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  1. #351
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Non so quanto tempo è passato da quando Aiden ha lasciato la mia camera. Minuti, ore, giorni: non mi importa adesso. Quello che conta è che da sola sono riuscita a d ottenere più di quanto abbia fatto la mia nobile famiglia in un secolo di storia a partire dalla sua nascita. Sei fiero di avere una figlia, adesso, padre? Peccato che non possa sbandierare ai quattro venti, questa piccola vittoria, sono già parecchio amata soprattutto dopo il mio piccolo scherzetto. Chissà se il piccolo e fragile sir Demonar si è ripreso del tutto o avrà gli incubi questa notte. Mph, reagire in maniera così spropositata alla mia aura mi fa dedurre che non sia poi questo granchè, anche se la sua imprevidibilità ne fa comunque un avversario da tenere d'occhio; non è sicuramente uno con cui ragionare, continuerebbe a tirarti banane ad ogni parola ...
    Lady Waters, anche lei non mi piace affatto, potrebbe costituire un problema anche se, forse, ho un'idea per tenerla a bada.
    Ahahahahah, mi sto divertendo troppo! Intrighi di corte, romanzetti, drammi, è proprio la vita che fa per me!
    Mi infilo tra le coperte, disfacendo i segni lasciati dal corpo forte di Aiden, e chiudo gli occhi cercando di dormire.
    E' stata una notte all'altezza delle mie aspettative.


  2. #352
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Yaahhhhwwwww.....ma quale pensare e pensare? Sono stanchissima!



    Questi ritmi non fanno proprio più per me....ormai ho un'età!
    Impasto la bocca per stimolare la salivazione, a forza di ciarlare con quel vecchio mi si è seccata la gola....Taras è davvero divertente, se la prende sempre per un nonnulla! Parla come se sul trono ci fosse sempre stato Re Rickard...mica suo padre era uno zuccherino, eppure io i miei modi di fare non li ho mai cambiati. Questa cosa di ribadire sempre che "con Lantis le cose sono cambiate" mi fa salire i nervi....lo sanno come sono fatta, mi conoscono...sembrano un'ammasso di bimbetti, ogni volta a stupirsi del mio comportamento. Mi ha fatto perdere la pazienza pure a me, che con il nervosismo per la stanchezza, ha fatto il resto.



    Una lingua nera...sicuramente si tratta di veleno, ma va capito come è stato assunto: l'ipotesi di aver ingoiato qualcosa di commestibile è la più plausibile, ma ovvietà e verità non sempre vanno di pari passo...le persone di cui sono costretta a circondarmi in questa Torre ne sono l'esempio calzante! Magari si è ferita con un'arma avvelenata, che so, un coltello per tagliare il pane...e portandosi il dito alla bocca per succhiare il sangue dalla ferita, ha ingerito il veleno con sui si era sporcata la pelle!
    Se riuscissi a fare una scissione ed eliminare tutte le piante (o pietre o parti animali) velenose che trasmettono il veleno dermatologicamente e olfattivamente, piuttosto che considerarle assieme a quelle che causano il male solo se ingerite...mi toglierei una bella fetta di cause, restringendo il campo di ricerca.



    Guardo i miei cassetti contenenti le erbe, le interiora animali, le pietruzze più disparate: poche gocce o giuste dosature di questi elementi naturali possono curare l'emicrania, i dolori di stomaco, alleviano gli incubi trasformandoli in sogni (bleah!), rinfrancano le bruciature o prevengono il mal di schiena....ma in dosi maggiori, se miscelate con la sapienza dell'arcana erboristeria o con le giuste conoscenze alchemiche, si possono ottenere i veleni più pericolosi e letali.



    E poi il corpo svuotato....questo non mi dice quasi nulla, se non che chi lo ha fatto, poteva voler usare gli organi della malcapitata per una qualche maledizione ai danni di qualcun'altro. Credo che se avrò tempo, domani farò un giro nella biblioteca, per cercare riti malefici che richiedono parti anatomiche.
    Tutte cose che avrei potuto dedurre da sola, se avessi potuto vedere il cadavere...con tutto il caos avvenuto in questi due giorni, qualcuno si è disturbato per fare un'autopsia frettolosa (chi si doveva accontentare, con quell'autopsia? O chi si doveva....coprire?) e bruciare degnamente il cadavere....per una servetta qualunque? Tutto ciò è davvero sospetto.
    Ovviamente, la chiacchierata con Taras non finisce qui....se avessi messo in conto il suo caratterino da donnicciola mestruata, forse avrei potuto strappargli da quella lingua lecca-culi qualche informazione in più.
    Dimentico troppo spesso che il tempo, così insignificante per me, ora assume un'altra importanza, e non devo più trattare la questione con la noncuranza con la quale ho sempre agito.
    Il mio anatema tintinna mentre infilo la veste da notte: mi metto sotto le coperte e soffio sull'unica candela che era rimasta accesa, godendo del buio notturno. Ho bisogno di riposare....



  3. #353
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters




    <<Spero di non avervi disturbata lady Alinor, data l'ora tarda. Ho visto che non avete toccato cibo a cena, non mi stupisce visto il trambusto che c'è stato, ed ho pensato che aveste ancora fame. Io ne ho molta ad essere sincera...>> mi risponde Esperin poco prima di scoperchiare la ciotola che tiene in mano, mostrandomi due belle fette di torta di mele.



    <<Se non sbaglio avete gradito molto a pranzo la torta di mele>> dice sorridendo.
    Mi verrebbe da saltarle addosso ed abbracciarla, ma mi contengo e mi limito a sfoderare un grande sorriso. "E' la mia preferita! Avete avuto un pensiero molto gentile, principessa!" le rispondo.



