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  1. #3151
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Riapro gli occhi di scatto, con il respiro pesante. Credo di aver avuto un incubo, e, Dei, da quel poco che ricordo sembrava davvero tremendo. Poso la mano destra sul viso per massaggiarmi le tempie ma qualcosa di freddo mi cade sulle palpebre, e mi serve qualche istante per ricordarmi di cosa si tratti: la collanina a forma di cuore, quella che ho trovato nella tasca dei pantaloni prima di addormentarmi. A proposito... ma che ore sono? Quanto ho dormito? Mi giro verso la finestra illudendomi di trovare nel cielo il sole già alto ma tutto ciò che vedo sono solo le prime luci dell'alba, che cominciano a rischiarare il cielo scuro della notte. Avrò riposato sì e no un'ora, forse due, assolutamente non abbastanza per recuperare la lunga serie di notti insonni, ma... mi conosco, non riuscirei a tornare a dormire adesso. È fuori discussione. E poi... c'è quel ricordo, quel pensiero che continua a ronzarmi nella testa e che speravo sparisse al mio risveglio, ma evidentemente non sono più così bravo a reprimere i miei desideri come un tempo. Mi siedo sul letto e faccio scorrere tra le mani il filo del pendente, tra l'indice e il medio, tra il medio e l'anulare, tra l'anulare e il mignolo per poi farlo cadere nell'altra mano e così via, fino a quando la pelle non comincia a fare male. Ho già preso la mia decisione, per quanto assurda possa sembrarmi sono ormai convinto che è necessario incontrarla, però c'è qualcosa che mi blocca: non la chiamerei paura, ma il fatto è che ho sempre avuto difficoltà a rapportarmi col passato. Il presente, quello lo so gestire; il futuro, è più arduo controllarlo, ma sono in grado di sfruttarlo e trarne il massimo beneficio. Ma il passato? Non posso fare nulla per cambiarlo. Tutta l'intelligenza, la furbizia e il potere del mondo non possono permettermi di controllare ciò che mi sono lasciato alle spalle. Valerius è passato, Alistair, mio padre, mia madre, lei: problemi che mi sono portato sulle spalle come zavorre per tutto questo tempo e che ora stanno tornando a perseguitarmi. E... dannazione, Aiden, è proprio per questo motivo che devi agire. Mi alzo e vado verso il cassettone, da cui prendo un paio di pantaloni neri in condizioni migliori di questi e li indosso, valuto se è il caso di cambiare anche la maglietta azzurra ma mentre esamino gli altri capi d'abbigliamento che possiedo mi rendo conto che non me ne frega davvero nulla. Infilo la collanina nella tasca ed esco in giardino, dove mi fermo a osservare la statua di Margarete per qualche secondo, forse un minuto, che dedico anche a me stesso per raccogliere e organizzare i pensieri. Poi sfioro il Glados, che grazie al mio tocco si risveglia emanando la solita luce azzurrina. Proprio mentre sto per pronunciare la formula vedo con la coda dell'occhio Vicent e Cassandra in sala da pranzo: mi volto verso di loro e sorrido, sicuramente hanno notato il portale illuminato. <<Rem tene, verba sequentur>>, dico a voce alta, in modo che riescano a sentirmi e sappiano dove sto andando. Li saluto con un cenno ed entro nel Glados.

    Our wills and fates do so contrary run

  2. #3152
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Gildas brucia i fogli dove la scomoda verità che abbiamo scoperto in un modo così assurdo è scritta nero su bianco: nessuno dovrà venirne a conoscenza e spero che quell'oscenità di Nikah sappia tenere la bocca chiusa.
    Sto osservando le fiamme verdi che sprigionano dal braciere, mentre lui risponde serio alla mia domanda: «non ho idea di quando uscirà di nuovo… per il momento ho solo…fitte piuttosto forti, ma nessun altra cosa.»


    Nessun'altra cosa? Cos'altro gli provoca questo essere, dovrei preoccuparmi sul serio? Ascolta quello che diciamo, in silenzio, nascondendosi in qualche modo e non vorrei usasse queste informazioni e le spiattellasse in giro a mio sfavore, potrei incavolarmi di brutto.
    «dobbiamo studiare un piano e direi di farlo alla svelta, non possiamo perdere altro tempo … mio padre non confesserà né si arrenderà senza combattere e potrebbe far fuori mio zio senza ripensamenti. Ma non scapperà… tua madre forse potrebbe essere il problema.»


