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  1. #721
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    La regina accetta il mio invito e mi segue in terrazza, senza però proferire parola. La vedo distaccata, fin troppo formale, probabilmente non vuole sbilanciarsi o lasciarsi andare in presenza di suo zio. So bene quanto lo teme, quindi non è così assurdo pensare che la donna tenti di rimanere il più possibile nell'ombra quando il Lord è alla Torre. Dopo pochi passi giungiamo finalmente alla nostra meta: qui Lumen lascia il mio braccio e mi rivolge uno sguardo severo, un'espressione che non le ho mai visto indossare.


    Strano, lo zio è rimasto in armeria... Piego il collo, incuriosito, ma ormai ho capito dove vuole andare a parare... "Dunque siete tornato da Capo Tempesta, peccato non sapere nemmeno che eravate partito". E infatti. Mi mordo il labbro inferiore, divertito e, sinceramente, per nulla preoccupato. Ecco perché mi intrattengo anche con gli uomini: con loro questi teatrini me li posso risparmiare. <<Immagino che il mio lunghissimo pomeriggio di assenza vi abbia messo tremendamente a disagio...>>, le dico senza riuscire a trattenermi.


    <<...per questo vi chiedo perdono, se mio zio tenterà un'altra volta di rovinarmi la vita, sarete la prima a saperlo>>. Mi porto verso la ringhiera e osservo il cielo stellato, lo stesso che stanno guardando anche a Capo Tempesta. <<Vi sto rubando tempo prezioso perché vorrei sapere cosa mi sono perso, esattamente... Entro nel Glados quando i miei compagni si stanno allenando in armeria e al mio ritorno li ritrovo nello stesso punto, ma con qualche ospite più... eccentrico>>.


    Mi volto verso Lumen. <<Cosa vi ha detto Ryuk, esattamente?>>.
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  2. #722
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Fortunatamente qualcuno si presta ad accontentare Ryuk, cominciavo seriamente a pensare che ci avrebbe costretti a restare qui fermi a guardarlo per tutta la notte. E' prima Adamantia a colpirlo col proprio elemento, dopo avergli conficcato le unghie nella pelle, ed è poi il turno di Cassandra, che gli sferra un pugno in piena faccia.



    Incredibile... neanche tutto questo basta a togliergli quell'espressione compiaciuta dal viso. Sembra trarre godimento dal dolore... non dovrei stupirmene, data la sua razza e la sua casata, eppure sono sempre riluttante nel concepire simili modi di rapportarsi alle persone.
    Resto in attesa, ascoltando annoiata qualche scambio di battuta tra i presenti, quando finalmente Ryuk se ne va, dopo aver blaterato qualcosa con quel suo tono arrogante, e mio Fratello prende la parola. "Franthalia sarà nostra, se avete puntato all'uccisione dei nemici piuttosto che a vincere il campo, mi sta bene comunque. Che Targaryus si goda il suo vulcano spento, che trovo lo rappresenti degnamente. Un fuoco spento, ecco cosa sono i ribelli... ma è notte, possiamo tutti quanti congedarci, così da affrontare e analizzare meglio la battaglia domattina. Discorreremo al più presto, Lord Tywin, avete la mia parola. Mia Regina"



    Mi porge il braccio, e ricambio immediatamente il gesto, non vedevo l'ora. Finalmente potrò rivedere mio Padre, stargli accanto anche se solo per pochi istanti. Mi manca così tanto. Mi manca la sua presenza, la sua voce confortante, i suoi consigli preziosi. I gesti affettuosi, che mai mi faceva mancare nonostante potessero sembrare segni di debolezza in pubblico.
    Padre mio, quando vorrei essere all'altezza del tuo Nome. Spero che continuerai a starmi sempre vicino ed a guidare le mie scelte e le mie azioni, indipendentemente da quello che ci succederà. Voglio renderti orgoglioso di me, di tua figlia. La tua bambina è cresciuta e vuole fare ciò che è più giusto, col tuo sostegno, seguendo i tuoi insegnamenti, come ha sempre fatto. Non abbandonarmi, non farlo, anche se il fato ti porterà via da me.
    Prima di uscire dalla stanza, volgo un'ultima occhiata ai presenti in sala. Noto Aiden allontanarsi con la Regina, e Cassandra intenta ad occuparsi di Vicent. Mi soffermo qualche istante preoccupata sul viso del cavaliere, sembra davvero distrutto, spero che la magia curativa di Cassandra sia abbastanza forte da alleviare in breve tempo il suo tormento.



    Seguo poi mio fratello giù per le scale, godendo finalmente del silenzio che regna intorno a noi.
    Sono sfinita, ma non posso abbandonarmi alla stanchezza proprio ora, sto finalmente tornando a Castello, a casa mia. Dovrei essere lì a vegliare su nostro Padre invece che qui alla Torre, ma questa guerra ci ha obbligati a scelte differenti, purtroppo. Finalmente ho però l'occasione di stargli accanto e di mostrargli ancora una volta, forse l'ultima, tutto il mio amore.



