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  1. #1031
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Efrem non risponde alla mia domanda su Ryuk, questo potrebbe significare tanto o forse niente, non riesco a darmi una risposta, ma torno a concentrarmi sulle sue parole quando riprende a parlarmi



    «sto cercando di diventare un leader migliore, mi rendo perfettamente conto di essermi comportato da vero despota ultimamente e so che le scuse servirebbero a poco e niente, perciò sto cercando di migliorare la situazione anche per evitare… disguidi di ogni sorta.» mi dice calmo, prima di fissarmi negli occhi riprendendo il suo discorso.



    Sembra diverso, forse ha davvero preso coscienza di aver snobbato finora i suoi alleati ed ora ha capito che è necessario cambiare strada. Non mi sento di giudicarlo, sono la prima ad aver snobbato tutti e non sono neanche certa di non voler continuare a farlo, ma lui riveste un ruolo ben diverso dal mio.



    «Di quello che mi è successo alla gamba e dove sono stato stanotte, ne parleremo appena ci saremo tutti, sai che non amo ripetermi quando parlo.» aggiunge con un sorriso eloquente, e di rimando mi limito ad annuire, so bene che non otterrei altro insistendo, sono però molto preoccupata per quello che è successo. «Per il resto, mi fa sinceramente piacere che tu voglia finalmente dare il tuo contributo all’interno della squadra, c’è bisogno di unione se vogliamo vincere questa guerra…» continuo ad osservarlo prima di rispondergli molto sinteticamente "Bene... allora a aspetterò la riunione" non mi dilungo ulteriormente, non mi piace farlo e lui mi conosce abbastanza da capirlo.



    Mi alzo, intenzionata a lasciare la stanza, per poi voltarmi ed aggiungere "Mi... fa piacere che ti sei ripreso" dico, un pò dubbiosa. Perchè l'ho detto? Perchè ci serve vivo, perchè mi conviene, sicuramente... o forse perchè era divertente quando aveva testa di esserlo. Senza aspettare una risposta mi volto ed esco dalla stanza.


  2. #1032
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Mi giro dall'altro lato, le lenzuola sono ancora calde per via di quel bestione di Markus, ma cerco ancora di riposare

    L’aria che si respirava in quel luogo era asfissiante, sebbene le stanze fossero ampie ed ariose, vi erano della ampie vetrate che si affacciavano sui monti limitrofi, il cielo era plumbeo e delle saette tagliavano le nuvole con un ritmo quasi cadenzato. Mi persi ad osservare quello spettacolo, ad Est erano rari temporali di quella portata, ma il fulmine mi è affine e niente mi rilassa di più che osservare tale potenza della natura.



    “Daphne” sentii la voce di una donna, mentre reclamava la mia attenzione, mi voltai verso di lei ed immediatamente un brivido freddo mi percorse la schiena, era bella e regale, alta e dallo sguardo severo, mi avvicinai istintivamente di un passo verso mio padre, non volevo di certo nascondermi, ma almeno attenuare quel forte senso di soggezione nei confronti della donna.



    Feci un mezzo inchino come saluto formale e respirai profondamente prima di ricompormi e parlare “Lady Elissa, è un onore conoscervi” Sorrise di conseguenza per pura formalità, ma non accennò ad alcun inchino, rimase eretta con le mani giunte ad incrociare nuovamente il mio sguardo “Mio marito, Lord Parsival…” un uomo alto e possente avanzò nella mia direzione, aveva già salutato mio padre con una stretta di mano, il suo sguardo era penetrante e tagliente, ma, a differenza della moglie, non avvertii alcun fastidio in sua presenza



    “… ed il nostro unico figlio, Aiden” spostai lo sguardo dall’uomo a quello di un giovane decisamente somigliante al padre, ma con lo stesso modo di osservare della madre. Aveva le spalle larghe, alto ed era ben messo, slanciato e con un fisico che gli abiti regali non riuscivano a celare del tutto. Nonostante non mi sentissi a mio agio, ebbi un fremito quando prese la mia mano e si chinò in un saluto, un sussulto, quasi una scarica al contatto tra i nostri palmi, ero decisamente affascinata ed incuriosita, quell’incontro stava prendendo una piega che iniziava a non dispiacermi.



