petto e torno a sedere sul comodino senza più guardarlo. Perché sta continuando a fare l’idiota? Sto per rispondergli ma il momento viene interrotto da Fanon è il suo occhio da talpa. «Di sicuro chi l’ha ucciso ha saputo coglierlo nelle sue debolezze…chissà che tipo di legame aveva con le sue carnefici, forse un regolamento di conti? Ci sono due ritratti, di sicuro chi li ha messi o voleva farsi riconoscere oppure voleva far ricadere la colpa su quelle due ragazze» è seriamente orbo questo qua. Mi sa che la freccia con il quale gli ho estirpato l’occhio l’ultima volta, ha fatto più danni di quelli che credevo… o magari il suo cervello è andato in pappa del tutto durante la battaglia. Forse il caldo? Povero cucciolo. Si piazza poco distante dal cadavere chiedendo di poter essere d’aiuto. «Magari potrei cambiarti nuovamente l’acqua e portarti delle pezze pulite…» sciolgo le braccia dal petto, gli passo accanto senza nemmeno degnarlo di uno sguardo e mi avvicino a una bacinella piena d’acqua che, dopo aver preso tra le mani, comincio a riscaldare incanalando il mio potere sulla superficie di ceramica. Il calore lentamente passa dal mio corpo all’acqua facendo comparire delle piccole bolle d’aria «se fossi stato leggermente più attento, Alagos, avresti visto che i ritratti li ho dati personalmente al Re poco fa.» torno vicino a loro e dopo aver spremuto mezzo limone nell’acqua, porgo la bacinella vicino a Vicent «se vuoi essere d’aiuto, sii d’aiuto. Stare impalato sulla porta non serve a nulla e se vuoi fare questo, puoi benissimo tornartene in sala a fare da zimbello personale di Lord Gordon.» mi avvicino poi all’orecchio di Vicent facendo in modo che l’altro non mi senta «quando la smetterai di aggirare i problemi fammi un fischio.» ho i nervi a fior di pelle e non riesco a capire per quale motivo. Guardo il cadavere esaminandolo magari per cercare di togliermi dalla mente questa ansia crescente… potrei tornare a tavola e non sarebbe una cattiva idea. Aspetto Vicent…

    Distruzione:
    Esperto Palla infuocata – La fiamma prende forma in una sfera dal diametro di 1 metro, provoca ustioni di secondo/terzo grado

  4. #3004
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Il mio tentativo di cambiare discorso non va come sperato, Gildas infatti si innervosisce ancora di più e lo dimostra dando un pugno al mobile su cui è seduto. Ha i nervi a fior di pelle, una reazione perfettamente comprensibile la sua e dovuta, probabilmente, ai cambi di personalità sempre più frequenti, ma non è il momento adatto per poterne parlare: c’è il cadavere di un Urthadar qui ed i guerrieri della torre che potrebbero entrare da un momento all’altro interrompendo così una conversazione delicata e… Rischiosa. <<Di sicuro chi l’ha ucciso ha saputo coglierlo nelle sue debolezze… Chissà che tipo di legame aveva con le sue carnefici,forse un regolamento di conti? Ci sono due ritratti, di sicuro chi li ha messi o voleva farsi riconoscere oppure voleva far ricadere la colpa su quelle due ragazze>>, è per l’appunto Fanon a parlare, piazzandosi vicino la porta; ammetto anch’io di aver pensato all’eventualità di uno stupro finito male, soprattutto conoscendo la fama degli Urthadar, ma allora… Perché mettere i ritratti? E perché spedirci il cadavere direttamente alla torre? No questo è un omicidio che è stato calcolato nei minimi dettagli, assolutamente non casuale. Il cavaliere ci domanda poi se abbiamo bisogno d’aiuto e, con una confidenza che non gli ho concesso, mi dice che, volendo, può portarmi acqua e garze pulite. Lo guardo un po’ torvo, a poche persone permetto di darmi del tu e lui non rientra tra queste, apro quindi la bocca per correggerlo ma è Gildas ad anticiparmi e mentre fa bollire dell’acqua in una bacinella ammonisce l’uomo di darsi una mossa piuttosto che restare impalato a reggere la porta. Lascio il catino d’acqua sporca accanto il cadavere e poi esclamando <<grazie>> afferro la bacinella d’acqua bollente, appoggiandola giusto in tempo sul comodino prima di sentirmi dire da Gildas, “quando la smetterai di aggirare i problemi fammi un fischio”. Senza volerlo ha toccato un nervo scoperto per il sottoscritto perché queste parole, seppur poste in maniera diversa, sono le stesse che mi ha rivolto Dahmer durante il nostro ultimo incontro. Mi sento… Svuotato. Frastornato. Arrabbiato. In fondo è la prima volta che cerco di evitare l’argomento Nikah, e solo perché siamo in questa situazione di merda, ed invece lui, la persona per cui mi sono reso complice di un omicidio, l’amico per cui sono disposto a rischiare tutto, anche la vita, pur di aiutarlo, viene a dirmi questo? Mantengo il mio autocontrollo a stento, stringendo gli spigoli del mobile, ed inspirando profondamente mi istigo a non reagire, a mostrarmi calmo, pacato, ma soprattutto trattenere la voglia di prenderlo a cazzotti seduta stante. Torno poi ad osservare Gildas, preoccupandomi non appena vedo che dal semplice mangiarsi le unghie è passato a massaggiarsi le tempie… Forse è Nikah che lo sta facendo innervosire, o magari costringerlo a sparlare, ed io come un’idiota ci sono cascato. Cerco di rimediare all’errore e, senza che Gildas se ne accorga, attingo potere dalla luce di Saraswaty contenendo però l’aura in modo tale da aiutarlo a rilassarsi e far sparire, almeno temporaneamente, l’emicrania.