    Dopo essersi accorta della mancanza di posate, mi fa: <<Sa Lady Alinor, quando ero piccola adoravo mangiare le torte con le mani, la mia septa ha dovuto patire molto per farmi togliere questa poco consona abitudine. Mi sembravano...come dire...più gustose!>>.
    Prende poi una fetta di torta con le mani invitandomi a fare lo stesso.
    "Le svelerò un segreto vostra altezza: io non ho mai smesso di farlo!" confesso divertita, mentre si siede sul letto.
    E' bello trovare qualcuno qui che riesca a metterti a proprio agio. Mi ritengo assai fortunata ad aver conosciuto Esperin.
    "Io e mio fratello ci divertivamo molto a rubarci le fette di torta dal piatto e poi facevamo a gara di..." mi fermo in tempo, rendendomi subito conto di non poter dire alla principessa della gara di rutti, quindi finisco in modo differente la frase. "...chi riusciva a..finirla prima!".



    Prendo la mia fetta di torta e raggiungendola, continuo: "Credo che noi fanciulle di nobili natali dobbiamo sopportare davvero troppe imposizioni! Come muoversi, come parlare, come sedersi a tavola, come mangiare... Se un giorno sarò regina abolirò tutte queste noiose manfrine!".



    Le sorrido prima di addentare il pezzo di torta.
    <<Come state?>> mi chiede poi: <<La serata è stata molto pesante vero? Vi ho vista molto turbata prima, c'è qualcosa che vi preoccupa?>>.
    Metto giù la fetta di torta, mentre il mio volto s'incupisce.



    "In verità non poche, vostra grazia. La guerra, com'è facilmente intuibile, l'attacco in sala da pranzo..." mi sento di dirle, non accennando però alle mie domande e ai miei dubbi riguardo la mia maestra. Visioni, incubi apocalittici, misteriosi incontri...E' tutto molto confuso al momento, non saprei neanche cosa raccontarle.
    "Probabilmente la serata è stata pesante anche a causa mia. Mi dispiace aver usato quei toni con sir Urthadar, mi spiace davvero. E' solo che non ho ritenuto consono il suo comportamento dopo l'attacco che abbiamo subito." continuo poi, dando l'ultimo morso alla mia fetta di torta.
    "Se non siamo al sicuro neanche tra le mura di questa torre non crede che il compito di un comandante sia quello di provvedere alla nostra sicurezza e soprattutto alla sua, cercando di smascherare subito il colpevole e non promettere di agire in un secondo momento?" le chiedo, curiosa di sapere cosa ne pensa al riguardo.
    "Lungi da me dare dell'incapace al nuovo comandante, vostra grazia. Probabilmente è stata solo una mancanza..." chiarisco infine, cercando di non saltare a conclusioni affrettate. D'altronde non è lui la persona di cui mi fido meno.
    "...Una mancanza dovuta forse alla distrazione provocata dal fascino di Lady Feralys che gli era accanto!" riprendo, sorridendo.
    "A proposito, so davvero poco di lei. Mi dica, siete buone amiche?" le chiedo con l'intento di sapere come parlarle della Lady Rossa.


  4. #354
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth

    Non può essere reale.
    Guardo i loro corpi, contemplandoli alla luce fioca della candela e mi convinco di star sognando… E’ troppo disinibita, fin troppo esperta e c’è inoltre il particolare che mi turba: non è la fanciulla pura che credevo.
    Ma Esperin… Com’è possibile? Che sia solo l’immaginazione a giocarmi questo brutto tiro? Siete davvero voi?
    Eppure è qui...
    Sento le loro mani scivolarmi addosso, accarezzarmi, toccarmi; guardo le loro dita affondare nella mia carne e gemo di piacere quando con le unghia mi graffiano… Io non capisco.
    E’ sbagliato… C’è qualcosa di tremendamente sbagliato in tutto questo, in me, in lei.
    Lo avverto.
    Dovrei fermarla, dirle di smetterla, farle capire che io non… non la merito… Ma non ci riesco. Non voglio privarmi di questo.
    Non voglio svegliarmi.
    La desidero ardentemente e sento che per lei è lo stesso: mi chiama, mi bacia, mi accarezza, mi tenta…
    Oh dei se questo non è un sogno allora perdonatemi.
    E perdonatemi anche voi principessa.
    Socchiudo gli occhi e mi abbandono a lei, rendendomi partecipe di questa colpa… Voglio solo dare sfogo ai miei istinti, placare la nostra frenesia di piacere.
    Voglio solo che sia mia, anche solo per una notte.

    Le immagini sotto spoiler contengono contenuti espliciti, siete avvisati



    Crollo stremato sul materasso, stendendomi a pancia in giù, e, socchiudendo gli occhi, mi assopisco. Ma Morfeo ancora una volta si fa beffa di me e mi trasporta in un secondo sogno...



    Non sono più infatti tra le cupe mura della torre ma in una radura; sono steso supino su un manto di foglie, aghi di pino e terriccio.



    Mi sollevo leggermente, poggiando la testa sul palmo della mia mano e con espressione beata osservo la fanciulla che siede sulla riva della cascata…



    La splendida elfa dal viso d’angelo che ha rapito il mio cuore.
    <<Selene…>>, sussurro lasciando che sia il vento a trasportare il mio richiamo fino a lei.
    <<Vicent…?>>, chiede accigliata portandosi in piedi e guardandosi attorno, <<Sei tu?>>.



