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  1. #1701
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Inizio a passare in rassegna i volumi presenti nella sezione di mio interesse.
    Markus mi parla e sembra essere piuttosto disturbato ed imbarazzato per qualcosa, forse non avrei dovuto disturbarlo e avrei dovuto ripassare dopo…
    <<nah, tanto me ne stavo giusto andando, ho finito qui>>
    Sento dei rumori come di carte che vengono sistemate alla rinfusa, mi volto appena in sua direzione quando lo vedo alzarsi e dirmi:
    <<Ci vediamo alla festa>>
    Per poi raccogliere sotto braccio un po’ di fogli e mettersi un qualcosa al collo.
    Ba, certo che questo ragazzo è proprio strano, forse è addirittura più strano di me…
    Dopo il suo saluto, riprendo a cercare da dove ero rimasta.

    Percorro avanti ed indietro diverse volte alcune file di libri di uno scaffale mentre l’odore di polvere e di carta si mescolano assieme solleticandomi le narici e facendomi sternutire due o tre volte.
    Sono tutta presa dalla mia ricerca che mi accorgo della presenza di Efrem solo quando questo mi passa davanti con far prepotente voltandomi poi le spalle e…il suo lato B.
    -Bene, perfetto direi!
    Alzo le braccia al cielo per poi farle ricadere piuttosto infastidita lungo i fianchi restando pe run attimo alle sue spalle.
    Io sto cercando di non farmi distrarre da lui e dai miei pensieri sul suo conto cercando di essere il più distaccata e razionale possibile con me stessa vista la situazione e quello che ho combinato, che questo qui arriva e mi si para davanti così…
    Se prima mi considerava niente ed inutile, ora credo di essere divenuta persino trasparente e, a quanto pare essere divenuta forse parte integrante di queste scaffalature in legno…ma cosa ho fatto di male per passare tutto questo, per uno poi a cui nemmeno sto simpatica forse e, che sta con colui che considero il mio migliore amico nonostante tutto? Non lo so e neanche lo voglio sapere.
    Mi scosto da lui voltandogli a mia volta le spalle piuttosto indispettita.
    Aspetto che se ne vada e neanche gli rivolgo parola visto che lui mi ignora a priori quindi…da oggi in poi cercherò di usare la sua stessa politica…chissà se riesco ad uscirne fuori senza combinare altri disastri. Devo dire che nei rapporti umani sono proprio un disastro, uff.
    Andreus, ma perché tra tutti dovevi scegliere proprio lui?? Non c’è nemmeno bisogno di chiederglielo, lo so il perché. Efrem nonostante il suo caratteraccio e il suo modo di fare fa lo stesso effetto a molti, devo cercare di non pensare a lui in questi termini e vederlo solo come una persona che sta combattendo come tutti una guerra, forse ancor più personale della mia.
    Torno a cercare ciò che mi serve, mi aiuterà a distrarmi da tutto questo.
    Passando e ripassando tra le file di volumi tra le scaffalature individuo ciò che mi interessa, estraggo prima un volume, un pesante tomo dalla copertina in cuoio conciato, lo poso sul grosso tavolo rotondo e poi torno a riprendere l’altro; poso anche questo e prendo posto su una vicina sedia mentre inizio a sfogliare con delicatezza le pagine ingiallite dal tempo…chissà se troverò qualcosa anche riguardo ai fiori di Diano selvatico, gli stessi che crescono rigogliosi sulla tomba di mia madre....

