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  1. #3111
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    La sedia colpisce in pieno Cassandra, che cade ma riesce ad alzarsi dopo pochi istanti grazie a una veloce capriola. Ha più tempra di quel che ricordassi, proprio come me d'altronde, ed è assurdo pensare che i nostri poteri siano cresciuti tanto in così poco tempo. L'unica cosa certa di questa guerra è che ci ha cambiato, e che porteremo le conseguenze sulla pelle per il resto delle nostre vite. Mi rendo conto di essere nuovamente in grado di muovermi mentre vedo il Primo incoccare una freccia e scagliarla prima che io possa reagire: il dolore è improvviso e lancinante, a differenza di quello al polso che è stato in qualche modo anestetizzato dal ghiaccio, e fatico a non lanciare un grido. Abbasso lo sguardo e vedo il mio ginocchio destro completamente invaso dal sangue, ma la cosa peggiore è che non riesco neanche a muoverlo, proprio come la mano destra. Ho capito la sua strategia, sta tentando di rendermi impossibile qualunque attacco: è una strategia vincente, non lo metto in dubbio, ma sarebbe più efficace se non avessi a disposizione molti poteri che non richiedono troppi movimenti per essere utilizzati. Mi illudo che l'attacco di Cassandra sia terminato con quella freccia ma vengo ben presto smentito da un secondo rumore, stavolta alle mie spalle, che anticipa un'altra insopportabile ondata di dolore. Non è possibile che Cassandra si sia spostata alle mie spalle camminando, non l'ho vista muoversi e comunque non ce l'avrebbe mai fatta in così pochi secondi: devo quindi dedurre che sia diventata maestra, il che era ormai abbastanza evidente, e che il suo terzo potere sia il teletrasporto. Fatto sta che al momento sono quasi del tutto incapace di affrontarla in uno scontro diretto, anzi, leviamo pure il quasi dato che non posso nemmeno alzarmi in piedi. <<Ottima strategia>>, mi complimento, voltandomi verso di lei, assicurandomi di avere ancora Ammazzadraghi vicino a me. <<Ma posso farti male anche senza muovermi>>. Apro la gabbia dell'oscurità e le permetto di diffondersi, prima nel mio corpo, poi verso Cassandra: stavolta si tratta di un buio soffocante, uno di quello che ti leva il respiro, quello che causa la frustrazione del non sentirsi abbastanza, di sentirsi vuoti e inutili. Voglio farle perdere ogni speranza, ogni desiderio di continuare a combattere, farle capire che non ha senso, perché la paura ha vinto e impegnarsi ancora non servirebbe a nulla.

    Aura di tenebra: Maestro
    Infonde terrore: si hanno palpitazioni, ci si sente sottomessi, in alcuni casi sopraggiunge tremore ed ansia, altera la percezione che si ha di lui, divenendo una figura terrificante
    Mentre il terrore fa il suo lavoro, con la mano sinistra raggiungo ammazzadraghi e la impugno saldamente: se sarò riuscito a distrarla, mirerò al suo stomaco e lancerò la spada con tutta la mia forza contro di lei. Non è un'arma da lancio, ma sono abbastanza forte da riuscire a maneggiarla anche in questo modo. Ho dubbi sulla mia mira, per via del fatto che non sto usando la mia mano dominante, ma ho intenzione di lanciarla verso il centro del suo corpo proprio per questo, così dovrei riuscire a colpirla almeno da qualche parte.

