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  1. #3381
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar



    L’accampamento sembra avvolto da un silenzio quasi surreale quando alle prime luci dell’alba indossiamo le nostre armature per raggiungere Luna di Diamante, fieri della nostra vittoria e sicuri dell’appoggio delle armate reiette che altrove stanno già rivendicando il nostro diritto al trono. Guardo i miei compagni, i colori ed il drago impressi sul nostro vessillo, guardo quello che siamo diventati e l'uomo che ci guida, mi sento realmente orgogliosa delle mie scelte e di far parte della fazione che oggi cambierà il corso della storia. Drako ci conduce attraverso il portale fino a raggiungere lo spiazzale dove il destino del Regno troverà il suo compimento, con lo sguardo sicuro e determinato di chi conosce fin troppo bene le regole della guerra e quello che ci attende al di fuori di quest’oasi di pace preservata dalla sua magia protettiva, lo stesso sguardo che ritrovo anche in Ryuk che cammina al mio fianco, ma alla morte non si è mai davvero pronti nonostante l’esperienza e la macabra realtà che ci ritroviamo davanti sembra volerlo urlare indistintamente sia a vincitori che vinti, fino a raggiungere a gran voce gli Dei.



    Quando si narra di guerre epiche e sanguinarie, caratterizzate da gesta eroiche di cavalieri che hanno cambiato la storia nel bene o nel male, l'attenzione dei più verte principalmente su di esse mentre tutto questo finisce col fare purtroppo da contorno, mi rendo conto di averlo fatto io stessa in passato nella mia ignoranza ed ora, con gli occhi pieni del rosso cremisi che avvolge ogni cosa, con l’odore acre di sangue ad occludermi la gola e le urla di dolore ad alimentare il peso che sento nel petto, mi ritrovo ad osservare uomini e donne che hanno combattuto fino all’ultimo respiro, uomini di cui riesco a riconoscere esclusivamente il vessillo, che forse per la maggior parte di noi resteranno senza nome e senza storia e tutto questo è talmente ingiusto e difficile da accettare che sento di non riuscire più ad avanzare, se non grazie alla mano di Ryuk che stringe la mia e torna ad infondermi quella forza di cui ho bisogno per fare in modo che tutto questo non sia stato vano.



    Vincitori e sopravvissuti si sono già radunati nello spiazzale a rappresentare con fierezza i propri colori ed ideali, chi con lo sguardo alto e chi col capo chino, tutti accomunati da quel rosso che tinge ancora ogni cosa e che tornerà nelle nostre notti in futuro. I Ribelli sono circondati dai soldati dell’Adamantem che hanno assaltato il monastero, sono nostri prigionieri ma è evidente che non abbiano alcuna intenzione di chinare il capo e probabilmente al loro posto faremmo lo stesso.



    Intenzione ovviamente condivisa dai Reali schierati dietro mio fratello, i quali ci osservano con la fierezza ed arroganza di un ambiente che conosco fin troppo bene e che non sento più mio.



    Mi soffermo su Lantis ed Efrem ignorando la presenza di persone che odio e di altre che invece proteggerei nonostante il diverso schieramento, guardo i due uomini imprescindibilmente legati da quell'unico nome che li lega ancora anche a me, quel nome che in altre circostanze avrebbe potuto far andare le cose diversamente al di là delle colpe di ognuno, ma in loro ora vedo solo i due responsabili di uno spargimento di sangue che ha segnato il Regno troppo a lungo. Lantis prende posto sul trono che era di nostro padre, un trono che ormai non è più suo nonostante l’aria di superiorità che continua ad ostentare



    mentre Drako ci rivolge un sorriso che vuole trasmetterci tutta la sua gratitudine, la sua commozione ed il suo orgoglio per una fazione che è cresciuta sotto i suoi occhi e con i suoi consigli, prima di voltarsi verso i Ribelli e permettere ad Efrem di superare i soldati.



