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  1. #3301
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Io odio quel maledetto mostro!
    Ogni volta che ho a che fare con lui finisco per rimetterci qualche pezzo, ma anche lui non è messo bene stavolta e la sua reazione all'aura lo conferma.
    Si dimena, si graffia, urla ... godrei nel vederlo così se non fosse per via della mano che mi ha tranciato di netto e che mi provoca un dolore assurdo. Mentre Cassandra tiene quel pazzo fra le sue braccia, tampono la fuoriuscita del sangue con un lembo del vestito che si tinge subito i rosso e con gli occhi cerco l'arto mancante.
    Lo sento ancora strepitare, oh taci per gli dei! Eccolo ancora ciarlare: «C-Cassandra… Ad-Adamantia… aiut-»
    Mi giro di scatto e lo guardo, per un attimo credo sia tornato in sè, forse ho ancora una speranza. Cassandra usa il suo potere di rigenerazione e quando mi fa cenno di avvicinarmi ne approfitto subito tenendo ben salda la mano al moncone del polso. La carne e le ossa si rinsaldano, mi sta formicolando tutto ma è un buon segno, vuol dire che tutto sta tornando a posto.
    La donna prende Gildas, svenuto, tra le sue braccia - l'ho sempre detto che in realtà sotto quei capelli si nasconde un uomo coi baffi - e mi chiede di seguirla.
    Lega il giovane al letto e poi mi chiede a bruciapelo: ""Ditemi, Milady, cosa avete fatto prima che Gildas ci evocasse?"
    La guardo interdetta per un momento, cosa vuole sapere esattamente?
    "State parlando del nostro scontro? Gli ho cavato un occhio, anche se in realtà avrei preferito cavarglieli tutti e due, per farlo smettere di guardarmi con quegli occhi da pazzo. E poi che altro? Ah si, potrei avergli fatto un accenno di aura di tenebra"
    Non so dove voglia arrivare Cassandra, nè perchè mi abbia coinvolta, quello che mi interessa ora è riavere Gildas in modo da sistemare al più presto la questione di mia madre.
    Mi avvicino al letto dove è legato il Demonar e avvicino il mio viso al suo, poi cerco di aprirgli le palpebre per vedere se c'è un barlume di vita lì dentro.
    "Cassandra, che intenzioni avete con Gildas? Perchè siamo qui?"


  2. #3302
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    Dalla notizia della vittoria di Candonga non ho smesso di studiare queste carte, queste mappe, questi resoconti. Devo prepararmi al meglio, avere tutto sotto controllo... Raiden mi assiste, su di me troneggia l'oscurità di mio padre. Sì, l'oscurità totale, l'oscurità in cui farò sprofondare tutto il mondo e solo in onore tuo, padre mio. Tutti dovranno piegarsi al tuo cospetto. Tutti. Tutti quei maghi luccicanti, tutti quegli elfi disgustosi. Devo frenare l'entusiasmo, essere lucido, razionale. Riguardo ancora i numeri sugli equipaggiamenti, riguardo le mappe su come organizzare la difesa del Castello, a come procederò per la distruzione di tutto dopo la vittoria di Adamantem. E' tutto pronto, tutto in attesa di un mio segnale. Ci sarà l'inferno, qui a Luna di Diamante. La luce fioca di Mercur mi abbaglia, mi lascia una lettera. Come osa illuminare la mia notte con le sue lucette da fiera del paese? Raiden, solo lui deve trionfare attorno a me.

