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  1. #541
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    Aiden mi ribadisce la sua posizione, ovvero quella di non essere fedele ai Leithien ma di servire la corona. Eppure, mi mostra delle riserve nei confronti del Reggente. Questo è un dettaglio che turba un poco la pace appena raggiunta, quella di sentire ancora la sua amicizia, il suo calore, i suoi occhi che mi guardano sinceri. Si era creato un muro dopo la battaglia, ma ora è crollato e l'angoscia, il nodo che avevo ogni volta che pensavo a lui si è dissipato nel vento. Mi prende le mani, il suo appello è accorato, la nostra amicizia splende luminosa nel suo sguardo: mi dice di non fare più nulla di avventato, che la politica domina ogni aspetto della nostra vita e che non devo più espormi con la Regina... o con Lantis. Prudenza, devo mostrare prudenza: me lo chiedono sia Aiden che la Principessa.
    "La prudenza che mi chiedi è un qualcosa di difficile da concepire per una guerriera cresciuta con il motto "Audere semper" o con quello del mio casato, "Lealtà prima di tutto". Ti posso promettere, però, che non sfiderò più la Regina apertamente, mi fido di te, Aiden, e so che stai vegliando su tutti noi, che ci stai proteggendo da lei. Adesso, con le mie mani nelle tue e i miei occhi nei tuoi, so che è così" gli sorrido serena, ma temo che il resto del mio discorso non gli piacerà, ma spero comprenderà. "Per me i giuramenti sono importanti e come mi fido di te, mi fido anche del Principe Lantis: seguo lui perchè per me rappresenta Dohaeris, rappresenta quella bandiera che amo, questo regno natio che amo visceralmente. Non posso diffidare di lui, è la mia guida, la nostra guida. Come me e te, ha versato anche il suo nobile sangue per la causa, ha dovuto fare scelte difficili, sopportare tradimenti nella propria famiglia... e io so cosa significa, so quanto è dura. Andreus..." e qui non posso non abbassare lo sguardo, cercare di non piangere... no, non davanti ad Aiden "è la persona al mondo che mi ha ferita di più. Tradendo tutto quello per cui abbiamo giurato, ha tradito me, mio fratello mi ha sferrato una pugnalata nel cuore solo per il suo dovere di amicizia verso un uomo malvagio..." e sollevo determinata gli occhi, asciutti, taglienti come lame "... ho giurato a me stessa che avrei preso la testa di Efrem Targaryus e salvato mio fratello dalla sua malevola influenza e non ci sarà Leithien che tenga... la sua picca è già pronta". Prendo un po' il fiato, mi affaccio al balcone per vedere la sera scurirsi sempre di più, come il tono della mia voce: "Comprendo, quindi, le decisioni di Lantis... una fedeltà tradita diviene furente, feroce e urla giustizia. Non vendetta, quella è per gli spiriti deboli, ma giustizia. Punire un traditore con la morte è un supremo atto di giustizia, che si chiami Targaryus o Leithien. E io è questa giustizia che servo" concludo rivolgendo il mio sguardo ad Aiden. "Non farò niente di avventato, come ho detto, ma la mia fedeltà a Lantis è totale... sarà il mio Re e io lo servirò fino al giorno della mia morte" dico orgogliosa. Il mio amore per lui, in questo, non è d'ingerenza: lo farei anche per la Principessa, l'ho fatto per il Re, lo farei per tutti i Re a seguire se gli dei me ne dessero la forza. Sono un soldato, ho scelto questa strada tra mille difficoltà, una strada per uomini in un mondo di uomini. E come donna, ho il dovere di dimostrare il mio valore sempre e comunque, e mai... mai mi tirerò indietro.

  2. #542
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    "Non sia mai che io affronti una madamigella armato di tutto punto... inoltre, voi non indossate l'armatura, quindi mi sembra giusto mettermi più... a mio agio"
    Detto questo Lantis si fa letteralmente spogliare da una delle servette, restando a petto nudo.


    Questo allenamento sta iniziando a piacermi di più di quello con la vecchia, si toglierà anche i pantaloni? Credo di no, visto che subito dopo si mette in posizione di difesa? Vuole che lo attacchi io per primo? Sicuramente eviterebbe tutti i miei colpi, i sono agile, certo, ma non quanto lui. Abituato alle guerre e al combattimento è molto più addestrato di me, anzi, di tutti noi reali messi insieme. Resto un attimo a contemplare la perfezione di quel corpo scolpito: le spalle larghe, i muscoli delle braccia turgidi e ben delineati, i pettorali tesi e guizzanti. E' chiaramente pronto a scattare. Senza volerlo - o forse si? - mi passo la lingua sulle labbra, inumidendole, poi alzo entrambe le sopracciglia in un gesto di palese apprezzamento.


    Il mio stupore è forte quando, accennando un minimo movimento, vedo il principe letteralmente scomparire dalla mia vista e ... adesso è alle mie spalle, sento il tocco prorompente del suo corpo nudo contro il mio, la sua virilità pulsare nei pantaloni, mi sta torcendo il braccio destro dietro la schiena! Avverto un pò di dolore, ma lo lascio fare, non avrei potuto evitarlo nemmeno se lo avessi voluto, è troppo forte e veloce per me, e poi questo contatto mi piace: dalla septa non mi sarei fatta toccare nemmeno con un unghia, ma Lantis è un vero uomo e solo gli dei sanno quanto ho bisogno di un vero uomo in questo momento.


    Mi godo più a lungo del dovuto questo momento, sussurrando: "Adoro il corpo a corpo! E' la mia tecnica di lotta preferita, anzi credo che potrei ... lottare con voi per ore."
    E' comunque un allenamento, non posso solo strusciarmi contro di lui per cui è il momento di attaccare. Siamo maledettamente vicini, è un peccato sciogliere quest'abbraccio anche se doloroso, il mio braccio destro è ancora prigioniero dietro la mia schiena, le dita posso solleticare la pelle liscia del suo petto ... credo che questo sia l'ombelico. La mano sinistra, libera, si infila repentina tra i nostri corpi, dovrei riuscire ad afferrare i gioielli della corona e a stringerli fino a quando il principe non mollerà la presa sul mio braccio, dopodichè ruoterò di 180°, trovandomi di fronte a lui, ma mentre mi volto gli assesterò una forte e dolorosa gomitata nello stomaco col braccio destro. Se tutto andrà come penso mi sarò liberata dalla sua presa e gli avrò procurato anche un pò di dolori.