    Arma - Spadone in forma dormiente
    Great Sword - Ammazzadraghi
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  2. #3112
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Pazza.
    E' l'unico motivo per cui sono ancora qui a dare retta a Gildas, non c'è altra spiegazione: sono pazza. E non riesco nemmeno a capire perchè la storia di mia madre e Astor Demonar mi infastidisca così tanto da dover indagare, non sono affari miei, in fondo. Abbasso lo sguardo, è inutile mentire a se stessi, anche se cerco di nasconderlo con tutte le mie forze, so bene perchè lo sto facendo. Andare in fondo a questa storia potrebbe portarmi di fronte a due verità: la prima, quella che temo di meno, è che mia madre si riveli infine per il mostro crudele e senza cuore che conosco da quando sono nata; la seconda è scoprire che, prima di me, prima di mio padre, prima delle sue ambizioni, esistesse una ragazza con la voglia di esplorare il mondo e vivere la sua vita e la sua giovinezza come una qualunque e non come una giumenta qualunque da far accoppiare con un purosangue.
    Ho paura di scoprire che lei era come me, ma allo stesso non posso farne a meno, non riesco a non pensare che, forse, sapendo qualcosa in più su di lei e il suo passato riuscirò a non commettere i suoi stessi sbagli.
    Sono cresciuta nel terrore di diventare come lei, ma alla fine la paura mi ha portato proprio in quella direzione, se mi guardo allo specchio vedo il viso e i tratti di mio padre, ma gli occhi, l'espressione, persino l'anima, sono i suoi. Cercando di sfuggire al mio destino, sono finita dritta nella sua trappola, spinta a vivere la sua vita e a soddisfare la sua ambizione come se fosse la mia.
    E' davvero questo ciò che voglio?
    Mi volto verso Gildas, meglio pensare ad altro, ma lo vedo seduto con le mani strette alle tempie e velocemente mi rimetto a cercare tra gli scaffali. Siamo davvero così diversi io e lui? Gildas si nasconde sotto gli abiti sgargianti, tinte di capelli improbabili e maschere assurde e io dietro il sarcasmo e l'atteggiamento distaccato, incapaci di mostrare noi stessi agli altri, impauriti che qualcuno sfrutti le nostre debolezze a proprio vantaggio e intenti a tenere lontano chiunque voglia avvicinarsi. Non mi sono mai più confidata con nessuno dopo che ... «allora non sei così stupida come pensavo, c’è qualcosa qui dentro.» - le sue mani sulle spalle mi fa sobbalzare lievemente, poi, come se non bastasse, Gildas mi picchietta leggermente la fronte con le nocche: ha le dita fredde.
    Scanso un pò la testa e lo guardo di sbieco, decido di non replicare mentre lui continua: «sai che ci sono 4 volumi aggiornati della storia di Vygrid, vero?» - cerca anche lui tra i libri, finalmente ha deciso di muovere il culo.
    D'improvviso si volta verso di me e mi guarda male: «nella mia famiglia gira da tanto tempo una vecchia leggenda secondo la quale, mio zio avesse nascosto una storia all’interno di quei quattro libri.»
    "Siete tutti pazzi in famiglia o c'è qualcuno normale, che so, il cane?" - replico di rimando smettendo di cercare e guardandolo con un sopracciglio alzato.
    «se è quello che credo, abbiamo finalmente qualcosa su quei due tra le mani, cerca tra quei libri se non ti è troppo difficile!»
    "Sai che sto trattenendo ogni muscolo per cercare di non darti fuoco all'istante, vero? Non parlarmi come se ti rivolgessi ad una sciacquetta qualunque. Piuttosto, sei sicuro che poi riusciremo a trovare la chiave per leggere questa storia nascosta, se davvero dovesse essercene una?"
    Mi allontano nella direzione che mi ha indicato, cercando questa fantomatica Storia di Vygrid, e gettandogli un'occhiata di tanto in tanto: è strano, non sembra nemmeno lui. Il ragazzo con cui ho ballato alla festa di fidanzamento di Lantis e questo con me in biblioteca sembrano lontani anni luce dal tizio che ha dato fuoco al tavolo in sala da pranzo e a cui piace mettersi in mostra indossando colori vivaci dalla testa ai piedi, letteralmente.
    Senza quelle ridicole maschere sembra perfino uno con cui si può parlare senza timore che perda la brocca.
    Tiro fuori un libro di cui non riesco a leggere il titolo dal dorso, ma lo rimetto subito via dopo aver visto la copertina: "Noto con piacere che mi hai dato retta, spero tu abbia fatto un bel falò con tutte le tue mascherine colorate" - continuo a cercare, ma mi sembra una perdita di tempo, qui non c'è nulla. Mi guardo intorno, in biblioteca siamo noi due e Loren, che però non mi sembra molto presente, correrò il rischio. Lancio un'occhiata a Gildas e mi concentro; non so ancora bene come funziona, le volte che l'ho usato è successo per puro caso, ma questo dovrebbe bastare. Chiudo gli occhi e respiro, cercando di figurarmi nella mente ciò che voglio, uno, due, tre ... possono bastare?
    Sento appena un pizzicorino attraversarmi la pelle all'altezza del fianco destro ed ecco le tre aiutanti di cui posso fidarmi ciecamente: me!
    Non ho bisogno di parlare, sanno già cosa fare e si mettono subito alla ricerca del libro giusto, anche se non possono toccarlo i loro occhi possono vederlo e indicarmelo. Ah, finalmente un pò di riposo!
    "Simpatico il mio nuovo potere, no?" - dico a Gildas mentre mi siedo sul bordo del tavolo a braccia conserte, scoccandogli un occhiolino.
    *Cloni- capacità di creare copie di se stesso immateriali, manovrate con la propria volontà.
    Esperto - 3 copie


