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  1. #311
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    La reazione della donna è pressoché inaspettata e mi lascia pressoché stralunato. Mi aspettavo un paio di risate, qualche applauso o magari che mi dicesse solo “sì, sono stupida e non colgo certe cose al volo, grazie Nikah!” ma no. Nulla. Vuoto totale. «Pubblico difficile eh?» dico abbassando le due banane e grattandomi la testa con una di esse. D’improvviso la voce alterata della principessina riempie la sala con quei suoni striduli, qualcosa di rimandabile a una forchetta strisciata su un piatto. Orribile. «Basta Sir! La smetta, e cerchi di mostrare il rispetto ed il contegno consoni alla circostanza in cui si trova, alla casata a cui appartiene ed al titolo di cavaliere che le è stato attribuito» fa una breve pausa, forse per cambiare il piatto e prenderne uno migliore «Se siete qui per combattere al nostro fianco e per aiutarci siete il benvenuto, ovviamente dopo le doverose scuse alla vostra ex comandante e a Sir Dreth, altrimenti credo di poter parlare anche a nome di mio fratello il Principe se le dico che quella è la porta...» seguo il suo indice. Che bello, essiccato e con una cordicina sarebbe perfetto come collana. No. Basta Nikah. Alla principessa non è piaciuto il tuo spettacolo. Che si fa ora? Insieme a lei si aggiunge anche il neo comandante delle truppe «Sir, vi consiglio di allontanarvi da Cassandra e prendere posto a tavola. La battaglia ci ha provato e desideriamo cenare in pace» dice con un tono fin troppo pacato. Dopodiché noto una piccola scarica di energia farsi sempre più grande sul suo palmo «È un ordine» aggiunge infine mostrandomi il suo potere «uh!» esclamo attratto da quella massa informe di scariche. Quest’uomo è diventato molto più interessante di tutti presenti in questa sala. Credo di potermi divertire con lui. Che bello. Ho trovato finalmente un compagno di giochi. Sir Dreth è l’unico ad aver apprezzato lo spettacolo, lo vedo dalle spalle del comandante raccogliere una delle pesche che gli ho lanciato e posarla accanto al piatto prima di ordinare da bere. Quello sì che è un uomo che si sa divertire e che apprezza uno spettacolo alla vecchia maniera. Sarebbe uno spettatore eccellente, gli rivolgo un sorrisino compiaciuto seguito da un inchino teatrale facendo roteare leggermente la mano davanti alla testa. Al suo seguito anche l’altra donna parla dalla sua seggiola accanto alla principessa, cerca di dissuadere l’attenzione dei presenti sul cibo. Ma perché? Ora che stavo cominciando a divertirmi. Uffa. Basta ingrassare. Mi volto verso di loro guardando negli occhi la figlioletta del nostro re. Poverina. Con molta calma prendo a sbucciare uno dei due frutti e, con la stessa calma ne prendo un morso, il sapore pastoso e dolciastro della banana mi disgusta e faccio una leggera fatica nel masticarla e ingoiarla «principessa… se volevate anche voi una banana non dovevate far altro che chiedere eh!» dico con molta gentilezza appoggiando l’altro frutto sul tavolo, di fronte alla sua mano ancora posata sul legno. Mi volto infine verso il comandante che intanto non ha ancora abbassato la mano e continuando a puntare il suo potere verso di me «comandante, se davvero volete mostrarmi la vostra forza, vi pregherei di farlo in un’altra circostanza. Non davanti a queste donzelle magari, sembrate solo un pazzo così…»
    Paura. Una sensazione che ha da sempre accompagnato la mia vita e di cui anche la mia anima ne è pregna da far schifo. Quella sensazione divenuta ormai dolce e al tempo stesso una punizione ancora più dolorosa delle catene di mio padre. Sento irradiarsi dentro di me come una moltitudine di spilli ghiacciati. Mi reggo la testa afferrandomi i capelli con forza e mi inginocchio sulla fredda pietra del pavimento. Sì. Padre, continuate a punirmi. No. Basta. Smettetela. Anzi no. Continuate. Ho ucciso mia madre, mi merito questa punizione. Abbasso la testa poggiando le mani per terra. Il mio cuore palpita allo stesso ritmo della mia testa pulsante, come in una splendida e meravigliosa danza di terrore profonda soggezione. Spalanco gli occhi facendoli quasi uscire dalle orbite e un sorriso storto e strano si palesa sul mio volto sollevo la testa cercando la fonte e la noto, la donna dalle belle labbra, Lady Feralys mi sorride ma il suo volto dura poco perché la mia testa si volta automaticamente verso l’alto rivolta al soffitto e urlo. Un urlo di terrore, potente, un urlo liberatorio tanto da bruciarmi la gola e farmi comprimere i polmoni nel petto. Mi blocco per un solo istante e di nuovo un urlo più potente di prima sento la mia faccia andare in fiamme seguita a ruota dalla mia gola, il fiato si smorza e la mia testa si piega nuovamente in avanti sovrastata dai brividi che percorrono tutta la schiena. Padre. Punitemi…


