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  1. #1851
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

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    Isyl Tinnuviel


    La rabbia crescente che percepisco in Andreus mi ferisce, mi getta addosso tutto ciò che gli passa per la testa, trattengo il fiato per ammortizzare il colpo, un colpo basso che brucia come un taglio nel sale , mi osserva infastidito mentre scosta malamente le mie mani dalle sue spalle, il contatto lo rende nervoso e insofferente..ritraggo le braccia mentre lo osservo con gli occhi di chi aveva ancora nel cuore una speranza, speranza che ora sembra svanire ogni minuto ed ogni attimo che trascorro in sua compagnia, eppure io parlando con lui non volevo di certo questo. Volevo chiarire non rovinare un’amicizia , ma a quanto pare le mie parole non servono, le ascolta e poi le getta via come se valessero meno di niente. Quando me ne sono andata l’altra sera avrei voluto che venisse da me, che mi avesse chiesto almeno come stavo, non di certo che giustificasse i suoi sentimenti per Efrem, volevo solo non essere esclusa così a mia insaputa dalla sua vita, se mi sono comportata così non l’ho fatto certo per divertimento, ne per rompere le scatole ne a lui ne ad Efrem, non sapevo della loro storia, a quanto pare lo sapevano tutti…tutti tranne me…se lo avessi saputo, se me lo avesse detto o per lo meno accennato visto che mi considerava un’amica be, di certo non avrei nemmeno cercato di avvicinarmi a lui, mi sarei tenuta a distanza nonostante le emozioni che provavo quando c’era lui. Mi sento esclusa e tradita, tradita profondamente nell’amicizia. Una ferita che difficilmente si rimarginerà.
    «No, non ti dirò perché ci siamo lasciati. E non per semplice egoismo, ma perché non mi metto a sbandierare ai quattro venti una questione così delicata.»
    Sbandierare ai quattro venti? Qui ci siamo solo io e lui al momento, nessun’altro, ho chiesto solo per poter essergli d’aiuto in qualche modo, non di certo per assimilare le sue parole e poi andarle a spettegolare, forse si dimentica che io non sono propriamente una pettegola, i segreti me li tengo per me e , gli e l’ho anche dimostrato, non vado di certo in giro a mettere pergamene per il rifugio con i segreti altrui.. quanto si sbaglia, a quanto pare io credevo mi conoscesse almeno un po’, ed invece…non mi ha mai realmente conosciuta, io credevo nella nostra amicizia, ma ora la sento fragile, sgretolarsi come sabbia sotto le dita, chiedendomi se mai fosse realmente esistita:
    «Perché mai avrei dovuto dirti che avevo una relazione con Efrem?
    Sono otto anni che ci frequentiamo, otto anni che ho provato ad avvicinarmi a lui, mi sono scavato un posto nel suo cuore con tutte le mie forze ed in punta dei piedi.»
    Lo guardo, è sul punto di esplodere, vorrei potergli dire qualcosa ma credo sia inutile, da me non vuol sentire ragioni, non so cosa sia accaduto tra di loro, ma nessuno ha criticato il suo sentimento per Efrem, nessuno l’ha incolpato per ciò che sente, è come se quel sentimento gli fosse stato strappato via, almeno è quello che percepisco dalle sue parole.
    <<…volevamo tenerlo nascosto, staccare dalla fazione la nostra vita privata per farne una cosa nostra. Che dovere ho io a informare te dei miei sentimenti verso di lui?»
    << Nessun dovere, e allora perchè mi stai urlando contro giudicando il mio silenzio sui miei sentimenti e su quello che non ho detto?>>

    Chiedo dura mentre lui stringe con rabbia le braccia al petto, sembra sconvolto dalle sue stesse parole :

    « Non sono venuto da te perché avevo capito, sei stata così teatrale da mostrarlo a tutti e non mi serviva la tua spiegazione di poco fa per capirlo. Mi sono sentito io in difetto per quel bacio, un bacio che ho dato al mio compagno. E tutto per cosa? Per una tua infatuazione. Lo conosci da a malapena due settimane, non sai nulla di lui, non sai che cosa fa la mattina appena alzato, non mi sai dire i suoi tic nervosi, non sapresti neanche dirmi qual è il suo piatto preferito o semplicemente da dove viene, no... non è amore il tuo.»