    Mantengo il silenzio ed usando la fitta vegetazione cammino di soppiatto fino alle sue spalle.
    <<Guarda che non sei affatto divertente!>>, esclama voltandosi.
    Vedo che aggrotta le sopracciglia ed arriccia le labbra assumendo quell’espressione imbronciata che solo a lei riesce tanto dolce…



    Esco allo scoperto e con uno scatto la cingo a me, sorridendole, ed avvicinandomi le sussurro all’orecchio: <<Ti amo>>.
    <<Stupido!>>, mi dice scontandosi da me, dandomi una lieve gomitata per allontanarmi. Ma poco dopo si pente ed addolcendo lo sguardo aggiunge: <<Sei solo uno stupido… Però... Ti amo anch’io>>.
    Controllo rapidamente i dintorni ed appuratomi che non ci sia nessuno faccio per sedermi tirando assieme a me Selene.
    <<Hey! C-che fai…?>>, le sue gote avvampano nel momento in cui sfioro le sue morbide labbra con l’indice ed il suo sguardo si fa man mano più intenso quando con lentezza inesorabile accorcio le distanze... Finché non scatta quella scintilla che mi porta a rubarle l'agognato bacio.



    Mi sorride imbarazzata per poi poggiare la testa sul mio petto e lasciandosi cullare da me giocherella con la cotta della mia armatura.



    Sorrido a causa del solletico involontario quando mi sfiora il tatuaggio… In realtà non è che un marchio elfico, un dono elargito poco dopo la mia nascita dalla sua famiglia e che mi rende in grado di guarire gli altri con il solo tocco.
    Restiamo in questa posizione per qualche minuto, gustandoci quest’angolo di paradiso, finché lei non mi esclama un <<Vicent…?>> che mi scuote dalla stato di quiete in cui sono piombato.
    Fisso il mio sguardo nel suo.
    <<Devi promettermi ciò che sto per chiederti…>>, stringe d’un tratto la sua presa, <<Qualunque cosa accada devi rimanere così come sei… Ricordalo. Non devi cambiare mai, mai…>>.

    I suoi occhi sono l’ultima cosa che vedo; finalmente dormo profondamente senza avere altri sogni o incubi.

    Ultima modifica di Damnedgirl; 12th January 2015 alle 18:31



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  5. #355
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    E' con grande entusiasmo che apprendo di avere con Lady Alinor più cose in comune di quante pensassi. Anche lei come me ama mangiare le torte con le mani, o in generale trasgredire all'etichetta, cosa che ormai da tanti anni evito di fare a causa della rigida educazione che mi è stata impartita da mia madre e dalla septa. Avevo dimenticato quanto fosse divertente avere qualcuno con cui condividere queste cose!
    Ovviamente per una principessa sarebbe il colmo fare in pubblico una cosa del genere, ma qui siamo solo io e lei, e so di avere davanti un'amica, una persona con cui essere me stessa e con cui poter parlare di tutto.

    Sento la torta friabile tra le mie dita, che attende solo di essere mangiata, ma prima di portarla alla bocca ricordo il solito accorgimento che ormai eseguo meccanicamente prima di ingerire qualsiasi cosa.
    I preziosi insegnamenti della mia septa, non potrò mai dimenticarli!

    Ero solo una bambina quando mi insegnò a riconoscere la presenza di un veleno nelle bevande, a suon di bacchettate, e mi promise anche che molto presto mi avrebbe spiegato come fare per i cibi solidi.

    In quell'occasione, sfruttò proprio la mia abitudine nel prendere in mano le torte, per farmi notare come, nel caso di veleno, poggiando un'unghia sul cibo, questa cambiasse leggermente aspetto per un decimo di secondo. Era quasi come se su di essa comparissero delle striature, come se l'unghia invecchiasse improvvisamente, per poi tornare subito normale. Una cosa impercettibile, assolutamente impossibile da notare se non si sa cosa guardare, se non si conosce questa tecnica segreta.

    La prima volta che me lo spiegò, mi portò una bella fetta di torta con le fragole. Ricordo ancora che bell'aspetto avesse, il bianco candido della panna, le fragole fresche e invitanti, il cucchiaino poggiato accanto al piattino, pronto per essere usato. Quando mi disse che era avvelenata e che avrei dovuto toccarla per capire quale cambiamento osservare sulla mia unghia, mi tirai immediatamente indietro, rifiutandomi di farlo.
    Ero terrorizzata, pensavo che anche solo toccarla avrebbe potuto provocarmi del dolore.

    Allora lei prese con forza la mia mano e l'affondò totalmente nella torta, per poi portarmela davanti agli occhi per farmi notare i particolari di cui mi stava parlando.



    Notai il cambiamento delle mie unghie, che durò un battito di ciglia, e subito dopo le vidi tornare normali.
    Guardai nuovamente la fetta di torta ormai spiaccicata sul tavolo, ripensando a come fosse bella ed appetitosa prima di toccarla, e tremai al pensiero di cosa sarebbe potuto succedere se l'avessi mangiata. Quel giorno persi sia il vizio di mangiare le torte con le mani, sia quello di ingerire qualcosa senza prima averne verificato lo stato, per quanto gustoso potesse sembrare.

    Successivamente imparai a fare questo piccolo controllo a tavola senza essere notata da nessuno, e tuttora anticipa tutti i miei pasti.
    Faccio quindi la stessa cosa con la mia torta, verificando che effettivamente sia sana, e tirando un sospiro di sollievo dato che Lady Alinor sta già addentando la sua porzione. Avrei dovuto controllare entrambi i pezzi prima di entrare nelle sue stanze, devo prestare più attenzione, ora...devo pensare anche a lei.

    Nel rispondere alla mia domanda sulla serata, il volto della ragazza si incupisce. Percepisco il suo turbamento e ne soffro anch'io, sapendo benissimo di non poter fare molto per migliorare le cose.
    La situazione è questa, è brutta, dolorosa, ma è questa. E dobbiamo imparare a conviverci, facendoci forza reciprocamente. Ed io ho intenzione di starle vicino come ad una sorella, dato che è questo che presto sarà per me, quando sposerà Lantis.
    "In verità non poche, vostra grazia. La guerra, com'è facilmente intuibile, l'attacco in sala da pranzo...Probabilmente la serata è stata pesante anche a causa mia. " comincia a dirmi, rattristata.



