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  1. #1611
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Daphne scosta immediatamente lo sguardo quando le chiedo conferma sugli ingredienti della tisana. È… strana. Stringe la tazza con la mano ma la vedo tremare quando parlo. Quasi come un flash, alla mente riaffiora il ricordo di quella sera. L’odore di carne bruciata si fa sempre più vivo e scuoto il capo cercando di farlo svanire. L’immagine diviene ancora più vivida quando sento il calore delle fiamme di Lumen venirmi vicino per poi scoppiare verso Daphne. Ricordo le sue urla, la sua disperazione e di come io la guardavo impassibile, come se quello spettacolo non mi riguardasse minimamente e solo ora mi rendo conto di quanto fossi stato un idiota a pensare ciò. Se solo non fossi stato totalmente avvinghiato dalle spire di quella vipera, a quest’ora mi sarei risparmiato molto più odio. «Lo so...» dice dopo qualche istante facendomi indurire il volto in una espressione che fatico a far rimanere seria. Senza volerlo ho ripetuto le stesse frasi che ho detto quella notte e inizio a sentirmi un po’ stupido. Cerco i suoi occhi ma Daphne continua a non guardarmi, posso ben capire cosa devo aver risvegliato con queste parole. La ragazza dopo qualche istante solleva gli occhi e io deglutisco quando mi porge la tazza «Ne ho già bevuto una tazza, prendila se vuoi. Altrimenti se preferisci in cucina c'è la teiera quasi colma» dice mostrandomi un sorriso stentato. Prendo la bevanda tra le dita «grazie…» mormoro prima di sorseggiarla per poi ricambiare il sorriso. «È da un po’ che non ne prendevo una tazza.» soffio un po’ prima di berne un altro sorso «è davvero ottima, complimenti.» dico cordiale cercando di smorzare questa tensione che si è venuta a creare…

  2. #1612
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Efrem mi osserva con una espressione che non so decifrare, tra il nervoso ed il non so cosa, resto a guardarlo senza decontrarre la mascella, perchè sinceramente non ci riesco, è una reazione istintiva, che però si smorza quando prende la tazza dalle mie mani «grazie…»



    mormora appena, sorseggiando un pò della tisana e soffiarci sopra, probabilmente non è vero che non è abbastanza caldo come ha detto prima, ma non mi preoccupo più di controllare se si è bruciato o meno, è comunque una sciocchezza in confronto a cosa siamo abituati, lui certamente più di me «È da un po’ che non ne prendevo una tazza.»



    Ne sorseggia ancora un pò, restituendomi il sorriso, che però svanisce del tutto sul mio viso «è davvero ottima, complimenti.» "Grazie" rispondo di getto, sforzandomi di non abbassare lo sguardo "Avrei voluto fartela assaggiare tempo fa..."



    ripenso a quando scioccamente, dopo aver saputo di quanto gli piacciono l'anice e la verbena, mi fossi impegnata a farmi aiutare da Agatha, per capire come prepararla al meglio, non avevo ancora realizzato che Efrem quel giorno non avesse reagito unicamente per rispetto nei confronti della propria Regina, ma per ben altro. "... ma non c'è mai stata occasione" mi riferisco a tutto quello che è intercorso in questo mese, alle prese di coscienza, alla guerra "... e sinceramente non mi sembrava neanche il caso"



    considerato che tra noi è sempre andata male, mi ha sempre trattato come fossi una stupida, ma cosa potevo mai aspettarmi da lui, il modo in cui sta comportando in questi giorni sarà solo una conseguenza delle mie parole sul rispetto dei suoi seguaci, se non si fosse moderato, molti di noi se ne sarebbero già andati. Aspetto che finisca di bere, per prendere la tazza dalle sue mani, sto pensando se togliermi un dubbio che covo da tutto questo tempo, anche se è più una curiosità, non so neanche se mi risponderà, ma tanto ci posso guadagnare solo l'ennesimo insulto, ci ho fatto l'abitudine "Efrem, perchè quel giorno non hai fatto niente? Te ne sei andato con Lumen senza prestarmi soccorso, credevo che... " che fossi più gentile, più buono d'animo


    "che fosse anche un tuo dovere da Comandante o almeno... da uomo d'onore"
    Il mio sguardo è fermo su lui, mentre mi sposto una ciocca di capelli dietro l'orecchio nel mostrare in pieno la mia cicatrice, se fossi stata ancora la ragazza di quei giorni probabilmente starei già piangendo, ma la Daphne di ora vuole solo capire, vuole solo avere la certezza che l'uomo che credeva di amare tanto come una sciocca ragazzina, fosse solo uno stupido che pendeva dalle labbra di una megera, solo in questo modo potrò accantonarlo del tutto nella mia mente.