    << Non ho mai parlato di amore...ho solo assecondato un sentimento, e con questo? Devo essere umiliata e screditata perché ho mostrato apertamente ciò che provavo? >>
    La mia voce si fa più umile più spezzata, non riesco a reggere il confronto, non con lui, non contro i suoi occhi e la sua lingua, non l'ho incolpato del suo amore per Efrem..
    Lo vedo allontanarsi ponendo maggiore distanza tra me e lui, mi stringo nelle spalle incassando un altro colpo, un’altra delusione…

    «Quando scenderai dal tuo piedistallo e la smetterai di sentirti il centro del mondo allora forse potremo avere una conversazione civile. Fino ad allora, considerami solo come il tuo superiore.»
    … ma sono le sue ultime parole a far crollare tutte le mie difese;si accanisce duramente su di me, io non ho mai voluto rubare niente a nessuno, non ho mai voluto sostituirmi a nessuno, ho sempre preferito stare ai margini che sotto la chiara luce del giorno, non mi sono mai posta superiormente a nessuno e se ho parlato di me, l’ho fatto solo perché volevo confessare a qualcuno i miei tormenti , perché le colpe che mi davo, facevano troppo male da sopportare e gravavano come macigni, eppure lui…lui pensa questo di me?
    Davvero mi giudica così altezzosa, così piena di me tanto da dirmi questo?
    Se fosse così non mi sentirei così incredibilmente sbagliata ogni volta..

    «Dato che ci tieni tanto, restaci pure qui, io me ne torno di sotto. Ho di meglio da fare.»
    Vedo la sua figura allontanarsi nell’alba nascente, resto immobile con le spalle alla statua a fissare il suo cammino fino a quando lo vedo sparire…mi porto una mano davanti al viso mentre le lacrime si fanno strada nei miei occhi.
    << ...se resto qui almeno…non farò del male a nessuno…>>
    ...forse quel giorno avrebbe dovuto lasciarmi su quella lipide, gli avrei risparmiato almeno questo…eppure io ho seguito i ribelli perché tra le loro file vi era lui ed io ero preoccupata per lui, altrimenti avrei preso sicuramente una strada differente; o mi sarei ritrovata tra le prigioni reali, oppure nell'accampamaento dei reietti e li, avrei ritrovato Niniel, o semplicemente, sarei rimasta su quell'albero ad aspettare il giorno, per inseguire da sola la via della vendetta ; poi però non mi sono pentita della mia scelta, qui ho trovato belle persone unite per un unico obbiettivo, speravo di non essere più sola, ma tutto non va mai come vorrei, questo l’ho imparato, tutto ciò che dico finisce sempre per essere frainteso.
    Un gracchiare da fuori mi ridesta dal momento di sconforto mentre mi abbandono su una delle panchine, la stessa dove poco fa vi era seduto Andreus, poco dopo quel gracchiare si fa più intenso e più vicino, mi volto è Gliocas che zompetta per poi volare sul mio ginocchio e scrutarmi con aria truce.
    << Ehi…almeno tu non te ne sei andato...>>
    Dico abbozzando un sorriso solleticando il suo nero piumaggio con aria stanca e distratta
    .
    << Sai qual è la cosa che fa più male in assoluto in questa storia, oltre all’aver perso un’amicizia che reputavo preziosa? Che nella vita ho sempre pensato che la cosa peggiore fosse restare sola, invece mi sbagliavo…la cosa peggiore è stare tra persone che ti fanno sentire sola…>>
    Alzo lo sguardo, posando i miei occhi su quelli della statua, così possente e forte illuminata dalle candele e dal sole . Nonostante l’antichità del posto, questa statua sembra aver mantenuto inalterato il suo misticismo, la sua imponenza, quanto vorrei essere come lei, ma la realtà è che la mia forza è solo apparenza, in realtà sono molto fragile. Mi alzo mentre Gliocas svolazza in tondo su di me per poi posarsi sulla statua, mi avvicino alla stessa come se ne avvertissi un richiamo, la sfioro appena con le dita mentre affido a lei una silenziosa preghiera per le ragazze che sono in battaglia, per Efrem, per Andreus…prego gli Dei affinché tutta questa ombra che mi avvolge, si tramuti in luce…
    Esco quindi dalla struttura, e mi dirigo in silenzio verso la mia meta iniziale, non ho lo spirito per allenarmi il morale è decisamente a terra ma mi aiuterà…lo fa sempre…
    Richiamo a me il mio Stiletto, al mio grido Menelmir si palesa in tutto il suo splendore tra le bianche piume del mio elemento, sento il suo peso, sento la sua consistenza. Mi metto quindi in posizione frontale dinanzi all’acqua del laghetto, l’acqua si increspa appena al soffio del freddo vento del mattino, mi ritrovo quindi a fissare la mia figura riflessa in quello specchio d’acqua torbida…torbida come l’idea che Andreus si è fatto del mio animo…devo concentrarmi, devo riuscire a sfogare tutto quel che sento.
    << Gliocas, fai attenzione questa è zona pericolosa…>>intimo al mio corvo di spostarsi ed in tutta risposta senza nemmeno bisogno di imporglielo, si sposta.
    Chiudo gli occhi cercando dentro di me ciò che dovrebbe darmi coraggio…
    Giustizia…
    Sensibilità..
    Fiducia..
    Determinazione.
    Forza…
    Continuerò fino a quando le mia braccia non saranno stanche di combattere contro invisibili nemici…finchè non mi imploreranno di smettere.
    Solo allora ritornerò all’interno del monastero, solo quando avrò sfogato tutto il mio rancore e il mio dispiacere per le cose successe.
    Basta nuvole, solo il cielo azzurro. Vorrei solo poter rimediare ai miei sbagli e ritrovare in quel cielo che cerco, il sorriso di Andreus.


