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  1. #3131
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Un urlo preoccupato mi distrae dal volto della mercenaria: proviene da Cassandra, che si precipita verso Vicent e, come naturale, nota immediatamente la ferita più vistosa del soldato. "Dov'è il piede, dobbiamo riattaccarglielo subito!", chiede quasi nel panico, mantenendo comunque il controllo della situazione, una capacità che l'ha sempre contraddistinta. <<Se l'è preso la reietta sopravvissuta a Franthalia, lo ha portato in regalo a Kalisi>>, le rispondo, impassibile. <<Ha imparato dal migliore>>, indico con la testa il Mietitore, che... pare essere svenuto. Sta respirando, vedo il ventre che si alza e si abbassa, però ha perso i sensi. Meglio, sarà più semplice occuparsi dell'arto amputato. <<Fortunatamente, non ci serve>>, rivolgo un ghigno a Cassandra e poi chiudo gli occhi, faccio un respiro profondo, e mi concentro per prelevare una minima quantità di energia vitale da ogni fibra del mio essere. La stanchezza è svanita, forse dovevo davvero riprendermi dall'allenamento, eppure ho combattuto in condizioni peggiori e non mi sono mai sentito tanto spossato... è strano, non c'è dubbio. Fatto sta che ora dovrei essere in grado di rigenerare dal nulla l'osso, la carne, nervi, arterie e vene che andranno a costituire il nuovo piede di Vicent. Dico "dovrei" perché... non ho mai fatto nulla del genere: ho riattaccato arti, quello sì, ma far ricrescere dal nulla un piede richiede un procedimento completamente diverso. Non bisogna ricollegare i nervi e i vasi sanguigni, non si deve solo rigenerare la carne, è necessario partire da ciò che è rimasto e plasmare la nuova sostanza in qualcosa che ha creato in origine la natura. Non solo, deve essere anche identico all'altro arto, sia per una questione estetica, sia per praticità: un piede leggermente più piccolo, o con una pianta diversa, o ancora con le dita più lunghe potrebbe causare problemi di equilibrio che a loro volta renderebbero più complicato il combattimento. No, non c'è spazio neanche per il più minimo errore. Gli Dei hanno sorriso al Mietitore, è un bene che sia stato menomato adesso e non a Franthalia, perché con le mie abilità da guaritore di allora non credo che sarei stato in grado di occuparmi di una ferita tanto grave. Bene, iniziamo: sfilo lo stivale dell'armatura e con le palpebre ancora serrate porto le mani, ormai illuminate dalla luce azzurrina della cura, sul piede sano del ragazzo e lo tasto, tocco ogni lembo di pelle e ne memorizzo la struttura, la lunghezza delle dita, la conformazione delle ossa sotto la pelle. Grazie a queste informazioni creo un'immagine mentale del nuovo piede e la visualizzo davanti ai miei occhi, senza aprirli, in modo da non essere né influenzato, né distratto da immagini esterne. Poi la luce si intensifica, il debole azzurro si tramuta in un fiero blu da cui scaturiscono innumerevoli scintille, ed è quello il segnale: sposto le mani dal piede di Vicent all'osso scoperto, da cui cominciano immediatamente a ricrescere i muscoli che sono stati amputati dalla lama di Daphne. Carne e sangue avvolgono il bianco, prima lentamente, poi con sempre più foga, come se tanti piccoli pezzi di un puzzle riuscissero a incastrarsi perfettamente da soli, generati grazie al mio potere. Procedo in questo modo, senza mai aprire gli occhi, fino a quando non avrò terminato il lavoro. <<Svegliatelo, devo controllare se può muovere il piede>>, ordinerò infine, dopo un altro, profondo respiro.