    Ci sedemmo al tavolo imbandito, Aiden sedeva alla sinistra di Parsival, il quale dal capotavola puntava dritto mio Padre, ma lo stesso si stava intrattenendo da tempo in vari discorsi che si alternavano da un fatto ad un altro, che non ricordo neanche, con Lady Eissa alla destra di suo marito, nonostante non fosse lei al capotavola, ebbi la netta impressione che fosse proprio la donna a detenere il potere in quel Castello. Dal canto mio alla sinistra di mio Padre mi soffermai sulle figure dei due uomini, si lanciavano sguardi veloci senza proferire parola, ma quando Aiden si accorse di me, sollevo un calice in mia direzione, ostentando un sorriso e non so ancora spiegarmene il motivo, ma il modo che ebbe di assaporare quel liquido ambrato, mi fece trasalire e distolsi lo sguardo istintivamente.

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  3. #1033
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Dopo aver pulito l’anatra la passo sulla fiamma viva bruciando eventuali residui di piume. Poi la sciacquo rapidamente, ignorandone l’olezzo, e posandola su un bancone la divido in tocchetti di media grandezza.



    Una volta pronto, verso i bocconcini di carne in un tegame largo e dai bordi alti e li metto a cuocere ricordando di rigirarli continuamente per farli colorire in maniera uniforme.



    Quando la carne è ben dorata, sfumo versando un bicchiere di vino (bianco, ed è stata una faticaccia trovarlo!) ed aggiungo una foglia di alloro per far insaporire; copro poi il tegame con un coperchio e lascio cuocere a fuoco lento occupandomi del resto: carote pelate e tagliate a rondelle, cipollotti e coste di sedano ridotti a dadini e funghi freschi. Attenderò una decina di minuti circa per lasciar ammorbidire la carne così da aggiungere i vari sapori al tegame,



    poi poggiandomi con il fondo schiena sul bordo del tavolo aspetterò un’altra ventina di minuti ricordandomi di girare ogni tanto e giocherellando con un mestolo freddo tengo lo sguardo fisso sulla bionda...



    Quasi quasi potrei giocare al tiro a segno... Tanto sembra incantata.

    Ultima modifica di Damnedgirl; 19th September 2015 alle 17:23



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  4. #1034
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Decido di mettermi a sedere, credo proprio che per oggi non se ne parli di dormire...

    La serata trascorse in maniera tranquilla, Parsival parlò poche volte, per lo più si limitò a qualche frase sintetica o a cenni del capo in assenso alle parole di lady Elissa, lei aveva dedicato più tempo a conversare con mio padre, quasi come fossero soli al grande tavolo che si svuotava sempre più dalle pietanze prelibate. Dal canto mio cercai di evitare gli sguardi continui di Aiden, mi sentivo tremendamente in imbarazzo, ogni volta che voltavo gli occhi verso di lui, incrociavo i suoi, sempre con quel sorriso accennato, sorriso che scompariva dal momento in cui sua madre prendeva la parola.



    “L’ora è tarda, Lord Eddad, ho fatto preparare delle stanze per Voi e Vostra figlia, nel caso decidiate di pernottare qui, lo spettacolo dei fulmini perenni concilia il sonno, per chi vi è affine come noi. Non trovi, Daphne?” Mi girai di soprassalto sentendo il mio nome, cosciente di sembrare una stupida, ma cercai di ricompormi e di rispondere con naturalezza “E’ la prima cosa che ho pensato, venendo qui” rimasi qualche secondo in silenzio, prima di alzarmi e congedarmi “Vado a prendere un po’ di aria e… a contemplare il panorama, con permesso” Avanzai dritto per il corridoio uscendo dalla stanza ed entrai nella prima sala che mi trovai avanti, le vetrate ampie offrivano lo spettacolo delle saette che s’infrangevano sulle alte montagne, fino a discendere verso la pianura, i forti boati non m’intimorivano, anzi… sarei rimasta ore ed ore ad ascoltare quel potente rimbombo. Uscii sulla terrazza e mi poggiai alla colonna, sporgendomi quel che bastava per avere una visuale più ampia dello spettacolo al quale stavo assistendo, inspirai profondamente ed avvertii un certo senso di calma sopraggiungere pian piano, decisi allora di chiudere per un po’ gli occhi e di estraniarmi da ogni pensiero almeno per un po’.