  3. #3113
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon


    Basta, basta e ancora...basta!
    Non posso restare qui in eterno nel letto per di più sveglio a contemplare dei ricordi e delle emozioni che dovrei imparare a controllare senza farmi schiacciare...uff, quanto è difficile concentrarsi quando le cose non vanno come dovrebbero andare ed io impotente contro il destino, non posso fare nulla, non pe rlei almeno,e solo gli Siamesi sanno quanto mi costi questo e quel che sto passando...per di più c'è una guerra da combattere, un casato da distruggere ( I Demonar U_U), non posso imbrigliarmi nelle trame di un intreccio che non avrebbe dovuto nemmeno nascere, non tra di noi almeno.
    Mi alzo dal letto di cattivo umore e di malavoglia, sedendomi ancora completamente nudo sulle lenzuola fresche; nella stanza regna un silenzio di quiete, una quiete che il mio animo non trova.
    Mi alzo, indosso qualcosa di comodo, non l'armatura, ho bisogno di allenarmi almeno questo mi impedirà di concentrarmi su altro che non sia la guerra in corso. Estraggo dal cassetto, un paio di pantaloni grigi e una camicia bianca con bande nere sulle spalle, prendo della biancheria di ricambio e poi mi dirigo verso le terme, ho bisogno di un bagno per rinfrescarmi le idee e poi...andrò diritto in armeria. Chissà se troverò qualcuno intento ad allenarsi, in caso contrario, il manichino è sempr emeglio di niente...




    I flash sono in fase di costruzione, non appena termino li posto in altra occasione, altrimenti Alagos mi si fossilizza sul letto. Scusatemi.

  4. #3114
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    E' SERA

  5. #3115
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    I miei colpi sono andati tutti a segno, sono riuscita a renderlo meno pericoloso ma di certo non innocuo. Può riutilizzare la sua telecinesi, potrebbe escogitare qualche piano più elaborato. Devo stare in guardia. Servirà davvero? Alla fine Aiden si è sempre dimostrato astuto, abile... ad Amaranthis si è scontrato contro mio fratello e gli ha tenuto testa, io invece cosa ho fatto? Mi sono fatta ferire da Ryuk. Tutte le mie battaglia sono state questo, un tiro al piattello per Ryuk Leithien. Non dovrei essere Primo, non dovrei indossare l'armatura, non ne sono degna, non riuscirò mai ad arginare l'oscurità di Lantis! Sono rimasta sotto il vessillo che era stato di Rickard proprio perchè non volevo che la gente lo associasse alle tenebre di Lantis, volevo che il popolo vedesse che c'è almeno qualcuno che qui che tiene a Dohaeris... invece cosa ho fatto? Nulla, sono una nullità. Il popolo soffre, io sono impotente davanti alla follia del re... l'uomo che ho amato, l'uomo che ovviamente non avrebbe mai potuto corrispondermi. E poi sono Primo, che senso ha amare? Che senso ha preoccuparsi per Vicent in battaglia? Sono destinata a rimanere sola, quindi perchè non vedere più Vicent con gli occhi di un soldato? Perchè devo struggermi su questi pensieri? Sono una stupida, una piccola e ingenua stupidella che non aveva capito niente di Andreus, di suo padre, di Lantis. Vorrei piangere. Guardo spaurita Aiden e una fitta allo stomaco mi prende improvvisa: la sua spada piantata dentro di me. Merito solo questo. Sono stata inutile persino nel consolarlo, fa bene a infierire su un'amica tanto inetta. Cosa potrei fare per lui se non farmi battere? Potrei renderlo mai sereno in qualche modo? Non voglio più combattere, voglio solo stare in pace e sapere che sono tutti felici. Forse... forse con la mia simbiosi potrò dare almeno felicità a lui. Sono una stupida, non funzionerà mai. Ma non ho niente da perdere, voglio almeno fargli capire che non voglio più lottare, che ha vinto. Connetto tutte le mie energie alla natura attorno a me, riesco a percepire come non mai tutta la vita che serpeggia, che sussurra la sua arcana magia. Con la mia simbiosi, proverò a provocare in Aiden una felicità senza eguali, un benessere fisico e mentale che lo porterà ad essere contento, sereno, in pace con il mondo. Almeno questo, una povera elfa ferita come me forse riesce a farlo.

