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  1. #401
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Brindo con piacere insieme alla septa. Alzo il calice pieno al cielo e sorrido alla vecchia, compiaciuto da una tale reazione. <<Alla nostra vittoria>>, dico pacatamente, per poi portare il bicchiere alle labbra e bere un sorso di vino. Che sfacciataggine! Questa donna è una sorpresa continua, è l'inappropriatezza fatta persona, mi diverte anche quando sono io l'oggetto del suo scherno. Ma mi diverte il doppio se io non c'entro nulla.

    La mia allegria lascia presto spazio a una soffocante tristezza, provocata dalle parole di Cassandra. Sembra provata, distrutta, irrimediabilmente distrutta. Devo assolutamente parlarle, sincerarmi delle sue condizioni. Ora non posso, ma entro il tramonto la raggiungerò e parleremo a quattrocchi, senza mezze misure, senza bugie. Lei si è conquistata questo privilegio.
    È invece la voce di Dreth a lasciarmi indifferente: non so se si è sentito provocato dal mio sguardo, ma voglio pensare di sì: vederlo mettersi in ridicolo davanti a tutti è sempre un meraviglioso passatempo. Dà pienamente sfogo alla sua immaturità, non è stato scelto per giocare e si è offeso. Soffoco una risata, me lo devo tenere buono, però lui mi rende davvero la vita difficile offrendo tutte queste occasioni per schernirlo... Rifiuta pure il vino. Ma che noia! Vuole difendere il regno, fedeltà, blablabla. Sbuffo, non riesco a contenermi, questi discorsi mi fanno venire l'orticaria. Vane giustificazioni per la sua sete di sangue, una sete che ci accomuna tutti. Si sente privilegiato solo perché fa di cognome Dreth? Perché ha servito la corona per tutta la sua misera vita? Quando capirà che queste cose non hanno alcun senso in guerra?

    Fortunatamente ci pensano la principessa, lady Waters ma soprattutto la septa a zittirlo. Sto amando quella donna. <<Ma speriamo di no, cara septa>>, le dico riferendomi alle parole che rivolge a Vicent per invogliarlo a bere. <<Ci serve qualcuno abituato a insegnare che mostri la luce con calma e pazienza ai più giovani di noi>>. Niente, non ce l'ho fatta. Cattivo, cattivo Aiden.
    Lumen rimarca le parole della strega, e finisce di parlare rivolgendosi proprio a me. "Sir Aiden? Avrei necessità di discutere con voi di alcune faccende... mi fate compagnia per una passeggiata nei giardini?". Le sorrido. <<Volentieri, vostra altezza. Con permesso>>, mi alzo e faccio un breve inchino per salutare coloro che rimangono nella stanza. Prima di recarmi all'esterno, però, mi avvicino a lady Waters. Ho l'aria un po' mortificata, vorrei ispirarle della tenerezza. <<Lady Waters, mi piacerebbe molto parlarvi in giornata, vorrei scusarmi degnamente per la mia reazione di ieri>>. Non dico altro, non è né il luogo né il momento, e mi congedo definitivamente dando le spalle a chi rimane.

    L'aria fresca del mattino mi pervade. Ah, adoro quest'ora del giorno. Offro il braccio alla regina, mentre pronuncio queste parole: <<Al vostro servizio>>.
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  2. #402
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    Sir Aiden mi offre galantemente il braccio, che io accetto volentieri. Nel farlo, una mano, quella che resta libera dall'intreccio, si sofferma leggiadramente, con un tocco delicato e quasi impalpabile, sul muscolo del suo bicipite: niente male, Comandante. La brezza del mattino è davvero piacevole, dopo aver respirato quella soffocante della sala da pranzo. Le guardie che mi fanno da scorta ci seguono a vista, nessuno potrebbe sentire o spiare le nostre parole.
    "Con voi posso essere sincera, Sir Aiden: accanto alla gioia di rivedere mio zio, il suo arrivo mi preoccupa non di poco... inoltre, non mi è chiaro in quali rapporti siano lui e il Reggente... i Leithien hanno, da sempre, cercato in tutti i modi di imparentarsi con la famiglia reale, per questo siedo su quel trono... quindi, apparentemente, i rapporti tra le due famiglie possono sembrare amichevoli ma... ovviamente, è tutto un bilancio di potere. Ricordate che la vostra gloria dipende dalla mia influenza presso il comando e se uniti e alleati, potremo giostrare le faccende politiche in modo più efficace che da soli. Voi avete novità da dirmi? Avete parlato con la Principessa? Speravo che il mio messaggio... come definirlo... estetico le fosse giunto, ma, a quanto, pare solo De Lagun ha avuto la sfrontatezza di chiarirmi da che parte sta. Non so se il silenzio generale sia da attribuire alla vigliaccheria o ad un'abile strategia... conosco il motivo del vostro silenzio, ma non quello degli altri... ma magari, voi potete illuminarmi sulla questione" gli spiego seria. Se mio zio vorrà un rapporto completo sull'atmosfera che si respira alla Torre, voglio essere più che preparata.

  3. #403
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Dopo le mie parole, noto un consenso vagamente generale, palesato però solo dal Capitano e Sua Maestà.
    Inchino appena il capo in sua direzione, dicendo per l'appunto che mi reco in sala allenamenti. Mentre m'incammino, sento Lady Lumen invitare all'esterno il Comandante Urthadar: niente che mi stupisca.



    Immagino invece che la mia reazione sia parsa in netto contrasto con quella dell'altra sera, ma nessuno sa quello che è accaduto all'Abgruntis, l'effetto che ha avuto su di me...no, massa di stolti. Non potete comprendere.
    Giunta nella sala, mi trovo improvvisamente a non sapere che fare: con chi mi alleno? Che faccio?
    Bhe, tanto per cominciare, scrolliamoci di dosso questa staticità che governa il mio corpo dal pomeriggio precedente, sono stata troppo ferma!
    Pongo la mano di fronte a me, braccio dritto e palmo verso l'esterno: il gesto avviene con uno scatto violento, con l'intento di velocizzare l'apparizione della mia arma, come se, da prolungamento del mio braccio, potesse materializzarsi improvvisamente come conseguenza dello slancio!