    Ho sempre sperato che mia madre sparisse senza lasciare traccia, ma adesso sarebbe un vero disastro: "Dobbiamo smascherarli senza far trapelare niente, non devono sospettare che noi sappiamo." - sono seria, il mio tono di voce è grave, potrei ottenere molto da questa scoperta, ma, se non riesco a tenere tutto sotto silenzio, potrei compromettere tutto quello che ho costruito. E' una situazione difficile.
    "Vado a riporre la nostra scoperta." - guardo fuori e vedo un timido raggio di sole arancione dalla finestra - "I guerrieri saranno tornati? Meglio prepararsi in caso dovessimo fare a breve la riunione. Avremo tempo dopo per definire meglio il piano, l'importante è che nessuno dei due sospetti nulla, così non avremo problemi di fughe improvvise."



    Lascio quindi Gildas che mi saluta e resta in biblioteca assorto nei suoi pensieri - magari riuscirà a tirare fuori un piano decente - ed esco dalla stanza passando davanti all'armeria dove un Alagos a torso nudo sta seduto a gambe incrociate e completamente immobile.



    "Sta dormendo o è morto?" - sussurro a me stessa sghignazzando.
    Scendo velocemente le scale e rientro in camera, liberandomi subito di quel peso che mi sto portando addosso, letteralmente. Tiro fuori la scatola dove conservo i gioielli che mi ha regalato Twyn e sistemo tutto là dentro premurandomi di nasconderla bene ad occhi indiscreti. Lo sguardo cade anche sul cofanetto dove ripongo la collana di nonna Alycent, senza pensarci troppo lo apro e tiro fuori il gioiello ammirandone le sfumature della pietra preziosa alla luce del sole arancione. Lo indosso e mi metto a letto, credo che riposerò per un'oretta.



  3. #3153
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Sistema i disegni con cura, un giorno vorrei che non dovesse più disegnare identikit ma una Dohaeris più bella e in pace. Mi gelo qualche istante quando Vicent mi chiede degli accadimenti a "Gaearmir"... dimenticavo di aver mentito sul motivo della mia sparizione... non sono proprio una brava bugiarda, Myricae me lo diceva sempre da bambina. Sia io che Andreus non siamo proprio bravi a mentire. Abbasso gli occhi e poi stendo un sorriso nervoso... dovrei continuare nella finzione... ma appunto, sono proprio incapace. "Promettimi di non dirlo a nessuno ma... non mi sono recata a Gaearmir" dico con un tono di voce abbastanza basso così che possa sentirmi solo lui. Mi torturo le dita delle mani, in passato mi sarei sentita in colpa per questa che avrei visto come una mancanza... ma ora sono felice. Felice per come le cose con Andreus si sono sistemate. Lo riguardo con tutta la gioia negli occhi: "Ho incontrato Andreus... abbiamo parlato e finalmente ci siamo chiariti. Mi ha spiegato molte cose di quando ha lasciato Gaearmir e sulle azioni di nostro padre... mi ha detto che intenzione di risolvere anche con lui... ci siamo anche abbracciati". Ed è stato bello stare lì come un volta, a discutere e parlare come fratelli, dimenticandoci questa guerra fuori le mura. E' stato così straziante lasciarlo andare, ritornare qui... ma dovevo farlo, ho i miei amici, ho intenzione di aiutare Gildas ed Aiden... ho intenzione di stare a fianco di Vicent che starà ancora male per la sua famiglia. Ora che la mia è riunita... mi illudo in realtà. Il mio sorriso si spegne d'un tratto. "Jubert potrebbe scacciarlo... potrebbero non appianare mai i loro diverbi" dico mormorando. Mi sono fatta prendere dall'entusiasmo e non ho pensato che potrebbe andare tutto a rotoli. Fisso i fogli da disegno di Vicent... un'idea. Serro la mascella, sono determinata. Sarà una leggenda, ma le leggende sono la voce degli dei. "Vicent... prestami un foglio bianco e il carboncino... aiutami a fare una cosa" gli dico determinata. I Siamesi non ignoreranno la mia preghiera... è un'usanza di Gaearmir, antica quanto la sua fondazione. E io sono una figlia del mare, non possono non confidare in questo.