  3. #1613
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    La ragazza annuisce alle mie parole.
    “A quanto pare tua madre faceva spesso molte cose” mi passa poi una tazza vicino a lei, le sorrido grata
    << Si…lei era un guaritrice erborista e, possedeva il dono della rigenerazione>>
    “Ce n’è parecchio, prendine pure, la dose di verbena è alta, spero che mi faccia dormire”
    Annuisco a mia volta, conosco quella pianta, mia madre la usava spesso sia come disinfiammante sia per curare disturbi legati al sonno.
    Ne prendo un po’ e mi siedo al tavolo.
    "Scusami, non voglio sembrati maleducata, ma credo che sia proprio ora di riposare per me, un giorno di questi mi prepari una tisana a modo tuo" mi fa un occhiolino ed io annuisco nuovamente, peccato, avrei fatto volentieri due chiacchiere.
    << Volentieri >> le rispondo un po’ triste prima di vederla attraversare l’arco d’entrata con in mano un’altra tazza di tisana fumante mentre io sorseggio la mia e, devo dire che è veramente buona. Brava Daphne.
    Resto da sola in questa cucina immersa nel più totale silenzio. Nemmeno un suono conosciuto, solo il sinistro scricchiolio di un qualcosa che non comprendo, ma forse è solo l’abitudine al caos che non mi fa apprezzare a pieno il silenzio e, mi fa sentire rumori ovunque anche quando questi non ci sono.
    Sorseggio l’ambrata bevanda , la tiepida corposità scende nello stomaco scaldando la gola e il cuore… dei passi non regolari mi giungono alle orecchie, alzo d’istinto il viso verso l’ingresso e noto la figura di Shayla che seppur un po’ zoppicante entra in cucina e mi supera e sembra quasi non vedermi. La seguo con gli occhi.
    "Ciao" la sua voce squillante mi riattiva i timpani mentre la vedo rovistare nella dispensa in cerca di qualcosa; carne.
    << Ciao a te...>>> le rispondo, a quanto pare invece mi ha visto.
    La vedo armeggiare con degli aromi per insaporire la pietanza prima di metterla sul fuoco.
    "ne vuoi?" mi chiede in tono che mi pare gentile.
    Resto sorpresa dalla sua gentile offerta, anche perché con lei non ho parlato molto, anzi credevo persino di esserle antipatica e quindi non mi sono mai spinta oltre il consentito.
    << Di solito non amo la carne… ma vista la gentilezza ne assaggio un po’, se non ti creo disturbo… grazie comunque...>>
    Le sorrido grata mentre mi alzo per portarmi accanto a lei posando la tazza nel lavandino apprestandomi a lavarla.
    << Allenamento duro? Io mi sono allontanata prima di vedere il vostro esito… ho visto che zoppichi…posso aiutarti in qualcosa mentre cucini la carne? >> Le chiedo.
    Se vorrà la farò sedere e andrò avanti a cuocere io per lei la carne se le da fastidio lo stare in piedi, oppure potrei provvedere ad un impacco lenitivo per darle sollievo mentre attendiamo Andreus che credo stia ancora riposando.