    Mi sono resa conto di non essere una persona razionale, dal primo istante in cui ti ho visto. C’era qualcosa nel tuo viso che mi spense la ragione, non saprei neanche spiegarti cosa, sarà stato quel sorriso così raro che ormai hai perso, o quella espressione pensierosa quando ti chiudi in te stesso, quando i tuoi occhi sembrano due piccoli fari che stonano con tutta l’oscurità che risiede in te. Eppure io ho sempre visto qualcosa di diverso da come ti mostravi, ricordo ancora quella espressione spavalda mentre posavi gli occhi su tutte le vestali danzanti quel giorno alle pendici del vulcano e quel qualcosa che mutò nell'incrociarmi, penso di aver perso la coordinazione dei movimenti per un istante. Io non ho mai creduto che ci si potesse perdere in quel modo per un unico sguardo, è stato come se ogni cosa mi appartenesse, ho sentito il sangue scorrere nelle vene ed il cuore urlarmi di essere viva, sì… dopo anni di nulla mi sono sentita viva con te. L’irrazionalità ha prevalso su ogni logica e senso della ragione, quella notte è il ricordo più bello che conservo di te, perché ho visto quello che sei e non quello che mostri, ho visto un uomo che sa amare e vuole essere amato allo stesso modo, eravamo un uomo ed una donna a metà che si completavano. Non potevo restare, non avrei neanche dovuto avvicinarmi a te, ma non me ne pento. Sei diventato così diverso da allora, hai perso anche la metà di uomo che eri ed anche io… ho perso quella metà di me. Ti ho amato come mai avrei potuto credere, Lantis.
    Tua, nonostante tutto, Reneè.


    Fisso il foglio, allontano da me ogni cosa e mi avvicino alla finestra. Apro le tende, così che la stanza possa illuminarsi del caldo sole del pomeriggio. Così che la scrittura di Reneè possa brillare. Rileggo freneticamente le poche righe che mi manda, ma bado poco al contenuto. E' scritto proprio da lei, di suo pugno, ha disegnato il mio nome con la sua mano bianca e leggiadra, non mi ha dimenticato, ha dovuto pensarmi, avrà dovuto rivedermi davanti ai suoi occhi chiusi per potermi scrivere. Avrà pianto? Qualcosa bagna le mie gote. Qualcosa di salato, che brucia gli occhi. Lacrime. Non piangevo da molto. Cosa sto facendo? Cosa ho fatto? Mi lascia, è un addio. Lo scrive proprio lei. Non posso più dedurlo, non posso più tessere favole. Addio. No, non riesco a dirle addio. Non può dirmi addio così. Sbatto il pugno contro il muro accanto alla finestra. Reneè... non posso replicare, non posso risponderle perchè non so dove sia, i Saggi non hanno mai saputo aiutarmi. Non hanno mai voluto. Non hanno mai potuto. E così mi sento io, come un uomo che non può, che non riesce, che non sa. Ma che vorrebbe con tutta l'anima che gli è rimasta. Se fosse qui le direi che quella parte di me non è mai morta, che l'abbraccerei forte per non lasciarla mai andare. Che sono ancora io, Lantis, quel Lantis... che da qualche parte in tutta questa tenebra è rannicchiato, distrutto dalla notte che incombe, distrutto dalle verità che mi hanno dilaniato. E' all'angolo, quel Lantis, e ti invoca Reneè. Invocherà sempre il tuo nome. Le lacrime sgorgano, mi pare quasi abbiano cancellato i pensieri foschi di poco prima. Ma è solo un momento. Una guardia mi ricorda della riunione. Ripiego con cura la sua lettera, la poso insieme al suo ritratto che fece Sir Vicent. E' un po' come strapparmi il cuore dal petto, è come depositare in quel cassetto un pezzo della mia anima. E' come rinchiuderci l'unica luce che potrà mai esserci in me. Marcio fino al Glados, voglio giungere alla Torre il prima possibile. Una volta lì, mi siederò a capotavola, al solito posto e manderò i servi a convocare tutti. I giochi sono finiti, ora si fa sul serio.

  3. #3303
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Ada e Gildas recuperano la costituzione (Ada anche l'uso della mano)

  4. #3304
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali





    Buio. C'è solo tanto buio. Ovunque mi giri... non... io non... non riesco a vedere niente.


    "Il vuoto. E' questo ciò che ti spetta. E' qui che, tra non molto, finirai..."


    No. No. NO! Non può essere vero! Ho faticato troppo per... ho sacrificato troppo... tutto. Non posso arrendermi adesso. Non posso permettere a... a quella...


    "E' un luogo familiare per te - la voce inizia a ghignare rumorosamente - Sei vuota, Araneae. Non hai più niente dentro da... da troppo tempo ormai..."


    Vuota. Debole. Patetica. E' esattamente così che mi sento in questo momento. E'... è veramente ciò che sono?


    "Questo luogo riflette semplicemente la tua anima. Ciò che hai dentro. O meglio... - un ghigno più acuto ed inquietante del precedente - ciò che non hai..."


