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  1. #1461
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    La ragazza scosta i fogli sul tavolo e torna a guardarmi subito dopo "No, posso rimandare, mi è venuta voglia di scrivere a mio fratello Kaleb, ma non è urgente" mi dice subito dopo, incitandomi a continuare con un gesto della mano.



    Le sue parole mi fanno tornare in mente che ha subìto un lutto proprio in questi giorni, deve essere difficile per lei stare lontano dalla famiglia in un momento simile. Non ho mai avuto nessun altro affetto oltre mia madre, ma quando lei è morta avrei tanto voluto qualcuno a cui scrivere, con cui parlare.



    Forse dovrei valutare la richiesta di Efrem e contattarli, ma mi sale il rifiuto solo al pensiero di farlo, ci devo pensare ancora un pò, non sono pronta ed ho vissuto bene per troppi anni senza farlo.



    "Condoglianze per il tuo lutto" le dico stranamente sincera, stranita per queste attenzioni che sicuramente sono frutto dei pensieri che mi stanno occupando la testa in queste ore, non so neanche chi abbia perso in realtà, non ho nemmeno chiesto quando lo ha detto in infermeria, ma non è importante dopotutto.



    Mi sento a disagio, non è da me comportarmi in questo modo, quindi cambio subito argomento "Abbiamo un caro amico in comune a quanto pare, Aiden. E' di lui che volevo parlare, prima sono stata molto vaga" aspetto una sua reazione prima di continuare il discorso.


  2. #1462
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon


    "Condoglianze per il tuo lutto" Esordisce Shayla, mi sembra stranamente poco sarcastica, oserei dire sincera, anche se di poche parole, ma preferisco così, non amo parlare di queste cose e tanto meno venir compatita



    "Grazie" le rispondo mesta, portando per qualche istante gli occhi al tavolo di marmo. Fortunatamente incomincia il suo discorso ed il nome che pronuncia cattura tutta la mia attenzione in un attimo



    "Abbiamo un caro amico in comune a quanto pare, Aiden. E' di lui che volevo parlare, prima sono stata molto vaga"

    Mi avvicino con la sedia a lei, non sono discorsi da far ad alta voce "A differenza di molte persone che hanno conti in sospeso con lui, credo di aver subito il male minore, ma ha toccato il mio orgoglio umiliandomi con la mia famiglia anni fa. Ora che è comandante delle guardie reali, posso dargli anche la colpa per la morte di mio fratello, in parte, una colpa che dovranno diversi molti reali."



    Stringo istintivamente i pugni e mi conficco le unghie nella carne, senza rendermene conto mi ritrovo a digrignare i denti mentre serro la mascella. Cerco di calmarmi da questo moto di rabbia improvviso e socchiudo per qualche istante gli occhi, poi torno ad osservare la donna "Se posso contare su di un'alleata, ne sarei più che felice. Qual è il tuo conto in sospeso con lui?"


  3. #1463
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide



    Esco dalla mia stanza e mi avvio verso la biblioteca, mi è venuta in mente una cosa e vorrei controllare.
    Mentre avanzo sento delle voci provenire dalla sala riunioni.
    Quanto tempo è che sono rimasta in camera?
    Non mi va di palesarmi e di avere gli occhi di tutti addosso, così mi nascondo addosso alla parete di destra, non vicinissima all’arco in modo che nessuno mi veda.
    Ascolto così la riunione ma senza farmi vedere.
    La Strega dell’Ovest è dalla nostra parte? Per poco non inciampo quando mi avvicino leggermente all’arco.
    A quanto pare lei ed Efrem erano d’accordo… non me lo sarei mai aspettato da lei.
    Non ho mai avuto confidenza con lei ma a palazzo la incontravo quando andavo a trovare mio padre.
    Mi ha sempre incuriosita e ho letto moltissimo su di lei.
    Concordo un po’ con gli altri, Efrem avrebbe dovuto avvisarci, o almeno avvisare anche Shayla dato che in battaglia c’era lei, ma ormai ho imparato a conoscerlo e so che lui prende le cose di petto senza interpellare mai nessuno.
    A volte mi domando se si fida di noi o se ci considera solo degli alleati utili alla causa.
    Sento poi la voce di Daphne che si congeda e di corsa mi fiondo in infermeria in modo da non incontrare nessuno.
    Devo ancora incontrarmi con lei…

  4. #1464
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    La riunione continua, dal Kratoning si passa a parlare di Valerius Urthadar, il reietto che mi ha quasi ucciso al Sinelux, e nonostante mi sforzi di seguire i discorsi non ci riesco come voglio.