    Il sorriso con cui stavo ricambiando il suo svanisce nel momento in cui assisto a questa scena, preoccupata e confusa dalla sua scelta e dalla fiducia che sta riponendo in un uomo con ideali ormai tanto diversi dai suoi, un uomo ancora accecato dalla vendetta contro la mia famiglia e dal dolore per la perdita della propria, che era disposto a tutto pur di radere al suolo ogni cosa. La stessa confusione è presente negli occhi di Ryuk e degli altri reietti, è successo qualcosa di cui forse non eravamo al corrente e voglio fidarmi del suo giudizio, come ho sempre fatto, anche se mi risulta difficile in questa situazione precaria.



    Restano in silenzio per qualche istante che sembra infinito, si guardano e sembrano ritrovare la complicità di un tempo finché la Serpe non china il capo in segno di resa ed insieme iniziano ad avanzare verso il trono, Drako qualche passo più avanti dell'altro che appare stanco e debilitato ma non per questo meno fiero.



    Sento il cuore accelerare i suoi battiti ed osservo la scena senza riuscire quasi a respirare, quella sensazione di disagio e tensione non accenna a svanire nonostante il gesto di Efrem che collide con quella luce che brilla ancora negli occhi dei suoi seguaci, ed anzi si fa più intensa quando vedo mio fratello materializzare Cuore di Tenebra avvolta dal fulmine di nostra madre e Drako stringere le sue kopesh preparandosi all'inevitabile scontro finale. E' un istante, nel momento in cui mi rendo conto che anche Efrem sta sollevando la sua falce, che tutto acquista un senso tremendamente diverso e toglie significato a tutto il resto. Con gli occhi sgranati ed il cuore in gola assisto impotente a qualcosa che mai avrei potuto immaginare, un tacito accordo tra uomini senza onore che nell'odio reciproco hanno trovato intesa contro chi, nonostante tutto, avrebbe ancora dato la vita per loro.



    Sento come se mi stessero strappando una parte di me, come se stessero trafiggendo anche il mio cuore e la mia schiena ed il suo dolore fosse il mio, nel momento in cui vedo il suo sangue macchiare le mani e le armi dei suoi assassini. L'incredulità e la paura, il rifiuto di quello che sta accadendo davanti ai miei occhi velati di lacrime, tutto si mescola e mi paralizza impedendomi persino di urlare, fin quando il mio corpo non inizia a tremare per la rabbia, una rabbia cieca ed incontrollabile nei confronti di chi me lo sta portando via in modo così vile.



    Istantaneamente ogni cosa passa in secondo piano rispetto a quell'unico desiderio sempre più forte e nitido: vedere la gola di quell'infame squarciata dalla mia spada e la sua testa schiacciata sul sangue dell’uomo che ha tradito nel peggiore dei modi, vederlo agonizzare ed implorare i suoi Siamesi e poi gettare il suo corpo nel fuoco che continua ad innalzarsi dalle macerie e dai cadaveri attorno a noi, lo stesso fuoco che si sta spegnendo in Drako a pochi passi da lui. Lux si materializza quasi autonomamente nella mia mano e le gambe scattano nel tentativo di fermare qualcosa che il cuore si rifiuta di accettare, ma ad un tratto mi sento afferrare per il braccio e non riesco più ad avanzare.



    Piango ancora disperata tra le braccia di Ryuk e gli urlo furiosa di lasciarmi, gli urlo che devo andare, che devo fare qualcosa e che non posso lasciarlo solo, che devo ammazzare quell'essere spregevole che non merita di vivere. Cerco di divincolarmi e di sciogliere inutilmente la stretta con tutte le mie forze ma poco alla volta la disperazione prende il sopravvento sulla rabbia, fin quando anche le gambe non cedono e mi ritrovo a cadere a terra stringendomi ancora a lui, con lo sguardo rivolto verso quella parte di me che se ne sta andando, verso quella figura che sta assumendo una forma diversa interrompendo il flusso dei miei pensieri e paralizzandomi ancora una volta.