    Inizio a guardarmi intorno disorientata: devo andarmene da qui. Non posso... non posso restare un secondo di più. Quando provo ad alzarmi, tuttavia, la spossatezza si diffonde rapidamente nel mio corpo, come un male incurabile che non esita a consumarmi dall'interno... che... che mi sta già logorando... che... che... è forse già troppo tardi?! Riesco solo a sedermi.


    "Questa è la nostra fine, Araneae. La nostra liberazione..."


    No. No. No. No. Non voglio sentirlo.


    "Lei sta per arrivare. So che puoi sentirlo. Non opporti... lasciala fare..."


    Smettila...


    "Smetteremo di soffrire entrambe..."


    Smettila...


    "Tutto questo finirà, lo sai bene... in un modo o nell'altro..."


    "SMETTILA! - tuono furiosa con tutto il fiato che ho in corpo - BASTA! NON VOGLIO PIU' ASCOLTARTI!!!"


    "Oh, ma devi - sussurra una voce alle mie spalle - Devi ascoltarmi..."


    Con la coda dell'occhio, noto una folta chioma di capelli ross... no... non è possibile. Lei... lei è...


    "Carnil" mormoro con un filo di voce, mentre la donna si materializza improvvisamente davanti a me ed inizio ad osservarla... stralunata.


    "Ovunque sarai... ti troverà. Sai che lo farà... ed in quel momento... sì... in quel momento - si avvicina al mio orecchio sinistro e prosegue in un sussurro - sarà lei a strapparti il cuore dal petto..."


    Poi un dolore improvviso. Acuto. Penetrante. Il suo braccio destro è conficcato nel centro del mio petto, mentre ride... ride divertita, senza staccare lo sguardo da me, che inizio a gridare di dolor...


    Apro gli occhi di scatto e... dov... dove...


    "Dove mi trovo?" domando palesemente confusa, mentre mi metto a sedere e mi tocco le tempie con entrambe le mani per poi iniziare a massaggiarle delicatamente.


    Era... un... incubo? Com'è possibile? Sembrava così vero... così... reale. Come posso averlo solo sognato?
    Noto solo ora un panno sulle mie ginocchia, poi un rumore mi fa voltare alla mia destra e...
    Un uomo. Di spalle. Senza... senza... armatura...


    "Vi trovate in infermeria milady...vi sentite meglio?" mi domanda l'uomo rivolgendomi un sorriso.


    Dovrei dire qualcosa. So che dovrei. La buona educazione mi impone di rispondere, ma... ma... non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua schiena così... così... muscolos... MA COSA VADO A PENSARE?!
    Que... queste sono stupidaggini! Dovrei... dovrei alzarmi per andare a controllare la pozione. Ora mi alzo. Quello strano tatuaggio, certo... è stato quello a distrarmi...
    Mi fissa. Perché mi sta fissando? Ed ora... cosa fa? Si avvicina? Pe... perché si sta avvicinando...?!


    "Mi scuso per l'indecenza di presentarmi così davanti a voi Milady... - enuncia con tono gentile, mentre si infila una camicia sporca di... è sangue quello?! - Voi eravate sopita ed io ne ho approfittato per medicarmi....perdonate la scortesia di questo cavaliere"


    "N...non... non dovete... scusarvi..." pronuncio visibilmente a disagio. Sto balbettando?! Sto balbettando.
    Erano anni che non soffrivo più con questo problema... non... non capisco proprio cosa...
    Improvvisamente mi sfiora la fronte con il dorso della mano e... resto come pietrificata. Cosa fa? Perché... non capisco... perché lui...


    "Vi sentite la febbre? Sembrate...calda...non credo sia un abuona idea alzarvi, riposate ancora un pò..."


    Sono calda? Febbre? Effettivamente fa un caldo pazzesco in questa stanza, ecco spiegato il motivo. No.
    Un momento: se avessi la febbre dovrei sentire freddo, giusto? Quando si ha la febbre, di solito, fa freddo... no?


    "Gra... grazie..." replico ed immediatamente avverto le guance avvampare. Ma cosa mi succede?! Forse sono veramente malata?! Mi sento estremamente debole, quello sì, ma non credo di avere la febbre. Non capisco...


