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  1. #611
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Lantis mi guarda e vedo nei suoi occhi il suo affetto, il suo istinto protettivo nei miei confronti. Stringe le mie mani, come se la freddezza dell'ultima volta fosse ormai dimenticata, e mi abbraccia. Un abbraccio impacciato, non è abituato ad esternare in questo modo i suoi sentimenti. E' sempre così freddo, distaccato con chiunque, ma non ora, non con me. Avevo tanto bisogno di questo contatto, di sentirlo vicino, dopo quello che ho dovuto affrontare stanotte. Dopo quel dolore lancinante, quell'angoscia che mi attanagliava lo stomaco.



    "Perdonami se non sono capace di alleviare i tuoi dolori... non sono un mago... e i miei abbracci devono essere pessimi" mi sussurra, con un sorriso, guardandomi in viso.
    <<Essere qui con te, che sei la mia famiglia, allevia tutti i miei tormenti, fratello mio>> gli rispondo, sorridendogli a mia volta.
    So che è cosciente del mio stato d'animo, di ciò che mi tormenta, che quindi questa è solo una parte della verità dato che per il mio dolore non c'è soluzione. Ma sono sincera, non c'è altro posto dove vorrei essere ora, se non qui con lui. Ad offrirgli tutto il mio sostegno, perché è questo il mio posto.
    "Ma ti giuro sul mio nome, sorella, che io farò qualsiasi cosa per impedire questo matrimonio... tu... non permetterò a quel maiale di posare una sola mano su di te! Comprendi la mia rabbia per Drako, ora? L'unico uomo cui ti avrei affidata con gioia, che mi tradisce, che scatena questa guerra... che dice di essere migliore di me eppure tiene un Leithien tra le sue fila. Proprio come me"



    Non voglio sentire quel nome, non voglio sentire queste cose. Non ha senso parlare del nulla, il matrimonio è necessario, lo sappiamo entrambi. Se...se nostro padre dovesse morire, è chiaro come il sole che il Lord non si darà pace finché non troverà il modo di avvicinarsi nuovamente al potere che possedeva con una nipote sul trono. E finché non raggiungerà il suo obiettivo, di certo non finanzierà il nostro Regno.
    <<Lantis, sai bene che il Lord non accetterà mai un rifiuto, e che il loro appoggio ci è indispensabile. Se disgraziatamente nostro Padre dovesse...spegnersi, non accetterà mai di perdere il potere che ha acquisito con sua nipote. Se dovessi rifiutare di concedere la mia mano, potrebbe arrivare addirittura a costringerti a sposare Lei, un domani, e preferisco ucciderla con le mie stesse mani piuttosto che vederla al tuo fianco, come tua sposa. Alinor, moderando la sua irruenza, sarà una regina di buon cuore, amata e rispettata dal popolo per la sua infinita bontà, e Lumen tornerà ad Adamanthem, come è giusto che sia. Perdona la mia irruenza, non è da me, ma con te sento di poter parlare liberamente. Lascia che io lo sposi, non sarà difficile dargli un figlio e poi ignorarlo per il resto della vita. Tu sai bene...che ormai nessun uomo portandomi all'altare potrebbe rendermi una sposa felice, quindi non rammaricarti per me, ma pensa a ciò che è necessario per il tuo Regno, rispettando il volere di nostro Padre>> gli dico decisa, senza alcun cenno di incertezza sul mio volto. Sto esagerando, lo sento, ma il nervosismo è troppo e se non parlo chiaramente potrei esplodere.
    <<Nei tuoi occhi vedo la forza e la fierezza di nostra madre... e sento che posso fidarmi di te ma... l'altra volta, hai detto alla septa quello che ti ho detto, Taras me l'ha riferito... erano informazioni riservate, sei stata avventata, ti fidi troppo di quella vecchia... Esperin... posso davvero coinvolgerti in questa lordura che è la politica? Perchè la nostra posizione è assai delicata...>>
    Le sue parole sono come uno schiaffo in piena faccia, e faccio fatica a nascondere la rabbia che comincia a crescermi dentro. Tutto il nervosismo accumulato nelle ore appena trascorse riaffiora nel mio cuore, nella mia mente, annebbiandomi la ragione. Sento insicurezza nella sua voce, indecisione, mancanza di fiducia. Per l'ennesima volta mi sento trattata come una stupida bambina.



    Proprio lui viene a parlarmi di fiducia? Lui che mi sta nascondendo i veri motivi di questa guerra, lui che ha accettato pubblicamente il matrimonio senza neanche consultarmi. In quelle poche ore passate nella zona neutra, Drako ha avuto il coraggio di dirmi la sua verità, almeno in parte, nonostante lui sia il traditore. E lui che è mio fratello, il mio sangue, non si fida di me.
    Sono delusa, delusa dal fatto che Lantis non mi veda all'altezza della situazione.
    E' vero, ho detto alla septa del veleno in un momento di rabbia. Ma lei sapeva già bene le condizioni di salute di mio Padre avendolo più volte visitato, ed inoltre, sono cresciuta con lei, mi ha insegnato la maggior parte delle cose che so, primo fra tutti a non fidarmi mai di nessuno, nemmeno di lei. Non avrebbe mai rivelato a Taras le mie parole, non si sarebbe mai lasciata coinvolgere in questa situazione. Sicuramente Taras ha frainteso o forse...non lo so. Non mi interessa. Non è questo il punto, e dovrebbe rendersene conto anche lui.
    <<Sono molto delusa dalle tue parole, Lantis>> mi allontano un poco, osservando Dohaeris che si apre davanti ai miei occhi <<Mi chiedi se puoi coinvolgermi, se puoi fidarti di me. Ma io... io posso fidarmi di te? >> mi volto verso di lui, guardandolo dritto negli occhi <<Posso fidarmi di un fratello che mi considera una bambina da tenere sotto una campana di vetro? Sono cresciuta Lantis, ho visto mia madre morire, ho visto l'uomo che...che amavo condannato a morte per tradimento. Sto vedendo mio padre spegnersi, giorno dopo giorno, per colpa di un veleno. E tu... tu che sicuramente sai più di chiunque altro, mi chiedi se puoi fidarti di me?>> Torno a guardare il panorama, prima di riprendere a parlare.