  2. #1702
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    È pomeriggio

  3. #1703
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Markus appare stranito dalla mia proposta e dalla mia risposta di non volere nulla in cambio come pagamento. Forse chi gli ha insegnato prima, ha chiesto qualcosa di specifico al ragazzo. Ma a me non serve nulla, preferisco che i miei uomini siano istruiti oltre che abili in battaglia. In modo che possano aiutarmi durante le strategie e non limitarsi solo a eseguire gli ordini come un branco di pecore. «Beh, allora... Grazie…» mi dice abbozzando un sorriso, sollevo la tazza in risposta e lo osservo mentre prende tra le mani il primo libro che ho portato, “il piccolo principe”. «Il ciondolo comunque non l’ho aperto: è Luki che l’ha rubato dopo che l’ho spedito in camera tua con la simbiosi…» lo guardo grattarsi la testa e aggrottare le sopracciglia mentre mi osserva colpevole «vedrò di fargli togliere il vizio, non preoccuparti», Sospiro mentre lui tira fuori un foglio dal libro mostrandomelo «Shayla mi ha detto di scrivere 10 parole e ripeterle per 10 volte ad alta voce: l’ho fatto e credo siano giuste. Mi ha anche consigliato di provare a leggere questo libro...» mi porge il foglio e io osservo i suoi primi tentativi di scrittura, molte parole sono errate ma almeno si vede che si sta impegnando. Prendo dalla libreria alle sue spalle un calamaio con dell’inchiostro rossastro e intingo una penna per poi segnare sul foglio i vari errori che ha commesso e le rispettive correzioni o eventuali parole giuste. Non sono molte, deduco che impara in fretta. Prende poi il libro mentre io gli porgo il foglio corretto e inizia a leggere. Ancora quello stupido libro di favole? Immagino quanto sia difficile dover leggere un libro che ti suscita poco interesse, piuttosto mi stranisce il fatto che non l’abbia ancora lanciato da qualche parte del rifugio. Mi metto più comodo aspettando i suoi strafalcioni e infatti «in quel mento luci magie cominciano a scendere dal cielo... Una pioggia di scille cedeva sul corpo della Bestia» scoppio a ridere divertito da ciò che ha detto e per poco la tisana non mi finisce addosso mentre cerco di darmi un contegno. «A parte alcune stronzate, non te la cavi male. Hai solo bisogno di aiuto.» provo a sfilargli il libro da sotto le mani e se sarò riuscito lo chiuderò e lo lancerò in fondo al tavolo posandogli quello che ha scelto lui stesso davanti agli occhi, aperto. Mi siedo accanto a lui sistemando la sedia «ora ascoltami… ti guiderò io nella lettura, tu dovrai solo seguire il mio dito. Prenditi il tempo che vuoi sulle parole. Se sarà giusta, andremo avanti, se sbagli… ti toccherà rileggere tutto il rigo fin quando non impari.» è così che ho imparato io, oltre a una sana dose di piccozze sulla testa «ah, e comunque si legge LACHI, è il Dohaeriano stretto del Nord, chiedi ad Andreus di insegnartelo magari.» dico con un mezzo sorriso mentre termino a sorsate ciò che rimane della tisana posandola poi sul vassoio. «Bene, pronto ad abbandonare la tua condizione di caprone?»