    Potere di razza: Aura di luce (Allievo) - Infonde calma ed infiacchisce la volontà altrui di combatterlo.
    In ogni caso gli dirò in un sussurro, “ne parliamo più tardi, promesso”, per rassicurarlo oltre che fargli capire che non ho alcuna intenzione di aggirare i problemi come ha pensato, e poi voltandomi verso Fanon aggiungerò, <<se siete facilmente impressionabile vi sconsiglio caldamente di guardare ciò che sto per fare>>, indicando con lo sguardo le parti basse del cadavere. In fondo ho toccato i denti di Deirdre dell’Ovest e ne sono uscito indenne... Questo sarà una passeggiata al confronto! Spero. <<L’acqua però mi sembra una buona idea ma prendetene due catini per favore, e Sir Fanon… Preferisco il voi, grazie>>. Inganno l’attesa improvvisando dei guanti con le garze e poi, dopo aver sfilato i pantaloni al cadavere, comincio a togliere gli residui di sangue, terra e… Non voglio sapere che altro. Quando avrò finito coprirò con un lenzuolo bianco il corpo del defunto, lasciando giusto il viso ed il collo scoperto, ed infine mi toglierò le garze che getterò in un catino vuoto per potermi disinfettare le mani con l’acqua che ha bollito Gildas.

    Nota: Azione Gildas concordata.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 22nd December 2015 alle 00:35