    <<Hai sempre potuto fidarti di me, ti sono sempre stata vicina. Durante il lutto per nostra madre, durante il tuo dolore per quella donna, nel momento in cui hai condannato Drako. Io...ero...con te, perchè questo è il mio posto, è dove voglio stare, accanto a te. Ma ora è il momento di ricambiare, di dimostrarmi che credi in me, coinvolgendomi nelle questioni importanti e dicendomi la verità. Tutta la verità>>
    Faccio un altro respiro, non ne posso più di stare in questo stato. Vorrei solo andare in armeria e prendere a calci un manichino per sfogare tutta la rabbia che ho dentro.
    <<Non ho detto nulla alla septa. Mi ha sicuramente vista scossa quel giorno, è inevitabile, ma nulla di più. Ma tu... tu davvero pensi che nessuno sappia nulla? Davvero pensi che presto o tardi non verrà tutto a galla? Io stessa ho sentito delle serve parlottare di come la cuoca sia stata trovata uccisa, avvelenata, con la lingua completamente nera. E come l'ho sentito io, può averlo sentito chiunque altro, compresa la septa. Potevi parlarmene, potevi dirmi a cosa avevano portato le indagini sul veleno, potevi parlarmi apertamente dei tuoi sospetti, ma non l'hai fatto, non ti sei fidato, dicendomi di lasciar fare a te. E io sono scappata, perchè ancora non ero pronta ad affrontare tutto questo. Ora però lo sono...>>



    <<Sai cosa penso? Che vuoi tenermi all'oscuro di tutto, per proteggermi. Ma ormai è troppo tardi per questo, Lui è anche MIO Padre, questo è anche il MIO Regno, questa è anche la MIA battaglia. Ed io ho il diritto di sapere cosa sta succedendo...>>
    Non sono più una bambina Lantis, ma una donna che ha accettato il proprio destino e che vuole lottare per le persone che ama, primo fra tutti per suo fratello. Considerami come tale, o andrò avanti da sola.


  2. #612
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth

    Bla. Bla. Bla. Ma non si stanca di dare fiato alla bocca?



    Aiden Urthadar, solo un cavaliere senza onore come lui può osare infierire su un nemico inerme… Continuo a far roteare Selene, sempre più velocemente, trattenendo a stento una smorfia di dolore. La caricata subita in precedenza sta sortendo i suoi effetti, se a caldo non sentivo nulla ora l’effettuare movimenti bruschi con il torace mi provoca un pò di sofferenza. La guancia invece, nonostante abbia smesso di bruciare, mi ha lasciato un formicolio piuttosto fastidioso: devo avere un brutto livido.



    Attendo comunque che Aiden finisca di evocare la sua arma - una comune spada ad una mano - e lo osservo quando assume una posizione difensiva. Tutto qui? Davvero? Trovo strano che non mi attacchi, probabilmente ha intuito la mia strategia basata esclusivamente sui contrattacchi. Furbo. Devo ammetterlo. Schiocco la lingua sul palato, interdetto, e prendo a muovermi ponendomi di fronte a lui. Mantengo l’arma in forma dormiente, per il momento voglio solo dimostrargli di che pasta sono fatti i Dreth e tenermi l’elemento come ultima risorsa. Prendo uno slancio, porto la gamba sinistra in avanti.



    Spostando il peso del mio corpo su di essa libero Selene, distendendo la catena per tutta la sua lunghezza.



    ...




    Cercherò di mirare alla mano, quella con cui stringe l’elsa della spada, ed eseguito il colpo la ritirerò nell’immediato. Sto giusto per partire con una seconda azione offensiva ma il vociare alle mie spalle seguito da un urlo di Cassandra mi distrae. Getto una rapida occhiata, allarmato, e quasi mi viene un colpo nel notare una saetta blu che mi schizza dritta - dritta contro. Agisco d’istinto, spostandomi velocemente sulla destra. In questo modo lascio che l’oggetto non identificato mi passi di fianco, alla mia sinistra, e che presumo vada a finire addosso al Comandante… Non era decisamente questa la mia idea di secondo attacco ma direi che posso accontentarmi.