  4. #1704
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Mentre Efrem ride avverto imbarazzo, disagio ma soprattutto voglia di prendermi a schiaffi da solo per non essere in grado di leggere nemmeno un noiosissimo libro di favole. Guardo male, molto male, Efrem prima di portare lo sguardo sul libro e resto così a fissarlo, in silenzio, rimpiangendo il fatto che Shayla non sia qui: lei non rideva di me, mi motivava e, soprattutto, non mi faceva sentire ancora più ridicolo di quanto non mi senta già. Irritato chiudo il libro cercando di poggiarlo sul tavolo ma è Efrem stesso ad anticiparmi, sfilandomelo di mano e lanciandolo lontano quando smettendo di ridere esclama,<<A parte alcune stronzate, non te la cavi male. Hai solo bisogno di aiuto>>. Involontariamente lo sguardo si sofferma sulle scritte rosse con cui Efrem ha corretto il compito di Shayla mentre parlavo. Non me ne ero accorto. Prendo il foglio e vedo che non ha modificato molto, le uniche parole che ha riscritto sono infatti ACQUA e FAMIGLIA... Il resto sembrano corrette, le rileggo, quasi in un bisbiglio, ed effettivamente anche la pronuncia quadra. Finisco la tisana, prima che diventi completamente fredda, e, nonostante non sia ancora molto convinto della buona volontà di Efrem nell’insegnarmi a leggere e a scrivere, lo ascolto, facendo attenzione. <<Ora ascoltami… Ti guiderò io nella lettura, tu dovrai solo seguire il mio dito. Prenditi il tempo che vuoi sulle parole. Se sarà giusta, andremo avanti, se sbagli… Ti toccherà rileggere tutto il rigo fin quando non impari>>, annuisco poggiando la tazza vuota sul vassoio e guardo il libro aperto di fronte a me. Rispetto l’altro è molto più corto, ci sono disegni, ma soprattutto vedo che molte parole si ripetono. Proprio quando sto per mettere da parte il compito di Shayla però Efrem esclama, <<Ah, e comunque si legge LACHI, è il Dohaeriano stretto del Nord, chiedi ad Andreus di insegnartelo magari>>, riferendosi proprio al nome dello scoiattolo che poco fa ho sbagliato a dire. <<Ha un qualche significato la parola Lucky?>>, chiedo interessato, ripetendo la pronuncia più volte in testa per evitare di dimenticarla, ed abbozzo un sorriso, divertito, quando - involontariamente - frega la battuta di Shayla sulle capre. Hanno lo stesso senso dell’umorismo a quanto pare. Osservo quindi Efrem giocare con il pizzetto mentre riflette attentamente sulla mia domanda, credo di averlo messo in difficoltà, probabilmente non sa tradurlo, in fondo lui viene da Sandover, la terra dei boschi eterni, che è a sud di Dohaeris... <<Significa "fortunato", per il perché chiedi a chi l'ha scritto>>, mi risponde invece ed io sorpreso sollevo entrambe le sopracciglia biascicando in un sussurro “la sequestratrice di scoiattoli”. Allora quella medaglietta non è stato un caso che sia apparsa proprio dopo che Lucky è scampato alla morte con Lysa. Decido di dare una possibilità ad Efrem, come insegnante, risate a parte, non mi sembra male dopotutto, e prendo l’alfabeto, bloccandomi per qualche istante quando cerco di leggere la scritta di Andreus. Scelgo con cura le lettere e, lentamente, scorro con il dito poco sopra l’immagine esclamando, <<s..p… Quindi spu! Ma questa è una A, allora spa… ac… ca… li>>. Nel mentre osservo Efrem in viso, usando la sua espressione per avere conferma di stare andando o meno bene con la lettura. <<Spaccali tu… ti>>, no. Mi blocco, esitando quando mi ricordo il particolare della doppia lettera in alcune parole ed ancora prima che mi corregga Efrem la ripeto, marcando la pronuncia della T. <<Tutti. E’ spaccali tutti…?>>. In ogni caso, qualunque sia la risposta, dirò, <<questo però lo devo usare per forza: è la mia seconda lezione e tutte le pronunce, lettere e parole strambe, non le memorizzo ancora>>. Prenderò poi un bel respiro e, con calma, slittando con gli occhi dall’alfabeto al viso di Efrem, proverò a leggere seguendo il dito,<<[…] i boa ingiano la loro preda tuta intera, sensa masticarla>>.

    Nota: Frasi ed azioni accordate.



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  5. #1705
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Sfoglio e risfoglio le pagine, pagine che mi passano davanti una ad una, silenziose, ingiallite dal tempo...
    Mi fermo solo quando trovo qualche riferimento a ciò che sto cercando. Mi metto comoda sulla seggiola e mi immergo nella lettura.

    La Carota (Daucus carota ) è una pianta erbacea dal fusto di colore verde appartenente alla famiglia delle Apiaceae; è anche uno dei più comuni ortaggi; il suo nome deriva dal greco Karotón. . Ne esistono molte e diverse varietà che sono coltivate in tutte le aree temperate del globo.

    Allo stato spontaneo è considerata pianta infestante e si trova facilmente in posti assolati ed in zone aride e sassose ma anche in tutti gli ambienti rurali e perfino alle periferie cittadine.
    Nel gergo comune si è soliti riferirsi alla carota come alla parte edibile, di colore arancione, che è invece la radice.
    La Cicoria è una pianta erbacea perenne dai fiori color celeste. La cicoria comune raggiunge un'altezza massima di 1,5 m (minimo 20 cm). Il ciclo biologico è perenne, ma a volte anche annuale; nel primo anno spunta una rosetta basale di foglie, mentre il fusto fiorale compare solamente al secondo anno di vita della pianta.
    Questa pianta si può trovare ovunque; margini di sentieri, campi coltivati, terreni incolti, zone a macerie e ambienti ruderali e, praterie .
    Diffusione altitudinale: dal piano fino a 1200 metri; è presente quindi nel piano vegetazionale collinare o montano.
    - Chi lo sa se cresceranno in zone fredde come quelle dell'Adamantem. -
    Continuo nella mia lettura, spostandomi di sezione nel volume, vado alla parte sui fiori e non piante, ma nonostante continui a seguire righe e righe di nero inchiostro, non trovo nulla relativo al fiore di Diano selvatico.
    Bevo un sorso di succo d'arancia e poi riprendo a sfogliare il tomo...