    Difesa e recupero: Maestro - Rigenerazione
    Rigenera ferite di entità grave o mortale
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  2. #3132
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Buio, calore ed infine una voce. Mi sento chiamare per nome mentre qualcuno mi scuote la spalla e, nonostante non voglia aprire le palpebre, è un viso seguito dal suo nome a destarmi. Elwing. Apro gli occhi di scatto, con il cuore che mi batte a mille, e di riflesso mi tasto la gola che l’arciera reietta ha colpito nel corso della battaglia. Dei, ma che mi prende…? Perché sento di avere i sensi di colpa per aver semplicemente fatto il mio dovere? Forse... Forse sono ancora scosso per la battaglia. Sì. Deve essere questo. Mi rilasso, lasciando la testa poggiata sulle ginocchia di Cassandra, a cui sorrido, sereno, per tranquillizzarla e farle capire che sto bene nonostante mi senta un po’ spossato. <<Grazie Agatha>>, dico poi alla serva ed inspirando profondamente cerco di scostarmi, delicatamente, da Cassandra per potermi mettere seduto. Fisso non poco perplesso i piedi che vedo esserci entrambi e, inarcando un sopracciglio, domando al trio, <<Non ci sto vedendo doppio, vero…?>>, mentre li conto per sicurezza. Quando però mi rendo conto di non stare sognando provo a muoverlo, fissando intensamente le dita del piede che, passati un paio di secondi, vedo muoversi con un piccolo scatto. Chiudo gli occhi ed espirando mi lascio scappare un sospiro di sollievo: sapere di aver scampato il rischio di rimanere menomato è confortante. Guardo Aiden e gli sorrido grato di avermi salvato la pelle per la seconda volta qui alla torre, poi, mentre l’uomo mi controlla che i movimenti siano regolari getto un’occhiata a Nymeria per assicurarmi che stia bene. Sembra di sì, meno male. <<Vi ringrazio per le cure, Comandante, ed anche voi, Idra…>>. Esclamo assumendo un tono formale data la presenza della donna. <<Esattamente cosa ho riferito mentre venivo>>, ricomposto, <<curato?>>. Domando con titubanza e bevo un paio di sorsi d’acqua dal bicchiere che la serva mi porge: spero solo di non aver insultato nessuno ma dopo due amputazioni ed uno scudo elettrico da maestro subito in maniera consecutiva credo di aver avuto qualche minuto di delirio. Comunque attenderò in silenzio una risposta e, per controllare che sia davvero tutto apposto, cercherò anche di mettermi in piedi lentamente aiutandomi con il muro.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 3rd February 2016 alle 00:18



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  3. #3133
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Non penso di essermi mai concentrato tanto come oggi per usare la Rigenerazione: è come se mi fossi completamente estraniato dal mondo che mi circonda, per qualche minuto la Torre, Cassandra, Agatha e Nymeria hanno smesso di esistere, tutto è stato sostituito da un vuoto in cui vi era spazio solo per me e la mia energia. Riapro gli occhi, rilassato, quando la voce del Mietitore raggiunge le mie orecchie. Ignoro la sua ridicola battuta e non sposto lo sguardo dal piede che ho appena rigenerato, in attesa che provi a muoverlo, e quando è ormai chiaro che il nuovo arto sia pienamente funzionante mi lascio sfuggire un mezzo sorriso. I ringraziamenti non tardano ad arrivare, a cui rispondo impassibile con una piccola provocazione. <<Siete stato fortunato che si trattava del piede, e non della testa>>, gli dico usando il suo stesso tono formale, dovuto probabilmente alla presenza dell'altra guerriera e della servitù. Fatico ancora a credere che Daphne sia riuscita a conciarlo così male, era una ragazzina stupida, ingenua, riuscii a impressionarla senza troppa difficoltà coi miei piccoli giochi di magia... in che cosa si è trasformata? In un soldato capace di sconfiggere il Mietitore? Com'è possibile, mi chiedo? D'altronde Vicent non ha alcun motivo di mentire, non è semplicemente nella sua natura e se fosse successo qualcos'altro in campo lo ammetterebbe senza problemi. Che stia tentando di proteggere Nymeria? Magari la donna si è lanciata in attacchi spericolati e il ragazzo è stato costretto a difenderla, trascurando in questo modo gli altri avversari. Mi rifiuto di credere che la banda di scapestrati al soldo di Targaryus sia in grado di sconfiggere un soldato che è stato addestrato per tutta la sua vita. <<Esattamente cosa ho riferito mentre venivo curato?>>, chiede infine Dreth, confermando in questo modo il fatto che si trovasse in uno stato confusionario. <<Mi avete riferito che l'Elysium è stato conquistato dai ribelli e che la sconfitta è esclusivamente colpa vostra, perché non siete stato in grado di affrontare ad armi pari Daphne Baratheon>>, comincio a rispondergli citando passo per passo quello che mi ha detto. <<Poi mi avete comunicato la presenza di mio fratello in campo, dicendo che vi ha rivolto un cenno e... un'altra cosa strana>>. Mi rialzo in piedi, tentando di nascondere i piccoli brividi di freddo provocati dalla brezza notturna. Dovrei andare ad indossare una maglia. <<Avete detto che ha un occhio rosso, come Deirdre dell'Ovest. Un'allucinazione, probabilmente, ma è comunque un fatto... curioso>>. Mi domando se l'abbia visto anche Nymeria, perché nel caso... non sarebbe affatto uno scherzo dell'immaginazione. Ometto la frase di Daphne, è una cosa tra me e lei, un capitolo aperto tanti anni fa e che ora sembra intenzionata a chiudere il prima possibile.