    Il nero dei suoi capelli ha lasciato posto al rosso del fuoco che domina, il rosso del sangue che fuoriesce dalle sue ferite, che macchia un'armatura che riveste un corpo da donna e non più da uomo.



    Una chioma che mi riporta alla mente solo un nome, un dubbio reso concreto dalle espressioni dei due uomini e dalle loro richieste di aiuto, dalla disperazione che leggo nei loro occhi e da tanti dettagli di questa storia che ora trovano il loro naturale collegamento.



    Ed io... io non riesco a razionalizzare, non riesco a credere a tutto questo ed a fare altro se non restare con gli occhi fissi sul suo corpo che cade a terra privo di vita, su quel sangue, il sangue di Drako, il sangue di mia sorella, quel sangue che è anche il mio e di nostro padre, mentre ennesime certezze sulle quali ho sempre confidato crollano come castelli di sabbia. La terra trema e le statue iniziano a crollare davanti ai nostri occhi, Ryuk mi stringe ancora mentre perdiamo l’equilibrio ed io mi lascio andare a lui ed alla sicurezza che riesce ad infondermi nonostante questo sia forse l'epilogo di tutti i nostri sogni, lascio che accada quello che deve accadere, lascio che qualunque sia il nostro destino oggi si compia, non ho più le forze di oppormi, riesco solo a stringermi di più a lui e ad aspettare la fine di tutto questo. Una fonte di energia incredibilmente forte si genera a poca distanza dalla donna ed un bambino che ne costituisce il fulcro la raggiunge al centro dello spiazzale, in pochi istanti di confusione sento come se tutta la mia energia fosse risucchiata via, come se la mia natura, il mio elemento, ogni cosa di me fosse estirpata con forza dal mio corpo lasciandomi totalmente svuotata.



    Le ultime forze mi abbandonano e cado a terra accanto a mio marito, non riesco a mettere a fuoco il suo viso e cerco di avvicinarmi per accertarmi che stia bene ma improvvisamente tutto diventa nero ed indistinto ed anche solo respirare sembra impossibile, porto la mano sul mio ventre mentre cerco di oppormi al desiderio di chiudere gli occhi, devo...devo proteggere il nostro bambino, nessuno deve fargli del male.


    Lux - Arma in forma dormiente

  2. #3382
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    DAHMER GRAY DRETH