    - Citazioni di fonti botaniche erboristiche : Wikipedia
    Ultima modifica di DELTAG; 11th December 2015 alle 18:49

  6. #1706
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton
    - Capo Tempesta -


    Osservo le due mentre si presentano, credo che Daphne si senta leggermente in imbarazzo ma Claire ha quel suo modo di fare che riesce sempre a farti sentire a tuo agio. "No, questa mattina non è venuto a riscuotere l'incasso. Al suo posto ha mandato Alistair, è nel suo ufficio attualmente, sto tornando proprio da lì. Ha due guardie con sè, li conosci sono Edgar ed Ira" purtroppo le sue parole ci confermano che Petyr al momento non è al bordello ma eravamo già pronte a questa eventualità che non stravolge totalmente il nostro piano come fa notare Daphne con la sua affermazione che riscuote l'approvazione di Claire. "Edgar ed Ira non sono un problema, riusciremo a distrarli facilmente. A malapena sapevano contare fino a dieci e difficilmente alzavano lo sguardo al di sopra della scollatura" rispondo sovrappensiero, fortunatamente non sono temibili né per intelligenza né per magia, ci è andata bene. "Non potete muovervi liberamente, riconoscerebbero subito Shayla e tu sei ricercata, dovete confondervi tra le ragazze del bordello, sono tante, non baderanno troppo al vostro viso con altro in mostra" Claire afferma l'ovvio, così vestite non passeremmo certo inosservate in un posto come questo, troppo caste e pure, che detto di me è decisamente il colmo. "Ho delle parrucche e... magari con un trucco più vistoso..." mi avvicino al suo armadio che conosco fin troppo bene, tante volte sono venuta per prendere in presto degli abiti quando non mi venivano forniti per le occasioni più particolari o per i clienti più esigenti. Scorro con gli occhi le decine di vestiti riposti in fila fin quando non trovo qualcosa di adatto, un vestito nero molto trasparente e molto corto, abbinandolo poi con una parrucca nera raccolta. Infilo il ciondolo assieme alle monete che avevo nelle tasche del vestito in una delle pieghe interne della sottoveste. "Dovresti pensare a farti la tinta, ti dona il nero, sai?" mi volto istintivamente verso lo specchio alle sue parole, effettivamente questo colore mi dona "potrei farci un pensierino" le rispondo, con un occhiolino. "Non so proprio come orientarmi... mi affido a voi" aggiunge poi dubbiosa ed un sorriso complice nasce sul mio viso così come su quello di Claire, spesso ci divertivamo a spaventare le più inesperte o seriose proponendo combinazioni assurde e colori fuori dal normale, divertendoci ad osservare le loro facce allibite. "Tranquilla, sei in buone mani!" le dico cercando di trattenere l'ironia, per poi frugare nell'armadio in cerca di qualcosa di abbastanza sgargiante. Trovo gettato in un angolo un vestitino mini di pelle rosa confetto, con tanto di pellicciotto abbinato, mi chiedo dove abbia rimediato Claire questa roba. "Ecco, questo è perfetto per la tua carnagione!" esclamo euforica, mostrandoglielo "E questa parrucca ti starà benissimo, tesoro!" aggiunge Claire, mostrandole una parrucca verde con delle ciocche rosa che si abbinano al vestito e confermo le sue parole esprimendo il mio consenso. Mi avvicino a Claire e la osserviamo per qualche istante come ad aspettare che si vesta o che ricambi il nostro entusiasmo, ma dopo poco scoppiamo a ridere gettando in un angolo quella robaccia e tranquillizzandola. Prendo un altro vestito nero con calze a rete abbinate, è aperto sul davanti quindi mette bene in mostra tutto "Ecco, indossa questo. La parrucca rossa alle tue spalle andrà benissimo, Edgar ha una certa propensione per le rosse" le dico, con cognizione di causa. Aspetto che si cambi per poi rivolgermi a Claire "Quando tutto sarà finito daremo a fuoco questo posto e sarai libera finalmente di tornare da tua figlia. Prepara le tue cose, non impiegheremo molto" le dico seria, notando poi che Daphne è pronta per andare. Usciamo in silenzio dalla stanza e scendiamo per le scale fino ad arrivare al grande salone principale che dobbiamo necessariamente attraversare per giungere all'ufficio privato di Alistair, cerchiamo di non attirare l'attenzione e più volte mi volto nella sua direzione per accertarmi che non sembri eccessivamente imbarazzata, questo è il mio ambiente e non provo alcuna vergogna ma so che per lei potrebbe essere molto diverso, fortunatamente mi sembra molto sicura di sé. Mi guardo intorno, questa è stata casa mia per cinque anni, molte delle ragazze sono volti noti o conosciuti, alcune le ritenevo anche mie amiche. Quello che mi stupisce di più è che sento un certo senso di disagio e di fastidio nel ritrovarmi qui, a differenza di quello che credevo, come se tutto questo ormai fosse lontano da quello che sono, ma scaccio questi pensieri concentrandomi sulle due guardie che vedo davanti la porta dello studio. "Quello sulla destra è Ira, è difficile distrarlo anche perchè credo non apprezzi il corpo femminile. Penserò io a lui con lo charme, tu occupati di Edgar...lui è molto più malleabile e sprovveduto" così dicendo mi avvicino ammiccando al soldato, porto una mano sul suo petto e lo allontano di qualche passo dall'altro che non sembra scandalizzarsi troppo né badare all'ennesima meretrice che prova a sedurre una guardia per di più di bell'aspetto come Ira, quest'ultimo quasi subito mi blocca ordinandomi di smetterla ma gli sorrido sicura di me e lo fisso negli occhi incatenando la sua volontà alla mia senza troppa difficoltà "Hai proprio sonno vero Ira? Cerca una stanza libera e dormi qualche ora, ti farà bene" gli ordino e dopo avermi guardato qualche istante con lo sguardo vuoto si allontana e sale al piano superiore. Fuori uno, tocca a te Daphne.


