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  1. #51
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LO STREGONE TARAS

    Come Sua Altezza Reale il principe Lantis mi ha ordinato, sono vicino le scale del corridoio al piano terra per accogliere Lady Proudmoore. Sono un pò preoccupato, dato che la sua stanza è adiacente a quella della strega dell'ovest. Spero che non avvengano spiacevoli incidenti, quella vecchia non mi è mai piaciuta e tante volte ho pregato re Rickard di esiliarla o rinchiuderla. Magari un giorno Sua Altezza il Principe mi darà retta. D'un tratto, scorgo i profilo di una gentildonna di giovane età, piuttosto bella e incappucciata. Sono lieto che sia giunta qui sana e salva.

    Taras: "Siete Lady Proudmoore? Immagino di sì, o le guardie non vi avrebbero lasciato entrare... sono sollevato dalla preoccupazione che ho avuto, dato che vi vedo giunta sana e salva alla Torre. Il Principe vi manda i suoi più nobili saluti e il messaggio che accogliamo la vostra alleanza con le più vivide speranze. Non è potuto intervenire lui di persona, purtroppo, ma questa sera posso anticiparvi che vi sarà alla riunione strategica con tutti gli altri guerrieri" le dico con un dignitoso inchino. "Vi accompagno ora alla vostra stanza, è al piano di sopra, purtroppo le sue finestre sono di fronte all'armeria, se gradite cambiare camera, posso chiedere a qualcuno dei comandanti di fare un cambio" aggiungo, incamminandomi su per le scale, sperando che lei mi segua.

  2. #52
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    <<Hai ragione, Aedan, siamo molto simili sotto questo aspetto... Anche io fremo dalla smania di combattere, anche se... Nulla, abbiamo fatto giuramento, il nostro dovere sarà compiuto, qualsiasi cosa accada>>. Cosa significa? Cosa mi nascondi, Cassandra?
    <<Non so quando Sua Altezza verrà a farci visita, potrebbe avvenire anche in giornata... La guerra non si fa attendere molto... Se quindi non ti dispiace, nel caso in cui il Principe fosse indeciso su chi schierare, farei i nostri nomi, alla riunione>>. Osservo intensamente la comandante affacciata alla finestra. Devo averle fatto una più che ottima impressione, se si fida di me talmente tanto da desiderarmi come compagno d'armi. Sento di essere sulla strada giusta: combattere al suo fianco non può che fornirmi ulteriori occasioni per conquistare la sua lealtà. La fedeltà di un soldato, per quanto ligio al dovere possa essere, si spinge solo fino a un certo punto... Quella per debito personale, invece, è il patto più potente che esista.

    <<Non mi dispiace affatto>>, le rispondo. Poi, dopo qualche istante di confortevole silenzio, aggiungo: <<Ognuno di noi ha pesanti fardelli da sopportare. Condividerli con qualcuno non è sintomo di debolezza, tutt'altro. Sappi che, se mai ne avrai bisogno nei difficili giorni che seguiranno, hai un amico qui nella Torre>>.

    Mentre parlavo due figure sono entrate nella sala d'addestramento: la principessa Esperin e lady Waters. Non so molto di lei, se non che è la promessa di Lantis... Una donna troppo bella, per un uomo tanto stolto. Le signore sono evidentemente soddisfatte della reciproca compagnia, quindi preferisco non intromettermi. <<Dovere, principessa>>, dico per rispondere ai complimenti della nobildonna ma fissando lady Waters, e poi mi incammino verso l'uscita dell'armeria senza nemmeno aspettare né la sua risposta, né quella di Cassandra. Sto andando in giardino, dove spero di incontrare la septa: è un elemento troppo curioso per essere ignorato.
    Our wills and fates do so contrary run

  3. #53
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    Il tramonto segna l'ora decisiva: appena l'annuncio della prima battaglia sarà dato, dovrò comunicarlo e partire subito per il nord. Devo preparare tutto ora, così da essere pronto al momento cruciale.



    Scendo gli scaloni del castello e vedo la regina Lumen che mi attende: a quanto pare, ha intenzione di assistere anche lei alla riunione.



    Lantis: "Maestà, mio padre avrà certamente bisogno della vostra compagnia in queste ore di tedio... la vostra presenza alla riunione non è indispensabile, tutti noi capiremo il motivo della vostra assenza" le dico per cercare di convincerla a restare qui. Non mi piace la sua presenza, la sua spia e il modo intrigante che ha di inserirsi di grazia in ogni controversia del regno. Soprattutto, non mi piace il ruolo di suo zio in questo frangente.
    Si rimette dritta dopo l'inchino accennato, e mi sorride languida.



