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  1. #1831
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    E' L'ALBA

  2. #1832
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Porca la miseria, non dovevo far vedere a cosa miravo con la mente, così Markus non avrebbe parato entrambi i miei colpi.
    Mi mordo il labbro inferiore ma non è il dolore del morso che sento all’improvviso…
    Sento un mal di testa lancinante tanto che per qualche istante la testa mi gira, mi sento disorientata e ho una nausea intensa…
    Che mi sta succedendo? Sto male, tanto male…
    Mi porto entrambe le mani sulla fronte e chiudo gli occhi ed è a questo punto che sento un colpo alla mia spalla destra…
    Apro gli occhi e noto Markus allontanarsi da me…
    E' stato lui a colpirmi...
    No, non può finire così…
    Faccio spaziare la mente mantenendo lo sguardo su Markus in modo, spero, da non fargli intuire le mie intenzioni… questa volta, trovo un bel gruppo di topi che fa al caso mio… mi connetto quindi a loro imprimendo alla loro mente di attaccare Markus da tutte le parti possibili ed inimmaginabili…
    Dal momento che non posso andare molto lontana conciata così come sono, continuo a mantenere lo sguardo sul mio avversario.
    In quel momento entra uno un gruppo numeroso di topi che si dirige verso Markus…




    Abilità di razza:
    Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc. I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni. Gli effetti sono diversi a seconda del grado:

    Esperto: Avverte le sensazioni ed emozioni altrui ed è in grado di manipolarle, infondendo le proprie. Quindi se l’elfo è in uno stato di calma e la persona con la quale si rapporta è colmo di ira, ritrovandosi sotto l’effetto della simbiosi, anch’egli si calmerà. (ciò vale per tutti gli stati umorali)

  3. #1833
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    «Non scusarti, anzi grazie per aver ascoltato il mio monologo senza iniziare a russare»
    mi risponde Shayla con un sorriso che contagia anche me, mi sento più calmo… forse aver condiviso la cosa con qualcuno che l’ha provato di persona mi ha aiutato. Ma voglio che Shayla sia felice, lei ha una possibilità per ricominciare una vita migliore, una vita lontano dai pericoli e se quest’uomo è veramente come me l’ha descritto… beh… forse è davvero fortunata. «Mi dispiace per la decisione di tuo padre, a quanto pare ho scelto proprio la persona giusta con cui confidarmi» aggiunge sarcastica e non posso che dargli ragione, sembra che gli dei si stiano divertendo con noi, anche se prima non avrei mai detto una cosa simile su di lei. Sento per un attimo il peso delle mie parole piombarmi addosso come un macigno e purtroppo è vero. Ancora ricordo le parole di mio padre quando mi ha cacciato da Gaearmir… la mia terra. La nostra terra. Cerco di sorridergli nonostante faccia male a distanza di così tanto tempo. Credo che difficilmente riuscirò a superare questa cosa, ma io devo provarci. L’ho promesso a Cassandra. Devo farlo, per lei… e per me. «Sono certa che si pentirà amaramente della sua scelta quando si renderà conto dell'idiozia che ha fatto» annuisco alle sue parole anche se poco convinto di ciò. Lo Scoglio di Gaearmir, non ha mai disfatto una decisione dunque dubito ritirerà questa. «Forse... farò come mi hai detto, ci penserò un po’ su...» un sorriso mi nasce spontaneo a queste parole. Sono felice, felice per lei. Si uno slancio scattando in piedi dalla roccia «ora basta chiacchiere, devo prepararmi per la battaglia» dice rivolgendomi un occhiolino ma è qualcosa in lontananza ad attirare la sua attenzione. È Daphne che d’un tratto viene avvolta da quelle che sembrano scariche blu. Che sia… Shayla mi fa alzare saltellando esaltata e indicandomi con le dita Daphne. Urlo incitandola facendomi sentire. Finalmente! Sono fiero di lei. «Vado a cambiarmi, puoi dirle che la raggiungo subito!» mi dice prima di correre dentro a cambiarsi. L’alba mi precede e con essa mi si avvicina Daphne. Le sorrido a trentadue denti mentre si avvicina al glados e poco prima che le due ragazze partano rivolgo loro le dita incrociate di entrambe le mani. «Buona fortuna ragazze! E fategli il culo!» dico ridendo e quando le vedrò sparire nel blu. Mi allontanerò dal portale raggiungendo la mia meta, in solitaria. Ho bisogno di stare un po’ da solo ma non credo che il mio posto sia tanto adatto in questo momento… qualcuno potrebbe curiosare. Senza attendere oltre spingo il pesante portone di legno consumato che cigola al mio passaggio ed entro nel monastero raggiungendo le panche al suo interno. Mi avvicino a ciò che rimane dell’altare e dopo aver sollevato il vecchio candelabro, lo accendo con due sassi e cominciando a giocare con la parte alta delle fiamme scacciando via i pensieri…