    Stupida, stupida Deirdre.....è un pò troppo presto! Piego con forza le dita, la mano assume la forma che avrebbe se stessi stringendo il pomello di una porta, a forma di sfera: è nelle falangi che concentro la mia magia, richiamando la mia Lancia.
    Usando i polpastrelli come dei pennelli, li ticchetto leggermente nel vuoto, attendendo che appaiano i primi pigmenti della Fornsworn Stave. Il primo ad avvertirne il tatto è l'indice, che ne accarezza la ruvida fattezza: apro gli occhi, e vedo in pochi secondi materializzarsi l'epicentro dell'asta.
    Questo è il momento buono: con un espiro deciso stringo le dita, anche se non è ancora materializzata del tutto, e scarico la mia forza in essa....eccola qui, la mia Ophelia si è mostrata in pochi secondi, prendendo forma in tempi brevissimi.
    Arma – Lancia in Forma Dormiente
    Forsworn Stave (Ophelia)
    Sfrutto il peso che mi ha momentaneamente sorpreso per passarla nella mano sinistra, ed è da li che comincia la mia rotazione: un dito dopo l'altro, mentre il braccio la sposta agilmente dietro la schiena, incontrandosi con quello destro, che l'afferra ancora continuando il susseguirsi di passaggio da un dito all'altro prima, e da una mano all'altra poi: avanti e indietro, avanti e indietro...quando sento d'aver acquisito dimestichezza, fermo la lancia in posizione orizzontale frontalmente ai miei occhi: la afferro anche con la sinistra e chiudo le palpebre...ho intenzione di capire se la mia forza è aumentata.



    Stavolta mi muoverò in maniera diversa: non richiamerò le radici dal terreno, ma le farò materializzare magicamente da qui, dal pavimento. Siamo in fondo al secondo piano, ci manca che per farmi raggiungere da esse faccio saltare la sala da pranzo di sotto!
    Anche se.....no. No. Posso resistere a simili tentazioni.
    Nella mia mente, le immagini di radici sottili serpeggiano nel vuoto, lunghe e quasi elastiche, simili a liane.
    Sollevo leggermente le palpebre per osservare il pavimento, cercando una connessione con esso tramite la mia magia Elementale, la Terra. E' freddo e granitico, ma vi trovo comunque "spazio" illusorio al suo interno: piano piano le radici vi prendono forma appena sotto la superficie, vi trovano casa: stringo senza pensarci la mia lancia, fremendo per tirarle fuori.
    Inspiro un'ultima volta, dopodichè do loro il comando per uscire: le piastrelle in marmo esplodono nell'innalzamento delle mie racidi, atterrando ad un paio di metri di distanza, mentre io mando la mia magia verso il manichino.
    Distruzione - Esperto
    L’incantatore è in grado di connettere la propria energia all'ambiente e generare radici, che prendono vita dal sottosuolo, in zone da lui scelte:
    Abbraccio dell’Eden - Le radici bloccano metà corpo o busto o gambe, stringendolo con forza, provocando danni da escoriazione
    La ramificazione creata dalla mia magia avvolge il fantoccio attorno al suo finto busto, stringendolo in una morsa...ridacchio, immaginandomi Lantis al suo posto....poi Lady Lumen....weheheheh.



    La lancia è ancora di fronte a me, la stringo come se fosse lei il tumulto di radici che avvolge il mio "nemico"...con quest'idea, attiro piano verso la mia persona il bastone, e sento effettivamente le radici tirare verso di me il manichino: la connessione è ottima!
    Tiro, tiro e tiro....ma quello si trascina per manco mezzo metro...è pesante! La mia forza è ancora troppo irrisoria!
    Do un ultimo strattone alla lancia, ma non regolandomi bene con le radici stesse, ottengo solo di far biombare il fantoccio a terra con un tonfo.
    Maledizione! Ringhio delusa, mi aspettavo molto di più....mantenendo sempre la Fornworn nella mano destra, ora sul mio fianco, mi affaccio all'uscita della sala: chiamo una servetta decisamente troppo gracile, e le chiedo di farmi venire Theon...è il momento di divertirmi un pò!
    Riprendo a volteggiare con la mia arma, e dopo appena due evoluzioni, Theon è già all'entrata, balbettando se può fare qualcosa per me.



    <<I manichini....tutti. Spostali un pò in giro, dove ti pare. Devo allenarmi e non posso perdere tempo!>> bercio in sua direzione, osservandolo mentre svolge il lavoro.


  4. #404
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    L'acqua delle terme è sempre piacevole, calda e accogliente. Ha il potere di distendere i nervi, di liberare i pensieri e rilassare le membra: in questa nuvola di fumo, sparisce anche l'odioso viso di Ryuk Leithien, l'ingannevole gentilezza della Regina, i rombi della guerra e i sussurri degli intrighi. Non so cosa mi sia successo a tavola, ma ho ben imparato la lezione: non posso fidarmi di nessuno, ma solo di chi ha sangue Raeghar nelle vene: la Principessa. Ella di certo, nella sua anima pura e votata al bene, non ha ben analizzato quello che le sta succedendo intorno. Inoltre, non avrà mai avuto a che fare con Tywin Leithien. Ho sempre sentito per lei una certa affinità d'animo, di intenti: entrambe amiamo un uomo votato per una causa maggiore, entrambe daremmo la vita per difendere la bandiera di Dohaeris. Entrambe abbiamo perso nostra madre da ragazzine: io avevo 13 anni quando mia madre è morta. Inoltre, la mia sofferenza per Andreus, non è tanto diversa da quella che, certamente, prova lei a sapere suo fratello nemico giurato del suo amore. D'un tratto, sento proprio la voce della Principessa che si rivolge a me da dietro l'arco d'ingresso per le terme: l'ho forse evocata? Nei suoi modi nobili, mi dice che non vuole disturbarmi, così resta defilata.
    Scatto subito fuori dall'acqua e mi asciugo in fretta con un telo. Le ancelle di Lady Alinor giungono in mio soccorso, mi aiutano a sistemarmi. Sono un po' imbarazzata da questo: non ho mai avuto delle ancelle. Lady Alinor si è, anche lei, preoccupata per te? Anche lei è forse degna di fiducia? "Sono io a dover essere lusingata del vostro arrivo, Altezza, un minuto e sarò degnamente presentabile" le dico cercando di fare il più in fretta possibile. Indosso l'abito e l'avviso che sono pronta. Sono già in posizione d'inchino. "La vostra bontà d'animo mi rincuora, mia Signora, ma non vorrei mai che vi crucciate per me... ho giurato di proteggervi, non di crearvi disagi" le dico terminando il mio inchino.



