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  1. #1551
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Hmmm, che goduria! Mi immergo nell’acqua fino al mento, aggrottando le sopracciglia solo quando Andreus mi infila la pulce nell’orecchio sull’avere troppi problemi con Efrem per riuscire a dormirci. Che strano... Non hanno ancora parlato a quanto pare.



    Mah, fatti loro, io più che consigliare ad Andreus di chiedere spiegazioni non posso fare o finisco per diventare indiscreto e domandare cose che non mi riguardano. Dopo essermi scozzato a dovere svuoto l’acqua della vasca,



    esco, mi asciugo per bene e, per evitare di mettere in imbarazzo Andreus, mi arrotolo un asciugamano in vita prima di andare in camera. <<Ho cambiato le lenzuola al letto, così più tardi quando torno non mi ritrovo a dormire nel fango>>.



    Guardo il ragazzo e ghignando beffardo lo canzono un po’, <<Niente briciole stavolta, nhm?>>.



    Senza badare alla risposta recupero l’ascia dal comodino che, tornando in bagno, lavo ed asciugo con cura. <<Efrem è un bravo maestro, quando non gli girano…>>, biascico sovrappensiero fermandomi al centro della camera ed osservo minuziosamente la lama di Regret sotto la luce del candelabro alla ricerca di graffi... Nessuno, per fortuna. <<Keyra è un osso duro, spero solo di non aver esagerato con l’occhio>>. Abbasso lentamente l’arma, preoccupato per il pensiero. <<Non credevo nemmeno di riuscire a colpirla… Sai... Pippa come sono!>>. Sorrido amaramente ed assieme alla mia arma mi sistemo sul letto; non lo nego, sono debole rispetto gli altri ribelli: ho troppa poca resistenza fisica, una scarsa velocità e devo migliorare ancora molto in combattimento… Afferro il pezzo di arenaria e, lentamente, dopo aver tranquillizzato Andreus, <<tra un po’ mi metto a dormire>>, comincio ad affilare Regret tra uno sbadiglio e l’altro. Dei. Devo stare molto attento, gli occhi rimangono aperti a stento ed è più difficile concentrarsi… Ogni movimento però mi risulta ipnotico, vedo quasi la pietra muoversi da sola assieme al mio braccio e il suono che produce sulla lama diviene piacevole, come se fosse una ninna nanna... Senza nemmeno rendermene conto perdo il contatto con la pietra e, stremato, mi accascio sul letto biascicando <<sparisci a curare...>>.



    Gli altri, deve curare gli altri...
    Ultima modifica di Damnedgirl; 24th November 2015 alle 01:23



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  2. #1552
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Comincio a raccattare le coperte sporche mentre Markus si avvicina al letto e all’ascia sul comodino «Niente briciole stavolta, nhm?»



    lo guardo aggrottando le sopracciglia e rivolgendogli una linguaccia a sfottò mentre sistemo sopra i miei abiti sporchi sparsi per la stanza. Forse dovremmo scrivere una sorta di turnazione su chi deve lavare gli abiti, visto che li lanciamo entrambi alla rinfus… ma questa maglia è di Efrem. La raccolgo senza mostrare reazioni strane e la metto in mezzo al mucchio mentre Markus prende a parlare e a osservare la lama nuovamente pulita. «Efrem è un bravo maestro, quando non gli girano…» io l’ho sempre detto, non è un mostro di acidume come dicono tutti. Gli sorrido amichevolmente e ascolto il resto del suo discorso quando prende a parlare di Keyra «Keyra è un osso duro, spero solo di non aver esagerato con l’occhio»


    effettivamente, non ho mai lottato contro di lei, ma un allenamento non mi guasterebbe. Però sì, ho notato che anche lei è migliorata molto da quando è arrivata. «Non credevo nemmeno di riuscire a colpirla… Sai... Pippa come sono!» lo vedo sistemarsi sul letto con la sua ascia tra le mani e io cerco di non inciampare per terra mentre mi sposto da una parte all’altra della stanza raccogliendo abiti su abiti. «È un allenamento, vedila come una battaglia vera e propria. Cerchi di far danni come faresti su un campo... non colpevolizzarti per queste sciocchezze…» gli sorrido cercando di smorzare questa tensione che gli vedo addosso.


