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  1. #3361
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Osservo ancora una volta Aiden mentre prende la lettera, non ho mai visto un uomo come lui piegato in questo modo dagli eventi. La montagna il quale lo reputavo, quella sorta di colosso che avrebbe distrutto tutto davanti a sé pur di ottenere chissà quale assurdo piano macchinoso. Una cosa che io non ho mai, né ho intenzione di pensare nel mio immediato futuro. Anche perché, qualunque esso sia… non penso ci sia grossa chance che io sopravviva in qualche modo. Se qualcuno dovesse scoprire i miei crimini come Nikah finirei su una picca anche con la vittoria di Lantis, Drako penso proprio che mi ucciderà per avergli quasi ammazzato Esperin e Efrem… quello posso anche non nominarlo visto che con lui morirei senza nemmeno una motivazione valida. Sollevo un labbro amaramente. Quando però Aiden mi sorride la mia espressione muta mentre lo fisso interdetto, buone notizie? Probabilmente non lo saprò mai, mi va bene anche così... non penso avremo più modo di conversare così amichevolmente dopo oggi, anzi… forse dovrei anche aspettarmi un colpo allo stomaco seguito da minacce sul non arene parola con anima via. «Sei il più sano di tutti, qua dentro» schiudo le labbra stupito e a tratti meravigliato da tale affermazione. Questo significa… già… che significa? Forse perché non mi importa nulla di ottenere il trono o di chissà quale intrigo politico? O magari che alla Torre sono tutti psicopatici e io sono quello che spicca? Beh, potrebbe essere però. Sono confuso. Mi posa una mano sulla spalla stringendo appena come ho fatto io e di rimando ricambio il suo sorriso anche se non ho idea di cosa rispondere a quella sua affermazione. Grazie? Dargli fuoco? Non ne ho proprio idea. «E ti ringrazio. Per la lettera» annuisco cordiale ma mentre sto per rispondere, la luce del glados illumina la sera. Mi volto di scatto vedendo Adamantia volare proprio da esso per poi fermarsi sul selciato. «Andiamo» non me lo faccio ripetere due volte e corro a perdifiato superando l’uomo e mi inginocchio davanti a lei, è ferita da più parti ma l’unica cosa che mi terrorizza e quell’enorme manico piantato nel suo petto. Non è morta. Si muove, la guardo terrorizzato e la ragazza ricambia il mio sguardo parlandomi soffocata «devi fuggire» mi bisbiglia a bassa voce «stanno arrivando» scuoto la testa, non fuggirò, nemmeno ora che abbiamo perso. Sono stanco di correre via. Resterò qui, accanto a lei fino alla fine e non la lascerò morire ora, qui. Cerco Cassandra ma non la vedo e per un istante la possibilità che le sia successo qualcosa di grave supera di gran lunga l’idea che grazie alle mie parole, abbia cambiato fazione andando da suo fratello. Io voglio, voglio credere che tutto ciò sia vero, che ei sia viva da qualche parte a Dohaeris, nel nascondiglio con suo fratello. Aiden inizia a curare la donna e mentre lui opera, io corro in infermeria e prendo l’occorrente per medicarla. Torno dopo poco e le ferite di Adamantia sembrano tutte rimarginate, ma Aiden sembra ancora scosso. Mi inginocchio davanti a lei e le pulisco il volto avvicinandole il panno imbevuto d’acqua, il respiro è tornato regolare e le ferite sul suo corpo sono svanite del tutto. Mi volto verso l’uomo, forse dovrei avere le lacrime agli occhi «l’hai salvata… Grazie…» mi limito a dire tirando sul col naso. Sono visibilmente scosso, chi può averla ridotta così? Cerco di sollevarla caricandomela in braccio e la porto in infermeria adagiandola sul primo letto libero e pulito. Le slaccio l’armatura pesante lanciandola in un angolo lasciandola solo con gli abiti di sotto in modo che possa respirare in maniera più agevole. Ti prego, svegliati…

