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  1. #1271
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    L’indice brucia ma il contatto con l’acqua dei capelli mi da un senso di refrigerio immediato, non penso che mi darà molto fastidio a parte un po’ di prurito a breve. Ma ciò che fa Markus mi spiazza… dopo avermi guardato prima accigliato e dopo con preoccupazione, mi afferra la mano «fa vedere»



    dice preoccupato osservandola e portandosi poi il mio dito vicino alle labbra… soffia appena alleviando così ulteriormente il bruciore, mentre io avvampo come un bambino scoperto a toccare una torta. Distolgo lo sguardo visibilmente imbarazzato e comincio a sentirmi pari a quando ero piccolo. «Non mi hai rovinato la giornata e non ti devi scusare…» ammettilo Markus, sono un bambino impiccione. Lo so. L’uomo però non mi guarda più e dopo aver lasciato la mia mano abbassa gli occhi e si allontana tornando poco dopo con qualche ciocco di legno tra le mani «sono io ad essere fin troppo cauto… Mi viene spontaneo non fidarmi degli altri e tenerli lontani» lo vedo sistemare i pezzi di legno in una catasta improvvisata prima di soffiarci sopra il suo potere e dar fuoco al tutto.


    Gli rivolgo un sorriso grato e mi avvicino a lui sedendomi accanto mentre i miei occhi si incatenano al fuoco e rimango per un attimo rapito, affascinato quasi dai bagliori e dai disegni che le ombre lanciano sulle pareti. Sporgo mani e piedi verso la fiamma sfilandomi gli stivali zuppi e lasciandoli vicino al fuoco mentre mi beo del suo calore.


    «Probabilmente tu lo reputi sbagliato, ma io no: è… Anzi, era una questione di sopravvivenza. Cioè… Quando si vive con la paura costante che una parola di troppo, con la persona sbagliata, possa portati alla morte, è normale difendersi così, no?» non è sbagliato… è umano… la paura ti rende così, non è una tua scelta… come tu ti ostini a credere. «Qualche giorno fa tu mi hai chiesto perché sono qui. Io, non conoscendoti, non mi fidavo e ho cercato di dirti solo una parte di verità…» ricordo perfettamente quelle parole, la ricerca spasmodica di vendetta che brillava dentro ai suoi occhi… il ragazzo volge lo sguardo verso di me fissando i miei occhi e guardandomi serio «la realtà? Sono una persona e voglio combattere per riprendermi la mia vita perché sono stanco di nascondermi… Markus Obelyn è ancora vivo, e non morto come crede Astor Demonar…»



    mi dice a fatica ma con una nuova luce negli occhi. Gli sorrido tranquillizzandolo, non lo biasimo e di certo non voglio in alcun modo giudicare quello che ha fatto o subito, questo è solo un enorme passo avanti per lui e sono felice di far parte e di aver contribuito a ciò. Provo a posargli una mano sulla spalla stringendo appena per infondergli la mia stessa sicurezza «non reputo sbagliato il tuo gesto… sei umano, come me… la paura ti ha fatto reagire così e nessuno può fartene una colpa…» mi inginocchio davanti a lui posando quindi entrambe le mani sulle spalle


    «quella che sto per farti è una promessa… sappi che io ti aiuterò a trovare quella pace e quella sicurezza che hai perso quella notte e se ciò dovesse significare aiutarti nella tua vendetta, allora che i Siamesi mi inghiottiscano nel fango adesso, io ti sarò sempre accanto!» torno seduto e tiro fuori dalla tasca la scatola di latta con i biscotti di Myricae mostrandogli il contenuto «beh… ti va un biscotto?» dico con un sorriso porgendogli la scatola… i miei biscotti preferiti e che ho condiviso solo con Daphne e Efrem quando eravamo a Gaearmir… sono un bambino? Può darsi…