  4. #3154
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon


    Non so da quanto tempo sono in questa posizione, mi sento comunque più calmo, più leggero, meno oppresso da me stesso.
    Un timido raggio di sole mi colpisce in piena fronte, lo sento più freddo del solito, ma non ha ancora perso il suo caratteristico tepore. Vorrei riaprire gli occhi,ma ...non ora...non ancora...sto ripercorrendo con gli occhi della mente gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ciò che è accaduto in questi brevi giorni...ciò che potrebbe succedere da ora in poi, è tutto così confuso, nebbioso eppure è proprio tra queste mie nebbie che devo trovare una via.... Padre, Miriel...Loren...tante cose, tante insinuazioni ma...quale sarà la verità?
    Ricordo che mi assentai recandomi da da mio padre come richiesto dalla sua missiva, sapevo che quel giorno mi stava aspettando presso il castello di Zio Vjetar, è li che di solito si tengono le riunioni segrete nelle profondità delle sue fondamenta, alla presenza dei capi del Cerchio di Ferro. Di solito era mio zio a dare il benvenuto a suo nipote, soprattutto in queste circostanze, ma quella volta il mio benvenuto nei suoi confronti non sarebbe stato troppo sereno. Ciò che il figlio di Astor Demonar mi ha detto alle terme quando ci siamo trovati li per puro caso e ci siamo scontrati be, non so ancora se sia verità o menzogna, ma le sue parole hanno riecheggiato alte tra quelle pareti infangando il nome della mia famiglia e di mio zio, ma non sono sicuro che le sue parole siano state completamente false, forse le sue non erano solo parole di un pazzo. Devo accertarmene quanto prima, anche se probabilmente mio padre senza prove non starà ad ascoltarmi, è troppo legato a suo fratello per potergli rivelare una verità tanto scomoda...