    *aggiunte 4 foto


  3. #543
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Le prime parole pronunciate dall'ex comandante mi tranquillizzano. Promette che non si metterà più in pericolo con Lumen... Ma solo con Lumen. La mia estasi dura poco, perché la mancata menzione di Lantis non mi fa pensare a nulla di buono. Mi dice poi infatti di fidarsi di me, ma anche del reggente, e ho come la sensazione che quell'"anche" in realtà sia un "soprattutto". Dice che incarna la Nazione, tutto ciò in cui crede, e che non può diffidare di lui proprio per questi motivi. Sei cieca, Cassandra... come fai a non vedere la malvagità che si nasconde dentro quell'uomo? E, forse peggio, la sua inettitudine? Comprendo la sua necessità di avere una guida, ma perché non potrei rivestire io quel ruolo? Mi considera davvero inferiore al giovane Raeghar? Abbassa lo sguardo dopo aver nominato quella carogna del fratello, mi aspetto di vedere lacrime e invece no, rialza la testa più fiera e decisa di prima. Questo odio, questo fuoco... posso usarli. Quale miglior incentivo dell'interesse personale? Mi lascia le mani e si avvicina alla ringhiera, per poi voltarsi a guardarmi quando termina il suo discorso. Soffro alla mancanza di contatto... Ma, per ora, va bene così.

    Sono parole che mi aspettavo, ma non per questo meno difficili da digerire. Cassandra è... difficile, difficile da manovrare, è sì un libro aperto ma pare scritto in una lingua che non conosco. Questa sua lealtà incondizionata può essere un problema... ma anche una risorsa. So che, qualunque cosa succeda, lei rimarrà dalla parte della famiglia reale e la sosterrà senza alcun timore. So che lei sarà sempre gli occhi e le orecchie del reggente, come io lo sono per la regina. E posso sfruttare questa conoscenza a mio vantaggio: comunicarle notizie false, notizie che a me fanno comodo, e farle arrivare a Lantis tramite lei. Non la metterei nemmeno in pericolo, perché sono sicuro che il Raeghar non le torcerebbe un capello: non potrebbe mai giustificare una violenza contro un cavaliere dal valore tanto celebre senza provocare un'altra rivolta, ma stavolta negli strati più alti della società di Dohaeris. Se eliminasse il comandante Aiden Urthadar, probabilmente nessuno fiaterebbe e alcuni gli sarebbero addirittura grati; quei lecchini dei Dreth gli stringerebbero la mano. Ma Cassandra De Lagun, figlia di Jubert? Non penso proprio.

    <<Non esiste giustizia in questo mondo, a meno che non ce la creiamo noi>>, le rispondo ripetendo le parole che tanto piacevano a mia madre. <<Te l'ho già detto, Cassandra: ti aiuterò a punire Targaryus e a salvare tuo fratello, costi quel che costi. Devi solo dirmi come fare, e io sarò pronto>>. Questa volta parlo senza avvicinarmi, anche se muoio dalla voglia di farlo. <<Per quanto riguarda il reggente... Comprendo, e non mi esprimerò oltre sull'argomento. Ti chiedo solo di riflettere sulle mie parole, ma mi basta sapere che non ti esporrai a pericoli inutili>>. Mi affaccio anche io al balcone: vedo Dreth e la principessa parlare in giardino... Chissà se anche lui sta tessendo una tela? Ne rimarrei piacevolmente sorpreso. <<È difficile, sai... Sto cercando di aiutare tutti, mettendo a rischio la mia stessa incolumità. Ogni volta che parlo con la regina, temo di terminare la conversazione con un arto in meno... Lavoro nell'ombra, non smetto mai di proteggerci dalle persone che ci considerano solo pedine da sacrificare. E nonostante questo, nonostante il mio impegno, sembra che nessuno si fidi di me. Vicent non mi può vedere, così come lady Waters... la principessa dubita di me, e Lantis vuole la mia testa perché mi considera una marionetta di Lumen. So che è così, non posso farci niente... Anche parlando con tutti loro non risolverei nulla, perché penserebbero che stia mentendo. Non mi crederebbero mai>>. Osservo la fontana, sospirando, per poi abbassare lo sguardo, apparentemente abbattuto... Sembro solo un uomo frustrato, alla ricerca del conforto di un'amica.
    In realtà, sto cercando molto di più.