  4. #1834
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuvie
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    Percorro nel desolante silenzio del rifugio, la distanza che mi conduce alla mia meta, la cucina.
    Attraverso la mensa, non vi è nessuno , sul tavolo alcuni residui della riunione svoltasi qualche ora fa. Dietro di me il corvo schiamazza leggero mentre si posa sullo schienale di una sedia...
    << Senti piccolo amico, vedi di non sporcare in quella posizione sulla sedia, tra poco ti porto fuori...>> gli dico rivolgendogli un sorriso, questo animale è troppo buffo e sembra proprio un bimbo capriccioso, mi guarda piegando la testolina. rido di gusto guardando i suoi vispi occhi scuri, scuri come la tempesta.
    - Cosa ti ha spinto a restare con me? - penso mentre mi avvicino a gli coccolo il collo tra il nero piumaggio.
    << Sei maschio o femmina? Secondo le leggende ,il dio celtico Odino aveva chiamato i suoi fedeli corvi Huginn , ovvero Pensiero e , Muninn cioè Memoria. Io come potrei chiamarti?>>
    Si dice che il corvo nella tradizione celtica sia simbolo di saggezza. Mi porto accanto al corvo accovacciandomi accanto a lui, e prendo a fissarlo, devo trovagli un nome che sia degno di lui e che gli sia di buon auspicio. Ripesco nella memoria, alcune terminologie della lingua antica...
    <<Gliocas...nella lingua antica vuol dire Saggezza. Si ti chiamerò così,potrebbe andare bene sia per maschio che per femmina >>
    Un'ultima carezza, poi mi rialzo raccolgo qualche piatto e sistemo un pò, infine raggiungo la cucina.
    Al momento non vi è nessuno nei paraggi, non voglio che vedano quel che sto per fare.
    << Gliocas...tu non guardare!>> ordino con un sorriso al mio nuovo amico, lui in tutta risposta credo che non abbia capito nulla perché prende a svolazzare per la stanza gracchiando. Prendo dai piatti vuoti alcune briccole di pane e pezzetti di carne avanzati e gli e li poso per terra, vicino al tavolo, magari così non farà rumore ed eviterà d farmi scoprire. Infatti non appena vede del cibo, scende in picchiata sbattendo quasi contro il pavimento...oddio dalla fame mi ricorda Andreus...sorrido al pensiero del mio amico corvo associato al viso da folletto di Andreus...già...lui...scuoto il capo.
    -Devo trovarlo e devo chiarire!-
    Nel mentre mi guardo attorno con circospezione,quando mi accerto che non vi sia nessuno, ravvivo qualche brace dal fuoco ancora caldo, non appena vedo una flebile fiamma, la attizzo un pò e poi vi butto sopra la lettera e resto a fissare quel fuoco che pian piano consuma quel piccolo pezzo di pergamena, quel fuoco che un giorno o l'altro pensando a Gordon Leithien, potrebbe consumare anche me...pian piano la fiamma divora la carta lasciando dietro di se, come da testimone di quel che ho fatto, un odore di carta bruciata, odore che si disperde subito tra gli alti muri del rifugio.
    - Madre...chissà cosa hai provato in quel momento -
    Angoscia è quella che mi prende ripensando al suo corpo martoriato, prima di soffocare il fuoco con della cenere ed uscire dalla stanza assicurandomi che sia spento e non vi siano residui pericolosi. L'ultima cosa che vorrei è vedere il rifugio prendere fuoco, per sicurezza vi butto sopra dell'acqua, subito il grigio del fumo mi investe per poi dissiparsi...quando è tutto apposto, raccolgo il residuo del pasto di Gliocas e poi con lui che mi si posa sulla spalla arpionandomi leggermente con i suoi artigli la nuda pelle della spalla, risalgo verso la superficie...




