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  1. #891
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    La Lady rossa risponde in maniera affabile, ma con un tono saccente che non gradisco affatto. "Conoscono benissimo la natura dei vostri familiari più stretti, non è un mistero per nessuno, come non lo è il fatto che vostro padre è il Gran Maestro dei Maghi e la sua aura benefica deve aver fatto molto per tutti voi in questi anni. Io mi stavo semplicemente ricordando della mia infanzia, non mi fraintendete, anch'io amo incondizionatamente la mia famiglia, ma non è stato semplice crescere con loro. Oh, ma state tranquilla, non voglio tediarvi con la noiosa storia della mia casata! Per quanto riguarda quello che avete detto sul non guardare negli occhi nessuno ebbene, mi spiace sentirvi dire questa piccola menzogna, so che lo dite a fin di bene, ma non riesco a ricordare una sola occasione in cui lo avete fatto. Non con la vostra septa, nè con Lady Waters, nemmeno con lord Tywin, anzi ricordo bene il vostro sostenere fiera il suo sguardo. E di certo non lo avete fatto con me la prima volta che ci siamo allenate in armeria, ricordate? Vi ho indotto a colpire proprio la vostra futura cognata."



    Oh no, non l'ho dimenticato affatto. Come non ho dimenticato la falsità che ha mostrato a tavola nell'accusare Sir Demonar delle spiacevoli sensazioni che lei stessa ci aveva fatto provare. Come non ho dimenticato il suo sguardo che mi sembrava così sincero e spaventato, quando ha evitato volutamente di dirmi che Drako aveva si affermato che Lantis era l'unico a trarre vantaggio dalla morte di nostro Padre, ma aveva anche aggiunto che conoscendolo non lo avrebbe mai fatto. Ed io, ingenua, avevo anche quasi messo in discussione le mie stesse convinzioni. Non succederà più. "Ma avete ragione non me la sono presa, e volevo solo darvi la mia parola che non avrei usato il mio potere. So benissimo che cercate di essere gentile con tutti e forse ci credete davvero, di non discriminare nessuno per la propria natura, ma inconsciamente è quello che ho percepito: belle parole nei miei confronti da parte vostra, ma soltanto quelle, proprio come in questo momento." è paradossale come continui a non capire la differenza tra razza ed allineamento.



    Probabilmente è lei stessa a ritenere la propria razza in tale modo, e magari ne va anche fiera. <<Non volevo assolutamente entrare nel merito delle questioni personali della vostra casata, Lady Feralys, non mi permetterei mai. Semplicemente stavo rispondendo con esempi concreti alla vostra affermazione, che giudico errata. Avete detto che in molti partiamo prevenuti nei confronti dei membri della vostra razza, ritenendovi a priori ignobili e meschini. Per quella che è la mia esperienza personale, non posso che dissentire, e ve ne ho spiegate le motivazioni. Per quanto riguarda invece il resto...>> non ho intenzione di continuare il discorso, non è certo saggio svelare ad altri i piccoli accorgimenti che scelgo di adottare per proteggermi dalle persone di cui mi fido poco. Potrei facilmente farle notare che il suo discorso non sta in piedi, che le occasioni che mi ha citato erano tutte pubbliche, motivo per il quale non avrei avuto necessità di proteggermi dallo charme dei miei interlocutori. Un ordine impartito in pubblico non ha certamente le stesse conseguenze di un ordine impartito privatamente, situazione nella quale è facile anche cancellare totalmente la memoria senza che nessuno se ne accorga, provocando in questo modo danni irreparabili. Inoltre uno charme pubblico va il più delle volte a discapito della persona stessa che lo attua e non della vittima. Lumen ad esempio, usando lo charme su Vicent per attaccarmi in maniera così meschina, ha svelato alla maggior parte dei suoi stessi alleati la propria natura falsa e vigliacca, e tutto questo va indubbiamente a nostro vantaggio. In una situazione come questa invece, lo charme può essere devastante, ed è in queste situazioni, non in quelle che lei mi ha citato, che devo necessariamente proteggermi. Ma forse è meglio che lei continui ad ignorare questo particolare, come tutti. <<... la vostra arguzia mi lascia piacevolmente sorpresa, non vi si può nascondere nulla>> le dico, con una punta di sarcasmo nella voce che credo non noterà.



    Il discorso si sposta poi sulla battaglia, e sulla septa. Le parole della donna sono comprensibili, quello che però non riesce a cogliere è la motivazione di fondo del mio rapporto, ed in generale del rapporto dei Raeghar, con la Strega dell'Ovest.
    "Principessa, voi conoscete la strega dell'ovest, è stata la vostra septa, per voi è più semplice, anche se non so come fate a dimenticare certe cose. Per me è quella di cui si parla nei libri, la donna che per restare giovane e immortale ha commesso crimini indicibili. Perchè dovrei fidarmi di una persona che è prigioniera della vostra famiglia da secoli? In base a cosa dovrei darle fiducia? Dovrei fare come sir Vicent che mi ha detto se Lady Esperin si fida della septa anch'io mi fido di lei? Mi dispiace, ma non ci riesco, proprio come avete detto poco fa fidarsi ad occhi chiusi non è altro che un segno di debolezza e non è mia intenzione concedere di più di quello che ognuno si merita. Se voi riuscite a guardarla negli occhi e giurare davanti agli dei che la strega dell'ovest non farebbe mai niente contro di voi e contro la vostra famiglia non posso che rallegrarmene, ma non riesco a fare lo stesso. Per quanto riguarda la battaglia abbiamo compiuto il nostro dovere, non c'è stato bisogno di coordinarci, ognuna di noi sapeva benissimo quello che doveva fare, solo ... se dovessi dire che sono scesa in campo serena, sapendo che potevo contare sulla mia compagna in caso di difficoltà, beh questo non potrei assolutamente dirlo, tantomeno può farlo la septa. Io non credo alla sua redenzione, potete biasimarmi?"



    <<Lady Feralys, quello che mi state dicendo non è per me una novità, e non ho avuto bisogno di leggere le cronache de La Strega dell'Ovest per apprendere del suo terribile passato e per giudicare affidabile o meno la sua lealtà ai Raeghar. E' la Septa stessa, da quando io sia in grado di ricordare, che mi ha ripetuto costantemente tutti i giorni queste stesse cose che voi mi state ricordando, e non ha mai fatto o detto nulla per farmi credere il contrario. La mia fiducia, se così si può definire, si basa proprio su questo, anche se so benissimo che dall'esterno possa sembrare un concetto difficile da accettare e da comprendere>> non mi aspetto che lei capisca, probabilmente riterrà stupide o ingenue le mie parole, ma sono fermamente convinta di quello che dico. Di certo è più affidabile una persona che ti parla chiaro, che ti mostra senza giri di parole il proprio pensiero e le proprie intenzioni anche quando non collimano con le tue, che non ti chiede fiducia e non si aspetta che tu gliela conceda, rispetto ad altre che apparentemente di mostrano infinita lealtà e poi tramano dietro le tue spalle senza ritegno.