    Selene - Arma in forma dormiente
    Ps: Grazie ad Ecli per la posina ♥


    Ultima modifica di Damnedgirl; 15th February 2015 alle 22:16



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  3. #613
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    Qualsiasi persona che si sia permessa o si permetta ancora di parlarmi con il tono con cui mi si rivolge Esperin, l'ha pagata cara, molto cara. Dovrei imporre la mia volontà, dovrei punire tanta sfrontatezza, tanta impertinenza, eppure guardo Esperin e... sorrido. Non nel modo solare dei bambini o delle persone gentili, ma di fierezza, di orgoglio. Lei non è "qualsiasi persona", lei non è solo mia sorella... lei è una Raeghar. Lei è nata per comandare, ha il mio sangue nelle vene, quello di nostra madre, una delle più potenti streghe di fulmine mai esistite e di nostro padre, il gran maestro dei maghi. Ha dannatamente ragione e questo mi fa sentire... sollevato. Non sono solo a combattere su questo fronte ed è abbastanza grande da comprendere i suoi doveri. Mia sorella è una donna Raeghar, non più una bamboccia piagnucolosa... gonfio un po' il petto, l'orgoglio che sento per lei è immenso. Le poso le mani sulle spalle, la guardo dritto negli occhi. Occhi trasparenti, decisi, determinati.
    "E sia, ma spero tu non debba mai pentirtene. Ma so, so che non lo farai, il tuo sangue ribolle, il mio stesso sangue dentro di te. Ti prometto su Raiden che non ti tratterò mai più come una bambina" le dico seriamente. Volgo un attimo lo sguardo all'orizzonte, come quasi ad inquadrare i loschi figuri di cui sto per parlarle.
    "Hai mai sentito il detto Leithien non si diventa? Bhe io sì... e per tutti i demoni dell'Abgruntis, quel verme dovrà passare sul mio cadavere prima di torcerti un capello. Questo non è solo perchè sei mia sorella, o per proteggerti... sei una donna, l'hai detto con fierezza, quindi so che sai badare a te stessa. Ma qui, ci troviamo di fronte ad una stirpe maledetta, assassina di sorelle, mogli, figlie. Se solo tu avessi visto con quanta gioia Lord Tywin sacrificò il primogenito di Gordon Leithien all'Abgruntis... Lumen era solo una bambina, ma fu costretta ad assistere. La odio, tu sai quanto la disprezzi, ma... anche lei è stata innocente, un tempo. Quella famiglia è un cataclisma sulla nostra Dohaeris, nostra madre era contraria al matrimonio mio e di Lumen proprio per non mettere sul trono figli Leithien. Ma nostro padre è sempre stato troppo buono, ha allietato le pene del popolo per quei tempi, non imponendo le tasse, condannando però la nostra famiglia a imparentarsi con il male incarnato. Appena ho preso le redini del Regno, ho dato delle imposte al popolo, è per loro alla fine se la famiglia reale e i nobili si indebitano, per la loro sicurezza e tutto... tutto questo l'ho fatto per liberarmi dei diamanti di Lord Tywin. Ma è scoppiata questa dannata guerra civile... e ho avuto di nuovo bisogno di lui" stringo i pugni a queste parole, la rabbia che sento è molto grande ma devo dominarla.
    "Puoi così iniziare a comprendere il risentimento per Drako, per Targaryus... al posto mio, cosa farebbero questi sciocchi idealisti? I diamanti non si cagano da soli, Esperin, e il denaro non cresce sugli alberi cantando canzoni d'amore e pace. La ricchezza ha il volto di Tywin, che ci piaccia oppure no. Ma arriviamo a noi... io penso di conoscere quel folle di Ryuk Leithien. Non si piegherà a suo padre, Tywin è un illuso, non ha mai capito quali serpi ha cresciuto sul suo petto. Se Ryuk dovesse imporsi nel rifiutare il matrimonio, sembreremo contriti e dispiaciuti, ma accetteremo di buon grado ciò che nemmeno il grande Lord-caga-diamanti ha potuto evitare. Secondo il mio piano iniziale, prima di questa stupida e inopportuna ribellione, avrei tentato la terra bruciata intorno ai Leithien, io avrei sposato la figlia degli Waters, tu saresti andata in moglie ad un'altra potente famiglia. Ma ora che quei diamanti ci servono, io... credo di poter rischiare a fare il doppio gioco. Da una parte, se dovesse andare come ho previsto, impegnerò me stesso di sposare Lumen a Lord Tywin, così tornerà in quel suo castello nero a fare l'unica cosa per cui è utile a questo mondo, ovvero passarmi diamanti. Dall'altra, non verrò meno al mio impegno con Lord Waters, cui smentirò il mio fidanzamento con la Regina. E' un gioco pericoloso, Esperin, ma se devo finire su una picca, vorrei almeno aver lottato con tutte le mie forze per il futuro di questo Regno. Non sarò ricordato come il miglior sovrano della storia, ma avrò salvato Dohaeris dai Leithien se tutto riuscirà per il verso giusto" abbozzo un sorriso amaro, cosciente di quanto il mio progetto sia pericoloso e difficile da attuare. Dentro di me so già che sopra una picca non ci finirò, perchè al massimo sarò costretto a piegarmi a Lord Tywin, ma voglio che anche Esperin creda al mio sogno.
    "Il tuo ruolo in tutto questo è fondamentale, come puoi arguire... io... vorrei che tu sposassi un membro di una delle famiglie più potenti di Dohaeris, così da fare muro contro Adamantem. Un Urthadar, per esempio, o un Dreth. Non prima di aver risolto la faccenda Ryuk Leithien, ovviamente" concludo il mio lungo discorso, puntando gli occhi su di lei. "Non voglio che pensi che tu sia una pedina per me, io stesso farò i tuoi stessi sacrifici... siamo io e te in un mare di tempesta, non voglio che mi lasci la mano, perchè io non la lascerò a te... cosa ne pensi di tutto questo?" le chiedo preoccupato. Il mio discorso va contro ogni fibra del suo essere, lo so bene, ma confido che mi risponda da Raeghar, so che lo farà.