  2. #312
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    La situazione è difficile da gestire, ma non impossibile. Non tutti però riescono a sopportare una tale tensione, finendo per intromettersi col mio operato: Dreth perdona il folle, definendo il suo gesto "simpatico" e risolvendo il tutto con una risata. Non lo capisco, non capisco come funziona la mente di quel ragazzo e non voglio nemmeno cimentarmi in un'impresa tanto inutile. Come pretende di guidare la sua casa, un giorno, senza una spina dorsale? Forse dovrei continuare il lavoro dei miei antenati, una volta terminata la guerra, ed estirpare il suo sangue da Dohaeris. Lady Waters invece ci invita a mangiare, deludendomi immensamente. Sta dimostrando di non avere la stoffa di una futura regina, di non avere le capacità per guidare una nazione. Ma d'altronde è la promessa di Lantis, avrei dovuto aspettarmelo... Digrigno i denti, nervoso e frustrato: se non fossi circondato da perfetti inetti il mio lavoro sarebbe molto più semplice.

    Il piacevole dolore delle scariche elettriche mi pervade ancora la mano quando sir Demonar sembra finalmente calmarsi. Non solo... a quanto pare ha apprezzato la mia piccola manifestazione di forza. Non è la reazione che desideravo, ma potrei sfruttare la sua... stravaganza a mio vantaggio. Osservo il giullare provocare ancora una volta la principessa: è sfacciato, tremendamente sfacciato. Mi piace. «Comandante, se davvero volete mostrarmi la vostra forza, vi pregherei di farlo in un’altra circostanza. Non davanti a queste donzelle magari, sembrate solo un pazzo così…», dice poi rivolgendosi a me. Gli sorrido, estinguendo nel frattempo il mio fulmine. <<Non preoccupatevi per le donzelle, sono abituate a ben altri spettacoli. Sarei comunque lieto di mostrarvi di cosa sono capace, e di scoprire le vostre abilità, in un'occasione più... appropriata>>, gli rispondo con un tono un po' più allegro, che non riesce a mascherare l'ilarità suscitatami dai suoi scherzi. Sto per invitarlo nuovamente a tavola, scostando una sedia, ma... una sensazione familiare mi ferma.

    Sento il battito del mio cuore accelerare, e avverto del sudore sulle mani. Il respiro si fa più pesante, come se mi trovassi sott'acqua e lottassi per ogni boccata d'aria. Tutto ciò è innaturale, provocato da un potere che conosco molto bene. Qualcuno in questa stanza si sta divertendo alle spese degli altri commensali. La mia abilità mi permettere di combattere in larga parte i suoi effetti, ma riesco già a vedere le conseguenze sugli altri: il viso di Cassandra si fa cupo, mentre Gildas si getta a terra e si lascia andare ad un urlo disperato, un urlo inquietante e spaventoso. Stringo lo schienale della sedia, cercando di lottare contro i ricordi che l'aura di tenebra vuole far riaffiorare. Passo lo sguardo sul viso di ogni persona presente nella stanza: Dreth non è uno stregone, quindi non è lui il responsabile; Cassandra ne sta subendo gli effetti, così come Gildas; la principessa... non è il tipo, non è il suo modo di agire; lady Waters, lady Feralys o Taras... Non riesco a trattenere una piccola risata: alla Torre vi sono più giocatori del previsto. Il responsabile di ciò, devo ammettere, ama osare forse più di me.

    Riporto lo sguardo su sir Demonar, ancora a terra. Afferro un bicchiere con la mano destra e lo riempio d'acqua, poi mi avvicino al giullare e, inginocchiandomi, poggio la mia mano sinistra sulla sua e lo invito a bere per riprendersi. <<Gildas, siete al sicuro, siete sotto la mia protezione>>. Non ho finito di analizzare questa nuova pedina, e non ho intenzione di perderla per colpa dei meandri più oscuri della sua mente. Non ancora.
    Poi alzo lo sguardo e mi concentro sull'ex comandante. <<Cassandra, è un malessere fittizio quello che senti. Stai bene, sei al sicuro, non hai fatto nulla di male. Cerca di riprenderti>>.
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  3. #313
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Ammetto di non avere avuto a che fare con molte persone folli nella mia vita, a palazzo non erano ovviamente gradite e fortunatamente nella mia famiglia non ce ne sono. Questo spiega probabilmente la mia incapacità di concepire i gesti e le parole che Sir Demonar proferisce nei minuti successivi al mio invito di smettere di comportarsi in quel modo inappropriato.
    Irrispettosamente, osa farsi beffe di me e del mio ordine, mangiando tranquillamente una delle due banane fissandomi insistentemente negli occhi, per poi offrirmi con tono ironico ed allusivo l'altra.