    Troppe chiacchiere, troppe informazioni, troppe cose che un semplice fabbro non può capire! Insomma so solo che se lo incontro gli strappo entrambi gli occhi e me li riporto a casa come ricordino, per il resto non me ne importa un fico secco, può essere chi gli pare, pure Raiden in persona. Finalmente Efrem mette a tacere tutti ed inizia a raccontarci di come abbia liberato Deirdre dell’Ovest e che tipologia di accordo ci fosse tra di loro. Distolgo lo sguardo solo quando parla del rito, rabbrividendo nell’esatto istante in cui sottolinea di aver lasciato incustodito il corpo della vecchia pensando che fosse morta… Si vede che la odia e tanto anche!



    Peccato però che non sia crepata una volta per tutte perché avremmo vinto l'Abgruntis... Diamine. Comunque, basandomi su ciò che ha detto posso trarre un’unica conclusione: Efrem è un uomo con le palle quadre e disposto a tutto pur di vincere la guerra. Daphne lascia la stanza



    e dopo di lei è il turno di Shayla che però aggiunge una battuta sarcastica <<No ma d'ora in avanti non tenere tutto il divertimento per te>> decisamente azzeccata. Non lo giudico, vita sua, scelte sue, ma in questa guerra siamo coinvolti tutti ed un minimo dovremmo saperlo per poter contribuire... <<Nessun’altra domanda>>, rispondo sicuro gettando un'occhiata preoccupata ad Andreus che finora non ha aperto bocca.



    Non deve essere facile da digerire questo... Poveraccio. <<Vado ad allenarmi, domani ho una battaglia>>. Saluto tutti e raggiunta l’armeria mi piazzo di fronte un manichino prendendolo a pugni per scaldarmi.

    Ultima modifica di Damnedgirl; 24th November 2015 alle 00:21



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  5. #1465
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Le parole di Efrem si susseguono velocemente, una cascata che trabocca, ci racconta quello che è stato il suo mondo segreto per tanto, troppo tempo, ora capisco il motivo del suo caratteraccio, capisco la sua diffidenza, molte cose sono più chiare ma altre mi restano ancora oscure.

    Una cosa è certa ha rischiato il tutto per tutto per darci una possibilità in più di vittoria. Ha cercato nell'ombra di stringere patti e alleanze e l'ha fatto da solo, rischiando in prima linea.
    Io l'ho sempre giudicato piuttosto negativamente, ma ora forse comprendo la natura dei suoi gesti.
    Questa guerra è molto importante sia per lui che per tutti noi...non si tratta solo della mia vendetta personale, qui in campo ci sono molte vite, molte persone; ognuna con il suo orgoglio, ognuna con il suo carattere, ognuna con i suoi sentimenti feriti ...dovrei lasciare da parte ciò che ero, per essere ciò che sono e combattere anche io come loro in prima linea per questa guerra e, non solo per le mie questioni personali.
    Lo devo a tutti coloro che sono morti, coloro che sono stati feriti ed hanno perso tutto, devo farlo come membro dei ribelli e non semplicemente come Keyra.
    Do un'ultima occhiata ai ritratti dei nostri avversari, cerco di ricordarmi qualcosa in più su coloro che conosco, ma al momento è nebbia.
    Resto ancora in silenzio , a volte il silenzio dice molto di più di una parola.
    Poco dopo faccio per alzarmi, ma è Daphne a farlo prima di me.
    Lascio che sia lei per prima a lasciare la stanza, quindi mi alzo cercando il volto dapprima di Efrem, poi di Andreus:
    << Non ho domande per quel che mi riguarda, ora molte cose mi sono più chiare...grazie per averci informato >> detto ciò mi congedo dai presenti dirigendomi verso l’uscita, ma prima di sparire oltre l’arco mi volto nuovamente verso di loro, cercando il viso di Markus e quello di Lysa
    <<Che gli Siamesi vi proteggano guerrieri>> dico rivolgendomi ai due guerrieri, augurandogli tutta la protezione di cui necessitano, mentre vedo quest'ultimo alzarsi proclamando l'intenzione di andare ad allenarsi.
    - Ha avuto la mia stessa idea.-