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  4. #3134
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Lentamente mi rimetto in piedi ma non ho molto equilibrio dunque sono costretto a reggermi contro la parete per evitare di cadere addosso a qualcuno. Mentre il Comandante parla mi sento vagamente osservato, ed è proprio con le sue risposte che il senso di colpa per non essere stato in grado di riportare una vittoria riaffiora con prepotenza nella mia testa. Stringo la mano a pugno e, evitando di guardare i presenti, annuisco per confermare ciò che ho riferito mentre ero in stato confusionale: ho sbagliato io, avrei dovuto curarmi e concentrare i miei attacchi sulla seconda ribelle in campo piuttosto che affrontare la Baratheon. Questa sconfitta… Brucia. Brucia più che mai. <<Poi mi avete comunicato la presenza di mio fratello in campo, dicendo che vi ha rivolto un cenno e... Un'altra cosa strana. Avete detto che ha un occhio rosso, come Deirdre dell'Ovest. Un'allucinazione, probabilmente, ma è comunque un fatto... Curioso>>, getto un’occhiata al Comandante ed aggrottando le sopracciglia scuoto la testa per lasciare intendere che non sono sicuro sia stata la mia immaginazione. <<In battaglia oltre che attacchi da più di un avversario ho subito danni ingenti: amputazione della mano, recisione dei legamenti alle gambe, una freccia in gola, due scosse elettriche della Baratheon, che a giudicare dalle dimensioni dello scudo dovrebbe essere un elfo maestro, e per ultima l’amputazione al piede. Forse non ero lucido, nonostante io abbia una discreta sopportazione al dolore devo aver perso molto sangue, ma, ancora adesso, ho l’immagine di vostro fratello che si sfila la benda per permettermi di vedere il viso... E quell’occhio… c’è>>. Cerco di muovere il piede controllando se ho stabilità prima di poggiarlo interamente a terra. <<Sono costernato per la sconfitta…>>. Deglutisco e distogliendo lo sguardo dal Comandante lo punto verso lo stivale che recupero facendo leva sulla gamba buona. <<Se non c’è altro, chiedo il permesso di congedarmi. Hydra, Comandante>>, faccio un lieve inchino e restando fermo al mio posto attendo direttive. Se non ci sarà altro, allora ordinerò ad un servo di portarmi un cambio d'abito pulito e andrò alle terme per potermi rinfrescare. Questa puzza d’idromele mi sta mettendo la nausea.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 4th February 2016 alle 00:47



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  5. #3135
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Lentamente, grazie al calore, l’inchiostro nascosto inizia a mostrarsi di un rosso intenso, carminio. Spalanco occhi e bocca per la sorpresa e senza badare a leggere, inizio a ricopiare tutto ciò che compare. Mi rendo conto di dovermi sbrigare quando noto le lettere annerirsi vistosamente per poi svanire assorbite dalla carta. Dannazione, devo sbrigarmi! Lancio una veloce occhiata ad Adamantia e nel farlo sento gli occhi pungermi e farmi male assieme alla testa subito dopo. Perché non fa come me? Che le prende adesso? «Lasciami risolvere un problemino, prima di cominciare» spero sia davvero così e che non scappi a gambe levate proprio ora che siamo così vicini. Non posso badare a lei e torno a concentrami sul testo da ricopiare anche se la tentazione di vedere che sta facendo è piuttosto forte… non vorrei ritrovarmi con un pugnale conficcato nella schiena. Non voglio ripetere la stessa esperienza. Velocemente e senza badare alle sbavature ricopio ogni cosa compaia su quei fogli, ogni singola parola viene ricopiata… e varie volte mi capita di trovare un nome assurdo tra quelle parole. Chi è? Sento i tacchi di Adamantia arrivare vicino a me ma tengo lo sguardo sui fogli «allora, Gildas, dove eravamo rimasti?» le indico con la testa la fiamma sulla mia mano che vedo lentamente affievolirsi, segno che il mio potere sta scemando. Maledizione, devo sbrigarmi. In fretta e senza più badare a quel nome ricopio ogni cosa fin quando non noto una seconda fiamma illuminare le carte. Adamantia ha finalmente capito e si mette anche lei all’opera «per gli dei, sta funzionando» sollevo soddisfatto un labbro in sua direzione e senza osservarla aggiungo «visto che le mie idee non sono così strampalate?». Terminata la copiatura inizio a impilare le dieci pagine seguendo l’ordine in cui le ho strappate. Per Raiden, quando Kirat deve nascondere una cosa ci si mette davvero d’impegno. Mi si stanno incrociando gli occhi a forza di ricopiare e impilare. Ma ancora una volta quel nome assurdo mi ronza in testa sovrastando per un attimo le risate di Nikah. Chi è questa terza persona? Quando anche Adamantia ha finito, la vedo spegnere la sua fiamma e sistemare anche lei i