    <<Non dite queste cose, Lady Alinor. E non chiamatemi vostra grazia, almeno non qui. Io per voi sono Esperin, solo Esperin. Vi prego, non prendetevi colpe che non avete>> la rassicuro, prendendo la sua mano nella mia.
    "Se non siamo al sicuro neanche tra le mura di questa torre non crede che il compito di un comandante sia quello di provvedere alla nostra sicurezza e soprattutto alla sua, cercando di smascherare subito il colpevole e non promettere di agire in un secondo momento? Lungi da me dare dell'incapace al nuovo comandante, vostra grazia. Probabilmente è stata solo una mancanza...Una mancanza dovuta forse alla distrazione provocata dal fascino di Lady Feralys che gli era accanto!" continua poi, parlando dell'attacco che ci ha visti vittime in sala da pranzo.



    Mi avvicino a lei, parlandole a bassa voce, quasi sussurrando, per tranquillizzarla.
    <<Capisco i vostri dubbi Lady Alinor, ed ammetto di aver pensato la stessa cosa, prima in sala. Mi sarei aspettata più zelo dal Comandante, dato che si stava parlando di un probabile attacco esterno. Ma poi ho associato questa sua apparente tranquillità al fatto che la Torre è sicura, il portale è sorvegliato giorno e notte e siamo protetti tramite magia. Quindi suppongo potesse essere esclusa una simile evenienza ed il comandante ne era consapevole, anche se... questo purtroppo conferma l'ipotesi che ad attaccare sia stato un interno, cosa che non so fino a che punto possa non essere considerata peggiore, dato che escludendo la nostra razza restano ben poche persone, come credo sapete anche voi, che potrebbero esserne responsabili...>> concludo perplessa. Taras, Lady Feralys e Sir Aiden...solo loro potevano possedere quel potere tra noi, escludendo Sir Demonar che è stato l'unico a soffrirne l'attacco come noi maghi. Ma...non me ne capacito.
    "A proposito, so davvero poco di lei. Mi dica, siete buone amiche?" aggiunge poi, parlando di Lady Feralys.



    <<Oh...beh, conosco Lady Feralys da quando siamo state trasferite qui, ed ho parlato con lei si e no due volte, quindi è davvero poco per parlare di amicizia. Io ho cercato di starle vicino e lei...si è confidata con me, mi ha parlato delle sue preoccupazioni per questa guerra e per quello che sta succedendo, mi è sembrata leale, e molto turbata...come tutte noi del resto>> comincio a rispondere, ripensando a ciò che la donna mi ha detto in biblioteca. Del suo incontro con Drako, dei dubbi di quest'ultimo, a quanto pare, su mio fratello. Una questione che ho per ora accantonato, non sapendo come realmente affrontarla.
    Ricordo i suoi timori, ed il bisogno di restare unite, di confidarci.
    <<Io...si, penso che possiamo fidarci di lei, anche se...non so, c'è qualcosa nel suo sguardo, nella sua voce, che non mi ha permesso di aprirmi con lei come sto facendo ora con voi>> aggiungo, stringendole la mano <<Sarà una questione di affinità caratteriale. E voi...cosa pensate di lei, e dei nostri alleati? Parlate sinceramente...>>



    Quando vorrei poterle dire tutto, dirle di mio padre, del veleno, di mio fratello...di Drako. Ma non posso...non posso dire alla promessa sposa di mio fratello che sono innamorata del peggior nemico di quest'ultimo. Anche se solo definirlo in questo modo mi spezza il cuore, anche se in realtà sarei capace di rinunciare a tutto per scappare con lui, se solo me lo chiedesse. Se solo quella notte, quando è scappato, avessi avuto la possibilità di seguirlo...chi lo sa cosa avrei fatto? Che strada avrei intrapreso?
    Ho bisogno di sfogarmi, ma ho paura. Se qualcuno sentisse...potrebbe riferirlo a mio fratello, che non mi perdonerebbe mai. I miei sentimenti sono qualcosa che nessuno deve sapere, che nessuno deve poter ascoltare. Nessuno al di fuori di questa stanza.
    Faccio appello al mio potere, chiudendo un attimo gli occhi per concentrarmi sul mio corpo, sui miei lineamenti, sulla mia fisionomia, ma anche sui dettagli del mio vestito, del mio aspetto complessivo.
    Dal colore dei capelli, alle forme del mio corpo, alle pieghe del mio vestito. Ogni dettaglio, ogni piccolo particolare, si interseca perfettamente agli altri riproducendo fedelmente quello che io sono e come appaio all'esterno.
    Lascio confluire la mia essenza in due mie copie, materializzandole e lasciando che prendano vita negli unici punti dai quali è possibile ascoltare la nostra conversazione. Una fuori la finestra, dietro le pesanti tende decorative, l'altra in corridoio, leggermente scostata e dietro un angolo, stando attenta a non farla notare dalle ancelle di Lady Alinor che suppongo siano ancora qui fuori, ma distraendole con delle ombre, così che neanche loro badino a ciò che ci diciamo.
    Riesco ad osservare la situazione, e ad ascoltare attentamente, come se fossi lì al loro posto. Se avrò appurato che non c'è nessuno che, anche casualmente, potrebbe ascoltare ciò che ci diremo nei prossimi minuti, continuerò a parlare.
    <<Avete mai sofferto per amore, Alinor? Vi siete mai trovate nella situazione di dover scegliere se seguire il cuore oppure la ragione? Siete mai stata costretta, dalle circostanze, a rinunciare a quello a cui tenevate di più?>> le chiedo, col cuore in mano <<E' questo quello che provo, quello che mi tormenta. Io...credo di provare amore, un amore sincero e puro, per...>> sto per dirle quel nome, ma infine mi trattengo <<...una persona. Una persona che molto tempo fa è andata via da palazzo e che temo non tornerà. Probabilmente non la rivedrò più...e questo mi strugge l'anima, impedendomi di essere all'altezza del cognome che porto in un momento come questo in cui dovrei invece dimostrare a tutti di esserne degna. Per mio padre, per mio fratello, per voi alleati che combattete per noi>> la guardo negli occhi, triste e dispiaciuta <<e per me stessa>> ovviamente.
    <<Vorrei...vorrei essere più forte>> dico infine, abbassando lo sguardo <<L'amore fa davvero schifo, non credete?>> aggiungo poi, tornando a guardarla in viso e sorridendo.