    Esco dalla sala per dirigermi a mia volta in armeria, visto il mio stato d’animo al momento, preferirei andare a riposare, ma non è il momento, ho solo voglia di scaricare un po’ di rabbia e tensione.
    Quando raggiungo la stanza, vedo Markus già in posizione davanti ad un manichino...
    << Ti va un pò di compagnia?>> gli chiedo con un timido sorriso.
    Non ho avuto molte occasioni per parlare o allenarmi con lui, chissà se avrà voglia di dedicarmi un pò del suo tempo.

    In caso non forzerò la mano, se non mi darà attenzione mi allenerò da sola.
    -Ultimamente mi sono isolata spesso...ma..ne avevo un estremo bisogno.-


    Manelmir ---> Arma in forma dormiente assicurata alla cintura
    Ultima modifica di DELTAG; 22nd October 2015 alle 16:41

  6. #1466
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Sono più veloce, riesco a scagliare i pugni con un ritmo continuo ed il manichino a stento si regge in piedi. Provo ad aumentare la forza, a cercare punti deboli da colpire, oltre a cuore e testa, ed un’idea mi balena in mente… Di prepotenza conficco pollice ed indice in corrispondenza di quelli che dovrebbero essere gli occhi dell’ avversario e affondo con tutta la mia forza bruta prima di sfilarle via le dita con rapidità.



    Peccato non avere il fuoco da lancio… Potevo abbrustolire una persona dall’interno in questo caso.



    <<Ti va un po’ di compagnia?>>, hmmm?



    Mi volto di sbieco, mostrando la parte di viso con la cicatrice, e ricambio il sorriso timido di Keyra con uno sfacciato, per nulla intimidito. <<Compagnia>>, ripeto meccanico e roteando su me stesso tiro un calcio alla testa del manichino facendolo ribaltare a terra, <<non sarebbe male>>.



    Sempre meglio di un manichino lo è di certo. <<A te la prima mossa...>>, esclamo tranquillo assumendo una posizione di attacco mentre nella mia mano destra faccio prendere consistenza alla mia ascia… Regret, proprio come l’ha chiamata mio padre.
    Regret - Arma in forma dormiente


    Una nube di cenere si materializza dal nulla per poi compattarsi rapidamente nell’arma che impugno. Intanto, giusto per rendere la “compagnia” … interessante, senza destare sospetti cerco di creare una connessione con la mente della donna trattenendo però buona parte della mia abilità in modo da farle venire solo un gran mal di testa.

    Alterazione ed Illusione - Imposizione del Dolore: L'incantatore si connette alla mente del nemico e crea in lui l'illusione del dolore, il corpo non subisce danni reali; (Esperto) genera forte dolore che pervade la testa del nemico: emicrania fulminante, disorientamento e nausea.
    Questo dovrebbe confonderla e, chissà, magari darmi un piccolo vantaggio senza che sveli le mie carte…
    Ultima modifica di Damnedgirl; 24th November 2015 alle 00:25



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  7. #1467
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Lady Blackstone



    Drako. Avrei dovuto immaginare che avrebbe preso delle precauzioni contro probabili traditori. Non lo facevo così sveglio.
    Ricordo i loro volti, le tende, l'accampamento, ma è come se si fosse trovato su di un'isola nel mezzo del nulla.
    Non bado ad ulteriori domande, soprattutto quando il discorso si sposta sull'orbo. Non ho interesse a sapere il grado di parentela con il Comandante Urthadar. Sono entrambi miei nemici e questo mi basta.
    Lentamente mi alzo dalla sedia ed esco dalla sala indisturbata.