    L'esca l'ho lanciata, ora sta a Cassandra coglierla. Non deludermi...
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  4. #544
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    La gratitudine? Cos’è? Un piatto da gustare a cena? A pranzo? No no, non può essere un cibo prelibato. Un sentimento ho sentito dire qualche volte, una sensazione. Ma allora cosa si prova? Perché non la conosco? È positiva o negativa? Si sta bene o si sta male dopo? Si piange, si ride si strappano sorrisi? Cosa? «No, Gildas, non desidero nulla. L'ho fatto perché meritate di stare bene» Come? Non capisco, sono confuso. Totalmente confuso. Perché mi si rivolge così, perché non scappa o prende a picchiarmi per aumentare il mio tormento? Sento le domande accavallarsi l’una sull’altra in una eterna corsa ad ostacoli senza esclusione di colpi. Sarebbe questa la gratitudine? Questa orribile sensazione di confusione, insicurezza e incertezza? No, impossibile.
    Con la coda dell’occhio noto l’uomo avvicinare una mano al mio volto, ecco qua il primo schiaffo. Ne avverto già il dolore pungente, la fitta sulla guancia mentre il sangue va ad addensarsi in quella zona facendola pulsare dal dolore. Ma invece no. La mano si blocca e gli occhi del comandante si spalancano all’istante, solleva il suo busto e ritrae le sue dita, ormai la sua magia ha finito il suo effetto e io non avverto più le pulsazioni della fronte o le fitte della guancia. Nulla. Solo una strana e opprimente sensazione di straniamento, come se qualcosa non fosse andata secondo i piani o non avesse rispettato i suoi schemi. «Anche se... ora siete in debito con me. Vi ho aiutato, giusto?» noto paura nella sua voce. Ecco ciò che mancava, il tassello mancante. La paura, l’uomo ha paura di me. E questo mi provoca una sorta di piacere interno, sento la mia pelle distendersi in un sorriso ma la mia mente sta cercando di decifrare il suo significato «Siete in debito con me, Gildas. Non va bene. Giusto? Non è così che funziona» ha ragione, non funziona così, non ha mai funzionato così. E tutto ciò che è successo è solo una piccola sfumatura strana nella più totale normalità «No… voi volete qualcosa in cambio. È vero!» rispondo scuotendo la testa «Dannazione, Gildas... Cos'hai combinato!» ecco. Lo sapevo, lui è come tutti gli altri, pronto a scaricare la colpa su di me. Pronto a rinnegare la sua stessa azione, qual è la mia colpa? Ah sì, mi sono lasciato curare, lo sapevo, dovevo ucciderlo prima di avvicinarmi, indirizzare la lingua infuocata di ritorno della mia spada sul suo corpo per renderlo una meravigliosa torcia umana e fargli smettere con questa storia. Stupido Gildas. Stupido. Stupido Stupido. STUPIDO. «Ho trovato! Potreste... potreste farmi un favore! E non sareste più in debito con me» mi si avvicina, i suoi occhi incatenati ai miei, non ho scampo. Non posso tirarmi indietro, la colpa è mia, solo e soltanto mia. Mamma aveva ragione. «Sono un uomo molto impegnato, e non riesco a seguire tutto quello che succede nella Torre... Voi potreste essere i miei occhi, dove io non arrivo... Che ne dite? È un favore così piccolo, che probabilmente dovrei chiedervi di più... Ma mi sento magnanimo» vuole me come spia? Perché? Perché io? Perché si fida tanto di me? No. No. No. I nobili non fanno questo. Questi non sono favori. I nobili hanno sempre giocato con me, col mio corpo e non come io volevo. È questa la gratitudine? Questo favore che mi chiede lui può essere considerato come tale? In fondo non vuole farmi del male, non vuole mettere a nudo il mio corpo. No, lui vuole solo sfruttare i miei occhi. I miei occhi per un suo capriccio. Forse è davvero questa la gratitudine. Lui è diverso dagli altri, lui non vuole farmi del male. Un uomo appare alle mie spalle, richiama l’attenzione del comandante dicendogli che per ordine del principe, tutti i guaritori devono recarsi in armeria. Aiden si congeda, ma non prima di avermi rivolto uno sguardo serio «Pensate alle mie parole, Gildas. Spero che accettiate, altrimenti... Avremmo un conto in sospeso...». Esce dalla stanza e rimango solo nuovamente. Solo con i miei pensieri, cosa è successo? L’incalcolato. L’indesiderato, l’errore sperimentale che ha fatto crollare tutta la montagna di convinzioni e regole. No. Perché? Mi lascio scivolare sulla sedia tenendo la testa tra le mani. Mi pulsa, fa male, non posso sopportare tutto questo. I pensieri mi fanno male, mi portano a brutte scelte. Mi hanno sempre portato a brutte scelte. Cosa posso fare? Nulla se non accettare. Sì, accetterò, non voglio che si comporti come gli altri. Prendo il libro posato in precedenza sul bancale e seguo il comandante giusto il tempo per rivolgergli un rapido «Sì.» sicuramente capirà il significato. Ora però voglio stare da solo. Devo stare da solo. Guardo la scena che si presenta sul balcone, tutti e tre i soldati parlano tra di loro. Non voglio immischiarmi, la testa mi duole e altre parole potrebbero portarmi altro dolore. Faccio un rapido giro del corridoio ed esco sull’altro balcone quello che dà sul bosco dal quale sono arrivato. Dietro di me la fontana e sotto, il groviglio di fiori profumati attorcigliati attorno al traliccio in legno del portico. Mi accomodo su uno dei divanetti e comincio a leggere “prova di Boethiah”. Mia madre adorava quel libro e… il dolore aumenta, nella mia testa sento rimbombare chiare e forti le sue parole “non sei altro che un oggetto sacrificabile come i suoi sacerdoti. Un oggetto sacrificabile per qualcosa di più prezioso” il dolore aumenta, la vista mi si annebbia e in un attimo… il buio.
    Quanto tempo è passato? Cosa è successo? Sento la spalla intorpidita dalla postura assunta, guardo in alto, le stelle fanno da padrone a questa notte meravigliosa e un sorriso mi si dipinge in volto ruoto il capo e osservo tutto ciò che mi circonda «ihihihihih» non riesco a contenermi quando vedo il comandate Aiden e l’ex comandate De Lagun sul balcone proprio di fronte a me, mentre di sotto, la figura esile e aggraziata della principessina stupida è accompagnata dal poderoso e prorompente mento di Sir Dreth. Che carini, mi verrebbe da cinguettare insieme agli uccellini. Ma… oh… Nikah può fare qualcosa di meglio. Sììììììììììììì. Posso accompagnare la loro serata. Oh, dovrebbero ringraziarmi. Mi alzo dal divanetto e mi schiarisco la gola rievocando alla mente una piccola melodia che ho imparato nelle vecchie taverne di paese, alzo di poco la tonalità in modo che possa essere udita da tutti i presenti all’esterno «è dolce sognar e lasciarsi cullar nell'incanto della notte. Le stelle d'or con il loro splendor sono gli occhi della notte. Sii vicino al tuo amore e a te ti stringerà, la notte con la sua magia quanti cuor unir saprà. È dolce sognar e lasciarsi cullar nell'incanto della notte…» finita l’esibizione rivolgo a tutti un profondo inchino, chissà, magari mi arriverà qualche fiore insieme agli applausi, anche se, ho stonato un pochettino su quel “saprà”. Maledetto Nikah, avresti dovuto esercitarti di più prima…
    Ultima modifica di SimsKingdom; 31st January 2015 alle 17:09