    Lumen: "Oh Altezza, sono certa che Vostro padre gradirebbe di più il mio interessamento per le sorti di questa terribile guerra che della sua salute... il re mette sempre al primo posto Dohaeris, così come avete fatto Voi per la questione dell'ex Primo Cavaliere... inoltre, sono in ansia per la principessa Esperin, le farà piacere la vicinanza di una figura femminile della sua famiglia" mi dice con tono mellifluo, con quella dannata luce negli occhi che pare accendersi grazie ai demoni.



    E' bella, dannatamente bella. Un tempo, la sua bellezza m'era entrata nei pensieri ma, dopo quella notte, ne è uscita del tutto. Solo lei ormai... solo lei e i suoi capelli rossi nel mio cuore. Le sorrido gelido, di cortesia. Tutte le mie premure nei suoi confronti non sono altro che dettate dal galateo, dall'obbligo del mio ruolo, del suo e dell'utilità di suo zio. Le porgo il braccio, che non sarà comodo alla sua mano delicata, dato che indosso l'armatura. I suoi capelli profumano di rose e chiunque ne resterebbe incantato. Ma le rose hanno le spine. I soldati che ci scortano verso la Torre di Mezzaluna, che sorge proprio davanti al castello come rocca di difesa, non frenano i loro sguardi sulla figura della regina. Il suo corpo, avvolto da questo vestito così modesto, non riesce comunque a passare inosservato.



    Taras ci accoglie, lo sguardo tirato ma apparentemente ottimista. Mi avvisa con grandi salamelecchi, che tutti mi attendono nella sala riunioni al piano terra. Con gioia, mi avverte che persino Esperin si è allenata e che ha fatto buona amicizia con lady Alinor. Dovrei parlare loro, la situazione rocambolesca e improvvisa deve avermi fatto apparire maleducato. Nasconderò ancora il mio sguardo colpevole a lady Alinor: sono consapevole che non potrò mai amarla, ma avrà sempre il mio rispetto come mia futura sposa. Sarà così perchè deve essere così. Al mio ingresso, tutti si inchinano e tacitano le loro parole, così mi avvicino al trono a capotavola e faccio gesto a tutti di sedersi. La regina, che mi ha sganciato già prima di entrare, si adagia su una sedia alle mie spalle, fatta portare da Taras, che non l'aspettava, appositamente per lei. Osservo le armature scintillanti, come la mia, dei tre comandanti supremi delle truppe di Dohaeris, ovvero De Lagun, Urthadar e Dreth. Quest'ultimo mi pare giovane, ma con il viso da uomo che mi fa sperare positivamente.





    Lantis: "Chiedo subito venia alle dame presenti e ai recenti arrivi per non aver ancor adempiuto al mio dovere di accoglierle come si confà al loro rango, ma una guerra riesce a diventare la sola protagonista del palcoscenico. Spero nel profondo del cuore che le lor dame mi perdoneranno e mi concederanno udienza dopo questo discorso. Come annunciato questa mattina nella sala del trono, siamo in guerra. Le fazioni noi avverse si saranno organizzate e premunite e non escludo un loro invito alla battaglia nelle prossime ore. Andrei io stesso, senza timore o tentennamenti, ma purtroppo devo recarmi nelle terre del nord, dove i signori stanno cercando di ribattere l'orde di bruti che sta sconvolgendo tutta la regione. Sarò onesto fino in fondo con voi, perchè siamo in una situazione crudele e io sono il vostro comandante: farò qualsiasi cosa in mio potere per evitare che anche le dame scendano in guerra ma temo che ciò non sarà possibile.







    Ognuno di voi sarà chiamato man mano in battaglia, e purtroppo il sangue chiama il sangue e non conosce censo. Davanti al dio della guerra, siamo tutti parte di Dohaeris e nostro compito è quello di difendere la nostra casa. Altre verità, altri punti di vista non sono contemplati dal dio. Tutti noi siamo, quindi, chiamati a batterci e mettere a repentaglio le nostre vite, nonostante l'idea di perdere anche membri della mia famiglia mi metta i brividi, io debbo obbedire.



    Affrontiamo l'onore della guerra a testa alta, con la nobiltà che contraddistingue il nostro sangue da quello della feccia che osa sfidarci! Ci attende, comunque, una prima battaglia, in cui chiedo al comandante De Lagun di portare a casa, insieme a sir Urthadar, il vessillo della vittoria! Ora parlate pure, ascolterò le vostre risposte e le vostre perplessità, per poi lasciarvi cenare. Attenderò in giardino, vicino al portico, di poter discorrere con mia sorella Esperin. Lady Alinor, mi piacerebbe in seguito conversare anche con voi, non dimentico l'impegno che i nostri padri hanno preso sul nostro futuro"
    . Ho pronunciato il tutto con decisione e severità. Ho scandito ogni singola parola, cercando di darle più vigore del normale. Se penso a mia sorella sul campo di battaglia, l'angoscia sale al respiro, che diventa più affannoso. Nulla di visibile, sono abituato a soffocare i miei timori. Audere semper è il nostro motto, al di là della paura, della morte, della disgrazia. Guardo torvo la septa: sarà in grado di condurre un combattimento? Si narrano cose orribili su di lei e le mie nocche ricordano ancora la durezza del suo bastone. Vedremo cosa avranno da dire.