    "Milady questa volta anche volendo, non potete nascondervi, non da me almeno..." pronuncia ironico, porgendomi un bicchiere d'acqua, per poi rivolgendomi un bellissimo sorriso. Bellissimo?! ho... ho veramente pensato che il suo sorriso fosse... bellissimo?!


    "Di cos... cosa parlate, Sir Fanon? Non riesco a comprenderVi" - rispondo palesemente agitata, mentre afferro il bicchiere d'acqua e ne mando giù un sorso.


    Mi ha vista, allora!!! Non me lo sono immaginato. Prima... dalla finestra... RAIDEN, CHE PESSIMA FIGURA!
    Mi sorride di nuovo. Oh, Dei! Perché mi sento così a disagio in questo momento?!
    Poi sento bussare alla porta, la servitù entra e ci comunica che il Re ci sta convocando. La riunione... giusto!
    Rivolgo un rapido cenno di assenso e mentre la porta si chiude, torno a guardare Alag... Sir Fanon. Ha una ferita evidente, dovrebbe curarsi immediatamente.


    "Dovreste prendere un po' di pozione curativa, direi che ne avete bisogno" enuncio con un filo di voce, abbassando lo sguardo. Non riesco davvero a capire perché mi sento così. E'... è strano.


    "Mi sa che avete ragione..."


    Non mi sentivo così... così... eccitata ed imbarazzata da tanto... tanto tempo. Basta perdere tempo con queste assurdità, la riunione sta per iniziare. Mi dirigo verso il mobiletto dove è custodita la pozione curativa, ma sono costretta a poggiarmi al muro: la testa gira e mi sento estremamente debole. Poi mi sento afferrare afferrare per la vita e subito dopo il mio braccio sinistro si trova intorno alla sua spalla.


    "Non affaticatevi, prendo la pozione. Aspettate a muovervi, vi accompagno io in sala riunioni, non vorrei mai vi ritrovaste nuovamente per terra perchè sono stato poco accorto e non vi ho dato il giusto aiuto"


    Mi irrigidisco ed avverto subito un calore ancora più intenso pervadermi le guance. Perché? Perché si preoccupa per me? Non abbiamo mai avuto tante occasioni per comunicare, ma devo ammettere che è sempre stato molto gentile e cordiale nei miei riguardi... non... capisco...


    "Vi ringrazio..." borbotto ancora più imbarazzata, mentre lo osservo prendere la pozione, berla, chiudersi la camicia e... porgermi il braccio?


    "Tenetevi a me...sembrate ancora debole...e ricordatevi che dovete rimettervi presto...se la memoria non mi inganna, mi dovete ancora un ballo..."


    Accetto la sua offerta e mentre poggio la mano sinistra sul suo braccio, mi scopro a sorridere: il ballo. Il famoso ballo. Se ne ricorda ancora, quindi? Cerco di mascherare il sorriso e prima di abbandonare l'infermeria gli dico imbarazzata: "Non sono mai stata un'abile ballerina... dovrete insegnarmi Voi..."


    Mi rivolge un altro sorriso e poi ci avviamo in sala riunioni, dove prendiamo posto al tavolo, uno accanto all'altra.



    NB: Post concordato con Deltag <3
    Ultima modifica di valuccia85; 28th April 2016 alle 22:25

  5. #3305
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    E' Sera

  6. #3306
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Lady Feralys mi risponde con la sua solita sprezzante boria, ma ho visto bene che è capace anche di gesti gentili, come con me in infermeria dopo l'Abgruntis. Non do quindi importanza al suo tono, l'ho portata qui perchè sono certa in cuor mio che mi aiuterà. Aura di tenebra... paura. Bisogna instillare paura a Nikah... attraverso la paura, Gildas può capire di essere più forte. "La situazione di Gildas è... particolare. Si è mostrato a voi come Nikah, avete potuto vedere che è... completamente fuori di sè. Ma ogni volta che Nikah ha paura, sembra rintanarsi e fuggire via. Con la vostra aura di tenebra, probabilmente, abbiamo potuto vedere Gildas. Vi propongo quindi di fare una cosa molto difficile. Gildas è un nostro compagno, è mio amico... ma se è un tentativo per salvarlo, lo farò. Gli provocheremo alternativamente paura, finchè non tornerà finalmente Gildas da noi. Userò la mia simbiosi, sono maestra, posso provocare qualsiasi tipo di emozione nell'altro" dico seria. E' un potere enorme, qualcosa con cui non bisogna giocare ma che può servire per scopi molto alti e difficili. Gli Dei ci hanno donato questa magia per fare del bene e io non mi tirerò indietro davanti ad un amico in difficoltà. Scuoto Gildas, anzi Nikah, così da svegliarlo. Appena sarà sveglio, evoco il potere della simbiosi, la natura tutta mi darà la sua forza, la sua energia per infondere nella mente del ragazzo l'atavico sentimento della paura. Qualsiasi essa sia la sua paura maggiore, dovrebbe devastarlo e terrorizzarlo al punto tale da indebolire Nikah. La sua idea di me non cambierà, ma spero che sia efficace. Gildas, torna da noi!