fogli seguendo il mio schema e, una volta terminati, li prendo dalle sue mani sistemandoli coi miei e iniziando a leggere quanto scritto. Però, devo ammettere che ha una bella grafia, me la immaginavo pomposa e storta. Sgrano gli occhi per lo stupore e guardo alternativamente lei e i fogli tra le mie mani. COSA DIAMINE HO APPENA LETTO? Non può essere, rileggo una seconda volta tutte le pagine… non immaginavo tutto questo. «Wow… davvero notevole… e tu ti lamentavi che nella mia famiglia non ce ne fosse uno sano?» dico guardandola e inarcando un sopracciglio. Deglutisco… ammetto di essere schifato anche da quella parte. Ma da mio padre… avrei potuto aspettarmelo. Terminato di leggere e appurato che quanto ho scritto è l’assoluta verità, passo i fogli alla ragazza indicandole la sedia prima di iniziare «credo sia meglio che tu ti segga…»

    *Azioni di Adamantia concordate con Polliciotta


  6. #3136
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Il Mietitore scuote la testa. Lo squadro, da capo a piedi, mentre mi elenca tutti gli attacchi che ha subito durante la battaglia: amputazioni, tagli, folgorazioni... ma che diamine è successo all'Elysium? Non ho neanche il tempo di processare tutti i danni che ha subito perché immediatamente dopo suggerisce di aver visto Daphne utilizzare uno scudo di Fulmine potente quanto quello di una maestra. Possibile? Possibile che sia diventata tanto forte? A giudicare dalle condizioni in cui versavano Vicent e Nymeria, direi di sì. <<Forse non ero lucido, nonostante io abbia una discreta sopportazione al dolore devo aver perso molto sangue, ma, ancora adesso, ho l’immagine di vostro fratello che si sfila la benda per permettermi di vedere il viso... E quell’occhio… c’è>>. Sostengo il suo sguardo, che sembra sincero come sempre, senza preoccuparmi troppo di nascondere il profondo fastidio che sto provando. È forse anche questo un messaggio? Dopo la frase apocalittica della Baratheon, Valerius si è sentito escluso? Voleva confermare i nostri sospetti sulla sua identità? Pensavo che quel cane di un Leithien lo avesse informato del favore, anzi, ho pure sospettato che fossero in combutta. Questa storia dell'occhio... è curiosa, certo, ma non è il problema principale. Il fatto che stiano diventando coraggiosi: questo mi preoccupa. Ma forse... forse è giusto così. Sono stanco di combattere, sono stanco di difendere qualcosa che non è mai stato e non dovrebbe essere neanche mio. Eppure... devo farlo. Dio, che debolezza, che disgusto. <<Permesso accordato>>, sputo le parole con più rabbia di quella che volessi mostrare e mi allontano dal gruppo, dirigendomi verso la mia stanza. Afferro una veste a caso, qualche asciugamano, e... li getto contro il muro, per poi tirare un calcio al cassettone. Quasi non sento il dolore da quanto sto stringendo i denti. Questa ira... è nuova per me, è una sensazione completamente sconosciuta. O meglio... era lì, ma sono sempre riuscito a controllarla, tranne rare eccezioni. Quando ho scoperto della fuga di Esperin, o alle terme, con Gildas... in quei momenti non mi riconoscevo, ma, appunto, si è sempre trattato di momenti. Pochi secondi di pura, selvaggia rabbia, che finivo col controllare senza troppi problemi. Ora... ora è un'emozione costante. Non è l'unica che provo, posso vivere normalmente, ma... è sempre lì, in attesa, pronta ad essere liberata come un animale in gabbia che riesce a spezzare le sbarre. A quanto pare, nonostante l'impegno di mia madre, sotto sotto... sono umano anche io. Raccolgo ciò che ho gettato e scendo alle terme, dove, sorpresa delle sorprese, vi ritrovo Vicent Dreth che decide di regalarmi uno spogliarello privato. Sembra che stia litigando con l'armatura, deve essere ancora un po' acciaccato. Ma non ho voglia di giocare. <<Bene, sei qui>>, esclamo per rendere nota la mia presenza, mentre mi avvio verso il bordo della vasca. <<Approfittiamone per parlare. Ci sono degli sviluppi, come avrai notato, che potrebbero compromettere la nostra alleanza>>. Tolgo i pantaloni e li esamino: vi sono varie gocce di sangue sulla stoffa, e puzzano di idromele come le prostitute del mio bordello. Li pongo in un angolo. <<Valerius Urthadar combatte per Kalisi, vuole reclamare il titolo che gli spetta, e credo lo abbia già fatto>>. Ormai nudo, mi immergo nell'acqua bollente. <<Ho motivo di credere che abbia ottenuto la fedeltà di mio cugino>>... o che lo abbia eliminato. Ma non voglio pensarci. Preferisco che mi abbia tradito, piuttosto di vederlo morto. Termino così il mio discorso, troncandolo a metà, perché sono curioso di sentire quello che ha da dire. La soluzione del problema è palese, e gliela rivelerò se non ci arriverà da solo, ma... il Lord di Aeglos potrebbe sorprendermi.