  2. #1272
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Dopo avermi ascoltato con attenzione, senza mai interrompermi, Andreus poggia la mano sulla mia spalla e stringe appena, infondendomi calore e sicurezza. <<Non reputo sbagliato il tuo gesto… Sei umano, come me… La paura ti ha fatto reagire così e nessuno può fartene una colpa…>> . Ma non è vero, perché è colpa mia. Ethan è morto perché mi sono lasciato paralizzare dalla paura, non sono intervenuto prima e non l’ho protetto... Sono un codardo, ed al Sinelux nascondendomi dietro la statua ho solo dimostrato la mia debolezza. Magari il rimpianto di mio padre sono proprio io… Regret… Potrebbe perfino essere il nome perfetto per la mia arma. Mi incupisco ed assottigliando lo sguardo fisso il fuoco finché non è lo stesso Andreus a riprendere l’attenzione inginocchiandosi di fronte a me e posando stavolta entrambe le mani sulle spalle mi dice, <<quella che sto per farti è una promessa… Sappi che io ti aiuterò a trovare quella pace e quella sicurezza che hai perso quella notte e se ciò dovesse significare aiutarti nella tua vendetta, allora che i Siamesi mi inghiottiscano nel fango adesso, io ti sarò sempre accanto!>>, con sincerità. So che lo è… E voglio credergli. Ne ho bisogno. Andreus torna dunque seduto e dopo pochi attimi sfila da una tasca una scatoletta mostrandomi il contenuto prima di chiedere, <<beh… Ti va un biscotto?>>. Ricambio il sorriso e giusto per non farlo offendere afferro un biscotto, mangiucchiandolo però con poco appetito. <<Cannella…>>, osservo il pezzo di dolce rigirandolo tra le dita, <<un’amica di mio padre me li portava spesso, assieme a quelli alla menta o al cioccolato>>. Quando ormai è a metà faccio una piccola pausa e guardando Andreus riprendo a parlare, <<in un certo senso però è colpa mia… Io... Li ho guardati morire, non ho fatto niente per la paura…>>. Distolgo lo sguardo per la vergogna, puntandolo verso il fuoco, e con gli occhi lucidi gli racconto tutto ciò che è accaduto durante quella notte: il fumo, la casa che andava a fuoco, la finestra rotta da cui mi sono affacciato, il corpo di mio padre sparso a pezzi in casa, Ethan mentre veniva mutilato ed ucciso, il mio intervento finito male, le torture con le catene incandescenti e infine… L’occhio... <<Non recupererò mai ciò che ho perso durante quella notte, né troverò pace o sicurezza finché lui vivrà…>>, e poi mi lascio andare alle lacrime non riuscendo più a resistere...

    Nota: la storia è quella in BG con qualche particolare aggiunto con i miei post passati.



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  3. #1273
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
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    Continuo a seguire la donna , i miei amici ragnetti anticipano i miei movimenti e riferiscono dove la donna si sta dirigendo … fino a quando non si ferma e..sembra che si sia fermata proprio davanti alla camera di Efrem.
    Cosa è venuta a fare in questa stanza? Sta forse cercando qualcosa? Entra.
    La seguo a poca distanza bloccando con il piede la porta prima che si chiuda. Osservo dallo spiraglio cosa vuole fare, si guarda attorno e. solo quando la vedo varcare l’altra porta, con un buon tempismo mi infilo nella stanza lasciando che la chiusura delle due porta coincida.
    Io ci sono entrata solo una volta qui, quando è arrivata tra di noi Daphne accusandoci di aver usurpato la sua casa…sorrido al pensiero di quella ragazza che prima sembrava così fragile ed ora, è forse una delle combattenti più valide che abbiamo. Ricordo anche che nel corridoio parallelo a questa stanza dopo il suo arrivo, mi sono fermata per un po’ e ho parlato con lui … ricordo quel momento, ero arrabbiata per il suo comportamento con Andreus ma poi il discorso ha preso un’altra piega…comunque la conformazione di questa stanza la ricordo. L’atrio d’ingresso con delle librerie colme di libri e un tavolo rotondo qui davanti, la stessa porta varcata dalla tizia strana, da su un corridoio. A destra c’è la stanza di Efrem, a sinistra credo il bagno… quella volta l’ho visto uscire con un asciugamano legato in vita. Arrossisco a quel lontano pensiero.
    Scivolo tra le pieghe d’ombra tra le fioche luci del rifugio , non indosso nulla di chiaro quindi non dovrei essere troppo visibile e le ombre riescono a nascondermi bene, ma so che se varcherò quella porta, potrei ritrovarmela davanti e…la sua maschera è un qualcosa di inquietante. Io continuo a pensare che appartenga a qualche strano ordine segreto o addirittura qualche setta dedita a Raiden vista la sua affinità.
    Mi faccio coraggio. Voglio capire cosa vuole quella donna, magari sta solo guardando per ambientarsi, eppure non sono sicura della sua buona volontà. Chissà da dove arriva Efrem ha detto che è venuta qui per dare una mano, lui si fida ma io sono piuttosto diffidente. Non mi fido molto delle persone, sono sempre pronte a voltare faccia quando meno te lo aspetti, esempi ne ho avuti ed ora prima di fidarmi be…meglio andare cauta.
    Spingo la porta con il cuore in gola, mi aspetto di vedere i suoi occhi dietro la maschera fissarmi , almeno eviterò l’effetto sorpresa. Potrebbe anche reagire male , in caso sarò pronta, ma non voglio evocare la mia arma, potrebbe benissimo vederla come una minaccia.
    Non appena varco la porta davanti non mi trovo nessuno, la chiudo cautamente dietro di me, guardo prima a destra e poi a sinistra, ma di lei nessuna traccia, dove sarà andata?
    Avanzo dapprima verso sinistra, raggiungo la porta del bagno. La spingo, ma nella stanza non c’è.
    Se qui non c’è e nemmeno nel corridoio come nemmeno nell’atri o…mi resta solo una porta dove guardare…avanzo lungo il corridoio e raggiungo la porta che da sulla camera da letto di Efrem.
    Prendo un respiro, stringo la maniglia e apro.
    <<Cerchi qualcosa Lysa?>> chiedo seria senza minaccia, solo con la voglia di sapere se o meno sta cercando qualcosa in particolare , la vedo ferma ed immobile con un braccio proteso verso uno specchio. Che strano…
    Non entrerò direttamente in stanza,aprirò la porta ma resterò comunque per un attimo parzialmente coperta dal legno, non so come potrebbe reagire alla mia presenza e, la porta potrebbe essere una minima barriera difensiva.