    Simbiosi
    Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc
    I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni. Gli effetti sono diversi a seconda del grado:
    Maestro - Avverte le sensazioni ed emozioni altrui, è in grado non solo di manipolarle, per renderle simili alle proprie, ma di alterarle secondo piacimento. Non può cambiare la percezione che si ha di lui, chi subisce gli effetti della simbiosi, cambia umore, ma l’idea che ha dell’elfo rimane tale.

  7. #3307
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nikah Demonar

    Quella orribile sensazione di disgusto per ciò che ho potuto subire in queste poche ore svanisce lentamente assieme all’immagine di quell’imbecille che sfuma davanti ai miei occhi in una moltitudine di puntini bianchi e grigi. Qualcuno mi tocca il viso aprendomi una palpebra e subito il mio occhio scatta verso quella fonte sfocata oltre l’inverosimile. Scuoto il capo quando sento delle voci che però ignoro, sono due e molto probabilmente saranno le voci nella mia testa. Raiden, che botta. Provo a muovermi ma subito mi rendo conto dell’impossibilità al farlo. Sono legato, qualcuno mi ha legato a questa colonna. Mi divincolo e sbatto le palpebre mettendo a fuoco le figure di Adamantia e Cassandra. Le guardo con un sorriso di sfida a entrambe «credete che lasciarlo qui legato per giorni cambierà qualcosa? Gildas è morto!» scoppio a ridere fin quando un senso di angoscia mi schiaccia di nuovo il petto. Cassandra mi si avvicina di nuovo, sempre più velocemente e io sono legato, è sempre più vicina e il suo volto appare sempre più minaccioso e cattivo. Si avvicina. Tremo e mi ritraggo di lato ma le braccia dolgono stringendomi alla colonna. Non riesco a muovermi, non riesco a scappare, non posso scappare. «Vattene! Vattene! Vattene mostro!» urlo cercando di allontanarmi sempre più da lei, i polsi strisciano contro il tessuto e li sento bruciare: Mi fa male e tutto ciò non mi piace. Non voglio deve andarsene. Io la odio ma mi spaventa. Deve andarsene. «Adamantia portala via! Porta via questo mostro da Nikah!» urlo verso all’altra donna in preda al terrore. Deve andarsene. Deve andare via da me. «Vattene Cassandra! Lascialo in pace! Va via!» urlo disperato e in preda al dolore delle braccia che sfregano violentemente, bruciano e sanguinano…