    ---------------------------------

    Castello d'Avorio

    Cammino lungo il viale d’ingresso scivolando tra le colonne che ne delimitano il perimetro, poco distante lo zampillo dell’acqua che sgorga chiara e limpida da una sorgente sotterranea alimentando le due fontane che, come silenziosi guardiani, si ergono a custodi dell’ingresso del palazzo, mi accoglie. Raggiungo le ampie porte intarsiate d’avorio, ne spingo appena il battente, battente che cede sotto la mia spinta, chiaro segno che è aperto in attesa di qualcuno e, poi ne varco la soglia ed il famigliare calore del posto mi avvolge, nonostante i colori freddi che dipingono le pareti di questa dimora. Subito dopo il mio ingresso odo dei passi, passi lenti ma decisi che scendono la grande scalinata,ecco quindi che mi si fa incontro l’austera figura di mio padre abbigliato con i chiari colori del nostro casato, oltre a lui però, scorgo una seconda figura,in alto in cima alla scalinata,quella figura mi osserva, è mia sorella Miriel. Tra di noi vi è solo un fugace scambio di sguardi, la vedo muoversi mentre le candide vesti che l’avvolgono scivolano leggere in un fruscio, la sua mano si posa sulla balaustra, china leggermente il capo in segno di saluto. Rispondo al suo gesto e nel mentre arriva mio padre, mi saluta con un abbraccio baciandomi sulla fronte, mi posa una mano sulla spalla ma ha un sorriso tirato, sa che dovrò scendere in battaglia e sa che potrei anche non tornare. Il suo saluto sembra più una benedizione che altro e la cosa mi fa molto piacere, mio padre è sempre stato poco incline a chiare manifestazioni d’affetto. Mi limito a sorridergli e a salutarlo con i dovuti titoli e convenevoli prima di seguirlo verso la torre ovest, la torre d’ingresso alla zona sotterranea del castello accessibile solo grazie ad una chiave, chiave che porta sempre al collo lui. Prima di lasciare la grande sala d’ingresso chiedo in un sussurro:
    << Padre, Lei non dovrebbe essere qui. >>
    Dico rammaricato riferendomi a Miriel mentre sento dei passi veloci riecheggiare sui bianchi marmi del pavimento per poi svanire.
    << Ha insistito. E poi ha detto che …voleva salutarti… >> la voce di mio padre è piuttosto tremula, è preoccupato, la sua voce lascia intendere di più dietro alla dura corazza.
    << Perché gli e lo hai detto? Non avresti dovuto >> Ribatto secco.
    << Alagos…è tua sorella, in fondo dovrai scendere in battaglia , sa che rischierai la vita, non avrà poi molte occasioni per salutarti…>>
    Lo guardo serio: << Cosa intendi?>>
    << Chiedilo direttamente a lei dopo la riunione, dobbiamo discutere di cose importanti.>>
    Per me lei è una cosa importante, è per lei che combatto non solo per la Corona, se dovessimo perdere potrebbe accaderle di ogni ed io vorrei evitare questo, eppure …chiuso nel mio silenzio non posso rivelarlo a nessuno, nemmeno a mio padre.
    Scendiamo le anguste scale diretti nei sotterranei, attraversiamo finte pareti e porte camuffate da librerie fino a giungere proprio al piano delle prigioni, è li che vi è la stanza segreta del Cerchio di Ferro.
    Appena arriviamo, i cinque capi presenti si alzano dai seggi per poi risedersi ad un cenno di mio padre dopo un inchino…
    << Non è necessaria questa reverenza signori e…signore..non con me almeno…>> aggiungo frettolosamente saettando con lo sguardo dapprima su tre uomini piuttosto corpulenti e barbuti per poi finire sui volti di due donne abbigliate in vesti di pelle. L’una ha i capelli color lattuga e due occhi simili a zaffiri, blu, profondi e tristi, l’altra ha invece il viso attraversato da una sottile cicatrice, corti capelli color fragola e vispi occhi verdi, sono tutti e cinque elementi importanti e sono a capo delle cinque masse di rivoltosi che bramano vendetta verso la famiglia Demonar.
    Prendo posto a capo tavola accanto a mio padre, so che zio Vjetar per mia fortuna non c’è, quindi poi potrò intrattenermi liberamente con mio padre e rivelargli i miei dubbi.
    Iniziamo la riunione e qui, vengo a sapere che la spia mandata nel castello di Astor è stata smascherata e barbaramente uccisa..a queste parole la rabbia cresce. Conoscevo quella donna, conoscevo la sua sete di vendetta, conoscevo la sua indole…che siate maledetti Demonar! Un’altra vita sterminata, eppure lei ha avuto coraggio…un coraggio che dovrei avere anche io. Ascolto le parole di mio padre mentre penso.
    Prima di finire male per mano dei Demonar la ragazza ha avuto modo di rivelare delle cose piuttosto macabre sui piani di Astor, nulla di diverso da ciò che mi aspettavo da tale famiglia nata dagli inferi…il mio casato non ha mai dimenticato…scopro quindi di un intenzione di attentato ai danni della nobile famiglia Dreth, nel Nord di Dohaeris, stringo volontariamente i pugni, Vicent si fida di Gildas eppure il padre di quest’ultimo sta attentando alla vita della sua famiglia…potrei riferirgli ciò, ma con che faccia di bronzo potrei presentarmi al suo cospetto?
    Non si fida di me, è amico di Gildas, non crederà mai alle mie parole, senza contare che svelerei le trame segrete della mia famiglia e, non posso rischiare, troppe persone verrebbero coinvolte …dannazione!
    Seguono quindi le voci degli altri capi, una su tutte quella di Kayler, l’uomo con la vistosa benda sul braccio e la lunga barba; egli rivela del fiume di sangue che scorre su Vygrid, delle teste dei minatori tagliati a metà e appesi come monito a chiunque decida di ribellarsi al dominio Demonar, sui corpi dei morti a caratteri cubitali campeggiavano cartelli con le diciture “ Ribelle” oppure “ Reietto” , gente innocente, colpevole di non assecondare un cognome ed un regno. Altre notizie importanti al momento non sono giunte, stanno ancora raccogliendo informazioni e il tempo stringe, così come la guerra che sta dividendo Dohaeris martoriando i suoi territori. Sospiro pesantemente.
    << Create scompiglio nell’ombra, piazzate qualche carica vicino agli eserciti di Astor Demonar…non abbiate pietà per i suoi soldati, dimezzate i suoi eserciti per quanto sia possibile rischiando il meno possibile per voi, loro hanno tradito Vygrid e servono il nemico, loro non avranno pietà di voi>>
    Impartisco qualche ordine, rilascio informazioni di cui sono venuto in possesso, organizzo qualche ronda e poi così come iniziata la riunione finisce, dopo il saluto:
    << Mi spezzerò ma non mi piegherò>> il motto del mio casato è divenuto un po’ anche il motto della rivolta.
    Dobbiamo fare qualcosa, troppa gente continua a morire inutilmente per mano dei Demonar e tanta ancora ne morirà se non riuscirò a fermarli anche a costo della vita se necessario, questa gente rischia per me ed io, rischierò per loro. Sempre. Fino alla fine.
    Non appena tutti si dileguano, resto solo con mio padre:
    << Padre, vorrei parlarti di una cosa di cui sono venuto a conoscenza…>>
    << Anche io figlio mio. Siediti, lascia parlare me per primo >> mi ordina ed io seppur con fastidio assecondo il suo comando. Annuisco e prendo posto.
    << Alagos, so che il condividere lo stesso tetto con un Demonar è una cosa che non condividi, ma che fai per il bene della nostra famiglia e per il tuo regno…>> lo osservo con occhi seri mentre noto che si accarezza la folta barba.
    << Perché invece di vedere Gildas Demonar come nemico, non ti sforzi di essergli invece amico e portarlo dalla nostra parte? Sarebbe un bello smacco per Astor…>> sgrano gli occhi incredulo, mio padre mi sta chiedendo di diventare amico di quel…coso… tutto colorato? Giammai!
    E poi anche se provassi, non accetterebbe mai la vicinanza di un Fanon, soprattutto se ciò che ha detto su mio zio è verità. Ed io sarei il primo ad odiarlo qualora le cose fossero vere...
    << Padre, tradirei il mio casato, hai dimenticato ciò che i Demonar ci hanno fatto ? Ed è proprio di tale Gildas Demonar che volevo parlarti, una cosa che riguarda lui e tuo fratello Vjetar… >>


