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  1. #1141
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Mi sembra di vivere qualcosa di surreale: il cimitero di famiglia non è mai stato così gremito, non conosco neanche la metà dei volti presenti, eppure tutti mi avvicinano come fossero miei amici, mi porgono le condoglianze, come se gl’importasse veramente della morte di Kol, scommetto che non sanno neanche come si chiama il defunto. Li osservo uno ad uno, tutti con gli abiti migliori, alcuni non hanno avuto neanche la decenza di indossarne di scuri, i capelli con acconciature elaborate e tutti quei nasi all’insù, come se ci trovassimo ad un ricevimento di corte.



    Mi chiedo che ci facciano qui, mio padre è Lord dell’Altura, ma la nostra casata non rientra di certo tra quelli più potenti, anzi. Sono qui perché Eddad è un uomo d’onore e si è sempre comportato egregiamente nei confronti di chiunque gli si parasse avanti, ovviamente nulla di riservato ai propri figli, ma dopo la scena di qualche ora fa, mi sono ripromessa di perdonarlo, di lasciar cadere ogni mio risentimento nei suoi confronti, se sono qui è per la mia famiglia e lui ne è il pilastro.



    Osservo il corpo di Kol, sembra che stia dormendo, ero restia a volerlo guardare, avrei preferito conservare un’altra immagine di lui, quella del fratello maggiore sorridente ed allegro, ma sembra così calmo ed in pace, che il dolore pare attenuarsi un minimo, nell'illusione che ora stia bene.



    Mio padre solleva il palmo al cielo e tutti noi osserviamo le nuvole addensarsi e divenire sempre più scure, tenebre che non avevo mai visto nascere dal suo potere, non sono mai state così tetre. Scintille cariche di energia si liberano e si espandono nella nube, fino ad esplodere in un boato, un fulmine discende rapido e forte sul corpo di Kol avvolto dal sudario, il quale è stato adagiato sull’alta pira al centro della folla.



    Restiamo in silenzio mentre il fuoco si innalza e consuma quel che resta di mio fratello, il mio amato fratello. Non so quanto tempo sia trascorso, ma la folla è velocemente diminuita, resto sempre ferma, senza riuscire a versare lacrima alcuna e ad un tratto sento afferrarmi la mano: Kaleb è di fianco a me, con lo sguardo fisso su Kol, anche lui sembra una statua di cera impassibile. Gli restituisco la stretta con maggior forza, con la rabbia che si accumula velocemente, forse solo ora sto realizzando, forse solo ora mi rendo veramente conto che Kol non c’è più, ci è stato strappato via. Sento che il fulmine si libera forte dal palmo della mano, ma un dolore improvviso mi fa tremare il braccio, mi rendo conto che anche Kaleb ha attinto al proprio elemento, ha la mascella contratta ed i muscoli tesi. Torno con lo sguardo dritto, a fissare le fiamme estinguersi, mentre le scintille si espandono dalle nostre mani, ma continuando a tenerle strette. “Li uccideremo tutti”

    è l’unica frase che riesco a pronunciare, mentre Kaleb mi risponde a voce ferma “E’ una promessa

    Esperto - Lancia di fulmine – Si crea un fulmine dalle dimensioni di una lancia, che può essere scagliata al nemico, causandone danni medi da elettricità (80 volt)

  2. #1142
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Lentamente il senso di fastidio diminuisce sempre di più, il colpo su Lucynda ha sortito l’effetto sperato e la ragazza comincia a tossire sangue in mezzo alla sabbia colorandola in fretta e trasformandola in un ammasso cremisi di sangue e terra nella quale continua a sprofondare.


    Continuo a ruotare attorno alla pozza sempre più velocemente tenendo d’occhio i movimenti della ragazza che si irrigidiscono per sprofondare sempre più lentamente. Però… con gli anni ha imparato almeno. La spalla mi duole ma fortunatamente la forza di Lucynda non era tale da compromettere i miei movimenti. È un po’ deboluccia ma si può migliorare. Continuo a correre in senso antiorario quando vedo le mani della ragazza affossare nella sabbia e poi lanciare lo stesso ammasso verso la mia faccia. «Lenta!»


    dico ruotando ancora ed evitando così anche il suo colpo col manico della spada diretto alle mie caviglie. Possibile che in tanti anni abbia perso gli allenamenti con me e Cassandra? La lascio fare quando si libera dalla sabbia utilizzando la sua spada attiva e quando è stata totalmente risputata, vedo il pozzo ritirarsi e rilasciare gli oggetti che aveva portato con sé. Lascio svanire Gaya mollando la presa, l’arma svanisce tramutandosi in sabbia che si deposita e scompare ai miei piedi. «Stop!» dico alzando le mani di colpo come a voler mostrare la mia intenzione di non combattere.