    Cloni- capacità di creare copie di se stesso immateriali, manovrate con la propria volontà.
    Esperto - 3 copie
    *Flashback concordato con Maru1e1a e con le Masters
    *Azione concordata con Scarygirl per prendere la mano di Alinor

  6. #356
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters




    La principessa mi prende la mano, cercando di rassicurarmi su quanto detto prima. Le sorrido quando mi invita a chiamarla solo per nome così le dico di fare lo stesso con me.
    <<Capisco i vostri dubbi Lady Alinor, ed ammetto di aver pensato la stessa cosa, prima in sala. Mi sarei aspettata più zelo dal Comandante, dato che si stava parlando di un probabile attacco esterno. Ma poi ho associato questa sua apparente tranquillità al fatto che la Torre è sicura, il portale è sorvegliato giorno e notte e siamo protetti tramite magia. Quindi suppongo potesse essere esclusa una simile evenienza ed il comandante ne era consapevole, anche se... questo purtroppo conferma l'ipotesi che ad attaccare sia stato un interno, cosa che non so fino a che punto possa non essere considerata peggiore, dato che escludendo la nostra razza restano ben poche persone, come credo sapete anche voi, che potrebbero esserne responsabili...>> mi dice in seguito, confermando la mia idea sulla sua posizione. Chissà se ha in mente una persona in particolare...
    Non posso credere che solo sia lampante solo a me che la colpa sia di Lady Feralys. Gli altri non mi sono parsi così ambigui come lei finora, per non parlare che non ha assolutamente subito l'attacco. E che dire di quando Gildas le ha dato della "brava attrice"? Che costui sia totalmente fuori di testa e abbia fatto un nome a caso? O magari avrà intuito qualcosa?
    "Non mi è mai sfiorata l'idea che l'attacco potesse venire da fuori...Esperin." mi lascio scappare, a bassa voce.
    Attendo poi con ansia la sua risposta riguardo a Lady Feralys.
    <<Oh...beh, conosco Lady Feralys da quando siamo state trasferite qui, ed ho parlato con lei si e no due volte, quindi è davvero poco per parlare di amicizia. Io ho cercato di starle vicino e lei...si è confidata con me, mi ha parlato delle sue preoccupazioni per questa guerra e per quello che sta succedendo, mi è sembrata leale, e molto turbata...come tutte noi del resto>>.
    Come no, immagino i fiumi di lacrime che avrà versato.
    <<Io...si, penso che possiamo fidarci di lei, anche se...non so, c'è qualcosa nel suo sguardo, nella sua voce, che non mi ha permesso di aprirmi con lei come sto facendo ora con voi. Sarà una questione di affinità caratteriale. E voi...cosa pensate di lei, e dei nostri alleati? Parlate sinceramente...>>.
    Chiudo gli occhi e mi schiarisco la voce. Credo che non le mostrerò il disegno del volto Lady Feralys col quale mi diletto a giocare a freccette che tengo chiuso nell'armadio.
    "Credo che sia una donna molto affascinante e potente..." comincio col dire. "Ma mi guardo bene dal fidarmi di lei!" continuo, bisbigliando, mentre le stringo la mano.
    Esperin non è a conoscenza che una delle mie ancelle ha origliato la sua conversazione con la Lady Rossa in biblioteca.
    "Voglio dire, i suoi modi, le sue risposte ambigue..." continuo riferendomi al primo giorno d'addestramento, "..il fatto che sia scomparsa per un certo lasso di tempo dalla Torre senza dare spiegazioni...Tutto questo mi dà da pensare. A lei no?" concludo, nella speranza che si confidi totalmente con me.
    "Per quanto riguarda gli altri li conosco davvero poco. Con alcuni di essi non ho neanche mai proferito parola.." aggiungo infine.
    Ad un certo punto poi, la conversazione prende una piega diversa.
    <<Avete mai sofferto per amore, Alinor? Vi siete mai trovate nella situazione di dover scegliere se seguire il cuore oppure la ragione? Siete mai stata costretta, dalle circostanze, a rinunciare a quello a cui tenevate di più? E' questo quello che provo, quello che mi tormenta.>>.
    Oh. Sono poche le situazioni che mi creano imbarazzo e questa è decisamente una di queste. Non mi era mai capitato di avere questo tipo di confidenze con una fanciulla, probabilmente perchè ho sempre preferito avere amicizie maschili.
    Ma...aspettate un attimo. Non è che...la visita notturna, il letto, le mani. Spalanco all'improvviso gli occhi. Non vorrà mica dirmi che staparlando di me???
    <<
    Io...credo di provare amore, un amore sincero e puro, per...una persona. Una persona che molto tempo fa è andata via da palazzo e che temo non tornerà. Probabilmente non la rivedrò più...e questo mi strugge l'anima, impedendomi di essere all'altezza del cognome che porto in un momento come questo in cui dovrei invece dimostrare a tutti di esserne degna. Per mio padre, per mio fratello, per voi alleati che combattete per noi e per me stessa>> riprende fissandomi negli occhi.
    La guardo dolcemente mentre mi tranquillizzo, fortunatamente non parlava di me. E neanche di sir Dreth, a quanto pare. Mi spiace per lui.
    <<Vorrei...vorrei essere più forte>> dice infine, abbassando lo sguardo <<L'amore fa davvero schifo, non credete?>>.
    Le prendo entrambe le mani e guardandola fissa negli occhi, le rivelo: "Io non ho mai conosciuto l'amore Esperin. Sono sempre stata troppo presa dagli allenamenti con la mia maestra...per cui non credo di sapervi consigliare per bene.."
    Sorrido quando mi sovviene un ricordo dell'adolescenza. "Sì, c'era un ragazzino che spesso si allenava con mio fratello che non mi dispiaceva affatto, ma mi limitavo solo a guardarlo da lontano durante i suoi allenamenti. C'era uno scambio di sguardi, ma dubito si sarebbe fatto avanti con la figlia di Lord Horas Waters...non era di nobili natali...".
    Scuoto la testa, continuando a sorridere. "Ecco, questo fa schifo. Che l'amore di due persone sia ostacolato dalle caste!...Un'altra cosa che abolirò semmai dovessi diventare regina!".
    Resto in silenzio per una manciata di secondi, per poi riprendere: "Siete degna del vostro cognome, Esperin. Forse non sembrerà, ma siete forte, io l'ho visto in più occasioni da quando sono qui, fidatevi!".
    Incrocio le gambe e mi avvicino ancora di più a lei.
    "Parlatemi un po' di lui." le incito, incuriosita. "Se posso fare qualcosa per potervi aiutare a ricongervi con lui non avete altro che da chiedere!". concludo, sperando che si fidi di me abbastanza per lasciarsi andare totalmente.
    Ultima modifica di scarygirl; 13th January 2015 alle 23:18