    Arriviamo vicini al Glados, Lantis mi stringe la mano sorridendomi, cerca di infondermi coraggio per quello che stiamo per affrontare. Vedere nostro Padre in quelle condizioni sarà come una serie infinita di pugnalate al cuore, ma non posso celare il capo sotto la sabbia, devo affrontare anche questo. Soprattutto questo.
    Stanotte dovrò dirgli addio, lo so bene. Come ho dovuto dire addio a nostra Madre quel giorno, come ho dovuto dire addio a Drako ieri notte. E' necessario, è così che il fato ha deciso.



    Lantis poggia una mano sulla superficie del Glados, focalizzando Luna di Diamante, e questo si illumina, permettendoci di attraversarlo.
    Faccio un respiro profondo e mi lascio guidare attraverso il portale, finché non giungiamo a destinazione. Chiudo un istante gli occhi per poi riaprirli, inondata dai profumi e dai colori di casa mia.
    Padre, sto arrivando da te.

    *Azioni di Lantis concordate con Mary

  3. #723
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LUMEN RAEGHAR

    "E' decisamente affascinante il vostro modo di rigirare le situazioni a vostro vantaggio, Sir Aiden" gli dico con la voce melliflua, con il sorriso lascivo e compiaciuto che di solito atteggio quando sono con lui. Mi avvicino, mi assicuro che nessuno ci stia guardando. Poso delicatamente la mano sul suo petto, mentre con l'altra gioco con la sua cintura. "Questi abiti non vi donano molto, sono così... pesanti. Spero che domani vi mostrerete in modo più leggero quando mi presenterò per gli allentamenti. Sono certa di avere molto da imparare da un uomo forte come voi" continuo a sorridergli, guardandolo negli occhi. Ho intenzione di frequentare la Torre più spesso, magari mischiandomi a questa marmaglia per carpire meglio le loro intenzioni, le loro personalità. Con la sconfitta di Solumquae, il mio posto di comando è alquanto traballante, Lantis ora ha la scusa per rinchiudermi nelle stanze reali a vegliare su suo padre e fargli tramare in santa pace la mia disfatta. Inoltre, il comportamento ambiguo di mio cugino, la sua imprevedibilità e la sua follia sono elementi che non posso tralasciare. Devo essere pronta a tutto. "Sappiate che con la sconfitta di Solumquae, la nostra posizione si fa incerta. La vostra insieme alla mia. Lantis non è molto sconvolto dalla disfatta di per sè, non si aspettava certo di trionfare con la septa in campo. Amaranthis non è stata totalmente persa, avete quasi ucciso i ribelli e anzi, pensate di averne eliminata una, mi pare di ricordare: Solumquae non dovrà essere diversa da questa visione. Mi chiedete di Ryuk... Lantis ha promesso mio cugino in sposo a Esperin, come ben sapete, ma quel teatrino cui avete assistito nel finale fa parte di una loro manovra per posticipare l'unione a dopo la guerra. Mio zio è molto alterato, Lantis gli ha promesso udienza e immagino di sapere cosa sta escogitando, di questo me ne sono assicurata" ghigno pensando alla notte che abbiamo passato alle Terme. "Tywin ha dovuto accettare, Ryuk... vi ho svelato il suo ruolo in questa faccenda, ma ha preferito mantenere la messinscena della spia. Ma conosco mio zio, vorrà altre garanzie. Da domani frequenterò la Torre come se ci vivessi, mi allenerò con voi e mi mostrerò alquanto contrita e desiderosa di venire..." gli sussurro maliziosa stringendomi ancora di più a lui, con la scollatura del vestito che vorrebbe esplodere sul suo petto "... ad allenarmi con tutti voi". Mi allontano di scatto, mi rimetto in posizione formale. "Ma andate da Lady Feralys ora, avrà bisogno delle vostre cure e di intessere per bene la grande apologia che ci attende domani. Spero per voi che la strega rossa sia in grado di spegnere il fuoco che ho acceso" sorrido osservandogli il cavallo dei pantaloni. Dopo le mie moine, non mi meraviglierei che gli stiano stretti.

  4. #724
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    La severità sul viso della regina lascia presto spazio allo sguardo seducente che mi rivolge sempre quando siamo insieme.


    Ed eccola infatti che si avvicina, destreggiandosi nella sua solita danza, e mi posa una mano sul petto mentre con l'altra esplora i dintorni di ciò che tanto desidera. Ormai dovrebbe aver capito che questa strategia con me non funziona, sono troppo intelligente per cadere nella sua meravigliosa trappola... Mi trovo comunque rapito dal suo sguardo magnetico, non ci posso fare nulla, questa donna ha un carisma impossibile da ignorare. Un carisma che, unito ai doni che gli Dei le hanno dato, diventa un'arma temibile. La guardo, sorridendo, mentre mi parla dei suoi timori riguardanti la sconfitta e di ciò che è successo con Ryuk. Non posso di certo dirle che la mia posizione, al momento, è ben più sicura della sua... servo ai Raeghar tanto quanto servo a lei. La mossa di rimandare il matrimonio è stata furba, mi domando di chi sia stata l'idea: Ryuk ha dimostrato di essere più saggio di quanto sembri, e se ha accettato la cosa significa che nemmeno lui sia entusiasta all'idea di sposarsi. L'ira di Tywin può essere... pericolosa, per qualcuno, ma di certo non per me. Tenergli testa è compito di Lantis, che si renda utile almeno in questo. È l'ultima notizia quella che mi sorprende più di tutte: Lumen ha intenzione di frequentare più spesso la Torre. Me lo dice con voce quasi impercettibile, mentre si avvinghia a me come un orso che si struscia contro la sua quercia preferita. Oh dei, possibile che ogni nostro incontro debba terminare in questo modo? Tengo lo sguardo fisso nei suoi occhi, ma la carne è debole, più debole di quello che mi piace pensare... E lei se ne rende conto, lanciandomi un'occhiata dove inizio a percepire il piacevole dolore familiare a tutti gli uomini.