    Quest'alba risplende di vittoria su Luna di Diamante, sulle sue mura di perla che ora sono macchiate di sangue. Risplende sui corpi di chi ha sacrificato la sua vita in questo lungo assedio, in questa guerra che è riuscita a dilaniare in poco tempo una nazione, famiglie, vite, futuri. Eppure, sotto l'egida di questa guerra, tante altre vite hanno preso una strada più retta, più luminosa, piena di speranza. Guardo le cataste dei cadaveri che ci attorniano, soldati di ogni casato, famiglia, vessillo giacciono inermi, con gli occhi di cristallo dove non risiede più la vita. Il cuore è pesante nonostante siamo qui da vincitori, con tutta questa morte di cui l'odore sale su le narici per intossicare l'anima è difficile festeggiare. Guardo le possenti spalle di Drako, lo guardo che si volta verso di noi per sorriderci, per ringraziarci di averlo supportato in questa guerra. Noi dovremmo ringraziarlo, io soprattutto: quante cose ho capito da quando l'ho seguito? Quanto sono cambiato da quando mi sono schierato con lui? Sono nato reietto e ho sempre detestato questa mia condizione, ma Drako e i suoi ideali mi hanno aiutato a vedere dell'onore anche dove pensavo non ci fosse, del valore dell'onestà che ho sempre disprezzato perchè ritenuti troppo elevati per un bastardo come me. E' vero, è morta tanta gente in questa guerra, ma ora Drako sarà guiderà questo Regno, un uomo saggio e giusto potrà aiutare tanti come me che sono là fuori. Questa gente non è morta invano, è morta perchè Dohaeris avesse un futuro più lucente. Mio padre è poco lontano da noi, circondato da qualche suo bersekers. Lo sguardo truce e serio che raramente lo abbandonano, fissa il trono e di riflesso faccio la stessa cosa. Lantis è seduto su un trono di sangue che ormai non gli appartiene più, sul viso sempre quell'arroganza che non può più permettersi. I reali sono alle sue spalle e come a confermare le parole di Ryuk ed Esperin sulla battaglia, il Primo, anzi l'ex Primo è nelle fila di Targaryus, accanto a suo fratello. Persino una persona ottusa e glaciale come cassandra De Lagun ha dovuto arrendersi all'evidenza della tirannia di Lantis. Schiocco le dita incrociandole tra loro: se non leva il culo da quel trono, ce lo costringeremo noi. Drako, però, sembra sicuro di sè, dando persino il permesso ad Efrem di seguirlo. Non comprendo questa decisione, Targaryus è armato, ma perchè deve sempre fare la fatina buona del cazzo? Perchè fidarsi di un nemico che ha dimostrato di dar filo da torcere? Come può fidarsi di lui dopo la guerra? Ci sarà sempre qualcosa, negli uomini come Drako, che mi sfuggirà, un qualcosa che una parte di me ammirerà e allo stesso tempo biasimerà: la fiducia nel prossimo. La scena che segue è raccapricciante, celere tanto da non dare il tempo a nessuno di noi di reagire, nemmeno a uno come Ryuk: Lantis scende tronfio la scalinata del trono, la sua spada brilla di un fulmine oscuro come il suo soprannome, ed Efrem sembra afferrare meglio la sua falce per colpire. Entrambi, uno di fronte e l'altro di spalle, colpiscono a morte Drako nel medesimo istante, davanti ai nostri occhi basiti, alle nostre bocche dischiuse. Fermo il respiro, come se così facendo il tempo si fermasse con lui, come se questo potesse dare ancora qualche istante a Drako per reagire. Ma non si muove e l'urlo di Esperin mi fa volgere il capo, è disperata, armata e piange tra le braccia di suo marito. No, non ho davvero visto ciò che ho visto. Non ci credo. Ma quel pianto straziante rende tutto vero, reale. Vorrei accorrere da Drako ma qualcosa succede, qualcosa di inspiegabile. Mi sento un idiota, non ci sto capendo più nulla. Quelle spalle possenti, quelle mani che m'han preso a pugni in modo vigoroso in allenamento, quel viso e quei lineamenti ormai familiari per tutti noi... svaniti, trasformati in qualcos'altro. In qualcun altro. Una donna dai capelli rosso fuoco giace inerme, infilzata dalle arme dei due bastardi che credevano di fare chissà cosa. Due bastardi che ora non brillano più di arroganza, ma che si disperano, che urlano e invocano guaritori, alchimisti, cerusici. Chiedono ad altri di rimediare al loro tradimento... ma Drako... lei... ma che cazzo è successo? Come se non bastasse tutto questo per farci venire un infarto collettivo, un fascio di luce appare dal nulla e un bambino mai visto, sconosciuto, con lo stesso fuoco nei capelli della fanciulla inerme, avanza sicuro verso di lei. D'un tratto, un dolore profondo mi attanaglia il petto, cerco di reprimere un urlo ma è come se tutta la mia energia mi venisse strappata a forza, come se qualcosa mi stesse portando via l'anima. non riesco a tenere gli occhi aperti, non riesco a restare in piedi... io...