    Menelmir ---> Arma in forma dormiente
    Ultima modifica di DELTAG; 16th January 2016 alle 15:05

  2. #1852
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    <<Dunque… Questa è polvere di corno d’alce>>, mi dice, mostrandomi una polvere marroncina, e poi mentre la mescola con una sostanza gelatinosa lo sento aggiungere, <<e questa cosa gelatinosa che stavi buttando è fungo di Gaearmir… Altamente esplosivo>>. Deglutisco guardando un po’ preoccupato il preparato, sapere che mi sono divertito a fare centro nei cassonetti con qualcosa di esplosivo non è rassicurante, ho rischiato di far saltare in aria il monastero e mettere in pericolo parecchie persone… Tra cui Andreus. Aggiunge un liquido, che penso sia acqua ma non ne sono certo, e dopo che l’intruglio ha assunto una tonalità bluastra comincia a mescolarlo con un mestolo. <<Continua tu ad agitare… Occhio a non farla diventare viola o… Saltiamo in aria>> . Per la seconda volta nella giornata mi ritrovo a maneggiare qualcosa di esplosivo. Un po’ agitato, eseguo senza fare storie la richiesta di Andreus, guardando di continuo l’intruglio che, fortunatamente, non sembra cambiare colore… Ma di certo puzza d’aglio. <<SIAMESI, ma ‘sta roba serve a resuscitare morti o cosa?>>, esclamo quando, non sopportando più l’odore, poggio l’intruglio sul tavolo e mi allontano un po’ per tossire. Che schifo. Osservo poi il composto e sgrano gli occhi perché vedo che il colore è viola. Agisco senza nemmeno pensare, mi metto tra Andreus e la sostanza esplosiva ed urlandogli contro <<a terra!>> cerco di allontanarlo e fare da scudo umano: è una mossa pericolosa, forse suicida, ma almeno lui non si farà male per un mio errore.



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  3. #1853
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Dalla sacca con i semi tiro fuori la quantità giusta di semi che mi serviranno per la pozione e li poso sul tavolo convogliando la mia energia nei palmi delle mani. Lentamente le mie energie si convogliano nei palmi sprigionando quella luce viola che, a contatto coi semi, vedo tramutarsi in fumo violaceo e venire risucchiata da essi. I semi si illuminano per un attimo della stessa tonalità mentre si nutrono per poi spegnersi dopo pochi istanti. Sono stupendi. Pongo i semi e il resto delle erbe all’interno del mortaio e inizio a rifare il procedimento per preparare la pozione di Sepyra quando d’un tratto sento Markus tossire per la puzza di aglio. Mi volto appena trattenendomi dal ridere mentre lo vedo mescolare quasi terrorizzato il composto che lentamente assume la colorazione violetta, è quasi pronto. E io non voglio perdermi la sua faccia. «SIAMESI, ma ‘sta roba serve a resuscitare morti o cosa?» non rispondo e torno a occuparmi dei semi scuotendo la testa fingendomi serio. Lo sento tossire con ancora più forza e allontanarsi dal contenitore per respirare. Sghignazzo al solo pensiero di quando dovetti prepararla io quella roba, Myricae si dovette tappare il naso un bel po’ di volte. Sobbalzo allarmato quando vedo Markus mettersi davanti a me urlando un «a terra!» per poi chiudere gli occhi e stringere i denti. Resto fermo con le lacrime agli occhi per le risate, un sorriso mi compare sul volto e lo guardo stupito per un attimo, non pensavo facesse una cosa simile… anzi, credevo piuttosto che se la desse a gambe per poi maledirmi da chissà dove per la bomba inesplosa. Mi avvicino al suo viso e unisco il medio e il pollice e quando gli sono vicino lo faccio schioccare sul suo naso «BOOM!» urlo scoppiando poi a ridere come un pazzo. «Non esploderà mai quella roba. Ma se la riscaldi un po’, è un ottimo rimedio contro la tosse.» dirò indicandogliela una volta che avrà aperto gli occhi e tornando al mio dovere. Perché inizio ad aspettarmi un vero e proprio pugno in faccia?

    Difesa e recupero:
    Rigenerazione: Avviene tramite tocco (Maestro) - Rigenera ferita di entità grave o mortale.