  4. #1614
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    «Grazie»
    mi risponde la ragazza sostenendo il mio sguardo, ricambio inarcando un sopracciglio ma una sgradevole sensazione di freddo e bagnato si apre sul mio petto, nel punto dove si è rovesciata la sua tisana. Strofino un po’ con la mano libera mentre Daphne riprende a parlare «avrei voluto fartela assaggiare tempo fa...» mi confessa poco dopo, se tutto quello che è successo quella sera non fosse avvenuto, se solo avessi fatto qualcosa. Molto probabilmente sarebbe andata diversamente, magari meglio di come è ora. «... ma non c'è mai stata occasione» continuo a bere cercando di ricacciare indietro questo boccone amaro che non fa altro che risalire. «... e sinceramente non mi sembrava neanche il caso» mi limito ad annuire col capo, senza rispondere mentre termino di bere la tisana e prendo a rigirarmi la tazza tra le mani. Il contatto con la terracotta ancora calda mi rilassa facendomi pensare sempre meno a tutto ciò che è successo. La ragazza prende poi l’oggetto dalle mie mani continuando a fissarmi dubbiosa, non l’ho mai vista guardarmi così. «Efrem, perché quel giorno non hai fatto niente? Te ne sei andato con Lumen senza prestarmi soccorso, credevo che...» sento i muscoli farsi d’un tratto più rigidi. Di colpo, come se ogni fibra del mio corpo fosse divenuta di pura pietra. «Che fosse anche un tuo dovere da Comandante o almeno... da uomo d'onore» vedo la sua mano scostare una ciocca di capelli dal viso e improvvisamente quella cicatrice mi piomba addosso come un macigno. Sento qualcosa stringersi in gola e deglutisco un paio di volte, spaesato, mentre cerco di trovare le parole per dire… dire cosa? Quanto io sia stato un coglione a credere all’amore di quella… quel parassita. Credere di poter cambiare un’anima che non vuole essere salvata? Tutte balle. Sapevo a cosa andavo incontro, ma continuavo a ripetermi che sarebbe stato diverso. «L’amore ci rende idioti, Daphne…» dico serio ma con una nota amara nella voce «non cerco giustificazioni, né le voglio. So perfettamente di essermi comportato da vero bastardo quel giorno.» stringo i pugni lungo ai fianchi imponendomi di calmarmi «all’epoca ero solo uno sciocco sentimentalista che avrebbe fatto di tutto per essere felice accanto alla persona amata. L’amavo nonostante fosse una stronza approfittatrice, credevo di poterla cambiare, di poter tirare fuori la donna nascosta sotto il marcio marchiato Leithien… anche se questo significava scavalcare persone che in quella storia avevano solo fatto l’errore di entrarci per sbaglio.» cerco i suoi occhi sperando di scorgervi qualche risposta «sei libera di credermi o di bollarmi come il peggiore degli esseri viventi su questa terra, sono cosciente del fatto che le scuse non serviranno a nulla adesso ma hai voluto la verità ed è ciò che ho voluto dirti.» mi sento vuoto… avverto di aver dissolto un peso che mi avrebbe portato alla follia. Mi sento meglio ma al contempo non riesco a spiegare questo senso di disagio che mi grava addosso…

  5. #1615
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Keyra ricambia il mio saluto ed inizia ad osservarmi mentre condisco ed inizio a cucinare la carne, sembra sorpresa anche se non capisco esattamente per quale ragione



    << Di solito non amo la carne… ma vista la gentilezza ne assaggio un po’, se non ti creo disturbo… grazie comunque...>> mi risponde sorridente quando le offro di dividere il pranzo e la vedo alzarsi per lavare la tazza della tisana.



    Mi scanso leggermente per permetterle di muoversi agevolmente, mentre giro la carne in pentola << Allenamento duro? Io mi sono allontanata prima di vedere il vostro esito… ho visto che zoppichi…posso aiutarti in qualcosa mentre cucini la carne? >> mi chiede poi disponibile, ed annuisco senza distogliere gli occhi dalla carne



    "Daphne è molto forte, ma anche tu devi aver avuto un allenamento molto intenso con Efrem da quello che ho visto in armeria" le rispondo tranquilla, alzando lo sguardo "ho quasi fatto, ma se vuoi puoi preparare qualcosa di contorno"



    butto un occhio nella dispensa, prima di aggiungere "non ho molta fantasia in cucina, scegli tu" finisco di cucinare la carne per poi metterla in due piatti e poggiarla sul tavolo con del pane, prendo anche dell'acqua prima di sedermi ed aspettarla.


  6. #1616
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    “Daphne è molto forte, ma anche tu devi aver avuto un allenamento molto intenso con Efrem da quello che ho visto in armeria" il suo tono è tranquillo, mentre io nell'udire queste parole, mi irrigidisco. <<L’allenamento con Efrem…intenso…già…>> un velo di tristezza mi attraversa il volto , mentre un disagio crescente per la consapevolezza del mio incauto gesto mi ferisce. Cerco di mascherare il mio stato d’animo, spero di esserci riuscita…
    << Lui è…bravo ad allenare si..…>> ed è anche affascinante , tenebroso , incredibilmente stronzo se devo aggiungere… ma è meglio di no… << ..ma con me non ha ottenuto buoni risultati . Non sono propriamente una guerriera, anche se vorrei cercare di esserlo>> concludo seria e sconsolata lasciando in sospeso il discorso.

