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  1. #1821
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Lo vedo digrignare i denti per la mia finta che probabilmente non si aspettava, faccio per indietreggiare ma sono troppo lenta e mi muovo di poco.
    Markus tende il braccio evocando il fuoco… poi si lancia verso di me, cerco ancora di spostarmi ma lui è decisamente più veloce di me e me lo ritrovo alle spalle.
    Non faccio in tempo a fare nulla che sento un dolore lancinante su entrambi i tendini di Achille dopodiché cado a terra di sedere come una pera cotta.
    Intanto lui si allontana e continua a camminare…
    Mi guardo intorno concentrandomi sugli oggetti presenti nella stanza cercandone uno bello pesante… decido quindi di usare la palla chiodata in modo da rallentarlo o, se proprio mi andasse bene, di fermarlo.
    Mi concentro ulteriormente e la lancio con la forza del pensiero poco più avanti rispetto al punto verso cui Markus sta andando.
    Velocemente poi paleso Fantasy bow in forma passiva e miro al suo braccio sinistro cercando poi di indietreggiare, rimanendo a terra, aiutandomi con le mani.



    Scuola di magie e incantesimi: Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente
    Esperto –
    Nel raggio di 5 metri, può sollevare fino a 250kg di peso


    Fantasy bow >>>>> Forma Passiva

  2. #1822
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuvie
    l


    Faccio per uscire dalla stanza quando alla porta della stessa, sento un rumore ritmato e continuo, come se qualcuno vi stesse bussando ma in modo leggere ed insistente e tenesse sempre lo stesso ritmo, la stessa cadenza. Chi potrebbe essere? Poso un mano sulla maniglia lentamente la apro ma davanti non vi è nessuno… poi ecco un gracchiare, un battito d’ali… abbasso lo sguardo …
    -Il corvo che ho mandato da Ryuk!-
    Mi abbasso velocemente e lo prendo in braccio sotto sua protesta portandolo in stanza sperando che nessuno lo abbia visto entrare, a proposito, da dove è arrivato? Forse è uscito qualcuno dal monastero e lui ne ha approfittato. Lo poso dolcemente sul fondo del letto mentre prendo posto accanto a lui carezzandogli le piume, ma lui in tutta risposta si allontana svolazzando e andando in direzione del bagno.
    Lo inseguo cercando di recuperare il foglio che ha legato alla zampa e quando lo raggiungo, lo vedo posato sul bordo del lavandino in pietra, picchietta con insistenza sulla bocchetta dell’acqua, forse avrà sete…
    Apro l’acqua e la faccio scorrere, nel mentre la creatura mi guarda con i suoi vispi occhi scuri, gli sorrido gentile prima di prendere finalmente il foglietto.Non appena l’acqua si fa fresca, il corvo si butta dentro il lavandino sguazzando come un’anatra nello stagno…mi sa che ha voglia di fare un bel bagno anche lui…rido rumorosamente mentre osservo la bizzarre creatura, certo che tra tutti i corvi che potevo scegliere, ne ho trovato proprio uno piuttosto strano.
    Lascio che l’acqua scorra per un po’ bagnando le sue piume poi mi siedo sul bordo della vasca apro il foglietto ed inizio a leggere…


    Isyl Tinnuviel, l’ultima volta che ci siamo incontrati non eri così formale
    - Avevo un motivo per non esserlo, volevo informazioni Ryuk … ho voluto stuzzicarti anche se poi la cosa ha preso una piega diversa e…piuttosto intrigante devo dire, mi sa che Efrem quando mi ha chiamata gatta morta, aveva ragione, si, mi sono comportata proprio come tale ma con Ryuk, non di certo con lui … forse ho sbagliato con entrambe, forse non lo so ma non è questo il momento per rimuginare sul passato, quel che è stato è stato, io so di non essere così anche se in tal modo mi sono spesso comportata per avere informazioni che servivano…-

    Comunque… bando ai formalismi, mi annoiano e passo al dunque. Non ho idea di quale piana tu stia parlando, ma se si trova nei miei territori allora stai ben certa che al momento è meglio sorvegliata di qualunque zona di Dohaeris, il mio esercito è vasto, ben organizzato e con precisi ordini: far fuori ogni cosa che si avvicini ai confini dell’Adamantem, persone o animali che siano, l’ultima cosa che desidero sono degli elfi che si credono troppo furbi.