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  5. #3005
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Pensavo bastasse la presenza del nostro caro ospite a movimentare il pasto, con il suo raffinato cibo e lo speciale impegno che sta mettendo nel rendere la serata di sir Fanon un inferno, ma evidentemente non ho fatto i conti con l'infinita sete di divertimento di Raiden. La luce bluastra del Glados e un tonfo alquanto sinistro distraggono tutti i commensali, che però sembrano troppo concentrati sul proprio piatto per degnarsi di capire cosa sia successo, e credo di essere l'unico ad allarmarsi quando riconosco la silhouette di un essere umano, a terra, evidentemente in difficoltà o addirittura morto. Faccio per alzarmi ma vengo preceduto da Vicent, l'unica persona nella sala che decide di fare qualcosa e di avvicinarsi all'uomo misterioso, perciò decido di attendere il suo responso mentre con qualche gesto veloce segnalo alle guardie di rimanere sull'attenti. Il Mietitore rientra nella stanza con una faccia da funerale e fatico a comprendere ciò che mi sussurra poco dopo. <<E’ tuo zio, Alistair Urthadar… Mi dispiace Aiden…>>, sento una specie di pressione sulla spalla e permetto al ragazzo di toccarmi, anche se in realtà me ne rendo conto a malapena, dato che il mio cervello sta faticando nel tentativo di processare la notizia appena ricevuta. Sempre Vicent mi accompagna verso quello che ormai è chiaramente un cadavere e, più mi avvicino, più riconosco la corporatura e i lineamenti del viso, più quella breve frase acquista senso e realizzo di trovarmi davvero davanti al corpo senza vita di mio zio. Sbatto velocemente le palpebre e ripeto il gesto fino a quando non riesco a mettere a fuoco ciò che vedo, ovvero quello che sembra un animale, coperto da sangue e fango, con due pezzi di carta infilzati nella carne. Nel giro di pochi secondi la presenza di altre persone mi diventa... indigesta: non è una scena a cui dovrebbero partecipare, nessuno dovrebbe assistere a una tale vergogna per la mia dinastia. Nessuno. Lord Gordon e sir Demonar sono i prossimi ad intromettersi, Gildas addirittura si china per staccare quelli che mi pare di capire siano ritratti e nel farlo tocca il cadavere... sollevo, o meglio, tento di sollevare la mano destra per fermarlo ma mi mancano le forze. Il movimento si ferma a mezz'aria, come se la forza di gravità fosse improvvisamente diventata troppo invadente per permettermi di protestare. Di agire. La voce di Lantis raggiunge le mie orecchie ma anche le sue parole non hanno alcun significato, mi concentro solo su Vicent e Gildas che afferrano mio zio e se lo portano da qualche parte, come un porco da macellare, come un qualcosa di cui doversi disfare. Li seguo dopo qualche secondo, a quanto pare la destinazione è l'infermeria e ascolto silente i loro discorsi mentre i miei occhi non lasciano le mani veloci del Mietitore che spogliano Alistair, lo puliscono, lo purificano. È solo quando il suo corpo martoriato viene coperto da un lenzuolo bianco, lasciando scoperto il viso, che realizzo finalmente ciò che è successo, come se l'aver donato un minimo di dignità al cadavere mi avesse permesso di tornare in me stesso. Le mie pupille sono fisse sul viso di mio zio, ma davanti a loro vi sono solo i visi contenuti nei ritratti. <<Shayla Bolton e Daphne Baratheon>>, dico, quasi a mò di cantilena, assaporando i loro nomi sulla lingua: un sapore dolce, ma dal retrogusto acido. <<La prima è una prostituta. Lavorava per me a Capo Tempesta, ma abbiamo avuto una specie di disaccordo>>. Le labbra mi si piegano in un mezzo sorriso, un po' sbilenco, mentre apro leggermente di più gli occhi: la mia preferita fuggì proprio prima di una notte di fuoco con Gordon Leithien... lo stesso uomo che ora si trova nella stanza accanto. Ironia della sorte. <<L'altra... è solo una puttana. Le era stata donata l'occasione di diventare una Urthadar, ma ho preferito rovinare la sua reputazione scopandola>>. Distolgo finalmente lo sguardo da Alistair e cerco quello di Vicent, poi quello di Gildas, poi ancora quello di Vicent. Un sorriso imbarazzato si fa strada sul mio viso, mentre piego la testa lievemente a sinistra, come un cane che prova rimorso per il guaio che ha appena combinato. Infine incateno i miei occhi a quelli del re, non prima però di aver degnato di uno sguardo anche sir Fanon. <<Devono odiarmi davvero molto. Togliere la vita a un uomo solo per mandarmi un messaggio... devono odiarmi davvero molto>>, abbasso lo sguardo, lo rialzo, ma la figura di Lantis è diventata sfocata. Per un istante mi pare di vedere Petyr al posto del Gran Maestro. <<Devono odiarmi davvero molto...>>, ripeto la frase con la voce un po' più bassa, poi la ripeto ancora, impercettibilmente. Mi odierà anche lui, adesso? È possibile odiare un uomo a tal punto? Io... io ho avvelenato mia madre, ma... non la odiavo. Era necessario... l'ho fatto perché era necessario. Ho odiato Vicent... ma per gioco. Era un gioco... <<È possibile odiare un uomo a tal punto?>>, mi chiedo, stavolta dando voce ai miei pensieri. Io... Io odio Esperin... e l'odio che provo mi avvelena ogni giorno che passa... è forse la stessa cosa? Mi odiano tanto quanto io odio Esperin? È possibile che mi odino così tanto? Mi avvicino ad Alistair e gli accarezzo la fronte: è ancora caldo. È appena successo. <<Vorrei rimanere solo>>, affermo ai presenti, sperando che soddisfino la mia richiesta.
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  6. #3006
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Loren Van Dervult