    *Charme - capacità di ammaliare e soggiogare la mente dell’avversario impartendogli un ordine (Non lo si può indurre a colpirsi da solo). Necessita di contatto visivo
    n.b. dal livello Maestro in poi l'ordine può essere duraturo (es: cancellare la memoria), si necessita del consenso di un master.
    • Esperto – Contatto visivo entro 5 metri

  7. #1707
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Markus sembra distrarsi per un attimo mentre gli parlo. Prende il foglio con l’alfabeto e lo seguo con lo sguardo incrociando le braccia al petto mentre cerca di tradurre la calligrafia di Andreus su quel disegno. Posa le dita sulle lettere leggendole dall’alfabeto e pronunciandole lentamente «s..p… Quindi spu! Ma questa è una A, allora spa… ac… ca… li» gli faccio cenno di sì col capo e gli indico di continuare, è un buon inizio quel biglietto. «Spaccali tu… ti» muovo appena la testa in senso negativo e il ragazzo si corregge ripetendo la lettura «tutti. E’ spaccali tutti…?» faccio cenno di sì «esatto, un augurio simpatico, per la battaglia.» il ragazzo poi mi mostra il foglio un po’ imbarazzato «questo però lo devo usare per forza: è la mia seconda lezione e tutte le pronunce, lettere e parole strambe, non le memorizzo ancora» sgrano gli occhi a tale affermazione. Come fa ad essere già alla seconda lezione e avere imparato tanto? Devo dire che mi ha stupito. Lo facevo più idiota. Gli faccio comunque cenno affermativo, non appena avrà padronanza, glielo toglierò e glielo metterò in tasca. Per ora gli serve. Poso il dito sulla riga che dovrà leggere e comincio a slittare seguendo la sua voce ma mi fermo subito al primo errore «[…] i boa ingiano la loro preda tuta intera, sensa masticarla» scuoto il capo, tornando indietro col dito e scandisco bene leggendo a mia volta «i boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla.» ad ogni parola vi poso il dito poco sopra per indicargliela e vedere se così gli appare più chiara. «Ripeti.» dico calmo ma serio. Imparerà, ha solo bisogno della giusta spinta. E se non imparerà così… beh, le mie radici saranno pronte a portarlo sulla buona strada. O almeno così ho imparato a studiare io grazie a papà e a Deirdre…