    Sollevo una mano, intenzionata a lanciare con la forza del pensiero il frutto nella sua direzione, dimenticando per un attimo le buone maniere che questo individuo sembra non aver mai conosciuto, quando una strana e fastidiosa sensazione mi blocca.
    Poggio nuovamente la mano sul tavolo, mantenendo saldamente il contatto con esso per timore che si tratti di un mancamento improvviso.



    Sento il mio corpo percorso come da brividi di freddo, ma non ne capisco la ragione. In pochi secondi noto la mia fronte imperlarsi di sudore, il respiro diventare affannato. E' agitazione, e disagio.
    I volti delle persone a me care cominciano ad affollarmi la mente.
    Penso alla delusione di Lantis quando scoprirà che abbiamo perso la prima battaglia, reagirà male, lo sento. Resterà deluso da noi, da me. Non sono mai stata all'altezza del cognome che porto, di sostituirlo quando è via, e lui lo sa. Come lo sa la mia septa, come lo sa chiunque in questa stanza.
    Penso a mio padre, a quando se ne andrà. Perchè è inutile continuare a sperare, lui non si salverà. Come mia madre, anche lui mi lascerà. E io sono così...impotente davanti a tutto questo.
    Penso a Drako, condannato a morte per tradimento e ormai lontano da me. Non lo rivedrò mai più, non sentirò più la sua dolce voce, non gioirò più...come una stupida ragazzina...dei modi gentili che mostrava con me. Lui morirà, Lantis morirà...io...morirò.



    No! Perchè sto pensando queste cose, perchè sto piagnucolando come una stupida, proprio adesso che dovrei essere forte?! Chiudo forte gli occhi, per scacciare via quei pensieri.
    Lantis sta bene e presto tornerà da me, Drako è riuscito a fuggire ed è vivo, grazie agli Dei. Mio padre guarirà...lo salveremo, ed in caso contrario giuro che lo vendicheremo. Stiamo bene, siamo al sicuro.
    Stringo le mani a pugno, ancora poggiata al tavolo, e sento il cuore battere forte.
    Forte come quando ho perso mia madre.
    Forte come quando ho saputo che mio padre era stato avvelenato.
    Forte come quando Drako è stato condannato a morte.
    Forte. Troppo forte per essere una reazione naturale. Troppo forte per scaturire dal gesto irrispettoso di un uomo qualunque di cui non mi importa più di tanto.
    Questi dubbi, queste ansie che ho nascosto in fondo al cuore, sono riaffiorate improvvisamente, senza un'apparente motivazione.
    Questa è magia, magia oscura. La perfetta contrapposizione al mio essere, al mio potere, la sento in tutta la sua forza ed in tutta la sua negatività. Ho visto gli effetti di questo potere sulle persone, mi è capitato vedere Lantis usarlo, pur non avendolo mai sperimentato. E'...atroce. Davvero atroce.
    Sollevo gli occhi, fissando i presenti.
    Cassandra è palesemente sconvolta, come anche Sir Demonar che si lascia andare addirittura ad un urlo straziante, mentre Sir Aiden cerca di aiutarli. Non era quindi forse un attacco diretto a me, ma a tutti, o quasi? Ma da chi? Potrebbe esserci qualche intruso che si sta divertendo alle nostre spalle? Siamo in pericolo?
    Il cuore continua a battermi all'impazzata, mentre lascio la presa dal tavolo e poggio una mano sul braccio di Lady Alinor al mio fianco, per sostenerla, non voglio che provi quello che sto provando io.
    <<Va tutto bene, siamo al sicuro>> dico a lei, ma con un tono abbastanza alto da farmi udire anche dagli altri.



    Attingo alla mia forza, alla mia anima, alla mia essenza. Respiro profondamente, inspirando ed espirando lentamente, calmando in questo modo l'affanno che mi attanaglia. Sento un forte senso di calma espandersi dal mio cuore, un senso di pace e calore mi avvolge, il cuore torna regolare, l'ansia svanisce. Tutto... tutto andrà bene, mi ripeto, e queste parole sembrano avere un senso, ora.
    Ora va meglio...si, va meglio.
    Ma no, non posso essere così egoista, non posso pensare solo al mio benessere quando i miei alleati stanno soffrendo. Perfino Sir Demonar, nonostante i suoi modi altamente discutibili, non merita di soffrire in questo modo. Voglio aiutarli, per quanto mi è possibile. E' per questo che lascio che la mia aura si espanda in tutta la stanza seppur purtroppo con minore intensità, avvolgendo i presenti in un caldo abbraccio confortante.