  4. #614
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Il cavaliere senza macchia e senza paura s'è intristito: ha capito che ho capito. Glielo leggo in faccia... Sorrido beffardo, non sono mica nato ieri: poca forza più tanta destrezza sono uguali a una ben determinata strategia di combattimento.


    Finalmente lo vedo scattare: libera la palla di ferro e tenta di colpirmi la mano destra, quella che impugna l'elsa di Ammazzadraghi. Pure in questo caso è velocissimo, infatti, nonostante io tenti di muovere la spada verso sinistra, non riesco a spostarla completamente... La sua arma colpisce la porzione di lama poco distante dalla mia pelle, facendomi di conseguenza scivolare Ammazzadraghi dalle mani, che cade con un tonfo sordo a terra. Non c'è tempo di raccoglierla, lo vedo già prepararsi per un nuovo attacco. Reagisco immediatamente e lancio con la mano sinistra il più velocemente possibile una delle mie saette contro la sua pancia, usando come centro il suo ombelico: è un colpo tirato molto grossolanamente e senza una mira precisa, ma siamo così vicini che non penso farà molta differenza. Va bene che è veloce, ma dovrei essere almeno riuscito a sfiorarlo... spero.

    Distruzione: Esperto - Lancia di fulmine
    Si crea un fulmine dalle dimensioni di una lancia, che può essere scagliata al nemico, causandone danni medi da elettricità (80 volt)

    Lo vedo poi scansarsi improvvisamente alla sua destra, penso sia stato spaventato dal giullare volante che si dirige verso di noi. Un momento... Cosa! Gildas sta per cadermi addosso, lanciato evidentemente da Cassandra dietro di lui... Ma è impazzita? Strabuzzo gli occhi, non ho tempo di fare niente, oltre che... afferrarlo! E alla faccia del guerriero onorevole, il caro Vicent s'è scansato senza pensarci due volte!


    È questione di pochi istanti, ed... eccolo, l'ho preso, ce l'ho fatta: sto stringendo tra le mie braccia sir Demonar manco fossimo due sposini la prima notte di nozze. In questa Torre... In questa Torre succedono cose strane. Ho praticamente salvato sir Demonar da morte certa.
    Uh... Interessante.
    Avvicino la bocca al suo orecchio, e gli sussurro: <<Il vostro debito cresce...>>

    Arma - Spadone in forma dormiente
    Great Sword - Ammazzadraghi
    Our wills and fates do so contrary run

  5. #615
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters




    Divertita, osservo ser Demonar spiccare il volo. Gli sorrido mentre gli faccio "ciao ciao" con la mano, anche se credo abbia esagerato con la forza! Non vorrei perdesse la vita nello schianto!
    Fortunatamente ser Urthadar lo acchiappa al volo, mentre ser Dreth si scosta con agilità.
    Mi volto verso Lady De Lagun accorgendomi solo ora che il giullare ha avuto tutto il tempo di colpirla. Mi avvicino con l'intenzione di aiutarla, ma la donna si autoguarisce.
    E' quando finisce che mi arriva il cazziatone: "Vi pare un gioco divertente manipolare la mente altrui? Se volete combattere, fatelo da guerriera... questi giochi da bambina lasciateli ai Leithien".



    Come inimicarsi una delle poche persone che ammiri? Basta essere Lady Alinor Waters ed il gioco è fatto. Neanche le avessi ordinato di commettere qualche atto impuro poi!
    "...I Leithien?" faccio, disgustata dal paragone.



    "...Credo sia totalmente fuori strada, Lady De Lagun. Non ho niente a che vedere con loro. Il mio potere non sarà dei più nobili ma si dà il caso che non l'abbia mai usato per bassi scopi. Il mio è stato solo un gioco innocuo." preciso, visto che come la septa, anche lei dubita della mia buona fede.



    "Combattere da guerriera significa non usare la magia? Se non erro in battaglia si usa eccome e Voi me lo potete confermare. O ci sono magie ammesse e non?...E ditemi ancora, Lady De Lagun, pensate anche che il potere illusorio delle copie astrali della principessa sia un gioco da bambine?" riprendo poco dopo, leggermente infastidita.



    Un attimo prima speravo mi venisse tolto questo dannato potere e ora mi ritrovo a doverlo difendere a spada tratta.
    Però, gioco o non gioco, comprendo anche il fastidio dell'ex comandante. Fatto sta che la sua reazione mi è parsa un po' esagerata, soprattutto nominando i Leithien.
    Con più calma mi avvicino ancora alla donna, sorridendole.
    "Mi spiace abbia preso così male questo mio gioco, ma in allenamento come in battaglia, tutto è concesso..non è forse così?".