    Vado per raggiungere la mia stanza, ma un bisbiglio all'orecchio mi ferma.
    "Dama Nera." mi chiama.
    Mi volto, ma non vi è nessuno alle mie spalle.



    Succede ancora, ma la voce è più lontana. Torno quindi indietro, seguendola per scoprirne l'origine.
    Non appartiene a Mira, nè alle altre sacerdotesse mi pare.
    Mi perdo tra i corridoi, mentre quell'eco non mi abbandona.



    Ben presto, i miei piedi si fermano. Dinanzi a me una nera statua dalle sembianze femminili, completamenta coperta. Solo una corona di fiori adorna il suo capo.



    La osservo quasi estasiata, mentre ne accarezzo delicatamente l'oscuro e freddo marmo. In quel momento, mille voci, lamenti e urla si scatenano nella mia testa.
    "Morte." pronuncio in un sussurro prima d'inchinarmi al suo cospetto.

    Ultima modifica di scarygirl; 27th November 2015 alle 13:20


  8. #1468
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Un sorriso sfacciato ed un'occhiata sbieca è quello che mi accoglie da parte di Markus, mentre sembra darmi la sua disponibilità, per l'allenamento.
    <<Compagnia>> fa il verso alle mie parole mentre con un poderoso calcio atterra il povero manichino...
    <<non sarebbe male>>.
    <<Una mossa d'effetto, non c'è che dire...>>
    Ribatto ironica e per nulla intimidita dal suo gesto.
    <<A te la prima mossa...>>
    Non rispondo questa volta, mi limito ad osservarlo con un sorriso malandrino, mentre vedo una nube di quel che sembra cenere, prendere forma nella sua mano per poi assumere la consistenza di un'ascia.
    L'evocazione ricorda il suo elemento. Fuoco.
    Il mio nemico. Il mio punto debole.
    Allenarsi con lui credo non sia stata una cattiva idea...
    << Bella l'ascia...>> Mi rivolgo a lui con garbo ricordando per un'attimo la fucina sempre accesa di mio nonno.
    Lui sembra essere molto forte, ed è un elfo come me e , come me possiede la simbiosi e il fuoco. Ecco ciò che so di lui.
    Non sarà facile contrastarlo.

    Mi muovo piano, molto lentamente, una mano sul pugnale assicurato ancora alla mia cintura, mentre l'altra lungo il fianco.
    L'idea è quella di correre verso di lui, se userà l'ascia per colpirmi, mi abbasserò rapidamente scartandolo di lato alla sua destra, per raggirarlo e ritrovarmi dietro di lui, solo allora estrarrò il mio pugnale e gli e lo poserò contro lo schiena.
    Faccio per fare la mia mossa ma improvvisamente sento uno strano cerchio formarsi attorno alla mia testa, cosa succede?
    Il cerchio lo avverto sempre più forte e sempre più oppressivo, contro le tempie.
    Un'emicrania improvvisa ma non so da cosa sia provocata. Proprio adesso? Per gli Siamesi!
    Non capisco cosa sia, non ho bevuto idromele, non è di sicuro mal di testa da sbornia, forse debolezza ma non credo.
    Mi porto entrambe le mani alla testa. Mi sento piuttosto confusa e il dolore si mescola ai pensieri urlandomi da dentro...devo resistere, sto combattendo, non posso farmi fermare da un mal di testa.
    Cerco di concentrarmi per quanto mi sia possibile. Cerco di ritorvare stabilità. Attacco comunque secondo il mio piano iniziale.
    Corro velocemente verso di lui mentre il malessere non accenna a diminuire, cerco di ignorarlo e appena sarò davanti alla sua ascia, scarterò alla sua destra abbassandomi, con l'intento di raggirare la sua figura e ritrovarmi alle sue spalle per poi sfilare Menelmir dalla cintura e, infilare il mio pugnale non nella sua schiena come volevo fare prima ma, all'altezza della sua spalla destra, spalla con la quale impugna l'arma.
    Se riuscirò nel mio intento e a colpirlo, sfilerò subito dopo il mio pugnale così da lasciargli una ferita profonda e aperta, per poi allontanarmi con il suo sangue sulla mia lama...
    Se non riuscirò a colpirlo, cercherò comunque di aggirarlo e poi allontanarmi , in entrambe i casi di almeno due metri da lui.