    E' quando parliamo di mio Padre che torno a rattristarmi, dimenticando per un momento qualsiasi altro motivo di discussione. Tutto diventa insignificante, davanti alla possibilità della sua morte.
    "Il vostro racconto mi rattrista, le vostre parole sono un colpo al cuore. Non oso immaginare come dovete sentirvi voi e vostro fratello. Non deve essere facile affrontare una cosa di tale gravità nel bel mezzo di una guerra, le priorità diventano altre ed è difficile affrontare con la giusta serenità d'animo le situazioni che si presentano. Mi dispiace per voi, principessa. E io che continuo a darvi noia con le mie inutili parole! Siete riusciti a scoprire qual è la causa della sua malattia? C'è una cura?"
    <<Purtroppo brancoliamo ancora nel buio>> le rispondo, senza sbilanciarmi troppo <<Vi ringrazio per la vostra comprensione, è indubbiamente una situazione molto difficile e delicata, che spero possa risolversi nel migliore dei modi>> quanto vorrei credere seriamente nella possibilità di un miglioramento, soprattutto in una guarigione di mio Padre. Ma ormai la speranza mi sta lentamente abbandonando del tutto, lasciandomi a momenti precipitare nel baratro nero del dolore che temo dovrò affrontare.

  2. #892
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali


    Vicent Dreth


    Quella che sta per avere inizio non è una semplice conversazione ma un duello fatto di sguardi, di parole e, soprattutto, di atteggiamento. A differenza di molti presenti qui alla torre il sottoscritto però parte con un bel vantaggio: so chi è Aiden. Non mi fido né di lui né della sua cortesia o gentilezza e per quanto cerchi di abbindolarmi… Non attacca con me. Senza fiatare accetto l’invito ed entro in stanza, preparandomi psicologicamente a quel che devo dirgli. Non sarà facile: dovrò essere molto prudente e dosare i termini... In tutta tranquillità noto che l’uomo versa del vino in un calice e poi, con un cenno della testa, mi chiede di sedermi…



    Sul suo letto?



    Mi spiace per lui ma non sono dell’umore adatto per reggere le sue frecciatine. Non dopo tutto questo. Non dopo Esperin. Rimango impassibile ad osservarlo, assottigliando di un poco lo sguardo: non ci casco. Piego le labbra in una smorfia di disapprovazione e gli biascico un <<Preferisco la panca se non Vi dispiace…>> accomodandomi su di essa.
    Questa giornata mi ha distrutto moralmente e fisicamente ma devo mantenere ben saldo il mio equilibrio psicologico.



    <<Ho l'impressione che ne abbiate bisogno>>. Si è accorto del mio umore... Sollevo lo sguardo un poco stranito, e così mi rendo conto che Aiden mi sta offrendo del vino, con tanto di sorriso.



    Inclino leggermente la testa osservandolo in volto: l’uomo ricambia il mio sguardo e ne beve un sorso dal suo calice. Resto per qualche secondo incerto sul se accettare o meno, domani ho una battaglia e dovrei rimanere lucido…



    Alla fine però cedo, un po’ di vino non mi farà male ed ora ne ho seriamente bisogno se voglio arrivare alla fine di questa giornata. <<Mi fa piacere che vogliate parlarmi, anche io devo dirvi delle cose... ma, per favore: prendetevi tutto il tempo che vi serve>>. Stringo di riflesso il bicchiere, irrigidendomi un poco. C’è qualcosa che non va: i suoi modi, il suo tono, è troppo gentile, accomodante... Non è da lui, indubbiamente. Speravo che con la mia richiesta di parlare l’avessi colto di sprovvista, considerando anche il fatto che, da quando sono qui alla torre, il suo sguardo si è posato sul sottoscritto ben poco… Ed ora invece eccolo qui a cercare di aggraziarsi il sottoscritto tra vino e comprensione: falsa molto probabilmente, ma recita fin troppo bene per capirlo.




    Anche se ammetto ha stuzzicato la mia curiosità. Cosa deve dirmi? Le sue intenzioni concilieranno con le mie? <<Spero che non Vi dispiaccia se salto i convenevoli e passo subito al sodo>>, acquisto sicurezza prima di parlare: Dahmer è un argomento… doloroso. <<Sir Leithien
    durante la riunione ha usato dell’ironia, e neanche tanto velata, su un punto cruciale, cito parole testuali: “Elen ha fatto comunella con il bastardo dei Dreth”>>, abbozzando un sorriso amaro aggiungo, <<Proprio ironico il destino non trovate?>>. Per bontà e comprensione gli concedo almeno un minuto per elaborare quanto ho riferito. Non è una notizia facile da digerire… Non tra Urthadar e Dreth. Riprendo a parlare, rivelando per la prima volta da quando sono qui alla torre il mio vero carattere: <<Che dirVi? Il fatto che mio cugino Dahmer, passatemi il termine, se la spassi o meno con la Vostra bastardella non mi importa minimamente, non mi rallegra affatto tuttavia ciò che potrebbe comportare. Nel vostro racconto su Elen non ho potuto fare a meno di riscontrare un obiettivo comune da parte dei due, ossia distruggerci. Come ogni bastardo presente sulla faccia della terra anelano ad ottenere terre, ricchezze o un qualche titolo nobiliare… Dahmer in aggiunta a ciò vorrebbe impalare la testa di ogni Dreth e conquistare niente di meno che Aeglos. Uhm, chissà perché su quest’ultimo punto ho un deja-vù>>, e lo scruto con le mie iridi di ghiaccio: sa perfettamente che mi riferisco al tentativo degli Urthadar... Fallito, anche se ci sono andati vicino, troppo vicino. <<Avrei un’idea in merito ma, ovviamente, per potervene parlare dovrei avere, come dire, un minimo di… sicurezza riguardo Voi e le Vostre intenzioni>>. Bevo un altro sorso di vino quando con sguardo eloquente concludo: <<A Voi la parola, Comandante >>. Come inizio credo di essere andato bene, sono stato diretto e schietto... Ora devo solo valutare se e come continuare in base alla risposta di Aiden.

    Ultima modifica di Damnedgirl; 13th April 2015 alle 00:53



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  3. #893
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Partiamo male: Dreth è prevenuto nei miei confronti. Non lo biasimo, ma potrebbe essere un problema... oppure un vantaggio da sfruttare.


    Fa una smorfia quando lo invito ad accomodarsi sul letto, un gesto gentile che ha evidentemente frainteso... per una volta che non lo sto stuzzicando! Accetta invece il vino, il che mi lascia piacevolmente sorpreso: non l'ho mai visto bere molto a tavola, deve aver avuto una giornata veramente difficile. Chissà quanto si sente a disagio, qui, solo soletto con me, nella mia camera da letto... nascondo il mio ghigno dietro al bicchiere, per poi bere un altro sorso. <<Spero che non Vi dispiaccia se salto i convenevoli e passo subito al sodo>>, mi dice, al che rispondo con un lieve cenno di assenso del capo. Era ovviamente anche la mia intenzione, convenevoli vari sono una bella cornice, ma nulla più.