    Lei si mette in posizione difensiva, vuole combattere. Bene, forse averla fatta infuriare è servito a qualcosa: avrò un vero e proprio combattimento.
    Noto subito che cerca di evitare il mio sguardo, probabilmente per paura che possa usare nuovamente lo Charme. Questo potrebbe giocare a mio favore.
    Piego la schiena e le ginocchia in avanti e alzo i pugni all'altezza del viso. La fisso. Lady De Lagun è molto forte, sicuramente molto più forte di me, dovrò far attenzione ed essere scaltra.
    Piego la schiena ancora di più, senza farmi tradire dallo sguardo. Non deve capire dove sto per colpirla. Continuo a guardarla negli occhi anche se lei vuole evitarlo e mi avvicino lentamente.
    Quando le sono abbastanza vicina, con un rapido movimento del braccio destro, sferro un pugno puntando alla sua gola.
    Se il colpo andrà a buon fine, dovrebbe portarsi le mani al collo e piegare la testa in avanti che io provvederò subito a colpire con una forte ginocchiata in pieno viso.


  6. #616
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Il sangue ribolle nelle mie vene mentre aspetto la reazione di mio Fratello. Spero capisca le mie parole, ed il fatto che non sono più la piccola ragazzina dolce ed ingenua che è abituato a guardare. Troppo dolore in troppo poco tempo mi ha cambiata, rendendomi inevitabilmente più forte. Troppi intrighi, troppe bugie, troppi complotti. Sono stanca, davvero stanca di essere tenuta fuori dalle faccende che riguardano la mia stessa famiglia, le persone che amo.
    "E sia, ma spero tu non debba mai pentirtene. Ma so, so che non lo farai, il tuo sangue ribolle, il mio stesso sangue dentro di te. Ti prometto su Raiden che non ti tratterò mai più come una bambina" mi risponde lui, dopo avermi sorriso, ed i nervi cominciano a distendersi, finalmente.



    <<Ti ringrazio>> gli rispondo, seria, senza staccare i miei occhi dai suoi. Grazie fratello, di cuore, non sai quanto sia importante questo per me.
    Mi spiega che non ha alcuna intenzione di darmi in sposa ad un Leithien, ma non solo per proteggermi, quanto più per non dare modo alla loro casata di avvicinarsi al Trono, proprio come voleva nostra Madre. Inoltre, mi ricorda la fama di quei mostri, assassini di sorelle, di mogli, di chiunque non nasca col loro cognome.



    Parla di nostro Padre, criticando il suo modo di regnare e la sua benevolenza. Sul mio viso si dipinge una smorfia di disapprovazione, lui sa bene come la penso e non cambierò idea.
    Mio Padre è un grande Re, il migliore che Dohaeris abbia conosciuto da quando è sorta. Spero che Lantis lo capisca presto, e che segua i suoi insegnamenti.
    "Ma arriviamo a noi..." mi dice poi, "io penso di conoscere quel folle di Ryuk Leithien. Non si piegherà a suo padre, Tywin è un illuso, non ha mai capito quali serpi ha cresciuto sul suo petto. Se Ryuk dovesse imporsi nel rifiutare il matrimonio, sembreremo contriti e dispiaciuti, ma accetteremo di buon grado ciò che nemmeno il grande Lord-caga-diamanti ha potuto evitare. Secondo il mio piano iniziale, prima di questa stupida e inopportuna ribellione, avrei tentato la terra bruciata intorno ai Leithien, io avrei sposato la figlia degli Waters, tu saresti andata in moglie ad un'altra potente famiglia. Ma ora che quei diamanti ci servono, io... credo di poter rischiare a fare il doppio gioco. Da una parte, se dovesse andare come ho previsto, impegnerò me stesso di sposare Lumen a Lord Tywin, così tornerà in quel suo castello nero a fare l'unica cosa per cui è utile a questo mondo, ovvero passarmi diamanti. Dall'altra, non verrò meno al mio impegno con Lord Waters, cui smentirò il mio fidanzamento con la Regina. E' un gioco pericoloso, Esperin, ma se devo finire su una picca, vorrei almeno aver lottato con tutte le mie forze per il futuro di questo Regno. Non sarò ricordato come il miglior sovrano della storia, ma avrò salvato Dohaeris dai Leithien se tutto riuscirà per il verso giusto"



    Quindi è questo il suo piano, prendere tempo ingraziandosi il favore del Lord per ottenere i suoi diamanti, e nel frattempo mantenere segreto il reale fidanzamento con Alinor. E' un gioco pericoloso, molto azzardato...non sono sicura che sia una mossa saggia. i Leithien potrebbero non accontentarsi di una promessa, ed i Waters potrebbero risentirsi per l'annullamento del matrimonio con Alinor, nonostante sia solo apparente. E lei...lei come la prenderebbe? Vedersi rifiutata in pubblico, dopo aver rinunciato a tutto per venire qui a supportarlo. Amica mia, quanto vorrei risparmiarti questa pena. Preferirei sacrificarmi io, piuttosto che far soffrire lei o Lantis, ma temo di non avere altra scelta se non dargli il mio supporto.
    <<Sei sicuro di quello che fai, Lantis? Il Lord potrebbe sospettare qualcosa... Lumen, lei non si accontenterà di una promessa futura, vorrà delle garanzie. Ed Alinor... lei si sentirà così umiliata, potresti perdere l'appoggio dei Waters. Io... ti prego di stare attento, e di ponderare le tue azioni>> gli rispondo, perplessa, pur sapendo che ormai ha preso la sua decisione, e niente e nessuno riuscirà a fargli cambiare idea.