    <<Non potevate darmi notizia più lieta>>, le dico sincero, guardandola in viso e ignorando le sue parole di scherno. Sarà interessante vederla interagire con gli altri abitanti della Torre, e mi sarà utile scoprire qualcosa di più sulla Lumen donna, e non la regina che tutti odiano e temono. Poi cammino verso di lei, avvicino il mio viso al suo, cercando il suo sguardo, e le do un casto bacio sulla guancia sinistra. <<Non preoccupatevi, sarà un piacere far venire Adamantia...>>, le sussurro nell'orecchio, voglio giocare al suo stesso gioco. <<...nelle mie stanze, per curarla>>.


    Mi congedo infine con un cenno e vado a passo spedito in camera mia.

    Prima di entrarvi, però, chiedo ad Agatha, che incontro mentre sta portando dei panni in giro, di cercare la Feralys. <<Di' ad Adamantia di raggiungermi qui, se vuole essere curata>>.
    Chiudo poi la porta alle mie spalle e mi siedo sul letto, sperando che la mia cara amica mi raggiunga.
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  5. #725
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Alinor Waters



    Resto in disparte per tutta la durata dello scontro tra sir Dreth e Ryuk. Uno scontro che si fa subito cruento, troppo. E' proprio come dicevano, Ryuk Leithien è una bestia e non mi riferisco solo ai suoi denti da felino.
    Il sangue scorre dopo i violenti colpi inferti, ma è quello alla gamba di sir Dreth a farmi sussultare.



    Qualcuno dovrebbe interrompere questa sfida o ben presto potremmo perdere il ragazzo. Proprio nel momento in cui mi volto verso Lantis in cerca di un suo cenno per far terminare questo abominio, fa: "Direi che sia sufficiente, cavaliere. Sir Vicent necessita di cure, se voi non vi ritenete soddisfatto dei danni ricevuti, siamo tutti qui a vostra disposizione... e vi assicuro che non siamo tutti fatti di burro come il giovane Dreth". Ecco, anche sbeffeggiato.
    Fortunatamente sir Dreth possiede il tocco curativo, quindi presumo provvederà da solo a curarsi. E' qualcun'altro ad avere poi tutta la mia attenzione: la septa e Lady Feralys sono tornate dalla battaglia.
    Porgo un sorriso alla prima, intenta a dialogare con Lord Tywin e mi soffermo ad osservare le sue ferite. Poi è il turno della Lady Rossa che a prima occhiata e se non fosse per l'armatura non sembrerebbe neanche esserci stata in battaglia. Questo non fa altro che alimentare i miei sospetti su di lei. Almeno Ryuk è stato più furbo a farsi colpire prima di tornare dai suoi. Quindi Lady Feralys per quanto mi riguarda potrebbe essere una spia dei Ribelli. O è stata troppo forte per essere colpita. Naah, impossibile con quattro nemici. Impossibile che se le mazzate se le sia prese solo la septa.
    Il mio sguardo torna su Ryuk quando esprime la volontà di essere menato dalla sua futura sposa. Non ne ha avute abbastanza?
    La principessa declina l'invito e usa il potere della telecinesi per porgere a sir Dreth una spada come sostegno.



    Costernata, osservo il cavaliere ferito. Spero che torni presto in forma. Nel frattempo, abbiamo un altro ritorno, sir Urthadar che sembra un po' atteggiarsi nei suoi nuovi costumi formali. Rivolgo uno sguardo alla Regina. Ora sarà contenta, è tornato il suo compagno di merende.
    Dovrò aspettare un po' per sentire ciò che mi preme maggiormente sapere, ovvero le parole che più tardi arrivano dalla fatiscente bocca della septa: <<Solumquae appartiene ai Ribelli.>>.
    Perfetto, abbiamo guadagnato un'altra sconfitta. Continuiamo a perdere terre e onore. Ma com'è possibile? Lady e Lord che sono stati addestrati in castelli perdono contro ancelle e ladri di cavalli?
    Escludendo i miei sospetti su Lady Feralys, la scelta di mandare la septa in battaglia non è stata molto felice. Spero che per la prossima battaglia Lantis o la Regina ci penseranno bene sui nomi da fare. Ci servono uomini o donne forti e potenti e che...non siano spie del nemico, ovvio. Se per la prossima battaglia faranno scendere in campo uno come sir Demonar, mi sentiranno.