    Menelmir ---> Arma in forma dormiente



    Ultima modifica di DELTAG; 22nd October 2015 alle 19:59

  9. #1469
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Non capirò mai come funziona questa maledetta abilità, quando l’ho usata con Daphne ricordo che l’ho messa al tappeto senza nemmeno toccarla ed invece adesso con Keyra, nonostante io le stia infondendo un mal di testa allucinante che a stento dovrebbe permetterle di tenere gli occhi aperti, non mi sembra affatto annichilita ma anzi è pure più agguerrita. Ma che cacchiarola…?!



    Si avvicina a me, è poco più veloce, cerco di colpirla sfruttando lo spossamento causato dall’imposizione ma la donna scatta sulla sinistra e con una finta va alle mie spalle. Non faccio in tempo a voltarmi che un dolore acuto, penetrante, mi investe la spalla destra accompagnato dal sangue che fuoriesce abbondante dalla ferita.



    Complice il dolore ringhio e mollo d’istinto la presa da Regret che cade a terra con un tonfo, ma, in contemporanea, mi costringo a resistere e reagisco prima che mi sfili la lama dalla ferita sfruttando sia la copertura del mio corpo, sia la vicinanza, per scattare senza alcun preavviso con la mano sinistra verso il polso con cui Keyra impugna il coltello ed afferrarla. Dovrei riuscirci, in fondo è alle mie spalle, non potrà vedere il movimento che farò e la distanza che ci separa è praticamente nulla.



    Se la mia presa andrà come spero allora le permetterò di sfilare la lama dalla ferita, per non peggiorarla, e trattenendola di forza mi volterò verso di lei conficcandole di prepotenza pollice ed indice negli occhi con l’intento di cavarli.





    Se invece la resa fallirà, senza guardare, senza perdere tempo, recupererò Regret da terra impugnandola con la mano sinistra e rapido compierò una rotazione su me stesso di 360° gradi da destra verso sinistra sfruttando sia la lunghezza del mio braccio, sia quella dell’arma, per cercare di colpire ciò che ho attorno con tutta la mia forza bruta: l’ascia copre un metro e mezzo, il braccio quasi un metro, se è vicina potrei colpirla ed pure amputarle qualcosa. In ogni caso mi porterò a circa cinque metri di distanza, camminando silenziosamente: meno chiacchiere e più mazzate, rossa.

    Regret - Arma in forma dormiente
    Ultima modifica di Damnedgirl; 24th November 2015 alle 00:27



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  10. #1470
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Daphne si avvicina con la sedia, sembra interessata all'argomento e la cosa mi fa piacere oltre che apprezzo la discrezione che sta mostrando "A differenza di molte persone che hanno conti in sospeso con lui, credo di aver subito il male minore, ma ha toccato il mio orgoglio umiliandomi con la mia famiglia anni fa. Ora che è comandante delle guardie reali, posso dargli anche la colpa per la morte di mio fratello, in parte, una colpa che dovranno diversi molti reali." La vedo innervosirsi quasi istantaneamente, digrignando i denti e serrando la mascella, il dolore per la perdita del fratello si è chiaramente trasformato in rabbia e desiderio di vendetta, un desiderio che sta convogliando nella causa di Efrem e di cui intendo avvalermi, se vorrà, anche contro Aiden. Socchiude per un istante gli occhi, prima di tornare a guardarmi "Se posso contare su di un'alleata, ne sarei più che felice. Qual è il tuo conto in sospeso con lui?". La osservo in silenzio per qualche istante, non ho mai raccontato a nessuno questa storia, in realtà non ho mai raccontato a nessuno niente di me prima di arrivare in questo monastero. Sarà la puzza di muffa o di chiuso che si respira tra queste mura che mi sta facendo comportare in modo così strano in questi giorni, oppure semplicemente devo ammettere di ritenere questa pazza psicopatica, che mi ha quasi tranciato le dita e che mi ha fatto cadere quello schifo di guano addosso, come una valida alleata non solo in questa guerra, ma anche contro di lui. "Ho lavorato per Aiden per circa cinque anni, ero diventata la sua preferita, sapeva di poter contare su di me per le questioni più delicate ed è grazie al mio operato se ha avuto successo in molti dei suoi affari durante quegli anni. Credevo seriamente di aver trovato una sorta di stabilità, mi ero anche fatta un certo nome..." la guardo un attimo, forse questo non le interessa "comunque, il nostro rapporto professionale è sempre stato idilliaco...è quindi solo per pura fortuna che quel giorno capii cosa stava per succedere, altrimenti oggi non sarei qui". Resto un momento in silenzio, sperando di non essermi sbagliata su di lei, prima di raccontarle cosa è successo...