    Simbiosi
    Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc
    I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni. Gli effetti sono diversi a seconda del grado:
    Maestro - Avverte le sensazioni ed emozioni altrui, è in grado non solo di manipolarle, per renderle simili alle proprie, ma di alterarle secondo piacimento. Non può cambiare la percezione che si ha di lui, chi subisce gli effetti della simbiosi, cambia umore, ma l’idea che ha dell’elfo rimane tale.

  6. #3116
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Continuo a cercare ma il dolore alla testa diviene così acuto che per un attimo la vista mi si annebbia del tutto. Sbatto le palpebre scuotendo il capo e ignorando le urla di Nikah che incessante mi grida nelle orecchie di andarmene. Riprendo con una leggera fatica a cercare i libri quando Adamantia mi blocca con una sua frase «siete tutti pazzi in famiglia o c'è qualcuno normale, che so, il cane?» sorrido ironico mentre tra le urla di quell’idiota si apre un pensiero. “Pazzi.” Un termine di cui molti a Vygrid coì come in molte parti del regno qualcuno si è permesso di abusare. Una famiglia da tenere alla larga, i regnanti malati di Vygrid. Che orrore ci hanno affibbiato. Che orrore ci siamo guadagnati. Mai prima d’ora mi aveva significato qualcosa quel termine, ma ora… perché adesso mi brucia dentro? Ricaccio indietro queste sensazioni e torno con gli occhi sul dorso dei libri decidendo infine di cambiare scaffale, qui sembrano non esserci. Eppure sembrano libri così stupidi… la storia di un casato come tutte le altre. Solo… pazzi. «Sai che sto trattenendo ogni muscolo per cercare di non darti fuoco all'istante, vero? Non parlarmi come se ti rivolgessi ad una sciacquetta qualunque. Piuttosto, sei sicuro che poi riusciremo a trovare la chiave per leggere questa storia nascosta, se davvero dovesse essercene una?» le rivolgo un sorrisetto sarcastico mentre sembra scocciarsi di questa ricerca, qualcuno qui si è alzato col piede sbagliato oggi eh? Torno a concentrarmi sui libri mentre il mal di testa diminuisce e i pensieri, ho bisogno di trovare questa storia a tutti i costi, solo così avrò maggiore chiarezza su quello che è successo tra mio padre e Illyria Feralys. Non posso credere che ci sia stata un’altra donna prima di mia madre, per quanto la odiasse non ho mai visto provare qualcosa di diverso per un’altra donna… soprattutto una come Illyria. Un brivido mi attraversa la schiena quando lancio un’occhiata ad Adamantia. La vedo poi tirare fuori un libro molto rovinato e sgualcito per poi alzare gli occhi su di me «noto con piacere che mi hai dato retta, spero tu abbia fatto un bel falò con tutte le tue mascherine colorate» le rivolgo un sorriso, stavolta un po’ diverso… ormai non ha più senso nascondere la cosa, anche se preferirei non parlarne con nessun altro, la donna si blocca poi, accade qualcosa e il suo corpo muta… una… due… no aspetta. TRE. ODDIO SONO UBRIACO. Le tre Adamantie aggiuntive si spostano nella stanza e io collego in quell’istante di non essere sbronzo ma di stare assistendo semplicemente all’utilizzo del potere dei cloni. Come quello della principessa… «simpatico il mio nuovo potere, no?» dice sedendosi contro il tavolo e strizzandomi un occhio. Mi stacco dalla libreria e mi avvicino a lei guardando le altre lei che si destreggiano tra gli scaffali alla ricerca dei libri per noi. «Perfetto! Così risparmieremo un sacco di tempo… è geniale.» dico grattandomi la testa e ricordandomi di cosa volevo parlarle «devo… devo dirti una cosa, so che sarà difficile da capire e anche io ancora dopo anni non la capisco appieno. Ma ti chiedo di avere una mente aperta e di tenerti eventuali critiche o risate sguaiate per quando avrò finito.» la ragazza mi guarda per un attimo tra lo stupito e l’incuriosito «va bene, farò del mio meglio. Cosa potrai mai dirmi di così strano che non abbia ancora sentito?» TU NON HAI IDEA. Ma ok… procediamo per gradi. «Io… sono…» un maniaco omicida? Pazzo? Psicopatico? «Ho un problema che si chiama Nikah…» dico lento e a voce bassa per non far origliare ad altri indicandomi la testa «è difficile da spiegare perché… ma ho questa… parte di me, se così vogliamo chiamarla, che si stacca da tutto e prende il controllo, mettendo me, Gildas, da parte.» mi tiro appena un lembo della maglietta «a me piacciono questi abiti normali, a lui piacciono quelli colorati e da giullare. Perché lui è fondamentalmente questo.» la guardo appena tornando a scrutare la stanza «un pazzo omicida che si diverte a far del male e dall’egocentrismo così smisurato da parlare di sé in terza persona.» mi alzo battendo sul tavolo «ma ovviamente a te sembreranno solo alcuni dei miei tanti deliri, quindi ok… sono pazzo.» torno a guardare i libri con poco interesse aspettandomi da un momento all’altro le sue risate…

