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  1. #1021
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Mi stiracchio la schiena indolenzita tenendo gli occhi fissi sulla statua e dopo essermi infilato i pantaloni sorrido soddisfatto ma soprattutto sereno. Sono vivo ed è questo ciò che conta. Andreus ha avuto ragione nel dirmi quelle cose perché anche se abbiamo perso noi ci siamo fatti valere al Sinelux e la nostra pellaccia in qualche modo l’abbiamo riportata. Ora, almeno per me, è solo questione di allenamento ed un giorno, non molto lontano, quando sarò più forte avrò la mia vendetta contro Astor! E… Targaryus… Beh... Prima o poi quel famoso calcio nel sedere glielo darò. Può contarci. <<Possiamo sforzarci di andare d'accordo a quanto pare>>, lancio un’occhiata smaliziata a Daphne ed onde evitare un torcicollo alla fine di questa giornata la sollevo di peso cingendola a me con un braccio, stando attento a non farle male, e ricambio il suo bacio con la stessa foga.






    Tengo però le mani apposto, perché non ci tengo a riprovare quella maledetta panca: è scomodissima. Quasi ci resto male nel momento in cui le sue labbra si staccano dalle mie… <<Vado in camera mia, se vuoi raggiungimi>>, mi dice scivolando via da me.



    <<Nhm. Il tempo di un bagno…>>, le rispondo prima che lasci la stanza. Quando sono ormai da solo butto un’ultima occhiata alla statua e sbadigliando rumorosamente mi incammino verso la mia camera, aprendo la porta. <<Hey…>>, saluto Andreus, con un mezzo sorriso, cercando però di non rompergli troppo le scatole… <<Sloggio subito, tranquillo, mi do solo una lavata al volo>>, urlo dal bagno mentre apro l’acqua e tra un saltello e l’altro mi libero dei vestiti. Uscito dalla vasca indosso giusto un paio di pantaloni bianchi e gli stivali dell’uniforme ma qui lo sguardo mi finisce su un cumulo fin troppo alto di panni sporchi. Chissà che fine hanno fatto i miei. Mi sembra di averli lasciati nelle catacombe e poi... Boh… Saranno diventati cibo per ratti ormai. <<Dato che io ho cucinato…>>, spunto fuori dalla stanza ghignando beffardo ed aprendo la porta aggiungo, <<Lo sai che tocca a te il bucato, vero?>>. Non aspetto nemmeno una risposta che chiudo la porta alle mie spalle e me ne vado direttamente da Daphne. Busserò leggermente per farle capire che sono io e senza aspettare una risposta entrerò in stanza, mi siederò sul letto accanto a lei e mi sfilerò gli stivali. A questo punto cercherò di prenderle i piedi e di farglieli poggiare sulle mie ginocchia con l’intento di farle un bel massaggio che poi, lentamente, facendola voltare, si estenderà fino alla sua schiena. Non voglio fare nulla, sono stremato... <<Posso restare…?>>, le chiederò in un sussurro mentre cercherò di sistemarmi di fianco a lei in modo che la sua schiena aderisca contro il mio torace e da questa posizione continuerò ad accarezzarla fino a quando non si addormenterà.





    Comunque sia se alla mia domanda mi dirà di sì allora dormirò con lei, se invece mi dirà di no me ne andrò senza replicare.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 19th September 2015 alle 17:15