    PS: Sviene

  3. #3383
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Shayla Bolton



    E’ strano sentirsi al sicuro quando si è accerchiati da nemici, dovrei temere per la mia vita e per il mio futuro, per l’eventualità che la strada che ho scelto di intraprendere si interrompa in questo giorno che segnerà l’inizio di un nuovo Regno che potrei non riuscire a vedere, eppure non è così. Mi sento stranamente ottimista nonostante la sconfitta, una fiducia alimentata dalle parole di orgoglio e coraggio che ci siamo scambiati appena poche ore fa e dalla consapevolezza che in ogni caso il regno del terrore di Lantis sia giunto al termine e che l’ex Dragone risparmierà le nostre vite, la pena che saremo costretti a scontare non mi preoccupa più di tanto. Sono già pronta quando sento spalancare la porta della mia stanza, ho indossato l’armatura appena sono rientrata dopo il discorso di Efrem, in qualche modo questo abbigliamento in cui ormai mi rispecchio non più soltanto per le gambe in bella mostra ha contribuito ad infondermi la tranquillità che avverto ora nel trovarmeli di fronte, è inutile reagire, siamo in netta minoranza e saremo costretti a seguirli da vivi o da morti “So camminare da sola” esclamo scocciata, avanzando verso la porta con lo sguardo alto e le loro armi ancora puntate contro “Al bordello non eravate così impostati” aggiungo ironica, non ho la minima idea di chi siano, non ricordo il viso di nessuno di loro, figuriamoci, ma non era raro vedere armature Leithien alla Maison ed infatti qualcuno mi guarda dubbioso e perplesso e qualcun altro contrariato, fin quando non mi scortano fino al portale dove sono già radunati i miei compagni assieme ad altre guardie, composti e fieri nonostante la posizione di svantaggio come ci siamo ripromessi in quella stanza. Non sono mai stata una donna facilmente impressionabile o emotiva, ma quello che ci ritroviamo davanti nello spiazzale di Luna di Diamante potrebbe segnare anche il più indifferente e vuoto degli uomini.



    Sembra che il sangue di armate intere sia piovuto dal cielo a tingere ogni cosa, il dolore dei feriti e la rassegnata immobilità dei caduti accompagnano il nostro incedere attraverso vessilli che riconosco come fedeli o opposti alla nostra causa oppure che non riesco neanche ad associare alla relativa casata, tutti accomunati da quel destino al quale non sono riusciti a sfuggire. Lo spiazzale è già affollato, semplici civili spaventati, soldati vittoriosi ed alleati col capo chino in segno di resa in numero troppo ridotto rispetto ai cadaveri, ma noi non abbiamo intenzione di arrenderci, non fino all’ultimo istante, ce lo siamo ripromessi. Avanzo assieme agli altri fin quando non intravedo i colori dei Baratheon, tanti, troppi cadaveri di soldati dell’Altura ed ancora… lo stemma di mia madre, dei Bolton, quello stemma che ora sento così mio contro ogni previsione, non credevo che mio nonno avrebbe dispiegato le esigue risorse di cui ancora dispone in questo scontro finale ed invece ha voluto dimostrarmi la sua presenza ancora una volta, nonostante non sia potuto scendere in campo direttamente per l’età troppo avanzata. Seguo lo sguardo di Daphne e scorgo ancora un altro volto che non avrei voluto vedere qui, Kaleb è sceso in campo a rappresentare il suo vessillo, a seguire i suoi uomini, ha il volto insanguinato ed i movimenti sofferenti ma grazie agli Dei è vivo e mi sorride incrociando i miei occhi, un sorriso che mi fa pensare che tutto si sistemerà, che avremo modo di riprendere un discorso lasciato in sospeso troppo in fretta.



    Efrem è avanti a noi sostenuto dalla sua falce, le sue pessime condizioni sono evidenti ma il suo sguardo non tradisce alcun cedimento mentre noi siamo schierati alle sue spalle a sostenerlo e lottare con lui finché ne avremo la possibilità.



    I reietti sono alle spalle di Kalisi dall’altro lato dello spiazzale mentre i reali con quell’espressione supponente ed arrogante sono schierati dietro il loro Re che fregandosene dell’esito della guerra torna a sedersi sul trono.





    Attorno a noi ancora soldati ad impedirci i movimenti e poi accade qualcosa che mai ci saremmo aspettati: Kalisi permette ad Efrem di raggiungerlo superando le guardie ed il secondo china inaspettatamente il capo davanti al primo, seguendolo fino al trono.