  2. #3362
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alagos Fanon


    Lady Araneae non risponde...spero stia bene.
    Busso con più insistenza, ma non ottengo nulla, forse non è più in camera sua.
    Passerò più tardi, magari starà riposando.
    Percorro il corridoio che mi ha portato presso le sue stanze, scendo e raggiungo il piano del giardino, nel cortile c'è ancora qualcuno, sento però dei rumori che si perdono nel buio della sera, rumori che sembrano provenire dall'infermeria, probabilmente le guerriere sono tornate, quei rumori che ho sentito non li avevo solo immaginati.
    Passo accanto al porticato, per dirigermi verso l'infermeria, ma passando adiacente al cortile, noto la figura del Comandante, piegato a terra a carponi, sembra non sentirsi bene...
    Corro in sua direzione scavalcando un arco che funge da finestra, appena lo raggiungo e mi inginocchio verso di lui posandogli una mano sulla spalla , poco distante un pezzo di ferro sporco di sangue... sembra annaspare, per gli Siamesi, cosa è accaduto? Non sembra aver eferite visibili.
    << Comandante...Tutto bene?>> chiedo preoccupato e in tono serio notando la sua palese sofferenza, possiede il dono della rigenerazione e forse questo mio intervento è fuori luogo, potrebbe benissimo curarsi da solo, a meno che non abbia già ustao il suo potere...
    << Vi porto in infermeria >> dico cercando di aiutarlo per farlo rialzare.
    Attenderò una sua risposta in caso di risposta affermativa, gli cingerò la vita con un braccio e lo condurro verso l'infermeria...anche volando se riuscirò a trasportarlo con me.
    Ultima modifica di DELTAG; 14th June 2016 alle 21:41

  3. #3363
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Ada recupera tutta la costituzione

  4. #3364
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Rispondo con un cenno all'accorato ringraziamento di Gildas, che con mia grande sorpresa si dimostra davvero preoccupato per Adamantia: le pulisce il viso, si assicura come speravo che stia respirando e infine la prende in braccio, ipotizzo per portarla in infermeria o in camera sua, tutto questo mostrando una certa emozione. L'importante è che l'abbia salvata, nonostante lo spavento che ho preso, ma ripensare a ciò che è successo mi provoca solo tante domande e, non lo nascondo, anche un po' di timore. Ultimamente mi sono sentito debole, è vero, però sono comunque riuscito a vincere una battaglia decisamente importante insieme a Gildas e a Candonga il mio Fulmine non era affatto indebolito. Forse si tratta di un problema psicologico, forse non sono più un grado di controllare i miei poteri a causa di quello che mi è successo, non riesco a darmi altre spiegazioni... fortunatamente sta avvenendo a guerra conclusa, e non prima. Guerra che non so ancora chi abbia visto vincitore, anche se le condizioni di Adamantia lasciano poco spazio all'interpretazione. <<Comandante...Tutto bene?>>, la voce di Alagos mi spinge a sollevare lo sguardo da terra. Sto ancora respirando con difficoltà, anche se va decisamente meglio rispetto a prima, perciò non esito ad afferrare la sua mano quando me la porge per aiutarmi. <<Non è necessario>>, lo rassicuro quando vedo che sta tentando di cingermi la vita col braccio, però mi lascio comunque accompagnare in infermeria, dove spero di trovare qualcosa che possa ridarmi le energie perdute. <<Vi ringrazio, curare lady Adamantia mi ha stancato più di quello che pensassi>>. Più di quanto sia normale. Una volta in infermeria, vi ritrovo Gildas e la donna. <<Coma sta?>>, chiederò a lui, altrimenti, nel caso fosse già cosciente, lo chiederò direttamente a lei. Ho ancora la lettera di Petyr in tasca, aperta... quando la situazione si sarà calmata dovrò leggerla.
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  5. #3365
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    "Sono Aiden. C'è anche Gildas. Resisti"
    Sento la sua voce e mi affido alle sue mani, non che possa fare molto in realtà. Quando mi sfila il pezzo del manico dell'arma della ribelle ho un sussulto, sento il sangue defluire dalla ferita, ma quasi subito una dolce sensazione di calore mi pervade.
    Mi sento meglio, mentre Aiden si accascia. Non posso preoccuparmi per lui perchè Gildas mi porta subito in infermeria e mi libera dal peso dell'armatura, facendomi sdraiare su uno dei letti.
    Sono in uno strano stato di semi-incoscienza, vedo e sento tutto intorno a me, ma non riesco a muovermi, nè a parlare. Eppure Aiden mi ha curato completamente, forse è solo la paura a frenarmi, la paura che aprendo gli occhi tutto quello che c'era intorno a me sia irrimediabilmente scomparso.
    Richiudo gli occhi, vorrei che fosse tutto un sogno, penso intensamente che appena li riaprirò tutto quest'incubo sarà finito, ma la realtà è che le mie notti non vedono più sogni da anni e tutto quello che è successo finora è accaduto davvero.
    "Acqua" - dico con un filo di voce, ho ancora gli occhi chiusi.
    Sento altri rumori in infermeria, la voce di Aiden che chiede come sto.
    Mi faccio forza, devo affrontare tutto questo con risolutezza, non posso lasciarmi trasportare dagli eventi che non sono di certo favorevoli a nessuno di noi.
    Mi sollevo a fatica, poggiando la schiena al muro. Mi sciolgo i capelli lasciando la mia chioma rossa libera da ogni costrizione e rispondo: "Sto bene, grazie. Ha vinto Kalisi, Esperin e Ryuk sideranno sul trono dei Raeghar." - guardo Aiden con un mezzo sorriso - "Non siamo i favoriti della principessa, potrei anche averla insultata in battaglia, così, tanto per calcare la mano sul bersaglio che già avevo sul petto e perchè sono masochista. Prepariamoci a tutto, sono stata informata di un attacco imminente delle truppe di Leithien alla torre, potrebbero già essere qui." - mi accorgo adesso anche della presenza di Alagos, in silenzio - "Potrebbe essere l'ultima volta che ci vediamo. Gildas ..." - provo a cercare la sua mano, mentre con l'altra stringo il lenzuolo leggero che ricopre il letto, ma non riesco ad aggiungere altro.
    So che stanno aspettando un'altra notizia, siamo partite in due e sono tornata da sola e sia Gildas che Aiden hanno stretto un forte legame con Cassandra, Alagos non so, non ha mai parlato molto, ma sono sicura che anche lui si starà facendo molte domande.
    "Cassandra sta bene. E' col fratello Andreus, nel rifugio dei ribelli, anche loro in questo momento si sentiranno come topi in trappola nell'attesa che l'armata dei reietti, o chi per loro, li assalti per annientarli definitivamente." - in fondo è la legge del più forte, se avessimo vinto noi avremmo fatto lo stesso.
    Provo ad alzarmi e guardo i miei compagni uno per uno: siamo rimasti così in pochi? Come ha potuto la potenza della nobiltà sfilacciarsi come se fosse fatta di zucchero filato?
    "Cosa facciamo, signori? La guerra è persa."