    Siamo al sicuro, e la guerra presto finirà. Lantis ci proteggerà, gli Dei ci proteggeranno e proteggeranno mio padre.
    E Drako tornerà da me, anche solo per dirmi addio.
    Ne sono certa.


    Aura di luce
    I maghi prendono vita dalla luce e per tale motivo vi hanno forte affinità. Questa caratteristica è associata alla positività ed al bene, ma non sono rari i casi in cui viene adoperata per scopi bassi, il tutto dipende dall’indole del mago. La loro presenza suscita di per sé una certa calma, ma sono in grado di amplificarla per sortire diversi effetti che cambiano a seconda del grado:
    • Esperto – Si avverte un profondo stato di rilassatezza e ci si sente propensi positivamente verso lui

  4. #314
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth


    Diplomazia, galanteria e lealtà.
    Questi sono i valori che mio padre mi ha insegnato imponendomi di seguirli, dimostrandomi una calma ed imparzialità che farebbero invidia a chiunque è presente in questa sala.
    La sua espressione fiera ed imperturbabile, i suoi modi impeccabili e gli interventi eseguiti nel momento più adatto.
    Ho imparato molto da lui ed ho cercato sempre di seguire la sua linea di condotta…
    Voglio renderlo fiero di me, dimostrargli che sono un Dreth e non solo per via del cognome che porto.
    Noto Ricciarda che si avvicina a me, ha un ampio sorriso stampato in volto quando sporgendosi fa per versarmi il vino; erroneamente (o forse no?) mi urta però una spalla con il seno, mi volto ed il mio sguardo cade sul punto. Resomi conto di quel che sto contemplando alzo di scatto gli occhi e la guardo imbarazzato, non so proprio cosa dirle, ma è la donna stessa a precedermi e scusandosi con un sorriso malizioso finisce di riempire il calice per poi andare all’interno della dispensa.
    Va bene... Facciamo finta di nulla.
    Cerco di non pensarci ed afferro il calice, bevendo un sorso, osservando nel mentre Sir Capelli Bizzarri che si congeda da me con un inchino teatrale. Intanto Lady Waters si porta in piedi, invitando tutti a mangiare e cercando di focalizzare la sua attenzione su quel banchetto diventato ormai gelido.
    Ma Sir Capelli Bizzarri non demorde: con un tono provocatorio si rivolge alla principessa offrendole perfino una... banana?
    Oh dei.
    Inghiotto il sorso di vino onde evitare che mi vada di traverso e lo osservo incredulo: è ufficiale quest’uomo non è folle… Ma è completamente suonato!
    Slitto con lo sguardo da lui alla principessa, e poi di nuovo dalla principessa a lui: se continua di questo passo la situazione finirà male.
    Molto male.
    Almeno il comandante Urthadar sembra tranquillizzarsi, fa sparire infatti il fulmine ed in tono divertito gli esclama la seguente frase: <<Non preoccupatevi per le donzelle, sono abituate a ben altri spettacoli. Sarei comunque lieto di mostrarvi di cosa sono capace, e di scoprire le vostre abilità, in un'occasione più... appropriata>>.
    Perlomeno il giullare non verrà elettrizzato, ora è solo da stabilire se Lady Esperin non gli scagli contro l'intero tavolo con la telecinesi.
    Afferro il calice di vino, giusto per sicurezza: non si sa mai...
    Non appena sto per berlo avverto c’è qualcosa che non va in me.
    La mano che lo sorregge prende infatti a tremare ed uno strano senso di angoscia mi attanaglia. Poso il calice provato, facendo una breve diagnosi delle mie condizioni: il respiro è affannato, sto sudando freddo ed avverto il cuore che accelera secondo dopo secondo.
    Un infarto? Ma com'è possibile? Ho solo diciotto anni! Eppure c'è qualcosa di strano... L'angoscia si tramuta in agonia e l'agonia in paura.



    Non riesco a reagire, non riesco a parlare.
    Socchiudo gli occhi cercando di respirare, afferrando la sedia con una mano che stringo forte, sempre più forte, finché non è un urlo disumano a scuotermi dalla mia immobilità.
    Giro la testa di scatto ed osservo impotente il giullare riverso a terra, espirando pesantemente e resistendo alla tentazione di gridare “Basta” quando lui urla nuovamente afferrandosi la testa tra le mani.