    *Frase e azioni di Adamantia concordate con Polliciotta

  7. #3117
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Assisto compiaciuto all'annidarsi delle ombre sul viso di Cassandra, che le oscurano lo sguardo e lo privano di ogni speranza: noi stregoni abbiamo tante tenebre e, quando le condividiamo con elfi e maghi, spesso i nostri amici non sono in grado di sopportarle. Mi guarda impaurita, completamente persa nel panico in cui l'ho fatta sprofondare, e reagisce a malapena quando la lama di Ammazzadraghi le lacera le budella. Non nascondo un vago senso di colpa, comunque infimo considerando la soddisfazione che sto provando: nonostante la mancanza di allenamento, nonostante tutto ciò che mi ha distratto, sono riuscito a tenere testa alla migliore tra di noi. Ed è giunto il momento di assestare il colpo di grazia: cercherò qualcosa con cui colpirla, sempre sfruttando la telecinesi, e quando la sentirò ammettere la sconfitta potrò davvero ritenermi vittorioso. Sì, devo solo colpirla un'ultima volta... eppure... non ce la faccio, non riesco a concentrarmi per usare la telecinesi: mi viene da ridere, voglio solo sdraiarmi a terra e chiudere gli occhi, voglio lasciarmi andare e... ridere, ridere, ridere. Infatti è quello che faccio: lascio cadere la testa all'indietro e la mia sonora risata si diffonde per l'armeria, no, che dico, per tutta la Torre. Sospiro, mi manca il fiato, ma riprendo subito dopo e non accenno a smettere. Mi sento... leggero, innocente... felice, forse per la prima volta in vita mia sto provando una felicità tanto intensa. È un'emozione completamente ingiustificata, considerando tutto quello che è successo, ma è talmente inebriante che sinceramente non ho intenzione di pormi domande sulla sua origine, desidero solo godermela il più possibile. Tento di calmarmi, faccio dei respiri profondi e, anche se riesco a sopprimere le risate, il sorriso a trentadue denti non ha alcuna intenzione di andarsene. Non ce la faccio a rimanere seduto, ho bisogno di muovermi, ho bisogno di correre e saltare: perciò chiudo gli occhi e richiamo la mia energia vitale, che si propaga per il corpo e mi dona un torpore particolarmente intenso, come se mi fossi immerso in una vasca di acqua bollente con tanti sali profumati. Dei, adoro i sali profumati.

    Difesa e recupero: Maestro - Rigenerazione
    Rigenera ferite di entità grave o mortale
    Quando riapro gli occhi, la mia pelle sta ancora brillando della tipica luce del mio potere curativo e le ultime scintille stanno scomparendo. Torno in piedi e faccio qualche saltello, in parte per assicurarmi di aver curato ogni ferita, in parte perché devo sfogare in qualche modo tutta questa ritrovata energia. Lo sguardo però mi cade su Cassandra e vederla in quelle condizioni, con la mia spada ancora conficcata nella sua pancia, proprio non mi va bene: le corro incontro, mentre recupero la connessione mentale con Ammazzadraghi e la riassorbo, donando sollievo alle carni del primo.