    “A volte resto per ore nello stesso punto” una voce alle mie spalle mi fece voltare di scatto, i miei occhi si posarono su Aiden, mi stava fissando insistentemente, prima di posizionarsi accanto a me e rivolgere lo sguardo verso le montagne, cosa che feci anche io per evitare i suoi occhi.



    “E’ rilassante, non trovate?” “Sì… molto” risposti di getto, ma distanziandomi di qualche passo dal giovane “Un giorno sarò Lord e tutto questo sarà mio” mi sentii ancora osservata ed è allora che incrociai ancora il suo volto “nostro, visto che, a quanto pare, convoleremo a nozze.” Sentii la gola asciugarsi velocemente e fu inutile tentare di deglutire, avevo come un nodo alla gola che non intendeva sciogliersi “Ammetto che, inizialmente, non ero favorevole a questo matrimonio, ma incredibilmente, per una volta, la scelta di mia Madre non mi ha deluso” vidi ancora quel mezzo sorriso, tirargli l’angolo della bocca, le stesse labbra che non riuscivo a smettere di fissare, stava conducendo il suo gioco, un gioco al quale avevo preso parte inconsapevolmente, ma a sedici anni non avevo la stessa coscienza delle persone che ho ora, la mia ingenuità era evidente agli occhi di tutti.



    “Dovremmo diventare più confidenti, io e te” abbandonò i formalismi, nell’avanzare di un passo in mia direzione, istintivamente arretrai ancora, ma il mio corpo reagì più veloce della volontà e mi scomposi sotto ai suoi occhi, per poi riacquistare corporeità a pochi passi dalla sua destra, ma non ero del tutto padrona del mio potere e mi ritrovai praticamente seduta sul muretto di pietra della balconata, me ne resi conto giusto in tempo per non sbilanciarmi all’indietro. Quella mia distrazione, mi costò un nuovo avvicinamento da parte di Aiden, il quale era ormai a pochi centimetri dal mio volto, con una mano sulla coscia e dietro la schiena, probabilmente nel tentativo di non farmi cadere, era stato tremendamente veloce, ma lessi ben altra intenzione in quello sguardo freddo ed ipnotico



    “E quella di tuo Padre? Ti ha deluso?” inclinò di poco il capo, trascinandomi verso di lui con una presa salda sulla pelle, per farmi poggiare nuovamente i piedi al suolo, prima di distanziarsi di qualche passo.



    “…no, non mi ha deluso ” risposi con tono basso, totalmente irrigidita “Bene, mi compiaccio. Vieni con me, ti mostro la tua stanza per questa notte” così dicendo mi porse il braccio e con un po’ di titubanza, mi incamminai con lui all’interno del Castello.
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  5. #1035
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Pian piano mi si chiudono gli occhi senza rendermene conto... il mio corpo piano piano scende... scende... scende... fino a che cado di sedere a terra.
    La botta mi fa riprendere «Ma che cavolo!!!!»
    Mi alzo lentamente mentre porto la mano destra a massaggiare la parte lesa.
    Mi guardo intorno notando Markus. «Ops!» Avanzo verso di lui con sguardo minaccioso «Tu non hai visto niente!»
    In quel momento il mio olfatto cattura un buon odore... lo sguardo mi si illumina. «Anatra!!! Riconoscerei quest'odore ovunque, la mia mamma quando aveva tempo si dilettava a cucinarla!!»
    Mi avvicino ancora di più a lui. «Come la stai cucinando?» Domando con l'acquolina in bocca.

  6. #1036
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Mi dirigo al bagno, ho bisogno di immergermi nell'acqua...