    In parte questa sua scelta mi rasserena, arrivati a questo punto unire le forze con i reietti è l’alternativa migliore rispetto a rischiare un ribaltamento della situazione a vantaggio dei Reali, anche se non mi aspettavo questo risvolto, ero pronta ad impugnare la mia arma finché le forze me lo avessero concesso. Procedono verso il trono nel silenzio più assoluto, la tensione è percepibile nell’aria come lo sgomento quando il gesto di Efrem ribalta ancora una volta la situazione: colpisce Kalisi alle spalle con la sua falce mentre il Re lo trafigge al cuore con la sua arma, due colpi che mirano ad uccidere.



    Sgrano gli occhi nell’osservare la scena mentre attorno a me si sollevano urla e reazioni spaventate.



    Andreus accenna ad intervenire ma viene fermato da una guardia mentre Daphne si accascia al suolo sconvolta ed io, senza parole, provo a stringerla per calmarla e riesco solo a pensare che sia tutto dannatamente sbagliato. Non doveva andare così, non doveva spingersi fino a questo punto, Kalisi non lo meritava e sarebbe stato un Re molto migliore dell'attuale ma non lo penso solo per questo o per la slealtà del gesto di Efrem, non sono stata un grande esempio di lealtà in passato e non posso giudicarlo per scelte che probabilmente hanno motivazioni che vanno ben oltre l’esito della guerra, non dopo che uccidendo Nimoe ha già dimostrato di non avere intenzione di fermarsi davanti a nulla, ma uccidere Kalisi mette in posizione di svantaggio anche la nostra fazione, siamo in netta minoranza ed il trono rischia in questo modo di restare nelle mani di quel bastardo di Lantis. Nell’istante in cui torno ad osservare la scena mi accorgo che qualcosa sta mutando, il corpo di Kalisi si sta assottigliando ed i suoi capelli neri si stanno allungando tingendosi del rosso che oggi avvolge ogni cosa, fatico a credere che non sia un’allucinazione o uno stupido scherzo della mia mente quando al suo posto resta una donna per la quale i due uomini urlano disperati alla ricerca di un aiuto che ormai è evidente che sia inutile.



    Non capisco cosa sta succedendo e non ho neanche la voglia di trovare una logica a tutto questo, vorrei solo che Efrem non avesse compiuto un simile gesto che sembra aver scatenato l’ira degli Dei quando la terra sotto i nostri piedi inizia a tremare, cerco di non cadere e vedo formarsi accanto al cadavere di quella donna un fascio di energia dal quale compare un bambino.



    Un attimo dopo una terribile sensazione mi toglie il fiato, è come se mi stessero strappando ogni singolo organo dal corpo, come se il fuoco che brucia nelle mie vene fosse risucchiato via assieme alla mia energia ed alle mie forze.



    Non riesco a reagire, né a muovermi né a chiedere aiuto, mi ritrovo distesa a terra inerme mentre ogni sensazione, ogni colore ed ogni suono diviene indistinto e lascia il posto al nulla.

  4. #3384
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Torre della Mezza Luna
    La mia stanza in questa torre, un luogo tetro e triste al quale vorrei non dover più farvi ritorno. Troppi ricordi, troppe sensazioni si ammassano l’una sull’altra, scalciando e ripercorrendosi una ad una, vicent, i tuoi tentativi di riportarmi alla realtà, la sua caparbietà nell’aiutarmi a ritrovare il senno. Sbuffo. Solo vani tentativi. E io stupido che ho creduto che potesse essere diverso… che potesse anche sono provarci ad apparire diverso dagli altri davanti ai miei occhi. Ma come al solito… uno stupido, sono stato un grossissimo idiota a poter credere che potesse risolvere. Con un gesto di stizza butto per terra in quadro orribile che ricopre la parete dietro i nostri letti e con una punta di nervosismo osservo l’incisione che, ora pulita dal sangue, appare meno evidente. “Vattene”. L’accarezzo per un attimo e dopo qualche istante do le spalle al muro indossando questa maledetta armatura. Stringo i legacci attorno ai polsi e agli stivali e lascio la stanza così, con quel dipinto ormai rotto per terra e il ricordo della mia vita precedente impresso su quella parete. Chissà cosa ne penseranno i soldati che occuperanno nelle prossime battaglie quella camera…