    ---------------------------------


    Ritorno al presente, con la mente ancor proiettata al discorso che feci a mio padre quel giorno, un discorso ancora aperto, da verificare.
    Solo di una cosa però sono sicuro, una cosa che da allora è divenuta un eco sempre più insistente...
    << Non diventerò mai suo amico. Non tradirò la mia gente>>
    Riapro finalmente gli occhi e mi rialzo dalla mia posizione, le ginocchia scricchiolano, hanno bisogno di movimento.
    E' ora di esercitarsi un pò e poi andrò a cercare Gildas....




    - Flash 1 di 3
    - Le notizie che Alagos ha avuto dal Cerchio di Ferro, sono concordate con Simskingdom.


    - Se riesco metto qualche foto, ma non garantisco.











    Ultima modifica di DELTAG; 11th February 2016 alle 19:05

  5. #3155
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    «Dobbiamo smascherarli senza far trapelare niente, non devono sospettare che noi sappiamo.»
    la voce di Adamantia risuona rabbiosa, minacciosa quasi e la guardo serio. Mi piace questa sua determinazione, le servirà quando avremo un piano concreto su che fare con Astor e Illyria. Annuisco in silenzio alle sue parole e mi siedo al tavolo a pensare a qualcosa di utile, abbiamo queste informazioni dalla nostra parte. Mio padre non sospetta nulla altrimenti avrebbe ucciso Kirat anni fa. Sospiro nervosamente iniziando a tormentarmi un labbro con le dita mentre Adamantia si volta verso di me «vado a riporre la nostra scoperta.» annuisco e poi guardo anche io fuori, è l’alba… Vicent sarà già tornato? «I guerrieri saranno tornati? Meglio prepararsi in caso dovessimo fare a breve la riunione. Avremo tempo dopo per definire meglio il piano, l'importante è che nessuno dei due sospetti nulla, così non avremo problemi di fughe improvvise.» dovrei andare alla ricerca di Vicent, ma con che faccia mi presento? Non so se voglio renderlo partecipe anche di questo problema… Nikah, così come la mia storia e il casino dei Fanon è già abbastanza per lui… per loro. Continuo a osservare i libri della storia di Vygrid studiandoli ancora una volta, li so a memoria ma mi illudo di poterci ricavare qualcosa da questi scritti. Saluto Adamantia quasi senza rendermene conto e resto con la mano a mezz’aria mentre continuo a leggere «dannazione!» dico a denti stretti sbattendo un pugno sul tavolo. Ho bisogno di calmarmi prima di dare fuoco alla biblioteca. Mi massaggio le tempie mentre anche Nikah si mette in mezzo scalpitando e ridendo come un idiota “che cosa carina abbiamo scoperto oggi, eh Gildas? Sarebbe un peccato se Nikah scrivesse una lettera a papino, no? Ihihihihihih” NO. Non ti permetterò di fare una cosa simile. Il dolore si fa più forte e poso la testa sul tavolo inspirando tra i denti mentre sento i muscoli del viso contrarsi in spasmi «oh… e chi fermerà Nikah? Tu, Gildas?» sibilo all’idiota che continua a scalciare per togliermi dal controllo. “Fammi uscire!” prego caro, tutto tuo. È presto ancora. I dolori si fanno più acuti fino a sparire lentamente e inspiro tra i denti stringendoli fino a farmi male. Rilasso le braccia accasciandomi col corpo sul tavolo. Non ce la faccio più… non ce la faccio più. “E questo è solo l’inizio.” Sussurra lui nel mio orecchio. Mi alzo di scatto chiudendo tutti e quattro i libri e dopo averli riposti nel rispettivo scaffale esco dalla biblioteca. Devo cercare Vicent, ho bisogno di distrarmi e sapere l’esito di questa battaglia. Ma arrivato vicino all’armeria scorgo l’idiota a petto nudo mentre prende a calci l’aria… che patetico. Richiamo a me la mia spada che compare nella mia mano in una lingua di fuoco che si attorciglia sulla mia mano fino a darne consistenza e quando vedo la sua lama, lascio che questa fiamma si colori di una luce verdognola mentre la avvolge. Quando è totalmente ricoperta da fiammelle che vorticano velocemente la lancio mirando al centro della schiena del Fanon, proprio dove ha quel simpatico tatuaggio a forma di ali. «Come? Cosa? Devo uccidere tutti e scappare?» dico velocemente guardandomi attorno nel momento in cui si volterà. Sia che l’avrò colpito, sia no. Rido appena «scusa…» mi indico la testa roteando l’indice «le voci!» mantengo il sorriso mentre guardo la spada «mi passeresti la spada per favore?» chiedo fingendo indifferenza. Perché è così facile prendersi gioco di lui? Dei quanto è patetico…