  4. #1274
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Le mie parole sembrano sortire un qualche effetto sul ragazzo… spero solo che questo lo aiuti a fidarsi di me, so che sono pochi giorni che lo conosco e potrebbe benissimo mandarmi a quel paese o non fidarsi lo stesso, ma voglio davvero aiutarlo.


    Non voglio immischiarmi nei suoi problemi, né voglio causargliene altri, ma voglio semplicemente riportarlo a galla. Soffre.


    E me l’ha voluto far capire, anche se non l’ha detto a parole. Il ragazzo ricambia il mio sorriso prendendo uno dei biscotti e mordicchiandolo prima di parlare «cannella…» lo osserva compiaciuto prima di continuare «un’amica di mio padre me li portava spesso, assieme a quelli alla menta o al cioccolato»



    lo guardo, incuriosito… menta e cioccolato dalle parti di Vygrid sono difficili da trovare, a meno che questa donna non fosse molto abile nel commercio o avesse titoli o contatti particolari. D’un tratto però sento i suoi occhi su di me e mi volto guardandolo, il viso contratto appena e gli occhi lucidi mostrano solo sincerità assieme a una profonda tristezza… mi dispiace Markus, reggendo il mio biscotto con le labbra, gli sorrido cercando di tranquillizzarlo «in un certo senso però è colpa mia… Io... Li ho guardati morire, non ho fatto niente per la paura…» non rispondo e ascolto in silenzio la sua storia… stavolta per intero. Mi racconta della sua casa in fiamme delle atrocità che Astor ha commesso ingiustamente verso i suoi familiari, del suo disperato tentativo di salvare suo fratello… e l’orrore della tortura subita… lo guardo in viso cercando i suoi occhi lucidi forse anche di più di prima. Un singhiozzo… un altro e le parole cominciano a venire meno quando racconta i dettagli delle violenze su di lui… le catene… dei, non riesco nemmeno a pensare tanto dolore… «Non recupererò mai ciò che ho perso durante quella notte, né troverò pace o sicurezza finché lui vivrà…» dice infine, tra i singhiozzi,


    lasciandosi andare al pianto, per la prima volta vedo il suo volto rigato dalle lacrime e… senza nemmeno pensarci lascio la scatola accanto a me e provo ad abbracciarlo stringendolo a me tra le braccia, non m’importa dei miei vestiti fradici, non m’importa del freddo.