  6. #3366
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Adamantia respira profondamente, sembra riposare e io mi calmo di conseguenza sedendomi sul letto accanto a lei, resto così a osservare il suo viso fin quando qualcuno non ci interrompe, il comandante e… Fanon entrano nell’infermeria, guardo con sufficienza il secondo e mentre sto per rispondere al primo, la ragazza si sveglia dal suo dormiveglia mormorando «acqua» annuisco e riempio un bicchiere che le porgo aiutandola ad alzarsi e mettersi con le spalle contro il muro mentre da sola si scioglie i capelli. «Sto bene, grazie. Ha vinto Kalisi, Esperin e Ryuk siederanno sul trono dei Raeghar.» scuoto il capo quasi incredulo sentendo quel nome, Esperin… regina. Ce l’ha fatta. Ha ottenuto il posto che le spettava alla guida di questo regno. Sento gli occhi pizzicare ma cerco di nascondere la mia felicità per lei mentre la donna guarda Aiden con un mezzo sorriso «non siamo i favoriti della principessa, potrei anche averla insultata in battaglia, così, tanto per calcare la mano sul bersaglio che già avevo sul petto e perché sono masochista. Prepariamoci a tutto, sono stata informata di un attacco imminente delle truppe di Leithien alla torre, potrebbero già essere qui.» quelle informazioni, le stesse che ha lasciato a me. Il Re sarà stato informato a sua volta? Molto probabilmente è così, al momento dovremmo essere al sicuro. Lotteremo fino alla fine per difenderci. «Potrebbe essere l'ultima volta che ci vediamo. Gildas...» prende la mia mano stringendo con l’altra il lenzuolo e io fisso i suoi occhi così seri e così determinati, non vi è paura alcuna e… forse è questo che apprezzo di lei. Sento il cuore battere all’impazzata e stringo la sua mano di rimando come a volerle infondere sicurezza ma Adamantia fissa i presenti e sembra voler cambiare discorso «Cassandra sta bene. È col fratello Andreus, nel rifugio dei ribelli, anche loro in questo momento si sentiranno come topi in trappola nell'attesa che l'armata dei reietti, o chi per loro, li assalti per annientarli definitivamente.» tiro un sospiro di sollievo sorridendo visibilmente, Cassandra ce l’ha fatta, si è liberata da questa gabbia dorata e si è ricongiunta con la sua famiglia, spero di poter sopravvivere abbastanza a lungo da poter rivedere il suo sorriso, ancora una volta, così come quello di Esperin seduta su quel trono. Adamantia si alza in piedi e io la seguo tenendole ancora la mano, ci guarda uno ad uno seria «cosa facciamo, signori? La guerra è persa.» stringo la sua mano cercando i suoi occhi ancora una volta per mostrarle la mia determinazione e mi volto verso gli altri due «faremo quello per cui siamo stati addestrati, ciò per cui siamo nati. Lotteremo! Lotteremo fino alla fine, fuggire non ha alcun senso, non siamo codardi, siamo soldati!» stringo di nuovo la sua mano e mi volto verso di lei per cercare ancora una volta le sue labbra «lotteremo insieme?» le chiedo guardando i suoi occhi «fino alla fine.» mormoro solo a lei con un sorriso, se moriremo, lo faremo stringendoci al petto le nostre armi…