  5. #545
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Avevo ragione a pensare che Lady Adamantia fosse molto scossa al momento, e quando ci si trova in questo stato non si ragiona più lucidamente e si possono commettere errori. Il suo uscire da palazzo senza dire niente ne è stata una prima conferma, fortunatamente poi sembra essersi resa conto della gravità della cosa, altrimenti non mi avrebbe raccontato tutti quei...particolari sull'incontro con Drako. Mi chiedo ancora se la loro conversazione sia stata davvero come mi ha riferito, ma suppongo di non poterlo sapere, se non chiedendolo direttamente a Lui. Ed anche in quel caso, se mi dicesse tutt'altro, mi resterebbe il dubbio, probabilmente. Ormai non so più cosa pensare...sono totalmente confusa. Quel sogno... mi ha sconvolta, vorrei tanto poter dimenticare quell'immagine di mio fratello a terra, morto. Eppure continua a tormentarmi...nonostante io sappia che Drako non lo farebbe mai. Ma... non è il momento adesso di pensare a Lui. Stanno succedendo troppe cose qui alla Torre, troppe cose che richiedono la mia totale attenzione. Devo essere forte.
    Lady Feralys, a quanto sembra, è un elemento molto instabile qui alla Torre, pensavo che parlarle da amica bastasse, ma probabilmente non è sufficiente. Tenerla d'occhio è l'unica cosa che posso fare per essere sicura che non si lasci prevaricare dalle proprie insicurezze. E prima di tutto rassicurarla, anche se in questa situazione non è facile farlo.
    Capisco ora le remore del cavaliere sul fatto di mandare la Septa e Lady Adamantia in guerra insieme. Pensavo che fosse solo per una questione di potenzialità, invece qui si tratta di fiducia. Scendere in campo con una persona di cui non ti fidi, al punto di farla controllare, non è certo rassicurante. Probabilmente la foga che ha dimostrato in allenamento con la Septa era dovuto proprio a questa mancanza di fiducia. Che...ansia, che provo ora per loro.
    Immagino come sarà preoccupata, forse dovrei parlarle, rassicurarla. Conosco bene la Septa, sicuramente più di lei, potrei tranquillizzarla. Ma ora è impegnata in allenamento con Lantis...e alla battaglia mancano solo poche ore. Suppongo che io debba lasciare che le cose seguano il loro corso.
    Sir Vicent mi chiede come comportarsi con lei, visto che la donna gli ha anche chiesto di conversare privatamente e suppone volesse parlarle di questo argomento.



    Faccio un respiro profondo, cercando di non lasciar trasparire le mie preoccupazioni ed in parte anche il fatto che sia scocciata di tutti questi intrighi di cui sto avendo percezione in questi giorni.
    Alleanze, sotterfugi, spie... quanto vorrei che tutto questo non esistesse, e che potessimo davvero fidarci tra di noi. Ormai ho aperto gli occhi, ho capito che purtroppo non è così, non a caso io stessa ho agito in tale modo ultimamente, ma il mio cuore ancora si rifiuta di accettare tutta questa diffidenza che aleggia alla Torre e se l'ho fatto è stato solo per...difendermi, e difendere le persone che amo.



    <<Lady Adamantia è sicuramente molto turbata da questa situazione>> rispondo al cavaliere, giocherellando con un lembo del vestito, e fissando la statua di mia madre prima di tornare a guardare Lui <<La fama della mia Septa la precede, lo sappiamo tutti. Eppure la conosco bene, so che non tradirebbe mai i Raeghar...e me. Non parlo solo perchè è la mia septa, ma perchè obiettivamente non le converrebbe farlo, lo so bene. E' da un pò che temo che Adamantia non sia a suo agio qui alla Torre, e sto cercando di esserle vicina...e di prevenire qualche suo errore dovuto alla paura o all'insicurezza. Non preoccupatevi quindi per Lei, anzi cercate di rassicurarla...vorrei si sentisse al sicuro qui con noi. Per il resto lasciate fare a...me>> concludo, ripensando anche alla conversazione con Cassandra. Spero davvero che quelle di Adamantia siano soltanto insicurezze, e che non ci sia dell'altro dietro.



    E spero che domani, sul campo di battaglia, capisca che può contare sulla sua compagna.
    Sto ancora riflettendo su quanto appreso, quando una voce attira la mia attenzione. Una canzone risuona nel silenzio dell'edificio.
    «è dolce sognar e lasciarsi cullar nell'incanto della notte. Le stelle d'or con il loro splendor sono gli occhi della notte. Sii vicino al tuo amore e a te ti stringerà, la notte con la sua magia quanti cuor unir saprà. È dolce sognar e lasciarsi cullar nell'incanto della notte…»
    Alzo gli occhi verso la terrazza, dalla quale proviene la dolce melodia, avendo già intuito a chi appartiene quella voce....Sir Demonar. L'uomo termina di cantare e ci rivolge un inchino.
    Arrossisco un poco, per l'inopportuna combinazione tra quelle parole romantiche e la situazione in cui mi trovo col cavaliere, ma poi un sorriso si apre sul mio viso per l'assurdità della situazione. Mi volto nuovamente verso il cantante improvvisato, continuando a sorridere <<Avete davvero una bella voce, Sir Demonar, complimenti. Spero che saprete intrattenerci altrettanto bene domani in armeria, possibilmente con abiti più...adatti>> gli rispondo, leggermente sarcastica. Quell'abito è così...inopportuno!
    Sir Demonar ha già dato troppo spettacolo da quando è arrivato, provo ancora indignazione per come si è comportato con Cassandra. Non ci serve un giullare, ma un soldato.
    E' il caso che lo capisca al più presto se vuole essere utile alla nostra causa.
    Poi torno a voltarmi verso Sir Vicent <<Cavaliere, vi ringrazio per avermi confidato i vostri dubbi e spero continuerete a farlo anche in futuro. In un momento come questo, in cui non sappiamo di chi fidarci e di chi no, è rassicurante vedere come la lealtà risplenda nei vostri occhi>>



    <<Potete contare su di me sempre e non solo per via dell'armatura che indosso, Lady Esperin. La mia lealtà nei vostri confronti supera ogni dovere imposto dal Regno che servo>> mi risponde lui, fiero, inchinandosi, tenendo il capo basso, e poi congedandosi. Lo osservo andare via, felice delle sue parole.
    Decido di rientrare anch'io nell'edificio, si sta facendo notte e devo far visita alla septa prima che vada a dormire. Salgo rapidamente al piano superiore, passando un momento nella mia camera a prendere il dono che devo darle, spero che le faccia piacere e che possa esserle d'aiuto. Dopo averlo recuperato, attraverso il corridoio che separa le nostre stanze, e busso alla sua porta.