    Probabilmente i nostri nemici sono più motivati e forse più uniti. Noi invece progettiamo....matrimoni. E non ci fidiamo l'uno dell'altro.
    Sospiro e alzo gli occhi in cielo. Un bellissimo cielo stellat...ma com'è possibile? Mi guardo intorno e mi rendo conto di essere in giardino, di fronte alla grande fontana.
    Sorrido. Non mi capitava da un po'..cominciare a camminare mentre sono sovrappensiero e non rendermene nemmeno conto.
    Meglio così comunque, l'armeria era diventata un po' troppo affollata.
    Sconsolata, ritorno con gli occhi al cielo. Chissà se mio fratello o mio padre lo stanno osservando come sto facendo io in questo momento. Chissà...
    Abbasso lo sguardo quando sento una lacrima scendere velocemente dall'occhio destro.



    Chissà se questa storia avrà un lieto fine. Chissà se riuscirò a rivedere i miei cari prima di esalare il mio ultimo respiro. E chissà se...conoscerò l'amore prima di quel momento. Mi tornano in mente gli occhi di Esperin quando mi parlava del suo uomo misterioso. Ma come lei anch'io sarò costretta a stare accanto ad un uomo che non amo. Che gran fregatura...
    Dopo un ultimo sospiro, mi dirigo nelle mie stanze. Domani voglio svegliarmi all'alba e cominciare subito l'addestramento, sperando che non ci siano interruzioni. Potrei essere io la prossima a scendere in battaglia e devo essere preparata.
    Mi faccio velocemente portare del cibo in camera dalle mie ancelle che mi chiedono se ho trovato il serpente...oh, me n'ero completamente scordata.
    Faccio cenno di no, ingurgitando l'ultimo pesso di carne. Non voglio pensare a questo, non ora.
    Le faccio uscire e riprendo in mano quel pezzo di carta che avevo nascosto, mi siedo sul letto e ci scrivo ancora per poi rimetterlo al suo posto.
    Infine indosso la camicia da notte e mi infilo nel letto. Passa forse qualche ora prima di avvertire una strana sensazione.
    Riapro lentamente gli occhi, ma non del tutto accorgendomi di non essere sola. Qualcuno davanti al mio letto mi sta fissando nell'oscurità.



    Un sicario mandato da qualche mio "compagno" per uccidermi nel sonno? O è...lei, la Maga Bianca?
    Cerco di vedere meglio nel buio, restando immobile. L'esile figura dagli occhi luminosissimi indossa un abito scuro circondato da fumo nero, lo posso vedere disperdersi dalla finestra. Non è la Maga Bianca, almeno che non sia in lutto.
    Faccio velocemente comparire il mio pugnale nella mano posta sotto il cuscino.
    Vieni pure avanti uomo nero.



    Arma - Pugnale (Purifier) in Forma Dormiente


  6. #726
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    La porta è chiusa, per luce solo una fiammella tremolante di candela. Mi volto verso Esperin, prima di aprirla, le sussurro: "Parleremo dopo, o domani se ti ritieni troppo stanca, questa notte puoi passarla al Castello nelle tue stanze, ovviamente. Lui è... non è come lo ricordi, i medici insistono sul fatto che non può ascoltare ciò che gli viene detto ma... a me piace pensare che, invece, possa eccome". Apro così la serratura, silenziosamente entriamo nella grande camera rossa, illuminata allo stesso modo dei corridoi. Le ombre che le candele creano sembrano spaventose proiettate sui muri, sui dipinti, sui ricchi tendaggi. Mi avvicino a nostro padre, prendo una pezza bagnata che le infermiere tengono lì apposta e gli bagno delicatamente le labbra. Vorrei renderlo più presentabile ad Esperin, vorrei che non potesse mai vedere la maschera della morte dipinta sul suo viso. Mi allontano, mi siedo su una delle due sedie vicino il camino di marmo prezioso. Il tavolino di cristallo è ora vuoto, di solito è colmo di medicinali, pozioni, intrugli. Di inutilità dinanzi alla morte. C'è profumo di rose: sullo scrittoio c'è un ricco vaso di rose rosse. Sono di Lumen, so che le raccoglie lei stessa ogni mattina dal giardino per portarle qui. Non so bene come interpretare questo suo gesto, so bene di che pasta è fatta, ma mio padre aveva un ascendente incredibile sulle persone. Con la sua aura rischiarava anche l'anima più oscura. Come quella di Lumen, come la mia. "Avvicinati Esperin, se vuoi che ti lasci sola con lui, me ne andrò" le dico con un sorriso sul viso. E' il suo addio, mi pare giusto darle la sua riservatezza se la vorrà. Sono distrutto dalla stanchezza, ma sarebbe inutile recarmi a letto: non dormirei. Troppi pensieri e poi... inizio ad elaborare la sconfitta di Solumquae. Mandare la septa in campo è stato necessario, prima o poi doveva succedere. Non abbiamo mai avuto problemi con le lotte su due fronti, forse il nostro problema è proprio la gestione di un terzo fronte. Sono sicuro che di combattere non abbiamo timore a farlo, sono anche certo che chi ci attacca viene anche malamente sconfitto. Ma è anche vero che sono due fronti contro di noi. Siamo noi l'obiettivo principale dei due fronti, quindi ci ritroviamo sempre in minoranza numerica. Inoltre, dobbiamo anche gestire degli importanti tradimenti, come quello di Ryuk Leithien, di Andreus De Lagun. Potrebbe essere questa la spiegazione di queste due disfatte. Mi premo la testa tra le mani, con i gomiti poggiati sulle gambe e il volto verso il pavimento: domani dovrò fare un discorso a tutti, impegnandomi ad essere più presente. Dovrò affrontare il sodalizio che si è creato tra la Regina e Sir Aiden, ma so già cosa opporre. Inoltre, conosco la tempra degli Urthadar: si venderanno sempre al miglior offerente e al momento, Lumen non ha molto da offrire oltre il suo corpo. Padre, solo voi potevate vedere qualcosa di buono in lei, solo voi potevate ignorare le sue spine ed ammirarne solo il fiore! Non sarò mai come voi, il re che tutti amano e nemmeno voglio esserlo: Dohaeris ha necessità di disciplina, di qualcuno che prenda le redini in questa anarchia. E quel compito spetta a me. La vostra bontà è stata un problema, che ha causato queste conseguenze, ma voi sarete sempre ricordato per il grande re che eravate e io per un tiranno. Non ho problemi a passare per tiranno, tutto sommato lo sono, ma saranno degli ipocriti coloro che godranno del mio ordine e della sicurezza che darò al Regno inneggiando il vostro nome.