  8. #3308
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    "La situazione di Gildas è... particolare. Si è mostrato a voi come Nikah, avete potuto vedere che è... completamente fuori di sè. Ma ogni volta che Nikah ha paura, sembra rintanarsi e fuggire via. Con la vostra aura di tenebra, probabilmente, abbiamo potuto vedere Gildas. Vi propongo quindi di fare una cosa molto difficile. Gildas è un nostro compagno, è mio amico... ma se è un tentativo per salvarlo, lo farò. Gli provocheremo alternativamente paura, finchè non tornerà finalmente Gildas da noi. Userò la mia simbiosi, sono maestra, posso provocare qualsiasi tipo di emozione nell'altro"
    Cassandra sembra seria mentre dice queste cose, ma figuriamoci, Cassandra è sempre seria.
    Si, molto probabilmente ha ragione, quando ha subito la mia aura di tenebra Gildas sembra essersi risvegliato per un istante e ha invocato il mio nome chiedendomi aiuto.
    Come ho fatto ad infilarmi in questo guaio?
    Ma ora che ci penso: "Anche voi siete a conoscenza del segreto di Gildas? E a chi altri l'ha detto? Comunque potreste aver avuto una buona idea per tirarlo fuori dalle grinfie di quell'altro, possiamo fare un tentativo. Non nego che sia una situazione bizzarra e che parlarne con qualcuno mi fa sentire un pò meno strana, ma ho bisogno anch'io che il nostro Gildas ritorni fra noi sano e salvo, per cui vi aiuterò."
    Cassandra scuote Nikah fino a farlo risvegliare e subito la sua lingua biforcuta ci assale, ma non appena la simbiosi fa effetto la sua espressione muta radicalmente in terrore.
    «Adamantia portala via! Porta via questo mostro da Nikah!» - non posso trattenere un sorriso di fronte a questa ennesima richiesta di aiuto, adesso non te la ridi più, eh Nikah?
    Lascio che la simbiosi continui ad assalirlo, lo vedo dibattersi, tentare di slegarsi fino a sanguinare, urlare a Cassandra di lasciarlo in pace. Non mi ero mai trovata di fronte ad un elfo tanto forte da riuscire ad indurre un simile stato d'animo solo con la forza della simbiosi, la De Lagun sa padroneggiare questo potere perfettamente, quasi quasi spaventa anche me.
    Non appena Cassandra termina la sua mossa, avanzo verso Nikah e mi inginocchio in modo che i nostri visi siano alla stessa altezza, non deve avere tregua.
    Alzo le mani di fronte ai suoi occhi, cerco di canalizzare quanto più potere posso, deve essere devastante come non lo è mai stato prima, Gildas deve tornare. Ho bisogno di lui.
    Cominci a sentire le palpitazioni? Hai la sensazione che il cuore voglia uscire dal petto? E' ancora troppo poco, Nikah, troppo poco per te.
    "Stai morendo Nikah, riesci a sentire la vita che ti abbandona? Raiden in persona è qui di fronte a te e con la sua mano possente sta per strapparti il cuore. Sudi freddo? Stai pensando che è stato tutto inutile, che tu sei inutile. Sei solo il frutto di una terribile perversione, uno sbaglio che verrà cancellato molto presto. Come ci si sente? Stai male, stai tremando, hai conati di vomito ma dal tuo stomaco non viene fuori nient'altro che il tuo corpo fatto a pezzi. E' finita, Nikah, riesci a vedere il tuo cuore sanguinante nelle mie mani?"
    Una voce, un sussurro che chiama il mio nome, mi fa voltare alle mie spalle, ma è questione di un attimo e torno a concentrarmi, cercando di vedere un guizzo di Gildas in questo corpo straziato e contorto.
    "Sono stata troppo tenera con lui?" - mi rivolgo a Cassandra alzandomi nuovamente in piedi, poi guardo di nuovo verso il letto - "Pensate che stia funzionando?"

    *Aura di tenebra#Maestro
    – Infonde Terrore: Si hanno palpitazioni, ci si sente sottomessi, in alcuni casi sopraggiunge tremore ed ansia, altera la percezione che si ha di lui, divenendo una figura terrificante.