    All'improvviso, realizzo: come ho potuto comportarmi in una maniera così egoista? Ho, è vero, tenuto fede al mio onore e alla verità, ma ho creato delle preoccupazioni nella Principessa! Sarei dovuta essere più diplomatica con la Regina, non tanto perchè quel che le ho detto non fosse vero, ma per tutelare la serenità di Lady Esperin! Serenità che però è minacciata, in ogni momento, dal progetto dei Leithien: cosa fare? Da una parte, non vorrei mai che Sua Altezza si accollasse una situazione così orrenda, dall'altra... non posso ignorare che è il suo ruolo, che è una Raeghar, che la sua dinastia è in pericolo.
    "Perdonate l'insolenza che ho mostrato con Sua Maestà ma... Milady, la situazione non è affatto florida... forse, quello vi è parso solo un vestito, io vi ho visto una sfida all'autorità di Vostro Fratello... i Leithien, Altezza... non avrei mai reagito in quel modo se non sospettassi che la Regina in persona o qualcuno tra noi sia una spia dei Leithien presso... i reietti" le dico preoccupata.



    Le parole di Ryuk riecheggiano di nuovo nella mente. Egli sapeva del Nord, dei bruti, di Tywin. La Regina in persona, probabilmente, è in combutta col cugino. "Io potrei sbagliarmi, anche se ho i miei buoni motivi... potrei essere stata ingannata... ma... se questa notte non ho chiuso occhio, è perchè combattevo la nostra causa, Principessa. Voglio che Voi siate preparata per l'arrivo di Vostro Fratello..." concludo dicendole ciò che quella serpe mi ha insinuato.



    Non so se le dirò di Ryuk e della zona neutra, ma con lei non dovrei avere segreti, esattamente come con Suo Fratello. Per come la vedo, ormai, non riconosco la Regina come delegato del potere della famiglia reale in assenza di Lantis, ma Esperin. Solo e soltanto lei.


  5. #405
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Ascolto attentamente la regina, lanciando casualmente qualche occhiata alle guardie che ci seguono. Una visione che rievoca la nostra esperienza di ieri in terrazza, un'esperienza che non mi dispiacerebbe ripetere... D'altronde ne sono uscito vittorioso, oserei dire, e spero di ottenere lo stesso risultato.
    "Con voi posso essere sincera, Sir Aiden: accanto alla gioia di rivedere mio zio, il suo arrivo mi preoccupa non di poco... inoltre, non mi è chiaro in quali rapporti siano lui e il Reggente... i Leithien hanno, da sempre, cercato in tutti i modi di imparentarsi con la famiglia reale, per questo siedo su quel trono... quindi, apparentemente, i rapporti tra le due famiglie possono sembrare amichevoli ma... ovviamente, è tutto un bilancio di potere. Ricordate che la vostra gloria dipende dalla mia influenza presso il comando e se uniti e alleati, potremo giostrare le faccende politiche in modo più efficace che da soli. Voi avete novità da dirmi? Avete parlato con la Principessa? Speravo che il mio messaggio... come definirlo... estetico le fosse giunto, ma, a quanto, pare solo De Lagun ha avuto la sfrontatezza di chiarirmi da che parte sta. Non so se il silenzio generale sia da attribuire alla vigliaccheria o ad un'abile strategia... conosco il motivo del vostro silenzio, ma non quello degli altri... ma magari, voi potete illuminarmi sulla questione". Il suo tono è più serio rispetto a ieri, e non fatico a capirne il perché: alla fine di questa conversazione l'equilibrio della fazione -e quindi stiamo parlando dell'equilibrio dell'intero regno- sarà inesorabilmente modificato.

    Perché quello che sta accadendo è che la regina sta tentando di reclutarmi. Anzi, da come parla è convinta che io ormai supporti i Leithien. Io... Ammetto che avevo previsto l'eventualità di una "guerra" civile, ma... così presto? Stiamo già definendo le squadre? Era questo il motivo del vestito, controllare dove risiedono le alleanze dei soldati? A volte dimentico che al mondo non esistono solamente ingenui come Dreth e la principessa, sottovalutando di conseguenza la presenza di altri squali nel mare. Troppa gente ambisce al comando, sapevo che su questa lista figurassero i Leithien, ma mai avrei immaginato che fosse nel loro stile agire durante la guerra. Ingenuo Aiden, sei stato ingenuo. E non capiterà mai più.
    La vera domanda, ora, non è a chi dichiararmi fedele. Non mi sottometterò né ai Raeghar, né ai Leithien: se alla fine di questa guerra vi sarà una nuova dinastia sul trono, sarà quella degli Urthadar. La vera domanda è a chi far credere di avere la mia totale fedeltà. Con chi è meglio allearsi, almeno per il momento. Da quale collaborazione ricaverei più vantaggi.
    E la risposta mi pare ovvia.

    <<Ho parlato con la principessa. Avrò il suo sostegno con il reggente>>. Non sto mentendo. Non aggiungo altri dettagli: chi deve sapere, sa. <<Volete la sincerità? La avrete, su questo vi do la mia parola di Urthadar. E un Urthadar mantiene sempre la sua parola>>. Smetto di camminare, mi volto verso di lei e la guardo negli occhi, serissimo. <<Siete un mostro, una rovina, una maledizione per i Raeghar, spero che perirete nelle più atroci sofferenze, rimarrò fedele al mio re anche se egli giace a letto infermo e se suo figlio minaccerà di infilare la mia testa su una picca>>. Mantengo la mia espressione per qualche istante e poi sorrido, tranquillissimo. <<Ecco cosa pensa la gente con cui avete appena parlato. La vostra menzione di "un'abile strategia" mi fa sinceramente ridere, vostra altezza: stiamo parlando di un branco di inetti, idioti, buoni solo a diffidare delle uniche persone che potrebbero far vincere loro questa guerra>>. Il riferimento al sottoscritto e a lei stessa è palese. <<Cassandra è cieca, è cieca ma provvederò a mostrarle la luce personalmente, vi prego di lasciarla a me. Non fatele del male, non lo merita>>. Sono parole decise e forse troppo sfacciate, ma lei ha chiesto sincerità e solo ed esclusivamente sincerità avrà. <<Vicent Dreth è una causa persa, è corrotto come tutta la sua famiglia, la sua fedeltà non tentennerà mai e se non fosse un guerriero capace in questo momento vi proporrei la sua eliminazione... definitiva. Esperin? Esperin non ha nemmeno realizzato che scenderà in campo prima o poi, parla e agisce come se onore e affetto valessero ancora qualcosa, non ha osato parlare dei colori che indossavate perché probabilmente pensava si abbinassero ai vostri occhi. Lady Waters sembra qui solo per mangiare e intralciare il mio operato. Sir Demonar? Ma per carità, il reggente doveva essere ubriaco quando lo ha reclutato>>. Sono un fiume in piena, non accenno a fermarmi. <<Lady Feralys e la septa sono le uniche persone che sembrano aver compreso appieno la situazione, ma non è da sottovalutare il rapporto malato che lega quest'ultima ai suoi allievi. Dall'incontro col reggente mi è parso di capire che nutre un sincero odio per Lantis, ma chissà come funziona quella testa perversa>>.