    Il ragazzo prende poi ad affilare la sua ascia con il pezzo di arenaria rassicurandomi che a breve andrà a letto, aspetterò con la scusa del bucato, così ne approfitterò per nascondere il foglio. Vado in bagno mettendo i panni nella vasca e dopo averli posati sento un tonfo provenire dalla camera. Torno e noto Markus addormentato pesantemente sulla sua ascia che biascica di andare a curare gli altri.


    Sghignazzo silenziosamente per non svegliarlo e mi avvicino provando a sfilargli l’arma, ma più tiro, più il ragazzo tira a sua volta verso di lui. Dopo qualche minuto decido di prendere un lembo del lenzuolo e avvicinarglielo alle mani. Come pensato il ragazzo stringe il lenzuolo e io ne approfitto per togliere l’ascia e posarla sul comodino insieme alla pietra… un bambinone. Mi asciugo la fronte e gli metto le gambe sul letto sistemandogli la coperta sopra, così stanotte non romperà a me se ha freddo. Nascondo il foglio accuratamente piegato all’interno della sua divisa pulita nel cassetto ed esco dalla stanza lasciandolo finalmente dormire in pace. Stavolta il teletrasporto non lo uso, devo recuperare un po’ di energie. Faccio un salto in cucina e afferro velocemente una mela verde e la mangio risalendo le scale per l’armeria dove trovo Efrem che cerca di camminare zoppicando verso l’uscita e Keyra che biascica qualcosa sul voler continuare a combattere. Ma come può se è ridotta in questo stato? Prendo Efrem sottobraccio e mi avvicino con lui a Keyra salutando con un cenno Medea rediviva. Faccio sedere Efrem poco distante e un’idea mi balena in mente… e se… velocemente richiamo i miei poteri curativi che scorrono rapidi per ogni fibra del mio corpo e sprigionandosi dalle mie mani in quell’intensa luce violacea. Efrem mi guarda stupito e io gli poso una mano sul taglio mentre l’altra provo ad avvicinarla a Keyra. Dovrebbe funzionare. Spero. Come sperato, le ferite di Efrem si rimarginano così come la gamba di Keyra che si risana senza problemi assieme al suo occhio. Guardo Efrem sorridendogli compiaciuto «sono diventato Maestro!» esclamo contento mentre le loro ferite si rimarginano del tutto e le luci svaniscono, divorate dai globi dorati che si sgretolano dopo qualche istante. «Medea, prima che io ti alleni, hai incontrato Esperin?»



    chiede serio lasciando svanire la sua arma. Lo guardo collegando a ciò che mi ha detto in privato e osservo Medea mentre Keyra mi ringrazia sussurrandomelo all’orecchio. Ma che le prende? La guardo inarcando un sopracciglio ma sorridendole poco dopo, non capisco perché dirmelo all’orecchio…

    *Azioni concluse su Markus e su Isyl concordate con Damnedgirl e DELTAG

    Difesa e recupero:
    Rigenerazione: Avviene tramite tocco (Maestro) - Rigenera ferita di entità grave o mortale.

  3. #1553
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Daphne mi ascolta attentamente e sembra concentrarsi, probabilmente sta già richiamando il topo ed infatti ad un certo punto ecco che un coso grigio si avvicina pericolosamente al letto per poi arrampicarsi sulle sue gambe,



    mi scanso ancora un pò prendendo di riflesso un cuscino e frapponendolo tra me e loro, mentre lei ferma il foglio sotto la sua pancia.



    "Sono esseri molto affettuosi, se li si tratta con riguardo" mi dice la ragazza guardandomi, ma io resto a fissare terrorizzata l'animale fin quando non strofina la testa contro la mano di Daphne e balza a terra, scappando via



    "Ecco fatto, non ci resta che aspettare" mi dice poi, quando ormai del topo non c'è più alcuna traccia. Resto per un pò ferma in quella posizione con ancora il cuscino in mano, controllando la crepa per essere certa che non ricompaia insinuandosi tra i miei piedi quando meno me lo aspetto



    "Bene..." aggiungo infine, più tranquilla, tornando a guardarla "Grazie". Guardo di nuovo la crepa, poi guardo il cuscino, poi guardo lei e scoppio a ridere, risistemandolo al suo posto



    "Se qualche animaletto mi porterà la risposta ti farò sapere" le dico, alzandomi dal letto per andarmene ma aspettando comunque la sua risposta.