    Azioni di Vicent concordate
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  7. #3137
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Il Comandante mi dà il permesso di congedo usando però un tono risentito, che esprime tutta la rabbia e l’astio che sta provando in questo istante. E lo comprendo perché so che è solo colpa mia, ho deluso tutti riportando questa sconfitta. Do le spalle agli altri presenti ed attraverso i corridoi della torre per potermi dirigere alle terme. Qui, lasciandomi sfuggire un sospiro amaro, cerco di svestirmi ma mio malgrado vedo che l’elettricità ha compromesso parecchie parti dell’armatura quindi svestirmi richiede più tempo del previsto… Pazienza… Qualcosa che in questo istante non sento minimamente di avere. Più ripenso alla battaglia infatti, più mi rendo conto che sento la rabbia crescere dentro di me: la Baratheon avrebbe potuto tranquillamente uccidermi, ma non l’ha fatto, e con quel “io non uccido, io non sono come voi” ha volutamente asserito che ha deciso di risparmiarmi perché non si ritiene un’assassina a sangue freddo - anche se Alistair Urthadar sono certo che affermerebbe il contrario - e questo è umiliante. Parecchio. Un rumore di passi mi mette in allarme, smetto di tergiversare sui miei pensieri e tenendo l’armatura me la assicuro al corpo per evitare che scivoli a terra… Non che siano rimaste molte persone qui alla torre che non mi abbiano visto nudo ma… Vorrei evitare. <<Bene, sei qui>>, è solo Aiden. Mi tranquillizzo e con un pugno ben assestato ad una cinghia mi libero finalmente dell’armatura restando così con gli abiti… Carbonizzati. Questi sono da buttare. <<Approfittiamone per parlare>>. Annuisco ed intanto infilo la mano destra sotto la cotta per sfilare la lettera di Drako Kalisi che però trovo ridotta in cenere. Avrei dovuto conservarla meglio. Dannazione. <<Ci sono degli sviluppi, come avrai notato, che potrebbero compromettere la nostra alleanza>>. Stizzito dall’amara scoperta strappo gli abiti che indosso e, gettandoli a terra, rimango nudo a fissare l’Urthadar. L’argomento è serio, stiamo conversando del futuro dei nostri casati, quindi ostento un’espressione fredda ed ascolto attentamente ciò che dice. <<Valerius Urthadar combatte per Kalisi, vuole reclamare il titolo che gli spetta, e credo lo abbia già fatto>>. Scatenare una guerra civile a Capo Tempesta, una mossa perfettamente prevedibile che probabilmente è stata appoggiata da Esperin Raeghar ed il suo esercito composto di soldati Leithien… Non mi sarei aspettato nulla di meno scaltro da Valerius Urthadar. Ulfric Dreth ne parlava molto bene, è stato praticamente l’unico degli Urthadar per cui ha nutrito un forte rispetto e, non a caso, c’era l’intenzione di stipulare un’alleanza con il casato che solo la presunta morte dell’uomo ha annullato. E’ una situazione… Delicata. <<Ho motivo di credere che abbia ottenuto la fedeltà di mio cugino>>, conclude senza dire altro ed io, per evitare di mostrare compassione con lo sguardo, abbasso il mio verso l’acqua. Quest’ultimo particolare aggrava tutto, per Aiden è emotivamente devastante vedersi tradito da Petyr… Quel ragazzo è quasi come un figlio per lui. Una morsa mi stringe il petto, perché so cosa si prova, ci sono passato con Gray, ci sto passando con Caligus, ma nonostante ciò mi sforzo di non mostrare questa debolezza ed usando un tono autoritario parlo alluomo guardandolo negli occhi. <<Correggimi pure se sbaglio. La guerra non è ancora terminata, ci sono ben altri due campi di battaglia da combattere, e a Valerius Urthadar per acquistare “il merito” agli occhi dei nobili di Capo Tempesta di reclamare il titolo di Lord servirebbe, come minimo, la vittoria dei Reietti in questa guerra. O, altrimenti, ci sarebbe la soluzione più drastica, ovvero ucciderti…>>, sostengo il suo sguardo e dopo qualche secondo aggiungo, <<in quel caso, però, si troverebbe a fronteggiare anche i tuoi sostenitori…>>. Afferro dell’acqua in una mano e per lenire almeno di un po’ il calore che sto avvertendo in questo momento vi creo dei piccoli cubetti di ghiaccio che passo dietro la nuca.