    Spero di non disturbarla, in tal caso ripasserò in un secondo momento.


    *Azioni di Vicent concordate con Damned!

  6. #546
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Il pasto è ormai terminato da un pò, finalmente ho la pancia piena!
    Sono ancora immersa nella lettura, quando odo un bussare delicato alla porta. Domando chi è, anche se ne ho già riconosciuto il modo di suonare:
    <<Septa, sono io, Lady Esperin, posso entrare?>> sento infatti.
    <<Vieni avanti.>> dico ad alta voce mentre chiudo il libro e mi rialzo.
    La ragazza entra portando un pacco (un tessuto?) stretto tra le braccia.
    <<Perdonatemi se vi disturbo, immagino vogliate riposare...ma sono venuta a portarvi una cosa.>> esordisce fermandosi al centro della stanza.



    <<Che cos'è?>> le domando senza troppe ciance. Sono nervosa per il dialogo avuto con il Lord della terra delle Rose, ma al momento sarebbe inutile farne parola con lei. Se domani lady Feralys se ne tornerà con la mia carcassa da offrire ai cuochi, farei solo preoccupare la principessa inutilmente, e farla stare in ansia è l'ultima cosa di cui ho bisogno ora.
    Necessito che sia sveglia, attiva. E pronta.
    La giovane sorride, osservando la veste che ancora tiene stretta:
    <<Immagino che avrete difficoltà ad indossare l'armatura, per le vos-...per le sue fattezze, quindi ho fatto confezionare un saio per voi, con i colori della mia casata...>> mi dice dispiegandolo davanti ai miei occhi.



    <<Non offendetevi, è sempre meglio dell'armatura, o no?>> si affretta a domandarmi mentre lo prendo tra le mani, tastandone il tessuto: è molto più morbido sei miei sai, e sarà anche caldo.
    Le rivolgo un sorriso sghembo...la giovane probabilmente non ci vede nulla, e molti più furbi di lei penserebbero immediatamente che per me sia una grande vergogna indossare questi colori, ma...la verità è che sono più che felice di farlo. E' per i Raeghar, la vergogna di vedermi addosso questi colori, non il contrario.
    Me la so rigirare da sola, la frittata, quando voglio.
    <<Ovviamente mi sono assicurata che vi venissero apposte le stesse magie di protezione con cui disponiamo anche le armature reali, septa!>> aggiunge velocemente, temendo forse il fatto che io non le abbia ancora dato una risposta.
    <<Hai gusto, mia cara, devo ammetterlo...spero di non sporcarlo troppo, contenta?>> le faccio ironica alzando un sopracciglio e riponendo la veste senza troppa attenzione sul seggio di cui è dotata la mia camera.
    La ragazza si inumidisce le labbra, pensierosa, prima di sedersi sul mio letto. Inspira e mi guarda decisa, ancora sorridendomi:
    <Sappiate che sono davvero felice d'avervi visto così combattiva...state recuperando i vostri poteri, lo sapevo che ci sareste riuscita! Per quel poco che ho visto, vi siete fatta valere!>>



    Uno sfruffo mi esce incontrollato dalla bocca...che baggianate!
    Se ne riempono la testa di questa parola, lei e il fratello....anche Lantis usò questo termine, la sera in cui mi disse a chiare lettere che sarei scesa anch'io in campo.
    <<"Recuperare"....? Bambina, sai a cosa serve questo sigillo?>> le domando prendendolo nella mano destra, come a farglielo osservare meglio.
    Lady Esperin assottiglia gli occhi, forse non capisce il senso di questa domanda per lei tanto ovvia e scontata...in fondo chi non conosce la mia storia?



    <<Certo, è...un anatema. Per trattenere i vostri antichi poteri.>> mi dice infatti, guardandomi pensierosa. Attende il motivo per cui le ho posto la domanda.
    <<Ebbene...i miei vecchi poteri sono chiusi qui, lo sapete, non c'è modo che esca mai nulla fuori. Basterebbe un graffio, anche una lieve intaccatura e l'arcana magia della Strega dell'Ovest tornerà viva.>> dico con tono grave.
    Per un attimo la principessa si ferma, quasi come a temere di pensare a quell'eventualità.
    <<Oh, ma non crucciatevi!>> intervengo divertita:
    <<La magia che protegge il mio pendaglio è forte, chi me lo ha fatto indossare sapeva...il fatto suo. Sapete, vostro nonno, quando era un bambino, bhe, lui...così, per gioco, tentò di romperlo, e io lo lasciai fare. Non ottenne nulla, ovviamente, ma quando il vostro bisnonno ci scoprì, si cagò addosso....letteralmente. Gli vietò di ripeterlo per nessuna ragione al mondo.>> termino ridacchiando rocamente.



    La ragazza sorride di rimando, sa che si tratta di vecchie storie, e la sua leggerezza sull'argomento è data dal fatto di avermi conosciuta in ogni singolo giorno della sua vita: non riesce proprio a vedermi sotto una luce differente.
    <<Bhe, io credo che...anche se è come se stesse ricominciando daccapo, qualcosa deve esserci, per farvi diventare forte in così poco tempo. Fino a due giorni fa vi servivate di un bastone...>> mi dice guardandosi intorno, come a cercare conferma che in effetti non è più a portata di mano e che quindi non ne faccio più uso.

    Nb: post concordato con serenarcc, per le azioni e le battute di Esperin.


