Gildas Demonar
La tortura continua. Basta, è insopportabile. Fatelo smettere ve ne prego. Chiudo per un attimo gli occhi non vedendo l’esito della mia fiammata e un secondo più tardi mi ritrovo a terra. Il dolore al fianco mi fa sobbalzare, il braccio piegato sotto il fianco. Dei che male. Stringo i denti e subito noto la spada della principessa muoversi in direzione della mia caviglia, la lama percorsa da un sottile strato di… acqua? No. Se quella cosa mi colpisce potrei perdere un piede. No. Non posso rovinare così la perfezione, il corpo di Nikah deve essere perfetto. Sposto la gamba verso il lato opposto alla spada della donna ma Esperin è più veloce di me e la lama mi taglia superficialmente, il bruciore è immediato, bruciore e dolore che vanno a mischiarsi con quello al polso e ai polmoni ancora congelati. Sì. Ancora. Datemene ancora. Sì. La sua spada è ferma e piantata nel terreno mentre accanto a me sento il calore confortante e distruttivo di mamma «uccidila! Uccidila!» sibila nuovamente tendendomi la sua mano. La afferro e subito il suo sorriso si tinge di rosso, piccole fiamme ne contornano i denti bianchi e corrono frenetiche lungo le sue labbra. «Sì madre!» la sua mano si solleva sorretta dalla mia e con forza si schianta verso la gamba della principessa, rido, una risata distorta e potente che risuona per la sala. La principessa è però troppo veloce, lo schiaffo di mamma la colpisce solo di striscio stracciandole e bruciandole l’abito e la pelle. L’odore del tessuto e della carne bruciata raggiunge le mie narici inebriandomi, rido nuovamente quando però un colpo di tosse mi tradisce. Cassandra, tu sei la prossima. Ma non faccio in tempo ad alzare lo sguardo che di nuovo quella voce raggiunge le mie orecchie. Basta, è insopportabile. Mamma mi lascia la mano cadendo nuovamente al suolo e io lascio scivolare la spada smorta accanto a lei portandomi le mani alle orecchie «BASTA! Fate smettere questo suono infernale! ORA!» urlo cercando di coprire i suoni, chiamate me vi prego, chiamate me, vi prego…
Chrysanta ---> Forma attiva
*Azione di Esperin concordata con serenarcc




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Non procedo oltre, perché una forte luce proveniente dal Glados preannuncia che qualcuno a me conosciuto, ha appena messo piede alla Torre. Quell’aura è il suo biglietto da vista, per quanto mi piacerebbe ignorarlo è più forte di me, ho sempre questo senso di oppressione che mi attanaglia e mi smorza il fiato. Un passo più pesante dell’altro, uno strisciare di stivali e dopo poco la sua imponente figura è alla soglia della sala. Punta dritto il suo sguardo su di me, ignorando il resto dei presenti, resta così per qualche secondo, durante i quali cerco di reggere, fissandolo a mia volta, sono anni che si ripete sempre la stessa scena, ormai mi ci sono abituato, anche se l’effetto che mi infonde è impossibile da attenuare. Ho la sfortuna di essere nato Leithien, molti non capiscono cosa significa, vedono solo i diamanti ed il potere, vedono solo il figlio del Gran Maestro, loro non sanno… loro non possono immaginare. Ma se da una parte mi è stato tolto tutto che non fosse materiale, l’unica mia consolazione è che mai potrà decidere di uccidermi, avrebbe potuto farlo diverse volte, ma lo conosco, è troppo legato alla nome della nostra Casata, per eliminarne un membro portatore di uno degli elementi dominanti che la caratterizzano. Passa oltre e saluta i presenti, io resto nelle vicinanze del ghiacciolo