  4. #1854
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Chiudo gli occhi e stringo i denti in attesa di un’esplosione che però non arriva. Stranito apro un occhio per lanciare un’occhiata al composto ed il viso, divertito, di Andreus è ciò che mi ritrovo ad osservare. Fa schioccare le dita vicino al mio naso urlando <<BOOM!>> prima di scoppiare a ridere come un matto. Ma che sì è fumato? Lo guardo un po’ perplesso, massaggiandomi il naso, ed intuisco ancora prima che mi dica le verità che il composto non è affatto esplosivo ma semplicemente puzzolente. <<Non esploderà mai quella roba. Ma se la riscaldi un po’, è un ottimo rimedio contro la tosse>>, ed avere l’alito che puzza d’aglio? Hmm, no, preferirei tenermi la tosse piuttosto. Mi rilasso e guardandolo di stocchi attendo che finisca di sistemare le varie ampolle, poi esclamando <<Andreus?>>, cerco lo sua attenzione per provare a colpirlo con un pugno, molto debole, sulla testa e biascicare un <<idiota!>>. Mi ha fatto venire un colpo. <<E comunque quella cosa puzza, io non la berrei nemmeno da morto>>, dico poco dopo essermi calmato, lanciando un’occhiata torva all’ampolla, poi finisco di sistemare gran parte del disordine presente in stanza lasciando al ragazzo giusto la roba medica. Riempiendo un catino di marmo temperato d’acqua pulita torno poi in stanza ed inspirando accumulo in bocca il fuoco degli Obelyn che, con un getto lieve ma continuo, soffio direttamente sull’acqua così da renderla bollente.

    Distruzione - Lingue di fuoco: Previa concentrazione, si è capaci di generare all’interno della propria bocca una quantità controllata di fuoco, la quale viene soffiata con forza contro il nemico; (Esperto) la fiamma si propaga per 5 metri di lunghezza e provoca ustioni di secondo/terzo grado.
    <<Questa è davvero calda quindi vedi di fare attenzione>>. Allarmo il ragazzo senza guardarlo, e, dopo aver aggiunto del disinfettante nell’acqua, immergo con cautela i vari strumenti da medico per farli sterilizzare. Mi alzo in piedi e, guardandomi attorno, vedo che è tutto perfettamente in ordine eccetto le lenzuola che sono ancora da fare, ma possiamo pensarci anche più tardi. Adesso… Ho fame. <<Io ho un certo languorino…>>, esclamo, stiracchiandomi i muscoli un po’ indolenziti: tutta la baldoria di stanotte comincia a farsi sentire. <<Che ne dici, una bella colazione ce la meritiamo?>>. In fondo solo noi due abbiamo tirato a lucido una stanza che sembrava un porcile…



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  5. #1855
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De lagun

    Markus sembra sull’orlo di una crisi di panico e mi dispiace averlo allarmato così tanto, non pensavo la prendesse così forte. Mi guarda stranito e io con lo sguardo colpevole mi volto dall’altro lato tornando a mescolare la pozione con l’acqua. Secondo la ricetta, adesso dovrebbe riposare per un’ora. Metto tutto da parte e riprendo quelli che stavo finendo fin quando non sento Markus «Andreus?» mi volto verso di lui ma è un pugno quello che mi raggiunge sulla testa. Mugugno per il colpo e mi massaggio la testa «idiota!» biascica a denti stretti. Lo guardo colpevole continuando a massaggiarmi la testa. Non volevo farlo arrabbiare. Mentre il ragazzo esce fuori io riprendo a controllare le varie pozioni buttando quelle davvero inutili e tenendo quelle che magari possono fungere da reagente per altre misture. Di tanto in tanto butto un occhio alla pozione di Sepyra e ne approfitto per lavare i vecchi contenitori buttando i residui nel secchio dell’immondizia. Dopo qualche minuto Markus ritorna in stanza e mi porge un catino di acqua che inizia a riscaldare con il suo fuoco blu-viola per poi avvertirmi «questa è davvero calda quindi vedi di fare attenzione» mi dice ricordandomi l’episodio idiota del catino in stanza. Incrocio gli occhi e aggrotto le sopracciglia mentre gli rivolgo una linguaccia che però lui non vede… peccato. Ci mette al suo interno parte del disinfettante per le ferite per poi buttarci dentro tutti gli strumenti che hanno bisogno di una bella sterilizzata, nel frattempo io termino di sistemare la roba medica sui bancali e sui comodini ripulendo quelle inutili e ormai inquinate. Passati pochi altri minuti Markus si stiracchia «io ho un certo languorino…» dice con un mezzo sorriso eloquente. In effetti anche io inizio ad avere fame. Alla festa mi si è chiuso lo stomaco per tutti i casini successi, ho toccato sì e no poche cose, mentre ora… sento che potrei mangiarmi un bisonte. «Che ne dici, una bella colazione ce la meritiamo?» mi chiede infine, gli sorrido e poco dopo alzo un indice per chiedergli di attendere qualche altro minuto «dammi una altro paio di minuti per filtrare e pulire tutto e possiamo andare.» dico e mi avvicino al tavolo dove, stando attento, inizio a filtrare il composto mettendo da parte la componente solida nella vaschetta di ceramica apposita mentre travaso il liquido nella sua bottiglia di vetro trasparente. Terminato tutto, lavo i vari recipienti e li ripongo al loro posto, capovolti in modo che non vi entri la polvere e insieme al ragazzo mi dirigo in cucina, ho voglia di dolci. È rimasto qualcosa di salato di ieri sera, perlopiù bruschette che si possono conservare in dispensa, la carne sembra terminata e quella che è rimasta si può riutilizzare per lo spezzatino. «Visto che Medea a quanto pare non è brava in cucina e Isyl… beh… è meglio se mi sta lontana.» dico con la faccia leggermente indurita per il fastidio «che ne dici di improvvisarci noi cuochi e fare qualcosa per quando torneranno le ragazze e… Efrem?» sì. Lui deve tornare. Se il ragazzo accetterà gli illustrerò una vecchia variante della torta di pinoli che faceva Myricae… col rum… tanto per cambiare…