  7. #3367
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Il bicchiere d'acqua, la mano che stringe la mia. Mi focalizzo su queste piccole cose, mentre in infermeria stiamo parlando della nostra fine imminente, come se tutto il resto non fosse importante. Non posso fare a meno di pensare che non sono all'altezza di questi sentimenti, non so come comportarmi nei confronti di qualcuno che mi dimostra affetto e credo si noti il mio essere impacciata.
    Gildas continua a non lasciarmi andare, restiamo mano nella mano per tutta la durata del mio discorso: davanti agli altri non nasconde quello che prova e, osservandolo bene, riesco a cogliere le piccole espressioni dei suoi occhi, degli angoli della bocca.
    "Faremo quello per cui siamo stati addestrati, ciò per cui siamo nati. Lotteremo! Lotteremo fino alla fine, fuggire non ha alcun senso, non siamo codardi, siamo soldati!" - mi guarda determinato. Ha ragione, per un attimo ho lasciato che lo sconforto prendesse il sopravvento, ma dobbiamo sopravvivere, abbiamo uno scopo che va oltre tutto questo. E poi dobbiamo ancora parlare di quello che sta succedendo tra di noi, vedere se siamo in grado di costruire insieme. Si avvicina e, quando poggia le labbra sulle mie, chiudo gli occhi per cercare di fare solo mio quel breve attimo di felicità. "Lotteremo insieme? Fino alla fine." - riapro gli occhi e poggio semplicemente la mano sul suo petto, annuendo con la testa. Sono pronta.