  7. #547
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    La nobildonna è sensuale e sa di esserlo, soprattutto non teme di utilizzare questa sua caratteristica come un'arma a suo vantaggio. La sua mano libera scivola maliziosa e biricchina, si posa sul cavallo dei miei pantaloni. Ci troverà un grifone da accarezzare. Ma non è proprio questo il suo intento, purtroppo. Stringe la morsa, vuole fare la violenta e in certe occasioni, è un elemento che può dare un brivido in più. La donna è forte, se la lasciassi fare potrei perdere i sensi. "Milady, il nobil grifone mi è necessario o lo cederei volentieri ai vostri giochi" le sussurro all'orecchio, cercando nel mio cuore tutta la mia natura di stregone. Il mio potere di imporre dolore all'avversario è un'arma sottile, potente, che non richiede un grande sforzo fisico, ma mentalmente è straziante anche per me. Ma sono il Principe, sono Lantis del Fulmine: sono addestrato per questo. Sono nato per questo. I demoni si agitano nell'anima, le scene più dolorose della mia vita scorrono come fantasmi effimeri, come pugnalate fugaci, il volto di Reneè... la cosa più dolce ma anche quella che fa più male. Se dovesse riuscire, se Lady Adamantia ne sortirà gli effetti, dovrebbe smettere la sua stretta. Dalla mia voce, ogni energia oscura sarà come una morsa per la sua mente, ogni flebile battito e respiro sarà di dolore per lei, le membra tremeranno, le gambe non la sorreggeranno più. I tremori dovrebbero avanzare violenti, dovrebbe perdere così l'equilibrio e cadere. Ma sono un gentiluomo: in quel caso, le lascerei il braccio e l'accoglierei in un casquè, come si suol fare nella danza. La mia schiena piegata verso di lei, osserverei il suo viso con occhi lascivi, la mia presa sarà delicata, il volto vicino al suo. Un mezzo sorriso e le direi: "Anche da questa prospettiva mantenete il vostro fascino, mia signora".

    Alterazione e Illusione
    Imposizione del dolore – L’incantatore si connette alla mente del nemico e crea in lui l’illusione del dolore, il corpo non subisce danni reali - (Maestro) – Genera forte dolore che pervade l’intero corpo del nemico: Difficoltà nel restare in piedi, forti tremori, nausea

  8. #548
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters



    La principessa sorride alla mia domanda.
    <<Certo che me lo sono chiesta, amica mia. Ma non è poi così difficile darsi una spiegazione, ed era inutile chiederla a Lui. Avere un nipote con il sangue dei Reaghar gli darà un legame sicuro con la nostra casata e col trono...molto più di quanto possa garantire un semplice matrimonio, credete che non lo sappia? Mio Padre... ha sposato sua nipote rendendola Regina, ma non le ha mai dato un figlio. Se Lui...dovesse morire...Lei perderebbe qualsiasi diritto a ricoprire quel ruolo. E tale ruolo spetterebbe a voi, che siete la promessa di Lantis. E' ovvio che il Lord voglia cautelarsi da questa possibilità. Devo parlarne con Lantis, e capire che intenzioni abbia a riguardo. Allo stesso modo è anche ovvio che al momento voi siate la principale rivale della Regina agli occhi della stessa e del Lord, quindi vi prego... fate attenzione. Noi...>> abbassa ancora di più la voce, sussurrandomi <<...noi non possiamo fidarci di loro, questa è una delle poche certezze che ho al momento>>.
    Rivale della Regina? A questo non avevo mai neanche lontanamente pensato. Strano non mi abbia fatto soffocare nel sonno. Sarebbe stato tutto più facile e lei sarebbe rimasta qui a palazzo magari facendosi sposare da Lantis. Non a caso Esperin usa il plurale quando parla della fiducia. Avevo quindi ragione a dubitare di lei e delle continue passeggiate con sir Urthadar. Dev'esserci dentro anche lui. Chissà, forse anche Lady Feralys...ma la Regina non l'avrebbe mandata in guerra se fosse così...
    La principessa si dice sicura di non potersi fidare di Tywin e della nipote. I fatti sul Gran Maestro sono chiari, la fretta è quindi dovuta all'assicurarsi un posto nella famiglia reale quanto prima. Ma cosa le ha fatto dubitare anche della Regina? Le ha detto qualcosa? Ho l'impressione che Esperin sappia dell'altro.
    Comincio a sentirmi anche un po' in colpa nei confronti della principessa. Se non ci fossi stata io non sarebbe costretta a sposare il figlio di Tywin. Lumen sarebbe andata in sposa a Lantis che sono sicura avrebbe saputo accettare la cosa. Ma non è stata una mia volontà essere coinvolta in tutto questo, assolutamente. Dall'altro lato però sono contenta di aver rovinato i piani a Tywin.
    Esperin mi stringe le mani e teneramente mi dice: <<Un giorno, Voi sarete una Regina amata da tutto il Regno, in primis da mio Fratello, ne sono certa>>.
    Sì...una Regina. Sempre se qualcuno non mi faccia fuori prima o se non perirò in battaglia. Alla fine le rispondo con un sorriso.
    Non so ancora se sia migliore la morte al fatto di dover diventare regina. Molti non avrebbero alcun dubbio optando per la seconda. Io non ho ancora deciso.
    Cerco di tornare sull'argomento dell'attuale regina per capire da dove le scaturiscono le certezze, ma un servo ci interrompe consegnandole una lettera.
    <<Scusatemi amica mia, devo raggiungere Sir Dreth, sembra abbastanza importante. Continueremo la nostra conversazione in un secondo momento se vorrete. Vi ringrazio di essermi vicina, e di preoccuparvi così tanto per me. Dovete però concedermi di fare lo stesso con voi, e quindi non amareggiatevi per quanto vi ho chiesto poco fa...lo faccio perché tengo tanto a Voi, lo sapete>> mi dice prima di congedarsi.
    "Certo, andate pure! Spero solo non sia successo nulla di grave! E non dovete ringraziarmi...l'affetto che provo nei Vostri confronti non mi farà mai dubitare delle Vostre sincere intenzioni!" replico con un sorriso, prima di volgere uno sguardo verso sir Dreth che intravedo vicino alla fontana.



    Sono incuriosita da questo incontro, ma sono sicura che Esperin me ne parlerà.
    Esco dall'infermeria fermandomi davanti alle mie ancelle.
    "Se non ricordo male volevate andare in biblioteca milady?" mi rammenta Laila.
    "Sì, devo fare una cosa." le rispondo mormorando prima di salire per le scale che conducono al piano superiore.
    Sento dei rumori provenire dall'armeria, penso che si tratti di Lady Feralys e della septa. Per curiosità e, senza farmi notare, mi affaccio per sbirciare facendo cenno alle mie ancelle di stare dietro di me.
    Resto a dir poco allibita nel vedere il corpo di Lady Feralys attaccato a quello di Lantis, per giunta a torso nudo e con la mano di lei che si insinua verso la palma e le noci di cocco del reggente.





    Ma...quei gioielli dovrebbero appartenere a me! Questi due si stanno allenando o fanno dell'altro?



    Imbarazzata, porto le mani alla bocca per poi distogliere lo sguardo.