    Cinque anni prima, I Mese delle Rose

    "Dimmi, ti sembra di essere in un monastero?" dissi alla nuova arrivata, Pauline, che ancora si mostrava timida ed impacciata nella grande sala del bordello di Capo Tempesta. "Guardami, ti sembro vestita da monaca? No? E allora smetti di coprirti o farai passare la voglia a tutti i clienti" la rimproverai ancora, mentre lei mi guardava in silenzio annuendo remissiva. Sebbene i vestiti che le erano stati forniti fossero decisamente adatti al mestiere, trovava sempre il modo di coprirsi, perdendo in questo modo l'interesse dei clienti. Le andai vicino sganciandole la spilla con cui aveva unito il tessuto davanti al seno, gettandola poi con poca attenzione in un vaso poco distante "ora muoviti, vai vicino a quei ricconi davanti l'ingresso".



    La osservai mentre si allontanava, era graziosa, forme al punto giusto, capelli rossi esattamente come i miei, sedere alto e sodo. Sarebbe durata poco, ne ero certa, questo posto e questo mestiere non erano per lei, ma Aiden me l'aveva affidata col compito di istruirla, vedeva in lei un grosso potenziale che io ancora non riuscivo a cogliere.



    Quando vidi il sessantenne all'ingresso poggiarle una mano sul sedere e trascinarla verso il divanetto in pelle mi voltai diretta verso le stanze private, dove sapevo di trovare Aiden con suo cugino Petyr, per informarlo che sarebbero presto arrivati i clienti che aspettava. La porta era socchiusa quindi non appena mi avvicinai iniziai a sentire il loro discorso pur senza volerlo, non ero solita intromettermi negli affari altrui, ero famosa anche per la mia discrezione, ma qualcosa in quel discorso mi mise subito allerta e così rimasi nascosta ad ascoltare. "Sai Petyr" disse Aiden, avvicinandosi al tavolino ed iniziando a versare del vino in un paio di calici "le informazioni danno potere, ed il potere è ciò che muove ogni nostra azione. Ma quando ti accorgi che qualcosa ti sta sfuggendo di mano devi avere la prontezza ed il sangue freddo di intervenire in tempo" si avvicinò al cugino porgendogli il calice, prima di prendere il suo "ma quella donna ti è sempre stata utile, il suo lavoro ci è stato indispensabile" ribatté l'altro, e parola dopo parola ebbi la sempre più chiara sensazione che stessero parlando di me.