    Distruzione - Morsa di ghiaccio: L'incantatore ha la capacità di concentrare la propria energia nel palmo di una mano e congelare ciò con il quale viene a contatto; (Allievo) Congela un unico arto a contatto, causandone la paralisi e lievi danni da congelamento.
    <<Tra cui l’esercito dei Dreth>>. Smetto di giocare con il ghiaccio ed inarcando un sopracciglio continuo a parlare dicendo, <<questo perché non vedo come le ultime novità possano in qualche modo compromettere la nostra alleanza, a meno che tu non abbia il dubbio che io, Vicent Dreth, possa revocare la parola data per sostenere Valerius Urthadar>>. Piego le labbra in una smorfia di disappunto, se è stato questo il suo pensiero allora si vede che non mi conosce affatto. <<E’ davvero questo il tuo timore, Aiden?>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 5th February 2016 alle 19:34



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  8. #3138
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    A volte mi manca il Vicent ingenuo, manipolabile, quel ragazzino che avrei potuto mandare a morire, con le parole giuste e suonando la sua stessa musica. Altre volte invece mi rendo conto che quel Vicent mi sarebbe inutile, e che ora come ora ho bisogno dell'uomo che mi trovo davanti adesso, solo ed esclusivamente di lui: un soldato che danza quando vuole, come vuole, se lo vuole. Meno influenzabile, ma al tempo stesso più utile. È un equilibrio precario, difficile da mantenere, che però funziona. Ed è questo che conta. <<Correggimi pure se sbaglio. La guerra non è ancora terminata, ci sono ben altri due campi di battaglia da combattere, e a Valerius Urthadar per acquistare “il merito” agli occhi dei nobili di Capo Tempesta di reclamare il titolo di Lord servirebbe, come minimo, la vittoria dei Reietti in questa guerra>>. La base del ragionamento è sbagliata, ma la conclusione è giusta. D'altronde il Mietitore non conosce i potenti di Capo Tempesta quanto il sottoscritto, com'è naturale che sia, e non può comprendere cosa significhi comandare un nido di vipere. <<O, altrimenti, ci sarebbe la soluzione più drastica, ovvero ucciderti… in quel caso, però, si troverebbe a fronteggiare anche i tuoi sostenitori…>>, non lascio le sue pupille, consentendogli di ottenere l'attenzione che sta cercando, <<tra cui l’esercito dei Dreth>>. Ed è questa frase che mi porta a domandarmi se ho davvero svolto un lavoro tanto ottimo con il ragazzo, se ho plasmato la sua mente come creta fresca, conversazione dopo conversazione, bisbiglio dopo bisbiglio, assoggettandolo al mio volere; o se ho davvero creato un nuovo Vicent, più acuto, più furbo, un Vicent che sa dove risiedono i suoi interessi e che ha imparato a scendere a patti coi demoni, pur di salvaguardare la sua santità. Che ha imparato a soffocare la sua luce con tenebre che forse non comprende appieno. Rivedo me, in lui; mia madre, in me stesso. Non so come mi sento. Non so cosa dovrei provare. <<Questo perché non vedo come le ultime novità possano in qualche modo compromettere la nostra alleanza, a meno che tu non abbia il dubbio che io, Vicent Dreth, possa revocare la parola data per sostenere Valerius Urthadar. E’ davvero questo il tuo timore, Aiden?