    Faccio finta di mangiare qualcosa dopotutto il nostro ospite potrebbe prenderla a male se neanche mi mettessi del cibo nel piatto.
    Prendo quindi qualcosa a caso mentre ascolto gli altri in silenzio ma mi si è chiuso lo stomaco.
    Lancio solo uno sguardo di sottecchi al Comandante, dopotutto ha appena subito una perdita, ma poi lo sposto su Sir Fanon che a quanto pare è stato preso di mira...
    Vorre fare qualcosa ma ho paura di peggiorare la situazione, così rimango in silenzio.

  7. #3007
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Sento il mal di testa cominciare a prendere piede mentre osservo il cadavere. Mi siedo al mio “posto” restando in silenzio mentre mi massaggio le tempie cercando di non pensare al dolore. Faccio dei piccoli respiri digrignando di conseguenza i denti per il dolore sempre crescente. Sento poi d’un tratto uno strano sollievo animarsi dal mio corpo fin nella mia testa, calma Nikah che smette di agitarsi nella sua gabbia e torna seduto. In silenzio nel suo angolo di follia mentre io smetto contemporaneamente di massaggiarmi il capo e mi guardo intorno. Vicent mi sorride appena per poi sussurrarmi un «ne parliamo più tardi, promesso» lo guardo colpevole e poco dopo annuisco. Sperando che capisca che mi dispiace per come mi sono comportato. Faccio un respiro e torno più calmo mentre lui ammonisce Coso di dargli del Voi, ora comincio a capire il significato di quel “dammi del tu, Gildas”. Osservo i suoi movimenti mentre senza disgusto alcuno comincia a ripulire anche il cavallo martoriato dell’Urthadar per poi, una volta terminato, coprire l’intero corpo con un telo e lasciarne solo il collo e il viso disteso all’esterno. In sala entra poi il Comandante, visibilmente sconvolto che osserva il cadavere di suo zio e comincia a parlare… farfugliare piuttosto. «Devono odiarmi davvero molto. Togliere la vita a un uomo solo per mandarmi un messaggio... devono odiarmi davvero molto» alza e abbassa lo sguardo un po’ inebetito e lo guardo a mia volta inclinando il capo di lato. Che gli prende? «Devono odiarmi davvero molto...» ripete, stavolta quasi in un sussurro per poi ripeterlo ancora. Ok… la quantità di psicopatici in questa torre aumenta. «È possibile odiare un uomo a tal punto?» lo guardo senza capire per un attimo il senso di quelle parole e resto a rimuginare sulla sua frase anche quando l’uomo chiede a tutti di poter rimanere da solo per poi scostare lo sguardo su di me e su Vicent. Gli rivolgo un formale inchino col capo e in silenzio mi avvio verso la sala da pranzo aspettando Vicent mentre mi siedo al mio posto. Il Lord Leithien sembra non essersi scomposto più di tanto, è tornato al suo posto e nel frattempo i servi hanno già sgombrato la tavola. Che peccato, non sono riuscito ad assaggiare i fegatini…