  4. #54
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Dopo aver terminato il the, ho passato le ultime ore del giorno a cercare di riposare le stanche membra. I solchi scavati dalla catena che mi cinge il collo però non mi provocano meno male, e il suo peso mi piega. In realtà non più come una volta, ma la schiena ormai è incurvata…altro regalino dai Raeghar.
    Come tutti, mi faccio strada nella sala riunioni, avanzando sul mio bastone…mhf.
    Da quando in qua si convocano septe e principesse per consigli di guerra?



    Dannato ragazzino pieno di se, gli è sempre piaciuto mettersi in mostra come un galletto spelacchiato.
    Ho bisogno di riposare ancora, penso aspirando aria tra i denti marci: ormai se non passo a letto almeno un quarto di giornata oltre alla notte, il mio fisico ne risente…che riesca poi a dormire, è tutt’altra storia.
    Prendo posto vicino alla principessa, come si confà al mio ruolo.
    Lantis arriva presentato pomposamente dal nostro lecca sedere di corte, accompagnando al braccio la regina. Eccoli li, tronfi e apparentemente perfetti nell’ostentazione del loro rango.
    Lady Lumen in questo avrebbe molto da imparare sul portamento di Lady Esperin…
    Mi inchino col capo al loro passaggio, e finalmente mi siedo.
    Al tavolo ci sono gli abitanti che sono stati trasferiti nella torre, più la nobildonna vedova Proudmoore. So che il marito è deceduto da poco, e quest’unica informazione non mi fa disporre positivamente su di lei.



    Meno cose si conoscono su di una persona e sul suo passato, più questa ne ha avute parecchie da nascondere…non faccio in tempo ad elucubrare altri pensieri, che il reggente prende parola: ascolto il discorso attentamente, delle rivolte che si stanno svolgendo al nord e dei piani che ha stabilito su come affrontare le situazioni che si stanno presentando alle porte della guerra.
    <<Sarò onesto fino in fondo con voi, perchè siamo in una situazione crudele e io sono il vostro comandante: farò qualsiasi cosa in mio potere per evitare che anche le dame scendano in guerra ma temo che ciò non sarà possibile.>>
    “Anche le dame?” ma di chi sta parlando? Non vorrà….? Mi volto verso lady Esperin, che lo osserva attenta.



    Non può mandarla a combattere, è una ragazzina, è una possibile erede al trono, è…è….una Raeghar.
    Stringo la mano destra sull’elsa del bastone, adirata. Suo fratello è uno stolto, se pensa di mettere a rischio così del sangue reale.
    <<Ognuno di voi sarà chiamato man mano in battaglia, e purtroppo il sangue chiama il sangue e non conosce censo.>>
    “Ognuno di voi”. La mie mente registra queste parole, e penso alle persone sedute al tavolo. Nessun dilemma sui guerrieri, è ovvio, alle donne che hanno giurato fedeltà alla casata regnante, ma cosa dire della promessa sposa qui presente? Ha intenzione di mandare a combattere anche lei? Sarei curiosa di sapere che ne pensa Lord Horas…questo va ben al di la del “conforto” che ci si aspettava da lei!



    Non appena il reggente termina il proprio discorso, ci invita ad esporre eventuali nostri dubbi. Bhe, io non ne ho molti: mi frega di questa rivolta e esattamente quanto dello sporco accumulato sotto le mie unghie….niente.
    <<Indubbiamente le rivolte che si stanno svolgendo al nord non possono passare inosservate, ma un re che si rispetti non dovrebbe lasciare che qualcun altro pensi a lavare l’onta di una rivolta dal proprio nome mentre Egli va a dare qualche bastonata agli zotici di montagna. Il popolo probabilmente non gradirà, ma in fondo…che ne sa una povera vecchia?>> ridacchio alzandomi, aiutata dal mio bastone.



    <<A parte ciò, devo riprenderVi per la vostra maleducazione, “Vostra Maestà”.>> sottolineo quell’appellativo in modo leggermente derisorio…quanto Gli piace essere appellato così….: <<Costringere questa povera vecchietta a tutte quelle scale per assistere ad una riunione che non le compete è da vero insolente. Vedo che le nuove auto-investiture vi hanno fatto dimenticare le buone maniere. Con permesso, mi ritiro nelle mie camere…tutto ciò non mi riguarda affatto. Siete libero di compiere ogni insensata azione riteniate necessaria!>>
    Scosto la sedia, voltandomi verso la direzione d’uscita.