    <<Sir Leithien durante la riunione ha usato dell’ironia, e neanche tanto velata, su un punto cruciale, cito parole testuali: “Elen ha fatto comunella con il bastardo dei Dreth”>>. Ah... Finalmente si scoprono le carte. Lo scruto in viso, sta facendo una pausa per permettermi di incassare il colpo, il furbetto... lo faccio sempre anche io. Rimango comunque impassibile, il volto atarassico, non posso fingermi scosso se ho intenzione di dirigere questa conversazione nella direzione che voglio io. <<Che dirVi? Il fatto che mio cugino Dahmer, passatemi il termine, se la spassi o meno con la Vostra bastardella non mi importa minimamente, non mi rallegra affatto tuttavia ciò che potrebbe comportare. Nel vostro racconto su Elen non ho potuto fare a meno di riscontrare un obiettivo comune da parte dei due, ossia distruggerci. Come ogni bastardo presente sulla faccia della terra anelano ad ottenere terre, ricchezze o un qualche titolo nobiliare… Dahmer in aggiunta a ciò vorrebbe impalare la testa di ogni Dreth e conquistare niente di meno che Aeglos. Uhm, chissà perché su quest’ultimo punto ho un deja-vù>>.


    Oh Dei. Oh sommo Raiden. Soffoco una risata, spero non si sia accorto di nulla... il piccolo Dreth sta facendo il petto grosso! Lo guardo intensamente negli occhi: è palesemente sincero, dubito comunque che sia in grado di mentire così abilmente. Adesso comprendo le intenzioni di Vicent, capisco perché abbia voluto parlare con me, il suo tormento in persona... Dahmer lo sta facendo cagare sotto. Lascio cadere, per ora, la frecciatina, avrò modo di rispondergli quando avrà terminato il suo discorso. Cosa che avviene immediatamente, conclude infatti chiedendomi delucidazioni sulle mie future intenzioni.


    Faccio un lungo sospiro: ho così tanto da dire, così poco tempo... e la mente di chi ho di fronte non è delle migliori. Gli do le spalle e mi avvicino al cassettone, con tutta la calma del mondo, per riempire il mio calice. Non lo sto ancora guardando, quando inizio a parlare. <<Penso che il solo essere qui vi stia richiedendo uno sforzo estremo, e non mi sembrate neppure nelle condizioni migliori, quindi vi premierò con la mia sincerità>>. Mi giro, il bicchiere di nuovo pieno, e mostro al mio interlocutore un'espressione impassibile. <<Siatene fiero, perché non è cosa da tutti riuscire a ottenerla>>. Spezzo la mia serietà con un piccolo sorriso, sto cercando di smorzare la tensione, sto scherzando ed è evidente... Solo un inetto si risentirebbe per questa piccola battuta. <<Ho ascoltato con attenzione il vostro discorso, e, prima di dire qualsiasi altra cosa, sento il bisogno di chiarire un punto fondamentale>>. Bevo del vino mentre indago l'espressione di Dreth, spero mi stia seguendo, le prossime parole che pronuncerò saranno vitali per il futuro di questa nascente... alleanza. <<Potrà sembrarvi poca cosa, ma avete commesso un grave errore, politicamente parlando, nel domandarmi apertamente la natura delle mie intenzioni. Nonostante non sia vostro amico, sir Dreth, non sono di certo nemmeno il vostro peggior nemico qui dentro, e sicuramente non sono la persona più pericolosa>>, penso a Lumen, a Lantis, a Tywin. <<...quindi questa svista non vi costerà nulla. Ma commettere un'imprudenza del genere con la persona sbagliata, potrebbe mettervi in una posizione molto difficile, se non addirittura in pericolo>>. Mi avvicino al giovane, abbandonando il mio calice sul mobile, e unisco le mani davanti a me. <<Vi sto dicendo questo non per umiliarvi, bensì perché, se finiremo per collaborare, non voglio che un mio alleato corra inutili rischi>>. Gli sto parlando come se fosse mio cugino, quando gli insegnavo le regole base del gioco in cui, di lì a pochi anni, sarebbe entrato anche lui. <<E prima che pensiate che stia cercando di ingraziarmi ai vostri occhi con la mia preoccupazione, badate bene... è un discorso estremamente pratico, il mio: un alleato imprudente è solamente un altro punto debole>>. Gli regalo, stavolta, uno dei miei ghigni che tanto detesta. Deve comprendere che sono serio, e che, nonostante la sua natura da cavaliere santo del cavolo, deve iniziare pure lui a farsi furbo in questo covo di serpi: solo così mi sarà anche solo lontanamente utile. <<Adesso potrei rispondervi come più mi aggrada, potrei dirvi che Aeglos è la gemma più bella del Nord e che la desideriamo ardentemente, potrei rassicurarvi con belle parole e negare ogni mio interesse per il castello ghiacciato, oppure potrei semplicemente dire che gli Urthadar sono una delle tante famiglie di Dohaeris che ambiscono al denaro e al potere, e che i Dreth sono stati solo un nome nella lunga lista di casati con cui ci siamo scontrati>>. Lo fisso con un mezzo sorriso sarcastico, spero si sia finalmente reso conto dell'errore commesso. <<Comprendete? Oltre al mettervi in pericolo, in questo modo non ottenete neppure una risposta soddisfacente>>.
    Va bene, la mia filippica da septon l'ho fatta... passiamo alle cose serie.


    Mi avvicino lentamente al giovane, in modo che solo circa un metro ci separi. Sono in piedi, di fronte a lui. <<Ciò che sto per dirvi potrebbe sconvolgervi, ma... sapevo già tutto ciò che mi avete detto. Probabilmente non avete notato la mia assenza, ma sono appena tornato dalla Valmorguli, dove sono stato chiamato da vostro cugino>>. Sospiro, come se fosse difficile tirare fuori le prossime parole. <<Cercava ovviamente un alleato, e mi ha raccontato delle cose... private. Come la tragedia di...>>. Mi blocco per qualche istante. <<... lady Selene...>>. Vediamo se mi hai raccontato palle, Dahmer. <<Per favore, ditemi se posso continuare>>.

    Il silenzio regna nella notte, ma nella mia testa sento l'eco di una risata, quella che sto così faticosamente soffocando.
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  4. #894
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    CASSANDRA DE LAGUN

    La donna, mentre si congeda, mi annuncia che ne parlerà anche con la Principessa di questo suo misterioso compito e con lei potrei eventualmente parlarne. Mi si stringe un attimo il petto, a pensare in che rapporti siamo rimasti, come la mia avventatezza l'abbia ferita. Mai più, l'ho giurato. Non deluderò mai più Lady Esperin.
    "Non dubitate, septa, ne discorrerò con le Loro Altezza appena sarà possibile. Domattina sarò al Glados per salutare i guerrieri, eventualmente potrete trovarmi lì. Vi auguro un buon riposo, spero che gli dei veglino sulle vostre azioni" le dico seria. Quando la donna avrà lasciato la stanza, mi toglierò la benda e mi curerò la mano con il mio potere rigenerativo, prima non ne ho avuto il tempo. Domani: tante cose dovranno cambiare domani, il nuovo sole vedrà una nuova Cassandra, più accorta e più concentrata sui suoi doveri. Se la Regina si farà di nuovo viva, metterò in chiaro anche con lei come stanno le cose, che se dovrò mai difenderla, sarà solo per il volere dei Raeghar, che solo la vita impercettibile del nostro amato Re la salva dalla mia ira. Bando ai piagnistei, "il dovere prima di tutto".