>>. Chiudo gli occhi e mi immergo nell'acqua bollente, alla ricerca di un calore che non sento dentro di me. Il sapore della provocazione mi invade la bocca, ed è dolce, dolcissimo, zenzero e cannella che danzano sulla lingua: è inebriante, delizioso come il miele. Talmente forte da sembrare vero. Era quello il tuo timore, Aiden? Ma da quando provi paura? Quando hai smesso di essere te stesso? Riemergo dall'acqua, sistemandomi i capelli: devo cogliere il guanto di sfida. <<No, Vicent, non ne dubitavo. Ho perso molte certezze, negli ultimi giorni, ma il tuo onore è una delle poche che mi rimangono>>. Non è un complimento, non gli ho mai nascosto che considero la legalità di soldato il suo peggior difetto, ma almeno in questo caso mi risulterà utile. <<Hai ragione nel dire che i reietti devono vincere la guerra per dare credito a Valerius, ma ti sbagli se consideri che la vittoria servirà a legittimarlo agli occhi dei nobili di Capo Tempesta. Sai>>, piego il collo, a destra e a sinistra, cercando di distendere i muscoli, <<spesso i sudditi sono molto simili a coloro che li comandano. Ho trattato, in passato, con signori di Aeglos, e mi sono sempre trovato davanti persone rispettabili, onorevoli, forse un po' ingenue. La Terra delle Sirene? Popolata da gente fedele, stomachevolmente fedele, ma coraggiosa, fiera. Capo Tempesta? È un covo di serpi. Egoiste, ambiziose, veementi. Ti ricordano qualcuno?>>. Gli sorrido, non è necessario che risponda a questa domanda retorica. <<Ai nobili del Tuono non importa se chi li comanda è il vero erede. Voglio solo più potere, più ricchezze, e, quando le hanno ottenute, non desiderano altro che proteggerle. Ciò potrebbe sembrare un mio vantaggio, ma non è così: se io non sarò più in grado di proteggerli, se mio cugino tirerà i fili giusti, correranno da Valerius>>. E mio fratello ne è perfettamente cosciente. Vuole cambiare la situazione, so che vuole farlo, è quasi morto per i suoi ideali e una tale convinzione non se ne va tanto facilmente: ma sa anche che la corruzione di Capo Tempesta è un'arma che può sfruttare a suo favore. È un Urthadar, dopotutto. <<Perdonami, sto divagando. Il succo è questo: se la guerra verrà vinta da Targaryus, moriremo entrambi. Ma se vinceremo noi, o Kalisi, la guerra civile a Capo Tempesta potrebbe continuare anche quando verranno posate le armi nel regno. Non so quali saranno le mosse di mio fratello: è un estraneo, non lo conosco, non so che carattere abbia. Potrebbe arrendersi dopo la nostra vittoria, eliminando il problema alla radice, ma mi baso su quello che farei io al suo posto, e la risposta è che continuerei a combattere, nella sua posizione. Il problema è che anche se io mi arrendessi a lui, non è da escludere che emerga qualche altro pretendente, spinto dalla forza degli eserciti piuttosto che del sangue, pronto ad approfittare della confusione. Ed ora entri in gioco tu>>. Cerco di incatenare il mio sguardo al suo. È importante che comprenda ciò che sto per dirgli, per quanto strano potrà sembrargli. <<Qualunque cosa succeda, Capo Tempesta deve rimanere nelle mani della mia famiglia. Nelle mie, in quelle di Valerius, in quelle di Petyr: non mi interessa. Voglio che le truppe dei Dreth marcino a est verso i domini del Tuono e facciano strage di chiunque osi tentare di conquistare ciò che non gli appartiene. Altre casate, altri lord... chiunque. Se lo faranno, godrai del favore di chiunque governerà da Castello del Tuono, e perciò l'alleanza che abbiamo stretto continuerà ad esistere anche senza di me come Lord>>. È molto da digerire, perciò, se vorrà chiarimenti, glieli fornirò senza problemi. Ma se mi chiederà il motivo di questa proposta... non gli risponderò. Perché è personale, troppo personale per essere condivisa, e non capirebbe. Fatico a capirlo anche io, spesso.