    *Azioni di Markus concordate con Damnedgirl

  6. #1856
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Affondo dopo affondo, colpo su colpo…ferro conto vento…

    La fronte è imperlata di sudore per lo sforzo, per lo meno mi sento più rilassata, meno tesa e più carica anche se il pensiero di quello che è accaduto con Andreus fa male. Troppo.
    Ho cercato di fidarmi di lui, sono sempre stata molto diffidente con la gente lo ammetto , ma le sue parole mi hanno ferito profondamente, probabilmente io non ho dato lui la fiducia che meritava o che si aspettava, magari ho sbagliato a tenerlo all’oscuro delle cose che gli ho nascosto ma non l’ho fatto per mancanza di fiducia o sincerità, affatto; oppure davvero come dice lui sono rimasta ferma sulle mie convinzioni e sulle mie mancanze senza preoccuparmi delle sue, restando su un piedistallo sulla quale nemmeno io credevo di essere. Sono tendenzialmente orgogliosa, e non mi piace ammettere di aver sbagliato, non con lui almeno, sono testarda, ma forse questa volta dovrei essere più morbida e chiedere scusa anche se non servirà di certo a rimediare a quel che è accaduto. Occasioni per parlare non ne abbiamo avute molte lo ammetto, ogni volta vi era sempre qualcosa che ci allontanava ma non per questo credevo arrivasse a dirmi ciò. Sospiro pesantemente mentre non appena rilasso un po’ le braccia un dolore acuto mi prende costringendomi a fermarmi. Sento gli avambracci pesanti e gonfi, non mi era mai accaduto, scosto le polsiere metalliche che dal polso coprono quasi tutto l’avambraccio mentre al di sotto vedo che sulla pelle si sono formate delle chiazze violacee, il movimento continuo dei polsi e l’ urtare insistente contro lo spesso bordo metallico ad ogni affondo dato con troppa forza mi hanno procurato vistosi ematomi. Dovrei recuperare un po’ di erbe curative che avevo lasciato in cucina in alcuni contenitori di legno e creare degli unguenti per alleviare almeno un po’ il dolore, per il momento è meglio coprire e fermarsi qui, anche sein realtà avrei voglia di continuare ancora un po’.
    Richiamo intanto il mio stiletto, non appena lo stringo nuovamente tra le mani, vedo sulla lama la mia immagine riflessa, i miei occhi stanchi e arrossati per il pianto e per il freddo che avanza, occhi piuttosto tristi in cui però vi è ancora del coraggio. Sono davvero una persona così brutta? Chiedo alla mia arma sperando in una risposta, risposta che non avrò non di certo da Lei.
    Riassorbo quindi Menelmir con tutto il suo potere, il suo vento che soffia sulla sua lama tagliente come un foglio di pergamena, respiro quanta più aria possono inglobare i miei polmoni per poi ributtarla fuori….è un gesto incredibilmente liberatorio, che non sostituirà di certo le ferite sul cuore e nell’anima però.
    Lancio uno sguardo all’orizzonte dove una sottile linea dorata sta prendendo spessore prima di imboccare il passaggio verso il glados e verso il monastero, di Efrem nessuna traccia, e nemmeno delle ragazze, ma loro sono appena partite…spero ritornino sane e salve…