    Arma richiamata - Spadone
    Great Sword - Ammazzadraghi
    La mia Rigenerazione non si è ancora completamente esaurita, perciò evocarla ancora non mi richiede troppi sforzi: tenterò di porre la mano sopra la ferita aperta di Cassandra e da lì diffonderò la cura a tutto il suo corpo, assicurandomi di reggerla da dietro con l'altra mano nel caso si senta debole per aver perso troppo sangue. Oh Cassandra, sei stata l'unica che ha provato a capirmi, l'unica! <<Andrà tutto bene, amica mia>>, le dirò deciso, mentre la luce azzurrina della Rigenerazione diventerà sempre più fioca. Poi, in uno scatto che non riesco a controllare, tenterò di buttarle le braccia intorno al collo e la stringerò forte a me, sussurrandole all'orecchio la stessa frase. Non dimenticherò mai quello che hai fatto per me, Cassandra.
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  8. #3118
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Sembra che il mio tentativo di donargli un po' di felicità abbia funzionato e sono contenta. La magia può fare cose orribili, ma anche tante benevole. Per questo gli dei ce l'hanno donata, purtroppo però è un dono di cui molti abusano. Nel vedere la felicità di Aiden anche io mi sento rinvigorita e i timori di prima sono svaniti nel nulla. Posso aiutare lui, così come aiuterò Gildas e Vicent... Vicent tornerà tra noi sano e salvo. Questa guerra finirà, lotteremo per questo, e Dohaeris tornerà un luogo di pace. Il Comandante si cura e poi interviene per curare anche me, dissipando la sua spada conficcata nel mio stomaco. I nervi si distendono, i tessuti si rimarginano e il sangue smette di scorrere. Dice che sono sua amica e io gli sorrido: se questa guerra qualcosa di buono l'ha portata, è l'amicizia che ho stretto qui alla Torre. Ed Aiden è stato il primo. Il mio primo amico, il mio primo compagno di battaglia. Mi rialzo e mi scuoto le ginocchia: dovrei lavarmi e cambiarmi. "Esatto Aiden, andrò tutto bene e tu sei forte, riuscirai a superare ogni ostacolo. Siamo scesi in campo ad Amaranthis, sei stato il mio primo amico qui alla Torre... se avrai bisogno, ricordati che io ci sarò sempre, perchè noi siamo amici" gli dico con dolcezza. Dissipo l'arco, dopo essermi sistemata voglio andare al Glados, per controllare che siano tornati dall'Esylium. "E' stato un allenamento eccezionale, è sempre bello confrontarmi con te" continuo decisa, entusiasta. "Vado a sistemarmi, i guerrieri dovrebbero tornare tra poco e potrebbero aver bisogno di noi guaritori". Ascolterò ciò che avrà eventualmente da dirmi e poi andrò nella mia stanza, saluterò eventualmente Lady Loren ma se non sarà lì, prenderò dei vestiti e andrò a lavarmi alle Terme.

  9. #3119
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Abbassa la voce, Gildas, fino a farla diventare quasi un sussurro ed intuisco che non vuole che qualcun altro senta le sue parole, a parte me. Non capisco, non voglio sentire … perché mi sta dicendo queste cose? E perché si sta confidando proprio con me? Lo guardo con un misto tra lo stupito e il confuso, nessuno mi ha mai confessato un suo segreto, soprattutto perché non ho mai raggiunto un simile livello di confidenza con chicchessia nè d’altra parte ho mai fatto troppo per ispirare fiducia in chi mi stava di fronte. Nessuno a parte Mirri.