    Mi avvicino di più alla regina. Non ho ancora distolto lo sguardo dalle sue iridi. <<Vi sto facendo capire, vostra maestà, che non si può andare avanti così. C'è una guerra in corso e i miei compagni di squadra si offendono perché non vengono scelti per combattere. C'è una guerra in corso e abbiamo perso tempo a parlare del vostro vestito piuttosto che discutere di strategie di battaglia, tale è l'odio che nutrono per voi. Capite? Vi sto dicendo tutto questo perché dovete rendervi conto che il mio lavoro qui alla Torre è estremamente più complicato di quanto voi pensiate. E non sto parlando del lavoro da comandante: sto parlando del mio vero compito, quello che mi avete silenziosamente assegnato su quella terrazza>>. Controllare, plagiare, manipolare. <<Avrò bisogno del vostro totale e incondizionato supporto quando il reggente e vostro zio arriveranno, ricordo le vostre parole e so che li temete, ma ognuno di noi deve fare la propria parte>>. Le prendo le mano con dolcezza, usare il mio fascino di tanto in tanto non fa mai male. <<La mia posizione e il potere che mi conferisce non sono nulla rispetto alla vostra, ma farò qualunque cosa per proteggervi. Basta giochetti, basta maschere, almeno tra noi due>>.

    Le accarezzo la pelle della mano con il pollice, teneramente.
    Che bravi attori che siamo.
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  6. #406
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali



    Vicent Dreth


    Ascolto con attenzione la principessa che condividendo le mie preoccupazioni mi parla di suo fratello, di come spetterà a lui decidere e che se i nomi rimarranno invariati allora ci sarà certamente una motivazione valida.




    Seppur lievemente le sorrido, è incredibile come con lei ogni fonte di fastidio o di preoccupazione svanisca, ed ammorbidendo il viso dico: <<Vi ringrazio del chiarimento, principessa. So che l’ultima parola spetterà al Lord Reggente e confido che qualunque scelta egli prenderà, allora sarà solo ed esclusivamente per il bene del regno>>. Quanto riferisco è ciò che penso davvero: il principe Lantis ha molto a cuore il suo regno ed io confido ciecamente in lui. Lady Waters è invece la seconda ad appoggiare quanto detto; sdrammatizza perfino usando la battuta che da qualche giorno a questa parte tormenta i miei pensieri: “Prima o poi dobbiamo combattere tutti”.




    Concedo anche lei un abbozzo di sorriso, chinando leggermente il capo per ringraziarla, ma la risposta della regina al momento è quella che mi preme di più... Lady Feralys non ripone fiducia alcuna nella septa: come faranno sul campo di battaglia? Potranno contare l'una sull'altra? Nutro serie preoccupazioni al riguardo e sono cosciente di non poterle condividere: ci sarà un motivo per cui Lady Feralys si è confidata con me e con nessun altro. Interviene poi proprio la septa, esclamando: <<Si asciughi le lacrimucce, sir Vicent>>.


    Le rivolgo la stessa espressione che ho usato con la regina fissando anche lei negli occhi. L’anziana improvvisa un monologo dove tenta di darmi una spiegazione logica a tale scelta, le parole che mi arrivano però hanno un messaggio che non mi piace... Sbaglio o sta asserendo che la regina voglia mandare due reali senza addestramento alcuno contro dei nemici che probabilmente vanteranno abilità ottime? Quello che sta descrivendo è … un suicidio. E’ come mettere una vipera contro una montagna...! L’anziana però continua, indisturbata, e nelle sue parole vi leggo perfino un ammonimento, lo stesso che Urthadar mi ha sottolineato il giorno prima: << Questa fazione è una squadra, sir Dreth...la parola "io-io-io" è fuori luogo, in queste circostanze>>. Non ha capito. Non ha capito proprio nulla di me. E non comprendo affatto questo suo nuovo atteggiamento: sembrano parole non sue… Prima si dichiara contraria al voler combattere, sentendosi perfino male a causa dello sfogo, poi sembra voler collaborare finendo per schernire chi finisce in campo con lei ed ora… Ora sta esaltando la notizia? Ora sfida la morte, dimostrando perfino una nota di egoismo, bevendoci su! Sembra quasi non tenere alla sua vita e questo non posso accettarlo: so bene cosa prova una persona nei riguardi di una septa e l’affetto di Lady Esperin per lei, è per me una ragione più che valida a proteggerla.


    La regina però prende la parola e con mia sorpresa mi conferma quanto detto dalla septa… Quel che è peggio è che cambia il senso delle mie parole affermando qualcosa che non ho mai detto. Che non ho mai pensato.<<Inoltre, Sir Dreth, trovo alquanto offensivo ritenere inferiori delle guerriere solo perchè donne... sono certa che Lady Feralys riuscirebbe a darvi molto filo da torcere in combattimento, se non addirittura riuscire ad assicurarsi la vittoria>>. Peccato che durante il discorso io non abbia intenzionalmente nominato la dama o messo in discussione le sue abilità. Non mi piace per niente questo suo intervento… Mi ricorda Urthadar. Inizio quasi a credere che l’opinione che nutro nei confronti della regina sia sbagliata. In fondo volevo solo evitare perdite offrendomi come volontario, niente di più, niente di meno! E l’essere stato “escluso” mi ha infastidito sì, ma perché avrei preferito mettere a repentaglio la mia vita piuttosto che quella di qualcun altro. Eppure lei non sembra capire… O forse non vuole capire? <<Non mancheranno i giorni in cui potrete tenere fede al giuramento della vostra nobile casata e mostrare le vostre doti da guerriero, non dubitate>>.
    Ed io spero solo che per allora non sia troppo tardi…



    Faccio versare un po’ di vino a Theon notando una certa insistenza da parte dei presenti per prendere parte al brindisi; perfino il comandante rimarca il mio rifiuto esclamando: <<Ma speriamo di no, cara septa. Ci serve qualcuno abituato a insegnare che mostri la luce con calma e pazienza ai più giovani di noi>>. Lo guardo di sbieco e facendo appello al santo che è in me gli rivolgo uno di quei sorrisi che tanto ama. In realtà so benissimo che vorrebbe prendermi a schiaffi ripetutamente con questa espressione ma tanto non può farlo: che cosa bella. Alzo il calice rivolgendolo prima in direzione della septa e poi di Lady Feralys, sostenendo giusto un attimo il suo sguardo: spero che non sia arrabbiata con me. Fatto ciò bevo, buttandolo giù tutto d’un fiato, ed inghiottendo ignorando il bruciore alla bocca dello stomaco poggiando il bicchiere sul tavolo... Bene, ora che l'ho accontentata spero di poter parlare. Quando sto per prendere la parola però la regina pone fine alla riunione e senza lasciarmi il tempo di replicare chiede udienza ad Urthadar, che senza ulteriori preamboli la accompagna a braccetto fuori dalla sala.