    <<Promettimi però una cosa... che per niente al mondo sposerai davvero quella strega. Faresti soltanto il loro gioco, ed i Raeghar sarebbero finiti, lo sai bene. Il nostro Regno passerebbe totalmente nelle loro mani. Preferisco rischiare la mia vita sposando il Lord in persona, piuttosto che vedere lei accanto a te sul trono>> non distolgo gli occhi dai suoi, voglio la sua parola.
    "Il tuo ruolo in tutto questo è fondamentale, come puoi arguire... io... vorrei che tu sposassi un membro di una delle famiglie più potenti di Dohaeris, così da fare muro contro Adamantem. Un Urthadar, per esempio, o un Dreth. Non prima di aver risolto la faccenda Ryuk Leithien, ovviamente" aggiunge poi, continuando a guardarmi "Non voglio che pensi che tu sia una pedina per me, io stesso farò i tuoi stessi sacrifici... siamo io e te in un mare di tempesta, non voglio che mi lasci la mano, perchè io non la lascerò a te... cosa ne pensi di tutto questo?"
    Continuo a guardarlo imperturbabile, dovrei forse restare male per questa ennesima richiesta, dopo l'illusione di poter evitare un matrimonio forzato. Ma la realtà...è che non me ne importa più niente. Che sia un Leithien, un Urthadar, un Dreth... cosa cambierà? Forse avrò accanto un uomo che mi rispetta, invece di un assassino sanguinario. Ma quei sentimenti non riaffioreranno mai, con nessun altro.
    <<Farò quello che è necessario Lantis. Che sia un Leithien, o chiunque altro, puoi contare su di me. L'importante è che tu non la dia vinta al Lord, voglio che accanto a te ci sia una donna buona, che sappia regnare, che riesca a farti provare col tempo quelle emozioni che hai provato per...troppo poco tempo. Io... voglio rivederti sereno, come un tempo. Come quando...>> c'era quella donna, vorrei aggiungere, ma mi trattengo. Se gli desse fastidio? Distolgo gli occhi dai suoi, sono davvero stanca, la nottata sveglia inizia a farsi sentire, ma voglio stargli accanto ancora un pò, mi è mancato così tanto mentre era al Nord.
    Torno a guardarlo, prima di farmi coraggio ed aggiungere con tono dolce <<Lantis... ti va di parlarmi un pò di lei...di Reneè?>>
    Vorrei tanto poter alleviare il suo dolore, anche solo permettendogli di sfogarsi. Ma se vedrò reticenza sul suo volto cambierò argomento, non voglio turbarlo.


  7. #617
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Gildas Demonar

    Il mio colpo in faccia va come sperato. Le fiamme divampano sul volto di Cassandra mentre la sua pelle viene consumata sempre più velocemente. L’odore della carne bruciata raggiunge le narici. Lo stesso odore dell’arrosto troppo cotto. Rido, una risata a pieni polmoni che sovrasta le urla della donna e che mi provoca spasmi nel petto. Maledetta, questo ghiaccio nei polmoni è opera tua. Me la pagherai. Tossisco sempre con più forza. Ma un secondo più tardi accade qualcosa, mi muovo. Dapprima lentamente, poi sempre più velocemente. Sento le mie gambe oscillare come due pendoli in perfetta sincronia e un secondo più tardi mi trovo in aria, a diversi metri dal terreno. Cosa? Volo?


    È pazza! Il comandante e Dreth si avvicinano sempre di più così come il muro alle loro spalle. Mi sento come una freccia scoccata dall’arco. Morirò nell’impatto, avrò solo l’ultimo secondo di vita per realizzare che tutte le ossa del mio corpo si sono frantumate all’unisono. L’aria nei miei polmoni brucia e circola sempre più vorticosamente premendo su quelle punte di ghiaccio che ne ostruiscono il passaggio. Il pavimento si muove a velocità sempre più elevata.


    Non ho voglia di guardare. Non voglio morire, non ora. No. Non in questa stupida torre. Porto le braccia contro il volto per prevenire l’impatto,


    il buio mi avvolge col suo abbraccio. È il momento, riesco a sentire i rintocchi come una sorta di inesorabile conto alla rovescia. Mormoro «tre… due… un-» qualcosa di morbido ma al contempo rigido blocca la mia corsa. Grossi tentacoli avvolgono il mio corpo in una morsa. Cosa? Che hanno le pareti di questa torre? Apro gli occhi per vedere la creatura, due forti pettorali si mostrano ai miei occhi, alzo lo sguardo. Ma chi diav- «Comandante!?»


    dico con un rantolo mi ha salvato. Di nuovo. No. No. No. NO. Non è possibile. Perché? Perché? Tutto questo non va bene. Non va affatto bene. Dovevo morire. Morire contro quella parete, soffrire mentre gli ultimi rimasugli di vita abbandonavano il mio corpo come una sorta di filo tagliato ad una vecchia marionetta rotta. No. La mia espressione muta dallo stupore iniziale all’incredulità più pura.