  7. #727
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali



    Vicent Dreth


    Sono in stato confusionale, la testa continua a martellarmi ed a fatica riesco a concentrarmi sulle voci.



    <<Solumquae appartiene ai Ribelli>>, è l'unica esclamazione di senso compiuto che giunge ovattata alle mie orecchie... Tra una fitta e l’altra alla testa cerco di elaborare quanto sentito e mi rendo conto che il "ragionamento" porta ad un'unica soluzione: abbiamo perso... Il disappunto che provo è forte, così come il senso di impotenza per non aver potuto contribuire a far trionfare il nostro vessillo su quelle terre. Avevo supposto che la scelta della Regina di schierare le due donne fosse errata e questa sconfitta ne è la chiara dimostrazione... Al danno poi si aggiunge anche la beffa. Dopo essere stato costretto ad accettare malvolentieri l'aiuto di Urthadar, è un piede di Ryuk ad infierire sulla mia spalla sinistra. Fisso quel maledetto, digrignando i denti, e con complice una scarica di rabbia cerco di reagire afferrandolo per il polpaccio. Ma le forze mi vengono a mancare e la presa va irrimediabilmente a vuoto... Stringo i pugni ed adirato osservo Ryuk durante la sua uscita di scena.



    Di colpo mi rendo conto che sono più lucido e che il terribile malessere alla testa è sparito… Strano... Che fosse la presenza di Ryuk e l'odio che provo verso di lui a scatenarlo? O forse è opera di qualche artificio magico? O… probabilmente, mi sto costruendo dei castelli in aria con i miei deliri. E' ovvio che il malore fosse collegato alla mia gamba lesa: niente di più, niente di meno. Il Reggente prende dunque la parola, congeda tutti e rimanda le discussioni sulla battaglia all’indomani. D’istinto sollevo lo sguardo verso l’uscita ed è così che ricambio l’occhiata preoccupata di Esperin



    Sospiro affranto e cerco di darmi un minimo di contegno sollevandomi da terra: non volevo destarle inutili preoccupazioni ed invece ho fatto esattamente il contrario…<<Riposate i vostri poteri, cavaliere, permettetemi di aiutarvi come non ho potuto fare prima... Di Lady Adamantia si occuperà Sir Aiden>>, sento qualcuno sussurrarmi, lentamente mi volto e due occhi azzurro ghiaccio sono puntati su di me.



    E’ Cassandra che per l’ennesima volta in questa giornata si prodiga in mio aiuto, mi conforta con la sua dolcezza, comportandosi esattamente come una sorella maggiore con il suo fratello minore: devo proprio dirlo, Andreus è stato uno stolto a non apprezzare la fortuna che il fato gli ha riservato...Ricambio il suo sguardo e senza titubanza alcuna lascio trasparire tutta la vergogna ed il rammarico per aver fallito contro Leithien... <<Conosco il vostro valore, avete combattuto con coraggio, immagino che le parole che vi sussurrava quel viscido bastardo vi abbiano reso poco lucido sulle strategie da adottare>>. No, stavolta non ho né scuse né attenuanti… La mia umiliazione è dovuta alla mia idiozia. Se solo avessi pensato prima di attaccare, avrei concluso degnamente questo scontro: purtroppo ho ancora tanto da imparare, specialmente su come mantenere saldo il mio autocontrollo durante la battaglia. <<Leithien ha combattuto bene, sono io ad aver sbagliato partendo con una mossa avventata…>>, esclamo osservando le sue mani e con un cenno di assenso accetto ben volentieri le cure: preferisco evitare di usare la mia magia, ormai ho perso il conto di quante volte oggi l’ho sfruttata e, sinceramente, non vorrei aggiungere uno svenimento alla già lunga lista di preoccupazioni che ho destato…Cassandra continua a parlarmi con un tono allegro, è palese che stia tentando di sollevarmi il morale.<<Almeno la Regina ora non sceglierà i guerrieri da mandare in battaglia. Lantis è tornato, i Raeghar riprenderanno il pieno controllo sulle scelte militari>>. Ecco, a questo non avevo proprio pensato... Ciò vuol dire che anche Aiden domani dovrà rendere conto non solo di avere una bastarda Urthadar tra le file dei reietti ma anche della sconfitta a Solumquae.<<Come ha detto il Reggente, Franthalia sarà nostra>>. Sollevando lo sguardo ricambio il suo sorriso e ringraziandola per l’aiuto la osservo abbandonare l’armeria.