    Rimango basito dall’atteggiamento della regina: questa è la considerazione che ripone nei riguardi di un cavaliere fedele ai Raeghar? Non merito più neanche di essere ascoltato ora? Il complimento però, quello eccome se l’ha tenuto in conto...
    Perfino la septa mi rivolge lo stesso trattamento della regina, ma da lei a dirla tutta non mi aspettavo una reazione diversa, anzi, mi sarei perfino preoccupato se ci fosse stata una nota di interesse da parte sua. Approfitto comunque per chiarire almeno con Lady Feralys sulla questione dicendole: <<Probabilmente le mie parole sono state causa di fraintendimenti ma non era mia assoluta intenzione sminuire le vostre abilità Lady Feralys>>, la guardo negli occhi, <<Come ieri avete detto in armeria voi non siete un cavaliere, non siete stata addestrata alla battaglia, e per me questo è un motivo più che sufficiente ad offrirmi come volontario per la battaglia… E, magari, tentare di rimandare l'inevitabile>>.


    Mi alzo poi in piedi e con garbo affermo <<Ma perdonatemi, a forza di chiacchiere vi sto rubando del tempo prezioso… Con permesso mi congedo ed auguro a tutti una buona continuazione>>. Dopo un inchino mi dirigo in libreria, lasciando detta ad Agatha qual'è la mia posizione e di riferirla solo se a chiedere sarà uno degli ospiti...
    Ultima modifica di Damnedgirl; 23rd January 2015 alle 16:03



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  7. #407
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Reclino la testa all’indietro lasciandola penzoloni sullo schienale della sedia mentre emetto dei gemiti continui, come una sorta di cantilena. Che noia. La regina è di una monotonia assurda. Modi regali di qua, ordini di là. Il tutto condito con un lungo e tedioso «Bla bla bla…». Sbuffo rumorosamente quando chiede alla ex comandante di scusarsi per le parole che le ha rivolto poco prima. Perché? Cosa le ha detto? «Apprezzo enormemente la Vostra franchezza, Lady Cassandra ma, soffermandosi di più sulla questione del mio vestito, vi renderete conto certamente che la reputiate una mia buona scelta, da nipote devota e affettuosa quale io sono, l'aver indossato questo vestito. Di certo, vorrete scusarvi con me e io sarò ben lieta di comprendere il vostro momento di nervosismo, avete dormito poco questa notte, siete particolarmente irritabile... a questo, sono certa, riconducete il vostro errore» ah… quindi è così che si chiama ora il pessimo tentativo di nascondere i rotolini? Devo ricordarmelo la prossima volta che vedo una cassapanca nera e viola. Poi rivolge la sua dolce vocina stridula verso di me «Oh Taras mi ha parlato di voi, Sir Demonar, e mi ha riferito quanto voi siate... divertente... che vi piacciono i giuochi... sappiate che anche io adoro gli spettacoli e gli scherzi... se pensate che il mio vestito abbia colori non adatti a me allora vi consulterò ad ogni mio cambio d'abito... quindi, dieci volte al giorno» ride per poi minacciare di rinchiudermi nelle segrete del castello «Le piaceranno le segrete, sir! La compagnia è deliziosa!» sogghigna verso di me la vecchia. Che dolce. Peccato che io abbia già assaggiato le segrete di Castel Demonar, dove mio padre si divertiva a farmi appendere per i pollici dai suoi servi per poi prendermi a frustate con il primo oggetto che gli capitava a tiro. Il tutto per cosa? Solo perché non volevo allenarmi con lui in quei momenti. Lo odio. Tante volte ha deturpato il mio volto solo per i suoi capricci. Ferite che poi aumentavano con le ripetute percosse che mia madre era solita darmi dopo averlo scoperto. Dovevo essere bellissimo, dovevo essere perfetto a parer suo, perché la sera avrei dovuto incontrare un altro di quei pomposi nobili che tanto si divertivano a giocare con… me. Un brivido percorre la mia schiena ripensando a quei momenti e un sorriso sornione si palesa sul mio volto in direzione della nonnina. La regina prende di nuovo in mano la situazione esponendo i nomi dei prossimi concorrenti per la battaglia, ovvero: il vecchio bidone e lady Feralys. Magnifico. «Se avete domande, ditemi pure, miei coraggiosi signori». Subito i complimenti alle due valorose guerriere arrivano dal comandante. Applaudo prima lentamente, poi sempre più velocemente fin quando la septa non fa versare del vino in onore della battaglia dal cameriere zoppo. Tutti con problemi d’alcolismo qui eh? «Molto bene, Vostra Maestà… alla mia pellaccia, dunque! E se dovessi schiattare, vi raccomando di cucinarvi la mia carcassa, d'altronde si sa...gallina vecchia fa buon brodo!» che idea magnifica. Devo fare in modo che il corpo dell’anziana mi arrivi integro se “malauguratamente” dovesse schiattare, mi assicurerò che tutta la torre gradisca la cenetta. Chissà che scherzetto divertente ne verrebbe fuori. «Ihihihihih» rido al solo immaginare la vecchia ripiena come un tacchino mentre viene servita ai nobili qui presenti. Chissà che sapore ha dopo tutti questi anni. La vedo proporre un brindisi in direzione di Lady Feralys e poi verso se stessa prima di trangugiare il liquido rosso. Guardo nel mio bicchiere e trattengo un conato nel vedere le piccole onde propagarsi dal centro del bicchiere quando anche l’ultima goccia cade dalla caraffa. La ex comandante si scusa prontamente con la regina, cosa le avrà detto mai? Voglio scoprirlo.
    Successivamente si congeda correndo fuori dalla stanza. Oh, la piccola soldatina non riesce a reggere un diverbio con la bionda? Che peccato. La facevo più forte. Non è di alcuna utilità qui alla torre, che se ne vada dal suo amorevole fratellino. «Gentilmente, potrei sapere i motivi di suddetta scelta?» volto lo sguardo totalmente annoiato in direzione della voce, oh ma basta. Dreth prende a lagnarsi perché la cara regina non ha scelto lui per la battaglia. Povero cucciolo, magari più tardi gli faccio qualche coccola. O un po’ di latte caldo? Di solito funziona, no? La principessina si rivolge verso il cavaliere rimproverandolo. «Cattivo bambino! Voi non siete stato scelto perché siete brutto… gné gné» seguita a ruota dalla dama in blu «Anch'io comprendo i vostri dubbi sir Dreth, ma verrà anche il nostro turno, stia tranquillo!» che carini, la vittima bullizzata e l’eroina che la difende col fazzolettino. Dolcissimi. Anche la vecchia bulletta rimprovera la piccola vittima «Io ho vinto e tu gno! Pappappero!» per poi dirigersi verso l’armeria per un po’ d’esercizio. Un’idea mi solletica le rotelle. Magari potrebbe essere l’occasione per poterle parlare da solo. Magari dopo averle tagliuzzato un po’ qualche zona del corpo. Così, giusto per gradire un assaggio della prossima zuppa. Così come la septa, anche la regina si congeda chiamando a se il comandante per una… passeggiata. Che barba. Aiden, così si chiama il comandante, brinda anch’esso alla vittoria dei reali, per poi unirsi alla regina, li guardo uscire entrambi dalla sala e subito mi ricordo delle parole della bionda. «Vostra… “Grazia”, sappiate che accetto l’incarico! Per qualsiasi richiesta fatemi un fischio, o mandatemi un Taras viaggiatore!» rido poi tornando con lo sguardo sugl’altri commensali. Dreth riprende a lagnarsi scusandosi poi con la dama accanto a me che non ha ancora proferito verbo, poi si alza offeso e va via dalla sala. Cucciolino piccolino. Mi alzo in piedi sollevando il calice «Signori…» li guardo uno ad uno con aria imponente e prendo a sorseggiare lievemente, non appena il liquido tocca la mia lingua, il senso di nausea mi investe. Che schifo! Faccio un chiaro gesto di disgusto ruotando la testa di lato e uscendo la lingua come nauseato mentre con la mano che regge il calice verso tutto il liquido per terra. «Questo vino fa schifo!» lancio poi il calice sulla tavola ed esco dalla stanza dirigendomi anche io verso l’armeria, voglio giocare un po’…