    Luna di diamante
    Le fauci della battaglia si stringono e divorano ogni cosa davanti a loro. Morte e distruzione è l’unica cosa che i miei occhi riescono a vedere, alte fiamme si levano da pile di cadaveri dilaniati, molti indossano il mio vessillo, il vessillo dei Demonar e quasi con ansia cerco tra quei mucchi orrendamente mutilati, il cadavere forse in decomposizione di mio padre. Ma niente, decine e decine di soldati sparsi qua e là. Ma di lui non vi è traccia. Stringo i pugni con rabbia e sento il mio stomaco rivoltarsi, ma non per il disgusto. Purtroppo quello non penso lo proverò più davanti a questo scempio. Quanto più la rabbia che mi divora dall’interno. La guerra non è riuscita a ucciderlo. Guardo Adamantia al mio fianco e per un attimo mi sento più sicuro.


    Non è fuggita, non mi ha abbandonato lanciando alle ortiche i nostri piani. Un sorriso mi nasce spontaneo rotto dopo qualche istante dai passi del Re che ci raggiunge sullo spiazzale, lo seguo in silenzio e resto accanto ai miei compagni quando lui prende posto sul trono. Si ostina ancora a occupare un posto che ormai non gli appartiene più, un trono occupato per troppo tempo.


    Scosto lo sguardo sulle altre fazioni ed è quando Adamantia mi fa cenno che noto Cassandra avvolta in quella che è l’armatura ribelle. Ce l’ha fatta.


    Un sospiro di sollievo si libera dalla mia bocca a vederla sana e salva accanto a quello che dovrebbe essere suo fratello… o almeno deduco, visto che il resto dei Ribelli sono donne. Serio, riporto gli occhi sull’altra fazione, volti sconosciuti e alcuni forse meno importanti di altri. Forse in quell’ammasso di gente riconosco solo tre di quei soggetti. Esperin…


    chissà cosa direbbe se dovesse venire a sapere che io e Adamantia… beh. Come dovrei dirglielo? Kalisi avanza e poco dopo anche Targaryus lo raggiunge bloccato però dalle guardie che li tengono prigionieri. Noto che i Reietti non si sono risparmiati e hanno fatto le cose in grande per non farsi scappare nessuno. Il capo dei ribelli viene fatto passare a un cenno dell’altro e solo dopo che quest’ultimo ha dichiarato la propria resa abbassando il capo, che i due iniziano ad avanzare sul selciato che li separa da noi e dal trono.


    Targaryus sembra piuttosto provato fisicamente ma quella luce negli occhi non gliela toglierebbe nemmeno Raiden se dovesse calpestare questa terra, dopotutto… devo dargliene atto, anche a un passo della morte riuscirebbe a essere fastidioso. Poi tutto muta, il Re uscente si mostra restio a liberare il trono e dopo qualche istante sguaina la sua spada che in breve tempo si illumina. Ma è nell’istante dopo che tutto si confonde, il prigioniero diventa il carnefice, il traditore. Vedo Targaryus sollevare la sua falce e colpire alle spalle Kalisi che un secondo dopo viene raggiunto anche dalla spada del Re. Sollevo un sopracciglio contrariato.


    Avrebbe dovuto aspettarselo, non avrei mai dato le spalle a un traditore come quel verme. La fine di due regni, uno sbagliato e uno che ancora doveva nascere.


    Sto per volgere lo sguardo da tutt’altra parte quando qualcosa muta di nuovo la scena che si è appena consumata davanti ai miei occhi. Drako muta davanti ai miei occhi, il viso diviene meno affilato e i capelli si allungano, divengono rossi come il fuoco che divampa nelle sue vene. Quel fuoco così affine al mio. Una donna, ecco che cosa appare al posto dell’ex Dragone.