    Io non capisco… Cosa mi succede... Cosa gli sta accadendo?
    Mi faccio cupo in volto. Lotto scacciando via i ricordi che vogliono riaffiorare. Lotto rivolgendo un'occhiata preoccupata alla principessa che noto essere nella mia medesima condizione assieme a De Lagun!
    Non posso lasciarmi andare. Non così. Non davanti a lei.
    Mi stringo ancora più forte allo schienale, usando questa maledetta sedia come ancora per non sprofondare in quell'abisso di strazio ed agonia che vuole inglobarmi.
    Intanto Urthadar si è già prodigato ad aiutare il giullare ma non vedo ciò che fa, non sento ciò che dice.

    E' buio.
    Sono solo.
    Sento freddo, dannatamente freddo.
    ....
    No.
    Devo controllarmi.
    Devo riprendermi.

    <<Cassandra, è un malessere fittizio quello che senti>>, sento Urthadar parlare.
    Ma come fa? Come può saperlo?



    <<Stai bene, sei al sicuro, non hai fatto nulla di male. Cerca di riprenderti>>.
    Che diavolo va blaterando?
    Qui nessuno sta bene! Nessuno è al sicuro! E come esattamente pensa che possiamo riprenderci?!
    Illuminaci genio, andiamo!
    <<La fate semplice voi...>>, esclamo digrignando i denti.
    D’un tratto però avverto una sensazione contrastante, calma e rilassatezza mi infatti circondano in un abbraccio confortante, scontrandosi con le precedenti emozioni, annullandole del tutto.
    Sento i muscoli rilassarsi, la mente svuotarsi, ogni brutto ricordo sparire quando una voce afferma:

    <<Va tutto bene, siamo al sicuro>>

    E' Esperin a parlare, abbinando alle parole un'abilità che conosco fin troppo bene per via della mia natura di mago... Mia madre era solita usarla quando ero piccolo e piangevo come una dannato facendo esasperare tutta la servitù.
    Sorrido, spensierato, rivolgendo alla principessa un accenno di star bene: ottima mossa.

    D’istinto fisso lo sguardo sul giullare: tra tutti mi sembra quello più provato e se la principessa ha effettivamente usato l’aura di luce come penso, l'avrà distribuita in modo omogeneo su tutti i presenti... e dunque a Sir Demonar potrebbe non bastare per farlo riprendere.
    Devo agire.
    Mi avvicino all’uomo e chinandomi faccio per appoggiargli una mano sulla schiena, stabilendo in tal modo un contatto fisico tra me e lui; questo mi renderà più facile ciò che voglio fare.
    <<Aiden>>, lo osservo negli occhi sicuro <<Occupatevi degli altri, qui ci penso io>>.



    Detto questo ritorno sull’uomo e mi concentro.
    Nonostante i residui del malessere precedente faccio appello a tutte le mie forze, attingendo per la seconda volta in questa giornata alla mia aura da mago: attivandola la concentrerò prima sulla sua mente, facendolo tornare in sé - o almeno in ciò che si può definire "in sè" - per poi estenderla anche sul suo corpo.



    Aura di luce.

    I maghi prendono vita dalla luce e per tale motivo vi hanno forte affinità. Questa caratteristica è associata alla positività ed al bene, ma non sono rari i casi in cui viene adoperata per scopi bassi, il tutto dipende dall’indole del mago. La loro presenza suscita di per sé una certa calma, ma sono in grado di amplificarla per sortire diversi effetti che cambiano a seconda del grado:

    Esperto - Si avverte un profondo stato di rilassatezza e ci si sente propensi positivamente verso lui.

    Accostandomi dunque al suo orecchio gli sussurro quel che segue: <<Gildas, ascolta attentamente solo la mia voce... Nessuno ti farà del male. Credimi. Ora sei al sicuro, sei qui con noi alla residenza...>>.




    Ultima modifica di Damnedgirl; 10th January 2015 alle 22:03



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  5. #315
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    La sento, la vedo. La paura serpeggia nei loro occhi come un animale notturno, silenzioso e spaventoso. Ognuno di loro prova angoscia, chi più chi meno, li scruto uno per uno per vedere le loro reazioni. Il mio è stato un gioco, un gioco pericoloso forse, ma necessario. Adesso conosco un pò meglio i miei cosidetti alleati, so chi è forte e chi invece può soccombere se si forza un pò la mano.
    Quello che fa sir Demonar mi sconvolge, la sua reazione non è normale. Fa tanto il duro e poi ... eccolo lì, sul pavimento a strapparsi i capelli e ad urlare. E' come tutti gli altri, forse peggio.
    Balzo in piedi dalla sedia che finisce a terra, colta alla sprovvista da questa reazione spropositata, vedo il comandante e Dreth affannarsi intorno all'uomo, neanche stesse per morire. Che sarà mai, un piccolo giochetto innocente! Sir Demonar deve avere la mente piuttosto disturbata, ma d'altronde cosa ci si può aspettare da uno che lancia banane neanche fosse al cospetto di scimmie!
    I due uomini e la principessa sembrano quelli che hanno reagito meglio alla provocazione, interessante. Cassandra è rimasta in silenzio, ma la vedo ... le pupille dilatate e la fronte imperlata di sudore non mentono, spero si dia una bella lavata prima di cenare, semmai ne avesse ancora voglia!
    "Cosa sta succedendo? Comandante, come sta il nostro nuovo amico? Spero si riprenda."
    Adoro le riunioni in questa sala da pranzo, noi reali sappiamo sempre come divertirci.