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  2. #1022
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Shayla mi segue all’interno della sala comune dove tra qualche ora ci sarà la riunione e dove dovrò parlare di cosa mi è successo e del perché sono tornato in quelle condizioni. Mi ci vorrà una dormita prima di affrontare tutto questo. Questa nottata insonne non la dimenticherò tanto facilmente, nemmeno se dovessi scolarmi tutte le cantine del regno. «Non mi piace girare intorno alle cose quindi te lo chiederò direttamente.» mi siedo alla mia solita sedia al capotavola e la osservo mentre la sua domanda a bruciapelo mi arriva addosso come una doccia gelata «era lei quella donna?» so di cosa sta parlando. Quella notte, quella maledettissima notte di poco più di un anno fa. Se solo fossi stato meno stupido. Adesso non mi troverei in questi casini. Quella notte persi la testa, il suo volto mi apparve sovrapponendosi a quello di Shayla e tutta la rabbia si tramutò in un miscuglio di tristezza e delusione verso quella donna, Lumen. «Non mi importa della tua vita sentimentale né di chi ti porti a letto, ma devo sapere se posso fidarmi di te come mio leader.» alzo lo sguardo dopo aver posato le mani sul tavolo «qual è la verità Efrem?» termina infine osservandomi seria, decisa. Prendo fiato ricacciando indietro i ricordi e prendo a parlare calmo, pacato. «Era lei, sì.» dico accompagnando con un breve cenno della testa la mia affermazione «Lumen era la donna che amavo all’epoca, la amavo con tutto me stesso, avevo giurato di proteggerla e sarei andato contro l’intero regno pur di averla al mio fianco… ma a quanto pare per lei non era la stessa cosa…» la guardo negli occhi «visto che l’ho scoperta a fare la cagna con quell’essere rivoltante di suo cugino.» sollevo un labbro in un sorriso stentato, non provo più alcunché per quella donna, in me non vi è più nulla per lei, se non il ribrezzo e l’odio per quel casato. «Lumen è, e sarà sempre una puttana da marciapiede, uno scarto di questo mondo proprio come il resto della sua famiglia, ed è anche per questo che merita una morte atroce.» stringo i pugni sul tavolo ripensando al ghigno di Ryuk, il viso da gargoyle di suo padre, Lord cagadiamanti e di Lumen. Quella maschera che ostentava con me è caduta anni fa, e ora mostra il viso ripugnante della bestia immonda che in realtà è. «Mi chiedi se puoi fidarti di me? Non ti avrei invitata tra le mie fila se non fosse stato così, non ti avrei dato un riparo ora che sei ricercata per tutto il regno… mi conosci Shayla, sai bene che non gioco in questo modo!» mi rilasso posando la schiena sulla sedia e scruto il suo volto cercando anche la più piccola reazione «la vera domanda è… io posso fidarmi di te, Shayla? Cosa vuoi da questa guerra? A parte un modo per salvarti il culo, ovvio.» mi piego appena in avanti posando il mento sui dorsi delle mani «non sei mai stata una codarda, che cosa vuoi realmente?»

  3. #1023
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Mi manca il cuscino di casa mia. Ogni tanto ho questi moti di nostalgia legati a delle sciocchezze, mi sento in colpa probabilmente, perchè nonostante mio Padre sia un orso, ha sempre agito cercando di trovare il meglio per me, anche se ha sbagliato spesse volte, finendo per dare per scontate molte cose.



    E' un uomo leale, più che legale, mette al di sopra di tutto il legame che instaura con i vari rappresentanti delle casate, non tanto per politica, spesse volte è solo amicizia, finendo per glissare su quello che pensano i propri familiari, perchè convinto di agire nel bene, un bene che solo lui conosce, un bene che è legge e che noi dobbiamo seguire ciecamente.



    E' così che i miei fratelli hanno dovuto indossare l'armatura appena superata la pubertà, nonostante le aspirazioni di Kol fossero ben altre, Kaleb invece ne è sempre stato entusiasta, lui più di ogni altro lo apprezza, ma sopratutto capisce papà e lo ha difeso svariate volte. Mi sento in colpa, perchè da quella volta non ho più parlato con lui, nè con mia madre, che poverella... ha solo la pecca di essere troppo accondiscendente nei riguardi di un uomo che ama.



    Il loro è stato un matrimonio combinato, ma fortunatamente felice, Kol ha preteso di convolare a nozze con una ragazza di una casata cadetta, ma quando gli è stato negato ha pensato bene di regalarmi una nipote, così mio Padre non ha potuto negargli ciò che desiderava, sono convinta che, nonostante le apparenze, sia stato felice della scelta di Kol, con la scusa di onorare la donna alla quale ha rubato la virtù, si è nascosto dietro il dovere di una scelta obbligata. Sento bussare alla porta, ridestandomi dai pensieri, e vedo la figura di Markus avanzare in silenzio, fasciato da pantaloni bianchi. Si libera dagli stivali e dopo essersi accomodato di fianco inizia a massaggiarmi i piedi. Non dico nulla, lascio che continui nel suo lavoro, anche perchè riesce a rilassarmi, così come quando arriva alla schiena.



    Penso alle ultime ore: Efrem ed il suo bacio, Andreus, Shayla, Luynda e Markus, che stranamente tra tutti è l'unico che mi ha fatta star bene, quando non si comporta da stronzo patentato è piacevole tenerlo accanto. <<Posso restare…?>>



    Lascio che scivoli accanto a me, mentre porta il petto contro la schiena e continua ad accarezzarmi, devo fargli proprio pena... non gli rispondo, ma porto una mano sul suo braccio e lo tiro a me, per farmi avvolgere e dormire in questo modo, sono stanca...