    Mio malgrado vedo che siamo rimasti solo in quattro qui: io, Sir Gildas, Lady Adamantia ed il Gran Maestro. Quasi, quasi opterei per seguire l’esempio visto che della Strega di Fuoco se ne occuperà Aiden. Con un’andatura zoppicante mi avvio verso l’uscita. Noto però che Sir Gildas non si è minimamente mosso dalla sua posizione: se ne sta a braccia conserte, poggiato con una spalla contro la parete ed ha la testa puntata verso il basso... Che abbia un malore? Sarà meglio controllare. <<Sir Gildas, state bene?>>, gli chiedo quando mi avvicino a lui ma l’unica risposta che ottengo è una russata, appena udibile ma è una russata. Faccio spallucce e mi volto… Oh beh tutto regolare, sta solo dormendo per fortuna.
    Un momento... Dorme?! Rimango in ascolto ed accucciandomi fingo di sistemare la mia armatura; una seconda russata giunge repentina alle mie orecchie e conferma ciò che penso… L’uomo sta dormendo in piedi, letteralmente. Santi numi, come diamine può assopirsi in un momento del genere! Sto quasi per svegliarlo a suon di ceffoni ed ammonirlo per il gesto infantile ed inopportuno, ma poi mi ricordo della sua sanità mentale e mi rassegno sul fatto che chiedere decoro ad un pazzo è la pensata più assurda che si possa fare... E' fuori di testa: prima mi rassegno all'idea meglio è. Espiro interdetto e senza farmi notare dai presenti elaboro una piccola scenetta per coprire l’ennesima buffonata di Sir Gildas: gli pongo un suo braccio attorno al mio collo ed esclamando un <<Sir Demonar non si sente molto bene…>> chiaramente udibile a tutti, insceno che l’uomo abbia avuto un malore.




    In questa maniera lo porto via di peso dall’armeria perché pur sapendo che non lo merita proprio non me la sento di lasciarlo qui: se lo beccano Cassandra o il Principe Lantis passerebbe molti guai... Quando sono al piano inferiore, assicuratomi che non ci sia nessuno a guardare, lo carico sulla spalla destra e stando attento a non forzare troppo la gamba che mi hanno da poco riattaccato mi incammino verso la stanza del cavaliere. Raggiunta la camera adagio il peso piuma sul suo letto e continuando ad ignorare le frasi sconclusionate che mi farfuglia gli tolgo gli stivali coprendolo alla buona con la prima coperta che mi capita a tiro.
    Scrocchiandomi il collo esco...



    Chiudo la porta alle mie spalle e mi dirigo verso la mia prossima destinazione: le terme.


    NB: Le azioni su Gildas sono concordate con Simskingdom!
    Ultima modifica di Damnedgirl; 6th March 2015 alle 15:50



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  8. #728
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Vicent recupera tutta la costituzione

  9. #729
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Ad ogni passo che percorro in silenzio attraverso i corridoi del Castello, l'angoscia che provo inizia a farsi sempre più forte. Sento una stretta allo stomaco che non mi da pace, e che si confonde con la paura di ciò che mi attenderà inevitabilmente oltre la porta delle stanze di mio Padre. Mi guardo intorno, questi luoghi a me così familiari, così cari... dove sono nata, cresciuta. Dove sono stata felice, dove ho riso, gioito, amato, imparato...ora mi sembrano così estranei, come se fossero passati anni dall'ultima volta che vi ho messo piede. Mi sento quasi un'altra persona, vedo quella bambina saltellare allegramente tra le piante di rose del giardino facendo mille sogni e progetti...e non riesco più ad associarla a me. Cosa mi sta succedendo? Perchè mi sento così...?
    Ho passato gli ultimi giorni a sperare di tornare qui il prima possibile, prima di tutto per poter stare accanto a mio Padre, ma anche per tornare a casa mia. E ora... non sono felice come dovrei essere. Mi sento così in colpa per ciò che provo... per ciò che sento dentro di me. Sento di voler urlare, ma il mio ruolo me lo impedisce.
    Quello che voglio davvero adesso è solo vivere questi istanti con mio Padre, consapevole del fatto che potrebbe essere la mia ultima occasione di stare con lui, di parlargli. Vorrei dirgli così tante cose, vorrei poter ascoltare la sua voce rassicurante, lasciarmi stringere in uno dei suoi forti abbracci, ma so che questo non sarà possibile. So che stenterò a riconoscerlo, so che sentirò il mio cuore frantumarsi, per l'ennesima volta, in mille pezzi. So che sarà così, ma non mi importa, pur di stargli accanto. Devo farmi forza, devo ricacciare indietro le lacrime che prepotenti si fanno già strada per fuoriuscire dai miei occhi, devo essere forte ancora, e ancora, finché il fato non ci riserverà una sorte migliore.
    Lantis poggia la sua mano sulla maniglia della porta, e prima di entrare mi rivolge la parola "Parleremo dopo, o domani se ti ritieni troppo stanca, questa notte puoi passarla al Castello nelle tue stanze, ovviamente. Lui è... non è come lo ricordi, i medici insistono sul fatto che non può ascoltare ciò che gli viene detto ma... a me piace pensare che, invece, possa eccome"
    Cerco di sorridergli e di annuire, anche se a stento riesco nel mio intento, un profondo senso di tristezza e rassegnazione si è impossessato di me, offuscandomi la ragione e togliendomi la capacità di reagire.
    Lo seguo all'interno come un automa, trattenendo il fiato. Ora che sono qui vorrei poter ritardare questo momento, questo dolore. Vorrei continuare ancora per qualche istante ad associare a nostro Padre quel bel viso in salute con cui sono abituata a vederlo, quando era un uomo forte, buono ed invincibile agli occhi della sua bambina.