  8. #3008
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    L’aura sortisce l’effetto sperato e riesco a calmare Gildas, evitando che accada il peggio in quello che è un momento di lutto. Aiden che fino ad ora non aveva aperto bocca, appena finisco di occuparmi del cadavere, sembra destarsi da un incubo e cantilenando i nomi delle due assassine si avvicina al defunto osservandolo con lo sguardo spiritato. E’ visibilmente sconvolto, dubitavo fosse tanto legato ad Alistair ed invece sta dimostrando l’esatto opposto e, involontariamente, credo anche di sapere il motivo: Petyr. A detta di Aiden è ancora un ragazzo, ed un ragazzo ha bisogno di un genitore per crescere senza subire carenze affettive, o nei peggiori casi perfino traumi... Inoltre c’è comunque considerare la questione orgoglio: io stesso, pur di non infangare il nome del mio casato, ho scelto di non far trapelare la verità sulla strage di Aeglos, confessandola solo ad una delle poche persone che reputo affidabili… Ma Aiden? Come potrebbe mai? Lo guardo mantenendo un’espressione impassibile, gelida, pur di non mostrare la compassione che mi sforzo di nascondere mentre ascolto il suo delirio. Tra una frase e l’altra scopro il motivo di questo omicidio ed abbasso gli occhi quando Aiden prende ad osservarmi, incapace di credere che io, un Dreth, stia provando dispiacere per lui. Gli Urthadar hanno cercato di ucciderci, noi ci siamo difesi, tante brave persone sono morte a causa di questo scontro e anche sangue di Dreth è stato versato, eppure… Non riesco a provare questo odio, non riesco a comprendere come si possa arrivare ad uccidere un uomo semplicemente perché è un Urthadar: in fondo che colpa ne aveva Alistair se Aiden ha davvero fatto ciò che ha confessato? Fisso la mano di Aiden quando accarezza la fronte del defunto per poi sollevare lo sguardo nel momento in cui aggiunge, <<vorrei rimanere solo>>. Mantengo il silenzio, per rispetto, limitandomi ad un lieve inchino prima di seguire Gildas fuori dall’infermeria. Più tardi andrò a controllare come sta, e soprattutto se ha bisogno di aiuto, per ora preferisco limitarmi ad esaudire la richiesta. In sala vedo che alcuni servi stanno sparecchiando la tavola, riprendo quindi posto di fianco Gildas ed attendo... Sperando che non accada altro di brutto.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 23rd December 2015 alle 00:44



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  9. #3009
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    Aiden è silenzioso, sembra assorto in pensieri lontani da qui mentre osserva il corpo senza vita di suo zio. Chissà se lo legava lo stesso rapporto che avevo con Tywin, chissà se lo odiava. Poco dopo segue Gildas e Vicent in infermeria, così restiamo un attimo in silenzio, quando mi giunge la risposta di Lady Alinor. Le sorrido in modo molto naturale, ormai queste pantomime mi riescono alla perfezione ma a guastare la mia recitazione è proprio mio padre. La mia espressione dopo le sue parole diviene tirata, cercando di mostrarmi serena nonostante le offese. Ma è lui, è la causa di ogni mio male, è l'uomo che ha provocato in me un sentimento che nessun altro è riuscito a suscitare: disillusione. Dopo Gordon Leithien, sono cresciuta disillusa verso ogni altra fonte di affetto. Solo Rickard... solo lui mi fece credere che al mondo ci sono persone degne di respirare, persone come lui... ma appunto lui non mi ha deluso. Quando si è ammalato, mi sono sentita tradita, abbandonata ma ovviamente erano solo moti emotivi irrazionali: Rickard è stato come il padre che ho perso da bambina. Come pensavo fosse Gordon Leithien prima di mostrarmi la sua bocca famelica. Eppure... dietro quelle rughe, dietro l'oro spento dei suoi occhi in cui brucia qualche scintilla di fiamma, dentro di me credo ancora che quell'uomo sia presente. Che quel ragazzo che portava fiori a sua moglie quando tornava da una missione sia ancora lì da qualche parte. Ma è risaputo, l'insolenza è un dono di famiglia. Cerco di mantenere il giusto contegno, ma con lui è davvero difficile. "Sarebbe stato inquietante per Sua Maestà sposare una donna così simile a sua madre... è giusto portare un po' di vento fresco in famiglia" dico continuando a sorridere in modo sempre più forzato. "Non siete malpensante, padre, semplicemente non avete l'abilità politica che dimostrate ai fornelli. Zio Tywin, che Raiden lo abbia in gloria, era di tutt'altra pasta" ribatto con la voce più dolce che riesco a fare, come a volerlo compatire. Un colpo di tosse di Lantis mi fa sobbalzare: spero non gli sia venuto di nuovo il mestruo per qualche parolina affettuosa in famiglia. "Prima del dessert, Sir Gordon, preferirei risolvere la questione della battaglia, così da poter godere al meglio e in più serenità della vostra visita" inizia il sermone con indifferenza e una calma disarmanti. Decisamente è diventato più bravo di me a fingere. "Sir Vicent si è fatto volontario per la prossima, quindi all'alba partirà all'Elysium, il bosco di smeraldo sacro agli elfi. Lo accompagnerà Nymeria... rendete onore alla vostra razza e al vessillo per cui combattete" dice con autorevolezza. Quindi questo ammasso di capelli sgraziati scenderà in campo con Sir Vicent... "Sono sicura che Lord Dreth sarà allietato dalla vostra compagnia mentre sterminerà i nemici. Ah già... dovrete scendere vestita e coperta dall'armatura, purtroppo" commento distrattamente, ma con una leggera vena di malizia. Lantis mi fulmina con lo sguardo e per fortuna solo con quello: il dolore delle bruciature per lo scudo di Zeus lo ricordo ancora. "Il bosco di smeraldo sorge vicino la dimore della Gran Maestra degli Elfi, una creatura potentissima ma che si è dichiarata neutrale in questo conflitto. Se non volete conoscere l'ira di un bielementale Gran Maestro, vi conviene non deturpare in alcun modo l'Elysium... è piuttosto... protettiva con quel luogo" continua il Re. La vecchia con le corna da ariete, come dimenticarla: da come si concia, sembra che sia sempre il Natale di Dohaeris. "Per chi non v'è mai stato, è un posto esteticamente molto bello, presenta le rovine di un tempio che ovviamente sono sacre e si narra che dalle radici dell'Albero della Vita siano nati gli elfi. Ovviamente, come tutti sanno, quell'Albero non esiste più" conclude il suo discorso con un velo di malinconia. Immagino a cosa stia pensando: magari una di quelle radici avrebbe potuto curare Rickard. O magari no, ma nonostante la morte, la speranza e il rimpianto sopravvivono. "Sono ansioso di assaggiare il dolce che avete preparato, Sir Gordon" esclama alzando un angolo della bocca verso sopra. E' il massimo del suo sorriso? Eppure, ricordo un ragazzo diverso, che forse è stato fagocitato dall'aura di Raiden. Un ghigno appare sul mio viso: siamo tuoi servi Raiden, puoi distruggerti per capriccio o farci prosperare, non dovremmo mai dimenticare a chi dobbiamo il nostro potere.