    Noto Shayla alzare lo sguardo prima di aggiungere in risposta alla mia precedente richiesta:
    "ho quasi fatto, ma se vuoi puoi preparare qualcosa di contorno non ho molta fantasia in cucina, scegli tu " estrae la carne mettendola in due piatti raggiungendo il tavolo, portando con se anche del pane e dell’acqua.

    Cerco nella dispensa qualcosa di commestibile da cucinare velocemente in abbinata alla carne:
    <<Insalata di finocchio e arance? Ti va? Potrei azzardare patate o peperonata ma…credo ci voglia un po’ di tempo e la carne è buona calda>> sorrido facendole l’occhiolino voltandomi in sua direzione.
    Mentre aspetto una sua risposta chiedo:
    << Come va la gamba?>>
    Ultima modifica di DELTAG; 17th November 2015 alle 12:08

  7. #1617
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    «L’amore ci rende idioti, Daphne…»
    Mi risponde con un tono di voce fermo, è serio, ma sembra a disagio, oppure è la stanchezza che non mi fa avere poi così tanta lucidità in questo istante



    «non cerco giustificazioni, né le voglio. So perfettamente di essermi comportato da vero bastardo quel giorno.» Lo guardo negli occhi, ma non ho una espressione in particolare, mi limito a star ferma nel cercare le sfumature dei suoi atteggiamenti, i suoi gesti, il suo volto, i suoi occhi «all’epoca ero solo uno sciocco sentimentalista che avrebbe fatto di tutto per essere felice accanto alla persona amata. L’amavo nonostante fosse una stronza approfittatrice, credevo di poterla cambiare, di poter tirare fuori la donna nascosta sotto il marcio marchiato Leithien… anche se questo significava scavalcare persone che in quella storia avevano solo fatto l’errore di entrarci per sbaglio.»

    Mi guarda, ma non rispondo ancora, attendo che termini il suo discorso, non mi sembra di averlo mai sentito parlare così a lungo, almeno non di cose private «sei libera di credermi o di bollarmi come il peggiore degli esseri viventi su questa terra, sono cosciente del fatto che le scuse non serviranno a nulla adesso ma hai voluto la verità ed è ciò che ho voluto dirti.»

    Per tutta la durata del suo discorso non ho mai distolto lo sguardo, ma non l'ho neanche mai mutato, probabilmente gli sarà sembrato che non me ne frega niente di ciò che mi ha detto, che io non l'abbia capito, anche se effettivamente non riesco a comprendere come si possa amare una donna come Lumen, se donna la si può definire "Non voglio le tue scuse" gli sorrido amaramente, con un velo di rassegnazione "Volevo solo capire, serve a me stessa, per metterci un punto"



    Trattengo quasi il respiro, ho aspettato così tanto per potergli parlare, per dirgli cosa ho provato in questi lunghi dieci anni, da quando lo vidi per la prima volta con quella ingombrante armatura... ed ora desidero solo metterci una pietra sopra "Capisco cosa vuol dire avere gli occhi bendati e diventare dei veri idioti, lo so bene..." ho il forte impulso di abbassare lo sguardo, gli occhi pizzicano e quasi tremano, ma mi sforzo di restar ferma con lo sguardo su di lui, anche se i muscoli facciali si ribellano e sento che il sorriso si piega in smorfie che probabilmente mi rendono ridicola "Spero che tu ed Andreus possiate trovare un equilibrio, gli voglio molto bene"



    E' come un fratello. Mantengo la tazza con una sola mano sforzandomi di tenere a bada questo stupido tremolio ed allungo l'altra nella sua direzione "Amici?" Resto ferma con il palmo pronto ad accogliere il suo ed a stringerlo.