    Raggiungo l’entrata segreta e avendo cura di richiudere tutto dietro di me, seguita da Gliocas ridiscendo in quella che dovrebbe essere la mia casa. Percorro tutti i piani fino a raggiungere il piano dell’infermeria , sopra di me lo svolazzare di Gliocas. Faccio per andare diretta nella stanza per potermi medicare quando dal fondo della scala lancio uno sguardo in armeria dove Markus e Medea si stavano allenando e, noto che è rimasta solo lei.
    La vedo in piedi sembra essere ferita perché noto una fasciatura improvvisata all’altezza della scapola destra.
    Cambio la mia meta e mi dirigo verso di lei per vedere se le serve aiuto.
    Mentre mi avvicino vedo che ha ancora addosso il mio abito e sembra quasi non accorgersi di me.
    Spunto poi improvvisamente accanto a lei :
    << Com’è andata? >> chiedo gentile, poi però noto un’espressione piuttosto triste ed arrabbiata << ok..scusami…basta vedere la tua espressione per capire…>> le sorrido timida ma amichevole <<…è un peccato aver rovinato un’abito così bello ..>> le rivolgo un occhiolino con l’intento di farla sorridere, << Ti stava bene sai?>> concludo cercando i suoi occhi azzurrissimi.
    << Male…sono una frana …seguo un consiglio ma sbaglio la mossa dopo, vorrei essere più utile ma non ci riesco >>
    La guardo con espressione triste, capisco benissimo il suo stato d’animo, tante volte mi sono sentita così , vorrei poterle dire qualcosa di giusto e sensato, ma ultimamente non sono brava con le parole :
    << e’ un errore comune sai? >>
    aggiungo tristemente per poi continuare:
    << Quando ti senti così, pensa al cielo…lassù tra il limpido azzurro, fluttuano sempre, con la loro morbida consistenza delle splendide nuvole imperfette..non sentirti inferiore a nessuno, non lo sei, hai solo bisogno di più tempo per apprendere…>>

    Le dico cercando di infonderle un po’ di coraggio e autostima sorprendendomi delle mie stesse parole.
    << Senti…riesci a camminare o hai bisogno di aiuto? Stavo andando in infermeria se ti va ti sistemo la fasciatura e vedo di medicarti un po’…>>
    Scruto la sua spalla cercando di capire come sono state messe le bende e devo dire che non sono messe male, quindi non dovrò quasi nemmeno sistemarle.
    << Si riesco....grazie>>Detto ciò ci dirigiamo insieme verso l'infermeria.
    Quando vi entro sento un profumo di fresco e subito mi sento meglio, noto anche che i letti sono stati sistemati e puliti,qui qualcuno si è dato alle pulizie...
    Aiuto Medea a sistemarsi su di un letto ed inizio ad armeggiare con unguenti bende ed erbe per poterle curare un pò le escoriazioni e le ferite di minor entità.
    Quando ho fatto con lei, recupero delle bende anche per me.
    << Hai già preso la pozione medicamentosa? >>
    Chiedo, di sicuro la aiuterebbe ma non vorrei esagerare nelle dosi.
    Mi avvicino quindi ad un tavolino recupeo dell'unguento all'aloe visto che di pozione non c'è nè molta e se Medea o le ragazze o Efrem dovessero tornare dalla battaglia potrebbero averne bisogno in rinforzo alle cure di Andreus.
    Le mie non sono ferite gravi, posso resistere anche senza pozione. Mi sfilo quindi con fatica uno dei bracciali lasciando scoperti i lividi, mentre mi massaggio il braccio.
    Stringo i denti mentre mille sassi sembrano premere sui miei muscoli ed inizio a cospargere con il composto la zona violacea.
    << Ti senti meglio? >> chiedo poi a Medea che è silenziosamente seduta davanti a me.
    Con la coda dell'occhio noto poi Gliocas appollaiato su una sponda dei letti.



    - Frasi ed azioni su Medea concordate con Lilla.



    Ultima modifica di DELTAG; 18th January 2016 alle 19:24

  7. #1857
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    E' pomeriggio

  8. #1858
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Finite di riempire le varie ampolle, incluse quelle della pozione di Sepyra, io ed Andreus andiamo in cucina. Osservo quello che c’è rimasto dalla festa e, purtroppo, noto che non c’è nulla di dolce o di lontanamente spacciabile per fare colazione. Nhm… Mi dovrò mettere ai fornelli, chiaro. <<Visto che Medea a quanto pare non è brava in cucina e Isyl… Beh… E’ meglio se mi sta lontana>>. Inarco un sopracciglio guardando perplesso il viso del ragazzo che d’un tratto appare strano, come se fosse infastidito. Isyl, e chi cacchio sarebbe? Non mi pare ci siano ragazze con questo nome nel covo… Beh… Chiunque sia ho capito che non è il caso di parlarne. <<Che ne dici di improvvisarci noi cuochi e fare qualcosa per quando torneranno le ragazze e… Efrem?>>. Abbozzando un sorriso accenno ad un sì con la testa e poi recuperando gli ingredienti man mano che li nomina ascolto la ricetta che mi propone: torta di pinoli e… Rhum. Adoro quell’alcolico, si trova ovunque e costa poco a differenza dell’idromele. <<Mi sembra un’ottima idea, mancano però i pinoli…>>, schiocco la lingua sul palato, seccato, e tornando a voltarmi verso il ragazzo aggiungo per tranquillizzarlo, <<ma qualche pigna con tutti gli alberi qui attorno di certo non sarà un problema trovarla>>. Rapidamente mi connetto con la mente di Lucky: zampettando lo scoiattolo si avvicina a me e mi fissa in attesa; prendo una noce e dopo avergliela fatta mangiare lascio oscillare un sacchetto pieno vicino al muso del roditore, poi esclamando, <<portami dieci pigne piene e queste sono tue>>, gli impartisco il medesimo ordine con la simbiosi.