  8. #1708
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Stento a crederlo ma riesco a leggere, con qualche strafalcione dato che ogni tanto tendo a mangiarmi le lettere ma comunque ci riesco. E, finalmente, parola dopo parola, prendo sicurezza, ed assieme alla sicurezza aumento anche la velocità di lettura. Il merito però è del libro, rispetto la favola è molto più interessante, più significativo, e ci sono degli spezzoni di racconto davvero molto particolari. Ripeto, in modo corretto, la frase che ha letto Efrem e poi lascio che sfogli il libro per me così da fermarci e leggere solo le parti più significative. Quando arrivo allo spezzone in cui il Piccolo Principe dice addio alla rosa, ammetto di provare un po’ di amarezza: mi incuriosisce il finale di questo libro, magari la rosa metterà da parte l’orgoglio e mostrerà il suo affetto al bimbo, in fondo con un amico non ci si dovrebbe vergognare di mostrare queste stronzate. Seguo il dito di Efrem e... <<[…] era abitato da un… ubriacone?>>, deglutendo mi blocco dal leggere, fissando accigliato il libro. Sarei tentato di chiedere ad Efrem se possiamo evitare questo pezzo, ma poi decido di riprendere curioso del pensiero che ha fatto il bambino: non mi sono mai chiesto cosa potessero pensare gli altri di me quando mi addormentavo sui tavoli delle taverne, ubriaco fradicio. <<Questa vi-si-ta fu molto breve, ma im-mer-se il piccolo principe in una grande ma-lin-conia. «Che cosa fai?» chiese all'ubriacone che stava in si-len-zio da-vanti a una col-lezione di bottiglie vuote e a una col-lezione di bottiglie piene. «Bevo», rispose, in tono lu-gu-bre, l'ubriacone. «Perché bevi?» do-man-dò il piccolo principe. «Per di-menti-care», rispose l'ubriacone>>. Peccato che i problemi non si risolvano con qualche sbornia, anzi, più il tempo passa, più diventa difficile uscire dalla fossa che ci si scava con le proprie mani. Irritato da questo pensiero e sempre più cupo con la voce, mi sforzo di continuare la lettura, <<«Per dimenti-care che cosa?» s'infromò il piccolo principe che comin-ciava già a… piangerlo?>>. Pena, voglia di aiutarlo, malinconia. Dei. E' forse per questo che Efrem, quel giorno in taverna, si è avvicinato cercando di parlarmi? Mi fermo di nuovo, notando che l’espressione di Efrem è cambiata, probabilmente nella foga di leggere devo aver sbagliato qualcosa. In silenzio aspetto che mi corregga, ripetendo di nuovo, con più attenzione, l’ultima frase prima di smettere e guardandolo in viso chiedere, <<Io ti facevo pena?>>. Possibile che le parole che mi ha detto in taverna, le cure che mi ha pagato per l’occhio, la possibilità di tornare a vivere, a combattere per qualcosa in cui credono tante altre persone oltre che me, siano stati davvero dei gesti mossi solo dalla compassione e dalla pietà?

    Nota: Azione accordata dal master.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 12th December 2015 alle 13:22