  4. #1554
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon


    "Bene..." Solo ora mi sono accorta che Shayla ha afferrato il cuscino, che è almeno venti volte più grosso del topo, per ripararsi da eventuali attacchi coccolosi della creaturina "Grazie". Il suo sguardo si alterna tra me, il cuscino, che ha rimesso al suo posto, e la crepa... ed è proprio quando seguo il suo sguardo in terra che mi rendo conto di due fogli poggiati al suolo "Se qualche animaletto mi porterà la risposta ti farò sapere"





    Shayla si alza dal letto, mentre mi chino per sollevare i due fogli, sono i ritratti dei miei fratelli... di Kol e di Kaleb, per fortuna non si sono sporcati, non ne ho altri.





    Mi rialzo, ancora con i ritratti nella mano e mi volto verso la ragazza "Ti farò sapere appena avrò notizie, se ho capito bene anche la destinataria è un'elfa, quindi non tarderà nella risposta"



    Dicendole ciò poggio i fogli sul comodino, ben distanti dal calamaio, domani li appenderò alla parete.

  5. #1555
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Mentre mi alzo noto che Daphne punta lo sguardo su un paio di ritratti a terra, li osservo distrattamente mentre si china per raccoglierli prima di parlarmi "Ti farò sapere appena avrò notizie, se ho capito bene anche la destinataria è un'elfa, quindi non tarderà nella risposta" annuisco meccanicamente in risposta, mentre il mio sguardo resta fisso su quei due ritratti, uno in particolare, anche se non so minimamente di chi siano. Li poggia sul comodino e quasi senza rendermene conto mi ritrovo ad avvicinarmi di qualche passo per guardarli meglio, sono due uomini e si somigliano molto, così come somigliano anche a lei, probabilmente sono i suoi fratelli. Prendo in mano il ritratto che ha catturato la mia attenzione, non so spiegarmi per quale motivo, è come se lo avessi già visto, come se mi ricordasse qualcosa. E poi mi torna alla mente...

    Un anno prima...

    Stavo scendendo rapidamente le scale del bordello con i capelli ancora scompigliati ed appena una vestaglia di finta seta a coprirmi, cercando di afferrare quel pezzente spilorcio di Dahmer Gray che era scappato dalla mia stanza senza pagare, la Maison non vantava certamente il livello di sorveglianza del bordello di Capo Tempesta altrimenti non avrebbe potuto mai fare una cosa del genere, lo avrebbero fermato con minimo una rastrellata sui gioielli di famiglia, così da fargli passare la voglia di fare il furbo. Il bastardo aveva pagato in anticipo, altrimenti non avrebbe sfiorato neanche un centimetro del mio corpo, ma mentre mi rivestivo aveva pensato bene di riprenderseli e fuggire con ancora metà dei vestiti in mano, ed era molto più veloce di me, purtroppo. Arrivata sulla porta lo vidi troppo lontano ed anche lui sapeva che non sarei ormai riuscita a fermarlo "A buon rendere Shaylona!" mi disse sghignazzando mentre continuava a rivestirsi ed a correre in mezzo alla strada.



    Sbuffai infastidita stringendomi poi il tessuto della vestaglia addosso, tirava un leggero venticello, era circa la metà del I Mese delle Foglie e la temperatura cominciava a scendere soprattutto di sera, avrei fatto meglio a rientrare per non rischiare di raffreddarmi, non era certamente una prospettiva auspicabile col mio mestiere.



    Feci qualche passo verso la porta quando vidi avvicinarsi un ragazzo, camminava spedito guardando dritto avanti a sé e non si voltò minimamente a guardare l'ingresso del bordello, cosa che mi divertiva osservare in quasi tutti gli uomini, molte volte anche accompagnati dalle mogli, che passavano qui davanti. Per lussuria, per bigottismo, per curiosità...per un motivo o per un altro guardavano quasi tutti, lui se ne era totalmente disinteressato, la cosa mi incuriosì e mi fece pensare che forse avrei potuto rimediare allo scherzetto di Dahmer procurandomi un altro cliente pagante, il ragazzo era ben messo, sembrava anche di bella presenza, forse non era del posto dato che non l'avevo mai visto, ma soprattutto era ricco...era facile intuirlo dal suo abbigliamento e dall'anello d'oro che portava al dito.