    Simbiosi - Esperto :Avverte le sensazioni ed emozioni altrui ed è in grado di manipolarle, infondendo le proprie. Quindi se l’elfo è in uno stato di calma e la persona con la quale si rapporta è colmo di ira, ritrovandosi sotto l’effetto della simbiosi, anch’egli si calmerà. (ciò vale per tutti gli stati umorali).
    Non faccio nemmeno in tempo a sollevarmi da terra che vedo lo scoiattolo, letteralmente, sparire dalla mia vista. Bene. Mi lavo le mani con acqua calda e limone e poi suggerisco ad Andreus di fare lo stesso con un cenno del capo: voglio proprio vedere come se la cava in cucina… A mangiare in fondo è bravissimo. Preparo il forno, caricandolo di ceppi e carbone per poterlo accendere, poi anche gli ingredienti ed infine in un pentolino metto del burro che scaldando faccio sciogliere. Poggio quindi il pentolino su un bancone e qui aggiungo lo zucchero, un uovo intero, la scorza di un limone e la farina. <<A te lo scettro del potere, cuoco>>, esclamo divertito e passo il mestolo ad Andreus. Intanto Lucky ha già portato le pigne che ho chiesto, come promesso apro il sacchetto con ben nove noci e glielo poggio a fianco. Dopo averle pulite con un panno, almeno esternamente, metto le pigne dentro una pentola e coprendole la avvicino al fuoco: così il calore le farà aprire e noi avremo i nostri pinoli. Attendo qualche minuto, gettando un’occhiata incuriosita al ragazzo per vedere se ha bisogno di una mano, e, per un pelo, non rischio di scottarmi a causa della mia distrazione! Che cavolo… Ultimamente faccio più danni del solito. Usando un panno sollevo il coperchio e vedo che le pigne sono aperte, coprendola nuovamente con il coperchio lascio freddare la pentola sotto un getto d’acqua, poi recupero tutti i pinoli che metto in una ciotola e comincio a tritare…Guardando la ciotola per evitare di pestarmi le dita per sbaglio.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 19th January 2016 alle 19:52



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  9. #1859
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Guardo speranzosa Markus, d’altronde se non riesco a fare qualcosa di buono con lui è inutile chiedere ad Efrem, sperando che torni sano e salvo, o ad Andreus, mi metterebbero ko in meno di due minuti.
    <<Beh sì, credo si possa fare…>>.
    Sentendo le sue parole sono talmente felice che abbia quasi accettato che di getto lo abbraccio velocemente sussurrandogli <<Grazie>>.
    Mi stacco subito ed accetto il suo aiuto per alzarmi.
    <<Si posso camminare… grazie di nuovo.>>.
    Lo guardo uscire dall’armeria rimanendo in piedi dove sono riflettendo sui miei sbagli.
    Niente da fare non sono affatto una combattente ma devo impegnarmi di più, non voglio arrendermi, voglio vincere questa guerra insieme ai miei compagni.
    Non sarà facile ma mi devo mettere sotto…
    Sono ancora scoraggiata ed arrabbiata con me stessa per non essermi impegnata di più in tutto questo tempo quando vedo entrare Keyra.
    <<Com’è andata?>> mi chiede con tono gentile gentile, <<ok..scusami…basta vedere la tua espressione per capire…>> mi sorride quasi timidamente ma in modo
    <<<<Male…sono una frana …seguo un consiglio ma sbaglio la mossa dopo, vorrei essere più utile ma non ci riesco…>> abbasso lo sguardo aggiungendo subito dopo.
    Purtroppo sono una frana ed è tutta colpa mia, dovevo allenarmi di più… ma forse sono ancora in tempo… mi dico tra me e me.
    <<…è un peccato aver rovinato un’abito così bello ..>> mi fa l’occhiolino <<Ti stava bene sai?>> mi guarda.
    L’abito? Quale abito? Abbasso lo sguardo e noto il vestito che “ho preso in prestito proprio a lei”.
    Questa volta tocca a me arrossire <<Scusami non te l’ho chiesto ma quando ho bussato tu non c’eri ed io ero in ritardo…>>. La guardo un po' imbarazzata sapendo che non è una scusa valida.
    <<Grazie, fortunatamente abbiamo la stessa taglia e tu sei una fonte inesauribile di abbigliamento>>. Le faccio l’occhiolino.
    << Quando ti senti così, pensa al cielo…lassù tra il limpido azzurro, fluttuano sempre, con la loro morbida consistenza delle splendide nuvole imperfette..non sentirti inferiore a nessuno, non lo sei, hai solo bisogno di più tempo per apprendere…>>
    Keyra è davvero molto dolce… forse potrei sfruttare pure lei per allenarmi.
    Certo è più forte di me ma con lei mi sento a mio agio…
    <<Grazie per le tue parole…>> Accenno un sorriso.
    <<Senti…riesci a camminare o hai bisogno di aiuto? Stavo andando in infermeria se ti va ti sistemo la fasciatura e vedo di medicarti un po’…>>
    La guardo annuendo <<Si riesco....grazie>>
    Arrivate in infermeria mi aiuta a sistemarmi su un letto dopodiché comincia ad armeggiare con bene ed erbe.
    <<Hai già preso la pozione medicamentosa?>> Mi chiede.
    <<Sì, Markus me ne ha dato una dose.>>.
    Intanto mi medica per poi chiedermi se sto meglio.
    <<A parte l’orgoglio ferito… sì>>. Cerco di sdrammatizzare più per me che per lei…
    In quel momento noto un corvo appollaiato su una sponda di un letto.
    <<E’ tuo?>> Lo indico mentre si medica.