  8. #3368
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Adamantia è viva e non ha perso la sua grinta: un'ottima notizia, la prima dopo tanto tempo. Ciò che dice non mi sorprende particolarmente, che avessimo perso lo avevo già capito quando qualcuno l'ha buttata attraverso il Glados in condizioni pessime, e tra Reietti e Ribelli forse ha vinto la fazione più tollerabile, quella di Kalisi. Il regno di Lantis è ufficialmente agli sgoccioli. Le implicazioni di questa vittoria, e della conseguente sconfitta dei ribelli, sono tante e meritano una riflessione che ora come ora non sono in grado di fare. Però mi viene spontaneo pensare a Daphne e al patto che abbiamo stretto, alla mia vita che è a tutti gli effetti ancora nelle sue mani, dato che ho giurato davanti agli Dei e in uno dei luoghi più sacri in cui abbia mai messo piede. Poi, come prevedibile, nella mia testa si fanno strada i volti di Esperin e Ryuk: hanno vinto loro, alla fine. Ricordi dell'Auspex riemergono e sfuggono al mio controllo, la personalissima sfida tra il sottoscritto e la principessa ribelle si è definitivamente conclusa con la mia sconfitta. Un risultato che col passare del tempo è diventato sempre più verosimile, fino ad oggi, l'ultimo atto di questa assurda guerra. Ha ragione Adamantia, tra tutti i Reali io e lei siamo coloro che rischiano di più una punizione esemplare, anche se... mi guardo intorno, posando lo sguardo su tutti i presenti: ci sono la donna, Gildas, ed Alagos. Fine. Vedo Adamantia fare lo stesso dopo avermi rassicurato della sopravvivenza di Cassandra, confermando che è tornata al rifugio dei ribelli insieme ad Andreus nonostante la loro sconfitta. Ha fatto quello che doveva fare e non la biasimo: non nascondo la sofferenza di non averla, qui, adesso, al mio fianco... avrei voluto essere insieme a lei negli ultimi momenti. Ma va bene così, gliel'ho detto io stesso che le nostre strade ci avrebbero portato a un finale diverso. Vicent, invece, saprà cosa è successo? Ma soprattutto, sarà ancora vivo? Da questi pensieri mi sposto anche sugli altri personaggi che, per un motivo o per un altro, si sono rivelati mere comparse e non protagonisti della storia. Un elenco fin troppo lungo, per i miei gusti. In ogni caso, la morale è la seguente: siamo rimasti solo noi. L'effigie di una Dohaeris morente, che sta esalando l'ultimo respiro. Gildas esorta alla lotta, non vuole arrendersi e di certo non ha intenzione di fuggire davanti agli eserciti di Kalisi. Poi succede ciò che nemmeno nelle mie più selvagge fantasie sarebbe mai potuto succedere: l'intimità sospetta tra il cavaliere e Adamantia si trasforma in un tenero bacio, uno scambio che ha lo stesso sapore delle parole che stanno venendo pronunciate. Fino alla fine. Ed è così, tra amore, morte, coraggio e idiozia, che anche questa storia sta giungendo al termine come ogni bel racconto che si rispetti. <<Abbiamo perso>>, prendo finalmente la parola, ripetendo per la prima volta ad alta voce ciò che ormai è diventato un'ovvietà, come se servisse per convincermene una volta per tutte. <<Ma non abbiamo perso contro Targaryus. Questo cambia tutto: Kalisi non è un assassino e sappiamo tutti che l'obiettivo dei Reietti non sono mai state le nostre teste, bensì i nostri titoli>>. Cerco lo sguardo di Adamantia. <<Esperin non è la nostra più grande ammiratrice, è vero. Ma non ci vuole morti, o almeno... non cederà al desiderio di vederci morti. Miserabili e in catene, forse. Ma non morti>>. Sposto poi la mia attenzione anche su Gildas e Alagos. <<Questo vale per tutti. Anzi, credo che al momento il nostro più grande problema sia Lantis: nulla gli vieterà di venire alla Torre appena verrà a sapere della sconfitta e di ucciderci uno per uno con le sue stesse mani, per punirci del nostro fallimento. Non gli siamo più di alcuna utilità>>. Penso che in questa stanza sappiano tutti che ne sarebbe in grado. <<Io... non vi sto dicendo di fuggire. Quello mai. Hai ragione, Gildas>>, gli sorrido, annuendo con decisione, <<Non siamo dei codardi e affronteremo le conseguenze della nostra sconfitta senza scappare. Ma... se lotteremo, non lo faremo per difendere le nostre vite, bensì solo per... preservare il nostro onore, se ritenete che vi sia del disonore nell'arrendersi. Detto questo...>>, sollevo la mano e la apro davanti a me, mostrando il palmo vuoto ai miei compagni. Dalla pelle si generano scariche elettriche che, crescendo di potenza, la avvolgono e acquistano consistenza fino ad espandersi in un solo secondo per poi tramutarsi in Ammazzadraghi. <<... Combatterò con voi. Vi seguirò fino alla fine>>. Perché fuori da questa Torre, a parte Cassandra che non posso proteggere, non ho più nulla da perdere. Ma tra queste mura... ci sono persone che non voglio abbandonare.