  5. #55
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    La prima a prendere parola sull'argomento è la septa Deirdre. Si veste d'orgoglio e sarcasmo, come suo solito e tante volte mi sono chiesto come mai mio padre o nessun Raeghar prima di lui non l'avesse rinchiusa nelle segrete che merita. E' indispettita, guarda Esperin. Pensa che per me sia una scelta felice mandare il mio stesso sangue in guerra? Ma è necessario, necessario come respirare quest'aria fetida che mi viene da lei. La guardo gelido dopo il suo exploit, sono passati ormai più di dieci anni dall'ultima volta che mi ha messo in difficoltà. Non sono più un ragazzo ed è bene ricordarlo a quella mente deviata dall'età.

    Lantis: "L'età deve aver molto affaticato la vostra capacità logica e la vostra arguzia, septa: se siete qui, è perchè ovviamente siete inclusa nel discorso. Anche voi, per farvela semplice, scenderete in battaglia. Non eravate ansiosa di recuperare i vostri antichi poteri? Tra le insensate azioni che intendo perseguire, c'è anche questo: farvi terminare la vostra lunghissima vita, trascorsa nel peccato e nell'infamia, con onore e dignità" le replico senza dare un particolare tono alle mie parole. Non mi interessa cosa pensa, mi interessa solo che obbedisca ai miei ordini.

  6. #56
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    <<L'età deve aver molto affaticato la vostra capacità logica e la vostra arguzia, septa: se siete qui, è perchè ovviamente siete inclusa nel discorso. Anche voi, per farvela semplice, scenderete in battaglia.>>



    <<Non eravate ansiosa di recuperare i vostri antichi poteri? Tra le insensate azioni che intendo perseguire, c'è anche questo: farvi terminare la vostra lunghissima vita, trascorsa nel peccato e nell'infamia, con onore e dignità>>

    Il suo tono freddo, il silenzio nella sala, la consapevolezza che gli occhi sono tutti puntati su di me…
    Esplodo. In una risata alta, rauca…nervosa.



    Non posso credere a quello che ha osato dirmi, a ciò che PENSA di sapere, ma è solo uno sbarbatello ebbro di potere.



    Prendo fiato, guardandolo con un ghigno di sfida: so già come finirà, so già che non potrò far altro che eseguire gli ordini, ma non mi abbasserò MAI ad essergli sottomessa nello spirito.
    <<Perdonate la mia carenza di comprendonio, ma essa era dovuta alla fiducia che nutrivo nella Vostra intelligenza…fiducia mal riposta a quanto vedo! Mandare ME a combattere? Una vecchia che a stento si regge in piedi? Perché è questo che sono, e la colpa è solo vostra!>> alzo la voce, riferendomi ovviamente all’intera progenie regnante, di certo non solo a lui…non sarebbe nemmeno degno di un merito tale come quello d’aver fermato la temibile strega dell’Ovest.
    <<”Recuperare” i miei poteri? Ditemi un po’, stolto disinformato…lo sapete cos’è questo?>>quasi ruggisco, mentre sollevo leggermente dal mio petto con una mano il talismano che porto al collo…la mia vergogna, il mio disonore, la mia prigionia.



    <<E’ un anatema! L’unico che può spezzarlo è morto secoli fa, tanti quanti sono quelli in cui io non uso più magia!Parlate della mia volontà di recuperarli come se la cosa fosse possibile, ma la verità è che volete solo colpirmi nel modo più basso e vigliacco che Vi riesce! Volete che mi alleni, riapprendendo da capo la magia come una volgare allieva? Volete mandarmi a morire, vero, liberarvi di me? Volete che stramazzi al suolo al primo squillo di trombe? Io lo farò, ma ricordatevi una cosa, Lantis Raeghar…a differenza di tutti voi qui presenti, io sopravvivo…SEMPRE!>> gli urlo sempre più preoccuparmi del luogo in cui mi trovo.
    Le mie mani tremano dal nervoso.



  7. #57
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    Post Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    L'allenamento con lady Alinor viene interrotto dalla convocazione nella sala riunioni per il discorso di mio fratello il Principe. Ci riuniamo attorno al tavolo, nervosi e ansiosi di sapere qualcosa di più su quello che sta succedendo al di fuori delle mura del castello.

    Osservo mio fratello, è nervoso, angosciato, riesco a percepirlo nonostante il suo comportamento sicuro e determinato. Lo conosco a fondo e riesco a percepirne i segni nonostante la corazza con cui cerca di nasconderlo.