    - Il nome del corvo Gliocas viene dal gaelico-scozzese , quel che io chiamo lingua antica e, vuol dire Saggezza.



    Ultima modifica di DELTAG; 12th January 2016 alle 17:04

  5. #1835
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Medea, sotto la morsa del dolore, si stringe le tempie dando quella che credo essere una resa: in fondo non può camminare, né può usare l’arco, la telecinesi invece la conosco e so che lei non è abbastanza veloce per riuscire a sorprendermi. Ritiro dunque la mia arma, che vedo svanire in uno sbuffo di fumo, e sopportando il fastidio cerco di far tornare il calore al braccio destro aprendo e chiudendo la mano. La pelle è un po’ rossa, ma non è né rotto né bloccato, posso quindi muoverlo e restare così per un po’. Spero solo di non essermi allenato per troppo tempo, volevo salutare Daphne prima della partenza per la battaglia! Però, proprio quando sto per dire a Medea che vado a prenderle un paio di dosi di Sepyra sento un rumore strano, molto simile allo squittio di alcuni… Topi? Do un’occhiata all’entrata e vedo che un gruppo piuttosto numeroso si sta avvicinando a me. Inarco un sopracciglio, visibilmente confuso, e poi restando fermo lascio che le bestiole mi si arrampichino addosso, scacciando con una mano solo quelle che puntano a mordermi al viso o vicino al cavallo dei pantaloni. Sono piccoli, ma molto aggressivi e tanto, parecchio, fastidiosi, oltre a mordermi infatti graffiano anche ed i tagli, nonostante siano superficiali, bruciano e prudono. Non reagisco, perché so che non è colpa loro, questo attacco probabilmente è opera di Medea che, come me, è un elfo, ed intanto che aspetto se ne vadano squadro la ragazza con un’espressione contrariata. L’ho fatta praticamente a fette e lei, il massimo che riesce a pensare, è scagliarmi addosso qualche topino…? <<Vado a prenderti una dose di pozione>>. Esclamo un po’ innervosito e scacciando via le ultime bestiole che mi sono rimaste attaccate ai pantaloni vado in infermeria dove afferro la fiala, disinfettante e garze. Ritorno quindi in armeria ed in silenzio provo a spalmare la pozione sulle caviglie di Medea. <<Perché i topi...?>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 12th January 2016 alle 20:05



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  6. #1836
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Vedo con molto piacere i topi attaccare Markus e provo una grande soddisfazione che dura poco…
    Questo perché i topi lo attaccano ma ovviamente gli provocano solo graffi e tagli, ossia poca roba, se invece avessi usato la simbiosi facendogli provare tutto il dolore delle ferite da lui inferte a me, di sicuro avrei fatto molto più danni.
    Accidentaccio! Tra l’altro, ora che ci penso, se Markus fosse un nemico, una volta scacciati i topi potrebbe attaccarmi…
    Per fortuna lui non lo fa anzi… <<Vado a prenderti una dose di pozione>> anche se infastidito si propone di curarmi.
    <<Grazie…>> Mormoro.
    Lo vedo uscire e tornare dopo poco.
    Comincia quindi a spalmare la pozione sulle caviglie mentre mi domanda il motivo per cui ho usato i topi.
    Ecco, ora farò un’altra figuraccia… <<Perché mi hai praticamente tagliuzzata, ferito ad una spalla e… sconfitta alla grande. Volevo farti provare un po’ di dolore e salvare almeno la faccia…>> Faccio una pausa abbassando lo sguardo.
    <<Ma da quanto ho visto non ci sono riuscita, sarebbe stato meglio usare la simbiosi contro di te… farti sentire tutto il dolore che mi hai inflitto con i vari tagli e colpi… Devo migliorare… quando hai tempo mi dai la rivincita?>> Lo guardo speranzosa.