  8. #408
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS


    Gli ospiti della sala sono sempre molto vivaci e questa riunione non differisce dalle altre che si sono svolte tra queste mura, anzi le premesse sembrano migliori dal momento che c'è anche la Regina (ancora per poco) Lumen. Per fortuna peggio di me riescono a fare Lady Cassandra e il nostro amato psico-giullare che spostano il loro teatrino sui colori del vestito di sua maestà: viola e nero. Più che i colori della sua casata di appartenenza, che non vedo motivo di rinnegare, a me sembra stia facendo le prove per il suo guardaroba da vedova. Ormai dovrebbe mancare poco, mi domando che intenzioni abbia dopo. Scacciare la nostra amata Lady Waters e impalmare il giovane Lantis, così come sarebbe dovuto essere dall'inizio? Mentre rifletto su queste cose il nome di sir Tywin Leithien fa capolino nella conversazione. L'uomo più importante del regno, subito dopo il re, ovviamente, sta venendo qui con Lantis dal Nord. E' chiaro che non è una visita di cortesia, sarà di sicuro al corrente dell'imminente dipartita di re Rickard e sarà qui per assicurarsi che sua nipote continui a poggiare le sue chiappe magre sullo scranno più alto. Vorrei parlarne con Aiden, ma in questo momento è meglio fare buon viso a cattivo gioco e continuare ad ascoltare la regina.


    Il battibecco con quei due allocchi continua e Lumen tira fuori tutto il suo caratttere Leithien: fredda e terrificante al contempo sembra stia ... si, lo sento, sta usando il suo potere con la signora del ghiaccio costringendole a chiedere scusa. Però, che tempra! Mi domando se qualcuno se ne sia accorto e se partiranno indagini a tutto campo anche su questa faccenda per scoprire il colpevole. Che assurdità, non posso fare a meno di pensarlo!


    "Ma non è solo l'impazienza di comunicarvi il ritorno del nostro Reggente che mi ha fatto indire una riunione di così mattina presto... la prossima battaglia è vicina e ho intenzione di proporre al Principe due nomi per poterla affrontare al meglio... quello della nostra amabile septa, che sono certa sia progredita molto nel combattimento e... quello di Lady Feralys, tanto potente da sostenere la compagna nella lotta e portare a casa la vittoria, finalmente"
    Un'intera torre di pietre di granito crolla sulla mia testa.
    Che cosa?
    L'etichetta mi impone di accettare la designazione con un cenno del capo, ma per la miseria vorrei incendiare tutto! Io e la vecchia strega! Non posso crederci. Certo sono allenata, non sono una qualunque, ma non sono mai stata in battaglia, non ho mai ... partecipato ad una guerra. In questo momento apprezzerei molto i consigli di Raivo ... o di un soldato qualunque, persino di questo qui seduto vicino a me.
    Nello spostare lo sguardo alla mia sinistra incrocio gli occhi di Aiden che mi fa un cenno e poi le congratulazioni. Non vuoi che muoia, vero? Al contrario di quella serpe della Regina che potrebbe sbarazzarsi di due potenti streghe in un colpo solo e restare l'unica a corte! Spero che la mia espressione resti neutrale e non faccia trapelare i miei sentimenti, ma non faccio in tempo a preoccuparmi che lo scoppio di ilarità della septa mi fa trasalire.
    "Theon! VINO! A tutti....muoviti"
    Deve essere impazzita del tutto, perchè nessuno qui sembra accorgersene? Adamantia calmati, va tutto bene, non c'è niente da temere: sei la strega più potente di Asshai, nessuno potrà fermarti! D'un tratto compare sul mio volto un mezzo sorriso, forse sto impazzendo anch'io come la septa. Accetto di farmi riempire il calice e lo sollevo insieme a lei, la mia compagna di battaglia, ridendo di gusto alla sua battuta.
    Proprio sul più bello, Lady Cassandra si congeda, ma non sembra che qualcuno le presti attenzione più di tanto, quindi continuerò a brindare alla mia salute ed ho tutta l'intenzione di non pensare ai menagramo.
    "A voi, septa! Spero che il vostro splendido saio ritorni tutto intero!"
    Le parole della regina però fanno una seconda vittima, il nostro soldatino si risente di non essere stato scelto, e il motivo a me sembra ovvio: la Regina, sposa di un morto che cammina, ama circondarsi di giovani prestanti e muscolosi, anche se poco intelligenti, e di certo non vorrà perdere l'occasione di toccare con mano i muscoli guizzanti del nostro sir Dreth!
    Ma va bene, è inutile girarci intorno e ribattere a vuoto spendendo parole inutili, il burattino Lantis non oserà cambiare di certo i nomi dei prescelti, non ha le palle per recriminare le scelte della matrigna, soprattutto adesso che avrà sulle spalle l'avvoltoio Leithien, figurarsi!
    Anche Lady Waters decide di dire la sua, ma sinceramente non ascolto cosa ha da dire, sicuramente un mucchio di ovvietà, e poi la sua voce da liuto suonato male mi da tanto sui nervi.
    "La riunione è finita, andate in pace" - dice più o meno così Lumen quando ormai siamo rimasti veramente in pochi nella sala, con alcol in corpo e a stomaco vuoto, prima di congedarsi l'eroico orsacchiotto si rivolge a me farfugliando delle scuse per aver esternato i suoi dubbi.