  4. #1024
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    E' Pomeriggio

  5. #1025
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    A interrompere la quiete della stanza è Markus che sguscia dentro la stanza salutandomi. Gli rivolgo un sorriso di rimando


    e noto che il ragazzo ha una certa fretta quando mi dice «sloggio subito, tranquillo, mi do solo una lavata al volo» non gli rispondo e mi limito a tirare su il naso fingendomi uno di quei lord snob e pomposi che staranno sicuramente ora alla torre e muovo appena la mano come per scacciarlo. Passano solo pochi minuti prima che il ragazzo possa di nuovo uscire dal bagno così ne approfitto per nascondere il sonaglio sotto il mio cuscino. Non voglio che lo veda… non sono pronto a scherzi su questo frangente.


    Sobbalzo quando sento la sua voce «dato che io ho cucinato…»
    mi volto appena per vedere un ghigno che non mi piace per niente stampato sul suo volto. Non lo dire. Markus, non ci prov… «lo sai che tocca a te il bucato, vero?» … are. STRONZONE! Non gli rispondo ma lascio che sia il mio dito medio a parlare per me.


    Spero proprio per lui che non rientri altrimenti gli farò vedere tutta la gentilezza della Terra delle Sirene… in faccia. A dita chiuse. Senza complimenti. No. Calma Andreus, tutta questa violenza non ti appartiene. Hai solo bisogno di risposare un po’. Respiro un paio di volte inspirando profondamente e imponendomi di rilassare i nervi tesi. «Diamo una pulita a questo posto.» dico saltando giù dal letto e raccogliendo i miei vecchi abiti. Li ammucchio tutti insieme alle vecchie lenzuola e dopo averli arrotolati facendo attenzione a non farci finire dentro il sonaglio, porto tutto in bagno dove li metto nella vasca. «Potrebbe anche collaborare!» dico raccogliendo con un pezzo del lenzuolo le mutande MIE di Markus e lanciandole nel mucchio nella vasca. Raccatto anche il resto degli abiti trasformati in una montagnola vicino alla porta e li ammucchio tutti nello stesso posto. Comincio quindi a riempire il recipiente con l’acqua e buttandoci dentro una intera saponetta prima di cominciare a strofinare tutti gli indumenti. Dopo circa una mezz’ora, tutti gli abiti sono puliti e le mie mani sono totalmente distrutte per la fatica. Prendo una corda e la lego un paio di volte attorno a due chiodi sporgenti sopra la vasca e sopra vi appendo gli abiti bagnati in modo che l’acqua cada dentro di essa e non in giro. Sbadiglio rumorosamente sistemando l’ultima mia maglietta sulla corda. Guardo il lavoro che ho appena terminato e un sorriso mi scappa spontaneo. Posso davvero occuparmi di una casa da solo, ormai. Dubito che Efrem sappia fare qualcosa di diverso dal cucinare… o spaccare legna. Scuoto il capo sogghignando mentre scaccio dalla testa l’immagine e torno a letto dopo aver messo delle lenzuola pulite.


    Il tempo di posare il capo che… ZzZzZzZzZz «Mamma…»

  6. #1026
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    «Era lei, sì.» mi risponde Efrem, e resto quasi stranita per questa sua risposta affermativa. Forse mi aspettavo che mi dicesse che mi sono sbagliata, o che non sono affari miei, ed invece conferma i miei sospetti quasi con rassegnazione



    «Lumen era la donna che amavo all’epoca, la amavo con tutto me stesso, avevo giurato di proteggerla e sarei andato contro l’intero regno pur di averla al mio fianco… ma a quanto pare per lei non era la stessa cosa…visto che l’ho scoperta a fare la cagna con quell’essere rivoltante di suo cugino. Lumen è, e sarà sempre una puttana da marciapiede, uno scarto di questo mondo proprio come il resto della sua famiglia, ed è anche per questo che merita una morte atroce.» mi dice ancora, con una sincerità che mi appare disarmante, non l'ho mai visto così schietto, e così calmo nel parlare di qualcosa di così personale.