    "Nessuno è indispensabile Petyr, ricordalo sempre" lo rimproverò Aiden, e vidi subito l'altro chinare il capo con rispetto "ciò che è successo ieri deve restare tra queste mura" spiegò soltanto, brevemente, prima di bere tutto il vino del suo calice. Il giorno prima un uomo che ostacolava i loro affari era misteriosamente morto in una stanza del bordello per poi sparire nel nulla, ma ero certa che contasse sulla mia discrezione anche in questo caso, evidentemente non gli bastava più, il nome di quell'uomo era probabilmente troppo altisonante per correre il minimo rischio, neanche lo ricordo più. "Leithien sarà a Capo Tempesta stasera ed ho intenzione di fargli un regalo, so che apprezzerà e che risolverà ogni nostro problema" concluse, pronunciando le ultime parole con eccessiva lentezza, scandendole una ad una, provocandomi un brivido dietro la schiena nell'intuire cosa stesse pronosticando. "Quale dei tre?" chiese il cugino, curioso ed ormai convinto "Gordon" rispose l'altro secco, senza alcun turbamento sul viso. Gordon Leithien, il mostro, lo Sterminatore di Clan, l'assassino che lasciava solo morte e distruzione al suo passaggio, mi avrebbe uccisa in meno di un'ora e solo se avesse scelto di divertirsi prima di farlo. Mi allontanai immediatamente tornando nella sala comune dato che ormai avevo già ascoltato quello di cui avevo bisogno, e pochi minuti dopo mi venne vicino Aiden con quel suo solito sorriso subdolo "Shayla, cara, hai un minuto per me?" mi limitai ad annuire, non potevo fare altro, anche se ero terrorizzata "Stasera avremo una visita importante, uno dei nostri clienti più facoltosi ha chiesto di avere la compagnia della nostra ragazza migliore, ed ovviamente non potevo che scegliere la mia preferita. Sarà una serata piacevole, te lo posso assicurare".



    Avrei tanto voluto materializzare Impeto e colpirlo alla gola fino a vedere quei suoi occhi di ghiaccio perennemente inespressivi spegnersi avanti ai miei, ma mi limitai a sorridere con malizia, come mio solito, prima di rispondere "Sarà un piacere, non ne resterà deluso" "non ne dubito, tu non deludi mai" replicò lui, prima di darmi i dettagli dell'appuntamento ed andare via.



    Rimasi per ore a rimuginare su come scampare a morte certa, se fossi scappata la sera lasciando saltare l'incontro se ne sarebbero accorti e mi avrebbero cercata, così come se fossi scappata prima dal bordello costantemente sorvegliato, non sarei in ogni caso riuscita ad allontanarmi abbastanza da sfuggire ai suoi uomini, era risaputo che non era possibile abbandonare da vive il bordello di Aiden Urthadar. D'un tratto, quando ormai ero già disperata, la chioma rossa di Pauline mi passò davanti diretta ad una delle camere assieme a quel vecchio pezzente ubriaco che l'aveva notata prima. Ebbi subito chiaro cosa fosse necessario fare, così mi avvicinai a lei strappandola dalle grinfie del vecchio per portarla nella mia stanza "Aiden si è lamentato di te, dice che non sei all'altezza delle sue aspettative, e tu sai cosa succede a chi non lo è...vero Pauline?" le dissi, con tono di rimprovero "S-si" mi rispose lei con voce tremante, abbassando lo sguardo.



    "Sono riuscita a convincerlo a darti un'ultima possibilità...stanotte. Ma dovrai impegnarti ad essere all'altezza dell'uomo che incontrerai. Sicura, decisa, seducente... ti è chiaro cosa sto dicendo?" la guardai parlandole con sempre più disapprovazione, non mi sentii neanche in colpa, a differenza di ora che torno a ripensarci, in quel momento credevo di non poter fare altro "S-si" rispose lei, sempre più intimidita. La vestii di tutto punto, la pettinai come me e la truccai in maniera esagerata, così che non fosse possibile accorgersi a primo impatto della sua faccia ancora acqua e sapone. Quando la accompagnai da Gordon Leithien sapevo che sarebbe morta, come sapevo che io sarei sopravvissuta e sarei riuscita a fuggire, e così è stato. Viaggiai tutta la notte fino ad arrivare all'alba alla Maison Baelish, stanca, nervosa, infreddolita...ma viva. E con un unico desiderio: riuscire un giorno a tagliargli la gola.
    "Mi hai detto che vuoi evirarlo, io ho giurato che prima o poi sarei riuscita a tagliargli la gola guardandolo negli occhi. Se vuoi davvero vendetta stai parlando con la persona giusta" mi limito ad aggiungere al termine del discorso, guardandola seria.


    *Flashback concordato

 

 

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