    "Probabilmente le mie parole sono state causa di fraintendimenti ma non era mia assoluta intenzione sminuire le vostre abilità Lady Feralys. Come ieri avete detto in armeria voi non siete un cavaliere, non siete stata addestrata alla battaglia, e per me questo è un motivo più che sufficiente ad offrirmi come volontario per la battaglia… E, magari, tentare di rimandare l'inevitabile. Ma perdonatemi, a forza di chiacchiere vi sto rubando del tempo prezioso… Con permesso mi congedo ed auguro a tutti una buona continuazione."
    "Non ve ne crucciate più del dovuto, Sir. Capisco che il sangue dei giovani cavalieri ribolle di entusiasmo e di ... voglia, per cui non ho certamente frainteso le vostre parole" - certo come no, quando tornerò con la vittoria e la mia Medea gocciolante di sangue nemico sarò lieta di schiacciarti quella testolina vuota sotto le suole delle mie scarpe e farti vedere di che pasta sono fatta.
    Adesso è fuggito via, ma dovevo parlargli! Le circostanze comunque sono cambiate, non è più tempo per le chiacchiere.
    Gildas il ridicolo si alza d'improvviso e sentenzia: "Signori. Questo vino fa schifo!"
    Rido. "Ahahahahah" - non riesco a trattenere le risa - "Ahahahahahah" - rido fino alle lacrime.
    Vanno via tutti ma io non abbandono il mio posto.
    Qualcuno.mi porti. del cibo!



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  9. #409
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    "Sono io a dover essere lusingata del vostro arrivo, Altezza, un minuto e sarò degnamente presentabile" è la repentina risposta di Cassandra alla mia domanda.
    Sento muoversi delle vesti, e dei passi veloci...troppi per essere quelli di una donna sola.
    Entro nella stanza quando mi comunica che è pronta, ed infatti accanto alla De Lagun vedo anche le ancelle di Alinor.
    Che ci fanno qui? Che le abbia inviate Alinor, preoccupata come me per Cassandra? Deve essere sicuramente così. Provo un'immensa gioia nel constatare, ancora una volta, come io e lei siamo così affini caratterialmente.
    "La vostra bontà d'animo mi rincuora, mia Signora, ma non vorrei mai che vi crucciate per me... ho giurato di proteggervi, non di crearvi disagi" esclama Cassandra, inchinandosi nel momento stesso in cui avanzo all'interno della sala termale.
    Con un cenno la invito a rialzarsi, poggiando poi una mano sulla sua <<State tranquilla amica mia, non mi avete recato assolutamente nessun disagio. Anzi...sono io a dovervi chiedere scusa per ciò che avete subìto in sala da pranzo, e che sicuramente non meritavate. Le vostre scuse, non erano assolutamente necessarie ed avrei dovuto fermarvi>> le dico, dispiaciuta. Avrei dovuto difendere io a spada tratta la mia casata, non lei. Ma non mi sono resa conto sul momento di quanto fosse grave l'affronto della Regina.
    Continuo a guardarla in volto, sembra essersi un pochino ripresa rispetto a prima, forse aveva bisogno soltanto di un pò d'aria.



    Ma poi la donna continua a parlarmi, ed il suo bel viso si vela di preoccupazione
    "Perdonate l'insolenza che ho mostrato con Sua Maestà ma... Milady, la situazione non è affatto florida... forse, quello vi è parso solo un vestito, io vi ho visto una sfida all'autorità di Vostro Fratello... i Leithien, Altezza... non avrei mai reagito in quel modo se non sospettassi che la Regina in persona o qualcuno tra noi sia una spia dei Leithien presso... i reietti"



    Questa rivelazione mi lascia totalmente spiazzata. Cerco di rielaborare mentalmente le parole della donna, senza sapere se associarle ad un qualche avvenimento di cui non sono a conoscenza oppure se attribuirle ad un effettivo stato di stress della donna.
    <<Siamo...siamo informati del tradimento di Ryuk Leithien che adesso è tra le fila dei reietti...>> le dico, pensando che si riferisca a quello. A chi altri sennò?
    Anche se ci fosse qualche altro Leithien che ci ha traditi, come potrebbe saperlo Cassandra? E' qui alla Torre con noi, senza contatti col mondo esterno. E chi di noi potrebbe tradire? Attraversare così tante volte il Glados per raggiungere i reietti ed informare i Leithien delle loro mosse, senza essere visti...lo trovo impossibile.
    "Io potrei sbagliarmi, anche se ho i miei buoni motivi... potrei essere stata ingannata... ma... se questa notte non ho chiuso occhio, è perchè combattevo la nostra causa, Principessa. Voglio che Voi siate preparata per l'arrivo di Vostro Fratello..." aggiunge poi, impedendomi di terminare la frase.



    La conversazione sta diventando pesante e...pericolosa. Mi guardo intorno, le ancelle sono ancora nella stanza, intente a riassettare dopo il bagno di Cassandra.
    Stringo la mano della donna, cercando di infonderle calore e tranquillizzarla. <<State tranquilla...>> le dico, dolcemente. Voglio parlarle, ma non possiamo farlo in queste condizioni.
    Se qualcuno sentisse le parole che ha appena detto, o quelle che aggiungerà nei prossimi minuti, potrebbe passare dei guai, e non so fino a che punto potrei proteggerla dalla Regina e soprattutto da suo zio.
    Mi rivolgo alle ancelle, con tranquillità <<Potente andare, lasciateci sole. Avvisate pure Lady Alinor che Lady Cassandra sta meglio e che ci sono io a tenerle compagnia>> ordino loro, seguendole poi con lo sguardo fin quando non le vedo allontanarsi verso le scale.