  7. #1837
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuvie
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    Prima di raggiungere la superficie, giro per il monastero in cerca di Andreus, ma di lui non vi è traccia, chissà dove è andato, in camera sua non c’era, ho bussato ma non ha risposto nessuno, ho cercato in sala riunioni e in biblioteca, in armeria vi erano solo Medea e Markus, l’infermeria era vuota….non ho guardatoin camera di Efrem e, se fosse stato li?
    Faccio per voltarmi e tornare sui miei passi per andare a vedere se effettivamente è li, ma poi mi blocco, Efrem forse sarà già partito e comunque non ne ho il diritto, non posso infiltrarmi nelle camere delle persone senza permesso… a capo chino riprendo a salire tristemente la scala per dirigermi fuori dal monastero, un po’ di allenamento mi farà bene, mi aiuterà a non pensare. Non appena varco la copertura della tomba , vedo da alcune fenditure nel muro, che il cielo fuori sta mutando, la notte si sta diradando lasciando posto all’alba, …l’alba di un nuovo giorno in cui tutto sta per ribaltarsi e confondersi, un giorno strano sta per nascere, un giorno che vorrei non venisse mai, con la speranza che tutto si sia fossilizzato a questa notte appena passata, Efrem era qui ed anche le ragazze…ma il tempo è nemico inesorabile, scorre senza fermarsi e nessuno potrà fermare il tempo, nessuno ha ancora avuto il privilegio di avere tra le mani tale potere, ma forse è meglio così…le stagioni si inseguono, i cuori mutano, le persone crescono e…capiscono cose che prima non avrebbero nemmeno immaginato…mi ridesto dai pensieri e spingo il pesante portone della cripta per poter raggiungere il laghetto stagnante sul dietro, intanto il mio corvo si scosta dalla mia spalla e prende a svolazzare gracchiando per poi fermarsi sulla lapide in pietra su cui l’ho trovato. Mentre richiudo la porta dietro di me, avverto uno strano senso di inquietudine e, non è sempre un buon segno.
    Faccio per attraversare il cimitero e passare accanto al fianco della costruzione quando all’interno noto una strana ombra tremula e velata, allungarsi sul pavimento coperto dai detriti, la flebile luce sembra provenire dalle candele poste sull’altare, ma quell’ombra è insolita e mi incuriosisce, per scrupolo mi avvicino alla fenditura nella parete e, non appena poso le mani sui lati della spaccatura alcuni frammenti di muro si sgretolano sotto la mia presa scivolando a terra, nel mentre noto all’interno seduto sulle vecchie panche, la figura di Andreus…è solo e sembra assorto…ecco dove si era cacciato…

    Resto per un attimo a contemplare le sue spalle, lui è qui, proprio nel luogo dove ho avuto la fortuna di incontrarlo per la prima volta, non ho dimenticato… non so se il rumore delle pietre cadute lo abbia in qualche modo disturbato, sono combattuta sul restare o andarmene, ma poi la coscienza mi impone di restare, se voglio parlare con lui è meglio farlo subito che aspettare ancora, questo discorso tra di noi doveva essere fatto ancora prima del rientro dei guerrieri dal Kratoning, prima che i silenzi logorassero il nostro rapporto di amicizia, come le cose non dette…
    Attraverso lo spacco nel muro, mentre con un leggero colpo di tosse paleso la mia presenza fingendo sia stata la polvere smossa, poi muovendomi piano attraverso lo spiazzo fermandomi a due file di panche di distanza da dove si trova lui e con voce calda e sicura dico:
    << Non volevo disturbare, scusami..ho visto un’ombra e ho voluto capire cos’era…>>
    dico per poi lasciare trasparire dal mio tono un velo di amarezza << …ti ho cercato per tutto il monastero…o meglio quasi tutto..…volevo parlarti…posso avvicinarmi ?>> chiedo abbassando lo sguardo mentre un senso di colpevolezza per averlo in qualche modo ferito, mi attanaglia il cuore…



    Scusate la foto in spoiler, ma è solo per mostrare com'è vestita Keyra ora. I vestiti sono già presenti nei suoi download e sono già stati indossati da lei.