    Sgrano gli occhi incredulo a quell’immagine, come se lo stessi vedendo solo io, come se tutto ciò fosse il frutto di una mia illusione che però si infrange quando sento l’urlo disperato di Lantis, che piomba in ginocchio chiamando a raccolta tutti i guaritori possibili. In tanti accorrono e si prodigano su quella donna ormai esanime. Vorrei avvicinarmi per capire meglio cosa stia succedendo, ma la terra trema sotto i nostri piedi, le statue crollano dal castello e la terra si spacca sotto i nostri piedi. Gli dei. Gli dei ci stanno punendo per le nostre azioni. Cerco Adamantia venendo però attirato da un bagliore, altro rosso si fa strada dalla luce, rosso che svetta su una tunica bianca che avvolge… un bambino.


    È assurdo, tutto ciò è assurdo. Che ci fa qui? Il ragazzino si avvicina al corpo esanime, lo osserva e poi osserva i due uomini. Tutto si confonde, sento come se la terra iniziasse a mancarmi sotto i piedi, il fuoco, il fuoco che divampa nelle mie vene. Vuoto, apro gli occhi vedendo solo un flebile bagliore rosso.


    Sto morendo… ripiombo al suolo cercando con lo sguardo Adamantia… a terra accanto a me… cerco di raggiungerla ma sento il buio accogliermi tra le sue braccia fredde…

  5. #3385
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Elen

    Con l'armatura che mi ha vista scendere in campo già due volte, la prima da sconfitta e la seconda da vincitrice, seguo i miei compagni fin dentro le mura del castello. Drako ci precede sicuro, con passo fermo, al contrario io mi lascio condizionare dal sangue e dai resti umani disseminati lungo il tragitto. Cerco di rimanere vicina a Esperin e agli altri miei compagni, mentre le fiamme, la distruzione e la morte imperano intorno a noi. Perchè? Perchè? Non so dare una risposta a tutto ciò: forse ora è veramente tutto finito e da questa guerra nascerà una pace duratura, ma sarà una pace dal gusto amaro, una pace che si porta sulle spalle il peso di migliaia di morti.
    Guardo i miei compagni, tutti segnati in volto, ma fieri di essere reietti e di essere vincitori: Ryuk accanto ad Esperin che le tiene la mano, Niniel, Dahmer, Sage, Alinor e Valerius. Prendo posto accanto a quest'ultimo e osservo le schiere reali, tronfie dietro il loro Re, e le schiere ribelli comandate da Efrem; riconosco immediatamente i rivali affrontati in battaglia, di alcuni assegno un nome sulle basi dei racconti dei miei compagni, mentre altri volti mi sono completamente nuovi. Ora non li temo più come prima della battaglia, non sono molto diversi da me, da noi. Siamo tutti piccoli di fronte alla morte.
    Persa in questi pensieri non mi rendo conto di quando Drako si allontana da noi: ora avanza verso lo scranno affiancato dal capo dei ribelli mentre il Re scende dal trono, che più non gli appartiene, e gli va incontro. Le mani dei due si armano e simultaneamente si avventano sul dragone che si accascia al suolo trafitto a morte. Sgrano gli occhi incredula, tutto succede in un attimo. Vorrei correre da lui e salvarlo con la mia magia, ma le gambe cedono sotto il peso della rabbia e del dolore e non posso fare altro che assistere inerme alla scena. Poi accade l'inspiegabile, il corpo inerme del Dragone muta sotto i nostri occhi prendendo le sembianze di una donna dai capelli rossi, la Serpe e il Grifone invece si disperano per l'atto vile che hanno compiuto e chiedono l'intervento di guaritori. Al loro richiamo mi risveglio dal sortilegio che mi pietrificava e accorro verso Drako, ma dopo solo qualche passo le forze mi abbandonano e cado a terra tremante e confusa. Freddo, buio. Il fuoco ha lasciato il mio corpo. Sarà questa la fine? O è solo un illusione come quel bambino che è comparso dal nulla?

 

 

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