    Difesa e Rigenerazione
    Rigenerazione - Avviene tramite tocco: Rigenera ferite di media entità ( ferite profonde non mortali, ossa rotte, danni medi da elemento )

  5. #895
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali



    Vicent Dreth


    Purtroppo viviamo in un’epoca di apparenze. Ostentiamo sfarzo, modi garbati, abiti eleganti, ma la realtà dei fatti è solo che la nostra è apparenza: una meravigliosa colossale finzione. Perfino la nostra vita non è che un subdolo gioco, fatto di cospirazioni, tradimenti, compromessi ed intrighi di corte. Esaltiamo il corpo ma non l’anima, l’involucro ma non il contenuto, l’ombra ma non la luce… Aiden poi, il Lord di Capo Tempesta, ne è l’esempio lampante: il maestro dell’inganno. Rimane calmo, imperturbabile; ostenta un’indifferenza a dir poco agghiacciante. Mi dà le spalle e riempie il suo calice… Per ogni secondo che passa sento il nervosismo salire: vorrei tanto scandire il tempo picchiettando il mio indice contro il bicchiere ma… No. Non posso mostrarmi ansioso. Devo fingere sicurezza e… Pazientare. <<Penso che il solo essere qui vi stia richiedendo uno sforzo estremo, e non mi sembrate neppure nelle condizioni migliori, quindi vi premierò con la mia sincerità>>. Finalmente prende la parola e si volta in mia direzione…


    Le danze sono dunque aperte. <<Siatene fiero, perché non è cosa da tutti riuscire a ottenerla>>. Inarco un sopracciglio e lo osservo: da quando in qua gli importa del mio stato emotivo? Con tutte queste premure inizio a captare un certo senso di fastidio… Ma mi istigo a non badarvi, piuttosto pondero attentamente le sue parole e mantengo un atteggiamento distaccato: viso impassibile, postura composta e soprattutto lo sguardo freddo, costantemente fisso su di lui. <<[…] Ma commettere un'imprudenza del genere con la persona sbagliata, potrebbe mettervi in una posizione molto difficile, se non addirittura in pericolo>>. Sono intrigato. Mi parla di politica, di imprudenza, di fiducia. Tutti consigli estremamente utili ed interessanti… Peccato solo che io non abbia chiesto questo. Con il discorso sulle intenzioni infatti mi riferivo a lui ed Elen, non a me o ai Dreth! Almeno sul piano fiducia, a differenza di quanto si possa pensare a causa della mia bontà, non sono un ingenuo: cerco sempre di tenermi sul vago, di sorvolare le domande insidiose e parlo molto poco di me stesso. La dichiarazione ad Esperin mi è costata molto… Moltissimo. Non sono solito aprire il mio cuore così, non dopo Dahmer... La mia prudenza e la mia riservatezza hanno raggiunto livelli estremi: ho sofferto, e solo gli Dei sanno quanto, preferisco dunque tenermi lontano da ulteriori delusioni… Nel suo monologo però mi trovo d’accordo su un punto: devo rivalutare i miei nemici e le mie alleanze. Raeghar a parte, ovviamente, che servo e servirò a prescindere dal corso degli eventi. Penso ai Leithien, poi a Dahmer ed il suo ragionamento regge. Fintanto che questa guerra è in atto, gli Urthadar passano in secondo piano…
    Dubito però che queste perle di saggezza siano pronunciate per il mio bene ed infatti…<<[…] un alleato imprudente è solamente un altro punto debole>>. Mi sorride: usa uno dei quei ghigni che tanto detesto.



    Speravo di averli fatti sparire dopo la lezione che gli ho impartito in armeria, ma a quanto pare mi sbagliavo. <<[...]Comprendete? Oltre al mettervi in pericolo, in questo modo non ottenete neppure una risposta soddisfacente>>. Oh sì, lo comprendo perfettamente! Sì è tenuto sul vago e mi ha ammonito di non fidarmi di lui. Cosa che sapevo… In più, tanto per cambiare, sta cercando di alimentare le mie incertezze e pormi psicologicamente in una posizione di inferiorità. Non mi lascio però intimorire. Con tono morigerato attiro la sua attenzione… <<Vi ricordo che so chi siete. In voi scorre sangue Urthadar, Sir Aiden. E qualunque siano state le vostre motivazioni in passato, Vi rammento che il Nord non dimentica...>>, mi inumidisco le labbra e continuo, <<Non sono qui in cerca di un amico o di un compagno di merende>>, neanche dopo essermi fumato un intero campo di margherite mi azzarderei a chiedere l’amicizia di un Urthadar… <<Né crederei alla vostra parola o in una vostra sincera alleanza. Ciò che mi ha spinto a raggiungerVi è la convinzione che ciò a cui anelo io corrisponda anche a ciò che desiderate voi: ossia eliminare il problema bastardi alla radice. Mi sto forse sbagliando?>>. Elen. E’ di lei che ho chiesto. E’ di lei che voglio parlare. Vuole ucciderla o salvarla? Gli interessa o no? Dato il suo racconto a tavola ammetto che ho qualche remora…




    Il Comandante riduce le distanze e fermandosi in piedi, di fronte a me, continua affermando... <<Ciò che sto per dirvi potrebbe sconvolgervi, ma...>>, aggrotto le sopracciglia e ricambio il suo sguardo, <<Sapevo già tutto ciò che mi avete detto. Probabilmente non avete notato la mia assenza, ma sono appena tornato dalla Valmorguli, dove sono stato chiamato da vostro cugino>>. No, Dahmer. Non puoi essere stato tanto idiota… Stringo con forza il calice fino a sentire i polpastrelli intorpidirsi. <<Cercava ovviamente un alleato, e mi ha raccontato delle cose... private. Come la tragedia di..>>, una pausa, che sembra durare un’eternità, e poi lei.



    <<... Lady Selene...>>. Ho un attimo di buio.
    La figura di Aiden mi appare sfocata, una vampata di calore precede la bile che sento risalirmi fino alla gola. <<Selene...?>>, domando apatico con lo sguardo perso nel vuoto. Il solo pronunciare quel nome rievoca in me ricordi da tempo assopiti...Amari. Dolorosi. I muscoli del corpo si contraggono, il mio viso assume un’espressione cagnesca ed un sospiro… Esce tra i denti digrignati. Fisso Aiden, ho gli occhi sgranati, lividi d’ira.