  7. #357
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Alinor conferma la mia teoria di un attacco interno durante la cena, asserendo di non averne mai dubitato, e questo aumenta le mie perplessità su chi possa averlo determinato.
    <<Ma escludendo qualche intruso, come fortunatamente è stato altrimenti adesso saremmo assediati dai nemici, chi potrebbe essere stato?>> giocherello con una ciocca dei capelli, mentre continuo a parlarle, a bassa voce <<Escludendo noi Maghi, restano quattro persone di cui nonostante non possa essere sicura dei poteri, sicuramente sono...diversi da noi>> le dico, perplessa <<Di queste, uno è Taras e mi sento di poterlo escludere, è nostro fidato consigliere da tanto, e un altro era palesemente provato...quindi, resterebbero in...due>> concludo, riferendomi chiaramente a Sir Aiden e Lady Feralys. Spero che Alinor segua il mio ragionamento, ho bisogno di un confronto, non vorrei stare viaggiando troppo con la mente.



    Più ci penso e più mi sembra assurdo, ancora non riesco a capacitarmi di cosa possa aver indotto uno dei nostri alleati a fare una cosa del genere.
    Effettivamente loro sembrano non aver minimamente subito l'attacco, a differenza di tutti gli altri...però almeno il comandante si è prodigato per aiutarci, anche se poi ha peccato di superficialità nel non controllare subito chi sia stato il colpevole. Mentre la donna sembra non essersi accorta proprio di nulla... Com'è possibile?
    E poi la reazione di Sir Demonar, che ha accusato subito lei. Pura follia? Un caso? Oppure...

    La conversazione si sposta poi proprio su Lady Feralys, ed intuisco che Alinor non si fida affatto di lei, sia per il suo comportamento che per la sua lunga assenza dalla Torre. Vorrei poterle spiegare tutto, che la donna si è allontanata per avere delle risposte, nonostante io non condivida il suo gesto. Magari la cosa potrebbe tranquillizzarla, per lo meno sul fatto che non abbia complottato contro di noi, ma non posso tradire in questo modo la fiducia che Lady Adamantia ha riposto in me.
    Perchè lei si è fidata di me, altrimenti non mi avrebbe detto quelle cose...no? Ha rischiato molto nel farlo, dato il mio ruolo.
    Non è neanche giusto però tacere, lasciando ad Alinor chissà quali atroci dubbi sul comportamento della donna.
    <<Non preoccupatevi Alinor, condivido le vostre perplessità sul suo carattere, ma sulla sua assenza potete stare tranquilla, mi ha raccontato cosa ha fatto, parlandomi con sincerità dei propri dubbi, però per lealtà nei suoi confronti non posso parlarne adesso con voi, mi capirete immagino. Riguardo invece ai suoi comportamenti...>> ripenso alle sue parole, ai suoi sguardi, al suo atteggiamento durante l'allenamento.
    Se non ci fosse stato Sir Dreth a soccorrere prontamente Alinor chissà cosa sarebbe potuto succedere. Io non avrei mai sferrato spontaneamente un simile attacco, soprattutto contro una persona disarmata e con la chiara intenzione di ferirla.
    Non è...leale. Non è da me.
    Non a caso prima di attaccare la stessa Adamantia le ho restituito l'arma.