    Che si stia dando una calmata? Dunque era innamorato di Lumen, prima che scoprisse la sua vera natura... forse quegli ubriaconi al bordello non avevano tutti i torti su quella donna. Ma la sua ultima frase mi lascia perplessa...l'ha trovata a letto con suo cugino, e la regina ha solo un cugino: Ryuk. Ora torna tutto, anche quell'odio che avevo letto nei suoi occhi quando aveva incrociato Ryuk fuori dalla mia stanza. Dunque era per questo? Per una donna? "Quindi... il tuo odio per Ryuk Leithien nasce da questo?" gli chiedo, incalzando le sue parole.



    Lo vedo poi portarsi le mani a sorreggere il viso, prima di continuare a parlarmi «Mi chiedi se puoi fidarti di me? Non ti avrei invitata tra le mie fila se non fosse stato così, non ti avrei dato un riparo ora che sei ricercata per tutto il regno… mi conosci Shayla, sai bene che non gioco in questo modo! La vera domanda è… io posso fidarmi di te, Shayla? Cosa vuoi da questa guerra? A parte un modo per salvarti il culo, ovvio. Non sei mai stata una codarda, che cosa vuoi realmente?» lo guardo per un istante, notando che è più rilassato rispetto a prima, sicuramente l'argomento Lumen è per lui molto pesante da affrontare. Decido di rispondere alla sua domanda, dopo aver fatto mente locale "So che non giochi, so che sei sempre stato molto determinato, qualità che ti dico sinceramente...non mi sembra di aver visto da quando sono qui. Ho visto un uomo irascibile, nervoso, frustato... preso dai suoi problemi più che dalla causa che condividi con noi. Anche ieri...sei uscito senza dirci nulla, tornando mezzo morto. Se ti avessero ammazzato cosa ne sarebbe stato di noi? Non hai pensato alle conseguenze del tuo gesto vero? Si può sapere chi ti ha ridotto in quello stato?" cerco di calmarmi, moderando il tono della voce, prima di continuare



    "Ti ho seguito quella notte perchè non sapevo dove andare, volevo esclusivamente salvarmi il culo, non ho problemi ad ammetterlo e non ne temo le conseguenze. Condividevo le tue idee, le tue intenzioni... ma non ero certa di voler morire per la tua causa. Ma... ora dopo ora, vedendo la dedizione di alcuni dei tuoi alleati, ho capito che è necessario anche il mio contributo e sono disposta a darlo, quando vedrò che la tua testa è qui con noi"


  7. #1027
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Mi rigiro nel letto stringendo a me il cuscino mentre borbotto alcune parole sconnesse «mamma… storia… bottigliette…» sento un filo scivolarmi dalle labbra e cadere sul cuscino mentre continuo a biascicare con la bocca aperta…

    ---

    «Mamma, raccontami ancora quella storia sulle bottigliette!»



    dissi strattonando la gonna di mamma, ero piccolo, poco meno di quattro anni quando me la raccontò per la prima volta. Lei mi guardò pulendomi con il grembiule un po' di sabbia che mi era finita in faccia. «Ma non è la sesta volta che la senti?» il suo sorriso pareva brillare alla luce delle fiaccole che albergavano sui piccoli casolari dei pescatori. Misi il broncio strattonando ancora una volta quella gonna azzurra «me la sono dimenticata!» dissi con gli occhi lucidi. La donna mi raccolse da terra ponendomi sulla sua spalla e entrambi guardammo il mare



    mentre le onde, lievi si infrangevano sugli scogli e sul bagnasciuga, «e va bene... ma dopo si va casa, d'accordo? Non vorrai che papà si preoccupi...»



    scossi la testa sorridendo, papà ci aveva accompagnato sulla spiaggia e poco dopo se n'era tornato in casa a controllare le sue carte da adulto. Mamma si girò a guardarmi poi indicò due piccole isole rocciose, molto vicine tra loro quasi strette in un abbraccio «vedi quei due isolotti?»



    mi mossi appena per farle capire che le avevo notate, non un suono usciva dalla mia bocca quando lei raccontava quella storia, mi sorrise e cominciò a raccontare «si dice che i piccoli scogli rocciosi e sparsi lungo tutto l'arcipelago siano in realtà gli spiriti dei marinai che hanno abbandonato questi mari per navigare nelle chiare acque eterne dei Siamesi...» disse con lo sguardo che si perdeva verso l'orizzonte. «Quindi anche il nonno sta navigando di nuovo?» chiesi incuriosito.



    Lei rise, una risata limpida, melodiosa «esatto...» disse e riprese il suo racconto...