    Chrysanta ---> Forma attiva



  6. #3156
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Cassandra non mi dà una conferma sulla presenza di Gildas in armeria, forse neanche lei sa dove si trova Gildas e questo desta in me più di qualche pensiero visto e considerato che Nikah sembra stia prendendo il controllo. La sento poi parlarmi, chiedermi di non dire nulla di ciò che sta per rivelarmi, mentre mi guarda torturandosi nervosamente le dita ed io annuisco per confermare la sua richiesta facendo segno con le dita di “avere la bocca cucita” fissandola negli occhi con un misto di curiosità e di preoccupazione. <<Ho incontrato Andreus... abbiamo parlato e finalmente ci siamo chiariti. Mi ha spiegato molte cose di quando ha lasciato Gaearmir e sulle azioni di nostro padre... mi ha detto che intenzione di risolvere anche con lui... ci siamo anche abbracciati>>. Mi sorride con dolcezza ma soprattutto con spensieratezza intanto che mi rivela la verità, le sorrido di rimando, rilassandomi completamente, perché sono contento per lei. <<E io che ti avevo detto?>>, domando a voce bassa salutando Aiden con un cenno del capo prima che attraversi il Glados. Le cose si stanno sistemando, anche se lentamente, ed è un bene… Andrà tutto per il meglio, ne sono certo. D’un tratto però il sorriso di Cassandra di spegne e la sento mormorare sconfortata il timore che Andreus non riesca a risolvere i contrasti con Lord Jubert. Ed in effetti Lord De Lagun è un uomo del Nord… E solo gli Dei sanno quanto sia difficile per noi mettere da parte la testardaggine! La guardo pensieroso, vorrei poter fare o anche semplicemente dire qualcosa ma...Mi sembra tutto sbagliato e... Fuori luogo. Dannazione. Per fortuna è la stessa ragazza a prendermi in contropiede e dire sicura di sé: <<Vicent... Prestami un foglio bianco e il carboncino... Aiutami a fare una cosa>>. Forse ha un’idea anche se non ho ben inteso quale dovrebbe essere il mio ruolo... <<Certo, ma... Che dovrei fare?>>, domando un po’ incerto, guardandola negli occhi, ed intanto le passo il foglio bianco ed il carboncino.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 13th February 2016 alle 20:35



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  7. #3157
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon


    Nel mondo ci sono tre grandi suoni che amo particolarmente, il rumore della pioggia, il soffio del vento che soffia sferzando il bosco e l’andirivieni delle onde su una spiaggia…sto calciando un invisibile nemico, sto fendendo il vento, e questo sibilo leggero non è mai stato tanto piacevole, dietro di me odo un ticchettio come di passi, avverto un’energia crescere, mi volto e nel mentre vedo una lama arroventata saettare velocemente verso di me..ca**o!