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Dopo una breve ma esauriente spiegazione dell’indole dei nobili di Capo Tempesta, mi rivela il suo scetticismo circa la resa di Valerius Urthadar al termine di questa guerra ed incatenando quello sguardo gelido, privo di espressività, al mio mi propone un nuovo accordo: <<Qualunque cosa succeda, Capo Tempesta deve rimanere nelle mani della mia famiglia. Nelle mie, in quelle di Valerius, in quelle di Petyr: non mi interessa. Voglio che le truppe dei Dreth marcino a est verso i domini del Tuono e facciano strage di chiunque osi tentare di conquistare ciò che non gli appartiene. Altre casate, altri lord... Chiunque. Se lo faranno, godrai del favore di chiunque governerà da Castello del Tuono, e perciò l'alleanza che abbiamo stretto continuerà ad esistere anche senza di me come Lord>>. Stringo il ghiaccio che ho in mano fino a frantumarlo ed inspirando, profondamente, cerco di metabolizzare le parole dell’Urthadar che - stranamente - non sembrano nascondere alcun inganno, anzi. E’ una soluzione semplice che vede le truppe dei Dreth fuori da questa faida familiare, e che comunque garantisce un’alleanza tra due dei casati più illustri nel Regno. Dreth ed Urthadar uniti, di nuovo, proprio come avrebbe voluto il fu Ulfric Dreth che invece ha visto fallire anno dopo anno ogni tentativo di appianare i contrasti tra le nostre famiglie. <<E’ tutto chiaro>>, esclamo con voce sicura mentre guardo Aiden e, giusto per assicurarmi che sia la mia immaginazione a giocarmi brutti scherzi, stringo la mano destra a pugno conficcando le unghia nel palmo fino a quando non sento dolore. Allora è vero. <<Ed anche se non comprendo il motivo di questa scelta>>, ha di fatto asserito l’intenzione di cedere la carica di Lord a chiunque sia un Urthadar, ed è qualcosa che da lui non mi sarei mai aspettato, <<non ho nulla da aggiungere. Come ho già detto voglio solo che Winterhold sia sicura e che la mia gente possa vivere in pace quando questa guerra sarà finita>>. Abbasso lo sguardo ed immergendomi in acqua fino al collo continuo a parlare. <<Comunque, tre giorni fa ho dato l’ordine ai miei consiglieri più fidati di redigere i documenti con cui stipulare l’alleanza tra i nostri casati. Dovrebbero essere arrivati qui alla torre proprio mentre ero in battaglia…>>. Chiamo Theon che, dopo un breve scambio di battute, mi conferma siano giunte delle missive da Aeglos. Gettando un’occhiata ad Aiden gli dico <<perdonate l’attesa...>> e poi fissando Theon do l’ordine a quest’ultimo di andare a prenderle nella mia stanza e di portarle qui. Attendo un paio di minuti così da dare al servo il tempo materiale di congedarsi e fare le scale e quando sono certo che io e Aiden siamo nuovamente soli getto il capo all’indietro e chiudendo gli occhi esclamo, <<forse non l’ho detto perché ero sotto shock, o almeno te non ne hai accennato, ma so perché la Baratheon ci odia>>. Faccio una piccola pausa per poter immergere la testa così da lavare i capelli, poi, risalendo in superficie, strizzo via con una mano l’acqua in eccesso ed intanto dico ad Aiden, <<il fratello, pare, sia morto a causa dei nostri giochi, perché secondo lei siamo solo assassini a sangue freddo. Mi ha inoltre detto di porgerti i suoi saluti, oltre a lanciare una velata minaccia verso di te…>>. Cerco il suo sguardo e con serietà lo allarmo al riguardo, perché, per la prima volta, sono sinceramente preoccupato per la sua incolumità. E' un alleato, in fondo. <<Ti chiedo di non sottovalutarla, Aiden, per nessuna ragione: è pericolosa, è per lei che ho visto la morte in faccia su quel campo di battaglia ed è stata sempre Baratheon la causa principale della nostra disfatta all’Elysium>>. Mi interrompo, piuttosto bruscamente, perché sento qualcuno avvicinarsi ed è infatti Theon a varcare la soglia. Esco dalla vasca, dato che ormai sono più che pulito, e legando un asciugamano attorno alla vita mi avvicino al servo che mi porge le missive. Le controllo, una ad una, e solo quando sono sicuro di aver trovato i documenti per l’alleanza dico a Theon di portarli direttamente nelle stanze del Comandante. Di nuovo l’uomo lascia la stanza, allora io, guardando Aiden, pongo una domanda strana per cui non riesco a trovare una risposta, o almeno non da solo. <<Rispondimi con la massima sincerità. Secondo te, io, sono davvero un assassino a sangue freddo? Uccidere un nemico, in un campo di battaglia, può fare di una persona un mostro…?>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 6th February 2016 alle 00:08



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  10. #3140
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Assurdo, una nemica ha rubato il piede di Vicent... lo mangerà? Certo che Sir Gordon è in buona compagnia, questa guerra sta facendo uscire di testa troppa gente. Osservo con attenzione la rigenerazione di Aiden, è eccezionale il livello cui è giunto, far ricrescere un arto da una ferita è una cosa che solo un maestro può fare. Sorrido a entrambi quando se ne vanno, così mi rivolgo a Nymeria, in effetti sono stata troppo emotiva, anche lei deve aver passato una battaglia tremenda. "Nymeria stai bene o hai bisogno di altre cure? Se vuoi posso accompagnarti in infermeria, così ti stendi un po' sul letto" le dico gentile. Se vorrà farò ciò che ho detto, comunque manderò un servo a chiamare Lantis, non sarà facile affrontare questa sconfitta... ora Efrem e Drako hanno entrambi un vantaggi su di noi. Alzo gli occhi all'orizzonte: nuvole scure che prevedono tempesta.

 

 

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