    *Parte 1 di 3*

  8. #1028
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Osservo la reazione di Shayla mentre parlo e volutamente lascio cadere la sua domanda sull’odio per Ryuk… di questo non me la sento di parlare. La guardo in silenzio ascoltando le sue parole «so che non giochi, so che sei sempre stato molto determinato, qualità che ti dico sinceramente...non mi sembra di aver visto da quando sono qui. Ho visto un uomo irascibile, nervoso, frustato... preso dai suoi problemi più che dalla causa che condividi con noi. Anche ieri...sei uscito senza dirci nulla, tornando mezzo morto. Se ti avessero ammazzato cosa ne sarebbe stato di noi? Non hai pensato alle conseguenze del tuo gesto vero? Si può sapere chi ti ha ridotto in quello stato?» la guardo in silenzio cercando di elaborare la mia risposta, la ragazza pare calmarsi e io faccio lo stesso rilassando i muscoli sullo schienale mentre l’ascolto «ti ho seguito quella notte perché non sapevo dove andare, volevo esclusivamente salvarmi il culo, non ho problemi ad ammetterlo e non ne temo le conseguenze. Condividevo le tue idee, le tue intenzioni... ma non ero certa di voler morire per la tua causa. Ma... ora dopo ora, vedendo la dedizione di alcuni dei tuoi alleati, ho capito che è necessario anche il mio contributo e sono disposta a darlo, quando vedrò che la tua testa è qui con noi» respiro profondamente raccogliendo le parole per risponderle «sto cercando di diventare un leader migliore, mi rendo perfettamente conto di essermi comportato da vero despota ultimamente e so che le scuse servirebbero a poco e niente, perciò sto cercando di migliorare la situazione anche per evitare… disguidi di ogni sorta.» prendo a guardarla fisso incatenando i miei occhi nei suoi. «Di quello che mi è successo alla gamba e dove sono stato stanotte, ne parleremo appena ci saremo tutti, sai che non amo ripetermi quando parlo.» sollevo un labbro rivolgendole un sorriso più che eloquente «per il resto, mi fa sinceramente piacere che tu voglia finalmente dare il tuo contributo all’interno della squadra, c’è bisogno di unione se vogliamo vincere questa guerra…»

  9. #1029
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Apro le labbra in un leggero sorriso e sospiro rilassato osservando Daphne che, credo, stia ancora dormendo profondamente a giudicare dal suo respiro. E’ stata dolce con me oggi, volontà di togliermi i poteri a parte, mi ha fatto sentire benvoluto ed era una sensazione che ormai non provavo più da un mese a questa parte. Scuse, ecco cos’erano le mie, bugie che raccontavo a me stesso rifugiandomi nell’alcol o nel fumo piuttosto che affrontare la realtà dei fatti. Sono orfano… E allora? Una famiglia su tre è finita con il morire a causa di persone come Astor o Lantis, non sono dunque né il primo né l’ultimo ad aver perso qualcosa… Devo reagire e darmi da fare. Lentamente sfilo il braccio da Daphne e dopo averle dato un’ultima carezza alla testa, appena percettibile, afferro i miei stivali e silenziosamente lascio la stanza stando molto attento a non svegliarla. Era stanchissima meglio farla riposare. Infilo nuovamente gli stivali ed annoiato mi aggiro per i cunicoli del covo che sembrano più silenziosi del solito… Probabilmente dormono tutti? Mortorio. Decido di andare in cucina e di perdere un po’ di tempo per preparare qualcosa di più sostanzioso di una semplice frittata, arrivato in stanza però noto che c’è la bionda ancora imbambolata a fissare il vuoto.



    <<Yuhuuu c'è nessuuuuuuno? Terra chiama Medea!>>, dico schioccandole le dita in faccia e cercando una sua reazione.



    Poi facendo spallucce la ignoro e prendo un bel ceppo di legna faccio per respirarvi il mio… Perché non sento nulla? <<Ah, già>>, esclamo picchiettandomi sulla testa il ceppo: niente poteri! Me ne ero completamente dimenticato... Beh… Allora accenderò il fuoco come i comuni mortali! Vediamo... Prendo due pietre focaie, riempio la stufetta di legna lasciandovi al centro uno sfiatatoio per l’aria e mettendovi su un po’ di paglia comincio a sfregare le due pietre l'una contro l'altra.<<ACCIDENTACCIO! Sommi Nithia e Talikla… Non credevo fosse così difficile!>>, sbotto innervosito quando mi schiaccio per sbaglio un dito. Ma non demordo e, finalmente, dopo non so quanti tentativi il fuoco si accende facendomi apparire in volto un sorriso. Incurante della bionda prendo tutti gli ingredienti che mi servono per la cena perché il mio intento è quello di preparare anatra alla cacciatora e zucchine grigliate.