    Ultima modifica di DELTAG; 13th January 2016 alle 18:53

  8. #1838
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Le parole di Shayla mi rimbombano nella testa come se fosse l’inizio della parata delle Fiaccole azzurre, dove i tamburi fanno il loro ingresso svegliando tutta Gaearmir. Mi siedo nel monastero distendendomi su una panca, non so perché sto rimanendo qua fuori… devo smetterla di farmi preoccupazioni. Efrem tornerà, vivo. E condurrà questa fazione come ha fatto finora. Sì, io ne sono convinto. E se… «devo smetterla.» dico borbottando alla luce della candela e posandomi le mani sugli occhi strofinando. Ciò che ha detto la ragazza ritorna prepotente, scacciando per un attimo i pensieri su Efrem e sulla sua stupida missione. Suo nonno… non è così diverso da Jubert, anche lui ha ripudiato sua figlia per le sue scelte. Anche se… molto probabilmente la madre di Shayla avrebbe potuto cambiare vita se solo il padre l’avesse accettata. Io invece, così sono… e ne vado fiero, non sarei mai cambiato per Jubert. Perché non è una cosa che puoi cambiare. Dovrà accettarlo, che gli piaccia o no… io sono suo figlio, sono parte di quella famiglia quanto lui, e per quanto lui mi odi per la mia natura, non può cambiare questa cosa. Può uccidermi, può diseredarmi… ma continuerò sempre a essere suo figlio. Mi porto seduto fissando la luce delle candele sull’altare rotto, che io stesso ho spaccato in due e se ci ripenso… mi sento solo un cretino. Sento il suono della pietra che viene smossa, ma non mi volto, né mi distraggo, sarà qualche topo o qualche uccello troppo pesante, non c’è bisogno di allarmarsi. Stringo i pungi respirando profondamente, io devo farlo… prima o poi dovrò accettare questa scelta e andare a parlare con lui, faccia a faccia. Dei passi riecheggiano per le mura del monastero, rilasso i muscoli tendendo le orecchie a quei passi sempre più vicini e incerti. Resto fermo, sulla difensiva e se sarà qualcuno di sospetto, non mi ci vorrà niente a soffocarlo nel pozzo. «Non volevo disturbare, scusami… ho visto un’ombra e ho voluto capire cos’era…» ah, è solo lei. Mi rilasso sospirando nuovamente, in silenzio e resto a fissare la luce tremolante delle candele. Ora che ha capito chi è, può benissimo andarsene, non ho nulla di cui voler parlare con lei, non dopo i suoi comportamenti. «…ti ho cercato per tutto il monastero… o meglio quasi tutto… volevo parlarti… posso avvicinarmi?» sospiro rumorosamente, stavolta infastidito ma non mi volto a guardarla, le indico la panchina accanto alla mia, a dividerci ci sarà solo la navata centrale. Se si sarà seduta le rivolgerò un’occhiata di sbieco, il viso tirato in una espressione contrariata «che cosa vuoi, Isyl?» dico duro, o forse dovrei chiamarla Keyra? Visto che ha nascosto anche questo, per non so quale motivo poi… boh vabbè, contenta lei. Sono stanco di cadere dalle nuvole…

  9. #1839
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Un sospiro si erge tra le mura del monastero, posso sentirne il rumore e l’astio .