    Cos’è? Cosa vuole? Perché si avvicina? State lontano. No. Basta. Che significa tutto ciò? Sento le sue labbra sfiorare il mio orecchio mentre mi sussurra «Il vostro debito cresce...» Ecco, lo sapevo. Cosa vorrà ora? Dei. Perché non mi lascia semplicemente cadere al suolo? Non capisco. Gli altri non si sono mai, mai comportati così con me. Cos’ha di diverso lui? Non posso fare altro che sottostare. Non voglio deluderlo, non lui. Sorrido piegando un lato del labbro e mi volto leggermente cercando di raggiungere il suo orecchio per sussurrargli «farò qualunque cosa… sono al vostro servizio, mio comandante…»

    Ultima modifica di SimsKingdom; 13th February 2015 alle 18:22

  8. #618
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    So bene, mia dolce sorella, che i miei piani sono pericolosi da attuarsi. La guardo serio, un poco crucciato quando mi rivela le sue preoccupazioni, i suoi ammonimenti di stare attento. E' cosciente di quanto questo mio volere possa essere pericoloso ma mi dà il suo appoggio per le decisioni che prenderò. Tutte, tranne una: quella di sposare Lumen. Desidera una regina buona, saggia per Dohaeris, perchè sa... sa che io non sarò mai come nostro padre. E mi chiede quale garanzia darò a quella donna, nel momento in cui insisterà nell'averla. Oh Esperin, come posso dirti che sarei disposto a darle un figlio che poi soffocherei nella culla?
    Come faccio a dirti che se tu sposassi un Leithien, loro tenterebbero in tutti i modi di farmi fuori? Ma scommetto che Lord Tywin le ha già parlato dell'esigenza del casato di avere degli eredi.
    "Esperin... Lord Tywin ha insistito, quando eravate a discorrere alla fontana, sul fatto di avere figli? Vuoi che sul trono di Regina sieda una donna giusta e buona... ma se io morissi e sul trono di Re vi salisse tuo marito... che razza di eredi lasceremmo a Dohaeris? Qua non si tratta di tassazione o non tassazione, qua si tratta del futuro del Regno... se io ottenessi i loro diamanti, lascerei stare il popolo, come vuole nostro padre, ma cosa pensi che faranno i Leithien? No, questo matrimonio non s'ha da fare... preferisco io sposare quella vipera bionda piuttosto che avere uno scenario così davanti" le replico stringendo i pugni. Se solo fossi forte abbastanza, se fossi davvero un dio del fulmine e non solo un soprannome da battaglia... io... la forza, la forza è la cosa più importante del mondo. Mia sorella si augura per me un futuro sereno, nonostante le enormi nuvole di tempesta che invece vedo all'orizzonte. Vorrebbe che io provassi ancora quei sentimenti... gli stessi che ho provato solo per Reneè e sorprendentemente, la cita, mi chiede direttamente se ho voglia di parlarne. Non ne ho mai parlato con nessuno, tentai con Drako ma egli sembrava sfuggire l'argomento, così mi ritrovai solo ad affrontare le mie pene. Che posso risponderle? Non so nemmeno io cosa provo per Reneè. Da una parte l'amo follemente, tanto da essere disposto a consumarmi per questo cuore che batte solo per lei; dall'altra covo un risentimento profondo. Odio, odio verso me stesso, verso di lei che è riuscita a diventare la mia debolezza.
    "Reneè" mi fa strano pronunciare il suo nome ad alta voce, affolla sempre i miei pensieri ma raramente si è trasformato in un'emissione sonora. "Non credo che il suo fantasma mi abbandonerà mai... tanto che una donna vale l'altra, perchè so che nessuna potrebbe prendere il suo posto. Lumen, Alinor... dal punto di vista del mio cuore sono tutte uguali... perchè solo il suo viso brillerebbe nella notte che ho dentro... ma allo stesso tempo, la odio per questo. La odio, perchè ha posto in me una... fame... che non si acquieta. La cerco ovunque, in ogni gesto, in ogni volto, in ogni sorriso. Nessuna.. non riesco più a vedere nessuna senza il suo spettro a maledirmi, a darmi questa condanna. Anche ora, che cerco di parlartene, sento il suo profumo come fosse reale, come fosse qui con noi. E ho domande ch emi perseguitano che probabilmente non avranno risposta. E c'è una cosa che mi consola" le dico avvicinandomi a lei, poggiando le mie mani sulle sue spalle "che Drako non ti ha mai fatto conoscere la felicità per poi strappartela senza ragione. Tu non vivrai mai il mio inferno... lo so che soffri, so cosa provi per lui... ma io ho conosciuto il suo corpo e quei ricordi mi dannano... a te non succederà. Reneè è stata crudele con me, Drako non con te". Cerco di abbracciarla ancora, questa volta in modo meno impacciato. Vorrei proteggerla almeno da questo dolore che ha la stessa natura del mio, ma è una difesa disperata, so che non posso arrivare così in fondo. Come nessuno può arrivarci con me. Devo affrontare un altro discorso atroce con lei, quando vorrei solo perdermi in questo abbraccio. "Ma parliamo di cose più concrete, Esperin... ho fatto visita a nostro padre, questa notte... io... non so quanto ancora resterà tra noi... questa sera, posso accompagnarti da lui, così potrai dirgli addio. E' importante dire addio a chi si ama" le parlo piano, con una tristezza infinita negli occhi. E' bello dire addio, perchè si mette la parola fine, il sigillo della rassegnazione che rasserena gli animi. Reneè è fuggita, non ho mai potuto dirle addio e mi ha condannato a questo dolore eterno, che non finirà mai. Fine: è una sublime parola, cui si aggrappa la felicità umana.