    <<Chiedo subito venia alle dame presenti e ai recenti arrivi per non aver ancor adempiuto al mio dovere di accoglierle come si confà al loro rango, ma una guerra riesce a diventare la sola protagonista del palcoscenico. Spero nel profondo del cuore che le lor dame mi perdoneranno e mi concederanno udienza dopo questo discorso. Come annunciato questa mattina nella sala del trono, siamo in guerra. Le fazioni noi avverse si saranno organizzate e premunite e non escludo un loro invito alla battaglia nelle prossime ore. Andrei io stesso, senza timore o tentennamenti, ma purtroppo devo recarmi nelle terre del nord, dove i signori stanno cercando di ribattere l'orde di bruti che sta sconvolgendo tutta la regione. Sarò onesto fino in fondo con voi, perchè siamo in una situazione crudele e io sono il vostro comandante: farò qualsiasi cosa in mio potere per evitare che anche le dame scendano in guerra ma temo che ciò non sarà possibile>>.



    Si ferma un attimo, osservandoci dubbioso, per poi riprendere a parlare.
    <<Ognuno di voi sarà chiamato man mano in battaglia, e purtroppo il sangue chiama il sangue e non conosce censo. Davanti al dio della guerra, siamo tutti parte di Dohaeris e nostro compito è quello di difendere la nostra casa. Altre verità, altri punti di vista non sono contemplati dal dio. Tutti noi siamo, quindi, chiamati a batterci e mettere a repentaglio le nostre vite, nonostante l'idea di perdere anche membri della mia famiglia mi metta i brividi, io debbo obbedire>>.

    Nella sala scende il silenzio per l'incredulità di quanto appena affermato dal principe. Finora mai è stato necessario per le dame scendere in guerra, finora il nostro esercito reale è sempre riuscito a mantenere la pace, a risolvere qualsiasi controversia.
    Questo vuole dire soltanto una cosa: questa non è una guerra come le altre. Questa è la guerra più drammatica e sanguinaria che mai abbia colpito il nostro regno. Questa è una guerra che cambierà il regno e le nostre vite per sempre.


    <<Affrontiamo l'onore della guerra a testa alta, con la nobiltà che contraddistingue il nostro sangue da quello della feccia che osa sfidarci! Ci attende, comunque, una prima battaglia, in cui chiedo al comandante De Lagun di portare a casa, insieme a sir Urthadar, il vessillo della vittoria! Ora parlate pure, ascolterò le vostre risposte e le vostre perplessità, per poi lasciarvi cenare. Attenderò in giardino, vicino al portico, di poter discorrere con mia sorella Esperin. Lady Alinor, mi piacerebbe in seguito conversare anche con voi, non dimentico l'impegno che i nostri padri hanno preso sul nostro futuro>>.



    Lantis lascia a noi la parola, e la mia septa non trattiene il proprio disappunto. La sento osservarmi, e poi osservare Lantis, probabilmente dubbiosa delle mie capacità di affrontare una battaglia del genere. Abbasso gli occhi, incapace di reagire, incapace di rispondere adeguatamente a quanto sta accadendo.

    Mi volto verso Lady Alinor, preoccupata anche per lei. E' stata promessa a mio fratello, è arrivata qui incerta su cosa e chi aspettarsi, e ora le stiamo chiedendo di scendere in battaglia. Mi rammarico di tutta questa situazione, e spero che non odi me e mio fratello per quanto sta accadendo.

    La septa esplode, accusando mio fratello di volersi liberare di lei. Rabbrividisco davanti alle sue parole, ai suoi attacchi, ai suoi insulti.Mi chiedo per quale ragione dobbiamo trovarci in questa situazione. E se mai troveremo un modo per uscirne senza troppe perdite.



    <<Septa>> esclamo, alzandomi e poggiando le mani sul tavolo <<Sono sicura che mio fratello non stia cercando di uccidervi, come non credo sia sua intenzione mandare noi fanciulle a morire. Semplicemente non può fare altrimenti>>mi volto verso di lui, sorridendogli dolcemente.



    So che Lantis non farebbe mai nulla contro di me o contro i fedeli del regno, se si comporta in questo modo c'è sicuramente un motivo. E' costretto dalle circostanze.
    <<Fratello caro, capisco la situazione in cui vi trovate e non mi rammarico per la vostra decisione. Dohaeris è il nostro, il mio regno. E sarò ben felice di combattere per esso>>. Osservo una ad una le dame presenti al tavolo e continuo, rivolgendomi a loro <<Capisco l'incredulità e la paura di tutte voi, ma è inevitabile, visto quello che sta accadendo, che prima o poi sarebbe successo, Chiederò subito di far forgiare delle armature per tutte noi, in modo da essere più protette sul campo di battaglia, e sarò lieta di allenarmi con ognuna di voi, se vorrete. Anche con voi septa, mi avete insegnato molto, permettetemi di sdebitarmi con la magia, unico campo in cui sono io forse a poter aiutare voi. Non morirete, come non morirà nessuna di noi>>. Poi mi volto nuovamente verso mio fratello <<E' un onore per me, fratello, contribuire alla pace di Dohaeris. E sarò lieta di raggiungervi dopo la riunione, per conversare privatamente>>.