    "Ehi bel viandante" lo chiamai, avvicinandomi a lui quando lo vidi fermarsi e voltarsi nella mia direzione, sembrava confuso, come se non mi avesse proprio vista quando mi era passato davanti o che non fosse certo mi riferissi a lui.



    Sorrisi arrivando a pochi passi di distanza, sollevando poi una mano sul suo petto per accarezzare il tessuto del suo abito pregiato ed iniziando poi a giocherellare con i lacci della maglia, con delicatezza, senza troppa pressione "sei tutto solo, non ti va un pò di compagnia stasera?" gli chiesi maliziosa, puntando le mie iridi nelle sue.



    Lo vidi ricambiare il mio sguardo come previsto, credevo di avere la situazione in mano ma c'era qualcosa di diverso nei suoi occhi, non c'era lussuria, desiderio, ma neanche sdegno o ribrezzo...ero abituata a tutto ma non a quella strana quanto assurda gentilezza che leggevo nei suoi. Prese la mia mano ancora poggiata sul suo abito con la sua, prima di parlarmi "Avete le mani fredde" restai a guardarlo senza replicare, sorpresa dal suo atteggiamento e dal modo in cui mi stava parlando, nessuno mi aveva mai dato del Voi, non in quelle circostanze, non sapendo cosa fossi, ed era...strano. Lo vidi poi togliersi il mantello e poggiarmelo sulle spalle "Dovreste riguardarvi, una donna di simile bellezza non dovrebbe mostrare così tanto di sé, specialmente in notti come queste" non aggiunse altro ed accennò a voltarsi per andarsene, ma in quel momento mi ridestai, consapevole di stare perdendo l'occasione, e provai a fermarlo "passereste una piacevole serata, ve lo assicuro..." gli dissi ancora, per convincerlo.



    Si voltò verso di me e prese di nuovo la mia mano "Sarebbe un immenso piacere continuare a conversare con voi in un luogo più accogliente" mise la mano in tasca ed estrasse tre monete, pensai subito che avesse cambiato idea, che lo avessi convinto "Non vorrei offendervi, ma permettetemi di darvi queste" aggiunse, voltandomi il palmo della mano e porgendomi le monete. Stavo per rispondergli, ma ero troppo stranita ed incredula per i suoi modi, non riuscivo a capirne il senso davanti all'evidenza di cosa gli stessi proponendo "Pagatevi un alloggio che sia migliore di questo posto almeno per questa notte, copritevi con coperte morbide e rifocillatevi con un piatto caldo. Non è mia abitudine pagare una donna per... per intrattenermi, ma lasciate che io faccia questo per voi, per ripagarvi del tempo che avete perso nel conversare con me" non mi sono mai sentita sporca o sfortunata nello svolgere il mio mestiere, ma in quel momento per un attimo ne dubitai.



    Si voltò per andarsene dopo avermi guardata ancora in quel modo gentile, "Aspettate" gli dissi, sfilando il mantello da sopra le spalle "Non è necessario, riservate queste attenzioni ad una donna in grado di apprezzarle davvero. Vi auguro una buona notte" lasciai così il mantello e le monete nelle sue mani e mi affrettai a rientrare nel bordello, senza voltarmi nella sua direzione e senza incrociarlo più da quelle parti.
    E' lui, è lo stesso uomo di questo ritratto, la memoria non mi inganna mai ed ora che ci faccio caso noto anche la somiglianza con Daphne. Quindi... è suo fratello, uno dei suoi fratelli, che cosa paradossale! Ma lei ha appena subìto un lutto, potrebbe...no, non lo merita, non può essere successo a lui. Nessuno lo merita ovviamente...ma proprio ad una persona gentile e buona come lui, non voglio crederlo. Alzo lo sguardo sulla ragazza, chiedendole soltanto "Sono...i tuoi fratelli?" con una strana morsa alla gola. Poggio poi subito il ritratto al suo posto, accorgendomi di essere stata indiscreta nei suoi riguardi, ed aggiungo "Scusa, è che somiglia molto ad una persona... che ho conosciuto tempo fa".