  8. #1618
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Noto una strana reazione in Keyra quando le chiedo dell'allenamento con Efrem, sembra irrigidirsi ed intristirsi nonostante cerchi di mostrarsi normale, il suo disagio è abbastanza evidente <<L’allenamento con Efrem…intenso…già…>>



    la guardo per un attimo con curiosità chiedendomi cosa ne sia la causa << Lui è…bravo ad allenare si..…>> continua a farfugliare qualcosa, sembra che sia proprio Efrem il motivo di questa reazione, ma magari è solo per l'allenamento, come sembra confermarmi dopo << ..ma con me non ha ottenuto buoni risultati . Non sono propriamente una guerriera, anche se vorrei cercare di esserlo>> conclude seria lasciando cadere l'argomento,



    "E' tutta questione di allenamento, basta che continui a metterci impegno" le dico per incoraggiarla mentre la vedo rovistare nella dispensa. <<Insalata di finocchio e arance? Ti va? Potrei azzardare patate o peperonata ma…credo ci voglia un po’ di tempo e la carne è buona calda>> sorride facendomi un occhiolino voltandosi nella mia direzione, sembra abbastanza socievole "l'insalata andrà bene" rispondo subito, accompagna bene la carne.



    << Come va la gamba?>> abbasso lo sguardo sulla gamba ancora livida, ha davvero un pessimo aspetto ed è ovvio che l'abbia notata, avrei proprio bisogno di Andreus "Stava meglio prima di essere fatta allo spiedo" scherzo, guardandola mentre prepara il contorno



    "suppongo che non hai mai combattuto prima di unirti alla fazione, non sembri addestrata. Qual è la tua storia?" le chiedo sorseggiando dell'acqua, prima di aggiungere "se ti va di parlarne, ovviamente" non sono mai stata così chiacchierona, ma mangiare in silenzio è davvero deprimente.


  9. #1619
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    «MAMMA!»
    urlo svegliandomi di colpo e tirandomi su di scatto dal letto. Il respiro torna a regolarizzarsi e sento la fronte così come il resto del corpo umidi di sudore. Freddo. Gelido. Così come quel fumo… come il vetro di quella bottiglia. Mi passo una mano sul volto massaggiandomi gli occhi e sbadigliando.


    Quanto tempo ho dormito? Mi sento in forma ma al contempo ho questo macigno che mi preme addosso dopo quello che ho sognato. Che cosa significava? Mi rimetto in piedi sbadigliando un paio di volte


    e vado in bagno per darmi una sciacquata con l’acqua fredda giusto per svegliarmi. Lascio riempire il lavandino di pietra e una volta pieno quasi fino all’orlo immergo per intero la testa trattenendola e aprendo gli occhi una volta sotto. La sensazione di tanti piccoli spilli di ghiaccio che mi pizzicano la pelle diviene piacevole, quasi agognata mentre i pensieri si affievoliscono e io stesso cerco di farne chiarezza. Perché quella bottiglia? Perché quella reazione? Un sacco di domande che faticano a trovare anche una singola risposta. Quando sento il fiato venire meno, dischiudo le labbra lasciando fuoriuscire delle bolle che scivolano sul mio viso mentre io mi tiro fuori strizzando i capelli con un asciugamano. Cerco di dar loro una forma decente, ma come al solito si drizzano sulla testa come se fossero stati colpiti da una scossa elettrica.


    Sbuffo divertito e smetto di asciugarli tornando i camera a rivestirmi. La canotta mi sta un po’ stretta e solo adesso mi rendo conto che il mio fisico ha preso a lievitare. OH DEI, non ditemi che… sollevo il tessuto scoprendomi e fissandomi il ventre per poi riabbassarlo in un sospiro di sollievo… Non sto diventando come Myricae. Do una veloce sistemata alla stanza riponendo gli abiti sporchi nel bagno, più tardi penserò a lavarli. Markus ci ha pensato l’altro giorno a rispettare il suo turno, quindi tocca a me. Anche perché, se dopo la battaglia gli chiedessi di fare qualcosa, come minimo mi tira la sua ascia contro. Spero stia bene, ho una sorta di ansia per questa battaglia. Siamo anche in svantaggio netto rispetto alle altre fazioni. Esco dalla stanza dopo aver risistemato il letto e come prima tappa faccio un salto… in cucina. Sì, non imparerò mai. Qui vi trovo Shayla e Keyra intente a spiluccare qualcosa tipo carne e insalata. «Sera!»



    esordisco con un sorriso a trentadue denti prima di guardarle entrambe. «Vi va qualcosa di più sostanzioso? Siete così secche secche…»


    dico provando a pungolare per gioco un braccio di Shayla. Aspetterò le loro risposte e poi mi farò venire in mente qualche idea rubacchiata alla mia septa. Se saranno contrarie, preparerò qualcosa in solitaria… ho bisogno di svuotare la mente per un po’…