    - Non mi aspettavo di certo un’accoglienza da re tra tappeti di fiori e foglie di palma , quelli mi avrebbero spaventato, ma spade ed archi posso raggirarli se mi negherà il permesso…-

    Ti concedo in via del tutto eccezionale il consenso ad oltrepassare i confini, darò disposizione alle mie guardie della terza porta a nord di lasciarti entrare tramite parola d’ordine.

    - Sul serio? Davvero Ryuk Leithien mi dà il permesso di varcare i suoi confini? Non pensavo, forse allora non mi sono sbagliata, in lui vi è traccia di umanità diversamente dal resto della sua famiglia -


    Ricordo i tuoi tratti somatici anche se la parte che ricordo meglio la mostri piegata a novanta…
    Arrossisco al pensiero di quel giorno..
    ma non ti chiederò di chinarti avanti le guardie, fa troppo freddo per le nudità in quel posto,…

    - Non lo avrei mai accettato, piuttosto le avrei fatte fuori.Ti sei fatto un’idea completamente sbagliata di me Ryuk….ma in fondo non ci conosciamo quindi...-

    ma abbi bene a mente che nessun’altro potrà varcare il confine oltre te, quindi niente accompagnatori, inoltre gradirai certamente la scorta di quattro delle mie guardie, non posso lasciare a piede libero un nemico, come tu stessa ti sei definita, ma non temere, sono discreti, ti seguiranno senza parlare o interferire, ti basterà far finta di essere sola.

    -Far finta di essere sola? Perché mai? Non ho paura di vagare per i tuoi territori, non sono una codarda , non ho intenzione di portare nessuno con me , non metterò in pericolo la vita di nessuno, non permetterò mai che le guardie mettano in pericolo qualcuno che non sia io, nessuno mi seguirà. Se vorranno uccidermi mi difenderò, in caso contrario, non permetterò loro di avvicinarsi troppo…-

    Fai quel che devi e non provare a far giochetti o quella diventerà anche la tua tomba e senza fiori in omaggio, salutami tuo padre, gli manderò un cesto di frutta come liquidazione.

    Saluti
    Ryuk

    - Un cesto di frutta? Credo gradirebbe di più dei Diamanti, ma la frutta è decisamente meglio, non sarebbe una brutta idea.-

    Parola d’accesso: Pecorella
    P.s. Distruggi questa missiva.

    Altra parola d’ordine no? Ryuk vuole prendersi gioco di me anche con le sue guardia, se il suo tentativo è quello di umiliarmi mi spiace ma non è riuscito. Chiudo la lettera memorizzando le sue indicazioni…
    << Terza porta a nord, Pecorella…>>
    Ritorno con lo sguardo sul bellissimo corvo e lo ringrazio per avermi consegnato la lettera e aver aspettato la risposta.
    << Vai piccolo, ora sei libero…>> gli dico alzandomi dalla vasca per ritornare in camera, ma l’animale non ne vuole sapere di allontanarsi da li.
    << forza vai…non puoi restare qui…>> in tutta risposta il corvo muove al testolina arruffata e prende a svolazzarmi attorno.
    < <vuoi restare? >>
    Abbassa il capo mimando un si con la testa, perfetto, devo dire che ho adottato un corvo!
    << Se vuoi restare resta pure allora, ma io sto uscendo, devo cercare un amico…>> dico tristemente, sperando che Andreus mi consideri ancora come tale…
    Esco quindi dalla stanza dirigendomi verso la cucina, dietro di me il corvo svolazzante.
    Prima di cercare Andreus, devo distruggere questa lettera…


    - Lettera da Ryuk inviata tramite mp da Eclisse
    Ultima modifica di DELTAG; 9th January 2016 alle 11:54