    Il Castello era stranamente silenzioso, grande molto più di casa mia, camminammo almeno per cinque minuti prima di giungere ad una stanza, che Aiden aprì, indicandomi di seguirlo al suo interno.



    Sentii uno scricchiolio alle mie spalle e quando mi voltai vidi Aiden era contro la superficie legnosa della porta, l’aveva chiusa alle proprie spalle e vi si era appoggiato, guardandomi in un modo che non sapevo spiegarmi, ma i brividi che avvertii mi misero in allerta, mi pietrificai ancora una volta ad incrociare quello sguardo e non osai muovere un muscolo. “Spero tu gradisca questo alloggio” Avanzò di un passo verso di me e nonostante avvertissi il desiderio di indietreggiare, rimasi ferma al mio posto “Qui potrai godere di un panorama formidabile, forse il migliore che offre il Castello” “Sì, è veramente bellissimo” Sì fermo ad un passo da me mostrandomi lo stesso sorriso che mi aveva rivolto a tavola, conscio che la mia frase fosse più rivolta a lui che al panorama, visto che gli davo le spalle.



    “Sei vergine, Daphne?” Trattenni il fiato, non mi aspettavo una domanda così diretta, non mi aspettavo minimamente di toccare l’argomento, almeno non in quel momento “Sì” risposi con un fil di voce, lui continuava a fissarmi “Bene, perché non potrei mai sposare una donna che non lo sia”. Alzò la mano destra e la portò al mio braccio, ma senza sfiorarlo, lasciò il palmo aperto ad una distanza minima di solo qualche millimetro “Sai, anche noi siamo fatti di energia, proprio come i nostri poteri, come il nostro elemento.” Una pallida luce si liberò dalla sua mano e dei sottili filamenti luminosi iniziarono ad espandersi lungo il mio braccio, avvertii chiaramente un fremito e la pelle si accapponò in un istante




    “Come tutte le energie è possibile respingersi”
    la stessa mano risalì lungo la spalla, fino a direzionarsi al collo e ridiscendere fino al petto, poco più in alto dei seni, ancora con quella energia libera che iniziò ad inebriarmi ed i brividi presero a risalirmi lungo la schiena “o attrarsi…” fu un attimo: col fiato corto e le labbra dischiuse lo guardai carica di desiderio, un desiderio fisico mai provato fino a quell’istante, una pulsione, un’attrazione alla quale non seppi negarmi. Aiden si avventò sulla mia bocca, incontrando la mia volontà di ricambiarlo, mi lasciai andare a quella passione che aumentava sempre più e lasciai che mi esplorasse con le sua mani sapienti che bramavo e cercavo.



    Ormai libera dagli abiti, che mi aveva fatto scivolare via dal corpo con gesti veloci, mi sollevò di peso, come se pesassi poco più di una piuma, per poi adagiarmi sul talamo. Mi fece sua con passione e vigore, ricambiai ed accompagnai ogni suo gesto con forza, lasciandomi guidare abbandonandomi ai sensi.

    Un rumore di passi attirò la mia attenzione, qualcuno avanzava lungo il corridoio, ma consapevole di trovarmi negli alloggi preparati appositamente per la mia persona, non me ne preoccupai.

    Un lampo illuminò il viso del mio compagno ed in quegl’occhi riconobbi una scintilla, qualcosa di diverso, non c’era solo la passione a segnargli l’espressione, ma la soddisfazione per qualcosa di diverso, qualcosa che non sapevo spiegarmi. Con un gesto del braccio mi ancorò alla vita voltandomi di forza col ventre verso il basso ed il viso in direzione della porta, si portò sopra di me nell’atto di continuare a possedermi, ma nello stesso istante, quella porta, si aprì. “Aiden” Lady Elissa si trovava sulla soglia ad osservarci con lo sguardo furente “Nella mia stanza per giunta!”