    Arma - Spadone in forma dormiente
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  9. #3369
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Adamantia ricambia il mio gesto, non ho paura a mostrare a tutti ciò che provo per lei, perché dovrei averne? Restiamo così per qualche secondo e sorrido quando sento lei stessa scioglie il contatto guardandomi negli occhi. Annuisce alle mie parole e insieme torniamo a voltarci verso gli altri due mente la ragazza posa una sua mano sul mio petto. Mi sento più calmo dopo questo, sapere di non aver preso un abbaglio in camera sua, mi rasserena. Sussulto appena sentendo quel contatto ma il respiro diviene nuovamente regolare «abbiamo perso» dice Aiden rompendo finalmente il silenzio che si era andato a creare dopo le mie parole «ma non abbiamo perso contro Targaryus. Questo cambia tutto: Kalisi non è un assassino e sappiamo tutti che l'obiettivo dei Reietti non sono mai state le nostre teste, bensì i nostri titoli» annuisco serio alle sue parole e in silenzio mi ritrovo a pensare a possibili risultati di questo finale. Io non voglio morire, non dopo aver trovato Mynce, mia figlia, non dopo aver scoperto i miei veri sentimenti per Adamantia. No. Io non voglio che domani la mia vita termini ai piedi di quel trono. Io sopravvivrò, troverò Mynce, il piano mio e di Adamantia andrà termine, avremo finalmente un nostro futuro lontano dai nostri passati. Stringo il pugno libero e irrigidendo le braccia dalla determinazione «Esperin non è la nostra più grande ammiratrice, è vero. Ma non ci vuole morti, o almeno... non cederà al desiderio di vederci morti. Miserabili e in catene, forse. Ma non morti» i suoi occhi si spostano alternativamente tra me e Fanon, mi ero dimenticato che ci fosse anche lui in sala. «Questo vale per tutti. Anzi, credo che al momento il nostro più grande problema sia Lantis: nulla gli vieterà di venire alla Torre appena verrà a sapere della sconfitta e di ucciderci uno per uno con le sue stesse mani, per punirci del nostro fallimento. Non gli siamo più di alcuna utilità» ha ragione, ormai per il Re siamo solo carne da macello, ora come ora potrebbe ucciderci alla minima cosa, sollevo il capo guardando i due uomini, non dovremmo temere Lantis, ora che la guerra è vinta, lui non ha più alcun potere. Una volta che Kalisi sarà su quel trono, lui sarà un prigioniero miserabile e in catene come noi tutti. L’uomo fissa il suo sguardo su di me prima di continuare «io... non vi sto dicendo di fuggire. Quello mai. Hai ragione, Gildas» mi sorride annuendo determinato quanto noi e non posso fare a meno di ricambiare «non siamo dei codardi e affronteremo le conseguenze della nostra sconfitta senza scappare. Ma... se lotteremo, non lo faremo per difendere le nostre vite, bensì solo per... preservare il nostro onore, se ritenete che vi sia del disonore nell'arrendersi. Detto questo...» è questione di pochi istanti, Aiden stende la mano verso di noi e dalle scariche che ricoprono il suo braccio viene fuori la sua spada, sono state poche le occasioni, forse una in cui sono riuscito a vedere quell’arma brandita dal Comandante «... Combatterò con voi. Vi seguirò fino alla fine» sorrido e lo imito sollevando il mio di braccio. Sento il mio elemento percorrermi le vene, il sangue ribolle e pochi istanti dopo ecco che una lingua di fuoco verde, serpeggia rapida attorno al mio braccio fin quando non si ferma sulla mia mano prendendo la forma della mia kopesh. Chrysanta. Mia madre, l’arma con cui ho messo fine alla sua vita e la stessa che metterà fine a quella di Astor, lascio che la lama cozzi con quella del comandante in un tintinnio che rimbomba per la sala, come un brindisi «a noi allora, guerrieri Reali!» tutto ciò significa molto per me, ogni cosa, ogni singolo attimo trascorso in questo luogo mi torna in mente, a testimonianza che il mio ruolo su questa terra non è ancora terminato. Posso farcela, posso cambiare davvero il mio destino… Nikah, fratello, questo è anche per te…

    Chrysanta ---> Forma dormiente

  10. #3370
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Deglutisco impercettibilmente quando Aiden inizia il suo discorso.
    E' proprio nato per fare questo: riesce con poche parole a ribaltare una situazione che sembra compromessa e a rimetterla in suo favore, in nostro favore in questo caso.
    Lo so bene che Esperin non è Targaryus, lo so che non mi ucciderà, ma so anche bene che se qualcun altro le chiederà la stessa cosa che potrei volere io, potrebbe non concedermela.
    In ogni caso è inutile continuare a farmi del male con questi pensieri, bisogna prima uscire vivi da qui e anch'io, come gli altri non mi farò sottomettere, ho troppo da perdere e niente da guadagnare se mi faccio uccidere.
    I miei compagni sfoderano i loro spadoni: uomini, si sentono sempre in dovere di gonfiare il petto! La cosa mi farebbe sorridere se non ci fosse in ballo molto di più, e allora mi adeguo agli altri stendendo all'insù il palmo della mano sinistra, lasciando che il fuoco emani libero e che le fiamme divampino ardenti e calde.
    "Fino alla fine"

    #Maestro Tempesta di fuoco –L'incantatore genera una colonna di fuoco direzionabile nell'area di 10 metri, alta al massimo tre metri e larga due, dove l’incantatore non ne è il fulcro, ma nelle sue immediate vicinanze, provoca ustioni di terzo/quarto grado


 

 

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