    Ciò che mi disgusta ancora di più, che mi fa partire, è il tono con cui l'uomo si rivolge a me. Non voglio la sua pietà e... No, che non può continuare! Nominarla è stato un grosso sbaglio. <<Cosa Vi ha detto?>>, sibilo prima di scattare in piedi e con voce rauca, animalesca, continuo <<Ditemi cosa Vi ha detto quel necrofilo figlio di pu***na!>>. Il tono è basso... Deve sentirmi solo lui. Tengo gli occhi fissi su quelli di Aiden e scagliando in lontananza il calice d’oro mi avvicino ponendo il mio viso a pochi centimetri dal suo…



    Parla Urthadar.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 13th April 2015 alle 01:05



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  6. #896
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali




    Lady Cassandra risponde affermativamente anche alle mie ultime condizioni: annuisco soddisfatta, prendo tra la mani la cesta contenente i topi e lascio la sua camera senza dire altre parole di commiato.



    Sento le bestiacce squittire nervose: probabilmente si sono rese conto d'essere state lasciate in balia di una vecchietta non esattamente dolce e gentile. Visto cosa succede, a fidarvi dei vostri beneamati elfi?
    Mi dirigo a passi lenti nella mia stanza, dove trovo tutte le candele accese per la notte.



    Bene...c'è molto da fare per domani. Poggio sul pavimento la cesta, dopodiché assumo i miei medicinali serali, uno dopo l'altro.



    Li ripongo infine nei cassetti, passando ad estrarre le erbe, i minerali, gli estratti e le pozioni pure.
    Perfetto.....al lavoro, Deirdre.
    Ormai cercare di capire qualcosa del veleno non è più una questione di salvezza per il re e farmi respirare di più lontano dal figlio: io voglio davvero capire chi è stato in grado di creare un qualcosa che nemmeno io, la Strega dell'Ovest, sono stata risparmiata dall'inganno di una malattia. Queste analisi saranno una sfida per me stessa, era da tempo che non ero così....incuriosita. Poi...c'è dell'altro.



    Vivo da abbastanza tempo da averne viste di cotte e di crude nella mia vita...compresi veleni creati dal nulla! Miscelando estratti e erbe a caso, ho visto crearsi le peggiori delle maledizioni...
    Dal mio laboratorio è spesso capitato che mancassero delle riserve, figuriamoci...l'idea che possa essere stato proprio quella merda secca di Targaryus a intrufolarsi nel mio laboratorio (ne ha sempre avuto accesso!) e abbia giocato con le MIE pozioni per fare qualcosa di testa sua, giuro che termino il lavoro di quello che gli ha inferto la cicatrice e succhierò il suo occhio scemo come una caramellina al miele!


  7. #897
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Aiden Urthadar

    Il nord non dimentica. Un detto superficiale e noioso quanto l'intera casata dei Dreth. Che rimangano pure attaccati al passato, come una zecca, un parassita: sarà proprio questa la ragione del mio successo.


    Dreth, Raeghar... sono dinastie antiche, dalla storia secolare, ma che non sono state in grado di evolversi e di rimanere al passo coi tempi. Onore, lealtà, rispetto: valori che appartengono ormai al passato, e che li condanneranno alla rovina. Troppo codardi per abbandonarli... Noi Urthadar siamo diversi, siamo riusciti a cambiare pur rimanendo fedeli a noi stessi e a tutto ciò che rappresentiamo. L'impeto del tuono, come cita il nostro motto, ci guiderà nell'infinita scalata al potere... e il nord resterà a guardare, ancora impegnato nel leccarsi le ferite dell'ultima invasione. Perché il nord non dimentica.


    Vicent mette le cose in chiaro: non sta cercando un amico, non sta cercando un alleato sincero, vuole solo qualcuno che lo aiuti ad eliminare il suo bastardo. O almeno, questo è ciò che crede lui... Infatti davanti a me vedo solo un ragazzo disperato, all'ossessiva ricerca di una spalla su cui piangere. Inconsciamente, sta cercando qualcuno di cui fidarsi, qualcuno che possa aiutarlo a rimanere a galla. Inconsciamente, si è recato dalla sua nemesi, perché sa che è l'unica persona con un minimo di sale in zucca in questa Torre. Reagisce, poi, alla mia provocazione: il nome di Selene.


    Osservare le emozioni che attraversano il volto di Dreth è uno spettacolo meraviglioso: il nulla cosmico lascia presto spazio all'ira più cieca, sembra un cane con la rabbia, la sanità mentale abbandona gli occhi grigi ed eccolo che scatta in piedi e mi affronta faccia a faccia. Lancia il calice contro la parete senza distogliere il suo sguardo dal mio, è veramente infuriato... Questa non è la reazione di una persona con sensi di colpa. Dahmer, Dahmer... mentirmi è stato un grosso errore. <<Evidentemente, non la verità>>, gli rispondo a bassa voce, senza mostrare alcuna emozione particolare nel tono. Gli ha dato del necrofilo... Oh Dei, la storia si fa interessante.


    <<Mi ha detto che lo avete sorpreso insieme alla vostra fidanzata, e che, accecato dall'ira, l'avete trucidata>>. Opto per la schiettezza, quest'uomo si è tramutato in bestia, non comprenderebbe i miei soliti giri di parole. <<Elen... la voglio morta>>, sussurro, guardando Vicent dritto in quegli occhi così poco umani. Una piccola bugia, necessaria in questo caso. Mi allontano, poi, dall'uomo, e mi siedo sulla panca, di fianco al posto precedentemente occupato dal Dreth. <<Ho omesso tutto ciò, davanti al reggente, così come voi avete tralasciato dei dettagli, ma... è una sanguinaria. Cerca la vendetta sopra ogni altra cosa, la guerra non le interessa, non le interessano nemmeno gli altri reali... È me che vuole. Ryuk l'ha dipinta come una semplice guaritrice, il che mi fa pensare che sia riuscita a ingannare anche Drako... Evidentemente l'inganno è una dote di famiglia>>. Rivolgo a Vicent un sorriso amaro, e poi guardo dritto davanti a me, come se stessi fissando un punto non definito del muro, senza sbattere le palpebre.


    Lui non noterà questa cosa, ovviamente. <<Ci ritiene responsabili della morte dei suoi genitori, vuole eliminare ogni Urthadar da Dohaeris, e diciamo che... ha già iniziato>>. Mi bruciano gli occhi, ed... eccola qui, una singola lacrima che mi riga il viso. Chiudo quindi le palpebre. <<Quando morì mia madre, si rumoreggiò in giro che la causa fosse un avvelenamento, probabilmente di un nemico della casata... Falso: Elen si introdusse in qualche modo nel Castello e le tagliò la gola nel sonno. Soffocammo ogni voce, che figura ci avremmo fatto? La matriarca dei potenti Urthadar... eliminata da una bastarda?>>. Scuoto la testa, con gli occhi ancora chiusi, come se stessi cacciando quegli orrendi ricordi dalla mia mente. Ricordi orrendi e, beh, inesistenti.