    «Domani hai una battaglia e devi essere in forze se vogliamo vincere…» se riassorbirà la sua arma mi avvicinerò tendendo le mani sulle sue ferite e richiamerò a me in poteri della mia famiglia. I due globi faranno la loro comparsa sui palmi delle mie mani, candidi e dalla luce calda e dorata e risaneranno le sue ferite. Una volta che i tagli e lividi saranno scomparsi,


    i globi si frantumeranno sgretolandosi mentre io abbasserò le mani rivolgendole un sorriso sincero mettendomi le mani dietro la testa


    «sei migliorata rispetto a prima, complimenti!»

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  3. #1143
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Lucynda Mellow

    Per l’ennesima volta il ragazzo è schiavo della fortuna, scampando al gavettone di sabbia imbrattato del mio sangue e al colpo d’elsa andato praticamente a vuoto, accompagnando il tutto con un «Lenta!». L’hai presa davvero larga, eh. D’un tratto lo vedo avanzare e mi tengo pronta a puntargli la spada in segno di difesa ma le sue intenzioni denotano ben altro, ossia porre fine all’addestramento odierno. Proprio sul più bello? Che palle… dopotutto il mio organismo inizia a reclamare un prolungato riposo, meglio dare ascolto all’esigenza del momento. Mollo la presa della Tenebris lasciandola sgretolare in un tetro groviglio folgorante prima che cozzi contro il suolo e mi rivolgo al Signor delle Spine, il quale immediatamente si avvicina con l’oro aspira-magagne tendendolo verso il mio corpo, i benefici fanno presto a sentirsi quali la respirazione che si ripristina alla sua regolare cadenza e le vene del setto nasale che si ricongiungono. Non mi resta che ripulire i vestiti dal sangue solidificato e… aspetta. Manca qualcosa. Il fianco non è stato rimesso pienamente in sesto, dovrei fare una capatina in infermeria per ingurgitare una dose di quella sottospecie di antidoto, non ne vale la pena far scomodare la rigenerazione di Andreus per una fesseria di poco conto. «Sei migliorata rispetto a prima, complimenti!» mi elogia quest’ultimo, bello pimpante. Lo guardo per un attimo atona, ma in seguito mi sfugge un sorriso acqua e sapone: ora che ci penso, sono state rare le occasioni di scambiare quattro parole con l’uomo a cui non ho ancora rivelato il mio passato da mietitrice canora e questa potrebbe essere l’ultima, domani prenderò parte ad una delle più rilevanti battaglie nella storia di Dohaeris e non potrei mai sapere quale via decisiva mi riserverà il fato: vincitrice o perdente, sopravvissuta o decessa. Lotterò con tutta me stessa per impadronirci di quell’ambiente così favorevole alla razza oscura, costi quel che costi. Tutto dipende da me e da Shayla, dobbiamo farci valere sul trono di Raiden, così come per il volere di mio Padre. Faccio per girare i tacchi ma improvvisamente blocco il passo e mi fiondo su MisterSpino, allargando braccia e spalle cingendole contro la sua schiena in un forte e caloroso abbraccio.



    In questo momento non presto ascolto al mio essere strega, c’è di mezzo un amico con cui hai condiviso molto, sia zuffe che manifestazioni d’affetto, specie le prime che superano ogni vetta inimmaginabile e sì, anche le seconde sanno il fatto loro… seppur rientrino in un ruolo inferiore. Il ragazzo tituba ma non si dilegua, passano una manciata di secondi prima che risponda alla mia azione, strigendomi con maggior forza. Nel mentre i nostri corpi si fondono in un piacevole calore sento il ciondolo traballare a scatti ma non ci bado più di tanto, inutile pensare che il trisavolo si starà trastullando dalla gioia e… ouuuu, abbiamo capito che sei soddisfatto, ora datti una frenata! Spero che l’elfo non se ne sia accorto del movimento oscillatorio del serpendaglio, anche se i dubbi non vengono a mancare. Non ho idea di quanti minuti siano passati, qui sotto è facile smarrire la cognizione del tempo, non ho ancora allascato il contatto fisico e l’idea di rimanere così per l’eternità non mi nuoce affatto, anzi. D’un tratto una frase del ragazzo, enunciata con il medesimo tono spensierato di prima, spacca il silenzio che si è prolungato più del dovuto.