    La luce tenue delle candele accese avvolge delicatamente la stanza, accarezza i mobili col suo calore, generando un vortice di ombre che si rincorrono delicatamente sulle pareti rosse della stanza. Sono a casa, qui con Lui sono davvero a casa, lo sento, come sento il calore che ora avvolge il mio cuore, sapendo di essergli vicina.
    E' tutto come lo ricordavo, ogni cosa è ancora al suo posto. I mobili, i tessuti, il nostro splendido quadro di famiglia. Sembra tutto come un tempo, come quando eravamo una famiglia unita e felice...ma non è più così, e mi basta voltarmi verso il letto per averne l'amara consapevolezza.



    Nostro padre è disteso sul materasso, apparentemente incosciente. Gli occhi chiusi, le labbra secche, il fisico dimagrito, ormai solo un pallido ricordo dell'uomo possente che era un tempo.



    Lantis inumidisce le sue labbra con un panno bagnato, prima di andare a sedersi vicino al camino in marmo "Avvicinati Esperin, se vuoi che ti lasci sola con lui, me ne andrò" mi dice, con un sorriso dolce.
    Mi faccio forza e mi avvicino titubante al letto, senza distogliere gli occhi da nostro Padre.



    Arrivo al lato del letto, e mi siedo delicatamente accanto a lui, prestando molta attenzione a non fargli male. Porto una mano sul suo viso, scostandogli un ciuffo di capelli che a causa del movimento del panno usato da Lantis era finito vicino alle sue labbra. Libero così il suo viso, accarezzandogli la guancia e sorridendogli dolcemente. Ho il respiro un pò accelerato per lo sforzo di trattenere le lacrime, ma riesco a non cedere ad esse.
    Padre mio, cosa ti hanno fatto? Chiunque abbia commesso questo atroce crimine pagherà con la vita, te lo prometto. Tutto questo non resterà impunito, io... noi ti vendicheremo. Tutti noi, indipendentemente dagli ideali di ciascuno, te lo giuro.



    Noto un velo di sudore sulla sua fronte, e prendo il panno usato poco prima da mio Fratello per rinfrescargliela delicatamente. Ora ci sono io ad occuparmi di te, Padre mio, e resterò con te ogni minuto che mi sarà concesso. Vorrei dirgli tante cose, ma la voce mi muore in gola, sovrastata da mille emozioni contrastanti. Amore, tristezza, rabbia, odio, dolore...tutto confuso insieme nella mia testa, nei pensieri che mi inondano la mente togliendomi la lucidità. Momenti passati, momenti felici, tristi, importanti. Momenti nostri, della nostra famiglia, momenti miei e suoi.
    Poggio sul ripiano il panno quando ormai il suo viso è perfettamente asciutto, ed avvicinandomi gli do un bacio sulla fronte, come tante volte Lui ha fatto con me, sussurrandogli dolcemente <<Ti amo così tanto, Padre>>. E' nel pronunciare queste parole che una lacrima supera la mia forza di volontà e riesce a rigarmi il viso, abbandonando poi la mia guancia per finire sulla sua e scivolare poi sul cuscino. Sorrido imbarazzata, sentendomi stupida ed infantile ed aggiungo <<Voglio sembrare forte ma in realtà non lo sono affatto, Padre. Ma ti prometto che lo diventerò presto, grazie ai tuoi insegnamenti. Ti renderò orgoglioso di me, vedrai>>
    Prendo la sua mano nelle mie, stringendola, sentendo quel calore che tanto amo, che tanto mi fa sentire protetta. Calore che ora è purtroppo così debole, ma c'è ancora...è qui con me. Quanto vorrei fare di più.
    Continuo a mantenere gli occhi sul suo viso, non riuscirei a distoglierli neanche se lo volessi, e nel frattempo parlo a Lantis.
    <<Il veleno potrà consumare il suo corpo, ma Lui sarà sempre con noi ad infonderci forza, non dobbiamo dimenticarlo mai Lantis. Io... resterò al Castello stanotte, come mi hai proposto, ma non andrò nelle mie stanze. Voglio restare qui a vegliare su nostro Padre>>
    Non ti lascerò, Padre mio, non ancora. Ho bisogno di te.