    Rumore di un pensiero non espresso, astio percepibile che non avrei voluto suscitare . Andreus mi nega persino un suo sguardo, sguardo che resta fisso ed immobile davanti a se, fisso sulla flebile luce delle timide candele. Li è la luce, io sono solo l’ombra in questo momento, un’ombra che probabilmente gli sarà alquanto scomoda. Osservo il suo corpo seduto su quella panchina, non una parola, ma un gesto, mi indica una panchina non quella accanto a lui, ma quella vicina, a dividerci la parziale navata di quella che un tempo era la chiesa, questo distacco mi fa male, ed il suo volermi tenere a distanza con questo gesto brucia nel profondo.
    Perché siamo arrivati a questo?
    Perché ho permesso che succedesse?
    Mi avvicino alla panchina indicatomi, un’occhiata sbieca , un’espressione contrariata mi coglie quando mi giro verso di lui.
    «che cosa vuoi, Isyl?»
    Una pugnalata mi colpisce al petto quando pronuncia duramente il mio nome, Isyl…già…quella sono io o meglio ero io…preferirei mi chiamasse Keyra, ma con che coraggio diglielo osservando le ombre che attraversano i suoi occhi?
    Il filo che ci legava in passato sembra essersi fatto troppo sottile, ho paura che se non chiarirò ora…si spezzi, se non è già troppo tardi.
    << Ricordo il giorno in cui ti incontrai per la prima volta, proprio qui, tra queste fatiscenti mura…>> sospiro, chino il capo mentre rimembro quegli istanti che mi hanno riportato alla luce, <<.. stavo scappando dai soldati della guardia reale, avevo appena rubato dei Diamanti al mio stesso padre…>> abbozzo un triste sorriso, <<…questa è l’ironia del destino ….stavo per morire per quei dannati diamanti, gli stessi che hanno oscurato l’animo di mio padre…gli stessi che non avrei mai voluto venissero in contatto con la sua parte più oscura…volevo salvarlo da se stesso ed invece, ne sono caduta vittima…>> continuo, non mi volto, la voce si fa più flebile , << …mi avevano colpito a morte, fuggivo da loro ed ho trovato te…spero non ti sia pentito di avermi salvato la vita quel giorno, ti dissi che il mio nome era Keyra…avevo paura fossi parte di quei soldati o che avessi legami con la corona…se mi avessero preso mi avrebbero sicuramente fatto uccidere se fossi sopravvissuta alla loro lama…di Isyl resta solo un nome sulla pergamena, Isyl ha iniziato a morire quel giorno, chiamami Keyra per favore, solo e soltanto Keyra..>> gli dico con voce spezzata voltandomi verso di lui, non ho paura di sostenere un suo sguardo semmai deciderà di regalarmelo.
    Non avrei mai voluto mentirgli quel giorno, ma è stato necessario, avevo paura. Si, la paura vive in me, è parte di me, non sempre riesco a vincerla, ed essa si prende gioco di me…
    << Ti ho cercato per sapere come stavi visto quel che e’ successo alla riunione e… per chiederti scusa, per aver cercato di interferire nella tua..nella vostra vita…io…ti chiedo umilmente perdono , so che gli errori non si cancellano, restano e segnano, ma io non sapevo di questo vostro legame, non sapevo dei tuoi sentimenti…altrimenti non avrei nemmeno cercato di avvicinarmi a lui e…baciarlo…>> dico con voce chiara e tono fermo senza pronunciare il nome di Efrem in nessuna frase, non ce ne sarà bisogno, sa a cosa mi riferisco.
    Prendo un sospiro, deglutisco infossando la testa ancor più nelle spalle per attutire un eventuale colpo mentre stringo i pugni sulla stoffa dei miei pantaloni aspettandomi un suo schiaffo, un suo colpo, un taglio della sua falce…non lo biasimerò per questo, non cercherò di oppormi .
    << Sono stata una stupida>> lo dico umilmente, ho compreso i miei sbagli e i miei capricci di donna, lo volevo e ho cercato di averlo ma ho sbagliato. Non avevo nessuna possibilità, lo sapevo, eppure ho voluto sbatterci la testa rischiando di perdere l’unica persona di cui davvero mi fidavo tra tutti qua dentro, l’ unica persona davvero importante.
    << Andreus, non ho avuto rispetto dei vostri sentimenti…perdonami se … puoi>>
    Concludo aspettando una sua reazione, un suo rimprovero, un suo colpo..
    Ultima modifica di DELTAG; 13th January 2016 alle 19:33