  10. #1860
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Mentre attendo una risposta da Markus, mentalmente mi ripasso i vari ingredienti per la torta di pinoli di Myricae, ricordo che era molto semplice e non servivano chissà quali doti culinarie. Un sorriso è quello che ricevo in risposta assieme a un cenno affermativo col capo. Inizio quindi a elencare i vari ingredienti mentre Markus li tira fuori dalla dispensa fermandosi poco dopo con uno sguardo imbronciato. «Mi sembra un’ottima idea, mancano però i pinoli…» dice seccato e nel frattempo inizio a pensare a qualche altra ricetta per poter sostituire questa, peccato però. Adoro i pinoli. «Ma qualche pigna con tutti gli alberi qui attorno di certo non sarà un problema trovarla» già giusto… il problema però è raggiungerle le pigne. Ma non faccio in tempo a parlare che vedo Lucky sbucare da dietro uno dei mobili facendo tintinnare la targhetta di metallo. Markus subito gli dà una delle noci nella dispensa mostrandogli poi il sacchetto come a voler fare un patto con l’animale, sghignazzo appena nel vederli. È… buffo. Quando non è di cattivo umore o senza broncio è piacevole. Lo sento poi esclamare mentre lo scoiattolo inizia ad afferrare il sacchetto per recuperare le noci «portami dieci pigne piene e queste sono tue» senza nemmeno fargli finire la frase, il roditore schizza via da dove è apparso e Markus, con un sorriso soddisfatto sul viso inizia ad armeggiare coi vari ingredienti, si lava le mani invitandomi a fare lo stesso. Lo seguo al catino e lo imito pulendomi a mia volta le mani. Dopotutto, non vorrei che qualcuno si ritrovi dei pezzetti di osso, macerie o chissà quale altro intruglio dell’infermeria nell’impasto. Inizia con l’accendere il forno per poi cominciare ad armeggiare tra le pentole e gli ingredienti senza fare troppi disastri. Nel frattempo nella cucina arriva anche Lucky trascinando una ad una le pigne piene che il ragazzo raccoglie e inizia a scaldare per poi guardarmi e passarmi il mestolo di legno. «A te lo scettro del potere, cuoco» gli sorrido ironico e gli tolgo dalle mani il mestolo e la ciotola mentre lui inizia a lavorare i pinoli «dà qua plebeo, ti faccio vedere io come si fa una torta di pinoli.». Bene, adesso ho ancora più fame. Comincio a girare con energia il composto aggiungendo lentamente il mezzo bicchiere di rhum e le chiare delle uova mescolando mentre Markus si occupa di tritare i pinoli, lo guardo di sottecchi e senza farmi notare, infilo l’indice nell’impasto mettendomelo in bocca poco dopo per assaporare il composto. «Sta venendo bene!» esclamo continuando a girare… sento però poi il mio stomaco brontolare rumorosamente e decido di fregare qualche pinolo a Markus, allungo la mano verso la padella fredda ma quello che ottengo è il pestello del mortaio che sbatte sulla mia mano. La ritiro scuotendola vigorosamente mentre torno a mescolare il composto. «Stronzo.» borbotto tra me e me aggiungendo ciò che rimane assieme alla granella di pinoli tostati all’impasto che ho steso già nella padella. Sistemo tutto e butto nel catino quello che è da lavare, infine inforno tutto e vado a lavarmi le mani. «Bene, adesso abbiamo più di mezz’ora da occupare.» le asciugo sul pantalone e mi siedo al tavolo giocando con Lucky e le noci… e se… no dai, non sono così morto di fame da rubare delle noci a uno scoiattolo. Cerco di distrarmi guardando Markus «partitina a carte?» gli dico con un sorrisino di sfida, se accetterà andrò a recuperare in stanza il mio mazzo di carte altrimenti… boh, mi atterrò a quello che proporrà lui…


    *Azione di Markus concordata con Damnedgirl

 

 

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