  3. #1823
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Shayla accetta le cure e lentamente le sue ferite si rimarginano così come sono apparse, il sangue rifluisce al loro interno e i filamenti di carne si animano alla stessa velocità dei miei che si rimarginano del tutto ma lasciando i buchi sugli abiti. «Beh anche io odio quella vostra simbiosi, quasi sempre...diciamo» dice e io rido, se usata correttamente la nostra capacità diventa piuttosto bastarda. «Mi sono divertita anch'io. Grazie» dice rilassandosi per un attimo e io mi rendo conto che i miei poteri stanno facendo effetto, le rivolgo un sorriso e poco dopo torno a concentrarmi sulle ferite, sono quasi sparite, basterà qualche altro secondo. Quando finalmente il rosso della luce svanisce, essa si trasforma ancora, viene avvolta dalla luce candida dei vecchi globi per poi sgretolarsi come se fosse sabbia. Mi pulisco le mani sfregandole l’una contro l’altra e dopo qualche istante sento una mano di Shayla toccarmi una spalla e stringere appena «prova a riposare, vedrai che andrà tutto bene. Ora vado... devo fare una cosa prima della battaglia» mi dice guardandomi negli occhi, le faccio un piccolo cenno col capo. Ma non ho sonno, non riesco a dormire sapendo ciò che accadrà tra poche ore. Non posso, io non posso e non voglio accettare il fatto che Efrem possa morire per questa guerra. Mi alzo dalla roccia quando Shayla svolta l’angolo per tornare nel rifugio e inizio a gironzolare attorno al laghetto. Piccoli insetti cominciano a svolazzare a pelo sull’acqua e mi siedo lì accanto stendendomi a guardare il cielo stellato ripetendomi che ho fatto la cosa giusta. Non potevo pretendere che Efrem cambiasse per una mia idea sbagliata, per un mio capriccio. Mi ero innamorato di questo e più ci penso più sento le fitte risalirmi lungo lo stomaco. «Ho fatto la cosa giusta…» mi ripeto mentre sospiro. Non avrei mai fatto soffrire entrambi per un capriccio, mi sono cullato che Efrem potesse essere diverso, che sarebbe cambiato. Ma non è così, mi stavo illudendo e a mia volta stavo illudendo pure lui. Mi rimetto seduto quando inizio a vedere sfocato, non riesco a trattenermi. Tiro su col naso e inizio a giocare con un sasso vicino ai miei piedi. Ricordo ancora la prima volta che lo vidi… “è un coglione fatto e completo!” continuavo a dire a me stesso. E più lui mi parlava, più comprendevo che quella verità era molto meno vera di quello che credevo. Non ho idea di quando ha cominciato a piacermi sul serio, di quando trasalivo quasi spaventato quando i miei occhi incrociavano i suoi. Poggio il mento sulle ginocchia osservando la superficie del lago che si increspa appena quando avvicino lo stivale a essa. Sorrido, forse non me ne sono mai accorto… è stato così, e basta. «Sono stato io l’idiota!» dico a denti stretti lanciando il sasso nell’acqua e alzandomi da terra. Ho bisogno di distrarmi. Svolto l’angolo ma un bagliore proveniente dal glados mi attira a esso, vedo Shayla risbucare fuori con viso piuttosto turbato, sembra preoccupata per qualcosa. Che cosa è successo? Mi avvicino posandole una mano sulla spalla mentre con l’altra cerco di pulirmi il viso «ehy… tutto bene?» le chiedo con un sorriso cercando di scacciare l’ennesimo ricordo negativo…