  6. #316
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    L'aura di tenebra lentamente svanisce e cuore e polmoni tornano a funzionare in modo normale. Anzi, mi sento fin troppo rilassato, tranquillo, come se fossi inebriato dall'alcol... Dreth mi si para davanti e si offre di sostituirmi nell'aiutare il giullare. Lo lascio fare, sicuramente può aiutare più di me grazie al suo potere da fatina dei fiori. Lancio un'ultima occhiata a Cassandra e poi mi alzo in piedi, pulendo con grazia i pantaloni su cui è rimasta appiccicata della polvere. I servi dovrebbero dedicarsi di più alla pulizia della Torre e di meno al mostrare le poppe in giro.
    "Cosa sta succedendo? Comandante, come sta il nostro nuovo amico? Spero si riprenda". Mi volto verso Adamantia e la fisso negli occhi. Possibile che non si sia resa conto dell'attacco che abbiamo appena subito? Non ne ha avvertito l'effetto? Le scruto attentamente il viso, alla ricerca di un qualunque indizio. Ignoro la sua razza, ma... No, non è possibile che sia totalmente ignara ai fatti. Uno stregone abbastanza esperto riconosce immediatamente l'aura di tenebra, ma anche un mago o un elfo abili non ne sono estranei. E tra i reali non vi sono novellini. È quindi lei, la responsabile? Lady Waters non ha ancora proferito parola, il che è sospetto, forse sto correndo troppo... Taras, Taras è uno stregone ma che vantaggio ricaverebbe da questa messinscena? Non sono molto lucido, vorrei accasciarmi a terra e dormire, farmi cullare da questa piacevolissima sensazione. Sorrido alla donna che sto ancora fissando e lentamente mi avvicino a lei, sfiorando il margine del tavolo con un dito della mano sinistra. Mentre cammino piego le labbra in un ghigno malizioso: sto correndo un grande rischio, e l'adrenalina si fonde con le meravigliose emozioni che sto ancora provando. Quando sono a pochi centimetri dalla rossa avvicino la bocca al suo orecchio. <<È l'aura di tenebra degli stregoni. Divertente, non trovate? Parliamone dopo cena, ve ne prego: vi raggiungerò nella vostra stanza>>, le sussurro divertito. Poi mi rivolgo alle altre due nobildonne, recuperando la serietà. <<Principessa, lady Waters, state bene?>>.
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    L'aura agisce all'istante, distendendo immediatamente i miei nervi e rasserenando in parte gli animi dei presenti. Vedo Sir Dreth abbastanza provato, ma poi riprendersi ed attivarsi prontamente per aiutare Sir Demonar, mentre Sir Aiden procede a controllare come stia Lady Feralys. Quest'ultima sembra non essere stata intaccata dall'intervento magico, forse perchè leggermente più distante da noi, e mostra preoccupazione per il malessere improvviso del nuovo arrivato. Sembra non essersi accorta di nulla, forse mi sto sbagliando? Forse non era magia...no, non è possibile.
    <<Principessa, lady Waters, state bene?>> ci chiede Sir Aiden, preoccupato.



    <<Tutto bene Comandante>> lo rassicuro, scrutando poi il volto di Lady Alinor per sincerarmi che sia effettivamente tutto passato, mantenendo il contatto col suo braccio.



    <<Avete idea di cosa sia successo? Questo era indubbiamente un attacco magico, lo confermate? Dovete avvertire le guardie di accertarsi che non ci siano intrusi che possano averlo determinato, urgentemente! Se qualcuno fosse entrato dal portale saremmo in serio pericolo, ma lo reputo improbabile. In caso contrario, il responsabile dovrebbe essere in questa stanza o comunque molto vicino, suppongo...>> concludo, guardando gli altri.