    Inizierò dalla prima perché ci vorrà più tempo…

    Ultima modifica di Damnedgirl; 19th September 2015 alle 17:20



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  10. #1030
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Sono ancora in dormiveglia quando Markus sfila il proprio braccio dalla presa e si alza dal letto. Lo lascio fare, senza dir nulla, restando ferma al mio posto come se fossi persa in un sonno profondo. La realtà è che ho la mente affollata da ricordi ed immagini, non riesco a fare a meno che pensare alla mia vita, è un totale disastro... se quella volta, sei anni fa, fosse andata diversamente, ora sarebbe tutto diverso, non saprei dire se meglio o peggio, ma diverso...

    “Ma padre…” lo guardavo dal basso verso l’alto, Lord Eddad è sempre stato un uomo alto e possente, nonostante lo sguardo buono e fiero, riesce sempre ad incutere un certo timore reverenziale ed io ho sempre avvertito un nodo alla gola, nello schierarmi apertamente contro le sue decisioni.



    “Niente da fare Daphne!” Aveva gli occhi puntati su di me, il pugno chiuso e sembrava teso come una corda di violino, ebbi il timore di vedermi piombare uno dei suoi fulmini sulla testa da un momento all’altro, ma era una paura infondata, mio Padre non è un violento, non lo è mai stato con la propria famiglia, specialmente con me.



    “Se pensi che questi anni al Castello ti abbiano impartito i modi più adeguati a qualcuno del tuo rango, è il momento che tu onori i Baratheon unendoti in matrimonio ad un casato affiliato.” In realtà non mi sentivo affatto preparata, i primi anni al castello erano stati persino piacevoli, ma con l’arrivo di Lumen, il tutto era degenerato e mi recai al Palazzo dell’Altura, inventandomi una bugia, pur di lasciare la Luna di Diamante. E poi… e poi c’era già Efrem, ma all’epoca non ero ancora totalmente andata per lui, solo… in buona parte.
    “Ma ho solo sedici anni, non posso già sposarmi” Avevo la tremenda voglia di starmene a casa mia, stare con i miei fratelli, giocare con Kaleb e con Kol, mi mancavano tremendamente ed avevo pochissimo tempo da dedicare loro, il primo pensava di più alla fidanzata, come giusto fosse, ed il secondo all’esercito, ma trovavamo sempre quei pochi minuti rubati da trascorrere insieme.



    “Ho già preso accordi per il tuo matrimonio, domani conoscerai il tuo promesso. Questo è tutto” Mi lasciò nella grande sala a fissare nel vuoto, aveva già deciso tutto, aveva già concordato il mio futuro con chissà quale Lord spocchioso e viscido, non volevo sposarmi, ma non volevo neanche tornare al Castello, avrei atteso il giorno seguente, avrei visto il mio promesso negli occhi e solo allora avrei deciso per il male minore. Quel giorno avevo deciso di presentarmi come avrei dovuto, senza modi rozzi, senza i capelli spettinati, senza l’andatura maschile alla quale mi lasciavo andare senza pensarci troppo. Indossai un abito che mi fasciava il corpo, nonostante la giovane età, avevo già una fisionomia abbastanza adulta, mi davano sempre qualche anno in più rispetto a quelli reali. La lunga chioma era libera, ma ordinata, i capelli neri e lucenti che facevano risaltare ancor più il viola ed il verde degl’occhi, mio Padre mi guardò come fossi la sua Dea, non lo avevo mai visto così fiero di me e per un momento fui così felice da annullare tutto il resto.



    Mia madre non si unì a noi, quella notte aveva avuto un malore, nulla di serio fortunatamente, ma i guaritori le imposero di riposare e non potevamo di certo rimandare il nostro incontro formale. Mio Padre avanzò con la schiena eretta e lo sguardo alto per il lungo corridoio del Castello, io ero al suo fianco, rassicurata dalla sua presenza, seppur non vedessi l’ora di andarmene da quel posto.



    Un servo ci fermò sull’uscio di una imponente porta, la varcò prima di noi e ci annunciò ai presenti “Lord Eddad Baratheon dalle Alture del Fulmine e sua figlia Daphne, Lord Urthadar”

    *Flash 1 di 4 concordato con Pey

 

 

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