  10. #3010
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Comincio quasi ad abituarmi alla calma con cui Lantis è ormai solito esporre i fatti, cosa che però non si può certo dire riguardo l’indifferenza: è appena piovuto il cadavere di un nobile dal Glados, il Comandante delle Guardie Reali ha avuto un evidente crollo psicologico, il Primo Cavaliere non si sa perché sia scomparso, eppure il suo unico pensiero sembra essere la cena. O meglio, il dessert. Ma... Solo a me qui è passata la fame dopo aver assistito a tutto ciò? La conversazione si sposta sull’argomento battaglia ed il fastidio che ho avvertito svanisce quando scopro che il prossimo campo è un territorio strategico, ovvero l’Elysium, e che io e Nymeria siamo stati schierati per combattere. E' un onore. Le rivolgo uno sguardo complice, sono contento che la scelta sia ricaduta proprio su di lei ed il fatto che sia un elfo è un vantaggio anche per il sottoscritto che conosce poco il luogo. L’arpia al mio fianco però non può fare a meno di astenersi dal porre un commento acido riguardo Nymeria, che cerco di lenire guardando Nymeria mentre ascolto con attenzione la descrizione del campo di battaglia ed asserisco educatamente in sua difesa non appena il Re termina di parlare: <<Ho avuto modo di confrontarmi con la Hammerfell ed è una guerriera scaltra e esperta. Confido dunque sulle sue capacità in combattimento ed oltre che farsi valere saprà contribuire alla nostra vittoria>>. Faccio una piccola pausa per poter spostare la mia attenzione sul Re ed aggiungere con un tono di voce fiero e determinato, <<sarà un onore per me combattere su quel terreno, Maestà, e vi ringrazio per la Vostra fiducia>>. Getto un’ultima occhiata alla Regina, rivolgendole un sorriso di circostanza, e infine coprendo la bocca con una mano sussurro a Gildas, “prima della battaglia ti aiuto a sistemare la stanza”, guardandolo dopo che ho finito di parlare in attesa di una risposta.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 27th December 2015 alle 20:06



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