    Ho promesso di stargli accanto, qualunque cosa accada… «te lo prometto Markus, dovesse essere l’ultima cosa che faccio…» dico calmo, sempre più sicuro delle mie parole…

  5. #1275
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Dentro di me c’è solo vergogna, fuori le lacrime che mi rigano il volto, e non sento nient’altro, se non il suono dei miei singhiozzi che riecheggia sinistro nelle mura del monastero. Ho voglia di piangere, di urlare, di nascondermi e invece resto qui con accanto Andreus a pensare a ciò che ho perso, ciò che dovrò fare, ciò che potevo evitare… Non dovrei, perché l’autocommiserazione non serve, non aiuta e causa solo altro dolore, cerco di fermare le lacrime, ma non riesco, i bei momenti vissuti con la mia famiglia tornano a tormentarmi assieme al ricordo della loro morte. Non servono parole di conforto, non riuscirei a sentirle, non serve cambiare modo di vivere, il cuore continuerebbe a battere con lo stesso ritmo, non serve evitare di pensare, la ferita continuerebbe a sanguinare. Il ragazzo d’un tratto mi abbraccia e nell'immediato rimango pietrificato nella mia posizione mentre sento il freddo dei suoi vestiti bagnati che mi investe con brividi gelati, lentamente però un calore, una forza e un sostegno che non sentivo ormai da tempo si fanno strada da quella stretta annebbiando e eliminando il freddo dei vestiti. Le lacrime cadono sempre più copiose in un pianto che non sono riuscito a esternare nemmeno davanti alla tomba di mio padre e, con un ultimo singhiozzo, mi stringo ad Andreus afferrando e stringendo tra le mani la sua casacca mentre do sfogo a tutto. <<Te lo prometto Markus, dovesse essere l’ultima cosa che faccio…>>, mi sussurra Andreus e… Ha ragione. La sua determinazione diviene mia. Mai arrendersi, mai chinare il capo per paura di vedere, ma osare, trasgredire e violare le regole per avere ciò che è nostro. Ed è una vita quella che voglio e che avrò, una vita libera da ogni forma di sofferenza e di violenza… Ma con la coscienza pulita. <<Grazie>>, biascico e di malavoglia mi stacco dall’abbraccio. Ci manca solo che qualcuno ci veda così e… Sarebbe la volta buona che Efrem mi uccide. Indubbiamente. Qualcosa però prende a solleticarmi la gamba ed io, infastidito, la scuoto fino a quando non vedo spuntare fuori il mio scoiattolo che famelico si lancia sul biscotto togliendomelo di mano. <<Ladro…>>, sibilo avvicinandomi lentamente all’animale e con uno scatto lo afferro dalla coda per riprendere il “bottino”. Lo scoiattolo però mi anticipa infilandosi la metà del biscotto in bocca ed io allora assottiglio lo sguardo fissandolo torvo<<Andreste d’amore e d’accordo voi due, sai?>>, dico in uno sbuffo ad Andreus e mollando la presa con lo scoiattolo lo faccio tornare a terra, ormai quella roba non è più commestibile. <<Le briciole sul letto sono state una vera tortura l’ultima volta che ci ho dormito...>>.



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  6. #1276
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Markus non ricambia il mio abbraccio per qualche istante, resta fermo come stupito per poi lasciarsi andare al pianto e stringermi con più forza della mia e tirando la mia casacca da dietro. Un sorriso mi appare sul volto, spontaneo e sincero… finalmente so di stare facendo la cosa giusta con lui e voglio continuare su questa strada. Non lo abbandonerò, né ora e né mai. «Grazie» dice staccandosi… non ringraziarmi… non ora, fallo quando tutto questo sarà finito. Torniamo in silenzio e io col sorriso sul volto torno a protendere le mani verso il fuoco, d’un tratto Markus comincia a muoversi convulso scuotendo la gamba e solo in quel momento mi accorgo dello scoiattolo che si arrampica sui suoi pantaloni raggiungendo il biscotto che stava mangiando.


    Questo animale ha una grossa propensione per il rischio. Markus lo afferra per la coda sollevandolo e provando a togliergli dalle zampe il dolce ma quello è più veloce e s’infila l’intero biscotto in bocca.


    «Ladro…» dice lasciando la presa sull’esserino che si avvicina anche al fuoco riscaldandosi prima i avvicinarsi a me «andreste d’amore e d’accordo voi due, sai?» dice sbuffando e rivolgendosi poi a me. Simpatico.