  10. #1620
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Shayla cerca di incoraggiarmi mentre mi appresto su sua conferma a preparare l’insalata con finocchio e succo d’arancia. In fondo mi sembra una persona gentile nonostante a volte mi sia apparsa piuttosto brusca e irascibile, ma probabilmente era solo apparenze e, la mia scarsità di conoscenza nei suoi confronti…

    Sto tagliuzzando il finocchio quando mi rivolge scherzosamente anche una simpatica battuta sullo stato della sua gamba, in fondo non sembra una cattiva ragazza.
    << Tieni la gamba alzata, ti darà meno fastidio e favorirai la circolazione…altrimenti ti diventa una patata da mettere come contorno proprio allo spiedo.>>
    Sorrido gentile prima di dirigermi verso la dispensa.Prendo due arance e mi appresto a tagliarle quando …
    "suppongo che non hai mai combattuto prima di unirti alla fazione, non sembri addestrata. Qual è la tua storia? se ti va di parlarne, ovviamente "
    Mi blocco un attimo, una domanda che non mi aspettavo giunge alle mie orecchie, resto per un attimo in silenzio, prendo il finocchio e le scorze d’arancia, spremo un po’ di succo e impiatto, poso quindi il coltello per poi poggiare le mani sul tagliere e fare un profondo respiro. Un tempo avrei fatto volentieri a meno di raccontare la mia storia, avrei cercato di sviare l’argomento, non sono abituata a parlare così apertamente di me, ma ora non voglio più nascondermi dietro un riflesso di quel che sono, non ho più paura di raccontare la mia storia, affronterò il suo eventuale giudizio.
    Prendo il piatto e lo porto a tavola prendendo posto davanti a Shayla.
    << Sai…>> le dico un po’ titubante ed un po’ timidamente tenendo gli occhi bassi << …sei la prima persona che mi chiede di raccontarle così apertamente ciò che sono…>> alzo gli occhi porgendole il piatto con l’insalata per poi prendere a giocherellare con la forchetta nel piatto, torturando la povera bistecca.
    << Ne ho parlato solo con una persona al momento…>> penso ad Efrem, a quando volli parlare con lui per dirgli la verità, per poi finire per essere giudicata e non ascoltata, li avrei voluto andarmene e non tornare più…
    Nel mentre arriva Andreus che ci saluta con un grosso sorriso. Ritrovo un po’ di serenità.
    << Vi va qualcosa di più sostanzioso? Siete così secche secche…»
    Contraccambio con un sorriso e annuisco alla sua gentile richiesta:
    << Se ti va…stupiscici Chef!>> Gli dico gentile per poi tornare con l’attenzione su Shayla.
    << Non sono alle prime armi in fatto di combattimenti anche se … non si direbbe…>>
    Bevo un sorso d’acqua prima di continuare :
    << Sono nata ribelle in un nobile casato, mio padre è Lord Galador Tinnuviel , forse il nome ti dirà qualcosa, lavora per i Leithien, commercia i loro Diamanti >>