    Con massima cautela, stando attenta a non fare nessun rumore, mi dirigo nella biblioteca ordinando con un gesto alle mie ancelle di fare lo stesso.



    Chiudono delicatamente la porta dietro le loro spalle senza emettere il ben che minimo rumore.
    "Vostra Maestà e Lady Feralys...si...s-stavano allenando ..vero?" mi chiede Laila con il viso praticamente rosso.
    "Avete visto quello che ho visto io! Ci penserò su se dovrò far incriminare Lady Feralys per il...furto dei gioielli della Corona!" rispondo cercando di trattenermi dal ridere.
    Accantono per un attimo quell'oscena visione per sedermi ad una delle scrivanie.



    Mando Laila e Dora a leggere qualcosa e dopo essermi accertata che si siano sedute lontano da me, prendo il calmaio, un foglio di carta e scrivo.
    Potrebbe essere pericoloso anche per loro conoscerne il contenuto. Ad operazione finita, ripiego il foglio molte volte per poi chiuderlo in un pugno. Una volta nella mia stanze lo nasconderò con cura. Potrebbe servirmi molto in furturo.
    Ultima modifica di scarygirl; 4th February 2015 alle 02:07


  9. #549
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Sono felice che il mio piccolo pensiero sia stato gradito dalla septa, decisamente l'armatura non era adatta a lei, l'avrebbe rallentata, appesantita. Ovviamente non ha mostrato particolare interesse per l'indumento, ma sono sicura che le sarà molto utile ed è questo l'unico fine del mio gesto.
    Ho forse sbagliato a chiederle dei suoi poteri, immagino che non sia facile parlarne e ricordare quei tempi ormai passati. Tempi in cui era libera, giovane, potente.
    Tempi che non torneranno mai più, come tiene a precisare.
    Eppure qualcosa deve esserci, dato che il suo potere sta crescendo così rapidamente in questi pochi giorni.
    Il bastone non c'è più, ormai lo materializza solo per combattere, mentre da quando la conosco l'ha sempre utilizzato anche solo per piccoli spostamenti.
    <<Credo dipenda solo dal fatto che il mio corpo è stato sottoposto a due secoli di magia, bambina...nulla di più.>> precisa lei, rispondendo così alla mia domanda.



    Probabilmente è vero, ma l'importante è che sia riuscita a potenziarsi, in vista della battaglia. In pochi giorni è riuscita a migliorare tantissimo, in battaglia oggi è stata temeraria, coraggiosa, ed ha mostrato grande inventiva. Oh Dei...che paura mi sono presa quando l'ho vista volare nella fontana! Se mi sono trattenuta è stato solo per la presenza del Lord.
    Il Lord...che ha appena stravolto la mia esistenza, costringendomi ad acconsentire a quelle ignobili richieste.
    Ci sono così tante cose di cui vorrei parlarle, ma non posso farlo, mi direbbe che mi cruccio per questioni al di fuori della mia portata. Inoltre non è certo questo il momento per farlo, sta per andare a combattere, non posso tediarla con i miei tormenti. Ha ben altro a cui pensare.
    Eppure...le sue parole mi sono sempre così di aiuto... riesce sempre a farmi cogliere particolari a cui non avevo dato peso, a farmi aprire gli occhi.
    Sono certa che potrebbe essere così anche adesso... se solo trovassi la forza di parlarle. Abbasso gli occhi, giocherellando con il pizzo del vestito.
    <<Capisco...vi lascerei riposare septa, ma la verità è che non sono venuta solo per donarvi il saio>> ma per chiedervi consiglio, anche se non so come parlarvene.
    <<Cosa volete? Chiedermi un regalo di nozze?>> risponde lei. Come diavolo fa a leggermi sempre nel pensiero? Sarà un qualche potere che mi ha tenuto ben nascosto?!



    Cosa posso dirle? Che questo matrimonio mi ha lasciata spiazzata? Che non immagino alcun uomo al mio fianco che non sia Lui? Che vorrei fuggire lontano, piuttosto che donarmi ad un altro?
    No... non posso. Scoppierebbe a ridere per la mia stupidità...ed io mi sentirei ancora più avvilita.
    <<Septa...conosco bene i miei doveri, non sono qui per lamentarmi con voi. Sapete che farò ciò che è necessario, anche se...c'è sempre la possibilità che il figlio non accetti>> ribatto, titubante.



    E' vero, la Regina ha detto che Ryuk non ci ha mai traditi, e questo eliminerebbe qualsiasi incertezza sulla fattibilità del nostro matrimonio. Ma quanto possiamo fidarci delle sue parole? Cassandra sembrava molto sicura del fatto che Ryuk fosse un traditore, sia per i discorsi che per l'atteggiamento di lui nella zona neutra, e sembra che abbia anche negato qualsiasi coinvolgimento con la Regina. Perchè l'avrebbe fatto? Avrebbe potuto far intendere a Cassandra la sua buona fede in quella sede... o quantomeno comportarsi da cavaliere, non da bestia come lei mi ha raccontato.
    <<E perchè non dovrebbe?>> mi chiede la septa, distogliendomi dai miei pensieri <<Una principessa datagli in moglie con un corpicino senza malformazioni, la possibilità di ottenere prole che un giorno potrebbe poggiare il proprio culo sul trono, chissà...ma forse voi non parlavate di Ryuk in quei termini...>> conclude lei, allusiva.