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    LANTIS RAEGHAR

    Osservo le delicate movenze di Esperin e subito, come un fuoco che divampa, la rabbia si accompagna alla tristezza. Se non ci fosse stata questa guerra, se non fossero esistiti i Leithien, se nostra madre non fosse morta: saremmo ancora uniti e felici come in quel quadro, che fa bella mostra di sè dietro lo scrittoio. E quelle rose, che proiettano la loro ombra sulla nostra famiglia, ora mi sembrano davvero un insulto. Mi alzo, le raccolgo bruscamente e le getto dalla finestra: so che domani mattina ne appariranno delle altre, ma almeno ora non sono davanti ai miei occhi a beffarsi del nostro dolore. "Certo Esperin, se vorrai resterò qui con te o forse... no, penso tu voglia restare sola con lui" le dico avvicinandomi a lei. E' seduta vicino a lui, le poggio la mano sul capo, che scende in una carezza sul viso. Tutto il potere del mondo, tutti i diamanti del mondo... servono davvero se non riescono nemmeno ad eliminare le lacrime dalla sua vita? Volgo lo sguardo a nostro padre: sembra sereno, forse sente l'aura benefica di Esperin. Forse mi inganno, ma le sue labbra mi sembrano dischiuse in un soffio sofferto. Il petto si alza e si abbassa con più frequenza, l'espressione del volto sembra mutare. Che sta succedendo? Un flato di voce, non più di uno spiffero d'aria dai suoi polmoni mal messi gli fa pronunciare qualcosa. La sua voce, da quanto non sentivo al sua voce? Di scatto mi piego verso di lui, lo chiamo con ansia. "Padre? Padre?" gli ripeto e non dovrei essere così nervoso ma la presenza di Esperin ha fatto un miracolo! Sta guarendo? Si sta riprendendo? Non devo illudermi: la sua aura è debole, è rimasto invariata. Se stesse diventando più forte, la sua luce giungerebbe ai nostri cuori senza difficoltà. "D-Drako... io devo... p-parlare con D-Drako" balbetta sofferente. Drako?! Sono i suoi ultimi giorni al mondo, i suoi figli sono qui ai suoi piedi in lacrime e lui chiede di Drako? Sollevo di scatto il busto, lo guardo impassibile, immobile. Sto per esplodere. Sento il battito cardiaco accelerato, i muscoli contratti che tremano senza controllo, i denti che digrignano. Drako! Mi sono preso cura di lui per mesi come una balia, nonostante il mio rango me lo impedisse; Esperin è qui disperata, afflitta come mai l'avevo vista e lui... con l'ultimo respiro che forse gli rimane, non dedica una parola a noi di conforto, non un insegnamento da ricordare ma... chiama Drako! Quella feccia reietta che mi ha tradito, che mi ha pugnalato al cuore, che ha messo in discussione tutta la mia vita, la stabilità del regno e della mia famiglia! "Esperin... credo che sia il caso che tu vada nelle tue stanze" dico a muso duro, cercando di trattenere un controllo che sento sfuggirmi di minuto in minuto. Sono in balia di mostri che lui stesso ha fatto entrare a palazzo, sto affrontando una guerra che il suo Drako ha scatenato, sto facendo l'acrobata nella politica complicata che lui stesso ha creato eppure, le sue prima parole dopo mesi di silenzio non sono per me! Quanto ho fatto e sacrificato per cercare di essere il figlio degno di lui! Degno del nome dei Raeghar! Non pensa che avrei bisogno io di una sua parola più di chiunque altro al mondo? Sono furioso, stringo forte i pugni tanto da ledermi i palmi. Razionalizzare, devo razionalizzare. La guerra è scoppiata dopo la sua malattia, ho dato io per scontato che lui ascoltasse i miei sfoghi ma i medici potrebbero aver avuto sempre ragione. Lui non sa che Drako ha tradito la corona. Non sa della guerra civile. Forse non è nemmeno cosciente che queste possono essere le sue ultime parole. Cosa faccio? Non posso ignorare una sua richiesta in punto di morte, inoltre, l'ha sentita anche Esperin. La guardo, gli occhi persi nel vuoto. La stizza sta svanendo e sta affiorando solo un mare di confusione. Perchè vorrà parlargli? Prima di ammalarsi, aveva forse intuito che stava nascendo del malanimo tra me e lui? Perchè rivolgersi comunque a lui? Non so cosa fare. Se la sua mente è rimasta a prima della malattia, io... non so come affrontare la sua richiesta. Cammino nervoso e mi fermo proprio davanti al ritratto della nostra famiglia. Lo osservo con un sorriso sarcastico sul viso. "Nostro padre ritiene che qui manchi qualcuno, a quanto pare" dirò amaramente, se Esperin si sarà rifiutata di lasciare la stanza.

 

 

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