  9. #619
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth


    Il più grande errore che si possa commettere durante uno scontro è proprio quello di distrarsi. Per mia fortuna Aiden scaglia una lancia di fulmine proprio nel frangente in cui mi sto spostando e l’elettricità va a colpire il mio avambraccio sinistro.



    A causa del dolore lascio la presa dell’arma che con un tonfo sordo cade a terra, sgrano gli occhi e urlo dal dolore, portando la mano destra alla spalla. Il braccio sinistro è elettrizzato fino al gomito: sento l’odore di carne bruciata penetrarmi nelle narici, vedo formarsi sulla pelle dei piccoli crateri asciutti con aree nerastre ai bordi mentre gli spasmi mi fanno tremare l’intero arto come se fosse colto da una crisi convulsiva. Stringo comunque i denti, non ho tempo per crogiolarmi nel dolore. Levo la mano dalla spalla e mi piego di scatto all’indietro osservando l’oggetto non identificato passarmi letteralmente sopra.



    Come da me previsto finisce contro il comandante
    disarmato.



    Inaspettatamente però Aiden lo afferra, senza alcuna fatica, e la macchia blu indistinta rivela la sua identità in quella di Gildas. Stando di spalle non ho avuto il tempo materiale per riconoscerlo, maledizione! Ma che diamine è preso a Cassandra? Va bene dargli una lezione ma addirittura arrivare a scaraventarlo contro di noi rischiando di fargli rompere l’osso del collo è eccessivo...! Osservo i due, sono piuttosto preoccupato per Gildas, ma sembra stare bene eccetto che per un po’ di spavento e di sorpresa.


    E forse anche troppo bene. I due infatti iniziano a bisbigliarsi all’orecchio frasi per me incomprensibili, sorridendo e comportandosi alla pari di una coppietta innamorata. Ma una volta questo non doveva essere un allenamento...?
    Roteo gli occhi, incredulo, chinandomi riprendo Selene ed aiutandomi con la bocca arrotolo la catena alla mano destra, meglio non sforzare il sinistro se non è strettamente necessario. Con un colpo di tosse riprendo l’attenzione e scimmiottando la voce di Aiden esclamo, <<L'amore: una rosa rara che riesce a nascere anche tra i rovi più cupi!>>.


    Rivolgo un’occhiata eloquente al diretto interessato e sarcastico continuo, <<Oh ma che maleducato sono…! Forse i nostri sposini gradirebbero un sottofondo musicale?>>.
    Lascio roteare l’arma. <<Come cantante sarò stonato, ma si dà il caso che il sottoscritto sia un esperto in percussioni…>>, colpisco con Selene il manichino vicino Aiden per fargli intendere ciò di cui sto parlando, <<Non so se mi spiego>>.


    Selene - Arma in forma dormiente
    Ultima modifica di Damnedgirl; 13th February 2015 alle 17:24



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  10. #620
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    <<L'amore: una rosa rara che riesce a nascere anche tra i rovi più cupi!>>. Mi mordo il labbro per trattenere una risata: sta succedendo davvero? Ironia... Da Vicent Dreth? Ci farei un cappio e te lo legherei al collo, coi tuoi rovi. Non contento, rincara la dose, pensando forse di offendermi insinuando l'esistenza di una relazione tra me e sir Demonar. Beh, lui non è per niente male, ma il fatto è che i miei amanti li preferisco sani di mente. Non smette di parlare... Oddio, fa una battuta sulle percussioni... Altro che ghiaccio, dovrebbe congelarli così gli avversari. Vabbé, il momento è durato poco, ma è stato bello. Guardo Gildas negli occhi e faccio segno di sì con la testa, per fargli capire che ho recepito il suo messaggio. Poi, dato che mi voglio divertire un po' con il santarellino, cerco la sua fronte con le labbra e gliela bacio dolcemente, proprio come farebbe una mamma che sta mettendo a letto il suo adorato bambino. Che scandalo, sir Vicent! Lascio scendere il giullare dalle mie braccia e, una volta a terra, gli accarezzo con tenerezza la guancia. <<Ci vediamo dopo, ci conto...>>, gli dico con tono volutamente ambiguo, facendogli pure un occhiolino.

    Come se non fosse appena successo nulla, mi chino e raccolgo Ammazzadraghi. La stringo con entrambe le mani, per avere l'impugnatura più salda possibile. In questo modo i miei colpi dovrebbero essere anche più potenti, potendo sfruttare la forza di entrambe le braccia. Provo un po' di dolore alla mano destra, anche se non me l'ha colpita con la meteor hammer, in qualche modo devo essermi ferito mentre Ammazzadraghi cadeva.
    <<Avete ragione, Vicent, sono proprio maleducato>>. Non finisco nemmeno di pronunciare la parola finale che mi lancio verso di lui e tento di colpirlo al fianco sinistro, caricando il colpo portando la spada dietro la schiena prima di farla scontrare con la sua pelle. Ho il piede e la gamba destri davanti a piede e gamba sinistri, sempre per usare più energia possibile. Vediamo come usi quella palla di ferro...

    Arma - Spadone in forma dormiente
    Great Sword - Ammazzadraghi
    Our wills and fates do so contrary run

 

 

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