    Non capii immediatamente cosa stesse dicendo, ero troppo sconvolta e presa dalla vergogna per cercare di ragionare in quell’istante. Afferrai un lembo del lenzuolo e cercai di coprirmi alla meglio, mentre Aiden, come nulla fosse, semplicemente si alzò e si infilò nuovamente i calzoni “Dovevate immaginarlo, dal momento in cui avevo negato il mio assenso a questa unione, Madre. Non vi sarà alcun matrimonio” Sgranai gli occhi prendendo consapevolezza di ogni cosa “Ma avevi detto che…” “Che non avrei mai sposato una donna che non fosse vergine” quelle furono le ultime parole che gli sentii proferire, prima che uscisse da quella stanza.



    Lady Elissa mi accompagnò negli appartamenti che erano realmente destinati a me ed il giorno seguente tornai presso la mia dimora, mio Padre non mi rivolse la parola per mesi, fu lo stesso Aiden, assieme al Padre, ad informarlo dell’accaduto, di come Daphne Baratheon avesse circuito il figlio del Lord con i suoi modi da messalina e che non ci poteva essere alcun matrimonio con una donna di quel genere.
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  7. #1037
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    E purtroppo si riprende… Che peccato! La sua testa sarebbe stato un poggiamela perfetto per lanciarle qualche mestolo addosso… O forchetta… O coltello. Mi sarei arrangiato. <<Ops!>>, biascica guardandosi attorno confusa e massaggiandosi il sedere, ed io sghignazzo divertito tornando a girare i tocchetti d’anatra. Non devo farla bruciare. Ma Medea avanza verso di me mettendo un bel broncio… Uh, che carina, mostra i dentini da latte. <<Tu non hai visto niente!>>. Eh? Boh vabbè…



    <<Nhm>>, le rispondo con finta attenzione e intanto taglio le zucchine per poterle grigliare. <<Anatra!!! Riconoscerei quest'odore ovunque, la mia mamma quando aveva tempo si dilettava a cucinarla!!>>.



    Ma… Mi ha appena paragonato a sua madre? La guardo alquanto perplesso, inarcando un sopracciglio, e mi lascio andare in un lungo ed agognato sospiro: Efrem… Tu hai qualche strana propensione per i casi persi. <<Erborista ed anche cuoca? Hai avuto un’ottima madre…>>, dico mentre cerco una griglia. Ma dove cacchio sta?! AH! Beccata. <<Come la stai cucinando?>>, che? Noto che guarda l’anatra con un’espressione alquanto… Famelica. Chissà da quanto non mangia… Forse è meglio specificare che deve fare ancora un po’!



    <<Alla cacciatora, ma un paio di minuti ed è pronta>>, le rispondo mentre cucino al volo anche le zucchine. Prendo dunque un bel vassoio e vi sistemo su due piatti di anatra, alcune fette di zucchine ed una brocca di vino assieme a due boccali. <<Efrem era tornato messo male vedi di portargli un piatto di cibo in stanza non appena hai finito te>>, le indico dov'è,



    poi prendo il vassoio e la guardo negli occhi, <<E vedi di non incantarti di nuovo che c’è la riunione tra un po’!>>.



    Senza aggiungere altro vado verso la stanza di Daphne in cui entro senza difficoltà. <<Daph - …>>, sul letto non c’è. Che strano… Credevo che stesse dormendo. <<Daphne? Ci sei?>>, la chiamo a voce media poggiando il vassoio sul comodino e mi guardo attorno... Volevo portarle il cibo a letto, andata.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 19th September 2015 alle 17:32