    Dopodiché mi siedo e aspetto la reazione degli altri.

  8. #58
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    La voce della septa diventa tremante, furiosa, rabbiosa. Urla, accusa con quel suo fiato pestilenziale che solo per orgoglio non mi fa abbassare il capo. Continuo a fissarla in quegli occhi maledetti, non piego lo sguardo nemmeno quando mi mostra l'amuleto, segno della sua eterna condanna. Odio discorrere con le donne isteriche e di così basso rango: sono indisciplinate, irragionevoli e noiose. Pensa davvero che mi importi qualcosa della sua vita? Pensa davvero che io stia qui per ascoltare pazientemente una vecchia strega che non ha nemmeno la dignità di scontare la sua pena in stoico silenzio? Sto per radunare un pizzico della magia che sembra tanto mancare alla septa, quella magia che forse ha dimenticato quanto mi ha reso potente. Nonostante sia una strega come io sono stregone, la mia potenza dovrebbe acquietarla. Non voglio il suo psicodramma, voglio solo la sua obbedienza. E' stata lasciata in vita per questo: obbedire ai Raeghar. E io sono l'erede dei Raeghar. Mia sorella, che mi sorride dolcemente, interviene, interrompendo la mia concentrazione. Peccato, una bella lezione alla vecchia sarebbe proprio servita. Parla con la calma che era tipica di nostra madre, con il tono dolce ma di chi sa infonderti sicurezza. Le somiglia, Esperin le somiglia moltissimo. E' pronta a scendere in campo, è disposta ad indossare l'armatura pesante di Dohaeris. Ecco, una vera donna, che non si nasconde dietro un nome o l'età e fa il suo dovere per un intento più alto. Sono così orgoglioso di lei.

    Lantis: "La mia dolce sorella ha sempre avuto il dono di comprendere i tormenti del mio animo, perchè se avessi altre strade da percorrere lo farei, ma purtroppo non ce ne sono. Septa, anche mia sorella fa parte di quei Raeghar che tanto disprezzate eppure vedete, vi difende nonostante le vostre amare accuse. Non dimenticate mai che sono Lantis Raeghar e che mi chiamano il dio del fulmine, non dimenticate mai che la vostra vita sarebbe potuta terminare anche per un mio capriccio molti anni fa, non dimenticate che quelle segrete sono ancora lì pronte per accogliervi ancora, con l'eco di tutti i bambini che avete trucidato che rimbomba per le pareti" dico con tono severo, senza trasparire alcuna rabbia o ira. Mi volgo, poi, a mia sorella Esperin. Il mio viso si distende, non può fare altro davanti al suo sorriso.

    Lantis: "Sono fiero di te, sorella, sei l'esempio per tutte le dame di Dohaeris. Sono certo che anche nostro padre, se fosse qui e non in quel letto di malattia, ti direbbe la stessa cosa... ma discorreremo dopo cena in privato. A tutte voi dame, a voi Lady Alinor, non può non andare il mio pensiero: i vostri uomini stanno combattendo nelle loro terre e voi siete state mandate qui perchè siete considerate le guerriere più forti del vostro casato. Partirò verso la barriera di Adamantem a nord con lo spirito sollevato perchè confido nel vostro valore. E in quello della regina, ovviamente. Anche lei scenderà in campo senza timore" aggiungo riuscendo a nascondere il ghigno dietro gli occhi di ghiaccio. Se sarò fortunato, mi libererò non solo di una septa selvaggia e invadente, ma anche di Lady Lumen e delle sue ambizioni.

  9. #59
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Purtroppo il mio dialogo con la septa dovrà aspettare, perché veniamo tutti convocati nella sala riunioni: l'incontro di cui parlava Cassandra sta per avvenire. Una volta giunto nella sala noto la presenza di un volto nuovo, appartenente a una donna giovane e affascinante. Mi presenterò in seguito, ora abbiamo cose più importanti a cui pensare. Lantis finalmente compare e sono costretto a salutarlo come si confà all'etichetta: mi inchino, serrando i denti. Con lui vi è anche la regina, cosa che mi lascia non poco perplesso... La donna, per quanto avvenente e piacevole alla vista, non mi sembra adatta a un tale ambiente.