    «Domani torna vittoriosa, chiaro?»
    «Farò del mio meglio, sappilo. Raiden vigilerà dalla nostra parte!» sollevo un pugno in aria, determinata, come Targaryus fece al termine dei preparativi per Solumquae «Beh, è ora di levare le tende. Bye bye...» gli rivolgo un sorriso d’attrazione e senza attendere una replica faccio un salto in infermeria dove qui scovo la presenza di Markus e Shayla coricati sui lettini. Ignorandoli bellamente, mi limito ad assumere una dose del filtro magico applicandola sul fianco che presenta un livido abbastanza evidente. In un attimo gli ennesimi benefici si fanno strada lungo la chiazza violacea che si riassorbe lasciando spazio alla mia adorata carnagione scura. Ho rinnovato l’energia fisica, ora non mi resta che affidarmi personalmente al mio letto. Percorro le scale avviandomi nelle mie stanze e, una volta giunta a destinazione, mi libero delle vesti macchiate del sangue ormai fusosi e mi concedo un lungo bagno rigenerante. Fatto ciò riempio nuovamente la vasca per mettere a mollo gli abiti e pigliando una vecchia spazzola trovata nelle vicinanze strofino vigorosamente sulle macchie aiutandole a smuoverle, senza scordarmi di imbevere il tutto con mezza boccetta di succo all’Aloe, la stessa varietà di aroma che elargii a Devon prima che costui partisse per un lungo viaggio. Fatto ciò abbandono gli indumenti nel loro brodino infuso e ripercorro il tragitto all’inverso soffermandomi sul cassettone dove piglio il cambio intimo dall’ultimo scomparto, indossandolo alla velocità della luce. Nel momento in cui mi ritiro a letto rimboccandomi le coperte, una voce spirituale ormai familiare distoglie il silenzio, è il mio antenato, che vuole a quest’ora? Darmi la buonanotte?



    «Abbiamo spiccato il volo oggi, eh?» mi dice con tono riverente e al contempo ironico, fluttuandomi intorno come suo solito.



    «Cosa te lo fa pensare? Se ti riferisci all'abbraccio, non farti troppe illusioni. Ho dovuto fare un eccezione, potrebbe avvenire che l'indomani non farò più ritorno dall'Abgruntis e, per questo, mi conveniva sfruttare l'ipotizzabile chance finale di stargli accanto.»
    dico in un getto, con lo stesso tono di sempre. Anche se non lo do a vedere, sono abbastanza compiaciuta di aver rafforzato i legami con Andreus, è da secoli che non affrontavamo un addestramento insieme come ai nostri tempi di puerizia e… perché sto pensando positivamente? Non è da me, non rientra nella mia indole, eppure negli ultimi tempi mi sto sentendo… diversa. Sarà la presenza assidua del nonno che mi rende ubriaca, di certo le nostre razze non si equivalgono, a giudicare dalla fastidiosa bontà che scaturisce potrebbe essere il figlio di Saraswaty. «Suvvia nipote, perché non ammetti che ti sei beata enormemente dei muscoli di Andreus che sfregavano contro i tuoi, in una morsa perennemente affettuosa?» Raiden, per favore, allontanalo via.



    «Sìsì, d'accordo... ora permettimi di riposare in santa pace!»
    bercio tagliando corto, ho speso fin troppo tempo nel dilungarmi con la faccenda di MisterSpino, mò basta. Il trisavolo non smette di fissarmi con aria gioconda, un’aria del tutto ostile alla mia, prima che alteri la sua astratta figura in una massa evanescente che si orienta presso la gemma del serpendaglio, infiltrandosi al suo interno. Lancio un’ultima occhiata al gingillo del mio clan avvolgendolo in una carezza, prima che le palpebre chiudano i battenti…



    *Frasi e azioni concordate con SimsKingdom.
    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 12th September 2015 alle 15:13


  4. #1144
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Markus appare ancora abbastanza provato e confuso, si brucia un dito con la torcia prima di rimetterla a posto e continua a tamponarsi la ferita. Quando gli faccio i complimenti per lo scontro alza il viso di scatto guardandomi dritto negli occhi...Che c'è? Ho forse qualcosa in faccia? Non devo essere effettivamente un bello spettacolo in questo momento, ma scommetto che pagherebbero ugualmente per avermi.