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  8. #1038
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Alle mie parole fa una faccia strana come se non avesse capito cosa gli ho detto… va be’ chissene, tanto non credo che vada in giro per il covo a raccontare di avermi visto cadere e pure se lo facesse non è un problema.
    Quando poi nomino l’anatra mi guarda perplesso, ma che è all’improvviso parlo una lingua sconosciuta? Certo che è strano Markus…
    «Alla cacciatora, ma un paio di minuti ed è pronta»
    Ecco questa sì che è una splendida notizia! Rimango vicino a lui a controllare la cottura, sia mai che la bruciasse!
    «Efrem era tornato messo male vedi di portargli un piatto di cibo in stanza non appena hai finito te», aggiunge con il vassoio in mano guardandomi negli occhi «E vedi di non incantarti di nuovo che c’è la riunione tra un po’!».
    Incantarmi io? Ma quando mai? In ogni caso meglio non replicare ho troppa fame per farlo.
    «Va bene… mio cuoco.» E gli faccio l’occhiolino.
    Dopo che è uscito prendo un piatto e mi verso una dose abbondante di anatra alla cacciatora e comincio a mangiare.
    Però! Ci sa fare con la cucina!
    Finito di mangiare lavo il mio piatto e poi ne prendo un altro in cui metto una porzione abbondante di anatra per portarla al grande capo.
    Dove sarà Efrem? Mmm…
    «EFREEEEEMMMMMM!!!!» Urlo per capire se tante volte stesse nella sua stanza.
    Aspetto qualche istante ma non lo sento, salgo quindi di due piani e provo ad andare nella sala comune. Appena entrata lo vedo. «Efrem, Markus ha cucinato dell’ottima anatra e mi ha detto di portartene un po’» gli dico rimanendo con il piatto in mano in attesa della sua risposta, intanto lo osservo per cercare di capire dove è ferito ma senza azzardarmi, per il momento, a domandarglielo.

  9. #1039
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    La vasca è colma d'acqua, lascio scivolare gli abiti in terra e mi siedo, prima di immergere l'intero corpo, compresa la testa.




    Resto qualche secondo in ammollo, ripensando a queste ore, ho ancora del sangue sulle cosce e sulle braccia, quello causato dalle ferite che mi ha provocato Efrem.



    Riemergo e tiro i capelli indietro con entrambe le mani, mi sento sporca... sporca per quello che è successo in quella stanza, è stato solo un bacio, ma a lui ed in quel mondo, lui che sta con Andreus... lui che odio... che dovrei odiare. Strofino con foga la spugna sulle braccia, sul petto, tra i seni, sul ventre, le cosce ed ancora su, sul collo e viso.



    Strofino così forte che avverto la pelle bruciare. <<Daph - …>> Markus? E' tornato nella stanza? <<Daphne? Ci sei?>>"Sono in bagno" Mi sollevo dalla vasca, ma quando tento d'uscire il piede scivola e rovino a terra, provocando un pesante tonfo "Merda... hem, tutto ok, esco subito" Esclamo velocemente per evitare che entri e mi ritrovi riversa a terra totalmente nuda, in una posizione che non so descrivere. Avvolgo il telo bianco attorno la vita ed ancora con i capelli bagnati esco dalla piccola stanza. Markus ha un vassoio tra le mani, due piatti e del vino "Non starai esagerando in romanticismo?"



    Gli rivolgo un occhiolino ironico, romantico... tra me e lui, figuriamoci! Già è tanto se non ci mandiamo a quel paese da qualche ora.



    "Sediamoci" Prendo posto sul letto, mentre gli indico di lasciare il vassoio sul comodino. "Non ti ho mai chiesto come mai sei qui, tra i ribelli"

  10. #1040
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    I miei occhi si fanno meno pesanti, le palpebre divengono più leggere mentre compiono un gesto così naturale come il loro battito.



    Mi muovo e nel mentre sento gli arti superiori incredibilmente pesanti, il braccio rotto è ancora così, fermo immobile, immobilizzato nella rudimentale fasciatura posato sotto il cuscino, eppure il dolore è sopportabile, mi fa ricordare ciò che è accaduto in queste ultime ore, mi fa ricordare che mi sono sentita veramente libera solo quando ho affondato la lama del mio stiletto nel cuore di Dorian...una sensazione che mi ha fatto sentire viva più che mai sommata all'adrenalina del momento, anche se poi come sempre è subentrato il senso di colpa, ma questa volta non voglio commiserarmi, non più, ho fatto quello che volevo e dovevo , finalmente un anello della catena che mi imprigionava al mio passato si è spezzato, ma altri ancora ce ne saranno da spezzare e questa volta non sarò titubante, cercherò di essere più decisa, colpire per ferire e ammazzare, colpire per vincere.