    «Come? Cosa? Devo uccidere tutti e scappare?»
    <<Gildas, dovevo aspettarmelo! Pensi al diavolo ed ecco chi spunta!>> esordisco in sua direzione infastidito dal suo comportamento, mentre faccio un balzo all'indietro così da evitare il colpo del pazzo, ma non sono molto pronto, infatti la lama della sua spada avvolta dalle sue infernali fiamme, mi colpisce di striscio nella parte alta del braccio destro proprio mentre sto effettuando il salto, stringo i denti mentre osservo la spada cadere a terra, poco distante da me.
    «scusa… le voci!»»
    Una macchia rossa prende a pulsare e a formarsi sul braccio lasciando il segno mentre un leggero odore di pelle bruciata si propaga nell'aria, fisso i miei occhi colmi di risentimento per il suo gesto sul suo volto, volto sulla quale prende forma un sorriso, sembra diverso dal solito, ma comunque …per gli Siamesi, quando sorride è ancor più inquietante!
    «Mi passeresti la spada per favore?»
    Finge indifferenza, fa finta di non averlo fatto volontariamente, le tempie iniziano a pulsarmi, sintomo che la calma che avevo ritrovato poco fa se ne è già andata…

    << Non mi dire che ti è scivolata casualmente di mano..>> biascico nervoso fissandolo indispettito, << ...perché non vieni a prendertela ?>>
    Esordisco acido scostandomi un po’ dalla posizione della spada invitandolo ad avvicinarsi con un gesto della mano prendendo una posizione di guardia, pronto a parare ogni suo eventuale colpo.
    Non ho voglia di usare armi e poteri, ho solo voglia di prenderlo a cazzotti in faccia…
    Ultima modifica di DELTAG; 12th February 2016 alle 16:42

  8. #3158
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Con il permesso di Vicent, inizio a scrivere sul foglio ciò che ho intenzione di affidare al mare. "A Gaearmir c'è un'antica leggenda, secondo cui bisogna esprimere un desiderio, scriverlo su un foglio da mettere poi in una bottiglia. Questa va affidata al mare, che la porterà agli spiriti degli antenati e agli dei affinchè il desiderio sia letto" dico mentre piego il foglio. Vado in dispensa e afferro una bottiglia vuota, faccio quel che il rito richiede. Sono in piedi con la bottiglia contenente il mio desiderio e sorrido a Vicent: "Se la bottiglia non torna indietro, allora il desiderio si avvererà... se invece, dovesse tornare a riva..." spiego facendomi triste "... allora gli spiriti hanno qualcos'altro in serbo per te". Resto per qualche istante in silenzio, lo guardo poi con la paura negli occhi: "Ho... ho timore che se dovessi ora andare alla spiaggia e lasciare la bottiglia al mare, questa possa ritornare. Ti prego... forse ti chiedo tanto ma... non voglio aspettare il responso da sola... vieni con me" gli chiedo con gentilezza. Non potrei farcela, ho bisogno di qualcuno che mi dia la forza per accettare una risposta negativa degli dei. Se Vicent accetterà di seguirmi, allora andremo al Glados e ci ritroveremo alla spiaggia, pronta per affidare il mio desiderio al fato.

  9. #3159
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Resto in attesa sbadigliando un paio di volte ma non accade quanto sperato e Coso si volta poco prima di venire colpito «Gildas, dovevo aspettarmelo! Pensi al diavolo ed ecco chi spunta!» ancora con questa tiritera di giochi di parole sul mio cognome. Dei. Che supplizio. Non so se sia peggio ascoltare sempre la stessa identica battuta, o le torture di papà giorno e notte, ogni giorno. Forse un po’ le rimpiango, almeno non dovrei sorbirmi questa cosa. Voltandosi l’uomo evita quasi del tutto la mia spada che lo va a colpire ad una spalla prima di finire per terra tintinnando mentre le ultime fiamme si spengono, mi appoggio allo stipite della porta notando l’uomo digrignare i denti mentre mi guarda e sollevo un sopracciglio. Per una bruciatura simile? Sbuffo e roteo gli occhi. L’uomo mi guarda indicando poi con lo sguardo la lama ormai spenta «non mi dire che ti è scivolata casualmente di mano…» mi dice nervoso, ma mi ha sentito? Perché dovrei dirgli che mi è caduta se poco fa ho detto che dovevo uccidere tutt… ah già. È un Fanon, non ha alcuna logica. «… perché non vieni a prendertela?» ma mi crede davvero così idiota? Si scosta dalla spada invitandomi ad avvicinarmi con una mano. «No, infatti non mi è scivolata. Te l'ho tirata di proposito.» dico alzando le spalle con noncuranza. Muovo appena la mano facendo così svanire la spada in una coltre sottile di fumo bianco. «Ritenta… sarai più fortunato.» sto per andare via quando un giochino simpatico mi balena in mente. Resto spaparanzato sulla porta portando le braccia dietro la testa e nel frattempo mi connetto al suo piccolo cervellino, non sarà difficile trovare un’entrata e al suo interno riverso tutto il mio potere che nella mia testa risuona come la risata di quel folle che mi divora la mente. Non appena il mio potere avrà fatto presa e i dolori derivanti da esso cominceranno il loro lavoro lo guarderò con un occhio aperto e uno chiuso prima di dire «visto che vuoi tanto colpirmi, perché non lo fai da solo?» battendomi pochi istanti dopo un dito sulla guancia. Voglio distrarmi, senza pensare a nulla, senza avere Nikah che mi ronza attorno. Nulla, solo io e la mia marionetta…