    Distolgo lo sguardo dal suo tornando a controllarmi le ferite, se premo troppo il dolore diventa insopportabile ma è l'unico modo per fermare la perdita di sangue e quindi sono costretta a farlo



    <<Tornerai…>> gli sento dire, prima che la sua frase venga interrotta da un colpo di tosse. Alzo lo sguardo su di lui e vedo che sta tossendo sangue, deve stare peggio di quanto dia a vedere <<Tornerai viva. Sei la mia maestra, ricordalo>> mi dice con un sorriso, prima di avvicinarsi e cingermi la vita per accompagnarmi suppongo in infermeria



    "Giusto, non posso farti restare un caprone" gli rispondo, ironica, per scoppiare poi subito a ridere lasciandogli intendere che scherzo, accorgendomi però troppo tardi che ridendo mi tira ancora di più la ferita allo sterno "Ahi" esclamo a bassa voce, premendo ancora di più la mano sulla ferita.



    Markus mi accompagna in infermeria permettendomi di sorreggermi a lui, ma cerco comunque di bilanciare il peso dato che anche le sue condizioni sono pessime. Una volta arrivati mi stendo su un letto e con un panno inizia a togliermi del sangue, resto stranita per questa sua gentilezza, non sono affatto abituata, probabilmente vuole qualcosa



    <<scusa per il ciondolo>> mi dice invece, e distolgo lo sguardo per il disagio che mi provoca questo argomento. Deve essersi accorto in armeria che è una questione molto delicata per me, forse dovrei dirgli qualcosa <<Era di mia madre, è tutto ciò che mi resta di lei>> dico di getto, quasi parlando più a me stessa che a lui.

  5. #1145
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Mi stacco da Lucynda con un sorriso stampato sulle labbra, era da un po' che non ricevevo un abbraccio e stavo cominciando a dimenticare cosa si provasse a riceverne uno invece di darlo.


    La ragazza solleva poi il pugno abbastanza esaltata «farò del mio meglio, sappilo. Raiden vigilerà dalla nostra parte!»


    scoppio a ridere di gusto incitandola anch’io scherzosamente ma dopo qualche istante, il bruciore al braccio si fa risentire nuovamente e mentre Lucy abbandona la sala, ne approfitto per slacciarmi il fazzoletto e arrotolarmelo stretto attorno al braccio in modo da non far aprire ulteriormente la ferita… una versione meno elaborata di quella che imparai negli addestramenti di medicina alla torre. Mi dirigo poi in cucina e do una veloce ripulita alla macchia d’inchiostro sul muro con una bella secchiata d’acqua. Riassorbo il con un panno asciutto e la raccolgo in una brocca che mi premunirò di buttare via più tardi.


    A passo lento mi dirigo sui piani più alti e quando sono arrivato al primo piano, sento del vociare provenire sia dalla biblioteca che dall’infermeria. Guardo oltre le spalle di Medea, in biblioteca e faccio cenno a Efrem che dopo voglio parlare con lui e vado in infermeria dove… oh cacchio. Shayla conciata malissimo è riversa sul letto mentre Markus… che a quanto pare non se la passa meglio… l’aiuta a distendersi per poi pulirle le ferite e… sembrano piuttosto in confidenza. Ehm… o… ok… stanno parlando di un ciondolo. Non è paranoia, giusto? Cioè… lui sta con Daphne… non penso che… dunque… no dai… oh dei… ma sì dai, sto solo sbagliando tutto… no non è vero. Alla fine lei…. Cioè, Shayla non… anzi sì… ARGH! Mi gratto vigorosamente la testa annunciandomi ai due con un colpo di tosse. Sono un idiota. «Ehm… vi curo e vi abbandono di nuovo…»


    mi avvicino ai due mentre cerco di non mostrare l’imbarazzo. CALMATI ANDREUS! «Avete preso dosi di pozione durante la giornata?»


    dico avvicinandomi poi al bancone dove è riposta la pozione. Un paio di gocce mi cadono per terra… chissà se adesso il pavimento è disinfettato…. Ma cosa diamine sto pensando? Torno di nuovo dalla coppietta e porgo appena la bottiglia verso la donna… se mi darà il consenso l’aiuterò a bere un paio di dosi… Sacri Siamesi, oggi era meglio se me ne stavo in camera e con la porta barricata…

  6. #1146
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Raggiungiamo l’infermeria senza troppi intoppi e qui Shayla,stanca e ferita, si lascia aiutare da me.