    Asshai - 12 anni prima

    La ragazzina dai lunghi capelli scuri e setosi saliva le scale leggiadra e col sorriso sulle labbra, Lady Ada aveva chiesto di lei anche quel pomeriggio e, quando sua madre era scesa a chiamarla nella loro stanza, era stata così felice che le si era illuminato tutto il volto e negli occhi color nocciola si poteva leggere tutta la gioia che provava in quel momento.
    Era una brava ragazza, Mirri, dal cuore buono, forse troppo per trovarsi a suo agio in un mondo opulento, debordante di invidie e veleni, ma ancora era lontana dal rendersene conto.
    Bussò delicatamente alla porta e attese trepidante l’invito ad entrare che arrivò quasi subito. Adorava quella stanza, ci avrebbe passato le ore a toccare e provare ogni cosa, annusare i profumi, sognare davanti allo specchio, quante volte aveva sognato di dormire in quel letto soffice tra le delicate coperte di seta!
    Adamantia era lì ad aspettarla, seduta sul morbido tappeto color crema disteso sul pavimento freddo. Fuori c’era il sole ed era una bella giornata.
    “Che ne dici se usciamo?” – chiese la ragazza dai capelli corvini.
    “Mmmm, non so. Mia madre si arrabbierà” – Adamantia si guardava intorno timorosa che lei potesse comparire da un momento all’altro.
    “Ma non lo saprà mai, non se ne accorgerà nemmeno. Dai, andiamo, c’è un bel sole e tu sei sempre così pallida!” – con un gesto fulmineo le prese la mano e la tirò su, facendola alzare in piedi.
    Adamantia sorrise, prima timidamente, poi sempre più convinta di quello che stava per fare: non era poi così grave, sua madre probabilmente non l’avrebbe mai saputo occupata com’era nelle sue faccende.
    Si alzò sorridente, seguendo la giovane maga nel rigoglioso giardino sul retro e, nonostante all'inizio fosse ancora titubante, pian piano che il loro gioco a rincorrersi tra i cespugli si faceva sempre più divertente e spensierato, per qualche tempo di dimenticò della paura che, sfuggente come una serpe, non era scomparsa, ma si nascondeva infida tra le risate argentine.
    Il ritardo per la cena venne però notato da sua madre che la sorprese nel rientrare con le ginocchia sbucciate e il vestito con qualche macchia di foglie e terra qua e là.
    La sua figura alta e pallida troneggiava su di loro, la sua voce fredda, le gelò il sangue: "Tua madre ti sta aspettando, va da lei." - si rivolgeva a Mirri senza togliere lo sguardo da Adamantia, sapeva di non aver bisogno dello charme per farsi obbedire - "E chiedile perdono, sta per subire una dura punizione" - volse lo sguardo verso la giovane maga dai capelli scuri - "a causa tua"
    Mirri corse via spaventata verso le stanze della servitù, dopo aver lanciato un'occhiata che Adamantia non seppe come interpretare: dispiaciuta? Disperata? Pentita?
    “Mi sembrava di essere stata chiara, l'ultima volta.” - la voce tagliente di Illyria la riportò alla realtà.
    "Che succede qui? Adamantia ..." - suo padre comparve dalla stanza da pranzo, scuotendo la testa dopo aver visto le condizioni in cui era rientrata sua figlia.
    "Padre …" - provò a dire lei, ma Illyria la fermò.
    "Lascia stare tuo padre, ha di meglio da fare che guardarti frignare!” - i due signori di Asshai si guardarono negli occhi solo per un secondo, poi Azor scosse la testa in direzione di sua figlia: "Forse dovremmo lasciar stare, non è adatta, non ce la farà mai."
    "E cosa dovremmo fare? Per colpa sua non posso più avere l'erede maschio che avevamo sognato, dovrà ripagarci per tutto quello che ci ha tolto. Lo farai vero, Adamantia?"
    "E' inutile." - Azor girò i tacchi e sparì dalla loro vista, mentre gli occhi di Adamantia si riempivano di lacrime.
    "Smettila di frignare, non ne posso più di te. Forse ha ragione tuo padre, è tutto inutile con te? Dovremmo lasciar stare e farti prendere in moglie uno qualunque dei vecchi bavosi che ci circondano e chiedono la tua mano? No, non mi fermerò fino a quando non mi avrai ridato quello che mi hai fatto perdere."
    Adamantia abbassò la testa: "Io … mi comporterò bene. Non dovrai più …"
    "Eccellente mia cara, eccellente" - il pugnale comparve repentino nella sua mano destra.
    "No, ti prego, non farlo." - Adamantia fece due passi indietro, anche se sapeva che non sarebbe servito a niente.
    "Non pregarmi, Adamantia, non devi mai pregare nessuno: tienilo bene a mente."