    Finalmente mi concentro di nuovo su Vicent. Sono serio, serissimo. <<Non fidarti di me è la cosa più saggia che hai fatto da quando siamo arrivati alla Torre. Siamo rivali, siamo stati nemici, ma, e che Raiden mi fulmini se sto mentendo, avrai il mio aiuto contro i due bastardi>>.
    Oh, Raiden, so che non lo farai... anche tu ami questi giochetti!
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  8. #898
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    ADAMANTIA FERALYS

    Un dialogo tra sordi: ecco cosa sembra il mio colloquio con la principessa. Appare ottusa al pari di sir Dreth, formerebbero una bella coppia questi due, non c'è che dire! Non ha fatto il minimo sforzo per sembrare almeno in minima parte interessata alla mia opinione, i manichini nell'armeria riescono ad essere più espressivi, e non mi sfugge nemmeno il tono di scherno che sta usando per ribattere alle mie obiezioni; mi piacerebbe vederla divertirsi allo stesso modo una volta finita nelle mani di Tywin Leithien.


    "Quindi per ottenere fiducia ed essere ritenuti affidabili da voi basta mettervi al corrente di tutte le malefatte compiute? Adesso che lo so, so anche di non poter competere con la vostra prediletta, purtroppo." - dico quasi mormorando fra me e me. Non sono sicura che mi abbia sentito, ma sono consapevole di aver gettato alle ortiche la diplomazia nel momento stesso in cui odo queste parole uscire dalla mia bocca, purtroppo.
    La sviolinata nei confronti della vecchia mi fa accapponare la pelle: possibile che questa sciocca ragazzina creda che la donna sia di colpo diventata un angelo e che abbia gli occhi a cuoricino ogni volta che la vede? Non potrebbe essere che sia proprio lei quella a trarre giovamento dalla morte del re?


    Magari ha scoperto che la morte di un gran maestro della luce, diretto discendente di colui che l'ha imprigionata, potrebbe liberarla dall'incantesimo che blocca i suoi poteri ed è lei a tirare i fili di tutto questo. Figuriamoci se posso fare questo ragionamento ad alta voce con la principessina, potrebbe urlarmi che la strega dell'ovest è come una seconda mamma per lei e correre a piangere tra le sue braccine secche! Ne ho già abbastanza di lei.


    "Scusatemi, continuo a non comprendere appieno il vostro atteggiamento, ma non sono certo io a dovervi dire di chi potete fidarvi o meno. Ricordate della prima volta che abbiamo parlato da sole? Mi avete, per così dire, ingannato" - ebbene si, carina, anche tu sei un diavoletto cattivo, che usa il prossimo per avere qualcosa in cambio - "per discorrere con me a quattr'occhi e mi avete indotto a raccontarvi di ciò che avevo fatto nel mio tempo libero. Ebbene, vi ho anche detto che ero convinta che qualcuno stesse facendo di tutto per togliere di mezzo la famiglia reale, la vostra famiglia, e che vi avrei aiutato in ogni modo.



    Purtroppo non sono riuscita a scoprire molto, ma non ho nemmeno potuto fare granchè da Solumquae."
    - eh si, ho combattuto per te e per le tue chiappette, tesoro, vedi di non dimenticarlo - "Continuerò a tenere gli occhi aperti, in ogni caso e spero che la prossima volta che parleremo ascolterò notizie più confortanti sul re. Vi auguro una buona notte e vi chiedo scusa per avervi disturbato."



    E' tardi, ho bisogno di riposare, mi aspettano delle giornate difficili qui alla torre. Aspetterò la risposta di Esperin e poi mi recherò in camera mia.


  9. #899
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali

    Esperin Raeghar


    Ero certa di suscitare sconcerto in Lady Feralys riguardo al mio rapporto con la Septa, ed infatti la sento rimuginare sulle mie parole ed intuisco, pur senza sentire chiaramente le sue parole, che non è d'accordo e che anzi nutre seri dubbi sulle mie convinzioni. Sono abituata a simili reazioni, a persone che giudicano semplicemente come ingenuo il mio atteggiamento, senza valutare realmente le motivazioni che mi spingono in una direzione piuttosto che in un'altra. Non è certo mia intenzione giustificare la Septa, né tantomeno convincere Lady Adamantia o chiunque altro a cambiare idea o a condividere il mio pensiero. Generazioni di Raeghar sono stati affidati a lei per essere educati, e ciò che ci ha trasmesso non sono solo nozioni teoriche ma anche vere e proprie tecniche di sopravvivenza, e questo non può essere contestato, ma ovviamente solo noi ne siamo a conoscenza. Mi limito quindi a restare in silenzio, fin quando non la sento aggiungere altro, in merito alla nostra prima chiacchierata.
    "Scusatemi, continuo a non comprendere appieno il vostro atteggiamento, ma non sono certo io a dovervi dire di chi potete fidarvi o meno. Ricordate della prima volta che abbiamo parlato da sole? Mi avete, per così dire, ingannato per discorrere con me a quattr'occhi e mi avete indotto a raccontarvi di ciò che avevo fatto nel mio tempo libero. Ebbene, vi ho anche detto che ero convinta che qualcuno stesse facendo di tutto per togliere di mezzo la famiglia reale, la vostra famiglia, e che vi avrei aiutato in ogni modo. Purtroppo non sono riuscita a scoprire molto, ma non ho nemmeno potuto fare granchè da Solumquae. Continuerò a tenere gli occhi aperti, in ogni caso e spero che la prossima volta che parleremo ascolterò notizie più confortanti sul re. Vi auguro una buona notte e vi chiedo scusa per avervi disturbato."



    Ripenso a quel giorno in cui la donna mi ha rivelato di aver parlato con Drako, e di come le sue parole mi hanno sconvolta, spingendomi al Valmorguli in cerca di spiegazioni. Ricordo anche la mia reazione davanti a lei: paura, angoscia, dolore, stupidità. In quel momento... cosa sono stata in grado di dire o di fare? Niente, se non piangere e scappare da lei e da quello che mi stava dicendo, senza poter approfondire a comprendere meglio la situazione. Così come ho agito davanti alle parole di Lantis sul veleno, il primo giorno qui alla Torre. In entrambi i casi sono stata infantile, stupida, egoista. Errore questo che ho giurato di non commettere mai più. Non scapperò più davanti a ciò che mi fa star male. Eppure, non capisco il suo tono, per quale motivo reputa scorretto il mio comportamento? Le ho chiesto di conversare privatamente con una scusa banale, certo, ma semplicemente perchè non volevo esternare pubblicamente i miei dubbi su quelle che mi sembravano le sue paure per la guerra in corso e per la situazione alla Torre. Evidentemente deve aver frainteso il mio comportamento, oppure cerca solo di appigliarsi a qualcosa dato che ha intuito la mia reticenza nei suoi confronti.
    <<Mi scuso con Voi, Lady Adamantia, se il mio atteggiamento quel giorno vi è sembrato ingannevole, non era mia intenzione. Vi ho chiamata in privato con una scusa per non esternare pubblicamente le mie preoccupazioni sul vostro stato emotivo, come vi avevo già spiegato. Mi sembravate molto scossa e turbata, come avete anche voi confermato poco fa, ed è stato semplicemente quello a spingermi a farlo, non di certo il desiderio di ingannarvi in qualche modo. Comunque sia, vi ringrazio per il vostro aiuto, e per il vostro contributo in battaglia che di certo non è passato inosservato, come tutto il resto...>> come le mezze verità, come l'aura in sala riunioni, come il chiedere ad un alleato di spiare un altro alleato <<...e continuerò a pregare notte e giorno gli Dei affinché mi concedano di poter comunicare a voi, e a tutti, liete novelle sullo stato di salute di mio Padre. Buonanotte anche a voi, Lady Feralys>>