    Lantis inizia a parlare ma io mi limito a fissare intensamente il tavolo, con un espressione seria in viso. Temo che, se lo guardassi in faccia, si accorgerebbe del mio risentimento verso di lui. Per quanto adorerei far venire tutto il mio disprezzo a galla, i tempi non sono ancora maturi. Delle parole, però, suscitano il mio interesse. <<...farò qualsiasi cosa in mio potere per evitare che anche le dame scendano in guerra ma temo che ciò non sarà possibile>>. Alzo lo sguardo, che ora concentro su Lantis. Egli continua il suo discorso, ma il succo è questo: anche le nobildonne della Torre scenderanno sul campo di battaglia e rischieranno la vita, compresa la principessa. Gli eventi stanno prendendo una piega curiosa, ma di certo non inaspettata: la guerra desidera la tua vita indipendentemente da età, sesso, e sangue. Se le signorine pensavano di trascorrere queste giornate sorseggiando tè, sono più stolte di quello che pensassi. È la septa la prima a prendere parola, manifestando i suoi dubbi sulla decisione e rimproverando Lantis di averla chiamata in una riunione che non la riguarda. Evidentemente non ha ancora capito che pure lei sarà un soldato di questa guerra, o forse semplicemente non vuole ammetterlo nemmeno a se stessa.

    Il reggente gestisce la situazione, e non provo nessuna sorpresa nell'assistervi, nel peggiore dei modi: invece di manipolare la septa con parole vuote, la provoca con la sua lingua da serpe. Oh, Lantis... Qualcuno dovrebbe spiegarti che un guerriero risentito è una mortale arma nelle mani del nemico. La vecchia esplode, e io la osservo attentamente senza però scompormi, cercando di ignorare l'alito fetido. Questo odio che prova nei confronti della famiglia reale potrà essermi utile. Interviene anche la principessa Esperin, che tenta di calmare la sua maestra difendendo il fratello: sono... piacevolmente sorpreso dalla diplomazia della giovane Raeghar. Pecca di ingenuità, ma è un ottimo tentativo per cercare di riportare questa riunione a toni che si confano al nostro rango.

    Va bene, è giunto il momento di farsi sentire.
    <<Signori, signore, vi prego... Pensavo di fare squadra con guerrieri onorevoli, non con bambini permalosi>>, dico mentre mi alzo. Il mio tono è pacato e sereno. <<Innanzitutto ringrazio il reggente e la comandante De Lagun per la fiducia concessami>>, continuo, guardando negli occhi Cassandra. <<Scendere in battaglia per difendere il mio regno a fianco di una tale eroina è un onore che non dimenticherò tanto facilmente. Per quanto riguarda la discussione sorta...>>, ora sto guardando le dame, passando da un viso a un altro, concentrandomi infine sulla septa. <<...Perdonate la sfrontatezza, ma davvero la cosa vi sconvolge? L'ordine e la pace sono compromessi e le signore qui presenti sono abili con spada e magia: fossi in voi, mi sentirei offesa a non essere chiamata a combattere. Septa, purtroppo non conosco la storia dietro il suo medaglione, ma se un tempo era veramente potente e pericolosa come le leggende narrano, solo il suo orgoglio le impedisce di tornare ad esserlo>>. Sposto poi la mia attenzione su Esperin. <<Ho titubanze sulla scesa in campo della principessa, più che altro per ragioni prettamente strategiche: l'estinzione della linea di sangue sarebbe un colpo molto duro da accusare con due rivolte in corso. Ma se ella desidera così ardentemente combattere, non sarò di certo io a fermarla>>, dico sorridendole dolcemente. Spero vivamente che sia lei che Lantis periscano sotto il fuoco nemico: per eliminare Rickard basterebbe un cuscino, e sedermi su quel trono diventerebbe molto più facile.

    <<E regina>>, concludo finalmente rivolgendomi stavolta a lady Lumen. <<Mi congratulo con lei per la sua forza d'animo: dovrebbe piangere per l'amato marito, e invece combatterà al nostro fianco. Grazie per il suo coraggio>>. La guardo negli occhi, intensamente. Potrebbe non esserci Lantis, dall'altro lato della scacchiera... Forse il mio vero avversario ha una chioma bionda e rossetto sulle labbra.
    Our wills and fates do so contrary run

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Mentre guardo torva il principe, la principessa si alza e prende parola, blaterando su improbabili incomprensioni tra le nostre parole….dannata ingenua, non riesce mai a cogliere il vero significato nascosto nelle parole, non vedendo oltre il proprio naso.
    Sento lei, sento Lantis…ma ascolto poco o niente. Le parole mi giungono ovattate…l’unico pensiero che mi attraversa la mente chiaro e ineluttabile è che Lantis mi vuole morta:



    <<Fratello caro, capisco la situazione in cui vi trovate e non mi rammarico per la vostra decisione. Dohaeris è il nostro, il mio regno. E sarò ben felice di combattere per esso>>

    Brava, così se perite entrambi a chi andrà il trono? Maledetti stupidi!