    *Ritorno di Shayla concordato con Serenarcc

  4. #1824
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Mi ritrovo al monastero mentre continuo a pensare alle parole di Gregory, al fatto che abbia seguito le nostre vite senza avere mai il coraggio di farsi avanti e soprattutto che abbia lasciato credere a tutti che mia madre fosse morta piuttosto che accettare la strada che si era ritrovata a scegliere. Avrebbe potuto salvarla da quel mondo, riportarla a casa ed evitare tante cose... ma i se non servono a nulla, quello che è stato è stato. Il suo senso di colpa ed il suo rammarico erano evidenti ma ormai è troppo tardi, non ha senso rivangare cose del passato che non hanno più importanza, o forse si... non lo so. I suoi occhi erano identici ai miei, quando mi sono soffermata su di essi ho sentito qualcosa, un legame che non sussiste e che probabilmente è la mia fantasia ad aver idealizzato negli anni. Sono così presa da questi pensieri che quasi mi spavento quando sento una mano sulla mia spalla «ehy… tutto bene?» mi chiede Andreus con un sorriso mentre si passa una mano al viso per cancellare i segni di un pianto, a quanto pare non era andato a riposare ma era rimasto qua intorno a pensare, dovremmo pensare tutti un pò meno in questo posto. "Si...grazie" gli rispondo con un sorriso, muovendo qualche passo per andarmene, ma poi mi volto ancora verso di lui "Cioè...non lo so" abbasso lo sguardo, sento come la necessità di parlarne con qualcuno, forse dire ad alta voce quello che sto pensando mi aiuterà a chiarirmi le idee "Sono andata in Neutra, ho visto... mio nonno" mi fa troppo strano chiamarlo così. Torno a guardarlo e non riesco a togliermi questa espressione sconcertata dal viso "Non l'avevo mai visto prima, non ho mai avuto contatti con loro. Volevo solo avvisarli di fuggire dato che i Reali conoscono la mia identità ed avrebbero potuto risalire a loro, sono consiglieri dei Feralys. Però è stato...strano" sbuffo quasi infastidita e mi siedo a terra, facendogli segno di sedersi accanto a me, basta che non iniziamo a farci le treccine, non ho mai parlato a qualcuno di me "non so neanche perchè ne parlo con te, mi state facendo diventare scema dentro questo posto" scoppio a ridere e poggio i palmi delle mani a terra dietro la schiena, piegando così il busto un pò all'indietro e riorganizzando le idee. "Mia madre è fuggita quando è rimasta incinta di me dopo uno stupro, non sopportava di deludere suo padre e forse aveva ragione sai? Lui l'ha cercata fino a trovarla quattro anni dopo ma quando ha scoperto che per mantenersi stava svendendo il proprio corpo ha dichiarato la sua morte. La puoi trovare in quei bei tomi sulle casate, Arya Bolton, questo ciondolo è tutto quello che mi resta di lei. Era una donna dolcissima, è morta di tisi anni dopo, come si può dichiarare morta la propria figlia sapendo che è viva e che poteva evitarle il destino che ha avuto? L'ha abbandonata, ha abbandonato sua figlia in uno schifo di bordello" chiudo gli occhi e li sento bruciare, il ricordo del giorno della sua morte è il più brutto della mia vita, se ne è andata così velocemente che io ancora bambina quasi non realizzai cosa stesse succedendo. "Aveva le lacrime agli occhi mentre mi confessava tutte queste cose, mi ha detto di essere tornato più volte negli anni e di aver provato ad avvicinarsi ma che si vergognava troppo di se stesso, fin quando non ho cambiato bordello ed ha perso le mie tracce. Ed ora mi ha chiesto di andare con loro, come se fosse possibile cancellare tutto questo e fare finta di nulla, o creare dal nulla un rapporto che non esiste" scoppio a ridere ancora, anche se in modo un pò forzato "mi ci vedi a giocare alla famigliola felice? Non ho mai neanche avuto un gatto, probabilmente l'avrei fatto morire di fame. Quell'uomo non ha idea di chi io sia, sta cercando solo di mitigare il senso di colpa che si porta dietro da ventisei anni, è solo un vigliacco".

  5. #1825
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    A causa dei colpi subiti Medea sottrae 25 punti costituzione

  6. #1826
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Medea non sembra molto abile in combattimento, cosa che solo perché pensata da me risulta abbastanza comica. Non sapevo neppure evocare il fuoco dall’arma ed invece adesso stacco arti ad altri guerrieri e riesco perfino a mettere in difficoltà un avversario. Mentre cammino noto che la ragazza si guarda attorno, come se stesse cercando qualcosa, e, con la coda dell’occhio, seguo la direzione in cui punta lo sguardo, vedendo così una palla chiodata fluttuare magicamente in aria. Fantasmi? No, telecinesi. Mi fermo, così da evitare l’oggetto, alquanto rumoroso, senza difficoltà, e poi usando la parte “piatta” dell’ascia come se fosse uno scudo paro la freccia che mi scaglia addosso. Spero per lei che non mi abbia graffiato l’arma o divento una bestia. <<La finta non era male>>, esclamo controllando l’arma intanto che lei si trascina via usando le mani, <<questo invece era prevedibile>>. Mi ha indicato l’oggetto ed ho avuto tutto il tempo di organizzare una difesa intanto che lei attaccava, se invece avesse colpito alle mie spalle senza indicare nulla e, soprattutto, silenziosamente mi avrebbe tranquillamente slogato una spalla. Bisogna usare la testa quando si combatte oltre ai muscoli e l’esperienza. Il braccio destro formicola un pò, non è più congelato ma non riesco a muoverlo come si deve: se chiudo ho difficoltà a aprire, se apro le dita vanno a scatti e fa molto, molto male. Continuo quindi ad usare il sinistro e provando ad avvicinarmi a lei, lentamente, cerco di connettermi alla sua mente, trasmettendole lo strazio che provo durante i miei incubi, le mie urla, la mia sofferenza e la mia impotenza di fronte alle torture di un fratello che adesso sembra odiarmi. Così dovrei impedirle di reagire.