  9. #3309
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Nikah Demonar

    Il respiro è affannoso, l’aria riprende a circolare nei miei polmoni e riprendo a guardarle tossendo violentemente prima di ridere sommessamente. Poi sempre più forte fino a guardarle entrambe ridendo sguaiatamente. Sposto gli occhi verso entrambe mentre tiro tra i denti il rivolo di saliva che mi è sceso. Adamantia mi si avvicina imponendomi le mani come se fosse uno squallido sacerdote di Saraswaty. Mi spiace per, ma io non sono un demone. Non sono un semplice spirito ai servigi di Raiden. No. Io sono parte di Gildas, il vostro Gildas. Sono parte della sua mente. Sono nato da essa e da essa non ho alcuna intenzione di scollarmi. «Lo ha creato lui…» sibilo a denti stretti ma piuttosto udibile da entrambe. «Stai morendo Nikah, riesci a sentire la vita che ti abbandona? Raiden in persona è qui di fronte a te e con la sua mano possente sta per strapparti il cuore. Sudi freddo? Stai pensando che è stato tutto inutile, che tu sei inutile. Sei solo il frutto di una terribile perversione, uno sbaglio che verrà cancellato molto presto. Come ci si sente? Stai male, stai tremando, hai conati di vomito ma dal tuo stomaco non viene fuori nient'altro che il tuo corpo fatto a pezzi. E' finita, Nikah, riesci a vedere il tuo cuore sanguinante nelle mie mani?» tremo, tremo sempre più forte mentre la voce di Adamantia diviene sempre più distorta, sempre più un ruggito cavernoso. Un urlo che mi rimbomba nelle orecchie. Svanisce davanti ai miei occhi e quel suono, quel maledettissimo suono riappare sempre più violento. Quella campana che mi ha accompagnato costante nella vita quando Gildas voleva uscire. Il mondo marcisce di nuovo, i lembi di tessuto si tingono di sangue e le mani davanti a me divengono artigli, quegli artigli di quei corvi che volvevano divorare le mie carni, le due donne si sciolgono, gli scheletri si rivelano e cadono al suolo privi di vita mescolandosi ala polvere e al sangue gli artigli si animano e graffiano. Mi lacerano la pelle e le carni mentre io inizio a urlare, di nuovo bloccato in questo limbo nella mente di Gildas. Ancora quegli avvoltoi compaiono rimescolandosi dalle ossa delle due donne. Filamenti di sangue si sollevano come aghi perforandomi ogni punto del mio corpo. Urlo e il dolore diviene sempre più forte, sempre più violento quando quelle fiamme, verdi si palesano in tutta la loro violenza da quegli aghi di sangue. Mi bruciano e fuoriescono dai miei urli «Nikah, ti prego! Lasciami!» sollevo gli occhi, il capo trema dalla paura che cresce sempre più violenta, il cuore… posso sentirlo chiaramente il suono del mio cuore che minaccia di schizzarmi via mentre io lo guardo con rabbia. «No!» gli urlo e dalle fiamme la sua mano ricompare avvicinandosi al mio cuore. Lo sfiora e il bruciore diviene immenso. Urlo fino a tossire, sento la gola lacerarsi a ogni urlo «lasciami andare, Nikah…» le lacrime solcano il mio viso, sto piangendo. Sto piangendo per lui. «No. Tu non sai nulla, Gildas! Tu non sai nulla!» le parole escono roche dalla mia bocca «ti uccideranno, Gildas…» alzo gli occhi guardando i suoi, uguali ai miei «morirai!» chino il capo mentre ripeto come una litania continua quella parola «morirai… morirai… morirai…»