  6. #1556
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    È l'alba

  7. #1557
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Quando poggio i ritratti sul comodino, mi rendo conto che Shayla ha posato lo sguardo sui fogli, sembra incuriosita. Prende il ritratto di Kaleb tra le mani ed il suo modo di guardare il disegno non mi convince, è come se si fosse fermata a pensare, a raccogliere le idee, questo suo modo di agire è alquanto strambo "Sono...i tuoi fratelli?"



    Mi guarda poi poggiando nuovamente il ritratto al suo posto "Scusa, è che somiglia molto ad una persona... che ho conosciuto tempo fa"



    "In che senso conosciuto?"



    Rispondo di getto. Da quando conosco che vita ha condotto fino ad oggi Shayla, ormai mi viene il dubbio che ogni uomo lei abbia conosciuto, sia stato in quelle specifiche circostanze, ma Kaleb... no, lui non è il genere di uomo che va a meretrici, non può esserlo, non che ci sia qualcosa di eccessivamente strano ed amorale, si può dire che lo abbiano fatto quasi tutti gli uomini che conosco, ma lui è così... così corretto che... no, non può averlo conosciuto in un bordello. "Sì, sono entrambi miei fratelli. Lui..." indico il ritratto che non ha preso tra le mani "E'... era il maggiore, si chiamava Kol. L'altro è Kaleb, penso che tu lo abbia già sentito nominare"

    Resto in silenzio qualche istante, la mia risposta è volutamente ambigua, voglio suscitare una reazione in lei, per poi connettermi alle sue emozioni e sensazioni, devo capire cosa prova e forse avrò le idee più chiare, a prescindere da ciò che mi dirà effettivamente "... mi riferisco alla lettera che lesse Lucynda alla riunione di qualche giorno fa, la stavo inviando a lui"

    Continuo poi la frase, restando con la simbiosi attiva in attesa di qualche informazione da recepire. Sento bussare alla porta e subito dopo la voce di Markus che chiede di entrare. Quando vado ad aprirgli noto che è già in armatura, è l'alba e non me ne sono accorta. Non parla, semplicemente mi accarezza il viso ed io lo saluto con un bacio serrando le braccia attorno al suo collo, so che tornerà e spero con tutta me stessa, con la vittoria a suo seguito.

    *azioni di Markus concordate


    Simbiosi Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc. I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni. Gli effetti sono diversi a seconda del grado
    • Esperto - Avverte le sensazioni ed emozioni altrui ed è in grado di manipolarle, infondendo le proprie. Quindi se l’elfo è in uno stato di calma e la persona con la quale si rapporta è colmo di ira, ritrovandosi sotto l’effetto della simbiosi, anch’egli si calmerà. (ciò vale per tutti gli stati umorali)

  8. #1558
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Grazie all'intervento di Andreus, Efrem e Isyl recuperano tutta la costituzione. Le gambe e gli occhi tornano perfettamente funzionanti

  9. #1559
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    "In che senso conosciuto?" mi risponde di getto Daphne quando accenno alla somiglianza di suo fratello con quell'uomo che ho incontrato un anno fa.



    In realtà sono certa che fosse lui, ho sempre avuto una memoria visiva impeccabile, riconosco esattamente i lineamenti del viso così come il suo sguardo gentile, ma preferisco non dirle altro dato che dopotutto è una sciocchezza, l'ho solo incontrato per strada una volta. "Sì, sono entrambi miei fratelli. Lui..." indica l'altro ritratto, quello che avevo praticamente ignorato



    "E'... era il maggiore, si chiamava Kol. L'altro è Kaleb, penso che tu lo abbia già sentito nominare" torno a guardarla stranita, chiedendomi per quale motivo ipotizzi una cosa del genere, in realtà non lo avevo mai né visto né sentito nominare, il nostro è stato un incontro fortuito senza alcun seguito, anche se mi è rimasto impresso. "No...non mi sembra" rispondo poco convinta, ma è la verità, sebbene stia continuando a ripensare a quella notte.