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  9. #1709
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Markus ripete con qualche tentennamento, ma in modo perfetto la frase e io decido, non sensa una buona dose di faccia di bronzo, di saltare qualche pagina e di condurlo a una parte che lui dovrebbe conoscere bene. Chissà, magari accendo qualche lampadina lì dentro e la smetterà di fare lo spaccone. Ha sempre frainteso le mie parole, vediamo come se la cava adesso. Lo vedo fissare per un attimo accigliato il titolo del capitolo, la parte inerente al mondo dell’ubriacone. Ma la mia espressione non muta, resto calmo, anche quando Markus slitta lo sguardo su di me. Lo fisso negli occhi e poi faccio ticchettare con lentezza il dito sul foglio incitandolo col capo e un piccolo movimento delle sopracciglia a continuare la lettura. Lettura che va ben oltre quello che mi aspettavo, continua a stupirmi. «Questa vi-si-ta fu molto breve, ma im-mer-se il piccolo principe in una grande ma-lin-conia. «Che cosa fai?» chiese all'ubriacone che stava in si-len-zio da-vanti a una col-lezione di bottiglie vuote e a una col-lezione di bottiglie piene. «Bevo», rispose, in tono lu - gu - bre, l'ubriacone. «Perché bevi?» do-man-dò il piccolo principe. «Per di-menti-care», rispose l'ubriacone» non dico nulla sulle pause, gli servono per poter scandire meglio le parole ed è un esercizio ottimo per imparare. Vado leggermente più veloce visto che anche lui comincia a incalzare il ritmo di lettura alternando gli occhi dal foglio al libro e viceversa. Lo sento però sforzarsi nella lettura e credo che abbia bisogno di una pausa. Aspetterò il primo errore e lo farò riposare prima di rileggere. ««Per dimenti-care che cosa?» s'infromò il piccolo principe che comin-ciava già a… piangerlo?» muto espressione muovendo appena il capo per fargli capire che ha sbagliato e riporto il dito all’inizio del rigo. Il resto del paragrafo l’ha letto giusto, non c’è bisogno che lo ripeta. Markus rilegge, stavolta con più attenzione correggendosi da solo nell’errore che ha commesso per poi alzare lo sguardo dal libro «Io ti facevo pena?» mi chiede guardandomi in volto, ricambio il suo sguardo sistemandomi sulla sedia. «No. Un uomo penoso non merita alcuna attenzione, benché meno di vivere.» poso una mano sul tavolo facendomi più serio «vuoi sapere cosa ho visto davvero in quella taverna a parte una montagna di muscoli ubriachi? Ho visto una persona che chiedeva aiuto, un ragazzo che cercava disperatamente di sopravvivere mentre il resto della gente lo ignorava o provava compassione.» incrocio le braccia al petto «la pietà e la commiserazione appartengono ai deboli e a coloro che non hanno abbastanza spina dorsale per continuare a vivere. Cosa che tu non cercavi o almeno è ciò che il mio occhio buono ha visto.» gli dico con un mezzo sorriso indicandomi quello verde e funzionante. «Ti ho chiesto di unirti a me non per pietà, ma perché sapevo che avresti lottato e sapevo di non sbagliarmi riguardo ai miei pensieri. Sei stato una delusione all’inizio, è vero, con quell’aria da spaccone e la puzza perenne e asfissiante di alcool e fumo. Ma adesso comincio a vedere il guerriero di cui avevo bisogno e il ragazzo che tu stesso cercavi di raggiungere.» osservo la sua espressione quando termino di parlare e lentamente faccio appello alla terra sotto e sopra di noi, la sento pulsare di vita mentre le radici cominciano a formarsi dalla sua spalliera per poi diramarsi e crescere in un ramo sottile e pieno di foglie che, con un rapido cenno del capo, faccio sbattere in faccia al ragazzo, non forte, ma solo per distrarlo. «Ora smettila di guardarmi con quell’espressione da triglia lessa e continuiamo!»

    Distruzione:
    (Maestro) Prigione di Gea - Le radici che vengono generate sono manovrabili ed imprigionano il corpo intero, stritolandolo, provocando tagli profondi e nei casi più gravi la compromissione di organi e rottura di ossa. Possono essere generate dove si desidera.

  10. #1710
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon


    "Edgar ed Ira non sono un problema, riusciremo a distrarli facilmente. A malapena sapevano contare fino a dieci e difficilmente alzavano lo sguardo al di sopra della scollatura" Shayla è molto sicura di se stessa e conosce le guardie, cosa che risulta del tutto a nostro vantaggio, anche perchè come tutti, o quasi, hanno un debole per le scollature profonde, inizio ad aver timore di come mi conceranno "potrei farci un pensierino"