    Entra in stanza perfino Lucynda e la saluto con un cenno della mano destra, ma la ragazza se ne infischia altamente, prendendo una dose di pozione per lei. <<Mah… Contenta lei>>, biascico infastidito, aggrottando le sopracciglia. Non chiedo tanto ma una mano poteva pure darcela visto che qua c’è la sua compagnia per l’Abgruntis ed io prima l’avrei pure aiutata. Me lo ricorderò.



    Torno a guardare Shayla, abbozzando un sorriso, ma lei non ricambia e con lo sguardo perso nel vuoto mi dice, <<Era di mia madre, è tutto ciò che mi resta di lei>>.



    Ah… Ecco, come mio solito, ne ho combinata una delle mie! Abbasso il viso, dispiaciuto, e cerco di tornare a asciugarle il sangue ma un paio di colpi di tosse mi distrae, facendomi voltare. <<Ehm… vi curo e vi abbandono di nuovo…>> , e perché dovrebbe abbandonarci?



    Lo osservo stranito, non capendo il senso della frase, e faccio spallucc - <<Caaaaa....>>. Spalla sinistra. Male. Male. MaleH! Me ne ero scordato, dannazione! @_@ <<Avete preso dosi di pozione durante la giornata?>>, chiede poi, offrendo la pozione a Shayla, ed è proprio lei la prima a rifiutare dicendo, <<ne ho prese già due...>>, e riportando la mano sulla ferita alla clavicola. <<Io sono già a tre invece>>, rispondo quando le lascio il panno, così da fare spazio ad Andreus,



    poi, annusandolo per sicurezza, prendo disinfettante e garze che appoggio sul letto di fronte a Shayla prima di sedermi. <<Andreus, sai se Efrem si è liberato con Medea? Devo parlargli…>>, chiedo mentre faccio a botte con disinfettante e garze pur di rattopparmi da solo alla buona… Daphne, non mi sono dimenticato di te.

    Nota: Frasi e azioni accordate con Sere.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 23rd September 2015 alle 23:25



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  7. #1147
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Il funerale è terminato, siamo rimasti solo noi della famiglia, Alena è qui con Samy, la bambina non piange, si stringe forte a sua madre, probabilmente non ha capito cosa è successo, è arrivata quando Kol era già avvolto nel sudario. Raccogliamo le ceneri e mio Padre porta l’urna a casa nostra, avrebbe voluto farlo mia madre, ma è così debole, che avremmo rischiato di rompere il fragile contenitore nel caso di svenimento.



    Vorrei riuscire a dirle qualcosa, non ho parole, non riesco a dir nulla, semplicemente sollevo un suo braccio e me lo metto al collo per farla camminare, senza il rischio che cada, fino a condurla nelle sue stanze e lasciarla in compagnia di Alena e la bambina. Nella cripta di famiglia attraversiamo un lungo corridoio, i volti di pietra dei nostri antenati si mischiano alle urne antiche e crepate, centinaia di Baratheon, susseguiti ben oltre la fondazione di Dohaeris, assistono silenti al nostro corteo. Mio Padre poggia l’urna al suo posto, ha le mani tremanti, lo sguardo perso, il viso bianco come un cencio, mi si ferma l’aria nei polmoni ad osservarlo così “Nessun genitore dovrebbe vivere più a lungo di un proprio figlio” parla con un fil di voce, ma qui c’è un silenzio sovrannaturale e lo sento chiaramente. Decido di avvicinarmi a lui e poggiargli una mano sulla spalla, anche se non si volta, comincio comunque a parlare “Faccio parte dei Ribelli Padre, sono una seguace di Taragaryus, per questo motivo non avete avuto più mie notizie, sapevo che vi avrei arrecato ulteriori dolori” Ancora senza voltarsi, poggia la sua mano sulla mia e stringe forte la presa