    Kaleb...è questo il suo nome, e non è lui ad aver subito le conseguenze di questa guerra bensì l'altro fratello. Sono sollevata, sebbene mi dispiaccia per il suo lutto, ma sapere che quell'uomo, l'unico che mi abbia mai trattato in quel modo, come una donna che meritava rispetto e non soldi sebbene non fosse vero, stia bene. Fu strano quella notte, probabilmente è stata l'unica volta in cui mi sono sentita in dubbio, il modo in cui declinò i miei tentativi di abbordarlo mi lasciarono con la fastidiosa sensazione di essere semplicemente volgare e materiale, sensazioni che vennero tuttavia presto accantonate nel momento in cui tornai nel mio ambiente, l'unico che ho sempre ritenuto adatto a me. Mi sento stranamente curiosa, vorrei chiederle di più, sapere che fa, che tipo è, ma non lo faccio "... mi riferisco alla lettera che lesse Lucynda alla riunione di qualche giorno fa, la stavo inviando a lui" annuisco, effettivamente quella lettera era per un suo fratello, anche se ne seguii appena il contenuto, sono sempre stata distratta nelle questioni riguardanti i membri della fazione ed infatti a malapena sapevo che avesse dovuto affrontare un lutto, sono davvero egoista...lo sono sempre stata dopotutto, fa parte del mio carattere e mi ha aiutata a sopravvivere da sola in mezzo allo schifo che mi ha da sempre circondata.



    Solo che ora mi sembra di essermi persa qualcosa in tutto questo sopravvivere ed arricchirmi, qualcosa che forse sarebbe stato più significativo, più duraturo, qualcosa come lo sguardo dolce che ha appena rivolto Markus a Daphne prima di salutarla, ma non sono tipo da pormi questi dilemmi esistenziali. Distolgo lo sguardo lasciando ai due la loro intimità e quando il ragazzo si allontana mi alzo "credo proprio che farò un salto in armeria" le dico, ho proprio voglia di tirare qualche pugno, anche se lenta come sono al massimo riuscirò a colpire un manichino.


  10. #1560
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Un sonno senza incubi, era tanto tempo che non ne avevo uno… Apro gli occhi, riposato, e stiracchiandomi mi lascio andare un sonoro <<Yawnnnn>> prima di infilarmi interamente sotto le coperte. Non mi voglio alzare. Dopo qualche minuto strofino pigramente la guancia contro la coperta,



    e poi con gli occhi socchiusi mi metto seduto. Ho una battaglia da combattere, anzi, da vincere e per quanto caldo o soffice sia il letto non posso perdere altro tempo. Dissipo l’arma chiudendo la mano destra a pugno e, poco dopo, balzo giù avvicinandomi all’uniforme.



    Mentre mi vesto però qualcosa mi scivola sui piedi e, bloccandomi, lo afferro per vedere di cosa si tratta. <<Non ci credo...>>, biascico con uno sbuffo divertito quando capisco che il foglio è un alfabeto scritto dallo stesso Andreus per me, alla fine della pagina vi è infatti una mia caricatura con l’ascia e tanto di sbuffo dal naso! C’è anche una scritta, purtroppo non riesco ancora a leggerla, il disegno però mi piace ed anche il pensiero è… Carino. Dai. Ripongo il foglio dentro un cassetto, assicurandomi che stia lontano dal rosicchiatore compulsivo, poi finisco di vestirmi ma prima di sollevare il cappuccio, per ringraziare Andreus, gli rifaccio il letto così che non debba pensarci lui.



    Chiudo quindi la porta alle mie spalle e vado verso il Glados bloccandomi però durante il tragitto quando ricordo che Daphne, in infermeria, ha promesso di salutarmi… Non è venuta... Forse non sì è accorta che è già l’alba. Busso un paio di volte alla porta prima di entrare ma mi rendo conto che, come al solito, le mie tempistiche non sono mai esatte e la trovo a conversare fitto, fitto con Shayla. Sto per andare via ma la ragazza riesce a ritagliare del tempo avvicinandosi a me. Le sorrido carezzandole dolcemente la guancia, gesto che lei ricambia avvolgendomi le braccia intorno al mio collo e dandomi un piccolo bacio di buona fortuna. Le sorrido e poi corro più veloce che posso fino al Glados, aspettando Lysa per poterlo attivare ed attraversarlo insieme, in silenzio. Niente chiacchiere, ho bisogno di concentrarmi!






    Ultima modifica di Damnedgirl; 24th November 2015 alle 01:27



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