    Resto qualche altro secondo a fissare l'uscita, incerta sul continuare o meno quella conversazione che potrebbe portare Cassandra ad esporsi troppo, in un momento così delicato per lei, quando ho un'illuminazione.
    Permetterle di sfogarsi, di confidarmi i proprio dubbi e le proprie paure, senza però metterla in pericolo. Io posso, certo che posso, anzi devo.
    Così decido di usare nuovamente il mio potere, proteggendo la nostra conversazione da occhi ed orecchie indiscrete, usando come scudo me stessa, o meglio le mie copie.
    Più per lei che per me, per non causarle ulteriori problemi.
    Sento me stessa prendere forma nelle zone che focalizzo nella mia testa, cercando di coprire un pò tutta l'area. Una copia all'interno della sala, verso i bagni, non visibile a Cassandra, con la quale controllare che non ci sia nessuno all'interno. Le altre due all'esterno, vicino l'arco e vicino le scale, in modo da controllare che non passi nessuno e che le ancelle siano effettivamente andate via, ed in caso contrario incitarle a farlo.
    I suoni e le immagini si affollano nella mia mente, incastrandosi in una visione chiara e tridimensionale di tutta l'area. Se avrò appurato che non ci sia nessuno nei paraggi, potrò essere sicura che Cassandra sarà libera di esprimersi con tranquillità, e continuerò a parlarle.
    <<Le vostre parole mi preoccupano, Cassandra. E' a Ryuk che vi riferite, quando parlate di spia, o c'è dell'altro?>> la guardo negli occhi, supplicandola con lo sguardo di essere sincera con me. Quello che mi sta dicendo è molto grave, metterebbe in dubbio tutto, e io devo sapere. Per me, per Lantis, per il mio Regno...
    <<Ditemi...da chi sareste stata ingannata?>> la esorto poi, nell'udire la sua affermazione di aver passato la notte a combattere per la nostra causa. Cosa ha fatto stanotte, è rimasta sveglia a riflettere, oppure...chi può averla turbata in questo modo?



    <<Con chi avete parlato, Cassandra? Siate sincera con me, ho bisogno di sapere cosa succede alla mia famiglia ed al mio Regno...e di chi posso fidarmi>>


    Cloni- capacità di creare copie di se stesso immateriali, manovrate con la propria volontà.
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  10. #410
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Le iridi della Principessa sono limpide, trasparenti come l'acqua del mattino. Non v'è nebbia o inganno in loro, ne sono certa. Inoltre, usa il suo stupefacente potere per tenere al sicuro la nostra conversazione: Cassy che ti succede? Avresti dovuto pensarci tu, sei tu quella con il compito di proteggerla! La politica non è proprio affar mio: sono un soldato, addestrato per obbedire e servire il mio Paese. Ma ora, con questa autorità vacillante, dove una Regina, che normalmente avrebbe la mia fedeltà, si sta rivelando al peggior nemica del Regno... sono così confusa. Tenere per me certe informazioni potrebbe creare dei malintesi indesiderati, invece aspettare Lantis potrebbe rivelarsi una mossa tardiva. Non voglio che quell'oca bionda ci derida dicendo "Troppo tardi".
    "Ero molto preoccupata della presenza di Lord Tywin al fianco del Principe, non vi nascondo che ho temuto anche per la Sua stessa vita... dopo la sconfitta di Amaranthis, ho sentito la necessità di comprendere, di capire cosa stesse succedendo. Vedete, Altezza, sono una persona semplice, onesta e, forse, anche sciocca: vivo ancora nell'illusione che i problemi si possano affrontare di petto e a testa alta, che inganni e intrighi possano essere sconfitti con il suono della verità. Ho deciso così di prendere il toro per le corna: mi sono recata alla zona neutra, per incontrare colui che ci creava tante domande, Ryuk Leithien. Non posso dire che egli abbia voluto incontrarmi, probabilmente ha pensato a qualche altra donzella o alla Regina, ma quando ha denotato che fossi io, non si è tirato indietro. Quell'essere viscido e immondo non si tira mai indietro. Ho avuto con lui un battibecco, gli ho domandato palesemente che cosa stesse tramando, confidando di avere a che fare con un cavaliere, e non con un dignitario di corte che porta a spasso la sua gonnella... ingenuità la mia, non avevo a che fare nè con l'uno nè con l'altro. Una bestia, Altezza, Ryuk Leithien non è altro che questo: ha tentato persino di baciarmi... ma penso che le sue palle in fiamme gli saranno servite di lezione" dico con tutto il disprezzo che riesco a provare. Mi rendo conto di aver detto qualcosa di volgare: accidenti al mio gergo da soldato, a volte prendere il sopravvento.
    "Perdonatemi, Altezza, aver sempre a che fare con rozzi soldati non aiuta la mia diplomazia" mi scuso immediatamente, per poi tornare al mio racconto. "Egli ha continuato a dire che è in rotta con suo padre, che non gli importa del momento in cui Lord Tywin lo verrà a sapere, sostiene che la sua scelta è stata sincera... eppure, quando gli ho detto del Nord, egli sapeva tutto, per filo e per segno. Come faceva ad avere tutte quelle informazioni? Ha aggiunto di avere anche lui le sue fonti e ha negato di essere l'informatore della Regina. Potrebbe aver mentito su tutto o aver detto la verità, è un uomo imprevedibile e senza onore, ma conosco Tywin Leithien: non credo che non gli importi della sua reazione. Lo vedrete a breve voi stessa: Lord Tywin è il terrore in persona... se la paura avesse un volto, sarebbe il suo. Ryuk lo ha sempre temuto, ne ha sempre avuto paura, possibile che Drako gli abbia infuso così tanta sicurezza? Ma a questo punto, la cosa che davvero importa è un'altra: chi ha informato i reietti di cosa stava accadendo al Nord? Come faceva Ryuk a sapere di Lantis al Nord? E dopo, vedo la Regina vestita dei colori della sua Casata... il disappunto è stato troppo grande per tenermelo in seno" concludo il mio monologo. Attendo una sua reazione: per quanto sia una fanciulla di animo gentile e pura, è pur sempre più avvezza alla politica di me.

 

 

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