    “I Raeghar hanno sempre potuto contare sul mio sostegno, Rickard, come suo Padre, era un uomo degno dei propri avi ed io, ultimo Lord della mia discendenza, ho creduto fermamente in ogni persona si alternasse su quel trono. Ora non più, non dopo quello che è accaduto.”Finalmente si gira e questa volta lo riconosco, lo sguardo alto seppur stanco e la voce sostenuta, come quella di chi crede fermamente in ciò che dice



    “I Baratheon non possono schierarsi apertamente contro i Raeghar, dobbiamo salvaguardare gli abitanti dell’Altura, ma sappi che, da questo momento, appoggiamo la causa dei ribelli, Targaryus può far affidamento sulle nostre finanze e qualsiasi altro bene del quale necessiterà”Mio fratello si avvicina a noi e ci osserva con sguardo fermo “Vengo con te, sono un guerriero esperto e…” “No, Kaleb. Il tuo posto è qui, la famiglia ha bisogno di te, resta accanto ad Alena e la piccola Samy” “Non devi essere tu a combattere, Daphne, io sono tuo fratello maggiore, dovrei proteggerti e non nascondermi dietro di te, mentre sei schiera in prima linea in questa guerra, Kol non me lo perdonerebbe mai”

    Gli sorrido dolcemente e prendo la sua mano per stringerla forte “Non è nascondersi, sei l’unica persona sulla quale io possa contare ciecamente, loro non possono restare soli e sei forte, puoi proteggerli schierandoti in prima linea anche tu, ma restando qui, non permetterò che tu mi segua” E’ arrabbiato, lo leggo nei suoi occhi, resta in silenzio qualche istante fissandomi ed infine la sua espressione si scioglie “Va bene, ma ti prego… fa attenzione” Lo stringo forte a me, un abbraccio al quale si unisce anche nostro padre e restiamo in silenzio per qualche istante senza sentir più il bisogno di dir nulla. Se questa guerra doveva portare a qualcosa di buono, l’ha fatto, mi sono ricongiunta alla mia famiglia, non mi sono mai sentita così parte di un insieme, ma devo tornare al rifugio. Kaleb mi accompagna al Glados e lo stringo ancora una volta “Sai, c’è anche Andreus” Kaleb mi guarda, ha lo sguardo rassegnato, ma non è triste “Voglio molto bene a quel ragazzo, anche se… anche se non è andata bene tra noi. Salutamelo, spero di poterlo incontrare un giorno, magari di poter tornare amici, lo spero sinceramente” Amici… probabilmente io ed Andreus non lo siamo più, dopo tutti questi anni, dopo tutto quello che è accaduto, siamo troppo diversi o troppo simili, lo considero un valido ed affidabile guerriero e merita tutto il mio rispetto per questo, ma nulla più “Glielo riferirò, ora devo andare…”

    Mi sciolgo dall’abbraccio e sfioro il Glados “Daphne aspetta, non mi hai detto nulla su Efrem, so quello che provi per lui e tutto il resto, immagino non sia facile per te stare là…” Non è per niente facile fratello mio, ma cosa vuoi che conti? Sono sempre stata una sciocca ed ora ho altro a cui aggrapparmi, non conta niente ciò che provo, passerà “E’ un buon capo, è ciò che conta” So che Kaleb non mi crede, mi conosce fin troppo bene. La luce del portale è ormai attiva ed io lo attraverso con la volontà più temprata che mai.

  8. #1148
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    A quanto pare stanno messi bene entrambi…


    cioè… nel senso che che una ha sta già con due dosi, l’altro genio addirittura con tre… ora starà agonizzando senza i suoi poteri. Uff… sei un danno Markus… proprio adesso che mi serviva la tua ascia. Gli rivolgo uno sguardo di rimprovero, una sorta di “non si fa” silenzioso simile a quello che faceva Myricae quando mi scopriva a frugare nelle credenze.


    Rivolgo poi un cenno di assenso a Shayla togliendo quindi la pozione dalla mia mano e posandola sul comodino accanto a lei.