    Gli faccio una linguaccia fintamente offeso e accarezzo l’esserino sulla testa prima che si nasconda tra le mie gambe. Ehy, non prenderlo alla lettera pure tu. «Le briciole sul letto sono state una vera tortura l’ultima volta che ci ho dormito...»


    drizzo le orecchie di colpo e avvampando dall’imbarazzo. Credevo di averle tolte! Incasso la testa nelle spalle per poi grattarmela nervoso mentre cerco di coordinare le frasi «ho pulito, giuro!» dico stringendomi nelle spalle «ho anche cambiato le lenzuola, così non rompi più le palle!» Markus ride di gusto e la sua risata diviene contagiosa facendo ridere anche me, sono contento che parte di questo sorriso sia opera mia… certo, sbriciolare biscotti sul letto potevo anche risparmiarmelo eh. Il ragazzo poi si alza e raccoglie qualche altro ceppo di legna secca da vicino le statue per poi aggiungerle al falò «guarda che se ci sono ancora briciole scaliamo un'altra birra eh» nemmeno morto. Nemmeno se dovesse chiedermelo una delle tue… A PROPOSITO! «Markus…»


    dico lievemente imbarazzato «posso farti una domanda… un po’ personale?» aspetterò una sua risposta e se essa sarà affermativa allora cercherò di articolare bene la frase… non voglio che mi prenda a pugni proprio ora «chi… ecco… ami di più tra le due? Daphne e Shayla intendo…» aspetterò in silenzio la sua risposta e se a quella di prima non sarà affermativa… mi farò gli affaracci miei… una volta tanto…

    *Frasi e azioni di Markus concordate con Damnedgirl

  7. #1277
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Mi ha fatto bene parlarne, per una volta piuttosto che alcol, erba o rapporti con altri ho preferito sfogarmi e cominciare seriamente ad affrontare il dolore. E’ una vittoria questa. Rido di gusto perché sono già più tranquillo, sapere che di non essere soli, di avere un amico dalla propria parte nonostante tutto è confortante. Un leggero brivido alla schiena però mi fa trasalire, metto dunque da parte i pensieri e decido di scaldarmi. Con un po’ di fatica sfilo gli stivali che posiziono a debita distanza dal fuoco onde evitare di farli bruciare e poi avvicino i piedi al calore gustandomi con gli occhi socchiusi il piacevole tepore che sento. <<Markus…>>. Mi volto di sbieco verso di Andreus e inclinando leggermente lo osservo un poco perplesso perché mi pare imbarazzato. Che ho fatto ora? <<Posso farti una domanda… Un po’ personale?>>. Mugugno <<nhm>> e torno a scaldarmi i piedi muovendoli un poco vicino al fuoco. Che goduri… <<Chi… Ecco… Ami di più tra le due? Daphne e Shayla intendo…>>… AH? Non so quali fantasie si sia fatto vedendo il bacio tra me e Daphne ma quello non è amore. Assolutamente no. Vero che gran parte del tempo che passo assieme a lei è sopra un letto, però tengo a lei come ad un’amica e penso di averlo fatto capire alla ragazza, evitando di metterle in testa false speranze o illusioni. Shayla poi… Ehm… Si può sapere dove diamine ha visto “amore” tra me e quella donna?! Giro velocemente la testa verso di lui accompagnando il gesto con un chiarissimo <<Coooooosa?>> mentre lo guardo sempre più confuso e incredulo. Sorridendo scuoto la testa ed afferrando gli stivali li faccio asciugare all’interno mentre cerco di formulare una risposta decente ad Andreus. Guarda te cosa mi tocca andare a spiegare! <<Veramente Daphne è un’amica. Ci divertiamo ogni tanto e le voglio bene, ma… Non c'è nulla di serio e lei lo sa…>>. Non sono quel tipo di persona in fondo. <<Con i sentimenti degli altri non gioco>>, aggiungo poi sincero, guardandolo negli occhi, e poi continuo, <<Shayla invece non so come tu possa credere che ci sia del tenero. La conosco appena ed è un miracolo se ci sopportiamo a vicenda>>.



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  8. #1278
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Vedo la testa del ragazzo voltarsi appena e i suoi occhi incrociare i miei come a volermi esortare a parlare… o magari mi sta chiedendo di tacere… uff. Il suo mugugno poco dopo mi convince a continuare ma la sua reazione… non era esattamente quella che mi aspettavo.


    Beh… sempre meglio di quella fatalista che avevo in mente che comportava uno stivale in bocca e un occhio nero. Volta la testa di scatto guardandomi incredulo mentre urla un più che chiaro «coooooosa?» ehm… forse non mi sono spiegato?