    Escludendo i più colpiti dall'attacco, ed i membri della mia stessa razza, restano solo tre persone: Lady Feralys, Taras e Sir Aiden. Ma credo di poter escludere tutti, sono nostri fedeli alleati.
    Se il nuovo arrivato stesse solo fingendo di stare male? Lui sarebbe l'unico, dato il comportamento di poco fa, ad avere una ragione per fare una cosa del genere.
    Ma no... è straziato dalla sofferenza, non può essere una finzione.



    In ogni caso, prima di trarre conclusioni è opportuno escludere la presenza di intrusi a palazzo, cosa che riveste la massima urgenza per la gravità delle conseguenze che potrebbe avere.
    Siamo al sicuro, mi ripeto ancora una volta.


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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Il mio respiro è corto, la gola mi brucia a tal punto che il solo deglutire è un problema arduo. I miei polmoni riprendono lentamente il loro ritmo ma una nuova ondata di brividi percorre la mia schiena insinuandosi nella carne e smorzando nuovamente il respiro. La mia vista è offuscata dalle vertigini, i suoni giungono alle mie orecchie in modo ovattato e solo il contatto di una mano sulla mia mi riporta alla realtà trascinandomi via da quel baratro, sbatto per un attimo le palpebre osservando l’oggetto di fronte a me, un bicchiere colmo d’acqua porto dal comandante in persona «Gildas, siete al sicuro, siete sotto la mia protezione» al sicuro? Lo credete davvero comandante? No. Nikah non sarà mai al sicuro. E nessuno è al sicuro con Nikah. Un risolino si libera lieve dalle mie labbra seguito da un colpo di tosse che sovrasta le parole che rivolge a qualcun altro. Afferro il bicchiere colmo d’acqua, ne bevo un piccolo sorso rinfrescando la mia gola in fiamme e buttandomi il restante sul viso e sulla testa. Scuoto con forza la testa scaricando l’acqua dai capelli alle zone restanti del pavimento. Alle mie orecchie arrivano anche le parole della principessa, «Va tutto bene, siamo al sicuro» calde, morbide come una sorta di caldo abbraccio. Sento la calma irradiarsi e sostituire il terrore di poco prima. Basta. Fermatevi. Tossisco ancora sollevando la testa e notando Sir Dreth che si avvicina a me posando anche la sua mano sulla mia schiena e irradiandomi quella calma che solo un esponente mago sa infondere. Sono calmo. Una calma migliore di prima. Mi sento fin troppo calmo. Quello che ho appena provato mi sembra ormai un lontano ricordo un pensiero fugace. Una barzelletta. Sollevo la testa scrutando gli occhi di tutti, li spalanco accompagnando il tutto con un sorriso distorto, «Cosa sta succedendo? Comandante, come sta il nostro nuovo amico? Spero si riprenda.» la voce di Lady Feralys arriva alle mie orecchie, volto il mio sguardo su di lei mantenendo quell’espressione di poco prima. Il comandante si alza in piedi avvicinandosi a lei e sussurrandole qualcosa all’orecchio, non ce la faccio. Lo sento accertarsi della salute delle altre due donne «Avete idea di cosa sia successo? Questo era indubbiamente un attacco magico, lo confermate? Dovete avvertire le guardie di accertarsi che non ci siano intrusi che possano averlo determinato, urgentemente! Se qualcuno fosse entrato dal portale saremmo in serio pericolo, ma lo reputo improbabile. In caso contrario, il responsabile dovrebbe essere in questa stanza o comunque molto vicino, suppongo...» abbasso nuovamente la testa guardando il pavimento, la mia schiena è pervasa da tremori, ma stavolta non sono di paura. No. Qualcos’altro di ancor più meraviglioso. «ihihihihihihih» alzo la testa riportando le sguardo per un attimo su Lady Feralys per poi ripiegare la schiena e la testa all’indietro e lasciarmi andare a tutta la mia ilarità «AAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH» rido sguaiatamente e con la bocca aperta. Mi asciugo un occhio puntando poi lo stesso dito sulla donna, non sono sicuro che sia lei. Ma tentar non nuoce. Vero? «Lady Feralys… ihihihih… siete davvero una grande attrice! Ahahahah… sappiate solo che ho adorato il vostro attacco!» abbasso nuovamente la mano chiudendo la bocca in quell’espressione che in molti hanno definito come “macabra e inquietante” – non ho mai capito perché in realtà - «Complimenti, ihihihihih…»
    Ultima modifica di SimsKingdom; 5th January 2015 alle 19:07