    Faccio scricchiolare le dita pulendomele poi sulla casacca, ho ancora tracce d’inchiostro sulle dita e non sono un bello spettacolo in generale, non vorrei che mi attaccasse pensando chissà cosa. Le avvicino alle sue ferite mentre Markus prende a parlare «Andreus, sai se Efrem si è liberato con Medea? Devo parlargli…»


    lo guardo appena soffermandomi soprattutto sulle ferite riportate. «Quando sono arrivato, stavano ancora conversando. Sono in biblioteca, seduti al tavolo. Se ti affacci alla porta puoi tenerli d‘occhio…»


    dico calmo cominciando a connettermi con il potere della mia famiglia, respiro profondamente e d’un tratto un’altra scintilla violacea, stavolta un po’ più evidente esplode veloce prima di lasciare il posto ai globi luminosi «ma che cazz…» guardo i due globi totalmente incredulo… non è la prima volta che accade oggi. Che cacchio mi sta succedendo? «Dimmi se ti faccio del male…» dico posando le sfere sulla spalla squarciata. Se non mi allontanerà, sentirà un calore piacevole diramarsi dalla ferita per poi risanare ogni cosa…

    Difesa e recupero:
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  9. #1149
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Dopo qualche istante di silenzio vedo sbucare il faccione di Andreus dalle spalle di Medea mentre mi chiede di poter parlare con me più tardi. Faccio cenno di sì con la testa e torno a concentrarmi sulla ragazza… forse ho capito di che vuole parlarmi ma voglio sincerarmene di persona. Dopo qualche altro minuto di silenzio da parte di Medea vedo apparire anche Markus, piuttosto malconcio. Inarco un sopracciglio quando richiama la mia attenzione con un colpo di tosse «rompo giusto un attimo» prima di avvicinarsi a me e porgermi una lettera. «Torna domani…» aggiunge abbassando lo sguardo, dispiaciuto. Leggo la lettera velocemente e deglutisco rumorosamente quando seguo con gli occhi le parole impresse su quel foglio e le rileggo un paio di volte prima di capire cosa è accaduto… alzo gli occhi sospirando amaramente mentre rivolgo a Markus solo un semplice «non è un problema, va pure…» piegando il foglio e mettendomelo in tasca prima di congedarlo. Cerco di tornare serio mentre guardo Medea… pare addormentata… ma non mi pare il momento per un sonnellino. «Dicevi?» dico riportandola all’attenzione, la ragazza annuisce e poi con un sorriso ironico mi risponde «vuoi sapere anche quanto mutandoni si è portata via?» sollevo un labbro in un mezzo sorriso da questa sua affermazione, fossi stato davvero il paranoico del cazzo col quale mi dipingevano, le avrei chiesto di dirmi anche di tutti i cosmetici che si è portata dietro. «Ovvio che ti dirò ogni cosa. Sono fedele alla causa e, come ti ho già detto, se avessi voluto tradirti non sarei venuta da te, me ne sarei andata e basta» perfetto così. È questo che mi volevo sentir dire ed è ciò che cerco. «Molto bene allora, puoi partire quando vuoi.» detto ciò la ragazza mi rivolge un cenno del capo e esce fuori dalla sala nello stesso istante in cui un altro corvo, stavolta diverso è più scuro, entra reggendo nel becco un’altra lettera. Ma che è oggi? Con poca grazia il corvo sputa la missiva nelle mie mani e vola via scomparendo per il rifugio. Una scritta rossa elegante si presenta dinanzi ai miei occhi… un forte odore metallico si sprigiona dalla scritta e solo in quel momento mi rendo conto che altri non è che sangue. Ma che è? Una lettera minatoria?

    "Il mio nome è Lady Lysa Blackstone, unica sopravvissuta ad un cruento massacro da parte di soldati reali, tra cui il Boia della Luna, Dahmer Gray, ai danni di innocenti sacerdotesse devote a Saraswaty. Dopo mesi di sevizie, torture e maltrattamenti, sono riuscita a scappare unendomi per un breve periodo nelle schiere di Drako Kalisi, dove ho ritrovato Dahmer. L'incompatibilità con i modi del Gran Maestro dei maghi, l'inadeguatezza dei suoi "guerrieri" e il rapporto conflittuale con il Boia della Luna, mi hanno portata a scegliere te, Efrem Targaryus, come capo da seguire, sperando sotto la tua guida di saziare la mia sete di sangue nei confronti dei Reali.
    Oltre alla mia fidata falce e alle mie abilità da Strega, posso offrirti inoltre alcune informazioni utili sulle due fazioni nemiche.
    Attendo tue indicazioni per trovare il vostro covo.