    Alterazione ed Illusione - Imposizione del Dolore: L'incantatore si connette alla mente del nemico e crea in lui l'illusione del dolore, il corpo non subisce danni reali; (Esperto) genera forte dolore che pervade la testa del nemico: emicrania fulminante, disorientamento e nausea.
    Poi, approfittando di ciò, tenterò il mio vero attacco: proverò a piantarle l’ascia nella scapola destra senza affondare troppo. Questo invece dovrebbe metterla in difficoltà con l’uso di quell’arco. In ogni caso balzando via mi allontanerò di tre metri, assumendo una posizione difensiva.

    Regret - Arma in forma dormiente



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  7. #1827
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    «non hai alcuna colpa tu… io e Andreus, non stiamo più insieme.»
    Efrem mi osserva, ma è calmo, stranamente calmo. Non avevo idea della loro rottura e non saprei neanche dire quando c'è stata, è sicuramente qualcosa di fresco. Il punto è che non me ne pento, sapere che il mio amico non è stato tradito da Efrem è certamente un piccolo sollievo, anche se mi sarei comportata nella stessa maniera a prescindere«ha aperto gli occhi e lui li ha fatti aprire anche a me… ha preferito non farci soffrire entrambi.»

    Ha preferito... quindi è stato Andreus a prendere la decisione, è stato lui il più forte dei due ed ora Efrem è accanto a me su questo letto, comincio a pensare che sia solo per questo motivo che ha ceduto, non perchè non ha più obblighi verso Andreus, piuttosto si è sentito ferito da lui ed ha cercato sollievo con me, eppure tutto questo mio pensiero cozza col suo modo di fare, così diverso dall'Efrem che conoscevo, così simile a quello che Andreus mi aveva descritto. La testa comincia a farmi nuovamente male, pensare e ripensare, cercare di trarre un ragionamento sensato da tutto questo non serve a nulla, non ci riuscirei sicuramente adesso. Ho atteso questo momento per così tanti anni che non riesco neanche a crederci, sono stretta tra le sue braccia, mentre ha una espressione tranquilla e distesa, mente io mi scervello. Cerco di annullare i pensieri, cerco di smetterla di ragionare su supposizioni, mi stringo ancor di più a lui conservando gli occhi chiusi, mentre sento la sua mano accarezzarmi la schiena.



    Mi bacia la testa sui capelli ed istintivamente mi stringo maggiormente a lui strofinando il volto sul suo petto e mi rilasso, forse la stanchezza ha avuto la meglio, mi sto arrendendo al sonno, chiudo gli occhi anche se non vorrei, anche se preferirei essere sveglia quando dovrà andarsene.
    _______

    Apro gli occhi lentamente, mi ritrovo sotto delle lenzuola anche se non ricordo di averle messe, Efrem non è accanto a me, è andato via mentre dormivo ed avverto una forte morsa allo stomaco.



    Lo rivedrò... devo pensare solo a questo, ho impiegato dieci anni della mia vita per riuscire ad avvicinarmi a lui, non lascerò che nessuno si metta in mezzo, anche se si tratta degli dei in persona, tornerà vivo o lo andrò a prendere ovunque si trovi, chiunque io debba affrontare. Mi alzo dal letto avvolgendo un telo attorno al corpo ed esco dalla stanza di Efrem per dirigermi alla mia. Apro il cassettone ed estraggo la divisa dei ribelli, tra poche ore tocca a me, renderò onore a tutti, lo farò per me, per i miei amici, per Kol e per Efrem. Lascio che il telo scivoli in terra ed indosso gli abiti scuri con gli stivali, lascio il cappuccio abbassato e stringo i lacci del corpetto.