    Mi sa che dovevo articolare meglio la frase… o parlare più chiaro… o scandire meglio le parole. Ok, respira Andreus. Arieggia il cervello. Non mi ha ancora arrostito, il che è un bene, no? Il ragazzo si alza prendendo i suoi stivali e li asciuga appena sulla fiamma per poi voltarsi verso di me prima di parlare «veramente Daphne è un’amica. Ci divertiamo ogni tanto e le voglio bene, ma… Non c'è nulla di serio e lei lo sa…»



    piego la testa di lato non capendo in un primo istante il significato di quelle parole… si divertono ogni tanto… vuol dire che giocano a cart… AH NO. Quindi tra loro due non… «con i sentimenti degli altri non gioco» ma… quindi questo vuol dire che anche con Shayla non c’è nulla? Il ragazzo continua ad asciugarsi gli stivali guardandomi negli occhi dando poi conferma ai miei pensieri «Shayla invece non so come tu possa credere che ci sia del tenero. La conosco appena ed è un miracolo se ci sopportiamo a vicenda»


    in pratica i miei pensieri sono solo in frutto di una mente pressappoco delirante e prossima alla malattia mentale? PERFETTO. Lo guardo negli occhi un po’ imbarazzato ma felice che non sia un traditore come temevo «scusami… forse ora ti sarà più chiara la mia freddezza in infermeria…» gli sorrido, colpevole


    «temevo che stessi prendendo in giro Daphne e me la sono presa un po’ a male… le voglio bene, nonostante tutto…» già, nonostante il suo disprezzo…

  9. #1279
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Lady Blackstone



    Un leggero rumore di passi alle mie spalle interrompe ben presto i miei pensieri. Sento la porta aprirsi alle mie spalle. Qualcuno si sta avvicinando.



    Ritiro la mano dallo specchio pronta ad usarla per colpire in caso di attacco, mentre noto comparire il riflesso della giovane dalla carnagione scura e i capelli rossicci vista poco fa in infermeria.



    mi chiede restando sulla porta. Mi volto lentamente verso di lei, scrutandola meglio. Ancora orecchie a punta. Un'altra elfa. Questo posto ne è pieno.



    Con fare lento, mi avvicino alla ragazza fissandola in malo modo negli occhi.
    "Lady Blackstone." preciso rauca, vietando ogni tipo di confidenza.



    "Cerco un posto dove rinfrescarmi." rispondo atona dopo una manciata di secondi di silenzio. Avrei potuto tagliarle le mani per non aver bussato o solo per avermi chiamata per nome, ma sono stanca e ho bisogno di altre cure.



    Molto probabilmente l'elfa avrebbe la meglio. Aspetterò il momento opportuno. L'insolenza verso una lady dev'essere punita, sempre.


  10. #1280
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Andreus mi parla, si scusa per come sì è comportato prima e poi mi spiega che lui a Daphne vuole davvero bene e che temeva la stessi solo prendendo in giro…Falso. Si vede proprio che non mi conosce. Io non farei una cosa del genere, a prescindere, sono per il “non fare ad altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. <<Non voglio prendere in giro nessuno, sono qui per ciò che sai… Quando Astor Demonar saprà che sono vivo probabilmente vorrà completare l'opera, dubito quindi di legarmi a qualcuno. Sarebbe un pericolo>>, mi limito ad aggiungere schietto, guardandolo negli occhi. Non lo biasimo se vorrà tirarsi indietro, i Demonar... Sono un casato temibile.<<Per l’infermeria invece sta pure tranquillo, ti ho perdonato da un pezzo ormai…>>, già, stronzetto. Come si può volergli male? I piedi intanto vedo che si sono asciugati e pure le scarpe, me le rinfilo dunque rimettendomi dritto e continuo a scaldarmi lasciando però spazio ad Andreus. <<Piuttosto, visto che ne stiamo parlando…>>, sorrido smaliziato e lo guardo. <<Da quanto va avanti la storia tra te e Efrem? E non dire che non è vero: quel bacio non lo dai per sbaglio...>>. Sospiro un attimo, voltando gli occhi in direzione del fuoco nell’istante in cui ricordo il viso di Daphne rigato dalle lacrime. Mi dispiace. Non deve essere facile per nessuno dei tre gestire questo casino… <<Lo chiedo perché mi sembra strano…>>, bugia, in realtà sono curioso.<<State insieme la stanza non dovreste dividerla?>>.



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