    E... Se fosse stata sleale anche prima in biblioteca? Se mi avesse mentito? Se quindi non fosse vero che è stata con Drako, o che lui ha detto quelle cose? Se mi stesse manovrando per qualche ragione?
    No... Non può essere. Non può essere così, mi sembrava così spaventata! E tra l'altro era sotto l'influenza della mia aura. Non so più cosa pensare.
    Eppure... Le parole di Lady Alinor hanno un senso, ripensando agli ultimi giorni.
    <<...Si, in effetti ad essere sincera talvolta ho trovato anch'io inopportune le sue azioni o le sue parole. Ma ecco, pensavo fosse lo stress, la tensione. Pensate che stia sbagliando a credere nella sua amicizia? Sto peccando, come mi rimprovera sempre la mia septa, di ingenuità secondo voi? Eppure siamo tutti dalla stessa parte, che senso ha...>> bisbiglio pensierosa, mentre mille dubbi si affollano nella mia mente.



    Sono le parole di Alinor a rasserenarmi, rendendomi felice.
    "Siete degna del vostro cognome, Esperin. Forse non sembrerà, ma siete forte, io l'ho visto in più occasioni da quando sono qui, fidatevi!"



    <<Dite davvero, amica mia?>> esclamo, felice <<Vi ringrazio di cuore per le vostre parole>> non sapete quanto siano care per me!
    Sapere di non essere sola, di avere qualcuno con cui essere me stessa senza paura di essere giudicata è davvero importante per me in questo momento. E sapere di non apparire totalmente stupida...o inadatta, come temevo, mi tranquillizza, dandomi lo stimolo ad essere più forte, ad impegnarmi per non deluderla per la fiducia che ha riposto in me.
    "Parlatemi un po' di lui." mi chiede poi, pur spiegandomi che l'amore non è mai stato finora al centro dei suoi pensieri.



    Spero che mio fratello riesca a farle cambiare idea, spero che nonostante il matrimonio sia combinato tra loro nasca qualcosa di vero, di unico, come quello che provo io per Drako. E che a loro vada meglio che a me.
    Mi abbandono, lasciandomi scivolare con la schiena in giù sul letto, portando le mani dietro la testa. La stanchezza inizia a farsi sentire. Deve essere quasi l'alba.



    Lui... come descrivere lui.
    Chiudo gli occhi ripensando ai suoi lineamenti, ai suoi occhi, alla sua voce. La sua dolce voce quando mi parlava...quanto mi manca.
    Ma non è questo ciò che più lo rappresenta. Non è questo ciò che più apprezzo di lui, o ciò che più mi manca. Mi manca sapere che c'è, che posso stargli vicino. Mi manca la sua lealtà, la fiducia incondizionata che riponevo in lui, mi sentivo al sicuro...con lui. Sentivo che non mi mancava nulla...solo stando al suo fianco come amica. Mi bastava...avrei potuto farmelo bastare, piano piano.

    Riprendo a parlarle, sempre a bassa voce data la vicinanza tra noi, cercando le parole più adatte.
    <<E' una persona speciale, amica mia. Una persona che ha sempre messo gli altri davanti ai propri interessi, che ha rinunciato a tante cose...fin troppe purtroppo...per mantenere fede ai propri ideali. Mi ha insegnato ed aiutato tanto, e tra le altre cose...senza volerlo...mi ha fatto scoprire cosa vuol dire amare. Non c'è mai stato nulla tra di noi, né mai ci sarà temo, ma ormai il mio cuore è inevitabilmente suo>>. Solo suo, lo sento.
    "Se posso fare qualcosa per potervi aiutare a ricongiungervi con lui non avete altro che da chiedere!"
    Sorrido per le sue parole. Ovviamente non sa, non può sapere che un ricongiungimento è impossibile ormai. Ma apprezzo infinitamente il suo gesto.
    <<Vi ringrazio>> le rispondo <<Lo terrò a mente...sapete, sono davvero felice di avervi conosciuta>> concludo, con un sorriso dolce.

  8. #358
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    E' L'ALBA

  9. #359
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Sono ancora tra le braccia di Morfeo, quando pian-piano le percezioni del mondo reale si fanno più tangibili.
    Il Sole mi riscalda il viso e io strizzo gli occhi infastidita: odio la luce, ma mi costringo a lasciare sempre le tende scostate la notte, cosicché i primi raggi possano entrare tra le finestre e svegliarmi. Mi concedo qualche altro minuto di dormiveglia, quando è proprio l'udito a regalarmi la sveglia definitiva peggiore!
    Un cinguettio soave e melodioso, che mi urta più della vista di un campo di fiori profumati, mi fa aprire gli occhi, denotando che due pettirossi si siano poggiati proprio sulle mie finestre!



    Mi metto a sedere lentamente, mentre le due ignare bestiacce fanno a gara a chi ha l'ugola d'oro....servirà loro un giudice!
    Con estrema lentezza mi metto a sedere, sollevo il cuscino dietro di me e lo alzo appena sopra la nuca, nell'intento di dargli il giusto slancio: prendo bene la mira e...PANF!
    Osservo dapprima lo sbattere d'ali mentre vola via...quello che s'è salvato. Eccitata come una bambina, mi alzo per osservare soddisfatta la minuscola preda spiaccicata al suolo...sta ancora spirando! Con un secco <<Ah!>> gli do un ulteriore calcio, facendolo finire dietro la libreria. La prossima volta poggiati sulle finestre della principessa...al massimo si metterà a gracchiare insieme a te!
    Indosso lo stesso saio del giorno prima, non puzza ancora così tanto, infilo i sandali e sbadiglio rumorosamente.
    Sto per uscire, quando mi ricordo nuovamente del cadaverino del pettirosso...mi accovaccio dietro la libreria e lo recupero nuovamente, dopodiché mi dirigo verso le cucine.



    Lascio detto ai cuochi di prepararmelo per bollirlo nell'acqua per la mia colazione, con del pane caldo.
    Ignoro i loro sguardi perplessi sulla mia "cacciagione" e mi dirigo velocemente in biblioteca: una volta li, mi reco immediatamente nell'ala dei libri dedicati alle "variazioni" del male.
    Sacrifici, maledizioni, malocchi....veleni.
    So già che Grimorio cercare....Clavicula Salomonis, per le magie rituali.