    <<Mi avete detto voi di non fidarmi della Regina...>> le rispondo, sicura <<Resto delle mie convinzioni, nonostante le parole del Lord a tavola. Troppo facile giustificare ogni sua azione ora, a pochi giorni dal matrimonio...>> aggiungo perplessa.
    <<Ed infatti il Vostro ragionamento è ottimo. A questo punto meritate la soluzione parziale, che è quella che ho io: Ryuk non è la spia.>> mi risponde lei, con sicurezza.
    <<Come fate ad esserne così certa?>> le chiedo, speranzosa. Se Ryuk fosse davvero un traditore avrei qualche speranza di evitare questo infausto evento!
    <<Quando ho parlato con la regina, durante il nostro allenamento...da come si era messa la discussione, l'ordine in cui le ho posto le domande, e il suo chiedermi successivamente se conoscevo suo cugino...se fosse stato lui la spia, deduco che avrebbe dovuto parlarmene il meno possibile. Era già fuori dalla mia lista sospettati, da un bel pò! Ora che ha gettato l'amo del suo nome in maniera così plateale, i miei dubbi si sono rafforzati, diventando certezze.>>
    <<Ma...ma allora è un traditore!>> inizio a dirle, euforica <<Lantis non mi farebbe mai->>
    <<Lantis-Lantis-Lantis! Ma cosa credete, che questo matrimonio non serva a lui? Non serva a voi? Non c'è partito migliore di un Leithien, oggi come oggi. Analizzate la situazione come vi ho insegnato a fare, e non riempitevi la testa di "se" e "ma"...nulla di tutto questo dipende da voi. E niente di quello che potete fare può cambiare la situazione.>>



    Purtroppo ha ragione, questo matrimonio serve anche e soprattutto a Lantis, per le finanze del Regno.
    Ryuk Leithien è indubbiamente un ottimo partito grazie ai diamanti che rappresenta, ma non per me, io non posso... non posso proprio.
    So benissimo che niente che io possa fare potrebbe cambiare le cose. Tutto ciò che mi resta è parlare con Lantis, esternargli i miei dubbi. Ma se anche lui sarà irremovibile su questa cosa non potrò fare altro che assecondare le loro richieste. <<Lo so>> rispondo, abbassando lo sguardo, con tono rassegnato.
    Deve pur esserci un'altra soluzione, devo solo trovarla...



    Nb: post concordato con Maru, per le azioni e le battute di Deirdre.

  10. #550
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    <<Lo so>> mi conferma.



    Rispetto a tante donne, mi sono sempre considerata fortunata, anche più di quelle povere. Ecco perchè schifo la nobiltà: la considero una prigionia imbellettata di borotalco profumato, per nasconderne la puzza ai più ingenui.
    Gli uomini si guardano costantemente le spalle per tenersi stretti più gioielli e soldi possibili, altri di loro per trattenere con le unghie una posizione comoda; le donne...le donne scambiate come bestiame e se sono fortunate, saranno dotate di un cervello che le faccia tenere in considerazione almeno dal proprio uomo.
    Una donna di poveri natali invece...o muore dopo una vita di stenti e sacrifici, o diventa la serva di una famiglia facoltosa, dove magari potrà ricevere le attenzioni più svariate...io?
    Io mi colloco a tutt'altro livello.
    Mio padre dirigeva una locanda fredda e puzzolente, non aveva alcun progetto per me, bastava gli stessi lontana. Nessun nobile si sarebbe mai fermato rapito dalla mia figura, non ho mai avuto per mia fortuna un visino dai lineamenti delicati, non attiravo attenzione passeggiando per strada. Io...suscitavo un atro tipo di istinto: ferale, smanioso, ossessivo, lurido...una voglia ancestrale di soddisfare gli impulsi più animaleschi.
    Ho vissuto pienamente la mia vita, godendo sempre della mia libertà, cosa che nessuna di queste sciaquette potrà mai vantare. Si illudono di stringere il potere tra le loro dita attraverso i propri uomini, ma la realtà è che sempre a loro dovranno risponderne. O alla famiglia. O ai propri doveri. O alla società. O...o....o....
    Io no. Io sono io, unica e sola, e tale ho intenzione di rimanere.
    <Ho già parlato con il Lord, comunque sia.>> le dico sbruffando, per farle capire che è inutile andare oltre su questa discussione.



    <<Sarò io ad occuparmi di Voi, e in seguito dei figli che donerete a Ryuk. Certo...se non schiatto domani! Se dovesse succedermi qualcosa, principessa, spero terrete presente i miei insegnamenti, e che impariate finalmente a dare la fiducia alle giuste persone...non fatevi fregare.>> le insinuo abbassando il capo e osservandola con gli occhi scavati.
    Le sue sopracciglia s'aggrottano:
    <<Dare fiducia? Come posso fidarmi di chi durante una cena lancia la propria aura per spaventare tutti! E ora che ci penso, anche di questo dovevo parlarvi! Perchè avete detto al Capitano Urthadar che siete stata voi la colpevole?>>



    Quasi mi viene da ridere....me l'ero dimenticata pure questa storia noiosa!
    <<Perchè non potrei essere io?>> domando con un'alzata di spalle.
    <<Ma come "perchè"? Voi non l'avreste mai fatto!>> mi spiega lei accorata. Scuoto il capo...non vuole proprio imparare. La fisso negli occhi, severa, e per la prima volta la mia voce diviene un sussurro:
    <<Principessa. Vi ho insegnato a ragionare in termini diversi da questo. Non basate MAI le vostre deduzioni su chi credete di conoscere, ma attendendovi ai fatti.>>
    La giovane arriccia le labbra, incrociando le braccia sotto al seno:
    <<E allora voi come fate a sapere come si svolti, se nemmeno c'eravate?>> mi domanda quasi altezzosa.
    Mi scappa uno sbruffo divertito:
    <<Allora sentiamo...parlatemi dei Vostri sospetti!>> la incito curiosa. Figuriamoci ora che ne esce fuori...



    <<Bhe...sir Demonar era chiaramente provato, per quanto si possa fingere, non si può improvvisare una sudorazione copiosa come quella che l'ha investito. Escludendo tutti gli altri maghi, lady Cassandra che è un elfo e Taras...>>
    Non ci siamo:
    <<Perchè escludete Taras a priori?>> bercio in sua direzione.
    Mi guarda stupita, sbattendo le palpebre un paio di volte:
    <<Io....Taras non->>
    Alzo un sopracciglio, e finalmente comprende.
    <<Giusto, perdonatemi. Dunque rimangono Taras, e gli altri due stregoni.>>
    Niente, non ci arriva...
    <<E...?>> domando allusiva allargando gli occhi.
    Lady Esperin pare intirizzirsi, forse s'è resa conto di chi manca, finalmente:
    <<E voi, si.>> conclude abbassando lievemente il capo, pensierosa.



    Ora analizziamo i fatti, e in base a quello si passa ai comportamenti, per poi procedere di esclusione in esclusione in base a motivazioni e natura.
    In due parole...metodo deduttivo.
    <<Reazioni degli stregoni in sala?>> le domando fintamente assente.

    Nb: post concordato con serenarcc, per le azioni e le battute di Esperin.


 

 

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