    Alterazione e illusione:
    Imposizione del dolore (Esperto) Genera forte dolore che pervade la testa del nemico: Emicrania fulminante, disorientamento e nausea


  10. #3160
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent Dreth

    Torre della mezzaluna

    Mentre scrive sopra il foglio qualcosa che non leggo volutamente per donarle un po’ di intimità la sento dire, <<A Gaearmir c'è un'antica leggenda, secondo cui bisogna esprimere un desiderio, scriverlo su un foglio da mettere poi in una bottiglia. Questa va affidata al mare, che la porterà agli spiriti degli antenati e agli dei affinché il desiderio sia letto>>. Annuisco sovrappensiero, complice la vicinanza di Winterhold con le loro terre conoscevo già quest’usanza, ma nonostante mi sforzi di ricordare non mi viene in mente la vicenda da cui trae origine. La ragazza mi lascia per un attimo da solo andando a prendere una bottiglia che al ritorno vedo contiene il suo desiderio, ed io mi alzo in piedi, avvicinandomi, ascoltandola con attenzione intanto che spiega, <<Se la bottiglia non torna indietro, allora il desiderio si avvererà... Se invece, dovesse tornare a riva... Allora gli spiriti hanno qualcos'altro in serbo per te>>. Mordo il labbro internamente e fisso quella bottiglia con uno sguardo dubbioso: speriamo che non torni indietro allora… Per lei. Per Andreus. Perché sicuramente quel foglio contiene un desiderio in cui centra il fratello. Gli occhi di Cassandra sono però puntati su di me, sollevo il viso e il fiato viene mano quando mi ritrovo ad osservare quelle iridi che mi scrutano con paura. Poche volte l’ho vista così… Insicura, e non so come comportarmi. <<Ho... ho timore che se dovessi ora andare alla spiaggia e lasciare la bottiglia al mare, questa possa ritornare. Ti prego... Forse ti chiedo tanto ma... Non voglio aspettare il responso da sola... Vieni con me>>. Cerco di poggiarle una mano sulla spalla, per tranquillizzarla e farle capire che ha il mio appoggio, e dico, <<certo, dammi giusto un minuto>>. Ordino a Theon il materiale in camera, al sicuro, e poi accennando un sorriso per farle forza la raggiungo fino al Glados che assieme a lei attraverso...

    Spiaggia di Gaearmir

    Ci ritroviamo così sulle spiagge di Gaearmir, alle nostre spalle il portale che dopo un breve attimo si spegne facendo svanire l’alone azzurro attorno a noi. Le luce è strana, bassa, nonostante sia mezzogiorno, getto una rapida occhiata al cielo rendendomi così conto solo ora delle nuvole che coprono i raggi del sole autunnali. Anche il mare, complice il cielo nuvoloso, è più scuro, ma calmo, piatto. La spiaggia è deserta, oltre che noi c’è solo qualche gabbiano che scorgo pescare volando a pelo d’acqua. Solo uno, forse perché sazio, se ne sta fermo a farsi dondolare dall’acqua e trasportare da questo vento che soffia debole. Il paesaggio è splendido, ma non sono abituato all’odore di salsedine. Faccio infatti una piccola smorfia che, complice la preoccupazione, camuffo rapidamente con un colpo di tosse prima di gettare un’occhiata seria a Cassandra. <<Andiamo…?>>, le porgo una mano, e poi torno ad osservare la riva. Se accetterà allora le stringerò appena, ma comunque in ogni caso mi avvicinerò all’acqua assieme a lei.

    Nota: Se devo aggiungere/modificare qualcosa nella descrizione della spiaggia dimmi pure, ho cercato di descriverla dal punto di vita di qualcuno che la vede per la prima volta. xD
    Ultima modifica di Damnedgirl; 13th February 2016 alle 22:27



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

 

 

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