    Alzo gli occhi spostandoli dapprima su di lei e poi su Andreus , anche per lui sarà la prima volta che sente la mia storia…non credo di avergliela mai raccontata...
    << Voi mi conoscete come Keyra, ma Keyra non è il mio vero nome.>>
    Il cuore mi batte fortemente nel petto, non sono abituata a certe confessioni ma ora voglio solo essere sincera, anche con me stessa.
    << L’arte del combattimento mi è stata insegnata dapprima da mio nonno, un ex combattente del Regno che ora vive in solitudine nella sua solitaria torre e,si diletta a forgiare armi , poi ho conosciuto in seguito persone che mi hanno aiutato a migliorare…>>
    il mio pensiero in questo momento va a Niniel, è incredibile quanto il suo ricordo ritorni ora in questi brevi attimi << …ma non ho mai ricevuto un vero e proprio addestramento. Ho fatto quasi sempre da sola … soprattutto da quando mio padre accecato dal luccichio dei Diamanti ha cominciato a cambiare… li ha preferiti ai legami, si è persino dimenticato di avere una moglie ed una figlia, figlia la quale vi avrebbe di gran lunga preferito un maschio nato sotto l’elemento portante del mio casato, l’elemento Terra, elemento con cui il mio casato è molto affine. Io ho ereditato l’elemento vento dalla mia defunta madre, era un’elfa di antico lignaggio originaria di Talathnim, la piana bianca sotto il dominio dei Leithien, di lei ora mi è rimasto solo il ricordo e..il tatuaggio che porto sulla schiena. >>
    Rialzo il viso mentre gli occhi mi si fanno lucidi, scuoto la testa per scacciare il suo pensiero, non voglio piangere:
    << Un anno fa circa, mia madre è stata barbaramente uccisa, arsa da un dominatore del fuoco e smembrata in casa nostra, io quella sera non c’ero, ma mio padre si, era li eppure…nonostante il suo elemento ed il suo scudo, non ha fatto nulla per salvarla…da quella maledetta sera la mia vita è cambiata, ho anche pensato ad uccidermi, sono sincera, troppa era la disperazione del momento… ma poi, grazie ad un amico ho riflettuto , me ne sono andata di casa, sono scappata, ho abbandonato il passato per cercare la mia vendetta, una vendetta che mio padre non ha mai cercato , ed io è anche per questo che con lui ho tagliato totalmente i ponti. Ho cambiato nome, ho cambiato città, ho vagato per il Regno in cerca di informazioni su chi fosse stato ad uccidere l’unica persona che mi abbia mai amato, mi sono sporcata le mani, ho fatto cose di cui non vado fiera, ho estorto informazioni con l’inganno, ma solo poco tempo fa, dopo la battaglia di Amaranthis, ho avuto l’informazione che cercavo: Gordon Leithien, è stato lui ad uccidere mia madre o per lo meno è quello che mi è stato detto; e' da lui che voglio cercare la mia vendetta, anche se questo vorrebbe dire probabilmente per me, perdere la vita.>>

    Poso la forchetta, pulendomi la bocca, sono incredibilmente seria e determinata a fare ciò che mi sono prefissata. Fisso Shayla cercando di leggere qualche espressione sul suo viso, forse disgusto, forse sorpresa, o forse indifferenza, magari comprensione; e poi mi rivolgo senza voltarmi ad Andreus abbassando il capo chiudendo gli occhi, spero che capisca che queste parole sono per lui …
    << Tante volte ho giocato con la morte Shayla e, mi sono trovata sul filo sottile che separa il nostro mondo dal suo, probabilmente come tanti qui dentro, ma per fortuna, l’ultima volta, quella volta in cui credevo di essere spacciata e stavo fuggendo dalle guardie reali, è arrivato un angelo…un angelo che mi ha salvato >>
    non dico il suo nome, forse se lui sta ascoltando capirà che queste parole sono rivolte a lui, non voleva che rivelassi allora ciò che aveva fatto per me, be, non lo farò nemmeno ora…
    << E’ grazie a quell’angelo che ora sono qui, che la mia vendetta si è incrociata per puro caso con la via dei Ribelli, è grazie a lui se ho deciso di combattere questa guerra che non è più solo una mia guerra personale, ma è anche una guerra del popolo…posso solo dirgli grazie, un grazie che viene dal profondo del cuore. Qualunque cosa succeda, sarà sempre nei miei pensieri, fino alla fine>>
    Il mio sorriso dapprima spento si ravviva pensando a lui ad Andreus…
    << Scusami Shayla, forse ti ho annoiato, ma grazie alla tua domanda, mi hai permesso di liberarmi da un peso…non sono mai andata fiera di me, ne della mia vita, ma ora non ho più paura di essere giudicata per la verità…>>
    Le sorrido grata mangiando ora con più scioltezza la mia porzione di cibo in attesa che Andreus ci raggiunga.
    Chissà cosa penserà di me ora, era troppa la voglia di raccontarmi a qualcuno senza essere considerata soltanto una sciocca ragazzina vittima di se stessa, scusami Andreus se non ho parlato prima di questo con te ma, avevo paura, paura di perdere la tua amicizia…ed è la cosa più preziosa ch emi resta al momento tra il caos di questa guerra e, il tormento della mia vita.
    << Tu invece...da dove vieni? Quali sono le tue origini? Se ti va di raccontarti...>>
    Lei è stata gentile con me, ed io voglio sapere ora la sua storia.





    Ultima modifica di DELTAG; 18th November 2015 alle 21:44

 

 

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