  9. #319
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Delirio, nella sala si scatena i delirio. Il nuovo arrivato urla, piange e rincuorato dalla principessa e da Aiden, ride a crepapelle. Non mi piace, è un elemento destabilizzante per la poca serenità che potevamo trovare. Stranamente, l'angoscia che mi attanaglia si disperde gradualmente e quasi mi pare di avere i nervi completamente stesi, rilassati. La mente è tornata lucida, razionale. Auree, questo è il gioco sicuramente di auree di stregoni e maghi. Probabilmente, questo è lo stesso potere che ha usato Dreth nel nostro allenamento. Non ha potuto sconfiggermi con le azioni e ha utilizzato la sua aura di mago per tranquillizzarmi? Non so se restare delusa, anzi in pieno disappunto davanti a questa mossa o invece ringraziarlo, vederci solo della buona fede. Comunque, la situazione gravita intorno a Sir Demonar e ai suoi capricci. Aiden cerca di tranquillizzarmi ed è proprio lui a darmi la conferma che si tratta prima di un'aura di uno stregone e poi, seguendo le azioni di Sir Dreth e della principessa, di auree di luce. Non sono certa che questo senso di leggerezza venga da loro, ma ho buoni motivi per pensarlo. Quando Aiden mi ha parlato, il cuore aveva iniziato, però, ad agitarsi per un altro motivo e le gote le ho sentite in fiamme: che pensieri sciocchi, ora che ho la mente limpida e sono calma, dovrei solo approfittare del marasma per effettuare il mio piano. Sì, non ho necessità di aspettare che tutti siano a letto, è ora il momento opportuno, ora che il pagliaccio di corte ha attirato tutta l'attenzione su di lui. Furtivamente, mi dirigo verso il Glados. Se hanno usato davvero delle auree di luce, sono state la mia fortuna: con la paura a paralizzarmi le membra non avrei potuto fare ciò che mi sono prefissa. L'azzurro del Glados si irradia per tutto il mio braccio, che cerca vanamente di palpare quell'evanescente energia così antica, così potente. Un nome, poche lettere mi separano da mio fratello. No, Cassandra, non è questo il giorno. Faccio attenzione a non essere osservata: non so come i miei compagni prenderebbero questa mia mossa. Preferisco chiarire prima e parlare con loro dopo, soprattutto se sono riuscita ad ottenere qualche informazione.
    "Rem tene, verba sequentur" dico con solennità ma a voce bassa. Spero che nessuno mi abbia vista. Spero che quella persona accetti il mio invito.

  10. #320
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    <<Avete idea di cosa sia successo? Questo era indubbiamente un attacco magico, lo confermate? Dovete avvertire le guardie di accertarsi che non ci siano intrusi che possano averlo determinato, urgentemente! Se qualcuno fosse entrato dal portale saremmo in serio pericolo, ma lo reputo improbabile. In caso contrario, il responsabile dovrebbe essere in questa stanza o comunque molto vicino, suppongo...>>. La guardo un po' stranito, sinceramente colpito dalla sua innocenza. Tremo al solo pensiero di una tale ingenua sul trono. <<Confermo, vi è della magia oscura di mezzo. Non preoccupatevi, mi occuperò personalmente di ogni controllo necessario, se vi è qualche intruso alla Torre non rimarrà nascosto per molto>>. Non ho intenzione di fare nulla, naturalmente. Il responsabile è in questa stanza, molto più vicino alla principessa di quanto ella creda... In tutti i sensi. Mi avvicino ad Esperin, desidero che quello che le sto per dire rimanga tra noi due. <<In confidenza, sospetto che tutto ciò sia solo uno scherzo, forse del giullare... Sembra un ottimo attore, potrebbe benissimo aver finto quell'esagerata reazione. Uno scherzo di cattivissimo gusto. In mattinata comunque parlerò con ogni soldato, e mi assicurerò di trovare il responsabile di questa bravata>>.

    «AAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH», questa inquietante risata mi distrae. Mi volto di scatto verso Gildas, che pare essere tornato in sé... E non so dire se questa sia una cosa positiva o negativa. «Lady Feralys… ihihihih… siete davvero una grande attrice! Ahahahah… sappiate solo che ho adorato il vostro attacco!». Ah, lady Feralys, lo sapevo. Ma come fa a saperlo lui? Non conosce i nostri compagni di squadra come me, non ancora. Non devo dimenticare che costui è un folle, sono costretto a prendere ogni sua parola con le pinze. Osservo Adamantia, le voglio far capire che so la verità... Ma non sono un pazzo come sir Demonar. La terrò per me. <<Sir Demonar, siete evidentemente sotto shock, vi rinnovo l'invito a sedervi a tavola e gustare questa prelibata cena>>. Poi mi rivolgo a tutte le persone presenti. <<Così come lo rinnovo a tutti. È stata una giornata pesante, meritiamo del degno riposo. Buon appetito>>. Detto ciò mi siedo di fianco a lady Feralys e inizio a mangiare un po' di pietanze sparse, mentre ordino al servo di versarmi del vino. <<Anche alla signora>>.
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