    Lady Blackstone.
    "
    Scoppio a ridere rileggendo un paio di volte quelle parole. A quanto pare quel cialtrone di Drako sta cominciando a perdere gente proprio come me. Non mi stupirei se quella cavernicola di Ananya si fosse andata a rifugiare proprio da lui. Beh… o lui o la morte. Prendo un altro foglio e comincio a scrivere una risposta per la donna.

    “I nemici del Dragone e della corona sono automaticamente mie amici, posso ben comprendere cosa abbiate trovato tra le fila di Kalisi e sono qui per offrirvi il mio aiuto in merito a questa vostra situazione. Ho… apprezzato questa lettera scritta col sangue e spero che il soldato dal quale l’avete ricavato sia morto. Avremo da discorrere parecchio dopo il vostro arrivo specialmente sulle informazione che dite di portarmi. Più sotto troverete le indicazioni per raggiungere il rifugio.

    Efrem Targaryus”
    Piego a quattro il foglio e mi connetto con l’ambiente circostante facendo appello alla mia natura. Lentamente una grossa vipera grigia e nera, dal piccolo corno sul muso sbuca da dietro le librerie, sollevo un labbro quando si arrotola attorno alla sedia per poi sollevare il capo e soffiare un paio di volte. Ruiny mi è sempre stato fedele da quando mio nonno, Nikola me l’ha donato qualche anno fa. È molto utile come difesa nel caso di attacchi a sorpresa in camera o… perché no, anche ratti vari e con gli anni, mio nonno lo incantò in modo che potesse svanire a proprio piacimento. Stringo la lettera attorno al suo corpo e gli ordino di trovare questa Lady Blackstone e di consegnare la missiva prima di svanire nel nulla. La vipera striscia veloce da dove è apparsa e io mi dirigo in infermeria dove sento un vociare continuo, dentro trovo Andreus impegnato nelle cure di Shayla e Markus. Mi siedo sul lettino di fronte a loro e rivolgo un sorriso ironico a entrambi «chi ha vinto?»

    Simbiosi (Maestro) - Avverte le sensazioni ed emozioni altrui, è in grado non solo di manipolarle, per renderle simili alle proprie, ma di alterarle secondo piacimento. Non può cambiare la percezione che si ha di lui, chi subisce gli effetti della simbiosi, cambia umore, ma l’idea che ha dell’elfo rimane tale.

    *Azioni e frasi di Markus e Medea concordate rispettivamente con Damnedgirl e Lilla_20


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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Fisso Andreus inebetita quando mi accorgo che si avvicina senza battere ciglio e sprigiona il proprio potere curativo su di me, mi sta curando? Davvero? Questa giornata mi sta riservando troppe cose strane, probabilmente sono destinata a morire domani.



    Il suo potere sembra più intenso, mi sembra di intravedere una scintilla violacea, lui stesso ne appare sorpreso tanto da chiedermi «Dimmi se ti faccio del male…» posando le sfere sulla spalla squarciata.



    Lo lascio fare ed avverto subito una piacevole sensazione di calore che si propaga per tutto il corpo, ed istante dopo istante tutte le ferite si rimarginano "Tutt'altro" mi limito a rispondere, socchiudendo gli occhi e lasciando che il potere faccia il suo dovere "Grazie" aggiungo infine, a bassa voce.



    No aspetta... ho davvero ringraziato il guaritore? L'ho detto che sta per succedere qualcosa di tremendo! Ma è solo perchè era da tanto che non mi sentivo così bene, probabilmente da quando sono arrivata qui al monastero quella notte. Markus ha lasciato l'infermeria chiedendo di Efrem, avrebbe anche lui bisogno di cure ma sono felice che Andreus si sia occupato prima di me, ho bisogno di riposare per domani, sono molto stanca. «Chi ha vinto?» sento chiedere proprio da Efrem, che nel frattempo ci ha raggiunti in infermeria sedendosi sul letto di fronte al nostro



    "Markus è un osso duro, ma prima o poi lo spezzo" gli rispondo ironica, guardando Markus che nel frattempo è tornato nella stanza e facendogli un occhiolino.


 

 

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