    Esco nuovamente dalla mia stanza e salgo in superficie, spero che Shayla sia già pronta e che mi raggiunga presto, ma è proprio la ragazza che intravedo, quando arrivo in superficie, sta parlando assieme ad Andreus. Un brivido mi risale lungo la schiena, sensi colpa? No, non ne ho, il mio non è stato un capriccio e sì, quando troverò il coraggio glielo dirò, perché ho fatto ciò che desideravo da prima ancora che lo conoscessi. Un altro brivido, ma cerco di non badarci, ho bisogno di riscaldarmi, così comincio a fare qualche piegamento e flessione. Mi avvicino ad un tronco e scaglio qualche calcio, poi un pungo, anche se fa male, devo resistere e diventare più forte. Quel brivido si espande nuovamente a tutto il braccio destro, più forte, più ampio, sento una forte fastidio risalirmi lungo la schiena ed un formicolio invadermi tutto il corpo. Avverto una strana sensazione, come se la mia energia scoppiettasse all'interno del mi corpo, poi i capelli... i miei capelli cominciano a drizzarsi così come i peli sulle braccia, piccole scariche azzurre si manifestano avanti ai miei occhi, come scintille che nascono e muoiono nel giro di qualche istante. La calma, credo che sia terminato tutto poi un nuovo picco di energia che si addensa al centro dello stomaco, lo sento agitarsi e sgomitare per uscire. L'energia esplode e si manifesta attorno a me, scariche elettriche che si fanno sempre più lunghe fino a creare uno scudo di raggi luminosi. L'erba secca si incenerisce e profondi solchi scuri si formano sul tronco alla mia sinistra.



    E'... è veramente uno scudo di fulmini questo? Lo stesso potere di mio padre, lo stesso dei miei fratelli... Kol, questo è un tuo dono per me, ne sono certa.

    Scudo di Zeus - Maestra: Crea uno scudo attorno ad un area massima di dieci metri

  8. #1828
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Lady Blackstone



    Rovine del Tempio di Saraswaty



    La luna è ancora alta nel cielo quando giungo in prossimità di una radura. Sono ormai vicina...
    L'attraverso lentamente, mentre sento il cuore battere sempre più forte...ad ogni passo compiuto.
    Mi faccio largo tra la sterpaglia ed affilo lo sguardo. Ben presto gli occhi si abituano al buio e finalmente riesco a scorgere le prime pietre del tempio.
    Non sono più bianche, ma annerite come il terreno che circonda quello che oramai è solo l'ombra del tempio. Qualcuno deve averlo bruciato di recente.
    Passo accanto ai resti diroccati, scorgendo solo successivamente alcune ale della struttura che sono ancora in piedi.
    "Lysa.." sento sussurrare alle mie spalle. Mi volto, ma non c'è nessuno.
    Delle mie compagne non è rimasto solo che l'eco. Bisbigli, urla, preghiere, implorazioni...è tutto quello che sento, è tutto ciò che aleggia in questo tempio maledetto.
    Cercando di restare concentrata, mi dirigo verso quello che un tempo era il cortile. Risento le mie di urla, rivedo le mie braccia insanguinate che tendono verso quei cani rabbiosi che divorano l'esile corpicino del mio Edric.
    Sento le risate dei carnefici e tra tutte riconosco quella di Dahmer. M'inginocchio, accarezzando dolcemente il nudo terreno.
    Lacrime di sofferenza rigano il mio volto mentre mi distendo per terra in un ultimo abbraccio a mio figlio e alle mie compagne.