    Mi giro poggiando ora la schiena sulle ruvide lenzuola del letto , riapro faticosamente gli occhi e mi ritrovo a fissare il soffito, ancora completamente nuda, mentre mi trattengo con la mano sinistra la spalla in corrispondenza del braccio leso.

    Sonno senza sogni, ecco in cosa sono sprofondata,
    un sonno pesante e profondo che da tanto mancava alle mie membra stanche e ferite,
    un sonno ristoratore, un lusso che mi sono concessa dopo tanti sonni agitati e incostanti.
    E' tempo di svegliarsi, risvegliare l'animo battagliero e non pensare al passato concentrandosi sul presente, è difficile, lo so, perchè ciò che sono è lo specchio di ciò che ero, ma anche gli specchi si rompono e i riflessi possono cambiare, continuamente...è ora di calpestare i cocci rotti e ricostruire, cercando di migliorarsi per perseguire l'obbiettivo.

    Mi alzo con lentezza, anche se ho bevuto la pozione creata da Andreus, non sono ancora completamente stabile, fisicamente parlando .Rabbrividisco mentre avverto una leggera corrette entrare probabilmente dallo spiraglio sotto la porta o dalle fessure tra i muri. Mi dirigo verso il cassetto dei vestiti e noto che qualcosa manca, sono felice che Medea sia venuta a ritirare ciò che le avevo promesso.
    Sorrido alla sua figura invisibile figurandomela dinanzi a me con addosso uno dei miei abiti.
    Rovisto pigramente tra le mie cose ed estraggo un paio di pantaloni neri stringati sul davanti e un corsetto nero e rosso fuoco. L'elemento che odio e con cui dovrei scontrarmi invece di sfuggirgli.
    Potrebbe essere una buona idea per capire come affrontare tale elemento con le mie scarse risorse da guerriera.



    Indosso il tutto, richiudo il cassetto, ed esco dalla stanza salendo le scale che conducono all'armeria, ho voglia di lottare, usare la magia e spulciare qualche manichino, se sarò fortunata troverò qualche guerriero intento ad allenarsi, in caso contrario, mi allenerò da sola...

    Raggiungo la mia meta e dinanzi a me, mentre attraverso il corridoio, lancio uno sguardo nella stanza comune, la prima stanza in cui io abbia mai occupato un posto in questo rifugio, noto la figura di Efrem sembra stanco, il volto tirato, lo scruto, lo osservo, sta parlando con qualcuno, un qualcuno dai lunghi capelli rossi, un senso di gelosia ingiustificata mi prende...riconosco la linea di Shayla...la vedo uscire, mi passa davanti:
    << Ciao...>> biascico senza aggiungere altro, ma a quanto pare nemmeno mi vede, facendo finta di nulla, cerco per un attimo lo sguardo di colui che dovrebbe essere il nostro capo " l'elfo malefico" del rifugio, non sono sicura che i suoi occhi incrocino i miei, dopo questo raggiungo la stanza dove al momento oltre a me, non c'è nessuno...Yadhira e Ananya sembrano scomparse, di solito erano loro quelle che occupavano di più l'armeria...






    Mi posiziono davanti ad un manichino, evoco il mio Stiletto, sento la sua energia palesarsi nella mia mano sinistra, in momentanea mancanza del braccio destro, rafforzerò il sinistro.
    Le leggere piume, accarezzano il dorso della mia mano, mentre la sua lucentezza splende al riverbero delle fiaccole...punto il manichino, un punto centrale, mortale...il centro del petto, appena spostato sul lato sinistro...
    faccio fare alla mia arma, una lieve piroetta in aria, in modo da impugnarla per la lama stando attenta a non tagliarmi e poi miro e colpisco...vediamo quanto sono abile con il sinistro...
    - Spero che Andreus e Markus stiano bene, a proposito, saranno rientrati dalla battaglia??? -



    Menelmir ---> Arma in forma dormiente




    - foto 5 -
    Gli abiti che indossa Isyl sono nei formali nel secondo download
    Ultima modifica di DELTAG; 8th September 2015 alle 21:14

 

 

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