  10. #1840
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Sento i passi di Isyl avvicinarsi alla panchina che le ho indicato e sembra cogliere la mia occhiata quando le chiedo che cosa è venuta a fare da me. Preferirei non incrociare il suo sguardo per i prossimi giorni, mi fidavo di lei e credevo che anche per lei fosse lo stesso. Mi sento preso in giro e parecchio. Stringo i pugni tornando a guardare la statua che inizia a tingersi dei colori dell’alba, la luce del sole attraversa fioca i buchi nel tetto illuminando piano l’ambiente. È l’alba… Efrem, Daphne e Shayla sono lì fuori a rischiare la loro vita e io? A sentire la più probabile ennesima presa in giro. «Ricordo il giorno in cui ti incontrai per la prima volta, proprio qui, tra queste fatiscenti mura…» inarco un sopracciglio, che c’entra adesso quel giorno? La sento sospirare, rammaricata. Sospiro a mia volta infastidito continuando ad ascoltare ciò che ha da dirmi «stavo scappando dai soldati della guardia reale, avevo appena rubato dei Diamanti al mio stesso padre… questa è l’ironia del destino… stavo per morire per quei dannati diamanti, gli stessi che hanno oscurato l’animo di mio padre… gli stessi che non avrei mai voluto venissero in contatto con la sua parte più oscura… volevo salvarlo da se stesso ed invece, ne sono caduta vittima…» resto in attesa, senza voltarmi, non m’interessa questa storia, non ora. Sento la sua voce farsi più flebile e mi volto appena squadrandola da capo a piedi per cercare eventuali ferite sul suo corpo, magari sono quelle a farla parlare così. «…mi avevano colpito a morte, fuggivo da loro ed ho trovato te…spero non ti sia pentito di avermi salvato la vita quel giorno, ti dissi che il mio nome era Keyra… avevo paura fossi parte di quei soldati o che avessi legami con la corona… se mi avessero preso mi avrebbero sicuramente fatto uccidere se fossi sopravvissuta alla loro lama… di Isyl resta solo un nome sulla pergamena, Isyl ha iniziato a morire quel giorno, chiamami Keyra per favore, solo e soltanto Keyra.» mi dice spiegandomi quindi l’origine di quel nome e del perché non me l’ha detto. Ciò non toglie la menzogna per tutto questo tempo e la cosa mi fa ribollire ancora di più. Mi ha preso in giro, ha ammesso di considerarmi suo amico… mi sono fidato di lei e come ha ripagato la mia fiducia? Bugie su bugie, mi ha preso in giro fin dall’inizio continuando a marciarci sopra. Ha avuto tante, parecchie occasioni per dirmi la verità e invece no, ha preferito che lo scoprissi da solo. «Ti ho cercato per sapere come stavi visto quel che è successo alla riunione e… per chiederti scusa, per aver cercato di interferire nella tua… nella vostra vita… io… ti chiedo umilmente perdono, so che gli errori non si cancellano, restano e segnano, ma io non sapevo di questo vostro legame, non sapevo dei tuoi sentimenti… altrimenti non avrei nemmeno cercato di avvicinarmi a lui e… baciarlo…» mi volto verso di lei, furente stringendo sempre di più le dita tra loro fin quando non le sento dolermi. La vedo stringersi nelle spalle aspettandosi chissà cosa, stringe i pugni sulla stoffa del pantalone. Non la facevo così vigliacca. Mi ha davvero preso per un mostro. Si aspetta davvero che io la colpisca per ciò che ha fatto? Mi crede davvero così animale? Pensavo mi conoscesse… ma ovviamente no. Ovviamente anche per questo ha preferito dirmelo ora. «Sono stata una stupida» dice stringendosi sempre di più aspettandosi un qualsiasi tipo di violenza che non avrà, non da me almeno. Ha sbagliato persona. «Andreus, non ho avuto rispetto dei vostri sentimenti… perdonami se… puoi» la fisso con rabbia ma cerco di parlare calmo, non ho bisogno di urlare. «Pensi che io ti perdoni tutte queste bugie solo perché hai cacciato fuori la storiella di quando io ti ho salvato la vita?» dico aspro ma cercando di restare calmo «guardati Isyl, ti nascondi aspettandoti chissà cosa, pensi davvero che io sia così idiota da colpirti? Eh?» la indico appena continuando «non mi pento di averti salvato la vita, mi pento soltanto di essermi fidato di te per tutto questo tempo. Come uno stupido aggiungerei.» termino per poi farle cenno di andarsene «puoi anche tornare a quello che stavi facendo visto che ora la tua coscienza è apposto… ah e tanto per la cronaca, Efrem e io ci siamo lasciati quindi se vuoi sfruttare o cogliere al volo l’occasione, accomodati pure.» termino secco e ironico nonostante queste parole mi brucino ancora dentro perché fresche. Mi volto nuovamente, ascolterò una sua eventuale risposta se avrà il coraggio di darmela, ma vista la sua reazione poco fa, dubito ne sia dotata ormai…

 

 

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