  9. #1829
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Shayla sembra parecchio confusa, mi risponde un incerto «sì...grazie» accennando un sorriso per poi muovere alcuni passi verso l’entrata del rifugio. La lascio andare capendo che non sono affari miei, ma è la ragazza stessa a fermarsi e voltarsi verso di me, sembra ancora più combattuta. «Cioè...non lo so» dice abbassando gli occhi, le faccio cenno di sedersi e mi accomodo accanto a lei ascoltandola parlare, «sono andata in Neutra, ho visto... mio nonno» solleva gli occhi cercando i miei, la osservo sorridendole per farle capire che non voglio fare nulla di male. Non ho mai parlato seriamente con Shayla, non so praticamente nulla di lei se non il mestiere che faceva prima di unirsi a noi. Credevo che fosse la classica stronza dalla puzza sotto al naso ma mi sbagliavo, forse è stata l’impressione o la facciata che ha mostrato quando è arrivata qua. Ma adesso devo ammettere che mi è simpatica, «non l'avevo mai visto prima, non ho mai avuto contatti con loro. Volevo solo avvisarli di fuggire dato che i Reali conoscono la mia identità ed avrebbero potuto risalire a loro, sono consiglieri dei Feralys. Però è stato...strano» sbuffa forse infastidita «non so neanche perché ne parlo con te, mi state facendo diventare scema dentro questo posto» sghignazzo anche io appena, direi più che altro che questo monastero sta tirando fuori ciò che siamo davvero. «Mia madre è fuggita quando è rimasta incinta di me dopo uno stupro, non sopportava di deludere suo padre e forse aveva ragione sai? Lui l'ha cercata fino a trovarla quattro anni dopo ma quando ha scoperto che per mantenersi stava svendendo il proprio corpo ha dichiarato la sua morte. La puoi trovare in quei bei tomi sulle casate, Arya Bolton, questo ciondolo è tutto quello che mi resta di lei. Era una donna dolcissima, è morta di tisi anni dopo, come si può dichiarare morta la propria figlia sapendo che è viva e che poteva evitarle il destino che ha avuto? L'ha abbandonata, ha abbandonato sua figlia in uno schifo di bordello» chino il capo, dispiaciuto da questa notizia… so cosa si prova a non venire accettati dalla propria famiglia, a venire rifiutati per una cosa inutile. Jubert l’ha fatto con me e se il nonno di Shayla avesse avuto più coraggio, avrebbe fatto notare il suo ripudio per la figlia cancellandola totalmente dai registri e non dichiarandola morta. Come è successo con me. Chiude gli occhi, forse per non ricordare oltre, mi rendo conto di fare la figura dell’impiccione e capirò se vorrà mandarmi a quel paese. Mi racconta di come suo nonno l’abbia tenuta d’occhio per tutti questi anni e di come non abbia mai provato ad avvicinarsi per vergogna di sé e che poi ha perso ogni traccia della nipote quando lei stessa ha cambiato luogo di lavoro. La sento ridere dopo qualche istante per poi aggiungere ironica «mi ci vedi a giocare alla famigliola felice? Non ho mai neanche avuto un gatto, probabilmente l'avrei fatto morire di fame. Quell'uomo non ha idea di chi io sia, sta cercando solo di mitigare il senso di colpa che si porta dietro da ventisei anni, è solo un vigliacco» cerco i suoi occhi prendendo poi la sua mano «forse tuo nonno si è comportato da vigliacco e ti do ragione su ciò che è successo a tua madre. Ma da quello che mi hai raccontato, ho capito che non è solo senso di colpa il suo…» prendo un respiro cercando di spiegare meglio «se fosse stato così… ti avrebbe solo chiesto scusa lavandosi in questo modo la coscienza… sei sicura di non volergli dare almeno una possibilità?» le sorrido ma poco dopo mi faccio scuro in viso, abbasso gli occhi ritirando la mano che inizio a torturare con l’altra «perlomeno tuo nonno non ha fatto come mio padre… mi ha diseredato solo perché non bramo e non sposerò mai una donna.» dico alzando le spalle per poi cercare i suoi occhi «probabilmente, se cerchi sui libri delle casate aggiornati, non troveresti nemmeno il mio nome scritto là sopra, il grande e potente Jubert De Lagun deve aver eliminato dalla storia suo figlio deviato.» scuoto appena la testa ricacciando indietro i pensieri «scusami… non volevo intromettermi con la mia storia.» le dico rammaricato «quello che volevo dirti è di pensarci su, credo volesse davvero offrirti una vita al loro fianco.» provo a posarle una mano sulla spalla carezzandola amichevolmente, non voglio che se la prenda per le mie parole, non la conosco e non ho diritto di imporle qualcosa...