  10. #3310
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon


    Faccio per medicarmi l'ennesimo taglio quando sento un movimento provenire dalle mie spalle e poi, una voce quasi sussurrata...mi volto appena...
    << Vi trovate in infermeria milady...vi sentite meglio?>> chiedo rivolgendole un sorriso.
    Osservo la ragazza con la coda dell'occhio aspettandomi una risposta per capire se si senta meglio oppure no...ma la risposta non arriva...alzo gli occhi distogliendomi per un attimo dalle mie ferite e, mi ritrovo i suoi occhi intenti a fissarmi...forse la vista dei tagli e del sangue deve averla in qualche modo turbata. Mi alzo piano e mi avvicino a lei, niente movimenti bruschi mi sembra piuttosto scossa. Recupero la camicia anche se sporca da macchie di sangue e me la butto addosso, almeno coprirò la maggior parte delle ferite e magari non le creerà ulteriore fastidio :
    << Mi scuso per l'indecenza di presentarmi così davanti a voi Milady..>> cerco i suoi occhi e li trovo incredibilmente luminosi nonostante il pallore del suo viso, << Voi eravate sopita ed io ne ho approfittato per medicarmi....perdonate la scortesia di questo cavaliere.>>
    "N...non... non dovete... scusarvi..." risponde balbettando, forse davvero sta ancora male
    Allungo con delicatezza una mano verso di lei, la pezza che le copriva la fronte le è scivolata, la recupero poi con la mano libera le sfioro la fronte per sentire se è calda, al mio tocco la sento tiepida, forse ha qualche linea di febbre...
    << Vi sentite la febbre? Sembrate...calda...non credo sia una buona idea alzarvi, riposate ancora un pò...>> mi scosto dal suo fianco e vado a recuperare un bicchiere d'acqua e una bacinella che riempio di acqua fresca, vi immergo il panno recuperato prima.
    "Gra... grazie..."mi dice mentre noto del rossore sul suo viso e, poso tutto sul tavolino vicino:
    <<...Milady questa volta anche volendo, non potete nascondervi, non da me almeno...>>
    dico ironico con un sorriso porgendole il bicchiere e ripensando al suo comportamento di quando mi vide attraversare il Glados per recarmi a casa mia.
    "Di cos... cosa parlate, Sir Fanon? Non riesco a comprenderVi" dice palesemente agitata afferrando il bicchiere e bevendo tutto di un sorso, mi sa che non credeva l’avessi vista. Noto nuovamente del rossore imporporare le sue gote, sorrido appena inumidendomi le labbra scostando lo sguardo da lei, mi sento un po’ in imbarazzo in questo momento, ma non lo do a vedere, questa sua reazione però mi diverte, forse non è abituata ad essere trattata con premura, oppure la febbre le si sta alzando. Nel mentre qualcuno bussa alla porta, entra le servitù e ci avvisa che il re ci ha convocato per la riunione. Faccio un cenno d’assenso con il capo e indico ad uno dei servi di recuperare la mia armatura, me la faranno trovare pulita in stanza quanto prima, ne sono sicuro. Quando la porta si richiude, Lady Araneae torna con lo sguardo su di me, la osservo.
    "Dovreste prendere un po' di pozione curativa, direi che ne avete bisogno" dice per poi fuggire ai miei occhi abbassando lo sguardo. Annuisco al suo gentil pensiero
    << Mi sa che avete ragione...>> La vedo alzarsi con fatica poggiarsi al muro e dirigersi verso un mobiletto e recuperare quanto ha suggerito, mi alzo a mia volta e la seguo, la vedo traballante, la sorreggo passandole un braccio attorno alla vita così da farla poggiare alla mia spalla.
    << Non affaticatevi, prendo la pozione. Aspettate a muovervi, vi accompagno io in sala riunioni, non vorrei mai vi ritrovaste nuovamente per terra perché sono stato poco accorto e non vi ho dato il giusto aiuto>>
    "Vi ringrazio..."
    Recupero la pozione, ne sorseggio un pò e mi sento subito meglio, le ferite sembrano pian piano riassorbirsi e rimarginarsi man mano che il liquido scende nella gola fino allo stomaco. Mi allaccio la camicia, anche se sporca, cercherò di non mostrare molto la parte cremisi non ho il tempo di andare a cambiarla, e forse per la prima volta sarò puntuale ad una riunione, se qualcuno chiederà il motivo di tali macchie, risponderò, in fondo non credo che le comunicazioni siano già arrivate, ma forse al Re si. Mio Padre era alla corona molto fedele. Torno dalla ragazza, le porgo un braccio.
    << Tenetevi a me...sembrate ancora debole...e ricordatevi che dovete rimettervi presto...se la memoria non mi inganna, mi dovete ancora un ballo..>>
    detto ciò afferra il mio braccio e ci avviamo insieme verso la sala riunioni
    "Non sono mai stata un'abile ballerina... dovrete insegnarmi Voi..."
    Non rispondo, con un sorriso in sua direzione mimo il gesto di un saluto militare come a dirle – Agli ordini - mentre raggiungiamo l’entrata della sala .
    Il Re è già arrivato, ed ha già occupato il suo posto di diritto con un formale inchino gli porgo un saluto e dò il mio benvenuto.
    << Mi scuso per l'abbigliamento vostra Altezza , ho avuto uno scontro e non volevo arrivare con un ennesimo ritardo>> gli dico con decisione guardando i suoi occhi blu senza scompormi, non mi è dato di spiegargli il motivo se non lo chiederà.
    Ora sono un Lord, ed è giusto che rispetti gli insegnamenti di mio padre e ciò che mi ha insegnato, gli e lo devo. Devo diventare più rispettoso e meno scapestrato …anche se quest’ultima cosa credo che sarà un po’ più difficile. Fatto ciò, prendo posto accanto a Lady Araneae in attesa dell'arrivo degli altri ospiti.
    Ultima modifica di DELTAG; 30th April 2016 alle 11:10

 

 

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