    La mattina è meglio andare sul leggero! Me ne torno tranquilla nella sala da pranzo, in attesa del mio brodo di pettirosso, e comincio a sfogliare le pagine...
    Andiamo con ordine: cosa devo cercare? Per il momento voglio concentrarmi sul corpo totalmente svuotato della cuoca, o sarà inutile avere sicurezze sul veleno, dato che è la cosa alla quale invece potrei essere subito più vicina.
    Taras ha detto esattamente "(...) e fosse come svuotata all'interno, come se qualcosa l'avesse risucchiata nel suo baratro (...)"
    Se gli organi interni fossero stati esportati per un qualche rito, Taras avrebbe detto semplicemente che era stata "sventrata": una lacerazione abbastanza lunga da tirarle fuori tutte le viscere, ma ha precisato bene "corpo svuotato"...come se ciò che vi era al suo interno fosse svanito, lasciandone l'involucro vuoto.
    Che io sappia, l'unico modo per utilizzare gli organi interni è toglierli fisicamente dal corpo, e anche in certo modo, un normale macellaio non potrebbe farlo. Non mi risulta che possono essere fatti sparire per poi riapparire come se nulla fosse fuori dal cadavere, rendendolo sgombro dal resto....
    E poi chi mi conferma che si tratta davvero di organi interni? E le ossa? I muscoli?



    No ho deciso: la situazione è più grave di quello che sembra. La strada del veleno non perde validità, mentre quasi mi sta morendo quella del sacrificio, e acquista sempre più senso la via di un qualche maleficio.
    Una cuoca colpita contemporaneamente con un veleno e una maledizione...perchè lo svuotamento del cadavere non posso credere sia conseguenza "solo" del primo. No...non può essere. E questa donna che diavolo ha fatto per meritarsi una fine del genere?
    Fine....fine...
    Vedo passare Theon velocemente con dei pentoloni d'acqua, spiegando ad un'altra serva che c'è da portare acqua pulita nelle stanze, prima fra tutte quelle di lady Esperin.
    Lady Esperin....Lady Esperin....la fine....la fine...
    Chiudo il libro con uno scatto, colta improvvisamente da un'epifania: il re avvelenato da un anno....un veleno che non uccide, ma riduce in stato comatoso e sofferente per un periodo fin troppo lungo.



    Che senso ha avvelenare qualcuno per aspettare che il veleno faccia effetto così dopo tanto tempo? Per...distrarci? Per tenere fermo il Re, metterlo fuori combattimento il tempo necessario per....cosa?
    Sbatto le palpebre diverse volte, scuotendo il capo: ho bisogno di nutrirmi e fermare un momento questi pensieri, sto stragionando!
    Mi dirigo nelle cucine, e noto un cuoco che sta girando l'acqua nella quale sta bollendo la mia piccola preda. Altre donne tagliano il pane e friggono alcune frattaglie, mentre c'è Agatha in un angolo a svuotare un cesto con la frutta per la colazione.
    <<Allora, ne abbiamo ancora per molto qui?>> domando irritata al cuoco. Sto morendo di fame.


  10. #360
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar


    Apro gli occhi di scatto e mi rendo conto di non essere più coperto da alcun lenzuolo. Devo aver avuto una notte agitata, nonostante l'ora tarda in cui mi sono coricato. Mi godo per qualche minuto la comodità del materasso prima di svegliarmi del tutto e alzarmi dal letto: sarà una giornata impegnativa, e spero fruttuosa come la precedente.


    Apro il cassettone e afferro altri indumenti: me ne rimangono pochi, dovrei spedire una lettera a un servo a casa per dei rifornimenti. Indosso il completo lentamente, ponderando bene su che fare una volta uscito dalla camera. Devo parlare con delle persone, prima tra tutte Esperin, ma temo che a quest'ora stia ancora dormendo. Scuoto la testa, afflitto da una leggere emicrania: ho proprio dormito male.


    Una volta pronto apro la porta e abbandono la stanza. La Torre è stranamente... silenziosa, come se nessuno avesse ancora abbandonato il proprio giaciglio. Tanto meglio: mi piace la tranquillità, specialmente di prima mattina, specialmente con questo mal di testa. Mi incammino verso la sala da pranzo, la mia amata sala da pranzo: ogni volta che ci entro succede qualcosa di divertente. Giunto lì, entro in cucina e vi trovo dentro qualche servo e nientepopodimeno che la septa. Le sorrido, sorpreso: lei probabilmente non apprezzerà ma non posso farci nulla, è decisamente un lieto incontro per me.


    <<Buongiorno, septa>>, le dico, cordiale ma nemmeno troppo. Se ho capito qualcosa di questa... donna?, è che non ama i salamelecchi. <<Spero abbiate dormito bene, io non tanto>>. Distolgo la concentrazione dalla strega e afferro una banana. La sbuccio con attenzione e faccio per dirigermi in sala da pranzo, quando una fitta alle tempie mi fa stringere i denti. Il mal di testa... Ma sì, tanto mi serviva una scusa per parlarle. <<Septa, perdonate il disturbo a quest'ora della mattina, ma mi chiedevo se non conosceste un qualche rimedio per l'emicrania... Mi sta davvero uccidendo, e ho bisogno di essere al pieno delle mie forze per affrontare bene la giornata...>>. La guardo negli...occhi?, un po' criptico e un po' divertito. È una scusa così ovvia che rimarrei infinitamente deluso se non lo capisse, e cerco di farglielo comprendere con l'espressione del viso.
    Spero che accetti di giocare e che non ci raggiunga nessuno...


    Our wills and fates do so contrary run

 

 

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