    Si guarda allo specchio, sembra apprezzare il mio complimento, devo ammettere che è una bella donna quando è più "anonima", senza trucco ad imbrattarle la faccia e quei capelli così vistosi, gli abiti che coprono poco e nulla "Tranquilla, sei in buone mani!Ecco, questo è perfetto per la tua carnagione!""E questa parrucca ti starà benissimo, tesoro!" Osservo entrambe sgranando gli occhi, si sono lanciate uno sguardo d'intesa, probabilmente non è la prima volta ce si divertono a riarredare qualche inesperta come me, ma quando vedo cosa sventola Claire tra le mani, ho il dubbio che mi stia prendendo per i fondelli "C'è veramente qualcuno che si eccita con quella roba?" magari le guardie hanno quei gusti, hanno detto di conoscerle, mi sentirò ridicola più del dovuto e la mia espressione lo lascia intendere benissimo. Ma è quando le due cominciano a ridere che mi rendo conto della presa in giro e mi lascio andare ad una risata sommessa ammonendole con la mano destra, mimando il gesto di volerle picciare "Ecco, indossa questo. La parrucca rossa alle tue spalle andrà benissimo, Edgar ha una certa propensione per le rosse" Una parrucca rossa, un rosso più appariscente di quello solito di Shayla, ma almeno l'abito non è così pessimo come immaginavo, scollatura a vista e calze a rete a parte. Indosso il tutto e mi sento stranamente soddisfatta del mio aspetto, mi sento decisamente provocante, forse troppo, ma per una volta metto in mostra la mercanzia come si deve, visto che ho un corpo come si deve.



    "Quando tutto sarà finito daremo a fuoco questo posto e sarai libera finalmente di tornare da tua figlia. Prepara le tue cose, non impiegheremo molto" Osservo la donna con un segno d'intesa, le daremo una nuova vita e noi ci prenderemo una piccola fetta della nostra vendetta. Seguo Shayla al piano inferiore dove vi è un ampio salone colmo di donne, tutte preparate alla peggio maniera, solo poche conservano un certo senso di eleganza innato, è molto raro in questo ambiente.



    Avanzo ancheggiando e con il petto in mostra, cercando di mostrarmi a mio agio il più possibile, quando giungiamo finalmente nel luogo designato "Quello sulla destra è Ira, è difficile distrarlo anche perchè credo non apprezzi il corpo femminile. Penserò io a lui con lo charme, tu occupati di Edgar...lui è molto più malleabile e sprovveduto" Quello sulla sinistra è mio. Avanzo assieme alla collega verso i due uomini e noto immediatamete come Edgar faccia scendere gli occhi dal viso al davanzale. Quando mi trovo a pochi passi dall'uomo, gli poggio una mano al petto e l'altra al collo, in modo da avvicinarmi il più possibile a lui e cercare di voltarlo verso di me, così da dare le spalle a shayla ed Ira. "Hai proprio sonno vero Ira? Cerca una stanza libera e dormi qualche ora, ti farà bene" Edgar non oppone la minima resistenza, anzi... sembra fin troppo a suo agio con gli occhi immersi nella scollatura "Noi tre non ci conosciamo ancora... che peccato" che battuta squallida e scontata, ma gli sorrido comunque, anche se punta più in basso.



    "Mhh... dobbiamo provvedere allora" Con la coda dell'occhio vedo Ira allontanarsi e capisco che è il momento di agire: carico la mano destra con tutta la potenza del mio elemento, ormai il mio fulmine è più forte che mai, lo sento scoppiettare nel palmo. Rapida schiaccio la mano al petto dell'uomo all'altezza del cuore e convoglio tutta la mia energia in quel punto, in modo che il fulmine lo mandi in arresto cardiaco. L'uomo dilata le pupille e trema con forza prima di accasciarsi su se stesso e faccio uno sforzo immane per avvicinarlo alla finestra aperta, in modo da farlo cadere fuori da essa. Tiro un profondo sospirto e mi volto verso Shayla "Pronta?" Appena leggo un segno d'assenso, porto la mano sul pomello della porta, la apro ed in pochi secondi ci troviamo all'interno della stanza. L'uomo è solo, alza lo sguardo verso di noi, è altamente infastidito, ma non si alza neanche in piedi, ci rivolge uno sguardo di disprezzo, per poi tornare a contare l'incasso del giorno prima "Dovrò licenziare le guardie, queste sono poco affidabili. Se avete soldi da consegnarmi, poggiateli ora sulla scrivania ed andatevene"

    Per tutta risposta giro il chiavistello della porta alle nostre spalle e gli sorrido sarcastica "Cosa vuol dire questo?" L'uomo scatta in piedi, alzando la voce, dobbiamo farlo tacere subito.

 

 

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