    La donna esce dalla stanza, lasciandomi sola. Rimugino ancora qualche istante sulle sue parole, per poi accantonare la questione facendo un respiro profondo. Non ho l'energia sufficiente adesso per pensare anche a questo, per pensare ai dubbi su di lei. Mi immergo per qualche istante nel silenzio della biblioteca, lasciandomi trasportare dai mille ricordi che tale atmosfera, tanto simile a quella della biblioteca di Luna di Diamante, mi riporta alla mente. Adoravo quelle ore passate in biblioteca con mia Madre, anche se spesso quando i mille impegni le impedivano di accompagnarmi, mi nascondevo da sola tra quei grossi volumi in cerca di qualche storia d'amore su cui fantasticare. Le mie letture erano pressoché di quel genere, escludendo quelle più erudite che la Septa mi costringeva a studiare.
    Mi lascio scappare un sorriso, ripensando a quando lessi per la prima ed unica volta, per pura curiosità, le cronache de La Strega dell'Ovest a cui accennava lady Adamantia poco fa...

    Avevo circa sette anni, e girando per la biblioteca del Castello in cerca di qualcosa di interessante per occupare qualche ora del pomeriggio ero incappata in uno dei volumi della raccolta. Lo avevo preso tra le mani incerta, provando un certo timore. Il tomo era pesantissimo, molto più dei volumi che ero abituata a maneggiare, e sembrava molto antico nonostante fosse perfettamente conservato. Decisi che avrei dato solo una sbirciatina, così aprii il libro precisamente a metà e cominciai a leggere trattenendo il fiato...

    Citazione Originariamente Scritto da Le Cronache de La Strega dell'Ovest
    ....quando la Strega giunse a destinazione, non vi trovò il Mago ad attenderla.
    Ei era assai furbo: le aveva concesso un'indicazione fallace, così ch'ella non potè ottenere ciò a cui anelava. Il castello di vita ferveva, nobil famiglie d'antico casato v'erano presenti.
    Una festa vi si svolgeva in quel tenebroso crepuscolo, illuminato solo da pavide stelle, ma la terribile Strega non era in grado di vederle.
    Si narra ch'ella non fosse in grado di cogliere il Bello del Mondo, di tutto ciò che la sacra Saraswaty ha fatto dono all'humanitade intera.
    Quando la horribile fattucchiera si presentò al possente ingresso del castello, la notizia le venne data:
    <<Non troverai ivi il Mago Ushubum, poichè è in viaggio e non è dato sapere a quando il suo ritorno.>>
    Le Cronache riportano fedelmente et timorosamente ciò che fu raccontato di quella sanguinosa strage, e non è pria la volta in cui si narra dell'occhio cremisi della Strega implacabile, che quando adirata, ardeva di un fuoco vivo che le faceva sciogliere l'orbita, che pareva che li Draghi incarnati fossero in lei.
    Così accadde quella notte: la Sua rabbia fu incontenibile, le stelle tremarono di terrore, cercando riparo dietro la pallida Luna. Sbeffeggiata, imbrogliata, raggirata! Giammai!
    Ella non potè sopportare l'onta, e presto il piano malefico la sua mente deviata elaborò!
    Dalle fondamenta del castello sbucò l'ira della Dannata, sotto la forma di una tempesta di rovi: le remificazioni s'insidiarono tutte attraverso ogni porta, finestra o fenditura, ruppero la pietra seppur possente, distrussero ogni ostacolo sul loro empio cammino.
    Non una guardia, non un servo riuscì a sfuggirne, non una bestia ignara. Nessuno potette mai definirsi sopravvissuto.
    Ogni radice era come una mano rugosa e assassina, e stritolavano come carne da macello i malcapitati abitanti. Gli ospiti della festa giacevano tutti uccisi, ma felice non era la Strega dell'Ovest, che di vendetta aveva fame ancora.
    Con le sue stesse radici diaboliche squartò i corpi inermi, ne fece scempio con torture feroci che tanto furono gradite al malevolo Raiden e ogni testa, ogni spina dorsale, ogni arto, disposto fu nella sala grande dei ricevimenti.
    In una tomba fredda e grondante di sangue ella aveva trasformato il leggendario castello della famiglia Illidesmorth: con le viscere delle sue innocenti vittime aveva decorato gli interni del palazzo, con le parti di cadavere aveva formato sul pavimento la scritta "Benvenuti alla Festa!" et per tutta la notte restante aveva danzato su note che suonavan solo nella sua mente perversa, chè per cavaliere prese i resti della carneficina.
    Solo i corpicini bambini non vennero toccati, perchè Ella ne fece bottino prezioso e macabro per portarli via con sé: si dice che ne bevesse i succhi dello istomaco, che con i liquidi orbitali vi facesse un vino e che con le loro ossa si costruisse....
    <<BUH!>>
    Un brivido mi percorse la schiena, e chiusi di scatto il libro, spaventata da quella voce improvvisa e tanto familiare. Lasciai cadere il tomo a terra, voltandomi nella sua direzione con lo sguardo colpevole di chi si rende conto di aver fatto qualcosa di sbagliato, anche se sbagliato non era.
    <<Ahahahah, ma davvero occupate il vostro tempo con le cagate che sono scritte la sopra? Preferite qualche punizione di quelle elencate qui? Oppure muoverete ora le vostre belle gambette verso l'aula di lezione, prima che le usi io come gratta-schiena?>>
    Il cuore mi batteva a mille e nell'udire le sue parole scappai immediatamente fuori dalla stanza, diretta all'aula della lezione, senza voltarmi indietro e giurando di non aprire mai più quel libro terrificante.
    Sorrido nuovamente a quel ricordo, Dei che spavento...rimasi traumatizzata per tutto il giorno! Ma ora basta abbandonarmi ai ricordi, è fin troppo tardi. Decido di concentrarmi sulla lettera per Larieth, questa lunga giornata sembra non finire mai, e forse è meglio così ho ancora alcune faccende urgenti da sbrigare prima che si faccia giorno.
    Mi siedo allo scrittoio vicino la porta, e prendo tra le mani la lettera.