    Si svegliò di colpo avvolta tra le setose lenzuola della sua stanza e d'istinto si guardò i polsi e le braccia, non c'era niente.
    "Sei sveglia?"
    La voce era quella di Mirri, si guardò in giro e la vide sollevarsi col busto, di fianco al suo letto, in viso aveva dei lividi. Annuì: "Tutto bene? Cos'ha fatto a tua madre?"
    La ragazza distolse lo sguardo e scosse la testa senza dire nulla, poi si sedette sul letto: "Andiamocene da qui, starai meglio senza di lei. Staremo meglio".
    Al gesto della maga Adamantia istintivamente si ritrasse, in fondo la loro natura era completamente differente, e, anche se la loro aura non era molto forte, subivano reciprocamente e senza volerlo l'una i poteri dell'altra. Andarsene, sarebbe stato bello, un sogno: rifarsi una vita, guadagnare la libertà di essere stessa, stare con chi voleva.
    Guardò Mirri e le sorrise annuendo: "Dobbiamo stare attente, lei non ci deve scoprire. Non venire più qui, comunicheremo in un altro modo, così non ci potrà fare più nulla."
    «Ho un problema che si chiama Nikah… è difficile da spiegare perché… ma ho questa… parte di me, se così vogliamo chiamarla, che si stacca da tutto e prende il controllo, mettendo me, Gildas, da parte.» Lo ascolto immobile, respirando appena per non far rumore, non so come reagire a queste sue parole: deriderlo? Prenderlo per pazzo? Eppure c'è qualcosa ... «a me piacciono questi abiti normali, a lui piacciono quelli colorati e da giullare. Perché lui è fondamentalmente questo: un pazzo omicida che si diverte a far del male e dall’egocentrismo così smisurato da parlare di sé in terza persona.»
    Un colpo sordo mi fa sobbalzare e sbattere le palpebre per la sopresa«ma ovviamente a te sembreranno solo alcuni dei miei tanti deliri, quindi ok… sono pazzo.»
    "Perchè mi stai dicendo queste cose? Io non ... voglio sapere niente. Cosa vuoi che faccia adesso? Che ti consoli? O che ti dica che andrà tutto bene? Niente andrà bene! E si, credo assolutamente che tu sia pazzo, Gildas." - è questo ciò che devo fare, non devo permettere a nessuno di avvicinarsi a me, di credere di potersi fidare - "Pazzo a raccontarmi queste cose. Posso usarle contro di te, raccontarlo a qualcuno. O farti rinchiudere in catene, devo solo decidere cosa farne delle tue confidenze e poi trarne un vantaggio per me. Non lo sai? E' questo quello che faccio per sopravvivere in questa giungla di bestie feroci."
    Ho i battiti accelerati, non riesco a tenere ferme le mani e continuo a tormentarmi l'unghia rotta.
    "L'hai detto a qualcun altro? La vecchia stregaccia ne era al corrente, vero? L'ho sentita chiamarti Nikah una volta, io stessa l'ho fatto, anche se non capivo cosa stavo facendo. Era naturalmente un modo per farti saltare i nervi e credo di averlo sbloccato in qualche modo." - ma che diavolo sto farneticando? - "L'allenamento, non eravamo noi due: stavo combattendo con lui?"
    Dovrei andarmene da qui, stare lontano da questo mostro, lasciare che ci pensi qualcun altro a lui, ma sono bloccata, quasi stregata da questo strano personaggio dai modi bizzarri, e per di più sono così vicina a scoprire il passato di mia madre, non posso mollare tutto ora, potrebbe non ricapitarmi più un'occasione simile.
    Uno strano pizzicore mi colpisce agli occhi facendomi ammiccare, ma che ... ? Mi volto d'istinto verso uno dei miei cloni e la vedo: l'intera serie dei libri della Storia di Vigryd.
    "Non pensarci nemmeno, non ti stavo facendo gli occhi dolci: una delle creature meravigliose in questa stanza, ovvero una me, ha trovato quello che stavamo cercando." - mi scosto dal tavolino sul quale eravamo poggiati per raggiungere lo scaffale dove si trova la raccolta. Afferro il primo dei quattro volumi e lo osservo, poi mi volto verso Gildas: "Cosa fate lì come una coppia di carciofi al mercato? Aiutatemi no, o è troppo disturbo?"
    So già che questa storia non finirà bene, anzi temo di essermi appena messa nei guai da sola, spero solo di riuscire a capire presto che nesso c'è tra Illyria e Astor Demonar.
    Devo trovare un modo per ... no, ma cosa mi metto a pensare.

    *Cloni- capacità di creare copie di se stesso immateriali, manovrate con la propria volontà.
    Esperto - 3 copie
    *l'uso dei cloni per due post consecutivi, per cui mi è stato concesso il permesso dai masters, è per puro scopo narrativo


  10. #3120
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