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Credo sia la prima volta in vita mia che parlo a raffica in questo modo con una persona che conosco da appena pochi giorni, in generale è la prima volta che parlo così tanto dei fatti miei e di quello che mi passa per la testa e devo dire che è vero quello che dicono: si sta effettivamente meglio dopo averlo fatto. Ho sempre pensato che parlare di me mi avrebbe portato solo guai ma in questo istante mi sento quasi sollevata, come se dare voce ai miei pensieri e alla rabbia che provo per quell'uomo mi avesse come liberata da un peso. Sarà la prospettiva di morire in battaglia, il legame di amicizia che sento di stare instaurando con queste persone a dispetto dei primi tempi o il fatto che Andreus mi ispira fiducia...e che lo dica io di un uomo è davvero strano. Mi accorgo che mi prende la mano prima di rispondermi guardandomi negli occhi «forse tuo nonno si è comportato da vigliacco e ti do ragione su ciò che è successo a tua madre. Ma da quello che mi hai raccontato, ho capito che non è solo senso di colpa il suo…se fosse stato così… ti avrebbe solo chiesto scusa lavandosi in questo modo la coscienza… sei sicura di non volergli dare almeno una possibilità?» una possibilità...non so se sono pronta a dare una possibilità all'uomo che si è vergognato talmente tanto di sua figlia da lasciarla da sola con una bimba piccola a prostituirsi in un bordello. Non so soprattutto se voglio riallacciare rapporti con una famiglia che non ho mai avuto e non so nemmeno se conoscendomi vorrebbero davvero questo rapporto, dopotutto non è tanto diversa la mia vita da quella che ha condotto mia madre, anzi io ho sfruttato questo mestiere per fini personali ed economici senza alcuna vergogna ed alcun rimorso a differenza sua, sapendo cosa penso e cosa sono volterebbero le spalle anche a me come hanno fatto con lei. Ritira la mano e mi volto a guardarlo, sembra pensieroso, il viso si è incupito e si sta torturando le mani...come se questa cosa lo tocchi sul personale «perlomeno tuo nonno non ha fatto come mio padre… mi ha diseredato solo perché non bramo e non sposerò mai una donna» lo guardo perplessa senza capire sul momento, non so in effetti molto della sua vita ma se non sbaglio i De Lagun sono una delle casate più potenti ed antiche del Regno, credevo ne facesse ancora parte nonostante la scelta di seguire Efrem ma a quanto pare la relazione tra i due non andava a genio al padre, odio queste cose, odio la gente ottusa e questi pregiudizi ridicoli «probabilmente, se cerchi sui libri delle casate aggiornati, non troveresti nemmeno il mio nome scritto là sopra, il grande e potente Jubert De Lagun deve aver eliminato dalla storia suo figlio deviato» scuote la testa come se si sentisse in difetto, affrettandosi a chiudere il discorso «scusami… non volevo intromettermi con la mia storia. Quello che volevo dirti è di pensarci su, credo volesse davvero offrirti una vita al loro fianco» mi posa una mano sulla spalla e poggio la mia mano sulla sua guardandolo in viso "non scusarti, anzi grazie per aver ascoltato il mio monologo senza iniziare a russare" gli sorrido più tranquilla prima di abbassare lo sguardo "mi dispiace per la decisione di tuo padre, a quanto pare ho scelto proprio la persona giusta con cui confidarmi" aggiungo sarcastica, sembra quasi intenzionale anche se quello che è capitato a lui è addirittura peggio, essere cancellato dalla storia della casata è come cancellare ogni attimo passato assieme, ogni ricordo della vita insieme. Non riesco a credere che si possa arrivare a fare questo ad un figlio per un banale pregiudizio o per l'impossibilità di avere da lui un erede "sono certa che si pentirà amaramente della sua scelta quando si renderà conto dell'idiozia che ha fatto". Rifletto su quello che ho appena detto e ripenso a mio nonno, al senso di colpa ed al rammarico che vedevo nei suoi occhi così simili ai miei, forse Andreus ha ragione, forse se fosse stata solo vigliaccheria si sarebbe limitato ad un finto discorso di scuse, forse se ha voluto tenere intatto ciò che era prima della sua fuga è perchè in qualche modo teneva ancora a lei nonostante non riuscisse ad accettare ciò che era diventata. "Forse... farò come mi hai detto, ci penserò un pò su..." libero un respiro profondo per poi darmi lo slancio per alzarmi "ora basta chiacchiere, devo prepararmi per la battaglia" gli faccio un occhiolino e mi porto in piedi e nel farlo mi accorgo che qualcosa illumina il buio del monastero, mi volto in quella direzione ed intravedo qualcosa, credo sia uno scudo di fulmine, ed assottigliando lo sguardo riesco a distinguere Daphne, ha finalmente scoperto il suo terzo potere ed in tempo per la battaglia, ottimo! Tiro il braccio di Andreus per farlo alzare indicandogli euforica la ragazza "Vado a cambiarmi, puoi dirle che la raggiungo subito!" così dicendo rientro rapidamente nel monastero e corro in camera mia ad indossare l'armatura. Raiden stavolta non deve farmi scherzi, l'Elysium deve essere nostro!

 

 

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