    <<Anche con voi septa, mi avete insegnato molto, permettetemi di sdebitarmi con la magia, unico campo in cui sono io forse a poter aiutare voi.>> mi dice con solito tono caritatevole.



    Per tutti gli Dei, ma il mondo si è capovolto, forse? Adesso questa ragazzina con neanche sulle spalle un quarto di secolo vuole essere la mia maestra? Sono usciti tutti fuori di senno, mentre riposavo oggi pomeriggio? Da lei poi...non me l'aspettavo.

    <<Ma come ti permetti, è questo il rispetto che mi porti? Ingrata, non credevo che il tuo piccolo cervello fosse capace di pensare ad una velata presa in giro, ma non sei nemmeno capace di farla! Tu insegnare a me? COME OSI?>>

    <<Non dimenticate…>> mi esorta ancora il reggente nel suo fiume di parole dettate dall'ignoranza.

    Come posso dimenticare? Ma che ne sa questo bamboccio di quello che ho passato? Il dio del fulmine? Ah! Uno solo dei dodici stregoni che ci vollero per tenermi appena ferma lo avrebbe spazzato via con il mignolo della mano sinistra…si fa giustiziere di colpe che nemmeno conosce, che non ha vissuto! Bambini? Oggi sarebbero morti lo stesso, anno prima anno dopo, che razza di differenza vuole che faccia?

    <<...quelle segrete sono ancora lì pronte per accogliervi ancora...>> mi minaccia infine.

    Il mio cuore si ferma per attimo. L’ignoranza e la stoltezza di questo ragazzino che ho cresciuto mi pietrificano. Questo è troppo per la mia pazienza...Le segrete…cose che non voglio ricordare mi riaffiorano alla mente mentre i miei occhi cominciano a bruciare, solleticati dalle lacrime che stanno per agglomerarsi sotto le mie orbite……le segrete…..le segrete….

    <<IO HO PAGATO!!>> urlo con tutto il fiato che ho in corpo, eruttando un grugnito rauco e profondo…profondo come gli abissi della mia anima, del mio dolore.



    Nel pronunciare la frase, batto la base del bastone sul pavimento, come a cercare inutilmente di scaricare la frustrazione che mi ha causato il maledetto.

    Al mio urlo, sir Urthadar si alza con calma apparente, tentando di sedare le nostra urla. Si sentiranno oltraggiati, questi "gentiluomini", dai miei modi....ma io non sono una nobile, e sulla netiquette ci sputo sopra! Lo sento lisciarsi uno ad uno tutti i presenti, finchè non pensa “intelligentemente” di rivolgersi anche a me:

    <<Septa, purtroppo non conosco la storia dietro il suo medaglione, ma se un tempo era veramente potente e pericolosa come le leggende narrano, solo il suo orgoglio le impedisce di tornare ad esserlo>> mi dice tra le altre cose, serio.



    Ma che razza di septon ignorante ha mai avuto da giovane, per non conoscere la storia del mio anatema? Come tutti i qui presenti però, nemmeno lui sa di cosa si sta parlando realmente...sono circondata da una manica di persone senza un minimo di cervello!

    <<Appunto, sir. Lei NON sa, quindi eviti di tediarmi con le sue fandonie!>> gli rispondo frettolosamente, decisa ad andarmene...non resterò un secondo di più a farmi prendere in giro da chi non sa nulla!
    I miei denti ancora sbattono per la consapevolezza che dovrò seguire gli ordini di quello stolto!

    Mi volto senza ascoltare più le voci, camminando svelta per i corridoi. Incespico un paio di volte, mi appoggio al muro, urto un servo che trasporta coperte. Soffoco i singhiozzi per tutto il tragitto, il mio respiro è attraversato da sussulti che non posso controllare….che un Infarto mi porti via, se deve essere!
    Arrivo alla mia stanza e mi richiudo la porta alla spalle, poggiandomici con la schiena.
    Lancio il bastone verso il lato opposto e mi lascio scivolare a terra.

    Inspiro aria tra i denti e finalmente scoppio in lacrime, rabbiosa, urlando al soffitto.



    Mi urta sapere che Lantis penserà probabilmente che sono esplosa per causa sua…crede d’essere il primo Raeghar a minacciarmi, a mettermi paura con i suoi trucchetti magici? E’ la sua decisione di farmi combattere…di farmi usare i miei poteri. Perché rievocare ciò è che morto?
    Perché?
    Mi considerano così poco...temibile.....? Devo ricominciare daccapo. Io non….non sono più….capace…..
    I singhiozzi vanno a scemare di potenza, e nel tentativo di calmarmi chiudo gli occhi….

    Nb: ho chiesto alla master il permesso di potermene andare dalla stanza e me l'ha accordato ^^


 

 
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