    Rileggo velocemente il contenuto, incerta su come risponderle. Prendo della carta, e butto giù le prime righe, per poi cancellarle immediatamente e strappare il foglio. Cosa posso dirle? Non so proprio come spiegarle che ormai per questa situazione non c'è più via d'uscita. Mi chiede di intercedere con Lantis, come se fosse solo lui l'artefice di questa guerra. Drako è stato chiaro durante il nostro incontro, sulla sua convinzione di voler portare avanti questa guerra. Forse Larieth non ha ben compreso ancora le sue motivazioni...dovrebbe parlargli, farsi spiegare come stanno le cose. Riprovo a scrivere, ma non trovo l'ispirazione. Ripenso a tutta la faccenda del matrimonio combinato, alle parole di Ryuk, al tradimento della Regina, al piacere che ho provato nel colpirla con la mia spada. Scuoto la testa, cercando di allontanare da me questi pensieri... devo tornare in me, tornare lucida. Chiudo gli occhi, facendo nuovamente un respiro profondo. Cerca di razionalizzare, Esperin.



    Torno ad osservare la lettera, e finalmente le parole cominciano ad uscire da sole, come un fiume in piena. Esterno a Larieth i miei dubbi circa la sua richiesta, le mie convinzioni sulla situazione che stiamo vivendo, e su Drako, e quello che ha rappresentato per me e per la mia famiglia. Finito di scrivere chiudo la missiva, recuperando anche i fogli scartati in modo da non lasciare nulla in giro, e li ripongo in tasca. Ormai è tardi, andrò domani a consegnarla ai Saggi. Ripongo anche la carta ed il calamaio, e copro con la mano uno sbadiglio, inizio ad avere sonno ma non posso ancora ritirarmi nelle mie stanze. Devo raggiungere la Septa per consegnarle la statuetta, ma prima voglio salutare Alinor sperando che non sia ancora andata a letto.
    Controllo di non aver lasciato nulla sullo scrittoio e mi dirigo verso le stanze della mia amica...



    *Estratto de Le Cronache de La Strega dell'Ovest gentilmente concesso da Maru e Mary

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Reali



    Vicent Dreth


    <<Evidentemente, non la verità>>, sentenzia freddo e poi continua, <<Mi ha detto che lo avete sorpreso insieme alla vostra fidanzata, e che, accecato dall'ira, l'avete trucidata>>. Il viso di Selene ed il suo splendido sorriso. Questa è l’immagine che si pone di fronte prima di essere offuscata da dolore, da morte, da sangue. Rimando indietro l’ennesimo conato di vomito insieme alle lacrime e con uno sforzo enorme cerco di risultare forte, duro, impassibile. La realtà? Sto morendo dentro… Serro entrambe le mani a pugno fino a sentire dolore: un masochismo il mio a fin di bene.



    Presto la sofferenza fisica rimpiazza quella psicologica e mi aiuta a riacquistare quel minimo di lucidità che mi è indispensabile per ragionare. Quell’inetto. Quel parassita ambulante. Se lo prendo… Con la sua spina dorsale mi ci faccio una cintura su cui appendere l’Hammer! Da vigliacco irresponsabile qual’è ha riferito ad Aiden la versione di comodo, ma Urthadar non ci è cascato, è troppo furbo, ed ha voluto appurarsi della veridicità di tali parole... E per fortuna il sottoscritto ha reagito esattamente come con Ulfric: rabbia, sofferenza ma soprattutto sincerità. Non mi sono macchiato di questo aberrante crimine, non ho colpa. Non sono io l’assassino e non devo giustificarmi. Aiden mi dà le spalle ed io finalmente calo la maschera di freddezza che ho posto finora…



    Mi mordo il labbro e punto lo sguardo verso terra.



    L’uomo prende così a narrarmi una vicenda molto intima: paragona Elen ad una sanguinaria e mi rivela che la matriarca degli Urthadar è stata uccisa da lei senza alcuna pietà. Mi volto d’istinto verso Aiden e noto che è distrutto, sta addirittura piangendo...



    Resto in silenzio: non l’ho mai visto così. <<Non fidarti di me è la cosa più saggia che hai fatto da quando siamo arrivati alla Torre. Siamo rivali, siamo stati nemici, ma, e che Raiden mi fulmini se sto mentendo, avrai il mio aiuto contro i due bastardi>>, esclama con sguardo sicuro, serio. Conoscendolo ho qualche remora... So che l'ipocrisia è un suo vizio. So che tenta sempre di ingannare gli altri. So che vive di menzogne, di finzione e di falsità. E’ una persona che si arrampica sugli specchi della presunzione e, che inevitabilmente, prima o poi, cadrà vittima del suo stesso inganno... Ora ad esempio sta probabilmente cercando di impietosirmi passando per il buono della situazione: peccato solo che lo conosca e so che non lo è mai stato... Ne mai lo sarà.


    Ma voglio comunque lasciargli il beneficio del dubbio: non so niente di questa Elen… Non posso giudicare.<<Se le Vostre parole sono vere, allora sono sinceramente rammaricato per il Vostro lutto, Sir Aiden…>>, il tono di voce è dispiaciuto: sono sincero, che il fatto sia vero o meno la madre l’ha comunque persa… Faccio un piccolo silenzio come segno di rispetto per la defunta.



    <<Mi duole però ricordarVi che non sono qui per faccende personali riguardanti la Vostra famiglia e preferirei che il discorso rimanesse concentrato sui nostri bastardi>>. Mi faccio più serio... <<So che non Vi sono simpatico, e che, probabilmente, la Vostra massima aspirazione consista nel togliermi la vita con le Vostre stesse mani e vedermi esalare il mio ultimo respiro... Purtroppo però è sorto un piccolo imprevisto che ha rovinato i Vostri meravigliosi piani: la guerra>>. Gli do le spalle incurante della sua reazione. <<Ora, possiamo continuare a girare intorno alla questione e raccontarci storielle strappalacrime buone solo ad abbordare ingenue fanciulle dal cuore troppo tenero… Oppure essere realisti. Io potrei accettare il Vostro aiuto, ma Vi ricordo che non avete a che fare con uno sprovveduto. Vi terrò d’occhio esattamente come stavo già facendo…>>, un lieve sorriso di sbieco in modo che possa vederlo e poi continuo, <<E se vedrò da parte Vostra anche un minimo segno di tentennamento allora considerate come conclusa qualsiasi tipo di alleanza e tregua che sta per nascere questa notte. Andrò avanti per la mia strada, con o senza di Voi…>>. Perché Dahmer io lo voglio morto…Ad ogni costo. Mi volto verso di lui guardandolo fisso negli occhi, <<Da parte mia vi è la volontà di accantonare, momentaneamente, i dissapori tra le nostre casate... Ma, nonostante mi costi ammetterlo, avrò bisogno del vostro aiuto per imparare a tenere a freno la mia impulsività>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 13th April 2015 alle 01:13



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